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III.004 - STORM IN HEAVEN - Per il Cuore, Per il Sangue (1)

That Love Is All There Is - Slytherin'S Blood [Marauders] — www.efpfanfic.net · All chapters

III.004 - STORM IN HEAVEN - Per il Cuore, Per il Sangue (1)

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Slytherin's Blood

Storm in Heaven - III.004 - Per il Cuore, Per il Sangue (1)

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Mirzam Sherton

74, Essex Street, Londra - dom. 19 dicembre 1971

Nonriuscivo a prendere sonno quella sera, al rientro dalla cena aGrimmauld Place: non facevo che girarmi e rigirarmi nel letto, sospesoa met tra il dolce pensiero di Sile e delle poche ore cherestavano ormai a separarci, e quello spaventoso della rabbia diMilord, quando Rodolphus gli avesse consegnato l'anello di Sirius, unaltro inutile gioiello privo di qualsiasi valore. Quello che avevofatto era rischioso, lo sapevo, anche perch non avevo ideadiquando si sarebbero incontrati n potevo conoscere inanticipole loro effettive reazioni, ma, visti quali erano ormai diventati isospetti di Rodolphus, era urgente intervenire e ritenevo che metterlodi fronte a un errore, fosse la strada migliore per farlo desisteredalla caccia ai danni di Orion e del ragazzo.Lo conoscevoormaida anni: pur nei suoi eccessi, Rodolphus restava fondamentalmente unapersona pragmatica, che senza prove tangibili e inconfutabili, nonavrebbe mai mosso guerra a una delle famiglie pi influentidelmondo magico, cui, tra l'altro, era anche imparentato,perciquella battuta d'arresto l'avrebbe fatto tornare in s e,almenoper il momento, avrebbe lasciato stare qualsiasi velleitcontroOrion Black e suo figlio e si sarebbe concentrato, come sua moglie,solo su me e mio padre, fino a trovare finalmente ci checercava.Certo, questaspetto del problema non eramenograve, anzi, pertanto dovevo mettere in scena al pi prestoanche la seconda parte del mio piano: per il bene di Meissa, eranecessario che agissi prima che tornasse a scuola, soprattuttoperch non mi fidavo di Lestrange jr., ritenevo che avessetroppo ascendente su Rigel e avevo l'assoluta certezza, pur nonconfermata da alcuna prova, che avesse preso parte all'aggressione aidanni di Sirius.Se ripensavo a quando avevo visto ilgiovanissimoRabastan Lestrange a Trevillick, mentre seviziava un corvetto, eroancora assalito dai brividi: uno cos non avrebbe avutoscrupoli, ne ero convinto, sarebbe arrivato ad affatturare mia sorellao aggredirla, se lavesse ritenutonecessario.Dubitavopersino che i suoi rapporti col fratello maggiore fossero difficiliquanto il mio caro amico voleva farmi intendere: al contrario,probabilmente era proprio lui l'uomo di Hogwarts,usatoda Rodolphus per avere notizie dall'interno della scuola e, in qualchemodo, contrastare l'eccessiva influenza del giovane Malfoy nella casadei Serpeverde. Aveva ragione mio padre: anche se Rodolphus si eradimostrato in pi di unoccasione un amicoprezioso perme, la pericolosit insita in quella famiglia non andava maisottovalutata, o rischiavo la fine della rana che port inspalla uno scorpione. Sospirai...

Cherazza di pensieri, a meno di ventiquattro ore dal mio matrimonio!

Mi chiesi se sarebbe mai arrivato, nella mia vita, il giorno in cuisarei riuscito a rivedere il cielo, a lasciarmi alle spalle queipensieri e quei tormenti, dedicandomi solo alle persone che amavo e aci che sapevo essere giusto per me.Da quando eradiventato reale il mio sogno di una vita accanto a Sile, mi chiedevosempre con pi urgenza quanto avrebbe impiegato Milord adassumere il potere e mettere finalmente fine alla deriva del MondoMagico, quanto avrebbe impiegato a ridare al nostro mondo una parvenzadi Normalit: perch non poteva continuarecos non poteva essere per semprecos... Non erapossibile che i Purosangue dovessero sottostare a quelle limitazioni,ma era altrettanto intollerabile continuare con quel clima di terrore emorte, di notti interminabili fatte dincubi e sangue...Quandoavevo avuto il mio primo, vero, incontro con lui, a Little Hangleton,Milord mi aveva fatto intendere che tutto quell'orrore servisse solo apiegare i restii, spaventarli, velocizzare un processo inevitabile, eche presto avrebbe dimostrato al mondo che, oltre alla paura, oltre alclima di terrore necessario a recidere la perversa condiscendenza cheparte del mondo magico aveva nei confronti dei Babbani, ci sarebbestato anche dell'altro, qualcosa di adatto anche alla mia indole... unarinascita della nostra natura, una riscoperta di quellepropriet e quelle potenzialit antiche che ilmondomagico aveva svenduto per sopravvivere alla convivenza col mondobabbano.Ripensai alle sue parole...

"Permettimidiconoscerti e di farti conoscere quello che solo a pochi rivelo, ilgrande progetto, quello che render il nostro mondo migliorepertutti noi non c solo quello che haivisto questanotte, io non cero questa notte, perch, come te,anchio ho bisogno di altro, tu sei unanima a meaffine,Mirzam Sherton Spero che vorrai vedere di l dituttoquesto solo vedere la ricompensa per teandr dil dei tuoi desideri piprofondi

Ancora non avevo visto niente, anzi, Milord,col tempo, non avevanemmeno mantenuto i patti: mi aveva promesso che non mi avrebbe maicostretto a fare qualcosa per cui non ero portato, come uccidere,invece alla fine mi aveva chiesto di farlo, come prova difedelt e riconoscenza... Ed io, nemmeno ventiquattro oreprima...Rabbrividii. Come potevo coinvolgere anche Sile intuttoquesto?

Sile...

Lei che probabilmente, in quel momento, era sveglia e agitata quantome, di fronte allultima notte che ci avrebbe vistolontani o magari, tranquilla e fiduciosa, si eragiabbandonata al sonno dei giusti, certa che cos il temposcorresse pi rapidamente Per tutto il giornol'avevoimmaginata presa dagli ultimi dettagli, mentre controllava perl'ennesima volta la perfezione del suo abito e i ricami del suo velo;lavevo immaginata nella sua stanza, una stanza in cui noneroentrato mai e che invece avrebbe potuto dirmi cos tanto dilei,mentre accarezzava la coperta del suo letto, consapevole che non viavrebbe dormito mai pi, che quella sarebbe stata l'ultimanotteche avrebbe passato da sola, fino alla fine della nostra vita. Inrealt, non eravamo da soli gi da unpo, l'avevosentita giorno dopo giorno accanto a me, seppur lontani fisicamente, daquando l'avevo ritrovata, quella sera a Doire. E ora finalmente nienteci avrebbe pi diviso. Nemmeno Milord o qualsiasi altroostacoloci avrebbe messo davanti il destino.Non l'avreipipermesso, no.

Mancano meno di ventiquattro ore... poi finalmente la nostra vita, lanostra vera vita avr inizio.

Sorrisi tra me, nelle ultime settimane non avevo fatto altro cheprogettare e vedere nella mente tutto ci di cui avevamofantasticato da ragazzi: ora finalmente avremmo condiviso tutto,saremmo andati di nuovo a un concerto, avremmo visitato insieme iluoghi di sua madre, l'avrei coinvolta nel mio sogno di fondare unasquadra di Quidditch delle Terre del Nord, avremmo visto la famigerataAmerica, il nostro desiderio comune, il segreto di cui nessun altrosapeva niente.E infine, ma non ultimi... i nostri figli...Sarebbe passato molto tempo prima che avrei di nuovo chiuso gli occhi:ero certo che appena gli Anziani avessero stabilito definitivamente cheappartenevamo l'uno all'altra, e gli ospiti ci avessero lasciati liberidi starcene da soli, non mi sarei pi allontanato da lei,avreipassato giorni e notti insonne, tenendola, sempre, stretta a me, perparlare con lei, per giocare con lei, per amarla... e quando avesseceduto al sonno tra le mie braccia, sarei rimasto stretto a lei aosservare il suo profilo, accarezzandole leggero i capelli, vegliandoininterrottamente per assicurarmi che non sparisse pi. Maipi. Mi alzai, il sonno quella notte, per tanti motivi, nonmiavrebbe raggiunto con le buone, perci decisi di aiutarmiconuna pozione calmante: uscii dalla mia stanza, percorsi il corridoiooscuro fino alle scale, salii fino alla mansarda e mi diressi verso lostudio di mio padre, dove, dietro una parete scorrevole, era celata unacredenza di rovere, nei cui cassetti e ripiani ceranosistematein ordine le erbe e gli ingredienti necessari per le pozioni e leampolline con i filtri gi pronti. A met delcorridoiomi fermai: una tenue luce di candela, nello studio, dimostrava che nonero lunico a girare insonne per la casa. Mi affacciai senzafarrumore, osservando per un po, non visto, mio padre intentoinuna lettura evidentemente impegnativa, con un bicchiere di vino rossoin mano e i resti di un paio di sigari nel portacenere di fronte as.

E quelli che cosasono?

Con la mia migliore aria canzonatoria emersi dalla penombra, lui,sorpreso e interdetto, sollev il viso dal libro che stavaleggendo, andando rapidamente a togliersi, un po' imbarazzato, gliocchiali che gli avevo visto addosso per la prima volta.

Se ti riferisci a questi...direi... Uno sgradito dono dei miei quaranta anni...

Sorrise e mi fece cenno di accomodarmi, io entrai e mi sistemai sullapoltrona davanti a lui, gli occhi curiosi che cercavano inutilmente disbirciare il titolo delle sue interessanti letture.

Secondo melet centrapoco, credo piuttosto sia lo sgradito dono di questi tuoi amati tomipolverosi... e di questa luce insufficiente, per dilettarsi di... RuneAntiche, dico bene?

Mio padre sogghign e richiuse il libro, poi me lo porse,vidiche era un vecchio tomo pieno di polverose rune, rune cheperparlavano dei riti antichi del Nord: lo guardai interrogativo.

Che cosa significa? Noncredevo tu avessi bisogno dei libri per sapere queste cose...

In realts, questa voltas queste sono le note di mastro Percival daGirvan, cheper circa cinquanta anni, tre secoli fa, ha prestato servizio comemaestro di cerimonia per i signori di Herrengton...

E da quando tidiletti con questogenere di letture? Senza offesa, ma... non mi sembrano proprio il tuogenere, qui ci sono solo elenchi infiniti di oggetti, tessuti,invitati non capisco

Non temere, non sonoimpazzito di colpo,trovo anch'io tutto questo di una noia mortale, ma a Herrengton non sicelebra un vero matrimonio del Nord ormai da quasi due secoli: tuo zioha sposato una Lestrange, tuo nonno una Meyer e mio nonno una Malfoy,di conseguenza, senza andare troppo indietro nel tempo, non ho nessunocui chiedere un parere, nemmeno tra gli Anziani del Consiglioc' qualcuno che ne ha visto uno in vita sua...

Ma che dici? I Maghi del Nordsposanocontinuamente Streghe del Nord secondo i nostri riti checosac stavolta di diverso...

C' che tu haichiesto un veromatrimonio tradizionale, Mirzam... ed io ho promesso a te e a Sile enaturalmente a suo padre, un perfetto matrimonio tradizionale... Stosolo controllando di non aver dimenticato niente: la tempistica assolutamente fondamentale, come pure l'ordine precisosecondocui dovranno disporsi gli Anziani...

Io... io credevo di averchiestosemplicemente un matrimonio come quello di Jarvis unmatrimonioda celebrare nella nostra terra, al termine dei riti notturni delSolstizio non volevo certo farti impazzire con questiridicolidettagli...

Non sono stupidi dettagli,Mirzam... essendotu uno Sherton, il matrimonio dovr svolgersi nellagrotta... ecome ben sai, nella grotta di Salazar nulla va lasciato alcaso...

Mio padre, pur serio, sorrise benevolo, l'espressione serena evagamente divertita di chi ha appena avuto conferma che, anche se stavoper lasciare la sua casa per vivere la mia vita, era ancora lontano ilgiorno in cui non avrei pi avuto bisogno di lui: michiedevosempre pi spesso come avesse fatto a maturare quella che miappariva una conoscenza sconfinata e, soprattutto, ormai iniziavo aconvivere, senza pi drammi, con l'idea che, con un padresimile, era inutile combattere, mi sarei sempre sentito un ragazzinoimbranato.

Non devi preoccuparti dinulla, ma goderti lagiornata, Mirzam, lascia fare a me... Ti assicuro che per me e tuamadre tutto questo un giocobellissimo edemozionante e... soprattutto un ottimo sistema per distrarci dall'ideache beh strano anche per noi pensare che staipervolare via...

Annuii, vagamente rosso in faccia: in tutti quei giorni avevamoaffrontato feste, fornitori, Anziani del Consiglio, amici e parenti chesi complimentavano, avevo avuto quella tragica notte a Diagon Alley einfiniti pensieri non molto positivi, erano tornati a casa i mieifratelli, avevo avuto l'ennesimo scontro con Donovan, insomma unamiriade di sollecitazioni che alla fine mi avevano fatto perdere divista un aspetto non indifferente. Stavo per iniziare la mia vita conSile e questo significava anche che, pur rimanendo il figlio dei mieigenitori, per forza di cose i nostri equilibri sarebbero cambiatidefinitivamente.

Ma non credo tu sia salitoper discutere conme di Sir Percival da Girvan, Mirzam... Perch sei qui,inveceche in camera tua a riposare? Lo sai, domani sar dura pertuttie per te in maniera particolare... Anche se non riesci a dormire, ed comprensibile, nemmeno io riuscii a dormire la notte primadisposare tua madre... dovresti per rilassarti, stenderti albuioe riposarti...

Ero salito appunto perprendere una pozione calmante...

No, meglio di no, Mirzam...stasera lasoluzione migliore per te un semplice infuso di erbe erestartene buono al buio, in silenzio: vedrai che, magari ci metteraiun po, ma il sonno arriver da solo; emozione,stanchezza, eccesso di cibo e di alcool saranno gi un mixdevastante, alla fine della giornata di domani, se aggiungessi lepozioni, ne usciresti distrutto... Se vuoi un consiglio, bevi unbicchiere ogni tre che te ne offriranno...

Annuii, non era mia intenzione perdere il controllo, volevo che ognisingolo istante mi restasse impresso a fuoco nella memoria,perera bizzarro vedere mio padre tanto preoccupato e cosferratoin materia.

Vuoi farmi intendere cheparli per esperienza?

Sorrisi divertito, un po' perch ero davvero curioso diconoscere qualche succoso aneddoto, un po' per staccare un po' la suaattenzione da me, come ogni volta che sentivo il nostro livello dicomplicit aumentare rapidamente: pur felice di avere unpadrecome lui, con cui parlare di tutto, a volte mi sentivo ancora inimbarazzo, esattamente come tanti anni prima, quando aveva iniziato aparlarmi senza tanti giri di parole di come ci si comporta con leragazze.

Dopo che ho conosciuto tuamadre, non mi sonoubriacato pi, lo sai... no, non parlo del mio matrimonio,ma hopartecipato a fin troppe cerimonie finite con sposi riportati a casacaricati in spalla, e spose in lacrime, inferocite e pronte avendicarsi... per non parlare poi delle rimostranze delle famiglie...quasi tutti si aspettano che l'erede sia messo in cantiere fin dasubito... e con lo sposo ridotto in quelle condizioni, puoi capirequanto sia arduo

Sentii le guance diventarmi di colpo rosso fuoco, distolsi da lui losguardo, ma continuavo a sentire su di me i suoi occhi vagamentedivertiti: non sapevo come facesse, ma sembrava che riuscisse sempre aportare i discorsi dove sapeva di trovarmi in difficolt.

Padre...

Mi fiss. Io fissai lui.Non era pidivertito,avevo tutta la sua attenzione e capii immediatamente che aspettavaanche lui, da un po', il momento giusto per affrontare quel discorso:daltra parte era normale che fosse inevitabile.

spero davveroche non sia anche unatua aspettativa... voglio dire... Io non vorrei apparirti un ingrato,ma qualsiasi cosa tu o Donovan vogliate, sappi fin daadessoche io ho intenzione di prendermi del tempo, con Sile, primadi

Altro sospiro lungo, davanti ai suoi occhi che mi fissavano falsamenteenigmatici.

prima diiniziare a rispettare gliobblighi che so bene di avere verso la nostra famiglia...

Volevo un figlio, certo, anzi, ne desideravo pi di uno, masentivo molto pi urgente stare per un po' con Sile, dasoli,ricominciare a conoscerci facendo un piccolo passo per volta, com'eraavvenuto all'inizio, quell'inizio che era stato pieno difelicit e perfezione per entrambi.A volte, conuna certainquietudine, mi rendevo conto che erano passati quattro anni daallora, e che in quel periodo era accaduto di tutto, che questo ciaveva fatto crescere in modo diverso da come immaginavamo allora, perlo meno io, e che grazie alle mie follie e all'intransigenza diDonovan, ora eravamo a un passo dall'altare senza aver avuto modo diconoscerci a fondo, di sapere entrambi quanto eravamo davverocambiati.Per questo avevo bisogno di tempo, tempo che avremmoimpiegato a riscoprirci, a riaprire l'uno il cuore all'altra, colmandoquella distanza che gli anni e la vita avevano fatto crescere tra noi.Solo cos saremmo stati in grado di occuparci dei nostrifigli,se non bene quanto i miei genitori, almeno in maniera dignitosa.

strano che tuabbia questo timore,Mirzam... almeno nei miei confronti: non ti ho obbligato a sposarti etanto meno ho cercato di influenzarti nella scelta della donna dasposare... Come potrei importi dei figli? Lo sai come la penso: unbambino non un mezzo con cui portare avanti una stirpe, una persona una persona che ha bisogno diamore eparticolari cure per crescere sicuro e felice... Se non ti sentipronto...

No, non questoil punto secredi questo, ti sbagli... ed io voglio uscire dalla tua casa sicuroche tu non mi fraintenda... Non si tratta di non sentirsi pronto... Iosono pronto e voglio dei figli... ma... Ho visto te e lamamma,ho visto quanto diverso il vostro atteggiamento rispetto aquello di tante altre famiglie... io vorrei... vorrei che un giornoanche a casa mia i bambini sapessero senza ombra di dubbio di contareper me, per ci che sono come in questa casa noicontiamo per te e la mamma... Io non voglio che mio figliomimpegni solo il tempo di mettere incinta mia moglie, iovogliometterlo al mondo per insegnargli ci che so, perproteggerlo edargli tutto me stesso...

Non avevo mai visto mio padre sorpreso e colto cos incontropiede come in quel momento, di sicuro non immaginava che queldiscorso diventasse una specie di dichiarazione damorefilialein piena regola, e per un po rimase in silenzio, turbato ecommosso.

Se hai gi capitotutto questo... noncredo di aver compreso quali siano le tue paure, Mirzam: se affronteraiil futuro deciso a percorrere questa strada, credo che nullapotr impedirti di fare un ottimo lavoro... sia con Sile,siacon i tuoi figli, quando arriveranno...

Io non ho paura,solo dopo averpassato questi ultimi mesi a soddisfare le richieste di tutti senzadiscutere, vorrei essere sicuro di non subire altreinterferenze Credo fermamente che per riuscire atrasformarequeste teorie in realt, sia necessario che prima Sile ed iostiamo per un po' insieme, da soli, abbiamo bisogno di recuperare iltempo perso... e... non sto parlando solo di voler andare aletto con lei... credo che tu abbia capito cosa intendodavvero...

Sorrise, annuendo di nuovo, io mi sentivo ridicolo, era assurdo cheprovassi ancora imbarazzo a parlare con lui di questi argomenti, masapevo che oltre alle mie abituali inibizioni, quello che provavo inquel momento era era una specie distintoprotettivo neiconfronti di Sile, perch il nostro universo doveva esseresolonostro, esclusivamente, tutti esclusi, compresa la mia famiglia.

Non lho vissutosulla mia pelle,Mirzam, perch il mio vecchio mi ha cacciato di casa e nonvoleva certo sapere nulla di me e tua madre: da questo punto di vistasiamo stati fortunati, in effetti Ho visto pertantiamici e posso capire la tua ansia... Se quello che vuoi da meuna rassicurazione, ti prometto che non avrai interferenze del genereda parte mia o di tua madre: nessuno di noi verr a dirtiquelloche devi, o non devi fare, o quando farlo... Se ne avrai bisogno,potrai sempre contare sul nostro aiuto, che sia concreto o un sempliceconsiglio, questo s per esempiopossoraccontarti la mia esperienza: tua madre ed io, come ben sai, nonabbiamo aspettato molto ad avere te, e anche se alcuni, come il caroOrion, hanno parlato di frutto della distrazione e dell'eccessivoentusiasmo, tu sei qui perch ti abbiamo voluto e ti abbiamocercato... Personalmente credo che un periodo tutto vostro sarebbeperfetto e salutare, se non altro perch non avete potutosfruttare a dovere il periodo del fidanzamento perriscoprirviquanto ai figli sentirai nel tuo cuore che arrivato ilmomento e quando accadr, leggerai questa consapevolezzaanchenegli occhi di Sile, perch cos cheaccadequando due persone diventano davvero una cosasola

Rimasi senza parole, perch infondo al cuore sapevo che miavrebbe parlato cos, ma sentirlo, sentire che comprendeva econdivideva era

Sono felice di saperti dallamia parte...

Io sono e sarsempre dalla tua parte,Mirzam, sempre... Anche quando le tue scelte mi potrebbero sembrareincomprensibili... io sar sempre dalla tuaparte...

Ne sei sicuro?

Credo di avertelogi dimostrato...Mirzam Ora vai, riposati, e domani stai tranquillo, goditilafesta serenamente, pensa che hai davanti a te la vita che vuoi con ladonna che ami, e tutte le meschinit della vita sparirannocomeneve al sole... anche Milord...

Milord? Cosacentra lui, adesso?

Perch so chequalcosa ti turba e sonopressoch convinto che sia qualcosa che riguardaquelluomo Sai bene come me che il miglioreregalo, chepotresti fare a te stesso, Mirzam, lasciar perdere quellavitae pensare solo a Sile... Ripensa alle parole che mi hai detto, mi haiaperto il tuo cuore e mi hai detto quali sono i tuoi progetti, i tuoiveri progetti, progetti ambiziosi e molto impegnativi... progetti chenon si fondano sull'odio e la guerra... ti lascio a queste riflessioni,Mirzam, ci vediamo domani...

Si alz, ripose il libro tra gli altri, e misalut conuno dei suoi abbracci, poi lasci la stanza. Io mi fermai ariflettere su quelle sue ultime considerazioni, su quella luce stranache aveva nello sguardo mi era gi nota, eraquella cheaveva ogni volta che era a un passo dalla soluzione di un problema...Per un attimo mi lasciai cullare dallidea che forse tutte letessere sarebbero andate al proprio posto se avessi seguito il suoconsiglio, che avrei fatto bene a metterlo a parte di quello che avevoin mente di fare, per avere un consiglio e il suo aiuto. Poi ripensai aquanto era accaduto alla notte precedente, e rividi me stesso, nellamia stanza, mentre lanciavo una maledizione senza perdono contro miasorella, solo per ottenere in fretta e senza difficoltquelloche volevo Ero gi troppo oltre,troppo miopadre non si rendeva conto di cosa ero stato capace di faremiopadre poteva capire e sostenermi, ma non fino a quel punto. Avevo fattola mia scelta e la strada era segnata. Quella partita ormai,lavrei dovuta giocare da solo.

***

Meissa Sherton

Herrengton Hill, Highlands - lun. 20 dicembre 1971

Quando mi svegliai, per un attimo pensai di essere ancora dispersa nelmondo dei sogni: non poteva essere vero, non potevo essere davvero a...Chiusi gli occhi e li riaprii mentre, pur preda di mille domande, gliangoli della mia bocca si tendevano all'ins in un sorriso:attorno a me c'erano le ben note mura di pietra, le tende, tirate, delmio baldacchino, il mondo che avevo lasciato circa quattro mesi prima eche mi era mancato da morire.Saltai fuori dal letto con unbalzo,il freddo della pietra sotto i piedi mi diede la conferma definitivache non stessi sognando, e, come aprii la finestra e fui travolta dalfreddo pungente del mattino scozzese, sul mio viso prese campo laluminosit piena della felicit.Dallamia torre,Herrengton, nascosta sotto un lieve strato di neve e ghiaccio, siapriva come un fiore ai miei piedi: i tetti e i cortili di pietra, iportici e il profilo delle alte torri, si disponevano nelle forme e neidisegni a me noti e da troppo presenti solo nei mieisogni.Erauna serena mattina di timido sole, il vento da nord, stranamente,appariva leggero e sembrava aver spazzato via, lontano, le fosche nubitipiche di quel periodo, il mare verso ovest appariva come una tavolascintillante: capii subito che non era naturale tutto questo, disolito, in quel periodo dell'anno, le giornate erano caratterizzatetutte da una continua, pesante penombra, una coltre di nuvole color delpiombo correva bassa, soffocando tutto, il mare ruggiva minaccioso esinfrangeva sugli scogli, sotto formadimbizzarriticavalli di spuma.Il miracolo cui stavo assistendo dovevaessereil dono di nozze della Confraternita al figlio di Herrengton:probabilmente, da giorni, i vecchi detentori della magia Antica,salmodiavano, affacciati sui promontori e sulle alte vette,pronunciando le formule millenarie nella lingua dei padri, evocando edomando la natura, fino a piegarla alla loro volont. Molticonsideravano assurde queste capacit, le ritenevano stupideleggende da raccontare ai bambini prima della buonanotte, come pureormai avevano scordato che la magia si pu controllare anchesenza una bacchetta: questi e tanti altri aspetti facevano parte diquel bagaglio di conoscenza che tutta la nostra gente aveva damillenni, ma che la maggior parte di noi aveva abbandonato accettandol'idea di civilizzarsi persopravvivere.Avendorimosso parti considerevoli delle proprie conoscenze, delle propriecapacit e natura, ormai molti non comprendevanopi, nonconsideravano pi i popoli del Nord come i custodi delleconoscenze fondamentali, ma solo dei folli o dei maghi pericolosi, dadistruggere. Mi ritrassi, il viso gelido e ormai arrossato dal freddo,decisi di andare a vedere subito che cosa facevano gli altri,dall'armadio presi una delle mie vestaglie pi calde e leciabattine di pelo, poi uscii dalla mia stanza, correndo per le scale,intenzionata a raggiungere mia madre di sotto.Sentii subitolasua voce mentre faceva un elenco a Kreya e la piccola elfa cherispondeva di s: sembrava fosse l'ultimo controllo diquelloche sarebbe servito l'indomani.

Mamma!

Mei, ti sei gisvegliata? Dovrestirestare a dormire, la giornata sar molto lunga...

Lo so... magari ci tornodopo... ma... Quand' che siamo arrivati?

La mamma sorrise, comprendendo la mia confusione: di solito rientravamoa casa o con la smaterializzazione, quando uno di noi era ancora aHerrengton, o con una passaporta, anche se sapevo che esistevano altrisistemi, meno tradizionali, con cui era possibile addiritturatrasferire una persona mentre stava dormendo.Evidentementestavolta pap aveva sfruttato uno di questi metodi originaliesegreti, di cui avrei saputo qualcosa di pi solo una voltachefossi cresciuta.

Di notte, poco primadell'alba, mentre tu e ituoi fratelli stavate dormendo: vi ho preparato un infuso calmante ierisera, ma evidentemente per te era troppo leggero...

Ah, era a quello cheserviva... a me non andava, cos non l'ho bevutotutto!

Arrossii, mia madre sorrise, complice, e annu: sapevo chenemmeno a lei piacevano gli infusi da bere prima di andare a dormire eche in quel momento avevo tutta la sua comprensione.

So che muori dalla voglia disbirciare ipreparativi, e che non ti calmerai finch non l'avrai fatto,perci vai... fai un giro veloce e poi torna qui, maricordati se non ti ritrovo nel tuo letto a dormire entroun'ora, ti chiuder nella torre, stanotte, e non vedrainulladel matrimonio di tuo fratello... fila!

Mi avvicinai, le stampai un bacio sulla guancia e corsi via, prendendouno dei dolcetti che Kreya aveva sistemato sulla tavola appena mi avevavisto arrivare e , come una furia, mi riversai nel cortile,immergendomi finalmente, ammirata, in quella che per me era la nostraunica, vera casa. Ricordando che le lancette scorrevano veloci, iniziaia guardare tutto, registrando ogni singolo dettaglio: anche se nonavessi saputo nulla della cerimonia, sarebbe stato palese che non ci sistava preparando per unoccasione qualsiasi, se non altro perlandirivieni di elfi impegnati in duemila mansioni nelcortiledelle rose. Mio padre, che sembr non essersi accorto delmioarrivo, dirigeva i lavori dal lato opposto del cortile, ordinando aDoims e a una nutrita schiera di elfi di sistemare tutto ilnecessario per i fuochi magici alla fine della festa; intanto, tresquadre di elfetti stavano correndo qua e l per raggiungerelevarie balconate e le torri e disporre alla perfezione gli stendardidella Confraternita, la torre pi alta, quella in cui sitrovavano le nostre stanze, era gi abbellita da ungonfalonegigante con i colori delle Terre del Nord. Altre due schiere stavanopiazzando lungo i portici di pietra, a intervalli regolari, tutta unaserie di bracieri e fiaccole, altri liberavano le luci danzanti che sisarebbero illuminate al crepuscolo e le fatine canore, altri, infine,con la magia sollecitavano la fioritura fuori stagione degli alberi. Alcentro del cortile, a terra, notai che erano state tracciate le quattrorune che indicavano il nord, il sud, l'est e l'ovest e al centro unbraciere particolarmente grande in cui, di l a poco, unelfoavrebbe dovuto bruciare per tutto il tempo le erbe che garantivano latenuta della cupola protettiva sulla tenuta. Col nasoallins e piena di meraviglia, scansai all'ultimoun paiodi elfi che trasportavano un gigantesco stendardo verso la torre suddel maniero e, di corsa, mi avviai verso lala in cui stavanoallestendo la sala da pranzo e il giardino in cui ci sarebbe stato ilballo: il lungo corridoio che immetteva in quegli ambienti era statosvuotato, non c'erano pi broccati e sculture, ncassettoni dorati o lampadari di cristallo, non capivo ilperchdi quella radicale trasformazione, ora sembrava tutto austero, grigio etristemente spoglio. Percorsi tutto il lungo corridoio notando cheerano spariti anche i ritratti degli avi e raggiunsi infine la sala incui era custodita Habarcat: l ebbi la sconvolgente sorpresaditrovare concentrata in uno spazio ristretto tutta la magnificenza diHerrengton.Leffetto era potente e voluto: dopoaverattraversato quel lungo corridoio privo di qualsiasi ornamento, siaccedeva a quella specie di sacello, in cui i tendaggi che velavano lafiamma di Habarcat erano gi stati tolti e la verde, pura,lucentezza della fiamma riverberava sulla superficie lucida dei marmi esulle pareti, completamente decorate dal maestoso albero genealogicoche rappresentava tutte le famiglie purosangue. Mi avvicinaicircospetta e affascinata alla parete in cui campeggiava il ramo diHerrengton, vidi che accanto era gi apparso l'albero deiKellye che tutto era predisposto per veder tracciato il nome di Sile accantoa quello di Mirzam.Dietro di me, esattamente di fronte aquellaparte dellarazzo, era stato allestito un piccolo altare, sucuierano gi stati disposti tre pugnali rituali e, a terra, erastato sistemato un braciere, su cui probabilmente, con precauzione, miopadre avrebbe dovuto collocare Habarcat, utilizzata, anche se non avevoidea del come, durante la celebrazione della parte finale dei riti.Allimprovviso sentii un rumore sordo di ceramica cherovinava aterra, di corsa, mi affacciai nella stanza attigua, che da sempre erausata come sala da pranzo e vidi un povero elfo semi sotterrato sottouna pila impressionante di piatti, che sgusciava via, dolorante, perpoi lanciarsi al volo contro il muro, per punirsi di quelloscempio.Nella sala era stato gi allestito unimmensotavolo e numerosi altri, pi piccoli, riempivano il restodellambiente: non avevo idea della magnificenza che avrebberaggiunto alla fine, ma gi ora, pur in piena fasepreparatoria,tutti quei pizzi, quei candelabri, quelle posate lucenti e le paretiallestite con i quadri di tutti i nostri antenati, disposti come sefossero stati invitati anchessi alle nozze, dava aquellambiente unaria di particolarmentefastosa.Infine, mentre i rintocchi dellorologio apendolomi ricordavano le minacce di mia madre, mi affacciai nel giardino, dovevidi allestiti unenorme tenda, dai veli color pastello e ifiocchi di pizzo intrecciati ai fiori, e un palco, su cui avrebberopreso posto i musicisti; le fontane, tutte intorno, eranogistate incantate, cos che versassero acqua colorata eprofumata,in cui erano sciolte essenze che favorivano la predisposizione a goderedi quellatmosfera idilliaca.Era magnifico, per unattimomi fermai sulla porta, con la testa appoggiata sullo stipite, mentre lafantasia correva e immaginavo mio fratello, bellissimo nel suo abitochiaro, che stringeva a s la sua Sile, ballavano per ore eore,davanti alla rapita ammirazione di tutti quanti e alla fine sibaciavano, sotto un cielo tempestato di stelle.Sospirai, edecisidi rientrare, prima di far infuriare la mamma, speranzosa che idelicati effluvi delle fontane incantate mi aiutassero a sognare mestessa che ballavo con la grazia di una principessa, accompagnata dalmio principe dagli occhi grigi e il nome di stella.

***

Sirius Black

12, Grimmauld Place, Londra - lun. 20 dicembre 1971

Mi ridestai di soprassalto, confuso: nel percepirel'oscuritche, filtrando dall'esterno attraverso le imposte e i tendaggi,permeava completamente la mia stanza, temetti di essermi svegliato nelcuore della notte, ma quando arrivai alla finestra, mi resi conto che,al contrario, era gi di nuovo sera. Incredibile: avevodormitoun giorno intero... Com'era possibile che i miei non mi avesseromandato a chiamare? Forse l'avevano fatto apposta, forse mentre iodormivo loro erano andati a Herrengton per il matrimonio di Mirzamlasciandomi a casa da solo, con Kreacher, per punirmi... Agitato, presile prime cose che trovai per vestirmi e uscii sul pianerottolo,trovandolo completamente immerso nella penombra, angosciato, scesi unramo di scale e finalmente sentii in lontananza, con un inaspettatosollievo, la voce di mia madre che riprendeva un elfo. No, non miavevano lasciato da solo a Grimmauld Place. Risalii fino alla miacamera, raggiunto il pianerottolo, sentii provenire dalla stanza diRegulus i rumori tipici di qualcuno che si stava svegliando:perfetto... Con un sorriso soddisfatto rientrai nella mia stanza e misedetti sul letto: ora che il momento del timore era passato, potevocercare di schiarirmi le idee.

La sera precedente, Regulus ed io eravamo stati mandati a dormire primaancora che se ne fossero andati tutti e, per una volta, ero andato disopra volentieri, anche perch mi sentivo esausto dopo unaserata a dir poco spaventosa: prima l'interrogatorio dei miei carissiminonni, poi l'incontro con Lestrange, infine non ero stato in grado discambiare due parole in pace con Meissa, perch ogni voltachemi si era presentata un'occasione, mia madre aveva sempre trovato unascusa per tenermi lontano da lei. Tra l'altro, delle persone di cuimimportava qualcosa, a quel punto non era rimastopinessuno, tutti gli Sherton erano andati via gi da un po',persino Mirzam e suo padre non erano rimasti a chiacchierare con glialtri. Restavano solo le orride, vecchie cariatidi, come nonno Pollux,il vecchio Lestrange, Yaxley e Rookwood e pochi altri, che si stavanotrattenendo con pap e zio Cygnus per parlare di temidelicati enoiosi, quei temi capaci di rendere nervoso persino mio padre. L'ultimaa salutarmi, col suo ghigno indisponente, fu proprio mia cuginaBellatrix: ero stato abile a evitarla per tutta la sera, come mi erastato chiesto, ma, alla fine, non avevo potuto sottrarmi ai suoi salutie lei non si era voluta privare di quella ghiotta occasione perderidermi e insultarmi. Una volta chiuso in camera, mi eroimmalinconito un po' al pensiero che, fino a un anno prima, stando incamera con Regulus, quello era sempre stato il momento in cuiapprofittavamo della distrazione dei nostri genitori, ancora occupaticon gli ospiti, per passare un po' di tempo stesi sul letto a ridere egiocare, ripercorrendo a modo nostro la serata appena trascorsa escimmiottando il modo di camminare o di ridere o di mangiare di qualcheospite particolarmente buffo.

Cos, per non deprimermi ancora di pi, avevofinito colrimuginare sulle strane frasi che aveva usato Mirzam per riprendersil'anello e sullo smeraldo che era comparso dal nulla e che aveva messotanto in agitazione il vecchio Phineas: mi chiedevo da dove venisse eperch fosse tanto importante, e se era quella la ricompensachemi aveva augurato Mirzam. Per me, erano tutti dei pazzi, s,persino Alshain: quell'anello che tutti cercavano era brutto e nonvaleva niente, io l'avevo visto, non capivo perch degliadultisi fissassero a quel modo, con una puntigliosit degna deibambini piccoli. Era stato a quel punto che avevo sentito Kreacherbussare alla porta di Regulus, quindi era venuto anche da me, conl'infuso di erbe che mio padre ci faceva preparare sempre, soprattuttodopo serate movimentate come quella, per conciliarci il sonno.Evidentemente stavolta quello stupido elfo aveva esagerato con le dosi,oppure mio padre gli aveva ordinato proprio di drogarci,perchentrambi ci stavamo svegliando dopo unintera giornata disonno!Andai alla scrivania, preda di un tragico sospetto, aprii il primocassetto e controllai che lo smeraldo fosse ancora nella scatola in cuilavevo messo la sera prima, e naturalmente... Era dovel'avevolasciato: evidentemente mi ero fatto suggestionare troppo, mi sembravadi vivere una di quelle storie di spie che davano al cinema e di cuiavevo sentito parlare alcuni ragazzi pi grandi aGrifondoro.Stavo ammirando per l'ennesima volta quella pietra, chiedendomi qualefosse il suo segreto, quando Kreacher, dandomi appena il tempo dinasconderlo in tasca, entr nella mia stanza con l'abito,cheavrei dovuto indossare quella notte, e la solita espressione schifatastampata sul muso.

La Signora vuole chepadroncino indossa sotta mantello nero...

Lo depose con cura sul letto, accanto a me, bofonchiando qualcosa suiGrifondoro nella sacra casa dei Black e zompett via,guardandomi in tralice, senza rivolgermi apertamente una parola dipi: poco dopo lo sentii bussare alla porta di Regulus eprostrarsi davanti a lui, omaggiandolo quasi fosse Salazar Slytherin inpersona. Sorrisi tra me, mandandolo allegramente a quel paese, comeavevo sentito fare uno dei fratelli Prewett una volta a scuola, e andaibaldanzoso nel bagno per lavarmi: infondo cosa mimportava diquello stupido elfo e di tutto il resto se, finalmente, mi siprospettava un'altra magnifica avventura?

*

Quando uscii dalla mia camera, Regulus era gi pronto sulpianerottolo, un'espressione che conoscevo bene, risoluta come siconviene a un vero Black, ma con un'accesa nota di curiositeimpazienza stampata in faccia: eravamo tornati entrambi indietro neltempo, alla vivida emozione che avevamo condiviso, proprio un annoprima, all'idea di passare la nostra prima, intera, giornata con gliSherton. Non mi sembrava vero, ma era passato un anno anche dalla primavolta che avevo visto Mei: la prima, certo, se si escludevano le decinedi volte che ceravamo frequentati anni addietro e di cui,nonfinivo mai di rammaricarmene, nessuno di noi aveva pimemoria.Sorrisi tra me: chiss quanto eravamo stati buffi dapiccoli!Mio fratello, nel suo bell'abito scuro con gli inserti argenteitipicamente Slytherin, i morbidi riccioli scuri, che scendevanoordinatamente a decorargli il viso, mettendo in risalto gli occhi cheentrambi avevamo ereditato da nostro padre, not la mia ariaassorta e compiaciuta e pass allistantedall'entusiasmoalla preoccupazione.

Non starai pensando a uno deituoi stupidi scherzi, vero Sirius? Non oggi, ti prego!

Superandolo, nemmeno gli risposi: quando faceva cos, quandoconi suoi pregiudizi nei miei confronti si dimostrava il degno figlio dinostra madre, non lo vedevo pi come un fratello, ma comeunapiccola piattola guastafeste, perci, per il solo gusto difarloagitare ancora di pi, gli lanciai un'occhiataccia pocoraccomandabile, lasciandomelo alle spalle, pi perplesso etimoroso di prima.In realt, non avevo alcunaintenzionedi mettermi nei guai, non ero cos sciocco, ma l'idea diuscirefinalmente da quella casa opprimente, di ritornare a Herrengton, dirivedere Alshain e la sua famiglia in quei luoghi affascinanti che miavevano rapito l'anima, mi metteva addosso un'euforia difficile dacontenere.

Allora, pulce, resteraiancora moltol impalato? Hai preso tutto? Hai fatto tutto quello che tihaordinato mammina? Guarda che se non ti muovi, leisiarrabbier, e non poco: siamo gi in ritardo!Immaginoche non ti piaccia quando lei se la prende anche con te,vero?

Lo guardavo, sornione e irridente, cinque o sei scalini piinbasso, Regulus rimase per un po assorto, prima di decidersiascendere: lo conoscevo abbastanza da sapere che aveva rapidamenteragionato su tutto, cercando di scovare un errore nelle sue azioni chepotesse far infuriare nostra madre; infine, rassicurato di avere, comesempre, la coscienza a posto, era tornato in s. Sogghignai:ionon mi sarei mai lasciato manipolare cos, mai e poimai!Scendendo le scale, per, sentii anche dentrodi mel'impazienza di partire offuscata all'idea dell'esame fiscale cui ciavrebbe sottoposto nostra madre, appena ci avesse visto: era quellol'ultimo, decisivo pegno da pagare a una giornata che, per il resto, siprospettava carica di divertimento e di libert. D'altraparte,l'unica punizione che temevo, essere lasciato a casa da solo, era unapossibilit impraticabile persino per lei, almeno per quelgiorno, poich la mia assenza avrebbe scatenato nei nostriconfronti nuove chiacchiere da parte delle malelingue e mia madre nonavrebbe sottoposto se stessa e la nostra famiglia a un'umiliazionesimile a causa mia.No, se avesse trovato giusto punirmi, esapevoche ai suoi occhi il fatto stesso che fossi vivo meritava unapunizione, avrebbe rimandato la cosa a tempi pi consoni,prendendosi con calma le proprie soddisfazioni, come aveva fatto appenaavevo rimesso piede a casa.Sospirai.Sistemandomil'abito,altrettanto scuro ed elegante ma senza i dettagli che richiamavano latradizione Slytherin della mia famiglia - Sarebbe unaprovocazione oltremodo oltraggiosa! cosaveva strepitato mia madre contro Phineas, che le aveva suggerito difarmi indossare comunque, a quella festa, la spilla di famiglia con icolori Serpeverde a dimostrazione che i Black ritenevano il mioSmistamento solo un errore di quel vecchio Cappello ammuffito -,lasciai che Regulus mi raggiungesse, poi scendemmo il resto delle scaleinsieme, in silenzio, perch non era il caso di riempirequellapenombra soffocante con le nostre voci festose: nostra madre, infatti,non sarebbe stata felice nel saperci in armonia. Per lo stesso motivo,arrivati quasi in fondo alla scalinata, per distanziarlo, mi lanciaicome una furia, superando con un unico balzo gli ultimi cinque gradinie atterrando addosso a Kreacher, che inaspettatamente era uscitoproprio in quel momento dalla Sala dell'Arazzo, carico come un mulo.

Stupido Elfo idiota, staisempre tra i piedi!

Mentre recuperavo l'equilibrio, Kreacher, con ancora un paio ditovaglie tenute miracolosamente in salvo sulla testa,sgattaiolvia, pi o meno illeso, raccattando rapido e allucinatotutti itovaglioli che gli erano caduti a terra nello scontro, borbottando deiconfusi insulti rivolti ai Rinnegati e andando poi, sicuramente, astirarsi le orecchie per non essere riuscito a evitare ai preziosipizzi della sua adorata padrona un tragico, quanto indecoroso, contattocon il pavimento.Mia madre, che si stava sistemando, con deirapidi tocchi di bacchetta, gli ultimi riccioli ribelli, accortasi delcaos in corridoio, con mia sorpresa non miCrucin minsult, ma si limit afulminarmi conun'occhiata carica di disprezzo attraverso il monumentale specchioincorniciato d'argento della Sala dell'Arazzo, di sicuro pipreoccupata per la sorte delle sue adorate tovaglie che per quelladelle ossa del nostro vecchio Elfo; mio padre, invece, incurante comesempre di quanto era appena accaduto, stava in piedi davanti alcaminetto, in impaziente attesa, controllando il suo orologio dataschino e sembr tranquillizzarsi solo quando, dietro dime,Regulus fece il suo abituale ingresso pacato, degno di un principe.

Era ora! Vi rendete conto diquanto tardi? Spero almeno che abbiate riposato a sufficienza: la pozione chevi ho fatto somministrare da Kreacher, ieri sera, serve a concentraretutte insieme le ore di sonno di cui avremmo necessit induegiorni, cos da poter mantenere lucidit eattenzione peroltre ventiquattro ore di seguito. Funziona sempre, con tutti, ma davoi due ormai mi aspetto persino l'impensabile, quindi... sedoveste sentirvi stanchi e irrequieti prima di essere tornati a casa,dovrete bere un secondo filtro, che vi garantir altre seioredi veglia, vi esorto, per, a ricorrervi solo seassolutamentenecessario, perch, combinati insieme, gli effetticollateralidelle due pozioni sono molto fastidiosi.

Regulus lo guard attento: al contrario di me, che ne avevosoloun totale ribrezzo, provava da sempre timore reverenziale e profondacuriosit per quei dannati filtri puzzolenti che, perpassatempo, pap intrugliava neisotterranei.Nostro padre, naturalmente, disinteressatocom'eranei nostri confronti, non si era mai accorto di nulla, doveva esserestato Alshain a scoprire, durante il nostro soggiorno in Scozia, lavocazione innata che mio fratello aveva per lepozioni eparlargliene, perch ora notavo un inusuale, vago,compiacimentonegli occhi di pap, mentre spostava il suo sguardo da me aRegulus e vedeva quanto fosse preso dalle sue parole.Non chepotesse declamare pubblicamente quanto fosse orgoglioso di lui, certo,infondo si trattava sempre di nostro padre, del gelido ed enigmaticoOrion Black, ma era intuibile nei confronti di mio fratello, qualcosadi pi dell'interesse che di solito riservava a noi e... aisuoicalzini vecchi. Kreacher ricomparve in quel momento dalle cucine, tuttotrafelato, mettendo fine ai miei sproloqui mentali; porse al suoadorato padrone due fialette identiche di una densa pozione colormadreperla, che poi pap ci offr con modicerimoniali ela classica espressione seria e minacciosa. Che stupido ero stato!Avevo giustamente trovato strano aver riposato quasi per un giornointero, ma arrovellandomi sui motivi, ero arrivato alle teoriepi disparate, senza avvicinarmi nemmeno lontanamenteall'unicarisposta logica e sensata: nostro padre desiderava soltanto cheaffrontassimo al meglio una giornata che sarebbe stata esaltante,certo, ma anche molto faticosa.

Stasera valgono le stesseraccomandazioni chevi faccio sempre e, in particolare, quelle che vi ho fatto un anno fa;la Passaporta si attiver tra pochi minuti, il viaggiosar lungo quindi vi esorto a mantenere la massimaconcentrazione di cui siete capaci. Vi ricordo anche che all'arrivo ciritroveremo nella foresta di Herrengton, quella che avete superato involo sugli Ippogrifi quest'estate, e...

Non mi sfugg l'occhiata risentita di nostra madre, che nonaveva ancora digerito che quello stramaledetto e sciaguratoscozzese del nostro padrino avesse messo in pericolo la vitadelsuo adorato Regulus con le sue ideebalzane dairresponsabile: questo aveva strepitato l'estate precedente,dopo aver beccato mio fratello e me, in camera mia, poco prima chepartissi per Hogwarts, tutti presi a rievocare, sognanti, alcunimomenti salienti della nostra vacanza nelle Highlands.Miopadreparve non accorgersene o forse, per evitare ulteriori, ben note,scenate, fece finta di niente e continu, tedioso, con lesueraccomandazioni.

... ormai ne conoscete ilpotere,perci guai a voi se vi allontanerete da me, per qualsiasivostro stupido motivo! Vi consiglio di ubbidire senza discutere, diosservare tutto con attenzione e soprattutto in silenzio! Altrimentiuna volta a casa... Sapete gi cosa vi aspetta! Intesi? Oraindossate i mantelli e andiamo!

Non aspettiamo lamamma?

Regulus interruppe la sequela di secchi ordini di nostro padredirottando l'attenzione di tutti noi sulla mamma, di nuovoapparentemente disinteressata alla nostra conversazione: era acconciatae vestita per una festa, con una toga nuova, nera, pi riccaemagnificente del solito, ma con una generosa, profonda, scollatura cherendeva quell'abito poco adatto a qualsiasi cerimonia che si fossesvolta all'aperto, figurarsi poi alla rigida, lunga, notte scozzese cheavremmo dovuto affrontare. All'inizio, la speranza, improvvisa einaspettata, che non sarebbe venuta con noi si limit afarmibrillare gli occhi, per poi trasformarsi in una specie di formicolio dipiacere che si diffuse in tutto il mio corpo, appena Kreachertorn con i nostri pesanti mantelli neri: erano solo tre.Aument ancora di pi quando mio padreindoss ilsuo, aggiustandosi per bene il cappuccio sul viso e invitandoci a farealtrettanto, mentre la mamma, senza fretta, continuava a sistemarsi iriccioli allo specchio, poi ordin a Kreacher di portarle loscrigno che teneva in camera, dubbiosa che quella scelta, una catenad'argento che reggeva un medaglione tempestato di smeraldi disposti apentacolo, fosse la collana pi adatta su quel vestito.Infine,quando pap si avvicin per salutarla, sentiiesploderein me una specie di mistica beatitudine: ero libero, ero davverolibero, l'odiosa megera non sarebbe venuta con noi!

Vi raggiungerdomani, con gli zii ele vostre cugine, in tempo per il Rito nuziale e il banchetto. Comeormai sapete, non sono ammesse donne che non siano delle Sherton, sullaspiaggia di Herrengton, durante i Sabba! Per quanto mi riguarda, nesono ben felice, non avevo alcuna intenzione di congelarmi, come l'annoscorso, vagando, per una notte intera, per quegli stupidiboschi!

Ma non veroche...

Immaginai quale fosse l'obiezione di Regulus, avevamo visto un paio digiovani Streghe che non avevano nulla a che fare con gli Sherton sullaspiaggia di Herrengton, prima della cerimonia delle Rune di Mirzam:ricordavo ancora l'amarezza e la delusione profonda di Alshain verso ipropri Confratelli, la sua difficolt a trattenere larabbia,davanti alla scena di un gruppo di Maghi del Nord che si defilavanorapidi per smaterializzarsi chiss dove con quelledonne.Econoscevo bene nostra madre: se avesse saputo una cosa del genere,l'avrebbe di certo usata al momento pi inopportuno,perci diedi una leggera gomitata a mio fratello per farlotacere.Regulus, non capendo le mie intenzioni, miguardmale, risentito, nostra madre stava per intervenire contro di me in suadifesa ma pap, temendo di essere coinvolto in uno deinostrisoliti drammi familiari e perdere cos l'appuntamento con laPassaporta, fece finta di non aver visto nulla e riprese rapidamente ilcontrollo della situazione.Dall'occhiata ostile di mia madre,per, capii che lo scontro era solo rimandato, al nostroritornomi avrebbe fatto scontare anche questo.

A parte i Maghi e le Streghedel Nord, inrealt, stasera non sarebbe ammesso nessun altro, ma a noi stato concesso il privilegio di partecipareperch voisiete i figliocci di Alshain ed io il padrino di Mirzam. I Ritipubblici, visibili a tutti quanti, saranno celebrati al maniero solodomani mattina. Vi spiegher tutto un po allavolta, oraandiamo, perch si sta facendo davvero tardi! A domani,Walburga:mi raccomando, non fare tardi e riposati, perchsar unalunga e intensa giornata.

Le diede un casto bacio sulla guancia e con la mano sinistracerc addirittura di accarezzarle delicatamente il viso,gesti adir poco strani a casa nostra, ma lei si sottrasse rigida e risentita,lo sguardo ancora pi freddo del solito.

Appena sarpronta, raggiungergli altri a Manchester e l festegger ilSolstizio comesi conviene, da secoli, a famiglie come la nostra, Orion... Cosa chedovresti fare anche tu, sei ancora in tempo... sai bene che, stasera,Cygnus avr un ospite importante... molto, moltoimportante...

Non compresi il valore di quell'ultima informazione, notai appena losguardo esaltato e carico di vita di mia madre e il pallore che rapidosi diffuse sul volto di mio padre, senza per chiedermene laragione, perch la mia mente era corsa a ripensare allenoiosefeste del Solstizio celebrate alla maniera di nonno Pollux, moltodiverse da quella che avevo ammirato l'anno precedente, a LochMoidart.Bastava osservare i Black in occasioni simili, percapirequanto avesse ragione Alshain: per la maggior parte dei Maghi, gliantichi Sabba avevano perso da tempo il loro significato originale, perdiventare semplici appuntamenti in cui si banchettava e si bruciavanonei fal erbe e vecchi oggetti.I grandi Riti delnostropassato erano ormai diventati eventi svuotati di sacralit esentimento, gesti inutili, puramente esteriori, come tuttocisu cui si fondavano le nostre patetiche e formali vite. Mio padresospir, turbato, io lo guardai: mi chiedevo se fossesuccessoqualcos'altro, che non sapevo, negli ultimi mesi, o se le sue stranezzefossero tutte dovute al mio Smistamento; stavo persino sospettando chefosse la mia lontananza da casa a permettermi di notare nei suoi gestidelle incoerenze, magari c'erano sempre state ma io, restando a strettocontatto con lui, finora non ero riuscito mai a percepirle.

ilmomento!

Osservai l'oggetto che mio padre teneva in mano, una vecchia copia delDaily Prophet, dalle pagine color seppia e l'inchiostro rosso ruggine:in prima pagina campeggiava una foto di circa trenta anni prima chemostrava il mio preside, Albus Dumbledore, vittorioso al termine delsuo scontro con Gellert Grindelwald, il temibile MagoOscuro.Stringemmo forte, tra le dita, tre dei quattro angolidelgiornale e subito questo sembr incendiarsi,accartocciandosi suse stesso, la stanza perse corporeit e noi fummo sbalzativia,lontano, in un viaggio che parve infinito. Alla fine toccammo di nuovoterra, una terra immersa nelle tenebre e ricoperta da un sottile esoffice strato di neve polverosa che celava pericolose lastre dighiaccio.

Di nuovo a Herrengton...

Sentii il sangue scorrermi dentro impetuoso tanto da rendermi di nuovovivo e felice. Un sottilissimo spicchio di luna crescente occhieggiavasopra un'alta schiera di alberi, che si dispiegava dinanzi a noi similea un muro invalicabile, la foresta si muoveva come un corpo unico,animata da un lieve respiro, ondeggiando al soffiare della brezza chesaliva dal mare: non riuscivo a vederlo, al buio, n acapire dache parte fosse, perch sembrava circondarci, rumoreggiandocupotutto intorno e sotto di noi. Con sollievo, mi resi conto che non erafreddo come avevo temuto: una delle solite Magie del Nord ci proteggevadalla rigida notte scozzese, bench il cielo punteggiato daunamoltitudine di stelle luccicanti, fosse terso e del tutto sgombro dinuvole. Di fronte e intorno a noi, qua e l, il buio eracontinuamente rotto da lampi che si susseguivano, sempre pifrequenti, a testimoniare l'arrivo degli ultimi invitati, che simaterializzavano, arrivavano con le Passaporte o impiegavano altrimezzi pi o meno convenzionali. Senza indugiare, ci mettemmoinmarcia dietro a nostro padre, che avanzava sicuro verso gli alberi,orientandosi con le stelle e aiutandosi con la luce della sua bacchettaper rischiarare il percorso davanti a noi ed evitare gli ostacoli.Quando ci immergemmo nella foresta, pap mise il bracciodestroattorno alle spalle di mio fratello, aggrappandosi a lui e al contempoproteggendolo, come se ne andasse della sua stessa vita, ma non fecealtrettanto con me, cosa di cui infondo non mi sorpresi: nonostantetutte le stranezze di quei giorni, infatti, non mi aveva rivoltonemmeno una parola dopo la predica al termine del processodifamiglia. Durante la marcia nel bosco, per, lasituazione cambi rapidamente e inaspettatamente: all'iniziomiguard risoluto, imponendomi di restare alla sua sinistra,poi,vedendo che avevo difficolt a star dietro al suo incedereenergico e finivo spesso con lo scivolare qualche metro alle suespalle, prima decise di rallentare, tanto da avermi sempre un paio dipassi davanti a lui, poi fin col prendere anche me sotto lasuaala protettiva. Incrociai un paio di volte il suo sguardo e mi sorpresenon vedere nei miei confronti la solita espressione esasperata, quellache usava per darmi dell'incapace senza nemmeno sprecare fiato eparole, c'erano, invece, una serenit e una benevolenza adirpoco inusuali; e l'impazienza con cui mi cercarono i suoi occhi, pertutto il tempo, invece di procurarmi la solita inquietudine, mitrasmisero un particolare senso di appartenenza. Doveva esserel'effetto dell'atmosfera di quei luoghi, o di una qualche Magia messain atto dai Maghi del Nord per predisporre gli ospiti alla condivisionedella felicit degli Sherton: mimposi di nonpensare, dinon fare congetture, di non farmi domande e soprattutto di non sognaretroppo, per non farmi male al risveglio, quando sarebbe finito tutto etutto fosse tornato come sempre. Perch, lo sapevo, erainutileilludersi: con la mia famiglia, tutto, prima o poi, tornavacomera sempre stato. Mi limitai ad assaporare quei brevimomenti, stretto a lui, respirando da vicino il suo profumo buono ecostoso e sentendo attraverso le vesti il calore del suo abbraccio, lamente vuota, comera gi accaduto alcune estatiprima aZennor. E alla fine, con un brivido, percepii la mia fermavolont di ribellarmi a lui e al suo modo di essere, che datempo mi si agitava dentro violenta, dissolversi come il mio fiato nelgelo della notte. (1)

Diversi minuti dopo, con gli altri, uscii dal fitto del bosco e daquella specie di apnea e mi sentii di nuovo pi lucido: miguardai attorno, eravamo in una radura pi piccola,delimitatada un ampio cerchio di tende, con i tradizionali fal accesiallingresso e i tappeti e le pelli dispiegati a terra, sucuiStreghe e Maghi del Nord, nelle loro tuniche tradizionali, bevevano leloro misteriose bevande fumanti. Avanzammo, disorientati da quellafolla, finch nostro padre non individu allimitare delbosco, dalla parte opposta della radura, una ricca tenda con i simbolidegli Sherton, al cui ingresso, in attesa, riconobbi il volto notodell'Elfo personale di Alshain, Doims.

Eccola, la tenda destinata anoi laggi! Ve lo dico un'ultima volta: guai a voi se vi trovo aficcare il naso dove non dovete, hai capito Sirius? E ora aprite benele orecchie: il Rito cui stiamo per assistere pare sia piantico persino del legame di Salazar Slytherin con queste Terre, ma peruna serie di ragioni, non pi stato celebratoda oltredue secoli... Nessuno dei presenti, nemmeno tra i pi vecchiMaghi della Confraternita, ha mai assistito a questa Cerimonia, primadi questa notte. Spero vi sia pi chiaro, adesso, qualeprivilegio vi sia stato concesso e per quale motivo ho preferitoportarvi con me che lasciarvi seguire vostra madre a casa di Cygnus:pretendo che siate degni non solo del nome che portate, ma anche esoprattutto del favore che il vostro padrino vi ha accordato... Semetterete in imbarazzo me o, ancor peggio, Alshain...

... ce la farai pagarecara...

Mio padre mi fiss e annu, guardai Regulus, eraterrorizzato come ogni volta che nostro padre ci faceva una delle sueprediche. Di solito io ero annoiato dai suoi discorsi sull'onore, sullafamiglia, sull'orgoglio Black e Serpeverde, e su tutto cicheper lui era importante e che a me non interessava affatto, da tempoavevo persino imparato a curarmi poco dei suoi avvertimenti e delle sueminacce, perch, anche comportandomibene, i mieitrovavano sempre una scusa valida, quando volevano punirmi. Quellanotte per, sentire che le sue parole non erano vuote comesempre, vederlo animato dal fuoco vivo della sua amicizia per Alshain edal desiderio autentico che aprissimo gli occhi su qualcosadimportante, mi fece condividere col cuore la suavolonte, coinvolto, lo rassicurai con il mio sguardo: poteva fidarsi anche dime.

Se solo fossesempre cos, tra noi... Se lo vedessi cosappassionatoper qualcosa che non sia il vuoto senso del decoro... forseriuscirei a...

No, meglio non volare troppo in alto con la fantasia!

Nella tenda, Doims ci aiut a eseguire i Ritipurificatori con l'acqua e gli unguenti, poi ci vestimmo con tunichesimili a quelle che avevamo indossato un anno prima e infine ciavvolgemmo nei nostri caldi mantelli scuri: per tutto il tempo ripensaia quando avevo spiato Alshain durante la sua vestizione, alla primavolta che avevo visto le misteriose Rune tracciate sul suo corpo, allacuriosit e all'ammirazione che avevo provato per lui e perilmondo che rappresentava.Mio padre controll il suoorologio e, appurato che mancava ormai poco alla mezzanotte, ciordin di uscire, in tempo per vedere gli Sherton emergeredallaloro tenda: era la pi grande, sul lato opposto della radurae,come gi sapevo, si poteva riconoscere dagli stemmi dellaConfraternita e di Salazar, che vi erano stati ricamati sopra in unlontanissimo passato. Un vecchio si mise alla testa di una lungaprocessione di Maghi e Streghe che si form all'istante,riconoscendo dal lento movimento delle stelle che era giunta l'ora diintrodursi di nuovo nel fitto del bosco: Alshain, stretto nel suomantello scuro, il cappuccio calato sul viso, si accodproprioalle spalle del vecchio, portando il prezioso fodero che conteneva laspada di Hifrig legato alla cintola, dietro di lui riconobbi dallastatura prima Mirzam poi Rigel, anch'essi incappucciati, seguiti davicino da Deidra e Meissa, entrambe con il capo velato. Tutti gli altriMaghi si mossero ordinatamente dietro di loro, reggendo delle fiaccole,noi, con nostro padre ci ritrovammo a circa met della fila,edentrammo nel bosco quando ormai la testa della processione non sivedeva pi, immersa nel fitto intrico di rovi e alberi;com'eragi successo un anno prima, appena il bosco siapr inuna nuova radura, una Strega anziana, che si era messa alle spalle diDeidra e Meissa, lev alto il braccio sinistro e tutte ledonnesi staccarono dalla processione per fermarsi e disporsi l,albuio, in cerchio, noi invece continuammo ad avanzare, fino araggiungere una quercia isolata, tra i cui rami spiccava un ricco,inconfondibile cespuglio di vischio. Mi guardai attorno: nella penombrarossastra creata dalle fiaccole, capii che eravamo su uno degli speronidi roccia a picco sul mare, dietro di noi si era richiuso il bosco,davanti e intorno c'erano solo gli orridi strapiombi, le rocceacuminate, il cielo infinito e l'oceano tempestoso, le onde cheululavano sotto di noi, il vento che ci portava addosso l'aria gelidamista all'odore inconfondibile della salsedine. La potenza stessa diquella terra sembrava permearci, esaltarci, entrare in noi attraversola pelle e il respiro: ci dava potere e... vita. Appena la vidi, laquercia dall'aspetto millenario, isolata, esposta alle correnti, che siergeva come un tempio a sfidare la forza della natura, mi chiesi sefosse un caso che fosse nata proprio l, o se fossepiuttostol'ultima reliquia rimasta di un Bosco Sacro pi esteso, maquando sentii la potenza di Herrengton sulla pelle e poi nel corpo,compresi che la scelta di quel luogo rispondeva a una precisa ragione,che quel suolo celava una storia che, prima o poi, sarei riuscito aconoscere. Guardai mio padre, la sua occhiata mi diceva che forse avevaindovinato i miei pensieri, immaginai che, al momento opportuno, avreiavuto le risposte che cercavo proprio da lui, com'era gisuccesso in passato, cos in silenzio seguii gli altri; cidisponemmo in cerchio, il Mago che ci aveva guidato fin lfecei tre giri attorno alla quercia, disegn con la spada, aterra,nella neve, proprio nel punto pi proteso sopra l'oceano, ilCerchio del Sole e vi accese nel mezzo un fal, poi parlandoingaelico si rivolse ai quattro punti cardinali, travolto quasicompletamente dalla potenza del vento che sembrava spirare semprepi violento: quando fin di recitare le sueformule, ilvento si plac di colpo e, sotto di noi, il mare smise diululare.Immaginai, colpito da quella misteriosa potenza, chefosse questo uno dei motivi per cui i Maghi del Nord non accettavanoestranei nelle loro Terre e perch alcuni, al Ministero,avevanotanta paura di loro.

Mirzam, unico tra tutti noi, si sollev il cappuccio e consorpresa, alla luce delle fiaccole, ammirai il suo volto, ripulitodalla barba fluente che gli avevo visto poche ore prima a GrimmauldPlace, a parte un piccolo ciuffo rossastro che aveva ancora sul mento;anche i capelli erano stati tagliati e apparivano incredibilmente cortiper gli standard di uno Sherton. Regulus parve sorprendersi anchepi di me per quel visibile dettaglio.

Che cosa ha fatto ai capelli?Fino a poche ore fa aveva quella bella coda di capelli scuri!

Fa parte dei sacrifici deiRiti diRinnovamento: oggi Mirzam ha passato tutto il giorno da solo, perpurificarsi nella Grotta della Sorgente, ha bagnato le sue Rune con gliinfusi di erbe magiche e infine si tagliato i capelli e labarba, per offrirsi rinnovato a Herrengton e alla nuova fase della suavita. Se non capiter nulla che lo porti a un nuovosacrificioprima del tempo, lascer crescere i capelli fino al giornodellanascita del suo primo figlio. Il loro intero corpo, non solo la pelle, infatti una tela su cui Herrengton traccia il Camminodell'Esistenza.

Non prender delleRune per il matrimonio?

Certo, e stavolta a farglielesarproprio suo padre, non un sacerdote qualunque. Adesso fate silenzio eosservate: quello che uscir ora dal cerchio DuncanMacPherson, il maestro di Alshain, un Mago molto potente, noto in tuttele Terre del Nord, e non solo, con il soprannome di Fear.

Provai un brivido, quando sentii pronunciare quel nome e conunansia notevole rividi nella mente scene spaventosevissute,per fortuna, solo in sogno. Osservai il vecchio Mago, che avevacondotto il Rito fino a quel momento, rientrare nel cerchio e al suoposto emergerne un altro, dalle lunghe chiome canute sciolte sullespalle ampie, completamente vestito di bianco: si avvicinallalbero con una falce dorata e pronunci ingaelico leformule che raccontavano, come sapevo dall'anno precedente, la mortedel Vecchio Sole e la nascita del Sole Nuovo. Io non ascoltai nessunadi quelle parole, ipnotizzato dalla figura del Maestro, che emanava unmagnetismo potente, quasi fosse un tutt'uno con quella Terra: alto emagro, anche alla luce del fal vedevo che aveva la pellecottadal sole, il volto, uscito dagli abissi del tempo, era segnato da unafitta rete di profonde rughe mentre i suoi occhi...

Merlino...

Pur in quella luminosit alterata, riuscivo a percepirel'acciaio di quegli occhi, occhi che, da soli, sarebbero stati capacidi fendere l'oscurit pi profonda. Quasi intranche,mentre osservavo quella figura muoversi con un'agilitinaspettata e parlare con una voce potente e imperiosa, la Stregaanziana, che aveva guidato le donne a distaccarsi da noi, riapparve dalbosco seguita da quattro ragazzine velate, che si disposero attorno aFear tendendo un panno candido sotto la quercia, cos che,quando avesse tagliato il vischio con la falce, il sacro grappolo nonsi sarebbe sporcato cadendo a terra. Non fui l'unico a restare sorpresonel riconoscere tra le quattro ragazzine la figura inconfondibile diMeissa.

Quella ...

Mio padre annu vedendo lo stupore di Regulus e riprese abassa voce le sue spiegazioni.

Ogni anno partecipano quattrobambinediverse, perch il Rito prevede solo ragazzine di undiciannicompiuti: prima rischioso per loro, perch nonhanno leRune ai piedi, mentre dopo... per secoli le Streghe del Nord si sonosposate il giorno del dodicesimo compleanno, e con il matrimonio...diventavano inadatte.

Meissa per non sisposer a dodici anni, vero?

Regulus lo disse con la stessa voce allarmata che avrei usato io seavessi formulato la domanda per primo, e come me attese con ansia larisposta: conoscendo Alshain, una barbarie del genere era a dir pocoimpensabile, ma ero comunque stato assalito da una fastidiosaagitazione.

Direi proprio di no... Questaera la norma inpassato, oggigiorno, situazioni del genere sono molto pirare.

Come nel caso di nonnoPollux?

Esatto. Vostro nonno harispettato lavolont espressa da suo padre, come si conviene a un veroBlack!

Vuoi dire che per il benedella famigliaanche a Regulus o a me potrebbe essere imposto di sposarci a tredicianni? Non ci credo! assurdo!

proprioci che sto dicendo,invece, Sirius! Ognuno di noi, prima di ogni altra cosa, deve pensareal bene della famiglia, alla sua prosperit e sopravvivenza:voidue siete ancora troppo giovani e immaturi, e spero vivamente, pertutti, che ci sia ancora molto tempo prima che dobbiate affrontarecerte situazioni, perch, conoscendovi, combinereste solodisastri, ma... Il futuro spesso ci sorprende e noi dobbiamo esserepreparati ad affrontarlo al meglio! Sempre!

Guardai mio padre: era angoscia quella che gli leggevo negli occhi? Cistava confidando, a modo suo, quello che aveva vissuto sulla sua pelle?O era quello che stava architettando per noi, in nome della sacraCasata dei Black?

Mirzam, per...perch loro possono fare quello che vogliono?

Fare ci chevogliono? Lo credidavvero? Apri gli occhi, Sirius! Hanno solo imparato nel tempo come farconvergere i propri interessi e quelli della famiglia! Se anche voidue, crescendo, imparerete a sfruttare le situazioni a vostrovantaggio, vi accorgerete che non cosdifficile fareil proprio dovere senza rinunciare a niente. Al contrario, opponetevial bene della famiglia e ci che vi rester inmanosar solo polvere! Ragionate seriamente fin da ora sulle mieparole. E ora... zitti!

Notai un'occhiata perplessa di Regulus, che non compresi, mio padre, sela not, fece finta di nulla, guardando entrambi con unarisolutezza che non ammetteva repliche, io ripresi a seguire il Rito,ma mi ripromisi di indagare: mi accorgevo sempre quando mio fratello minascondeva qualcosa e in quel momento c'era qualcosa che lui sapeva edio no. La Strega anziana si avvicin al nostro cerchio,seguitadalle quattro ragazzine, distribu il vischio, del vino edellefocacce, mentre Fear tracci a terra la Croce Celtica einvoc gli Spiriti dei Padri; infine spense il fuoco dopoavernepreso un tizzone e con quello, guidata indietro, di nuovo, laprocessione attraverso il folto bosco, accese il fal alcentrodel cerchio formato dalle donne. Quando finalmente ci ritrovammo tuttiinsieme attorno al fuoco, furono pronunciati i Riti di benvenuto alNuovo Anno, le Streghe si scoprirono il capo e si levarono nell'aria icanti rituali nella lingua del Nord, che durarono per tutta la notte.Mirzam si avvicin al fal, la Strega anzianaprese erbee incensi e li bruci nel fuoco, mentre il figlio diHerrengtonsi spogliava lentamente delle sue ricche vesti, restando coperto, allafine, solo da una serie di fitte fasce che gli celavano il sesso, poisi distese a terra, supino, le braccia lungo i fianchi, gli occhichiusi e le dita affondate nella fredda neve. Le quattro ragazzinetesero un velo dimpalpabile seta e lo fecero caderelentamente acoprirgli il corpo, la Strega gett le vesti abbandonate nelfuoco, insieme ai resti dei capelli e della barba, poi fu lasciatol, da solo, per ore, con le bambine in piedi, dispostesecondoi punti cardinali, che gli davano le spalle, come delle guardie,impedendo simbolicamente a chiunque, Creatura, Mago o Spirito, diavvicinarsi. I giovani pi grandi diedero il via alla Danzadelle Spade, tutti gli altri presenti si rilassarono e si abbandonaronoalla convivialit: alcuni mangiavano e bevevano, altriparlavanoe osservavano, altri ancora si cimentarono in danze piprofane.Da lontano, non staccai gli occhi da Alshain: mi sembrava moltopreoccupato, quasi assente, non lo vidi parlare con nessuno, gli occhifissi sulla figura immobile di suo figlio, che non mosse mai un solomuscolo, come se fosse stato pietrificato; anche Deidra e Rigel non silasciarono coinvolgere dai festeggiamenti, e Meissa, al pari dellealtre tre ragazzine, non ebbe un solo istante di cedimento. Mi chiedevose non fosse pericoloso, restarsene cos a lungo immobili,nudi,esposti a quella temperatura ma, cogliendo le nostre espressionidubbiose, pap, pur assorto dai movimenti fluidi e dallefigurecabalistiche della Danza delle Spade, e preso in un enigmatico gioco disguardi a distanza col suo migliore amico, rassicur me eRegulus affermando

... in questo momento Mirzamha anche pi caldo di noi!

Quando ormai mancava poco pi di un'ora all'alba, vedemmosalirein cielo, dal mare, un lampo rosso, come se qualcuno avesse lanciato unIncantesimo di segnalazione: di colpo i canti e i balli si fermarono,tutti guardarono verso Mirzam, che si mosse per la prima volta dopotante ore. La Strega anziana si avvicin con Fear algiovane,finalmente in piedi, lei inizi a ripassare con uninchiostrorosso le Rune che Mirzam aveva sul collo, sulle mani e sui piedi, sulpetto e sulla schiena, poi brand il falcetto dorato che ilvecchio Mago le aveva offerto e tagli di netto il ciuffo dipeli che aveva ancora sul mento, ferendolo.Fear, rapido,lasci scorrere sulla ferita l'acqua conservata in un cornod'argento che san all'istante il taglio, lasciando al suopostouna cicatrice fatta di una sottile serie di Rune.

Quella, ragazzi, l'acqua dellaSorgente di Herrengton, usata in tutti i Riti del Nord: daquesto momento Mirzam pronto! Ora dovr entrarenelbosco e da l dovr scendere alla Grotta diSalazar dovelo attenderemo. Prima di riunirsi a noi, per, deveraggiungereSile e portarla con s. E tutto questo dovrcompiersiprima che il disco del Sole emerga completamente dai flutti...

E far in tempo?Noi ci abbiamo messoore a scendere alla spiaggia, quest'estate, e non c'era la neve e...qui la foresta sembra molto pi fitta! Che cosa accadrebbesenon ci riuscisse?

Ci riuscir,Regulus, deve riuscirci... altrimenti non ci sar nessunmatrimonio.

In che senso? Ormai gliinvitati stanno arrivando da tutto il Regno!

Nel senso peggiore che tupossa immaginare,Sirius. Questi Riti antichi sono stati abbandonati, negli ultimisecoli, perch molto pericolosi: a un certo punto, inpassato,gli Sherton ebbero persino difficolt a sposarsi,perchnessuno voleva rischiare di morire per mischiarsi a loro!

Allora perchhanno deciso di recuperare queste tradizioni?

I giovani del Nord sonoabituati fin dapiccoli alla durezza delle prove legate alle Rune e sentono sempre ilbisogno di vincere le sfide con se stessi: Mirzam e Sile sono entrambimolto legati alle Tradizioni del Nord, e con il MatrimonioTradizionale sanno di poter dimostrare a tutti l'assolutaseriet delle proprie intenzioni. Bench pocoentusiasta,Alshain, non riuscito a dissuaderli e ha dovuto cedere,soddisfacendo, tra le altre, anche questa richiesta. Ora,per,muoviamoci, perch si sta formando la fila.

Alshain si alz, lev la destra eattir su dis, senza parlare, l'attenzione di tutti: nel silenziototale,senza incantesimi verbali, evoc in mezzo al cerchiounara di pietra, su cui era incastonato il piedistallo diunabilancia dorata con due piatti; con un potente WingardiumLeviosa fece in modo che restasse librata a un metro e mezzodaterra, sospesa all'interno di una specie di palla evanescente che laisolava dalle interferenze di qualsiasi cosa, vibrazione, calore, lacircondasse. Sherton materializz poi, dal nulla, un piccolovasetto, lo incant cos che s'innalzasse amezz'ariasopra la bilancia e vi rimanesse sospeso: lentamente, da un piccoloforo sul fondo, inizi a cadere sui due piattini una polvereiridescente che si distribuiva equamente, in modo che un piatto non sisbilanciasse mai rispetto allaltro. Estrasse poi labacchettadargento dalla cintola e con un colpo secco, rivolto versoilmare, produsse un intenso getto di luce dorata che illuminilcielo a giorno: pochi minuti dopo, l'equilibrio si spezz eunodei due piatti sembr reggere un peso superioreallaltro,con la polvere iridescente che cadeva pi veloce econcentravail suo flusso solo sul piatto destro. Un brivido mi percorse laschiena, non sapevo cosa significasse, ma ero convinto che non fosse unbuon presagio: guardai mio padre, per la prima voltadalliniziodei Riti, non solo apparve poco propenso a parlare, ma addirittura lovidi pi preoccupato di Regulus e me. Mi voltai, Mirzam sistavainoltrando nella foresta, da solo: mi chiesi cosa ci fosse realmentel dentro di tanto temibile, cosa gli sarebbe successo e,soprattutto, se l'avrei pi rivisto. Infine, pressato dallafolla che si stava disponendo ordinatamente in una nuova processione alseguito di Fear e Alshain, che con la loro Magia reggevano e libravano,sopra le loro teste, l'ara di pietra, mi accodai agli altri, rincuoratonel sentire la presenza di mio padre e di mio fratello dietro di me.

***

Lord Voldemort

Howgill Fells, Cumbria - 20/21 dicembre 1971

Il vento scuoteva violento gli alberi spogli, lenuvole si rincorrevano, cariche di tempesta, ovunque regnaval'oscurit, rotta a tratti dallo spicchio di luna nel cieloedal fuoco delle fiaccole portate dagli Elfi; l'aria gelida penetravaattraverso i tessuti, costringendo la comitiva, appena materializzata,a infagottarsi sempre pi nei propri ricchi e caldi mantelliead alzare sul viso baveri e stole costose.La processione,rapida e silenziosa,attravers il bosco, fino a raggiungere una radura: tutti,uomini e donne, si fermarono, si disposero in cerchio attorno alfal che i primi Elfi, spediti da oltre un'ora, avevanogi acceso e tenevano vivo bruciandovi erbe magiche edessenze. Nessuno disse parole o fece gesti chesottintendessero un rituale ma, rispondendo a una consuetudine che siripeteva uguale a se stessa ormai da generazioni, due figure, un Mago euna Strega, si avvicinarono al fuoco, sollevarono il cappuccio,mostrando i volti anziani e impassibili alla luce rossiccia dellefiamme, estrassero, con le dita cariche di gioielli, da sotto ilmantello due sfarzosi sacchettini, che tenevano alle rispettivecintole, e gettarono il contenuto nel fal, recitando abassavoce, un misto d'invocazione per ottenere la protezione su se stessi ela propria Famiglia e maledicendo tutti quelli che recavano danno alloro prestigio e ai loro interessi.Uno dopo l'altro, tutti iMaghi e le Streghe, oltreuna trentina di persone accomunate da legami di Sangue, siavvicinarono, ripetendo gli stessi gesti e le stesse preghiere,dopodich si ritrassero in silenzio al proprio posto, inattesadi mettere fine a quella riunione. Solamente io e l'ombra al miofianco, per tutto iltempo, rimanemmo distaccati dagli altri, al limitare del bosco: nonavevamo richieste da fare agli dei antichi, al Sole o a qualsiasi altraEntit superiore, confidavamo solo in noi stessi, nellapotenzadella nostra Magia e nella solidit del comune progetto,ormaiprossimo al compimento.Imponente, stretto nel mio mantelloscuro cherifulgeva per semplicit e sobriet in quelloscintilliodi lusso e apparenza, osservavo attento quella sequela di gesti vuoti eparole vane e sorridevo, falsamente compiaciuto, di quella checonsideravo solo stupida superstizione. Sognavo da anni il giorno incui anche ciche restava di quelle tradizioni antiche, ma ormai svuotate disignificati e convinzione, sarebbe stato spazzato via, sconfitto dalritorno a una Fede Pura, da un Ordine Nuovo, di cui sarei statoPrincipe e Giudice, forte di ci che nessuno mai, nemmeno ilmiopotente e glorioso antenato, aveva sognato: vincere il tempo, lastoria, addirittura la Morte, diventando io stesso il dio immortaledavanti al quale tutto il mondo, magico e non, si sarebbe prostrato.

Mio Signore...

Mi voltai ma non risposi, accarezzai con lo sguardola figura devota al mio fianco, il cui Nome e il cui Sangue eranocarichi di storia, nobilt e purezza: quel Nome aprivaqualsiasiporta, poteva piegare buona parte del mondo magico ai propri voleri,eppure si offriva a me, metteva al mio servizio la propria potenza e lapropria persona, con umilt e sottomissione. Un piacereancora pi intenso e ottenebrantedel godimento fisico simpossess di me, mi fecevibrare ebruciare, pieno d'orgoglio per me stesso, per aver gicancellato l'onta di una nascita imperfetta grazie alla mia potenzamagica, alle mie imprese, al mio prestigio.Assaporai ilpreludio della vittoria, consapevole che quello era solo l'inizio. Imiei seguaci stavano reclutando ogni giorno nuoveleve per il mio esercito e questo mi esaltava non soloperch ilmio trionfo definitivo si faceva pi vicino, maperchdimostrava che molti avevano compreso il mio ruolo di guida, diBenefattore del Mondo Magico, colui che, affrontando unarealtstatica e agonizzante, permetteva a tanti giovani volenterosi didiventare veri uomini, versando sangue impuro e contribuendo allarealizzazione del Nuovo Corso, di quel mondo giusto che molti ormaichiedevano a gran voce. Guardai di nuovo la ricca comitiva riunitadavantial fuoco e ripensai alla serata appena trascorsa: ero stato invitatocon gli onori di un re presso famiglie di alto lignaggio, avevoraccolto molti consensi, molte promesse di denaro e di appoggi, facendoleva come al solito sulla deriva del Ministero, sulledifficolte le umiliazioni subite dai Purosangue, sulla necessit diuncambio dei vertici. In realt quella sera non avevoreclutatonessuno, non avevo impresso il marchio dei miei devoti su nessun nobilebraccio, ma non me ne dispiacevo, perch una vittoria pienaecompleta non si ottiene solo sul campo di battaglia: occorreva anchetessere reti di relazioni ed era questo che avevo chiesto e ottenutodalle mie amicizie influenti, quelle che, per vanit ocodardia,non se la sentivano di correre rischi e sporcarsi le mani, quindipagavano per far tacere le proprie coscienze, davano il propriocontributo sostenendo economicamente la causa e fornendomi agganci aimassimi livelli della politica. S, era stata una serataproficua, molto proficua e nei giorni successivi... Se tutto fosseandato secondo programma, ilMinistero della Magia sarebbe passato in mani pi abili e,soprattutto, amiche entro la fine dell'anno; subito dopo, avreiottenuto il controllo completo del Wizengamot e, alla fine, sarebbesaltato anche il posto, e soprattutto la testa, di un certo, maledetto,vecchio, che da troppo tempo osava frapporsi tra me e il mio sognopi grande: Hogwarts. S, volevo Hogwarts sopraogni altra cosa,volevo guidare e plasmare personalmente tutte quelle giovani menti, perevitare che cadessero in errore: in un modo o nell'altro, presto cisarei riuscito. I miei piani avrebbero goduto di una notevoleaccelerazione se avessi dominato la fiamma di Herrengton e esteso ilmio potere sui luoghi che spettavano per Diritto di Sangue all'erede diSalazar Slytherin: appena ci fossi riuscito, persino i picauti, uomini influenti come Arcturus e Orion Black, resi troppo pigrie pavidi dalla vita comoda e dai privilegi, avrebbero messo da parte ipropri dubbi e mi avrebbero sostenuto, senza ulteriori indugi. E ora,finalmente, era arrivato il giorno della svolta per me e per l'interomondo magico.

Mio Signore, i fuochi sonquasi spenti ...

Non mi voltai, ma mi lasciai andare ugualmente, perpochi attimi, alla grazia di quella voce: strinsi gli occhi eripercorsi nella mente, trepidante e bramoso, la vista delle suefattezze piene e perfette che, invitanti sotto gli abiti costosi, sioffrivano a me, a me che da mesi giocavo a fingermi indifferente. Untempo, nei giorni ingiuriosi del mio passato,avevo promesso a me stesso che mi sarei preso qualsiasi cosa volessi,in qualsiasi modo, per il semplice fatto che tutto mi spettava didiritto, avevo iniziato con gli insulsi trofei strappati alle miegiovani vittime, avevo proseguito scegliendo con cura maniacale lereliquie dei Fondatori, in cui conservare i frammenti della mia stessaAnima. Quel giuramento, da qualche mese, comprendeva anchelei, la donna del mio discepolo pi devoto, il fruttopibello e malvagio di una delle famiglie pi pured'Inghilterra:presto avrei goduto pienamente, in ogni modo possibile, anche di lei,traendo la massima soddisfazione, prima ancora di assaporarne la carnee il sangue, nel vederne a lungo la nobilt e la purezzaprostrate ai miei piedi, nell'ammirarne l'orgoglio trasformarsi insupplica, vinta dal desiderio, che gi sentivo forte in lei,difarsi usare, violare, marchiare da me, il suo Signore. Pregustavo nellamente quel gioco, ma m'imponevocautela, perch il desiderio poteva dimostrarsi anche per meunasottile forma di debolezza, qualcosa che poteva rendermi umano etangibile: per questo negli anni avevo imparato a dominarmi, rendendomipienamente padrone di tutto, a cominciare da me stesso.

Il nuovo giornocambier le sorti del mondo magico... Sei pronta, Bellatrix?

Oggi, mio Signore?

S, oggi... Sempreche tu non abbia paura di affrontare gli Sherton!

Ghignai, vedendo l'odio diffondersi negli occhi di ossidiana nera dellagiovane al mio fianco. Nell'istante stesso in cui la mia bacchettaavevamarchiato la pelle diafana di Bellatrix Black in Lestrange,accogliendola nella cerchia ristretta dei miei devoti, in quell'attimodi debolezza che le avevo strappato, fatta di straniamento e dolore epiacere mentale, ero riuscito a penetrare nei suoi ricordi, leggendocome in un libro aperto ci che volontariamente non avrebbemaiammesso nemmeno con se stessa: la rabbia feroce, ancora palpitante, peril rifiuto, il dolore per l'umiliazione subita, il desiderio divendicarsi sul responsabile diretto e su tutti coloro che avevanocontribuito in un modo o nell'altro alla sua sconfitta.Acominciare dal suo sposo: Rodolphus Lestrange.

Per Voi sono pronta a tutto,Mio Signore! Nulla mi fermer!

Sorrisi: com'era infondo simile a me, quella creatura ferita! Conoscevoquella rabbia, me ne ero cibato per anni,e grazie ad essa, alla fine, avevo cancellato Tom Riddle ed erodiventato per l'intero mondo magico LordVoldemort,Milord, Colui che non deve esserenominato. La stessa rabbia rendeva lei la devota perfetta:misarei servito di tutto quell'odio folle e feroce a mio vantaggio, misarei nutrito fino in fondo della sua potenza ancora acerba,plasmandola e guidandola.

Cos come godr, infine, del suo ventre.

Nonostante mostrasse ancora, a volte, gliatteggiamenti irritanti tipici delle antiche famiglie, non riuscivo adisprezzare Bellatrix Black in Lestrange come disprezzavo la maggiorparte del mondo da cui veniva, quello che avevo conosciuto nei mieianni a Hogwarts, fatto di Slytherin bramosi di sangue, certo, marammolliti, viziati, svogliati, incapaci di darsi delle regole, diprefiggersi uno scopo che non fosse il tornaconto personale; traditorianch'essi, perch, indolenti e vili, non avevano mosso unditomentre il Mondo Magico cadeva nel baratro. Bella, invece, era diversa,la sua anima riconoscevae tendeva al Bene Superiore, per questo se avesse mantenuto appienoci che mi aspettavo da lei, alla fine l'avrei ricompensata,concedendole la vendetta agognata e innalzandola al di sopra di tuttigli altri. Anche perch, al contrario della maggiorparte di coloro che si avvicinavano a me, supplici, cercando di trarreun meschino profitto, Bellatrix Black provava nei miei confronti unadevozione pura e autentica: cercava di compiacermi solo per guadagnarsila mia stima, desiderava essere apprezzata per le propriecapacit, essere giudicata per se stessa, non per il nomecheportava, voleva essere solamenteBellatrix, non lafigliao la moglie di un uomo influente.

Non voglio che tu corrarischi inutili:domani, al momento giusto, un insospettabile eseguir i mieiordini e tu approfitterai del diversivo per prendere ci chevoglio...

Gli occhi di Bellatrix sinfiammarono,credendo forse di cogliere nelle mie parole un po' di premura nei suoiconfronti: gi grata che le dimostrassi tanta fiducia daaffidarle un incarico estremamente importante, la sua venerazione perme si accrebbe ancora di pi. Mi ripromisi di premiare tantadedizioneconcedendole il privilegio di assistere al mio ingresso trionfale nelleTerre del Nord, godendo in prima fila dello scempio che avrei fatto diquella specie di rinnegato di Alshain Sherton e dei suoi familiari.

Non farne parola conRodolphus, per,ho affidato anche a lui un compito importante, e non voglio che siadistratto!

Un compito importante? Miosignore, nonvoglio mancarVi di rispetto ma... ne siete certo? La malevolenza delgiovane Sherton ha spesso tratto vantaggio propriodall'ingenuit del mio sposo...

Ho un'alta opinione diRodolphus, Bellatrix,lo ritengo il migliore dei miei discepoli, l'unica pecca cheeventualmente posso trovargli sei tu, la venerazione cheprovaper te che, a volte, lo fa essere manchevole nei miei confronti...pertanto dovrai essere accorta, perch puoi essere la nostracarta vincente, come la nostra rovina...

La giovane fece un chiaro cenno di umile assenso, ilsuo entusiasmo e la sua baldanza avevano lasciato in parte il postoalla mortificazione per il velato rimprovero e soprattutto alla gelosiae al risentimento verso il suo sposo, che ancora una volta avevodefinito il migliore tra i miei seguaci. Sorrisi, avevo scelto con curale parole da usare,quelle che sapevo avrebbero spinto Bellatrix a fare di tutto, anchel'impossibile, per portare a termine la missione: in quei pochi mesiavevo imparato come ottenere il meglio da lei, come sollecitarlatoccando di volta in volta le corde giuste, come esaltarne l'impeto ela determinazione dimostrandole un sincero interesse, o scatenarnel'odio feroce verso gli Sherton, riaprendo antiche ferite.Ci che mi divertiva particolarmente,per, era alimentare la rivalit reciproca traBella esuo marito, anche perch ne traevo, alla fine, unincredibilevantaggio. Bellatrix voleva guadagnarsi sul campo il rispettodei compagni e il mio favore, dimostrando chiaramente di valere comepersona e come Strega, al di l delle parentele importanti,mail suo desiderio segreto andava ben oltre: voleva essere la miglioretra tutti, prendere il posto di Rodolphus al mio fianco, e infliggerglicos la pi terribile delle umiliazioni, aparzialerisarcimento di quelle subite. Da parte sua, Rodolphus, purpresoprofondamente da lei, aveva intuito quelle trame e cercava in ogni mododi impedire che si concretizzassero, non poteva permettersi, infatti,di perdere la posizione di prestigio che aveva assunto negli ultimianni al mio fianco e ancor meno di subire l'umiliazione di esserescalzato da una donna, da sua moglie per giunta: pur ricco e potente,infatti, Rodolphus non era ancora riuscito ad affrancarsi del tuttodalla figura di suo padre, un uomo che non perdeva occasione perumiliarlo, dandogli dell'incapace, perch l'erede che tuttalafamiglia Lestrange aspettava, tardava ad arrivare.

Non essere turbata: domani,finalmentemetter fine a tanti, troppi errori... e tu godrai dellagiustaricompensa... ora vai...

La donna singinocchi davanti a me,grata, raccolse la mia mano e se la port alle labbra,perdendosi in un bacio caldo e voluttuoso sulla mia pelle fredda:sentii il calore di quel bacio penetrare nella mia carne, scivolaredentro fin negli abissi pi oscuri della mia mente e del miocorpo, incendiarmi il sangue e accendermi infine di folledesiderio.Abbassai lo sguardo su di lei, turbato: eral, compiaciuta, prostrata con devozione ai miei piedi, unafigura completamente avvolta di oscurit, i suoi occhi,fissinei miei, fiammeggianti, erano due pozzi neri in cui si agitavano ifantasmi del desiderio, carichi della promessa di futuri, benpi intimi onori. Alla fine si alz, lasciandointravvedere,furtiva e maliziosa, dal cappuccio, parte della pelle nivea del suocollo e il corvino setoso dei suoi capelli, poi scivol via,perraggiungere le altre ombre e occupare il suo posto tra quantichiedevano ancora alle fiamme sostegno per il nuovo anno. La guardai,per un'ultima volta, poi mismaterializzai tra gli alberi, pregustando le delizie che il futuro miavrebbe donato. Ormai, mancava davvero poco all'alba.

***

Mirzam Sherton

Herrengton Hill, Highlands - mar. 21 dicembre 1971

La foresta si richiuse alle mie spalle,inghiottendomi: tutto intorno a me c'erano solo odore di resina mista asalsedine, freddo e oscurit.Conoscevogi quella sensazione dismarrimento, l'avevo provata sei mesi prima, la notte di Litha, primadi assumere le mie ultime Rune, ma in quella circostanza mi erano staticoncessi pi tempo, dei vestiti, una scopa e una spada. E,soprattutto, a essere in gioco, allora, era solo la mia vita.Probabilmente, anche in quest'occasione, il Ritoavrebbe unito al peregrinare nella foresta quello negli abissipi oscuri della mia mente, perci mi aspettavochepresto sarebbero iniziate delle visioni che mi avrebbero fatto perdereil senso della realt. L'ultima volta non era stata unabella esperienza,avevo avuto prova di cosa sarei stato capace di fare, se solo avessilasciato libero sfogo ai miei istinti e, mentre ero impegnato adaffrontare uno dei miei demoni personali, non mi ero accorto di unorso, uscito dalla foresta, intenzionato a fare di me uno spuntinonotturno. Ne avevo ancora le cicatrici addosso. Feci un respiroprofondo, chiusi gli occhi eaffondai un altro passo nella neve gelida: la morsa del freddo miaddent il piede, divenne una specie di fuoco che mi avvolselacaviglia e risal come una miriade di spilli ardenti fino alpolpaccio, penetr sempre pi nelle mie carni,mandandomistilettate di dolore alle ossa, alle ginocchia, mi percorse tutto ilcorpo, ottenebrante, attraverso le terminazioni nervose, ed esplosecome uno shock lancinante nel cervello. Avevo imparato, negli anni, asopportare il dolore eormai non era pi la sofferenza a spaventarmi, al contrariotemevo la perdita di controllo, perch in quel frangente nonmela potevo assolutamente permettere. Dovevo concentrarmi e trovare in mestesso la forzaper reagire, dovevo sbrigarmi a compiere delle scelte razionali, primache i miei sensi, uno dopo l'altro, si appannassero e a guidare tuttele mie azioni rimanesse solo l'istinto, la voce che portavo dentro. Aquel punto avrei solo potuto pregare Merlino etutti i Fondatori, come avevo gi fatto per ore steso nellaneve, coperto solo da un impalpabile velo, sperando che la mia voceparlasse la stessa lingua di Herrengton, che la mia fede inciche ero e in ci che portavo nel cuore fosse sufficiente aconvincere il potere della mia Terra a lottare al mio fianco persalvarci. Mi restava poco tempo ed io dovevo sfruttarlo peraiutare quell'intuito, indirizzarlo verso una scelta consapevole: avevoprovato a prepararmi, a lungo, e ormai pensavo di sapere come fare peraggirare almeno alcuni degli ostacoli.

Asinistra. Deve essere qui, da qualcheparte. La pioggia non pu averlo cancellato. Devotrovarlo Devo camminare per una decina di metri, tenendosemprela mia sinistra fino a un...

Avevo studiato il percorso migliore in quei mesi, daquando avevo capito che avrei dovuto raggiungere la spiaggia dopo iRiti notturni di Yule: avevo visitato di nascosto, pivolte, invarie ore del giorno e della notte, la radura della quercia e avevoscoperto che, a pochi metri dall'inizio della boscaglia, nascosto dairami di un vecchio ippocastano e dai rovi, scendeva un sentiero ripido.Era pericoloso, certo, ma era il pi facile eil pi rapido da trovare, cos non avrei persotroppotempo vagando nel bosco, esponendomi alle false lusinghe della forestae, con un po di sangue freddo, necessario viste leasperit, sarei riuscito a scendere molto velocemente,perch era pi diretto rispetto agli altri cheavevoscoperto aprirsi qua e l. Ritrovai l'albero con il segnoche avevo lasciatopochi giorni prima, una Runa incisa sul tronco a un'altezza di circa unmetro e mezzo e ricoperta da una sostanza vegetale fosforescente, pervederla anche al buio: per fortuna, nonostante le intemperie,l'impiastro non si era sciolto ed io ero ancora abbastanza lucido danotarlo.Mossi un passo, poi un altro e un altro ancora, difronte a me, i rovi e le sterpaglie non mutarono disposizione, seguendoun gioco sibillino che mi confondesse la mente, trovai anzi facilmenteil percorso che cercavo e iniziai ad affrontarlo. Deglutii, era moltoripido e irregolare, la pioggiae il ghiaccio lo rendevano scivoloso e in molti punti impervio, ma miero allenato ad affrontarlo persino scalzo e bendato, mettendo in contoche, come l'ultima volta, Herrengton potesse privarmi dellasensibilit fisica per costringermi a usare solo i sensiinteriori. Con la coda dell'occhio, vidi che dalla base deglialberi e tra i ciottoli iniziava a formarsi una nebbiolinaazzurrognola: dalle esperienze precedenti capii che Herrengton sipreparava a mandarmi i suoi messaggeri e a quel punto avrei dovuto fareancora pi attenzione per non perdere tempo prezioso,suggestionato dalle visioni. Poco dopo, emerse dagli alberi,tagliandomi lastrada, uno dei Centauri che vivevano nella foresta: dalle precedentiesperienze e dalle raccomandazioni di mio padre, sapevo che non dovevoprestare attenzione ad eventuali suggerimenti, ma la Creatura non midisse nulla, si limit ad alzare l'indice destro verso ilcielo,verso un punto in cui il folto del bosco si apriva un po,concedendo uno scorcio sull'orizzonte e sul mare, poi sigettdi nuovo nella boscaglia. Seguendo la sua indicazione notai una lucesoffusache si stava levando rapidamente da est, annunciando l'approssimarsidell'alba. Non sapevo a quali prove Herrengton sottoponesse ilpazzo che decideva di affrontarla dopo le Rune dei ventuno anni,nemmeno mio padre mi era stato d'aiuto, perch non si erasposato secondo i Riti del Nord, tanto meno con un MatrimonioTradizionale; vedendo per che le ombre non riuscivano asconfiggere la luce dell'alba, trasformandosi in immagini vivide,m'illusi che il Centauro volesse avvertirmi che, stavolta, non cisarebbero stati tranelli mentali, che la prova consisteva, solo, in unacorsa contro il tempo. Tempo di cui ero scarsamente provvisto! Lasciaida parte tutta la mia cautela e avanzai nelbosco, deciso: smisi di camminare e iniziai a correre, saltando lievecome uno stambecco tra i massi. L dove era possibile,appena la foresta siapriva e il sentiero si proiettava a piombo sulla spiaggia sottostante,cercavo il punto pi adatto per calarmi lungo la parete diroccia, usando le radici degli alberi pi robusti persostenermi, tagliando in questo modo i tornanti del sentiero perrecuperarlo solo alcuni metri pi in basso, quando nonpotevofare altrimenti. A un tratto, il percorso affond di nuovonelfolto della vegetazione e l sentii una risata dietro di me:eracos malefica e foriera di sventura che, udendola, mi sigel il sangue, immaginai fosse il canto di qualche Creaturasinistra che abitava la foresta, giunta l per farmimaterialmente del male o, peggio ancora, per farmi perdere il senno.Quando per tra gli alberi comparve BellatrixBlack, stretta in un succinto abito rosso, provocante, che mi guardavacon la chiara intenzione di sedurmi, risi tra me, diedi le spalle allavisione e ripresi a correre senza pi voltarmi indietro.

Se le prove sono queste, stavolta non homotivo di preoccuparmi: ho passato da un pezzo le turbe che avevo aquindici anni...

Sentii improvvisamente levarsi, tra la vegetazione,un vento leggero, simile a un sospiro, minvest,miaccarezz la nuca e mi scivol lentamenteaddosso, lungola schiena, come una mano umida e gelida che mi fece contorcere dentro,mi avvolse e mi penetr attraverso la pelle, entrando poinelmio stomaco e restando l, come una presenza minacciosa.Maledissi me stesso e la mia stupidit: conla mia irriverenza, avevo appena sfidato quella Terra indomita epotente e ora uno Spirito malvagio sembrava entrato in me, pronto afarmi pentire, al momento giusto, della mia superbia. Ripresi acorrere, finch la boscaglia siapr nuovamente sull'oceano, guardai gi, lacosta era auna ventina di metri sotto di me, spaziai con lo sguardo sul placidospecchio d'acqua, ringraziando gli dei perch il mare, ora,sembrava tranquillo: ero quasi giunto alla fine, dovevo superare soloquell'ultimo dislivello, e questo mi rendeva fiducioso, anche se laparte restante del sentiero era scoscesa e insidiosa. Fu allora chearriv, inaspettato, il terzo,e forse ultimo, messaggero: a Litha, la foresta mi aveva mandatolimmagine di tutti coloro con cui avevo avuto dei conti insospeso, i finti Babbani che avevano aggredito me e mia madre, TedTonks, Corso, Pucey, la stessa Bellatrix e Donovan Kelly, mettendo allaprova la mia capacit di resistere alle provocazioni e,soprattutto, ai miei istinti pi o meno violenti, persinoallamia volont di privare alcuni di loro della vita. Stavolta,per, non riuscivo a capire qualefosse il legame tra i tre messaggeri: ero addirittura convinto che ilCentauro non fosse una visione ma una Creatura in carne e ossa, troppovivida la luce che avevo colto nei suoi occhi quando si era avvicinato.

L'immagine che avevo di fronte in quel frangente, alcontrario di Bella, mi stava facendo tremare le gambe per un'emozionepotente e misteriosa, che sapevo di portare inconsciamente dentro di meda anni: la guardai ammirato, poteva essere una visione del futuro o lasemplice materializzazione di una speranza. Ritto di fronte a me, c'eraun bambino di circacinque anni, vestito con una verde tunica del Nord, i lisci capellicorvini che gli arrivavano alle spalle, celando in parte la Runa diHerrengton che portava al collo; mi guardava con gli stessi occhi diSile, sorridendo sereno, consapevole di rappresentare tuttociche, nel profondo del mio cuore, volevo davvero dalla vita. Quando midiede le spalle e lentamente mi precedettelungo il sentiero, io lo seguii, senza bisogno dinviti oparole,sicuro che seguendolo avrei trovato la spiaggia in tempo, senzaincappare in qualche errore, sicuro che lasciandomi guidare da luiavrei ritrovato facilmente Sile e, insieme, saremmo finalmente entratinella grotta di Salazar. Di colpo, per, il bambino cadde espar, come inghiottito dalla terra, mi guardai attorno percercarlo, ma vidi a loro volta gli alberi piegarsi e scomparire, ilsentiero di fronte a me s'interruppe, trasformato inunorrendavoragine, che si apriva perpendicolarmente sulla spiaggia sottostante.Urlai, carico d'orrore: non cerano appigli,n per me, n per il bambino, non potevo saltareperch non cerano massi sottostanti, nonceranoradici con cui calarsi e non potevo tuffarmi in mare, perchsotto di me cerano solo rocce, che si levavano verso ilcielocome corone di artigli di pietra. Mi ritrassi terrorizzato, sconvolto,non potevo, nonvolevo guardare di sotto: anche se era stata solo una visione, nonsarei mai riuscito a tollerare la vista di quel bambino, mio figlio,steso senza vita tra gli scogli, il suo sangue macchiare la neve, comepoche notti prima aveva fatto il sangue della mia prima vittima. Fuallora che iniziai a capire: quelle visioniavevano a che fare con la vita che avevo deciso di seguire, mimostravano ci che potevo avere e ci cherischiavo diperdere per sempre, se non avessi fatto pi attenzione nelcompiere le mie scelte. Non finii di elaborare quei pensieri,nriuscii a pronunciare in tempo alcun Incantesimo di difesa: il terrenoinizi a franare davanti a me, mi voltai per ritornareindietro,di corsa, ma anche la strada che avevo finora percorso scomparve,inghiottita nella voragine che si era aperta sotto i miei piedi. Fuirisucchiato a mia volta nel vuoto, tra quellerocce che sembravano solo aspettare di cibarsi del mio sangue.

No!Non posso morire cos, non prima di...

Vidi il cielo appena rischiarato inghiottito nelbuio della voragine ed io con lui: i miei pensierisinfransero econ essi tutte le mie sensazioni. Forse avevo solo perso i sensi... Oforse... Ero gi morto.

*continua*

NdA: Inizio con i consueti ringraziamenti a quanti hanno letto e recensito,aggiunto a preferiti, seguiti, ricordati, ecc

nota 1) Orion prende sotto la sua ala Regulus e non Sirius, poi ciripensa: se vi ricordate, quando Mirzam porta Andromeda su una dellespiagge di Herrengton, le dice Qui non ci possibile mentire sui nostri sentimenti. La Magia delleTerre del Nord, in chi percorre i suoi luoghi, fa venir fuorici che si ha nell'anima (fino agli eccessi visti quandoMirzam e Jarvis stavano per uccidersi), quindi anche Orion subiscequesto influsso: se all'inizio abbraccia Regulus perch gli stato ordinato da Walburga di difenderlo, mentre si tienealla larga da Sirius per fingersi distaccato, addentrandosi nellaforesta abbraccia entrambi i suoi figli, non piperch deve farlo ma perch vuole farlo.Analogamente, Sirius non pu mentire a se stesso suci che prova per suo padre, quel sentimento fatto di pauradi soffrire e, nello stesso tempo, di speranza di essere ancoraaccettato, di riuscire a fare breccia in quel cuore che a volte non gliappare cos gelido come l'ha sempre percepito.

Un bacione!!! Valeria Scheda

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