IV.011 - CHAINS - Amicizie, Tradimenti, Alleanze
IV.011 - CHAINS - Amicizie, Tradimenti, Alleanze
ThatLove is All There is
Terre_del_Nord
Slytherin's Blood
Chains - IV.011 - Amicizie, Tradimenti, Alleanze

Sirius Black
Hogwarts, Highlands - sab. 15 gennaio 1972
Svegliati pigrone!
Umfh...
Dai che oggi sivola!
... hmf...
Dai, Black dai, guarda chebel sole ci aspetta!
Uff... e lasciammm... zzz...
Grugnii e mi tirai le coperte fin sopra la testa, borbottando unasequela dinsulti sconnessi impastati di sonno contro ilperfidoKreacher, l'infame Elfo che, agli ordini di mamminacara,tentava invano, da alcuni minuti, di estrarmi a forza dal mio caldobaldacchino. Una risata sguaiata mi raggiunse attraverso la morbidasofficit del cuscino di piume e il materasso, all'altezzadelmio fianco, si pieg sotto il peso di qualcosa, anzi... diqualcuno...
Qualcuno che aveval'ardire di saltare sul mio letto... Qualcuno molto pipesantedi un Elfo... Qualcuno...
Il mio cervello stava ancora cercando di annodare condifficoltqueste idee in un pensiero articolato, quando mi colse un bombardamentodi luce, freddo, risate, mani ghiacciate che s'infilavano sotto ilcolletto del mio pigiama, il peso di un corpo che si avventava sul miostomaco e, per chiudere in bellezza, la sberla di un cuscino tirato inpiena faccia. Annaspai tra le coperte, alla ricerca di aria e di unavia di fuga, emergendo infine, in maniera brutale, da quelli che eranosolo sogni fumosi: ero a casa, fuggivo da mia madre salendo la tetrascalinata di Grimmauld Place a tre gradini per volta, con un pacchettoin mano, dovevo raggiungere la camera di mio fratello prima che miacciuffasse, quella era l'ultima occasione che avevo di consegnargli unregalo di compleanno, mammina cara, infatti,avevafiondato fuori dalla finestra, uno dopo l'altro, tutto cicheera passato per le mie indegne, sudice mani di Gryffindor. Attorno ame, per, ora che aprivo gli occhi, non c'era l'atmosferapesante di Grimmauld Place, n mia madre impegnata ainseguirmi,o mio fratello chiuso nella sua stanza, e neanche Kreacher contro cuiurlare maledizioni: no, davanti a me, sopra di me, tutto attorno a me,c'era solo un cespuglio di rovi, che sormontava un paio di occhiali davista e una ghignante faccia da schiaffi. Rosso in volto, in apnea,feci l'ultimo collegamento e subito mi slanciai contro James.
Tu!
Potter, ridendo sguaiatamente, fece una finta di lato per sfuggirmi,poi mi balz di nuovo addosso, mi ributt sulletto,mentre tentavo di far leva sulle braccia per alzarmi e inseguirlo,nella lotta scivol a terra, rapido si aggrappai mieipantaloni, tirandomeli fin sotto le ginocchia, mi fece perderel'equilibrio e sfugg definitivamente al mio tentativo diagguantarlo. Faccia a terra, mi ero tirato dietro coperte e lenzuola adabbozzolarmi di nuovo, scatenando le sue risate; furioso, gli puntai undito contro, minaccioso.
Preparati a pagare,Potter!
Non certo te, mammola!Guardati: non riesci nemmeno a tenerti in piedi! Ahahahah...
Svicolai con difficolt dal tessuto ai miei piedi, dallecoperteche avevano attutito la caduta, presi al volo il cuscino dalbaldacchino di Remus, alla mia destra, e iniziai a inseguirlo: colpii ecolpii, per lo pi a vuoto, sperando di farlo cadere per poisaltargli addosso, ma James sgusciava via rapido, come un'anguilla, erallentava nella corsa solo per voltarsi a sfottermi senzapiet.
Ahahahah... il tuo vero nome Sirius - Mani di Burro - Black!
Il tuo nome invece codardo! Che Gryffindor saresti tu? Vieni qua e battiti,Potter!
Con chi? Con te? Io non mibatto con leragazzine, Black! Nemmeno Peter si batterebbe con qualcuno che haquelle gambettine pallide da principessina! Ahahahah...
Te la do io laprincipessina!
Gli lanciai il cuscino contro, James smise di puntarmi addosso un ditopieno di derisione e si abbass all'ultimo: centrai in pienoPeter che, da vera volpe, cercava rifugio proprio dietro di lui.
Ehi, principessaMani di Burro, guarda che io sono qui! Ahahah...
La tua fine sardolorosa e ignobile, Potter, sappilo!
Peter, imparata la lezione, si fece piccolo piccolo, cercdimimetizzarsi, simile a un topino, indeciso se fosse meglio appiattirsinella nicchia sotto la finestra, o trovare rifugio direttamente dietrole ante dell'armadio, perch a breve, lo sapeva,ldentro si sarebbe scatenato il finimondo. Complice i risultati nonesaltanti del mio Puddlemere contro i Chudley Cannons, al contrario deisuoi Tornados che avevano spazzato via i Falmouth Falcons in pochiminuti, dal ritorno dalle vacanze tra James e me si era scatenata unafaida senza esclusione di colpi, e quel giorno avremmo finalmenteregolato i conti rimasti in sospeso dal week end precedente: laMcGonagall, infatti, aveva minacciato pesanti punizioni se non avessimosmesso di arrivare tardi alle lezioni per accapigliarci lungo icorridoi, perci, durante tutta la settimana, con ancora sulgroppone la punizione da scontare con Mastro Filch per le Caccabombe ealtre amenit, avevamo tentato di imitare Remuscomportandoci inmodo, secondo i nostri canoni, irreprensibile. Ora, per, latregua armata doveva finire: non poteva essere altrimenti, James nonpoteva continuare a ridere di me, delle mie minacce, della mia facciaferoce, e pensare di farla franca.
Milady Mani diBurro, le principessine educate non fanno quella fac...ahi!
Mi ero lanciato come un cane ringhiante a testa bassa, attraversando asorpresa il centro della stanza e anticipando cos la corsadiPotter, che come un cerbiatto saltava di letto in letto. Gli franaiaddosso, travolgendolo insieme alle coperte, il mantello, le tende delbaldacchino di Remus, tenendolo inchiodato a terra con la forza dellemie gambette da principessina; lo perseguitai colsolletico fino a farlo urlare piet,come avevafatto lui con me, sul treno, e allo stesso modo non mi lasciaicommuovere, quel giorno mi aveva quasi soffocato, tra lacrime e risate.
Ripetilo, ora, se hai ilcoraggio!
Ahahah... MiladyMani di... Burro...dalle gam... ahahah... bette pallide... ahahah...
Presi il cuscino in bilico sul letto alla mia destra e lo colpii,continuando a solleticarlo quando gli lasciavo prendere respiro, luiprov a difendersi e divincolarsi, ridendo e boccheggiando.
Rimangiati quello che haidetto e arrenditi, Potter!
Ahahah... mai... ahahah...
Allora vedremo le tue, digambette, porcospino!
Ahahah... No... ahah...NOooooooooahahah...
Sotto gli occhi esterrefatti di Peter, James si dibatteva semprepi debolmente, tentando di sgusciare via, io armeggiai pergirarlo bocconi e immobilizzargli le mani con il cravattino, reggendoil cuscino tra i denti, e soffiando per la fatica e le risate, non menodi quanto mugugnasse lui. Remus usc dal bagno quando oramaiavevo avuto la meglio: mi fiss esasperato, poiguardJames, legato come un capretto, il mio piede poggiato, simile a uncacciatore, sulle sue chiappette pallide, celate alla vista solo da unpaio di mutandoni rossi su cui svolazzavano boccini dorati.
Belle mutande, Potter,decisamente in tema...ma per Merlino e tutti i Fondatori, sempre con le mie cose dovete farcasino? Guardate qua: il mio pigiama di nuovo in cimaall'armadio... E le tende? Un giorno o l'altro ci appiccherete pure unincendio, qua dentro, me lo sento!
Remus mi scans, aiutando James, rosso come un peperone, aslegarsi e rimettersi in piedi.
Idea divertente, Lupin, manon brilla per originalit, certo con opportune modifiche...
Potremmo sperimentare quelgioco del boccino infuocato a questo punto, James...
Black... tu s chesei un genio! Quando ti applichi, sei davvero un genio!
James! Sirius!
Che c'? Non certo colpanostra, Remus, se ogni giorno te ne esci con le idee migliori ma nonhai voglia di sperimentarle! Noi ci stiamo solo offrendo di fare dacavia al tuo posto... per esempio... oggi abbiamo verificato quella tuateoria babbana della corsa delcerchio
La corda, James, lacorda
S, esatto, quellaroba l...avevi ragione, passando in linea retta Sirius mi ha anticipato! Quindise dovessimo attac... volevo dire, difenderci dalle Serpigialla Strega Gobba...
Non certo questoil senso di quelteorema, Potter! Merlino santissimo, salvami, ti prego!
Non riuscimmo a resistere, scoppiammo a ridere, Remus diventava semprepaonazzo quando comprendeva che le sue disquisizioni sulla scienzababbana, utile, secondo lui, anche a noi ignoranti Maghi purosangue,nelle nostre mani diventavano fonte d'ispirazione solo di nuove ideebalzane.
Ha fatto bene Longbottom! Ungiorno o l'altro chieder anch'io di cambiarestanza!
James ed io, seri, ci guardammo e ci avvicinammo uno per lato, adaccerchiare un Remus Lupin che, a braccia conserte, guardava il cieloalla finestra e studiava i nostri riflessi, imbronciato.
Bell'amico sei! LascerestiPeter da solo con noi e le nostre... intemp...intemperinanze?
Con quelle al massimo citemperi le matite, Black... ahahah...
Smettila, James! Ti pare ilmomento di scherzare? Questo ingrato vuole abbandonarci...
Se lo dovesse fare, sarebbesolo colpa tua che non capisci nulla e parli di temperini!
Basta! Basta! Intemperanze,s, levostre intemperanze! Non ne posso pi! Voi due... voi duesietedue pazzi da manicomio e farete diventare pazzo pure me, se non lasmettete!
Pazzi? I pazzi si legano,Lupin, ma tu, con le tue mani, hai liberato James, poco fa!
James finse di non aver sentito, ancora offeso, sfoderinvecegli occhioni da cucciolo, deciso a usare un'altra tattica, ammansirloguardandolo di sotto in su, tecnica che aveva affinato negli annicorteggiando, da bravo figlio unico, sua madre; grugnii, pensando allamia mammina.
Chi si prendercura di noi, Remus? E tu? Dove troveresti compagni amorevoli comenoi?
La voce di James vibrava di affettuosa emozione, ma percepii la lucemalandrina nel suo sguardo, compresi cosa avesse in mente e miavvicinai da sinistra, cercando di trattenere le risate.
No! Non ci provate! Non ciprovate! Mi sono gi vestito! NO! Faremo tardi! NOOO...
Peter sgattaiol dalla sua nicchia e si barricin bagno,lavremmo catturato dopo. Remus prov aspintonarmi ma iofui pi rapido e lo caricai, rovesciandolo sul letto. James,infine, due cuscini in mano, piomb urlando su di noi. Poituttosi annull nel solito mare di piume e follirisate.
***
Rabastan Lestrange
Hogwarts, Highlands - sab. 15 gennaio 1972
Togliti dalle palle,Walden... Stammi lontano!
Dai, Mac, ormai non fapi nemmeno ridere, lascialo stare, lui non c'entra nien...
Taci, Rosier... te lo ripeto:tu e lamocciosa dovete andarvene, chiaro? Salite fino all'ultimo piano, andatedai vostri simili, dai traditori del Sangue puro, come siete tutti voi!Vi piacciono, no?
Che cazzo stai dicendo,stronzo? Sei del tutto impazzito?
Molti non stavano prestando attenzione alla situazione che si eracreata davanti al caminetto principale della Sala Comune, intenti asalire a far colazione, altri, abituati alle intemperanze di Walden,cercavano solo di raggiungere l'ingresso il prima possibile, qualcunaltro, come Goyle, rise di quella che sembrava una battuta, troppoidiota per capire che non c'era nulla di cui ridere.Di certononrise Walden MacNair, un ghigno poco rassicurante sul muso ottuso. Tantomeno rise Rigel Sherton, lo sguardo cupo come una notte di novilunio.Non avevo fame, la sera prima mi ero sbronzato e avevo un pesantecerchio alla testa, ma appena entrato in Sala Comune con Evan, mi eroaccorto lo stesso della tensione che aleggiava nell'aria: da giorniMacNair sosteneva che il processo Williamson avrebbe dato prova a tuttidella natura filobabbana degli Sherton, pertanto Rigel e Meissa eranoindegni di stare nei sotterranei. Era un'idiozia, certo, chiunquelavrebbe capito, ma Walden ce l'aveva con loro da quando lasmorfiosa l'aveva denunciato per il pestaggio di Black e ora coglievaogni occasione per vendicarsi. Si affrontavano vicino a me, abbarbicatocon Rosier sulla testiera del divano a sinistra del tavolo grande,presso il caminetto: Evan era intervenuto un paio di volte per calmaregli animi, io leggevo il Daily di Alecto Carrow, avvolto nel miomantello, indifferente e tremante. Dovevo salire dalla Pomfrey, erachiaro, ma non volevo sentirmi fare una delle sue solite ramanzine,inoltre ero preso dalle conseguenze di quanto sarebbe successo aLondra: se Mirzam fosse stato considerato colpevole, e alcuni di noisapevano bene che invece era innocente, il padre poteva sostenerlo, masolo un folle l'avrebbe fatto davanti a Bartemious Crouch, odisconoscerlo pubblicamente, attirando le ire dei seguacipiottusi del Lord, soggetti della risma di MacNair.
Che situazione invidiabile
Sto dicendo solo laverit: gli Sherton non sono diversi dai Weasley!
Ripetilo se hai ilcoraggio!
Altrimenti? Mi costringerai acenare ancora con qualche maledetto Ministro Gryffindor?
Gli amici di Walden sghignazzarono, Sherton si slancicontro dilui con tutta la foga dei suoi tredici anni, centrandolo con uncazzotto in pieno grugno: preso alla sprovvista Walden sub,mase lo tolse subito di dosso, spintonandolo con una sola mano, con tantaviolenza da farlo cadere. Prima ancora che il moccioso del Nord sirimettesse in piedi per caricare di nuovo, Walden, un ghigno sordidosulla faccia pesta, afferr la bacchetta per puntarglielacontroe colpire.
Idiotanon si deve mai, assolutamente mai, puntare la bacchetta in faccia auno Sherton
Qualcuno sospettava che la Maledizione che aveva colpito Rigel Sherton,a Yule, ne avrebbe limitato per sempre la Magia, al posto di Walden ionon avrei avuto tanta fretta di verificarlo. Rigel nei duelli non simuoveva in modo aggraziato, la sua Magia non era ancora pulita,lineare, precisa, a guardarlo battersi si capiva subito che non avevaancora neanche quattordici anni, la sua tecnica non era affinata e, purstudiando il Cammino, aveva molti problemi con la disciplina. Aveva,per, gi la forza fisica e la potenza magica diun Magopi maturo della sua et: ricordavo come simuoveva ecome colpiva Mirzam Sherton, l'avevo osservato varie volte, conRodolphus, a Trevillick, senza farmi vedere, e secondo me, nel giro dipochi anni, Rigel sarebbe stato molto pi forte di quel suofratello maggiore, capace, finora, solo di combinare guai. Ero convintoche fosse Rigel, l'erede di Hifrig: nel corso della storia, raramentelerede era stato il figlio primogenito del Signore diHerrengton Alshain stesso era solo il secondogenito... ERigel,fisicamente, aveva tanto di suo padre: gli stessi capelli corvini, glistessi occhi color mercurio, la stessa aria arrogante, lo stessosorriso che... era un eufemismo dire che il sorriso degli Shertonattirava guai; inoltre Rigel era gi molto alto per unragazzinodi tredici anni, seppur esile, anzi di recente era persinopiesile di quando Lucius l'aveva curato, dopo la rissa con iGryffindors.Sembrava una pianta cresciuta cos velocementedaprosciugare tutte le proprie energie. Ne ero certo: era Habarcat, cuiera sfuggito quasi indenne, che l'aveva consumato e forgiato.
Avevo sperimentato sulla mia pelle la capacit magica diRigel,per fortuna solo per gioco. Non altrettanto bene era andata a Malfoy,che due volte l'aveva sfidato, due volte l'aveva sottovalutato, e perdue volte era stato battuto; ghignai, compiaciuto, ringraziando il Fatodi avermi reso spettatore: la prima volta a scuola, sicuro di dare unalezione a un bimbetto ringhioso e petulante, Lucius era finito unasettimana in infermeria, mezzo sfregiato, la seconda, ad Amesbury,deciso a vendicarsi di Rigel definendolo stronzetto boriosoefortunato, Malfoy aveva subito una cocente umiliazione,finendodisarmato addirittura davanti a suo padre, l'arcigno e temibileAbraxas.Non mi ero lasciato sfuggire l'occasione, no: erostatotra i primi a soccorrerlo, volevo godermi da vicino la vista delpallone gonfiato con i capelli scarmigliati, ferito, gli occhi dapazzo. Lucius, algido e altero come suo solito, seduto a leggere sullasua poltrona preferita, fingendo indifferenza, si voltverso dime, proprio in quell'istante; repressi a stento una risata, al pensieroche fosse capace di leggermi i pensieri e rivivesse, grazie a me, ilricordo di certi gloriosi momenti, in realt, per l'ennesimavolta, si era voltato verso l'ingresso dei dormitori femminili,sperando di veder emergere Narcissa e andare a far colazione con lei,una valida scusa per non essere costretto a intervenire, anzi, peggioancora, a prendere una posizione tra i contendenti.
Poverostolto, non hai ancora capito che Narcissa ti fa attendere pervendicarsi?
Li avevo visti discutere, la sera prima: Black si era allontanata consguardo ostile e ora, forse, stava facendo vedere quanto poco leimportasse di lui, preferendo restare con una smorfiosa di dodici annie il suo botolo peloso, che andare a colazione con il nobile, gelido,promesso sposo.Sapere di essere un'indiretta causa diquell'amicizia e, di conseguenza, della rabbia di Lucius, mi facevagongolare, nonostante la nausea; ilare, mi ripromisi di tenere duro erestare l, a godermi la scena, anche perchMacNair,dopo averci giochicchiato come un idiota, stava puntando seriamente labacchetta contro Sherton, ed io mi aspettavo di vedere i fuochidartificio a momenti.
Allora Sherton, cosa fai, nonti ricordi di essere un Mago? La estrai o no questabacchetta?
Era strano, molto: conoscendo Rigel, MacNair non avrebbe dovuto averenemmeno il tempo di pensare all'incantesimo da scagliargli contro; disolito, appena dispiegava la bacchetta, l'avversario di Sherton siritrovava sollevato a qualche metro da terra e schiantato contro ilmuro con tanta forza da farlo vibrare, mi aspettavo percidivedere MacNair rovinare contro il caminetto, il candelabro d'argento asette braccia oscillare via dalla mensola e cadergli sulla testa,strappandogli un guaito di dolore e sollevando le risate di mezza SalaComune. Sbuffai un ghigno al solo pensiero, cos preda dellanausea che rischiai persino di vomitare...Rigel,per, nonfece nulla di quanto mi aspettassi, anzi, ancora a terra, mugugnante,sotto gli occhi esterrefatti di tutti, si lasci colpire,disarmato, da uno Stupeficium. Mi chiesi, incredulo, perchnonreagisse, non si difendesse, non lo insultasse nemmeno
Tutto qui quello che sai faiSherton?Batterti come un animale, come uno dei tuoi amici babbani? E tuttequelle storie sulla vera Magia? Lo sapevo che siete solo luridafeccia!
Cazzo, Walden, sei unimbecille!
L'hai ferito! Hai rotto laspalla al Cercatore!
Evan e Alecto erano scivolati a chinarsi su Rigel, che grugnendo, avevadifficolt a far leva sulle braccia e a rimettersi in piedi:dicolpo, l'idea che quellidiota avesse osatoromperequello che sarebbe stato il MIO Cercatore, una volta che si fosse toltodalle palle Malfoy, accese la mia solita frenesia di sangue, la mentemi divenne lucida, la sbronza un ricordo lontano, mi sollevai e mipiazzai di fronte a Walden, guardandolo di sotto in su, sorridendo,quasi volessi complimentarmi. Non dovevo immischiarmi, non ero conciatobene, dovevo rimandare la vendetta a un momento piopportuno,ma cera un'occasione da sfruttare e mio compito eracoglierla.
Un vero Lestrange attento nelguardarsi intorno, studia ogni situazione, valuta tutte lepossibilit, cercando di trarre un beneficio personale,sempre ecomunque... E se attorno a s non ci sono situazioni utiliaisuoi scopi, un vero Lestrange plasma le situazioni a propriovantaggio!
Mio padre e Rodolphus avevano una visione pi immediatadellavita, rispetto a mio nonno, e nemmeno a me piaceva riflettere evalutare, avevo il sangue che bruciava nelle vene, io... Era,per, proprio per questo, per il sangue, che volevo coglieresubito quell'occasione.
Questa la voltabuona che ti faccio ingoiare la lingua, spione bastardo!
Che cazzo t'impicci tu,bestia? Ho forse parlato con te?
Ci manca pure che mi parli,MacTroll!Gi il fatto che respiri ancora un insulto,idiota!
Cos', vuoi finirein infermeria anchetu, con la tua fidanzatina, Lestrange? per lo scozzese chehaimollato le femmine? Ora ti piace il culo di questo stronzetto amico deibabbani?
Prova aripeterlo
Lo fissai, folle e feroce, lo sguardo che prometteva morte.
Basta! Basta cos!Siete nella Casa diSalazar, non in una malfamata... bettola... babbana!
MacNair si volt stizzito, deciso, gi che c'era,acoinvolgere nella rissa anche Lucius: trov il damerinopronto asostenere il suo sguardo, si era alzato, aveva appoggiato con modieleganti il libro sulla poltrona accanto al caminetto, si eraavvicinato a Rosier per dare unocchiata alla spalla diRigel, eora stava in piedi, dietro di lui, calmo come al solito, la migliorearia angelica in viso, lo stesso sorriso con cui, un paio di volte,l'avevo sentito sibilare a Walden di stare al suoposto.
O mio padre avrcura che, alMinistero, per te ci sia solo un esecrabile posto da boia...
Ghignai: MacNair non aveva compreso, quindi, oltre che stupido, erapure sordo.
Ti ci metti anche tu, Lucius?Non ti stanno a cuore i valori Slytherins? Fatti gli affarituoi!
Sono appunto i miei affariche sto facendo!Non permetter che voi, branco didioti, creiatealtriproblemi nei Sotterranei, non finch sarCaposcuolaio... Ne avete gi fatti a sufficienza per i miei gusti...perci, finitela qui, o mi assicurer che siatecacciati,da Hogwarts... tutti quanti!
Walden lo squadr di sbieco, poco convinto, poi, forse,pens al potere dei soldi di Abraxas e annu,arretr senza una parola, con il suo inseparabile seguito disgherri, cogliendo un'ultima occasione per spingermi, mentre lo fissavoavvelenato, e mi sibil contro, cos chesentissero tutti.
Non finisce qui, guardati lespalle, frogetto amico della feccia!
Usa certi titoli con me,MacTroll, e ti faccio provare l'ebbrezza di volare senza unascopa!
Stai attento che non sia tu avolare disotto, per primo... il castello pieno di torri!
E di picche sucui infilzarti! I Lestrange si nutrono di sangue, non diaria!
MacNair svan oltre la porta, un ghigno poco rassicurante infaccia, confabulando con Goyle, Lucius si chin di nuovosull'adorato cuginetto e Rigel, con una smorfiadidolore, cerc di sottrarsi a quei fastidiosi palpeggiamentiallaspalla; io mi tenni a distanza: il modo migliore per ottenereun'eventuale confidenza, da lui, era non far parte del branco che sibeava del suo dolore. Sherton fiss sul cugino occhi ostili,immaginai fosse pronto a sputargli addosso qualcuna delle sue minacce oa colpirlo con una velenosa fattura in gaelico, ma non avvenne nulla ditutto questo: nel suo sguardo, oltre alla consueta arroganza, c'eraanche uninsolita, strana inquietudine. Luciusghign,doveva aver notato meglio di me, standogli pi vicino, queltimore e doveva esserne soddisfatto, ma solo uno stolto si sarebbeilluso che Rigel temesse la minaccia di essere cacciato da Hogwarts:forse il suo pensiero era a Londra, dove un ex Auror infedele avrebbementito, coinvolgendo e trascinando nel baratro la principale famigliadel Nord, nell'estremo, inutile, tentativo di salvarsi dal bacio delDissennatore. Che fossero solo menzogne era chiaro, ma a BartemiousCrouch questo importava poco: portare la Confraternita del Nord sottoil controllo assoluto del Ministero, infatti, avrebbe dato ulteriorelustro alla sua gi brillante carriera, accelerando la suacorsaalla poltrona di Ministro. Forse era per questo che Rigel non avevareagito, non poteva commettere pazzie e arrecare danno ai suoi; oforse, preoccupato comera, non era riuscito a concentrarsi ecolpire.
Andiamo, hai una spallalussata: perquest'anno siamo fuori dalla Coppa, vero, ma non si pusottovalutare un danno simile, altrimenti puoi scordarti la carriera daCercatore... spero che almeno ti sia d'insegnamento, cugino: se nonimpari a tenere a freno la lingua e ad abbassare la cresta, rischi diprenderle e di ritrovarti fuori da qui! Chi resterebbe poi a difenderela principessa?
Stai lontano daMeissa, Malfoy! Tiho fatto vedere cosa succede aminacciarmi!
Non sei nelle condizioni difare qualcosa,n a me n ad altri, Sherton... e per chiarezza,miostupido amico, non ti sto minacciando, ti porgo la mano, come mio padreha fatto per mesi con il tuo! Gli aquilotti sono troppo testardi eorgogliosi per accettare consigli, vero? Bene, se non l'haigifatto, leggiti il Daily, guarda dove vi sta portando tantacaparbiet! Un vero Mago non usa i muscoli, ma una cosachiamatacervello. Se sapessi di cosa parlo, mi daresti ascolto!
Pulisciti il culocon i tuoiconsigli Malfoy! Solo un pazzo sifiderebbe dite!
Il Caposcuola lo squadr, ghignando malefico: in un'altrasituazione, gli avrebbe detto che di lui, della sua vita, della suasicurezza non poteva fregargliene di meno, ma quel giornoLucius Malfoy aveva deciso che era pi conveniente mantenereunapromessa, anche se fatta a un uomo ormai in disgrazia,comeraAlshain Sherton: mi chiesi quale fosse il suo vero scopo.
Non fidarti di me,allora Segui leorme dei tuoi cari, la loro saggezza dimostrata dagliamiciche si sono scelti... cos, presto, legger iltuo, dinome, sul Daily! Stammi bene, cugino!
Lo lasci l, turbato e dolorante, direttoall'ingressodei dormitori femminili: Narcissa era appena apparsa, anche nellasemplice, casta divisa scolastica era una visione celestiale da mozzareil respiro e far agitare i lombi; dietro di lei c'era Meissa che,sorridente, teneva in braccio il mio gatto. Erano giorni che cercavo dicapire perch Narcissa non mi avesse tradito e fingesse diessere stata lei a regalarglielo: forse Malfoy le aveva detto dimentire, o forse era una scusa per tenere d'occhio la mocciosa, secondoBellatrix, infatti, lady Black voleva la Sherton per il suoRegulus...S, era tutto possibile, non dovevo maiscordareche Narcissa era molto meno frivola e sprovveduta di quanto amasse farcredere: quel delicato angelo biondo era una Black e tutti i Black nesapevano sempre una pi del diavolo, soprattutto se simettevanoin testa di ottenere qualcosa.Lucius la baci inmodoformale e le trattenne una mano delicata tra le sue, per poi avviarsicon lei fuori dalla Sala Comune, Meissa allarmata si era fermata aparlare con Evan, mentre Rigel, sempre pi cupo e nervoso,cercava di minimizzare quanto era successo, sostenendo di poter andaredalla Pomfrey da solo, di essere solo caduto male, ma si vedeva cheerano entrambi terrorizzati. Rosier incass l'ennesimorifiutoall'offerta di accompagnarli in infermeria, al contrario, KendraCampbell, pi procace e ninfomane del solito, non si fecesfuggire l'occasione di assaltare la preda ambita: si lancisuifratelli Sherton, gettando quasi a terra Meissa e il gatto,riusc a prendere sottobraccio Rigel e lostratton as, con tanto vigore che il poveraccio divenne pallido comeunmorto e, lo vidi, represse a stento un urlo disumano. Li guardaisvanire oltre la porta: prima di arrivare in infermeria,quellochetta idiota avrebbe provocato alla spalla di Rigel ealla nostra squadra pi danni di quanti ne avessegifatti MacNair. Mi stiracchiai, mi avvicinai a Evan e gli diedi unagomitata.
Ti sei deciso ad andare anchetu dalla Pomfrey?
No, Evan, usciamo, eteniamoci lontani dai fratellini e dalla puttanella, devo parlarti...
Pitardi ho fame, voglio fare colazione!
No, devi ascoltarmi... Devifarmi da palo, Rosier!
Palo? Tu sei fuori... No, no,stavolta no...Che cazzo pensi di fare stavolta? No, non dirmelo, non voglio sapere...Ne ho abbastanza! E poi, guardati... Non ti reggi neanche inpiedi!
E allora? Posso usare unabacchetta anche sdraiato a terra... lo sai! E comunque, micaora!
Ho detto no... Tu sei pazzo,Lestrange! Ed io sono veramente stufo dei tuoi... giochetti!
Ghignai, mi piaceva sempre vederlo inalberarsi, per poi alla finecedere e divertirsi con me.
Come puoi dire di no senzaconoscere idettagli? Dai... Vedrai che alla fine mi dirai dis...
Mi fiss poco convinto, ma vedevo la curiosit infondoai suoi occhi foschi e dubbiosi: era gi mio, lo conoscevo,EvanRosier, come me, non era tipo da tirarsi indietro, mai. Uscimmo,tenendoci a distanza dagli Sherton, nell'ombra, silenziosi e cauti, nonvolevo che ascoltassero, n che mi sentisse qualcun altro:dopopochi minuti di rimbrotti e mugugni, per, Rosier sipiant immobile e fui costretto a voltarmi e tornareindietro,sorridente. Evan, su di me, fissava un glaciale sguardo ostile.
Non ho alcuna intenzione diseguirti se seiin combutta con quell'idiota di Mac contro gli Sherton, capito? Non cisto a farti di nuovo da palo... Salazar... con Meissa... sei statorepellente!
Repellente? Sei davvero ilmio amico Evan ouna virginea saputella Ravenclaw? Andiamo, Rosier! Non l'ho nemmenosfiorata! E poi, scusa, se non ha detto nulla a nessuno vuol direche... passare quegli interessanti momenti conme... non stato poi cos terribile... ahahah...
Faccio ancora in tempo adenunciarti io, lo sai? solo una bambina,Rabastan!
Denunciare me? Econfessare anche diavermi lasciato fare, vero Evan? A chi lo diresti? A un professore,cos ti cacciano dalla scuola e tuo padre ti disereda? Oforse aSherton, cos non avresti pi bisogno di soldi,perch non avresti pi nulla tra le gambe dadoversvuotare? Ahahah
Non fai ridere, Lestrange...io, in questeschifezze, non voglio entrarci... se si tratta di far sputare sangue aibabbanofili, sono pronto, lo sai... ma... Salazar... io non li tocco ibambini!
Che nobile cuore ha il nostroRosier! Ed ioche credevo sognassi di diventare un uomo di Milord! Ti convieneprovare a te stesso, ora, se hai veramente le palle, Evan,perch davanti a Lui non potrai esitare! E comunque... se latuacoscienza ti fa stare male, ho la soluzione: astutocom,Mac cercher di attaccare gli Sherton, a breve... Se mifarai dapalo, mentre lo tampino per scoprire che intenzioni ha, salverai lamocciosa, ti sistemerai la coscienza e zietto tiringrazier!
Sherton non miozio... le tue elucubrazioni sugli alberi genealogici...
Non mentire con me, Evan!Esiste una piccola,remota goccia di sangue Rosier nelle vene dei Llywelyn,percitu e la rossa mogliettina siete parenti. Quando sar ilmomento,tu porterai in salvo la principessa, senza spaventarla troppo, iopenser a Rigel e pester a sangueMacNair!
E lo scopo di tutto questo,di grazia? Ungiorno la terrorizzi, un altro la salvi, che cazzo...
Ognuno passa il tempo comevuole,Evan tu fai il prode cavaliere, io il pazzoassassino!
No, tu sei malato, seidavvero malato! Seisempre cos sbronzo che non capisci piniente!
Pensa ci che tipare Io lofar, che tu mi voglia aiutare o meno... Se sei tanto inpenaper la mocciosa, controllami, e soprattutto... controlla MacTroll,quello l, i tuoi scrupoli, non li ha!
Fanculo, Lestrange! Ma oggino, oggi ho da fare
Di nuovo con quella rossatettona del settimo anno? Ahahahah
Scoppiai a ridere, per la sua faccia rubiconda e perch, losapevo, alla fine aveva ceduto... Evan per si sbagliava susime, la sbronza era passata da un pezzo: nel sangue, a esaltarmi, c'erasolo l'adrenalina da rissa, che mi faceva sentire come il lupo che vaganel buio della notte, a fiutare l'aria, in attesa del momento propizioper colpire, atterrare, azzannare, sventrare lapreda.S... potevo e volevo unire l'occasione diessere dinuovo il salvatore dei piccoli Sherton, al desiderio di dare unalezione a MacNair: non ne potevo pi di quell'idiota,tronfioperch gi attivo nelle fila del Signore Oscure,cos compiaciuto di se stesso da alzare fin troppo spesso lacresta, infischiandosene delle gerarchie, creando problemi a tutti Noi,agendo senza riflettere, come quando aveva pestato Sirius Black,attirando sui sotterranei attenzioni non richieste, dentro e fuori lascuola. Non che avesse sbagliato a punirlo, certo, ma non erano quellii tempi, i modi, i luoghi... Non ero l'unico a lamentarsi di lui, nonero l'unico che Mac avesse messo nei guai: quando ci aveva denunciatialla McGonagall per colpire Sherton, aveva coinvolto tanta, troppagente.Evan, Lucius, Alecto, nessuno di loro mi avrebbetraditoquando gliel'avessi fatta pagare. E un Lestrange non faceva mai vuotepromesse: MacNair avrebbe pagato, perch a causa sua, acausadella sua spiata, mio padre, ritornato a casa per Natale, mi avevafrustato a sangue. Quella notte, muto nel mio dolore,glielavevogiurata.
Walden Macnair sputer dieci volte il sangue che ho sputatoio.
***
Orion Black
74, Essex Street, Londra - sab. 15 gennaio 1972
A noi, ai miglioridel Firmamento, Orion... All'Aquila e al Cacciatore...
Rabbrividii e non era per il freddo, no: nonostante Londra, anche quelmattino, si fosse svegliata sotto una spessa coltre di neve ed io fossiun uomo, o meglio un Mago, noto per essere particolarmente freddoloso,sentivo addirittura il corpo bruciare, come fossi preda della febbre.
Forse cos, forse mi sto solo ammalando...
Con un lampo di speranza mi chiesi di nuovo se potesse essere quella lasoluzione: non sarei dovuto andare al Ministero, se fossi stato malato,nessuno si sarebbe assunto la responsabilit di disturbarmi,nemmeno Bartemius Crouch avrebbe avuto le palle di trascinarmi davantial Wizengamot, poteva sognarselo di diventare Ministro, se si fossemesso contro noi Black... Quanto a... certi parenti e, soprattutto, alloro... Signore Oscuro... immaginavo che avrebbero apprezzato se untestimone oculare non avesse deposto contro contro uno...unodi loro...S, poteva essere una soluzione... lasoluzioneperfetta... Mi passai una mano sul viso, allentai leggermente ilcolletto della camicia.
Com'possibile rabbrividire e al tempo stesso sentire la pelle del voltobruciare?
Trangugiai un sorso di t: mi dibattevo con quell'enigmaormaida giorni ma alla fine... Alla fine mi ero alzato, preparato, vestito,avevo indossato il mantello ed ero uscito da casa. Sottrarmi,fingendomi malato, sarebbe stata la soluzione perfetta con tutti, manon con loro... Non con Alshain o con Deidra, non con quelli che eranonon solo i miei migliori amici, ma addirittura dei veri fratelli, perme: non potevo fingermi malato e sottrarmi alle mieresponsabilit, non dopo aver protetto Bellatrix eRodolphus,quella notte, e, con il mio silenzio, aver permesso che la famigliaSherton fosse travolta dal sospetto, al solo scopo di salvare la mia dauno scandalo. Alshain sentiva che qualcosa non andava pi,tranoi, ma io non gli avevo permesso di capire che si trattava dei mieisensi di colpa: quella notte mi aveva abbracciato e ringraziato peravergli reso la vita e sapevo che non si riferiva alla prontezza concui gli avevo fatto somministrare il Bezoar, ma all'ostinazione con cuiavevo cercato Meissa e lottato con Fear perch salvasseRigel.Aveva provato gratitudine e orgoglio nei miei confronti, ma io nonriuscivo a esserne felice, perch se ai suoi occhi io ero uneroe, dentro di me sapevo di essere solo uno sporco traditore. Vanitosocom'ero sempre stato, Alshain si sarebbe aspettato che mi pavoneggiassia lungo e che parlassi per filo e per segno di quella notte, pervantarmi, per infondergli coraggio in un momento tanto difficile, maforse, soprattutto, per trovare insieme il bandolo diquellintricata matassa, un dettaglio, un elemento, chealleggerisse la situazione di Mirzam agli occhi del mondo. Alcontrario, avevo accampato strane scuse, mi ero negato alle suerichieste: non me la sentivo di parlarne, di parlargli, di affrontarequei ricordi, di affrontare lui, di rispondere alle sue domande,perch, lo sapevo, avrebbe scoperto che l'avevo tradito, pervilt, vergogna, convenienza. Alshain sentiva il mio disagioenon capiva il mio silenzio: a poco a poco, la sua gratitudine eradiventata incertezza, e l'incertezza sospetto e tormento,finch, per la prima volta, in trent'anni, la sera delfidanzamento di Narcissa, quando avevo incrociato i suoi occhi, avevovisto la sua paura.
EvedereAlshain Sherton intimorito da me innaturale quanto avereunfiglio Black nella Casa di Godric...
Sorseggiai il t, gli occhi fissi sulla strada, la mentelontana, persa in pensieri sempre pi contorti: volevoconvincermi che fosse la vista di tutta quella neve a farmirabbrividire, o che avessi preso un malanno, forse mi sarei scordatoche stavo tremando di paura, di fottutissima paura. Non volevo trovarmil, non volevo parlare con loro, con nessuno dei due, maDeidra... Bench fossero passati anni, negarmi a Deidra eraancora sempre, terribilmente, complicato.
Dovresti convincerlo aritornare aHerrengton... o almeno dovresti andarci tu con i bambini! Qui sei...qui siete troppo esposti, come a Doire... portalo via da qui, Deidra,ti prego...
Questa la nostracasa, Orion, quisono nati quasi tutti i nostri figli... qui siamo nati noi...
Noi... Conoscevo fin troppo bene il vero significato di quelnoi. Mi guardai attorno, cercando di evitare gliocchi diDeidra, seduta di fronte a me, uno scricciolo sulla poltrona accanto alcaminetto, la voce ridotta a un sussurro: la casa di Essex Streetrifulgeva dell'elegante magnificenza Ravenclaw dei Meyer, e non eracerto questo che la rendeva tanto attraente, affascinante, non a degliSlytherin fino al midollo comera ciascuno di noi. La verabellezza stava nel ricordo dei momenti meravigliosi passatilcon la mia famiglia: Alshain Sherton mi avevasempreaccolto nella loro dimora con l'affetto di un fratello amorevole, nondi un semplice amico, anche, anzi soprattutto, nei periodipitristi della mia vita; persino quando il mio sguardo non era ancora deltutto innocente, mentre si posava sulla sua Deidra. Negli anni in cuisi erano ritirati a Herrengton, poi, la nostalgia di quell'atmosfera miaveva persino spinto a uscire, a volte, nella Londra babbana, solo perraggiungere quel cancello: tra quelle pareti era racchiuso, infatti,come un gioiello prezioso, il ricordo della parte migliore di me.
Qui ho tenuto trale braccia i loro figli... Qui, in questa casa, insieme ai nostriamici, Walburga, i bambini ed io siamo stati felici...
Sentii le lacrime salirmi agli occhi, deglutii e negai tra me,impercettibilmente, con la testa. No, quel filo di pensieri non portavada nessuna parte: il passato, bello o brutto che fosse, era passato,sia le serate trascorse guardando con amore Walburga ridere e baciare ibambini, sia la decisione maledetta di aiutare Rodolphus per salvare ilnome dei Black... Il passato era solo passato e, soprattutto, non sipoteva cambiare, in nessun modo. Il fuoco dal volto si era ritiratofino allo stomaco, un dolore feroce mi divorava dentro. Dovevoresistere, presto saremmo usciti da l, da quel luogo intimoefamiliare che mi aveva accolto con affetto per anni e ora mi urlavatraditore, accrescendo in me inquietudine ecolpa. Misentivo soffocare, sorseggiai ancora un po' di t, in attesacheAlshain fosse pronto: di solito era lui ad aspettare me, eternoritardatario, quella mattina, invece, ero letteralmente scappato viadal letto, svegliandomi con largo anticipo, colpa dei rimorsi e dellamia nera coscienza. Era tutto sbagliato quel giorno...persinoDeidra... Lei, da vera Slytherin sempre precisa e impeccabile, quelmattino era del tutto incurante del proprio aspetto, una semplicevestaglia sulle spalle ricurve, la treccia sfatta di chi siappena svegliato, gli occhi pesti dopo lennesima notte dipianto...Lei che non piangeva mai... Lei che era stata unatigrepersino in quella notte d'inferno...
Lei...
Trangugiai un altro sorso senza nemmeno sentirlo, tornando a guardarefuori, cercando di evitare i suoi occhi, che mi cercavano come unasupplica, riflessi sul vetro: come potevo sostenere quello sguardo se,di l a poco, avrei dovuto testimoniare contro suo figlio,contro il mio figlioccio? Rabbrividivo allidea: eral'ennesimotassello del tradimento, il bacio di Giuda posato sulla guancia di miofratello, quando avevo deciso di proteggere Bellatrix e Rodolphus.Avrei dovuto ascoltare amare parole uscire dalla bocca di Alshain,senza dire nulla. Guardare la Confraternita rinnegare il ragazzo natoper essere la sua Guida e annuire.
Ed io...
No, io non volevo dire una sola parola contro quel giovane che avevovisto crescere, amandolo come un figlio... Non volevo essere io afarlo... Non potevo essere io a farlo... Non io... che sapevo chi,davvero, si era celato nelle nere ombre di Herrengton, quella notte.
Orion, ti supplico... deponial processo...d loro ci che sai... d loro chi miofiglio...
Ed io, alla fine, avevo promesso a Deidra che, se mi avessero chiestoqualcosa su Mirzam Sherton, sulla sua indole, su quello che pensavo dilui, avrei detto la verit, che lo conoscevo come un giovanesenza grilli per la testa, innamorato solo della sua donna e del suoQuidditch. Se per Crouch avesse insistito... Se mi avessechiesto quanto Mirzam fosse capace di mentire...Se mi avessechiesto dell'athame o delle menzogne che il ragazzo aveva detto a suopadre...Sapevo che non era stato Mirzam a celarsi nell'ombra,quella notte, ma sapevo anche molte altre cose su di lui che miriempivano di dubbi sulla sua condotta E se Crouch fosseriuscito in qualche modo a mettere in luce i miei sospetti, se fossearrivato a farmi ammettere che, negli ultimi anni, ceranostatimomenti in cui pur senza volerlo, avrei rischiato di dargliio,proprio io, persona autorevole e padrino del sospettato, le prove checercava. Trangugiai l'ultimo sorso...
Un'alternativac: se dicessi tutta la verit,Orion sedicessi chi hai visto quella notte se denunciassi BellatrixeRodolphus
No, questo nonpuoi farlo, Orion sono la tua famiglia... nonpuoineppure per Deidra, neppure per Alshain non puoifarlo
Sei solo un maledetto vigliacco, Orion
E allora? Te nemeravigli ancora? Lo sai da tanto, Orion questo soloun motivo in pi per vergognarti e disprezzare te stesso.
Scusami se ti ho fattoaspettare, Orion...
Mi voltai. Alshain era in fondo alle scale, chiuso inunausteratoga da Mago, nera come la notte e fin troppo ampia, ora che eracos smagrito; la cortina di capelli corvini, lasciatiscioltisulle spalle, contrastava con il suo pallore e, insieme alle labbralivide e al volto scavato, rendeva la sua figura quasi irriconoscibile;del mio amico sembravano rimasti solo gli occhi di mercurio, maanch'essi erano straniti, cos cerchiati di rosso, segno,temevo, del persistere delle febbri. Mi alzai e avvicinai, gli porsi lamano e Alshain l'agguant debolmente, rigido: se fosse statotutto normale, mi avrebbe attirato a s, mi avrebbeabbracciato;forse attendeva che lo facessi io, che facessi un gesto, uno qualsiasi,per rassicurarlo che fossimo sempre gli stessi.
Che fossimo sempre l'Aquila e il Cacciatore, come ai tempi della scuola. Il peso che sentivo nell'anima, per,mimpediva dicoprire quella distanza: avevo sbagliato una volta, una sola volta, davigliacco, e ne ero pentito, ma Si allontan dame, gliocchi carichi di tacite domande, la sua voce non trademozione,and a versarsi del firewhisky, me ne offr,dissi di no,accennando alla tensione allo stomaco. Non fece battute, la sua boccanon si pieg in ironici sorrisi: era la prima volta.
Ormai tempo diandare, non possoattendere oltre il Gufo con la conferma di Reginald...
Vi vedrete al Ministero... eper parlare verrete tutti a pranzo qui, come da accordi...
S, certo, ma...ieri mattina, allaGringott, mi ha detto di non avere intenzione di assistere allospettacolo di Crouch, che sarebbe venuto direttamente a casa, ed iol'avrei raggiunto con Jarvis, Kenneth e gli altri appena emessa lasentenza...
Vuol dire chepasser una mattinatranquilla con i bambini: a Reginald piace fare il nonno!
S, hai ragione... soloche... volevo sapere, prima di vederci con tutti gli altri, se avevarisolto il problema di Inverness... quella una questionedicui dovrei occuparmi di persona, prima che diventi un'altra bega con ilMinistero! Forse dovrei annullare il pranzo e andarci con lui...
Non annullerai nulla... vivedrete qui, comeavete deciso ieri... parleremo delle Rune di Adhara... le sceglieremo ipadrini del Nord da affiancare a Orion... e manderai qualcuno di cui tifidi a occuparsi di qualsiasi stupido problema ci sia a Inverness...Ora devi pensare a te stesso... e a noi!
Hai ragione, ma...Torner primapossibile, non rester fino alla fine, a me interessasolo...
Resta fino alla fine, diCrouch non bisognafidarsi... cos, poi, sarai tutto per noi,Alshain!
Alshain annu e la baci, Deidra sembrava averrecuperatoun minimo della sua forza, nel tentativo di dare sicurezza eserenit al suo uomo. Io avevo la gola riarsa, non riuscivoastare l dentro un secondo di pi: mi sentivofuoriposto, vederli cos, che si parlavano fingendotranquillit, mentre la voce di entrambi vibrava di tensionemalrepressa... ciascuno dei due cercava di infondere coraggio all'altro,ma se solo avesse voluto, lo sapevamo tutti, Bartemious Crouch avrebbetravolto e strappato Alshain alla sua famiglia, quel giorno stesso, alsolo scopo di far vedere a tutti quanto fosse forte e potente.
Andiamo, Alshain... api tardiDeidra... appena possibile ti mander un Patronus...
Deidra annu, si lasci abbracciare e baciare leguance,stava tremando; poi, improvvisa, mi trattenne, per sussurrarmi lieve,sfinita, poche parole all'orecchio, cercando conferme e conforto.
Quando finirtutto questo, Orion? Dimmelo... Quando finir?
Finir presto...Deidra... oggistesso... e finir tutto bene, per tutti noi... te loprometto...
Alshain si smaterializz in un lampo verde nel lorocaminetto,io mi staccai da lei, lentamente, mi soffermai a guardarla negli occhi,come non avevo fatto da quandero arrivato. Dopo quasi unavita,quello sguardo m'ispir l'impulso folle di baciarla, lostessoimpulso che mi bruciava lanima da ragazzo, un impulso chesolocon molta difficolt riuscii a reprimere.
Che razza di uomo sei, Orion?
Mi ritrassi, con un filo di voce, confuso, sconvolto, terrorizzato,pi da quell'emozione improvvisa che dal pensiero di Crouch,delSignore Oscuro, di tutto il male che ci stava accadendo. Presi unamanciata di Polvere, gli occhi fissi a terra, e svanii davanti a lei,senza pi parole.
Non ancora nemmeno iniziata, Orion, e stai gisprofondando in un mare di menzogne.
***
Sirius Black
Hogwarts, Highlands - sab. 15 gennaio 1972
Jamesaveva ragione, era proprio una meravigliosa giornata di sole, gelidacerto, ma asciutta e luminosa, l'ideale per passare le due ore dellalezione di Volo all'aperto, in cortile. Negli ultimi tempi, invece,gi da prima delle vacanze di Natale, a causa della neve edelfreddo, le lezioni di Volo si erano svolte sempre in unaulaoscura, a studiare i vari tipi di Scope: erano state le lezionipi noiose cui avessi mai assistito, peggiori persino diquelledi Storia. Tornare a sentire l'aria sul viso e librarci da terra su unvecchio manico, bench non fossi un patito del Quidditchcomemio fratello o, peggio, come James, era senz'altro preferibile.Soprattutto perch la lezione si sarebbe svolta con lematricoleSlytherins. Il cuore mi acceler all'improvviso, speranza etimore si sommarono, intravvedendo Meissa al tavolo, con i suoicompagni, ma decisi di contenermi: in fondo ero un Black e contenermiera stata la regola da quando ero venuto al mondo, forselunicoinsegnamento di una qualche utilit. Sorrisi, aggiustandomiilcravattino e i capelli con le dita: quel giorno, era deciso, non misarei nascosto dietro a delle scuse, avrei messo da parte le mieinsicurezze e lavrei affrontata perch le miepaure eranoassurde, perch non c'era un motivo al mondo per cui dovessiprivarmi della sua compagnia, e soprattutto perch maiquantoquel giorno, lei aveva bisogno di un amico. E quell'amico volevo edovevo essere io. Non era semplice: quando c'era in giro James, non erail caso di parlare di certi argomenti, lui non capiva e non volevasentire, per lui tutti gli Slytherins erano uguali e gli ultimi eventiavevano rafforzato ancora di pi le sue ferree convinzioni;daparte mia, avevo provato a fargli notare che era ridicolo, ma Potter miaveva risposto stizzito, come se avessi offeso i suoi Tornados.
Per nascita, te lo ricordo,anch'io dovevo essere uno Slytherin, James!
Ma, grazie a Merlino, non losei, nlo sarai mai! Quella invece lo , nonloscordare!
A volte avevo cercato di non dargli peso, altre avevamo rischiato dilitigare o avevamo litigato proprio di brutto, altre ancora mi avevafatto riflettere, ed ero arrivato a conclusioni che non mi eranopiaciute, scoprendo ancora pi dubbi e paure dentro di me,soprattutto quando James mi chiedeva quale strada avrebbe scelto Meissase si fosse resa conto che Mirzam era un assassino. La paura diparlarle di suo fratello mi aveva spinto a rifuggirla, per molti,troppi giorni. Ora per, se tenevo a lei, non potevocontinuarea fare il vigliacco: era questa la parola cheaveva usatoRemus per spronarmi, ed io sentendomi dare quel titolo...miero sentito un verme. Quella mattina, perci, dopo labattaglia,avevo guardato gli altri sparire oltre la porta, poi avevo preso ilmantello avendo cura di nascondere bene i guanti, sorridendoperch, nella torre, James non era l'unico migliore amicocheavevo: Remus mi era stato molto vicino, in quel periodo, per qualchestrano motivo, a volte, sembrava capirmi di pi, forseperch la sua natura pi riflessiva lo portava anon daregiudizi sommari, e le sue convinzioni si basavano sui fatti, non suipregiudizi.
Avevo scoperto di adorare i suoi consigli, anche se poi, per ridere, lofacevo imbestialire rispondendogli sempre con commenti stupidi, maquesto mi accadeva solo perch non capivo come avesse, lui,unragazzino poco pi che undicenne, proprio come me, tuttaquellastrana saggezza! Ero felice di poter contare su un tipo cosingamba, anche se A volte avevo la sensazione che anche luiavesse bisogno di qualcuno che riuscisse a dargli consigli utili comene dava a noi invece James ed io ci comportavamo sempre dacretini, o almeno... il pi delle volte... cosnonriuscivamo a capirlo, tanto meno ad aiutarlo Anche Meissaavrebbe dovuto contare su un amico come Remus, presente, capace diinfondere coraggio e speranza, obiettivo, non un ragazzino pieno didubbi e paure, com'ero io. Mi doleva ammetterlo ma io che, da bravoBlack, non avevo mai pensato che qualcuno potesse essere migliore di mein qualcosa, mi rendevo conto che non ero nemmeno lontanamente bravo ecomprensivo e in gamba come Remus: Lupin ascoltava, non sentenziava,non faceva sentire un idiota il prossimo e aveva quellacapacitinnata di metterti a tuo agio, tanto che spesso finivi con ilparlargli, magari in piena notte, nel suo baldacchino, quando gli altrirussavano, di argomenti, che di solito affrontavi poco volentieri,come, per esempio, la famiglia L'unica barrierainvalicabiletra noi era la mia adorata mammina, di cuiparlavospesso, certo, ma in termini irriverenti, distorti, assurdi: Remus unavolta mi aveva detto che probabilmente facevo cosperchmia madre era il mio cavone d'artille, o forsetallone d'Achille, boh, insomma il mio puntodebole, edio gli avevo risposto cos male che da allora non ne avevamoparlato pi. Nonostante quell'episodio, Remus c'era sempre,soprattutto in quegli strani momenti in cui mi facevo domandeimportanti e avevo bisogno di qualcuno che mi prendesse sul serio:persino quando era evidente che pensavo a Meissa, Remus non mi tradiva,e se James mi sfotteva, lui al contrario cercava di nonesagerare e, cosa pi importante, su Meissa,Remus nonpontificava mai. Remus cercava sempre di aiutare gli altri, per esempioregalando la sua famosa cioccolata. Qualche giorno prima, mentre Potterera interrogato dalla McGonagall alla lavagna, per evitare che glisuggerissimo, Remus mi aveva passato sottobanco un trafiletto del Dailyche parlava dell'ormai prossima udienza del processo Williamson: miaveva percorso un brivido e quando avevo alzato gli occhi su Remus, nelsuo sguardo diretto, avevo letto il chiaro monito ad andare da Meissail prima possibile e, soprattutto, a non trovare pi scuse esmettere di evitarla. Alla prima occasione, poi, mi aveva spiegato ilsuo piano per distrarre James e impedirgli di intromettersi edissuadermi dai miei propositi: sapendo Remus al mio fianco, ero sicuroche sarebbe andato tutto bene, stavolta non avrei perso il miocoraggio. Per questo avevo nascosto i guanti, quella mattina, e perquesto, mentre stavamo finendo di fare colazione, come al solito inritardo, mi alzai dicendo loro che sarei ritornato in camera,perch li avevo dimenticati di sopra: James nemmeno mifil, tutto preso com'era, con Peter e Remus, ad azzuffarsisunon so quale partita del 1967, vinta dai Tornados per un punteggio chestando a Potter si gonfiava di minuto in minuto, mentre Remus locontestava con insolita, ferrea ostinazione.
Mi allontanai, sorridendo, uscii dalla Sala Grande, svicolai sullescale e mi nascosi sul primo pianerottolo, in attesa, non visto: dopopochi minuti vidi Remus e James che uscivano battibeccando ancora,verso i cortili, con Peter al seguito; la Dickens che si allontanavacon le amiche, occhieggiando querula all'indirizzo di RabastanLestrange, che entrava in ritardo con Evan Rosier, rubizzo, al suofianco; infine Snivellus con la sua amica Evans larossa,entrambi con un muso lungo fino a terra, soffiando come gatti perchiss quale ennesima ingiustizia. Come al solito, guardandoSnape, trattenni una risata con molta difficolt. Di Meissanonc'era alcuna traccia, perci scesi di nuovo le scale e miappostai davanti alla Sala Grande e, all'uscita di un gruppetto diHufflepuff, sbirciai dentro, verso il tavolo degli Slytherins: Meissaparlava con mia cugina che, amichevole, le prendeva la mano e lesorrideva poi, insieme, si rivolgevano a Malfoy, che pareva trattareMeissa con molta pi educazione del solito. Mi strofinai gliocchi, non ci credevo, non capivo: da quando erano cosamici? Eche fine aveva fatto Rigel? Che fosse finito ancora una volta inpunizione? Malfoy alla fine si alz, non sembrava moltoconvintodel discorso delle ragazze, ma l'ennesima occhiata degna di nonnoPollux che gli rivolse Narcissa lo rese pi disponibile, siallontan con Meissa alle costole e, con passo imperioso,avanz fino al tavolo dei professori, fece uno dei suoistucchevoli saluti melliflui a Slughorn e, da quanto potevo capire dal, ottenne di conferire con lui in privato:lunicaspiegazione che mi balen in mente era che Meissa avessecercatol'aiuto di mia cugina per ottenere una raccomandazione in favore di suofratello. Sperai che non ci fossero altri guai per gli Sherton: tuttisapevano che Rigel era nella lista nera del preside insieme a Lestrangee altri, e che, al primo errore, sarebbe stato sbattuto fuori. E nonera proprio quello, per Meissa, il momento di perdere anche Rigel!
Osservai il tavolo dei professori, Dumbledore non c'era, una voltaavevo sentito mio padre dire che il preside era Membro del Wizengamot,immaginai che fosse a Londra per il processo. Tornai a spiare gliSlytherins, Narcissa era con le sue amiche e guardava Lucius, dalontano, di fronte a lei, Rabastan ed Evan Rosier discutevanoallegramente per i fatti loro: Lestrange scoppi a ridere,proprio mentre Meissa, pallida, tornata indietro da sola, gli passavaaccanto, ed io anche se non sapevo se si fosse rivolto a lei, sentii unodio feroce infiammarmi il sangue, sicuro che quel bestione, sulritrovamento di Meissa la notte del matrimonio, non la raccontassegiusta. Non pensai pi a nulla, non mimportavanemmenodell'eventualit che lei mi allontanasse in malo mododavanti atutti: ne avevo abbastanza di quell'odioso ghigno sulla faccia diLestrange, cos rientrai, avvicinandomi a testa bassa altavolodegli Slytherins, da cui si levarono guaiti di derisione e battutinestupide, appena mi videro dirigermi verso di loro con passo deciso.
Ti sei perso di nuovo,moccioso? Qui ci sono i Maghi veri, quelli come te stannolaggi!
Ahahah
Era la banda della Carrow, carogne del sesto e del settimo anno: gliunici a non unirsi agli ululati furono mia cugina, che finse di nonvedermi, e MacNair, che fissava Malfoy e Slughorn, la bocca semiapertadi un vero beota; io, muto e a testa bassa, avanzai fino a raggiungereMeissa. Il mio coraggio si fece acqua e la mia faccia divenne unarcobaleno, quando si volt e non disse nemmeno il mio nome:noncapivo se ci fosse gioia o rabbia nel suo sguardo
Possiamo andare a lezioneinsieme, Mei? Per parlare un po e...
Meissa si volt a guardare Lucius, fermo davanti al tavolodeiprofessori, sembr non avermi nemmeno sentito: davanti alei, alsuo posto, la colazione era intatta, sul posto accanto, quello di suofratello, non era stata nemmeno servita, c'era solo il Daily Prophetche, in prima pagina, parlava del processo e associava il nome dellaloro famiglia all'assassinio di Longbottom. Deglutii. Non sarebbe statofacile, no, per niente facile. Mi scivol oltre, senzarispondermi, dirigendosi verso l'uscita, io rapido le andai dietro.Usciti nel cortile d'ingresso, laria fredda del mattino micolp in pieno, ma il freddo del Nord, che filtravaattraverso ivalichi delle montagne, oltre il Lago Nero, era nulla, rispetto allasensazione di gelo che traspariva da lei; raggiunto il colonnato checircondava il cortile, Meissa non aveva ancora detto una parola,sembrava lontana, isolata, come se il resto del mondo non esistesse.Tornai alla carica.
Voglio chiederti scusa, Mei,perch misono comportato da stupido, in questi giorni... soloche io... io ho avuto paura...e
Si blocc davanti a me, di colpo, come se alla fine quelleparole avessero lasciato un segno dentro di lei: stavamo per entrare eattraversare il colonnato, quando ci fermammo allimprovviso,unfrettoloso Ravenclaw del sesto mi fran addosso, perlurgenza di superarci, io rimediai una spallata e finiicontrouna delle colonne, per evitare che lenergumeno colpisse lei.Dopo un rapido scambio di scuse, mi avvicinai di pi aMeissa,per lasciare libero il passaggio, invitandola ad accostarci al muretto:e ora eravamo uno di fronte allaltro, in silenzio, io nonsapevoda che parte iniziare, Meissa non mi guardava in faccia, tutta presa,pareva da una microscopica briciola di pane, ferma sul mio braccio, chelieve fece cadere via. La fissai, respirando il suo profumo, familiareeppure cos insperato da sembrarmi nuovo. Non era passatomoltotempo dalla sera del matrimonio di Mirzam, ma con tutto quello che erasuccesso, mi sembrava trascorsa una vita intera: notai che in quellepoche settimane io ero cresciuto ancora, lei no, nonostante la febbre,lo capivo perch cos, di fronte a me, i suoiocchi eranoun po' pi in basso rispetto ai miei, di quantogi nonfossero prima. Guardarla da quella prospettiva diversa,contribu a farmi sentire spiacevolmente estraneo. Misoffermaisu ogni dettaglio, come uno stupido, senza pi parole dadire,sulla sua pelle pallida come neve, sulle lentiggini che parevanopi numerose e diverse, sulla bocca ancora livida,atteggiata inuna piega strana, sconosciuta E gli occhi: c'erano ombre didolore e tristezza l dove avevo ammirato la sua allegria.
Ha avuto lafebbre, normale che sia smagrita e pallida! E comepotrebbeessere felice, come potrebbe ridere, con i pensieri che ha? Se gliamici come te, poi, si sono tirati tutti indietro?
Quando alz lo sguardo su di me e mi fiss, quelverde fucome un pugno in pieno stomaco, il senso di colpa mi travolse e mimaledissi per essere stato tanto stupido.
Hai avuto paura di me,Sirius? Hai avuto paura di tutti noi?
Abbassai gli occhi e strinsi i pugni, combattendo per reprimere itremiti e le lacrime.Quanto avevo aspettato prima di sentiredinuovo la sua voce? Quanto? Alla fine era questo di fronte alei, non riuscivo a mentire: non era il pensiero di Mirzam, non era ilpugnale nel camino, non erano i miei sospetti, n le parolediJames. Ci che mi aveva tormentato in quelle settimane eranoisuoi passi che morivano nell'oscurit, le mie urla cuirispondeva solo latroce silenzio, il sangue su quella rosacalpestata, a terra: avevo avuto paura, s, ma non dilitigareper suo fratello, perch anchio sapevo che Mirzamnonavrebbe mai potuto farle del male, e magari anche tutto il resto erasolo una menzogna Ci di cui avevo paura era nonsentirepi la sua voce, scoprire che la nostra vita si era fermataquella notte; avevo temuto che nel momento in cui lavessiraggiunta e le avessi parlato lei sarebbe sparita di nuovo,davanti a me, perch lei in realt non era maitornataindietro. Avevo paura che, quando la vedevo davanti a me, fosse solo unsogno. E, alla fine, lo dissi, con una voce che non assomigliavanemmeno alla mia.
stata tuttacolpa mia, Meissa...chiunque sia stato... ti ha fatto del male perch io sonocorsovia, perch io non ti ho aspettato, perch nonerol con te, come ti avevo promesso, perch nonsonorimasto a proteggerti... solo colpa mia hoavutopaura che fossi sparita per sempre
Dissi quelle parole, parlai di quel buio, di quel silenzio, di quelsangue, della mia totale inettitudine e lei non disse nulla, forsepensava le stesse cose, forse mi accusava allo stesso modo. Mi fissavole scarpe, mentre un po' per volta il cortile si svuotava e il ventosaliva dal lago sotto di noi, a lambirci e a tormentarci, ovunque c'erasolo freddo e silenzio. Poi, improvviso, sentii il calore delle suemani attorno alle mie. Alzai gli occhi, tornai a guardarla: eradiversa, vero, ma era sempre la mia Mei. I suoi occhi erano pieni dilacrime, sapevo quanto lei odiasse farsi vedere debole, ma in quelmomento non contava: aveva importanza solo che fossimo lei ed io, dinuovo insieme. Appoggi la testa contro la mia spalla ed iol'abbracciai, un po impacciato, ma stavolta, in me, nonc'eraconfusione, imbarazzo, timore, come quando avevo preso il coraggio dibaciarla. No, stavolta ero sicuro che starle vicino fosse l'unica cosada fare, che fosse la mia, solo la mia, la spalla che doveva e potevadarle conforto, prima ancora che mi dicesse qualcosa.
Tu hai salvato la mia vitaquellanotte e non solo la mia questoci chehai fatto ed io te ne sar grata per sempre...in questigiorni, invece ho temuto di aver perduto anche te... che tenefossi andato anche tu... ma sono felice di essermisbagliatafelice mi sei mancato Sirius...
La sua voce era un soffio ed io tremavo, perch avevo vogliadidirle che io non volevo andare da nessuna parte, che non sarei maivoluto andare da nessuna parte, perch quandolavevovista sparire, avevo capito che non poteva piessercifelicit vera intorno a me senza Abbassai gliocchi,sentendo le guance andarmi a fuoco, anche se lei non poteva vedermi, ilviso affondato sulla mia spalla: ero cos felice per quelsuorespiro lieve che mi solleticava, per l'odore della sua pelle, checontenermi non ebbe pi importanza...
Mi sei mancata anchetu come nessuno mai...
*continua*
NdA: Ringrazio tutti al solito per le recensioni, le letture, le preferenze,ecc.
L'immagine di inizio capitolo stata realizzata permeda Ary Yuna (che ringrazio), potete trovare i suoi lavori su DeviantArt e nella sua paginaArtista su FB .
Questo capitolo anticipa quello che avverr nel prossimo,ci sono utili indizi da unire a quelli del capitolo precedente. Hoproseguito nellanalisi di Rabastan, perch i suoisonoocchi nuovi con cui guardare i sotterranei di Serpeverde eperch il personaggio avr peso in futuroprossimo:l'idea di spaventare Meissa fa parte di un piano picomplesso,che riguarda anche Rigel, ed riuscito ad attuarlo concomodoservendosi dellaiuto di un complice (Evan Rosier, anche luidiventer un personaggio abbastanza abituale). Parlare oradellaparentela tra Deidra e i Rosier non ha finalit particolari,hosolo ribadito lidea generale per cui tutte le famigliepurosangue sono in qualche modo imparentate, in seguitosfrutter la faccenda in maniera pi opportuna.Ho volutoanche sottolineare latmosfera di competitivittra ifuturi Mangiamorte (se MacNair aveva messo nei guai vari personaggi pervendetta, la cosa non poteva concludersil:far ilboia, ci dice la Row, io ho immagianto che questa fosse la conseguenzadelle sue alzate dingegno, aveva creato noie a Malfoy e sisa,quella famiglia ha sempre usato potere e soldi per muovere pedine alMinistero a proprio piacimento).
Per alcuni, se Sirius ha quasi dodici anni, i suoi sentimenti sono"troppo maturi": io non li vedo innamorati, ma i nostri eroi hannoundici anni e a undici anni, conoscono pi che benelamicizia e quello che hanno vissuto entrambi (la paura diSirius di non vedere pi Meissa, il sentirsi responsabile,lapaura di essere accusato e allontanato, il sollievo che tutto siafinito nel migliore dei modi) stato per entrambiunesperienza potente, qualcosa da esorcizzare, alla fine,anchecon lacrime e abbracci, non con una formale stretta di mano o, peggioancora, con la totale indifferenza. Naturalmente non sono npsicologa n studio gli adolescenti, per cui magaritutto sbagliato,ma il pensiero che volevo trasmetterequesto. Bon, ci leggiamo presto. Alla prossima.
Valeria Scheda
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