IV.023 - CHAINS - Doppio Inganno
IV.023 - CHAINS - Doppio Inganno
ThatLove is All There is
Terre_del_Nord
Slytherin's Blood
Chains - IV.023 - Doppio Inganno

Deidra Sherton
Amesbury, Wiltshire - sab. 15 gennaio 1972
Il rombo del tuono scosse la casa dal profondo, risvegliandomi daltorpore. Ci misi un po a capire che si trattava solo deltemporale: nei pochi minuti in cui mi ero assopita, la tempesta cheincombeva all'orizzonte aveva raggiunto il maniero. Rabbrividii per ilfreddo e la febbre e con difficolt mi alzai dalla poltrona,misistemai un altro scialle sulle spalle e mi avvicinai alla finestra: lefronde degli alberi ondeggiavano e si piegavano sotto la furia delvento impetuoso, il buio della notte era squarciato dai fulmini che sisusseguivano continui, sopra di noi, e si specchiavano nella stanza,sulle superfici dei mobili, sulle pareti, fino ad annullarsi nellabocca rosseggiante del caminetto acceso. Restai l, inerte,perun po, ipnotizzata dalla furia degli elementi.
Ero rimasta sconcertata quando ceravamo Smaterializzati dalcapanno e, dopo un viaggio brevissimo, mi ero ritrovata nella nostracasa nel Wiltshire: credevo che una volta riabbracciati Alshain e ibambini, quella lunga giornata di terrore fosse finita, che miaspettasse una notte fatta di sofferenza ma da passare al sicuro,protetti dagli antichi incantesimi di Salazar Slytherin.InveceQuando avevo riconosciuto il salone di Amesbury, il primo pensiero eracorso ad Abraxas, lidea che fossimo cos vicinialladimora del mostro che mi aveva sottratto i bambini mi faceva inorridire.Sullorlodi una crisi isterica, avevo preteso una spiegazione dal vecchio Elfoma Doims, invece di rispondermi, era scomparso sotto i mieiocchi, terrorizzandomi ancora di pi: non capivo cosa stesseaccadendo, che intenzioni avesse, dove fosse andato.
Dopo pochi minuti, lElfo era riapparso, al seguito diMurchadhMackendrick, il Medimago personale di Alshain, ancora in pantofole epalandrana da camera: oltre a riprendere a respirare, avevo iniziato aragionare e mi ero commossa di fronte alla devozione e alla prontezzadi quella creatura, che aveva risposto in maniera efficace al mioordine di fare tutto ci che necessario al tuopadrone .Doims, infatti, al contrario di me, si era mantenuto lucidoeaveva ricordato che, senza gli incantesimi di Alshain, capaci di aprireun varco per far entrare un estraneo a Herrengton, non gli sarebbe maistato possibile portare un Medimago al capezzale del suo padrone,pertanto ci aveva momentaneamente Smaterializzati ad Amesbury, solo perfarci ricevere le prime cure.
Uhmmfff
Tesi lorecchio appena sentii un lamento leggero, mi strinsinello scialle e indietreggiai fino al letto, dove mi chinai a osservareAlshain: non sapevo se avesse cercato di chiamarmi o si fosse sololamentato provando a muoversi. Le pozioni del Medimago avevano iniziatoa fare effetto, ma continuava a soffrire per il dolore alla testa esoprattutto agli occhi, che persisteva bench fossero staticurati e protetti dalle bende: Mackendrick mi aveva suggerito diabbassare le luci ed io avevo spento tutti i candelabri, lasciando miomarito in penombra, illuminato solo dal tenue riverbero delle fiammedel caminetto. Gli scansai delicata i capelli umidi dal volto bollentee tumefatto, gli accostai le lenzuola, leggera, e sospiraipiserena, rendendomi conto che il cupo rantolo che mi aveva spaventata amorte, si stava trasformando in un respiro pi leggero eregolare.
Alshain, nonostante fosse ottenebrato dalla febbre e dal dolore, si eraarrabbiato moltissimo con lElfo, per aver permesso che unaltroestraneo, oltre a Orion, ci sapesse vivi: Doims era corso apunirsi, ma io ero riuscita a fermarlo, gli avevo dimostrato la miariconoscenza, ricordandogli che il padrone era sconvolto e fuori dis, ma non era arrabbiato, avrebbe anzi apprezzatoliniziativa, lindomani, perch ilMedimago dovevavisitare anche i bambini. Alla fine, Doims si era convintodiaver disubbidito a fin di bene e si era limitato a incastrarsi un ditonel cassetto, appena lavevo ignorato per tentare diconvincereAlshain, insieme a Murchadh, a farsi visitare. Quando poi mio maritoaveva preteso che li lasciassi soli, avevo aspettato in anticamera, perminuti interminabili, durante i quali, terrorizzata, avevo sentito lesue urla di dolore invadere tutta la villa.
Nonpossofare altro, qui, Deidra... dovremmo convincerlo a seguirmi aInverness... anzi sarebbe meglio che andaste al San Mungo,alreparto specializzato... Cerca di farlo ragionare ammessochela sua idea di tenere tutti alloscuro abbia un fondamentologico, esistono sistemi per farsi ricoverare senza che nessun altro,oltre a me, debba sapere che si tratta proprio di lui
Con feritedel genere i Medimaghi non chiamerebbero subito gli Aurors, perraccogliere prove, testimonianze e denuncia? Forse questocheAlshain vorrebbe evitare
Tustai dicendo che lui sa ha riconosciuto chi stato afarvi questo... non cos?
Avevo abbassato gli occhi, colmi di lacrime, annuendo in modoimpercettibile, Murchadh mi aveva messo una manosullavambraccioper consolarmi, poi aveva spiegato ad Alshain che se si fosse fattoaccompagnare a Inverness da lui, non avrebbe subito le procedure che loimpensierivano. Non c'era stato verso, Alshain si era chiuso in un cupomutismo ed era rimasto inerte, l dove l'aveva adagiatoDoims, appena Materializzati, senza considerarepinessuno. Ero convinta come Mackendrick che la sua ostinazione fossedovuta al delirio e allo stato di ossessione in cui si trovava, dopoquello che aveva passato, e che probabilmente, al mattino, appena fossestato pi lucido, sarebbe stato pi ragionevole,se nonper se stesso, almeno per i bambini.
Cera per anche qualcosa dindefinibilein lui chemi riempiva dinquietudine, quel suo non ammettere obiezioni,quel suo cercare dinfluenzare la volont e ladeterminazione di chi lo circondava, lui che, da quando lo conoscevo,aveva sempre fatto del dialogo il perno di ogni rapporto. Fin da quandoero una ragazzina, degli Sherton avevo sentito dire che non avevanoscrupoli a far fare agli altri ci che volevano, con ognimezzo,per questo la mia famiglia era stata tuttaltro che feliceche mifossi innamorata di lui, temevano mi avesse plagiata e che prima o poimi sarei ritrovata abbandonata e delusa da quelluomo. Ioper conoscevo un Alshain diverso, un ragazzo che nontentava diforzare la volont degli altri con la Magia e mi ero fidatadilui; per anni avevo visto quella mia fiducia ben riposta, mai avevausato qualcosa che non fosse la sua abilit di persuasoreperconvincermi della bont delle sue idee. La miaincapacitdi prendere il sopravvento contro la sua ostinazione, in quel precisomomento, per, mi faceva temere che, per la prima volta,fossericorso a un mezzo illecito per coinvolgermi nella follia intrapresa,perch, per quanto mi sforzassi dimpormi, miritrovavosempre da capo, alle prese con pensieri inutili e inconcludenti.
Sonoio debole e confusa o sto subendo un tuo incantesimo? Che cosa successo, davvero?
Continuavo a chiedermelo, dopo ore, mentre la notte superava il suoculmine e il temporale si scatenava su di noi; mi sedettil, alsuo fianco, sul letto, gli accarezzai i capelli e osservai quel voltomartoriato, che portava su di s i tratti che amavoricercare eritrovare nei nostri figli. Sentii una stretta al cuore e un sospirofondo mi si lev dal petto. Gli presi una delle manifasciatetra le mie, la baciai, delicata. Murchadh aveva praticato le sue cure alungo, lasciandomi poi dei compiti: guardai il composto odoroso sulcomodino, avrei dovuto applicarlo su ogni ferita visibile.
Nonhannousato solo la Magia, Deidra... lhanno picchiato a mani nude,come fanno i Babbani... poi credo abbiano usato la Magiaperrinsaldare male le fratture prodotte...
Salazar ma perch? Che follia mai questa? Che senso ha?
Per farlosoffrire di pi Non credo ci sia una logica, apartelodio e la volont di compiere unosfregio bastaguardargli le mani... questo odio odiopuro
Ricordai come avessero straziato le sue mani, quelle mani che cullavanocon dolcezza i nostri figli, quelle mani che mi accarezzavano conpassione. Mi salirono di nuovo le lacrime agli occhi e cominciai apiangere, senza controllo. Dopo esserci Smaterializzati dal capanno,avevo cercato di trattenermi in ogni modo, ma ormai ero troppo sfinitae turbata per riuscire a resistere ancora.
Celafar, non in pericolo di vita, la situazioneapparepi seria di quanto sia in realt. Hanno godutonel farlosoffrire, nel torturarlo, ma nulla di ci che vedo loporterebbealla morte.
Nulla di ci che vedi? Temi ci sia qualcosache qualcosa che sfugge alla vista?
Murchadh non era riuscito a sostenere il mio sguardo, era andato allafinestra, sospirando, come se dovesse fare chiarezza nei suoi pensierie trovare le parole migliori per spiegarsi. Avevo iniziato a tremare,lavevo raggiunto alla finestra, lavevo costrettoavoltarsi e a guardarmi negli occhi.
Voglio sapere tutto temi ci sia qualcosa che nonriesci a vedere?
S ed questo che mipreoccupa...Deidra... tutto questo troppo strano sembrasolo ungesto dimostrativo ma che senso ha? Non ho mai vistonessuno inquelle condizioni riuscire a scappare solo con le proprie forze,nemmeno Maghi del Nord Ti prego aiutami aconvincerload andare tutti voi dovreste farloS,Deidra tu stessa e soprattutto ibambini!
I bambini? Che cosa vuoi dirmi ti prego, mi staispaventando
Era rimasto a lungo in silenzio, terrorizzandomi, se possibile, ancoradi pi.
Dove sonostati quando li hanno presi? stato fatto loro qualcheincantesimo? In un certo senso forse ha ragione Alshain:nondovreste andare a Inverness o al San Mungo, ma chiamare una personafidata, che conosca bene questo genere di Magia: la MagiaOscura Sappiamo entrambi, Deidra, chi lunico adavere competenze sufficienti ad affrontare tutto questo...
Io non mi fido di quelluomo, Murchadh!
Loso ma Fear ha messo la sua vita al servizio di Herrengton,hagiurato di sacrificare se stesso per tuo marito e i tuoi figli! Credosia giunto il momento di vedere di cosa capace
Se nera andato poco dopo, promettendo di ritornare primadellalba, per darmi il tempo di riflettere e di recuperareunpoco di energie. Lasciai delicatamente la mano di Alshain sul letto, misollevai, aprii il comodino e presi la mia bacchetta, poi, pensierosa,tornai alla finestra. A est, in direzione dellimponentevillacon i giardini pieni di pavoni che erano il vanto di Abraxas, e in cuidi certo quel maiale stava riposando, compiaciuto dei favori cheavrebbe ottenuto dal Lord per i servizi resi, la coltre di nubiiniziava a rompersi, lasciando intravvedere il cielo buio, intessuto distelle.
Checosa hai fatto ai miei bambini, lurido bastardo?
No, non potevo vivere con quel dubbio, non potevo dare ascolto adAlshain, fingere che non fosse accaduto nulla e tacere. Dovevo mettereda parte i timori e il disagio che quel vecchio pericoloso misuscitavano e chiedere il suo aiuto fare tuttoci cheera in mio potere per i miei figli.
CheSalazar ci protegga
Levai la bacchetta e mi concentrai su un ricordo, uno deipibelli della mia vita: la riva del Lago Nero, la trepidazione di dueragazzi che stanno infrangendo le regole, un giovane dai capellicorvini mossi dal vento e dal sorriso radioso, le mie mani tra le sue,le sue labbra sulle mie, le risate per il solletico della sua barbamorbida sulla mia pancia. Dalla punta della bacchetta iniziaformarsi un fascio di luce argentea, che uscendo singrandivaeassumeva le fattezze di unenorme aquila reale.
CercaFear, per terra e per mare: i miei figli hanno bisogno della sua Magia!
Vidi il fascio di luce levarsi, rotolare su se stesso e diventare unapalla argentea che subito spar, diretta chissdove. Midistesi, al fianco di Alshain, esausta, mi accostai a lui, leggera,prendendo la sua mano tra le mie. E finalmente mi abbandonai al sonno,grata, udendo il suo respiro regolare.
***
Rigel Sherton
Hogwarts, Highlands - sab. 15 gennaio 1972
Signor Malfoy...pu andare... ci pensiamo noi...
Avevo ascoltato speranzoso il Preside, quando aveva detto NOI ,credevo che dietro di lui ci fosse mio padre, a portare un minimo diconsolazione a mia sorella e a me, al termine di quella giornatatremenda. Quando, invece di pap, vidi apparire, intabarratoinun mantello nero con il cappuccio che gli celava parte del viso, zioPhelan, il fratello maggiore della mamma, rimasi deluso e, soprattutto,sorpreso: avevamo sempre avuto poco a che fare con luiperch,ai tempi del fidanzamento dei miei genitori, lo zio li aveva osteggiatialmeno quanto aveva fatto nonno Donovan, per motivi opposti maaltrettanto stupidi. In seguito, pur rappacificato con la mamma, lo zioaveva provocato pi volte mio padre riguardo alla politica,perquesto non si erano mai frequentati volentieri. Crescendo, avevopercepito quanto la mamma soffrisse per il comportamento del fratello,cos avevo iniziato a prendere in antipatia quell'uomo:certo,per non dare altri dispiaceri a mia madre, avevo cercato di seguirel'esempio di Mirzam, sforzandomi di contenere i miei malumori le rarevolte in cui me l'ero trovato di fronte, ma quando mi si era presentatal'occasione di evitarlo o ignorarlo... non me l'ero fatta scappare! Nonche lui si sforzasse di fare un passo verso di noi, tutt'altro: oltrel'evidente disprezzo per tutto ci che rappresentavaHerrengton,aveva rifiutato l'invito al ricevimento per il matrimonio di miofratello. Mirzam non se l'era presa, lo conosceva e, visti iprecedenti, addirittura si augurava che non si facesse vedere, mamma epap, invece, si erano arrabbiati cos tanto cheimmaginavo avessero interrotto ogni rapporto con lui.
Per tutte queste irritanti vicende, zio Phelan era l'ultima persona cheimmaginavo di trovarmi davanti, quella sera; la mia sorpresa e la miadelusione, per, durarono poco: appena iniziai a riflettere,infatti, compresi che la sua presenza dava un senso, un unico, preciso,mostruoso senso, a quanto era accaduto quel giorno. Come avviene atutti i pezzi di un puzzle, ogni evento si dispose infine al proprioposto: il mio incidente, le mie visioni, lo svenimento di Meissa, ilsilenzio teso di amici e professori, l'espressione sordida di Lucius,la misteriosa prima pagina del Daily Prophet... e acompletare iltutto, la presenza inaspettata e altrimenti immotivata di uno zio dasempre assente.
Tutto questo ha senso solo se...
Poteva esserci un solo motivo se pap e mamma, pur sapendociferiti, non si presentavano a scuola ma arrivava un nostro parente alloro posto. Nulla, a parte qualcosa di orribile li avrebbe tenutilontano da Meissa e da me. Il respiro mi si mozz. Miaggrappaial lenzuolo cos forte da strapparlo.
L'Erededi Hifrigsi manifesta quando il precedente Signore di Herrengton infindi vita... ma il signore di Herrengton, stupido che non sono altro, non mio fratello... mio padre! Salazar! successoqualcosa a pap! E la mamma? Perch non quialmeno lei? Salazar... No... NO!
Vi chiedo per cortesia diuscire e lasciareil signor Llywelyn da solo con i nipoti... Horace, per favore,riaccompagna nei sotterranei i tuoi studenti...
La voce del Preside era lontana, un bisbiglio che appena udii, vidi conla coda dell'occhio Lucius, Narcissa e Slughorn, seguiti dallo stessoRabastan, appena medicato, uscire dall'infermeria, mesti: erano solopallide ombre per me, ai cui gesti non sapevo neanche dare unsignificato, c'era solo buio, ora, nella mia testa, finch,apioggia, da quell'oscurit confusa, iniziarono ad animarsiimmagini terrificanti sulle quali campeggiava il ghigno mostruoso delMangiamorte di Herrengton.
Qualcosa di caldo e salato mi raggiunse le labbra, stavo piangendo,lacrime silenziose e implacabili. Inarrestabili. Rapido, pieno divergogna, mi passai la mano sul viso, per cancellare la mia debolezza:l'avevo giurato a me stesso, quella notte, non mi sarei picomportato da bambino, figurarsi in quel momento, alla presenza di unozio che detestavo e del Preside che non stimavo. Per quanto facessi percontrollarmi, per, la schiena continuava a essere scossa dasinghiozzi sempre pi rapidi e violenti, e la gola siserravadal dolore. In silenzio, Dumbledore fece il giro delle porte e imposeovunque degli incantesimi non verbali, poi si ferm difianco almio letto, zio Phelan intanto si era avvicinato a Meissa e dopo averlaosservata, immobile, si era chinato su di lei e le aveva preso le manitra le sue, sfiorandole con le dita e studiandole a fondo. Sembravapervaso da interesse genuino e un certo affetto, il che mi parvestrano, trattandosi di mio zio, ma ero cos confuso e fuoridime da non capire se fosse vero o frutto della mia immaginazione. Quandolo zio parl all'orecchio del Preside e siavvicin almio letto, per, dicendomi di stare tranquillo, l'urgenza disapere quanto fosse accaduto mi riscosse da quel senso di torpore estordimento.
Perch mia sorella svenuta?Che cosa sta succedendo? E cosa ci fai tu qui? Dove sono mio padre emia madre? Perch nessuno di voi mi vuolerispondere?
Di fronte alla mia agitazione, i due Maghi rimasero enigmatici e muti,lo zio si sedette sul mio letto e mi prese le mani tra le sue;all'inizio pensai che fosse il Sangue a fargli mostrare, infine, unminimo di partecipazione verso di me, ma il suo interesse siconcentr subito solo sulle mie mani: quandoprov atogliermi le bende, iniziai a scalciare per sottrarmi alla presa,invano.
Lasciami immediatamente, checosa credi di fare? Voglio sapere la verit!Lasciami!
Tra un momento, Rigel... oranon c'tempo da perdere... devo curarti... lasciami fare...
COSA? Tu non sei un Medimago!Lasciami! Checosa fai? Lasciami ti ho detto! NON MI TOCCARE! Tu non sei niente, perme! Non mi sei stato mai nemmeno parente! Vattene! NO! NO! VATTENE! Nonti voglio qui... NOOO! Lasciatemi! NO! NO! LASCIATEMI! NO! NO!NOOO!
Mi ero ribellato come un gatto selvatico, mentre lo zio imponeva untocco di bacchetta all'ultimo strato di bende, scoprendo le mie maniprive di ferite; terrorizzato, avevo cercato con lo sguardo l'aiuto delPreside, sapeva quanto fosse importante che nessun estraneo scoprissela verit ma Dumbledore era tutto concentrato a studiare imovimenti della bacchetta dello zio sulle mie mani e non aveva fattonulla. Mi ero sentito tradito anche da lui, aveva ragionepap adire che del Preside Dumbledore non bisognava fidarsi. Avevo stretto identi e, con le poche forze che avevo ancora, mi ero tirato su e avevodato uno spintone allo zio, per allontanarlo, ottenendo invece che ilPreside lo aiutasse a tenermi fermo. Ora ero solo, indifeso, impaurito,impotente. Avevo lottato come una furia, ma ormai ero stanco,infinitamente stanco: le forze scivolavano via, mio zio mi fissava,preoccupato, borbottando qualcosa a fior di labbra, qualcosa chesembrava, anzi era, gaelico antico.
Le nostre litanie... i nostri riticom possibile? Lo zio non fa parte dellaConfraternita...
Puoi fare qualcosa per le suemani?
Lo zio annu e tir fuori da una tasca delmantello unaboccetta di vetro e argento che conteneva dell'inchiostro. Respiravo afatica, avevo la mente confusa, non capivo cosa stesse accadendo, perquale motivo mio zio, che da sempre era in lotta con la Confraternita,aveva con s una boccetta identica a quelle che i Decani emiopadre usavano per tracciare le Rune. Ero cos sconvolto esfinito che, quando sotto il cappuccio del mantello, i suoi ispidicapelli rossi si fecero neri a ciuffi, la carnagione lentigginosadivenne bruna, velata da una barba leggera, mentre la manosingrandiva e si deformava intorno alla mia, mi convinsi disognare.
S... Forse... mi sto svegliando... forse quest'incubo staper finire...
No... Rigel... ricordi? Che cosa ti ha insegnato la mamma sugli effettidi una Polisucco?
Intorpidito, in testa la voce di pap e il pensiero dellamamma,mi feci forza e tentai di tenere aperti gli occhi, lo fissai:quell'uomo non era mio zio, ma io conoscevo quella faccia, sapevo ilnome di quell'uomo, l'avevo visto anche di recente... ma non riuscivo aconcentrarmi tanto da ricordare.
Chi diavolo sei? Che cosavuoi da me? Checosa mi avete... fatto... Per...ch...
Tutto divent nero e fluido attorno a me mentre annaspavonell'Oblivion silenzioso del Preside.
***
Orion Black
Hogwarts, Highlands - sab. 15 gennaio 1972
Se non corso qui,a Hogwarts... dove diavolo finito quel cane di Malfoy?
C'era anche questa domanda, ancora priva di risposta, a rendermiintollerabile l'attesa. Uscito dall'ufficio del Preside e tornato inanticamera, mentre Fear e Dumbledore finivano di discutere, ero andatoa sedermi e mi ero allentato un po' la cravatta: ero talmente agitatoche le mie mani tremavano e un leggero velo di sudore freddom'imperlava la fronte. Per evitare di sentirmi male, avevo bevuto unsorso della mia pozione medica, la portavo sempre con me, proprio peraffrontare situazioni di tensione come quella, poi, in attesa chefacesse effetto, avevo cercato di calmarmi in tutti i modi, facendorespiri fondi e provando a non pensare pi a nulla.Naturalmentenon c'ero riuscito. Un quarto d'ora pi tardi, passato io arimuginare, agitarmi e sospirare, Fear e Dumbledore a discutere,eravamo scesi insieme in infermeria, senza rivolgerci mezza parola, el, di nuovo, ero dovuto restare fuori, mentre Fear andava acurare i ragazzi e, soprattutto, verificava la consistenza di tuttiquei sospetti su Rigel, di cui io mi ostinavo a non voler sapere nulla.
Non era stato facile farsi da parte: il desiderio di tenersene fuoriper il bene della mia famiglia si scontrava con la volontdiaiutare Alshain e i suoi figli, ma anche con la paura della reazionedel Signore Oscuro, se non avessi collaborato. Non volevo cedere alpanico, scatenato da quest'ultimo aspetto della vicenda, avevo finitoperci con il concentrare i miei pensieri sulperch Fearfosse l, anche se in breve tempo ero stato travolto dadubbiaddirittura peggiori. Da quando avevo sentito per la prima volta il suonome, sapevo che gravavano tanti sospetti su MacPherson ma Alshain,sostenendo che fossero vecchie dicerie infondate, mi aveva convinto afidarmi di lui; con il tempo, invece, avevo compreso che il miomigliore amico si sbagliava di grosso su quel dannato Mago e ne avevoavuto una tragica conferma la notte in cui era successo il finimondo aHerrengton, quando avevo visto con i miei occhi quel vecchio pazzo diFear pronto a sacrificare Rigel.
No, non avrei dovuto lasciare i ragazzi soli nelle sue mani! Dovevoentrare e controllarlo!
Quanto a Dumbledore, i miei giudizi andavano da patetico buono anulla , a luridoBabbanofilo traditore , al pi grave mefistofelicomacchinatore e,al termine di quella giornata orrenda, non ero certo dell'umorepi adatto a concedergli il beneficio di un mioripensamento.Tutt'altro. L'idea assillante dei ragazzi nelle mani di quei due vecchirincitrulliti mi aveva chiuso lo stomaco e fatto aumentare il senso dioppressione al petto, al punto da convincermi a entrare e vedere con imiei occhi che cosa stesse succedendo, soprattutto quando avevosentito, seppur attutita, la voce di Rigel che ordinava loro di nontoccarlo. Mi ero alzato, avevo messo la mano sulla maniglia, pronto aintervenire, e l mi ero accorto che la porta era statabloccatadallinterno e non si apriva pi.
Maledetto traditore Mezzosangue! Dovevo immaginarlo che sarebbe finitacos!
Non avevo potuto fare nulla, mi ero messo da solo nelle condizioni diessere una presenza inutile. Per tutto il tempo, sospiraipi epi volte, maledicendomi per la mia ingenuit efinendocon il bere, un sorso dopo l'altro, quasi tutta la pozionetranquillante, nel vano tentativo di far sparire le immagini spaventoseche la mia fantasia aveva iniziato a creare. Alla fine, tra gli effettidella pozione, la stanchezza e la tensione accumulata, avevo la mentedel tutto intorpidita.
Perfetto! Essereincapace di pensare e reagire prontamente sar moltoindicato,quando sar alle prese con quel pazzo maniaco assassino diRodolphus Lestrange!
Nonostante tutto, avrei bevuto volentieri altra pozione, per cercare dinon agitarmi ancora di pi nel ricordare cosa quel folleavessefatto a quei dannati Aurors su, in cima alla torre di Herrengton, manon ne era rimasta pi nemmeno una goccia. Mi abbandonai suundivanetto, inerte, sperando che il torpore passasse in fretta. Perfortuna, alla fine, attesi cos a lungo l, dasolo,nell'anticamera dell'infermeria, illuminata dalle fiamme dei bracieri,che l'effetto ipnotico della pozione ebbe tutto il tempo di arrivare alsuo culmine e iniziare a dissiparsi, prima che Fear uscisse ed iopotessi entrare a vedere i ragazzi. Stranito dalla stanchezza e daquella specie di sbronzamedica ,ero convinto di aver trascorso l'intera notte mezzo svenuto su quelvecchio sof: per riprendermi un poco, a un certo punto, mieroalzato e mi ero sgranchito, ero andato alla finestra ed ero rimasto alungo a osservare la nera massa informe della notte che ammantava ognicosa, ancora pi oscura l dove gli alberiinnevati siaprivano intorno al Lago Nero, e rossa delle fiamme dei bracieri, viavia che si faceva pi vicina, sulle alte torri della scuola,suicortili innevati e sui portici attraversati dal vento. Un Elfo si erapresentato un paio di volte per offrirmi cibo e da bere, ma io, predadella nausea, avevo preferito congedarlo senza servirmi. Infine,esauriti gli effetti deprimenti della pozione, mi ero ritrovato privodi forze, ma calmo e lucido, cos avevo sfruttato solitudineesilenzio per valutare i ricordi della giornata, alla ricerca di undettaglio che mi aiutasse a infondere speranza nei ragazzi, come volevaDeidra, senza mancare alla promessa fatta ad Alshain, di non dire lorotutta la verit.
L'unico momento tollerabile della giornata era stato il mio incontrocon Narcissa: ero nell'anticamera dell'infermeria, Dumbledore e Fearerano entrati da pochi minuti, quando avevo visto uscire Lucius Malfoy,un damerino anemico, se possibile ancora pi borioso eirritantedel padre, quell'inquietante disadattato del giovane Lestrange, rimessoa nuovo dalla Pomfrey, seguito e redarguito da Slughorn, e infine lamia meravigliosa nipote. Mi ero intrattenuto con lei, la consideravo lamia sola nipote ormai, cos cortese e aggraziata daconcedermi,sebbene per pochi minuti, l'illusione che fossi a Hogwarts in visita dicortesia e che tutto quel dannato giorno fosse solo un incubo. Narcissami aveva raccontato che Meissa era stata aggredita da quel porco diMcNair e che lei e suo cugino, Evan Rosier, avevano prestato le primecure alla bambina. Le avevo stretto la mano, ringraziandola comepadrino dei ragazzi e salutandola come zio, compiaciuto e fiero di lei.
Dovrfarequalcosa per rivalermi su McNair e sul Preside per quanto accaduto oggi ai ragazzi... non sarei un buon tutore, per loro, se nonlo facessi!
A quel punto, mentre, come un disco rotto, i pensieri erano tornati aFear e alla pessima sensazione che mi stesse sfuggendo qualcosadimportante, il vecchio Mago del Nord era uscitodall'infermeria: lo stomaco mi si era chiuso allistante, alpensiero di dover entrare e straziare i ragazzi con le mie bugie e,peggio ancora, dover poi tornare a casa ad affrontare Bellatrix eRodolphus. Ricominciai a sudare freddo, mentre osservavo Fear, scortatoda un Elfo fino a uno dei camini: mi pass vicino e risposeamalapena al mio saluto, taciturno e spossato, bench fosserimasto dentro appena due ore. Mi fece una stranissima impressione, nonsembrava neppure lui, il bastardo irritante che, ahim,avevoimparato a conoscere fin troppo bene. Persino col Preside sicomport in modo strano, si conged dalla scuola,infatti, senza fare nemmeno una delle sue abituali taglienti battutesul suo ignobile Stato di Sangue. Non lo vidi bene in faccia, si eragi calato il cappuccio su buona parte del volto, ebbi,per, la sensazione che la sua altezza fosse eccessiva, siaperPhelan sia per Fear. Forse aveva assunto l'aspetto di qualcun altro,prima di allontanarsi da Hogwarts, e non mi preoccupai pidilui: dopo tutte quelle ore di attesa infinita, infatti, Dumbledore mistava invitando a entrare.
*
Avanzai tra le due fila di letti, preda di una trepidazione moltopotente, simile a quella provata quando avevo fatto visita, mesiaddietro, al mio piccolo Sirius, quando lavevano aggredito.Perprima vidi Meissa, distesa nel lettino pi vicinoall'ufficiodella Pomfrey, a destra: mi accostai, riposava serena, i lunghi capellicorvini che le scendevano come due nastri di seta a incorniciarle ilviso, le coperte bene accostate sulle spalle e il respiro leggero, dichi sta dormendo profondamente.
A parte lo spavento e unbernoccolo dovutoalla caduta, la bambina sta bene. Madame Pomfrey le ha somministratouna pozione rilassante, si sveglier domattina...
Guardai il Preside e annuii: avrei preferito trovarla sveglia, perevitare di dover ripetere le mie menzogne o dover passare un'altraintera notte a cercare le parole giuste per dare loro un doloreinenarrabile, ma mi consolavo nel sapere che almeno lei stesse bene.Dumbledore mi accompagn quindi al letto del mio figlioccio,insilenzio: anche Rigel riposava, ma il suo sonno era agitato dallafebbre. Vidi le sue mani fasciate e un brivido mi attraverslaschiena: i bambini erano in salute, Meissa aveva solo bisogno diriposo, Mirzam era fuori dai giochi, altrimenti Fear non si sarebbeprecipitato a Hogwarts. Avevo fatto di tutto per non sapere, ma laverit era l, urlata, di fronte a me.
Rigel il futuro signore di Herrengton... non ci sonopi dubbi, ormai...
Il Preside, vedendomi esitare, inizi a farmi un lungodiscorsoche non compresi, in cui mi rammentava che il ragazzino si era perso eferito nel bosco, poi si chin su Rigel, gli tolse le bende,emi mostr lunghe e profonde ferite sui dorsi e i palmi dellemani, simili a graffi lasciati dagli artigli di un animale selvatico odalle lunghe e dure spine ricurve dei rovi. Lo guardai stupefatto.
Che cosa significa? Miavevate detto che non aveva ferite! Che cosa sono quelle?
Le ferite ceranoma sembravanocos superficiali da non poter causare la perdita di tantosangue. Secondo Fear, invece, come con le Rune: ilMaleficiosubito dal ragazzo a Herrengton tende a nascondere i segni esterioridelle ferite e, rendendo pi difficile comprenderne lagravit e sbagliando l'approccio e le cure, di fatto portailgiovane a indebolirsi sempre pi. Per fortuna, con lepozioniche aveva con s, Fear riuscito a rilevare leferite ea curarle; ora la Pozione Rimpolpa-sangue della Pomfreyfunzioner e, grazie agli unguenti, le lesioni sirimarginerannovelocemente e bene, cos non resteranno neanche lecicatrici. Tiho fatto preoccupare senza motivo, Orion... mi spiace...
Annuii, ma non ero convinto, cos presi le mani di Rigel eleosservai con attenzione: credevo e temevo che sotto quelle bende non cifosse nulla, e che quelle che stavo vedendo fossero ferite finte,invece, sia alla vista sia al tatto, mi accorsi che non erano un truccon l'effetto di un incantesimo.
Com'possibile? Ricordo che cosa avvenne ad Alshain quando il padre fu inpunto di morte normale che la situazione diRigel siacompletamente diversa? O forse indizio che non si trattadilui? Chi allora? LErede non unodei bambini,n Meissa, resterebbe solo... possibile che sia Mirzam?
Cercai di mascherare il mio turbamento: Alshain, era vivo per miracolo,l'Erede doveva essersi manifestato in qualche modo... era impossibileche non fosse accaduto nulla... a meno che...
Alshain gi stato male... il giorno del matrimonio... anche in quelmomento sembrava pi morto che vivo... perchl'Erede nonsi manifestato allora?
Aspetta Orion...Rigel era vittima della Fiamma... e Meissa era sparita... vero... eanche allora... anche allora nessuno di noi riuscito avedereMirzam...
L'unica soluzione logica era che si trattasse proprio di Mirzam ma, aquel punto, la presenza di Fear a Hogwarts non aveva pisenso.C'era qualcosa che non mi convinceva. Dovevo riflettere con calma: sefosse stato necessario, avrei messo le mani addosso a Fear e pretesospiegazioni.
Gli avete detto che cosa successo?
No, Fear ha solo valutato ecurato le ferite.Il ragazzo non si mai neanche ripreso...
Mai? L'ho sentito urlaredallanticamera! Sarei intervenuto se non mi aveste chiusofuori!
statonecessario, Orion: laPolisucco stava finendo i suoi effetti e visto quanto era sconvolto,non mi sembrato il caso che il ragazzo vedesse suo ziotramutarsi in Fear.
Cos l'avetesedato! Bene! Oratoccher a me svegliarlo, affrontare la situazione,mentire!
Lo osservai, disteso nel lettino, i capelli umidi di sudore,appiccicati al volto reso smunto da troppi giorni di continuasofferenza: tra i figli di Alshain, Rigel era quello che pigliassomigliava, nellaspetto pareva non aver influito in alcunmodola famiglia della madre. Per quanto riguardava i gesti e il carattere,invece, Rigel era la copia di suo padre solo in apparenza: fin dapiccolino, soprattutto quando era solo o pensava a qualcosa moltointensamente, assumeva la stessa espressione riflessiva ed eterea cheera uno dei tratti caratteristici di sua madre.
Mi chinai su di lui mentre Dumbledore aveva la decenza di andare allafinestra e mettersi a fissare la notte, mi sentii girare la testa, lamemoria mi riport a un altro capezzale, a un bambino dimoltianni pi piccolo, ferito gravemente: ricordai commosso queigrandi occhi di luna, cerchiati dalla febbre, che si aprivanoimprovvisi su di me e le piccole dita che si stringevano attorno allemie.
Zio...Orion...
Affrontare la situazione ementire? Bizzarra scelta di parole, Orion
La voce del Preside mi riport, irritante, al presente, mivoltai, alterato e astioso, Dumbledore riusciva sempre a suscitare inme, con i suoi modi insidiosi, tutta l'aggressivit repressachecovavo.
... Mentire unascelta personale,nessuno pu vietarci di dire la verit...
Non so di cosa stateparlando... e non ho tempo per ridicoli indovinelli!
Alshain e Deidra Sherton sonovivi, non cos? Non fingere... Ti sei tradito quando tisei resoconto che il famigerato Erede non n RigelnMeissa... E la presenza di Fear, qui, farebbe pensare che non lo sianeppure Mirzam... dunque potrebbero essere solo i bambinima tusai che non cos, perch li haivisti, insiemeai genitori, ed per questo che sei rimasto cossconcertato!
Queste farneticazioni nonmeritano risposta! Non mi prester a questi stupidigiochetti!
Qui sei tu, Orion,lunico a giocare. Econ le vite di questi ragazzi, dei tuoi figliocci! Qualsiasi promessatu abbia fatto a Sherton, valuta, mano sulla coscienza, cosa sia giustofare!
La parola promessa mi fece rabbrividire, cercai di reprimere i dubbi che gi mistavano assalendo: qualcuno mi aveva forse pedinato fino al capanno nelWiltshire? Ricordai la strana sensazione di presenza nel bosco, attorno al capanno, e, peggio ancora, il discorso fatto daFear su Warrington, al quale pareva avesse ordinato di seguirmi pertutta Londra. E se quello sbruffone mi avesse pedinato fino nelWiltshire? No, non era possibile! Non c'era nessuno nel bosco... Dovevaessere una mia suggestione, dovuta alla stanchezza o a un trucco delPreside: la capacit di Dumbledore di bluffare, mentire,metteretutti alla prova, non aveva uguali. Ci stava provando ed io, con inervi tesi che mi ritrovavo, rischiavo di cadere nelle sue trappole,ammettendo e mostrando pi del dovuto.
Se sono impallidito, come voidite, Albus, perch non immaginavo di vedere feritecosbrutte. Eppure, lo ammetto: la prima notizia buona dellagiornata: sono felice che quella congrega di pazzi del Nord nonpotr rovinare l'esistenza di Rigel e Meissa. S,ne sonosorpreso e sollevato!
Abile oratore come al solito,Orion... puoiingannare me, o un estraneo, certo, ma dimmi... riuscirai a ingannarela tua coscienza, quando questi ragazzi ti guarderanno dritto negliocchi?
Sono stanco di voi e dellevostre ciance,Albus! Non ho altro da dirvi! Sappiate solo che non vipermetter di turbare questi ragazzi con le vostre assurdeteorie cervellotiche!
Assurde teorie cervellotiche?Non ti seichiesto come mai lErede non si sia manifestatogi lanotte dellagguato a Herrengton? Eppure anche quella notteAlshain stato in punto di morte! Ebbene...s... avvenuto, anche se nessuno se naccorto. da allora che Fear ha capito: lErede Mirzam,per questo il ragazzo non tornato a casa, mentre tutti locercavano... Il vecchio, non fidandosi completamente di lui, ha preso espostato la Fiamma. Ora, per, pare che il ragazzo siascappatoe deve aver trovato anche la reliquia, perch sia Habarcatsiale carte di Doire sono sparite con lui... Intende usarle pers?Le dar a Voldemort? Nessuno ha idea dei suoi propositi, ma facile intuire che cosa accadr nelle Terre,quando lanotizia si sparger e nessuno dir laverit suAlshain Sherton: le Terre si divideranno in fazioni, l'hai detto anchetu, nemmeno due ore fa... e tu sarai responsabile della sorte di questiragazzi, se deciderai di mentire!
Ora basta!
Gli diedi le spalle, deciso a non sentire altro, mi sedetti vicino aRigel, tenendogli le mani e continuando a fissare quelle ferite, poi,con un incantesimo, rimisi le garze e le bende al loro posto.
Dannati scozzesi,che intenzioni avete? Ci che dice Dumbledore laverit? Perch Alshain preferisce far soffrire ifigliche mostrarsi vivo al mondo? Da chi sta veramente scappando Mirzam? Edio? Che cosa posso fare? Che cosa devo fare? Assecondare Alshain orispettare il desiderio di Deidra? Che cosa accadrebbe se azzardassi afidarmi della maturit di Rigel, confessando almeno a luiquelloche so? E se invece questa folle posizione, nonostante tutto, fossesensata? Se esponessi io i ragazzi a un pericolo reale, qualorarompessi la promessa fatta?
Rigel...
Attesi ma non ci fu alcuna reazione, mi avvicinai col viso al suoorecchio e ritentai.
Rigel mi senti?
Di nuovo nulla, a parte un leggere movimento degli occhi sotto lepalpebre, forse stava sognando. Feci una leggera pressione sul suoavambraccio, per favorire il risveglio.
Rigel... apri gli occhi...
Iniziava a percepirmi: corrug la fronte, come chi lotta peremergere dall'incoscienza. Alla fine apr gli occhi e miritrovai a fissare lo stesso profondo sguardo di mercurio del miomigliore amico. Gli passai rapido la mano sul viso, per scansargli icapelli umidi dalla faccia, poi mi allontanai appena, perchmivedesse bene, mi riconoscesse e si tranquillizzasse.
Eccolo... cosciente, finalmente! Ora lasciatemi solo con il mio figlioccio,Albus!
***
Rigel Sherton
Hogwarts, Highlands - sab. 15 gennaio 1972
Non lopermetter mai pi... nessun altrom'inganner...
Rigel...
Nonlascer pi che mi trattino da bambino... non dinuovo...
Rigel mi senti?
Io non sono pi un bambino... non verserpi lacrime...
Rigel... apri gli occhi...
Una voce emergeva da quel silenzio, pervaso solo dalle mie parole,dalle mie preghiere, continue, ossessive. Una mano forte prese il mioavambraccio, lo strinse, deciso, senza farmi male. Catturai un profumointenso, di spezie orientali: lo conoscevo, lo ricordavo, ma nonriuscivo a identificarlo.
... il profumodi... il profumo che ho sentito a casa di...
Riemersi dall'oblio e trovai, a pochi centimetri da me, due profondiocchi grigi che mi fissavano.
Il profumo, gli occhi...
La mente iniziava a reagire, sentii la mano staccarsi dal mioavambraccio e passare rapida sulla mia faccia, per scansarmi un poco icapelli, gli occhi si allontanarono e, finalmente, riuscii a mettere afuoco il volto serio e impassibile di Orion Black, il mio padrino.
Eccolo... cosciente, finalmente! Ora lasciatemi solo con il mio figlioccio,Albus!
Il signor Black mi prese le mani tra le sue, rest muto eimmobile, finch io non mi ripresi e non sent ipassileggeri del vecchio allontanarsi e la porta dell'infermeria chiudersi,allora si alz dalla sedia accanto al mio letto, fece ilgirodelle porte, lanciando un paio di Muffliato, quindi sistemunodei separ, alz la bacchetta e lanciun ultimoincantesimo per alterare i suoni. Sentii il cuore accelerare: avevopaura che nemmeno lui fosse chi diceva di essere. Lo osservai,sospettoso.
Rigel, come ti senti? Ti famale qualcosa? Tiva di parlare? Io dovrei dire a te e a tua sorella una cosa importantema Meissa sta dormendo e... al contrario di te, ancoratroppopiccola... te la senti di ascoltarmi? Se sei stanco, tornerdomani altrimenti per ora la dir solo a te...
Il cuore acceler ancora di pi: dallaseriet concui mi guadava, compresi che era arrivato il momento decisivo e il me moccioso ,che cercavo di nascondere dietro la corazza, avrebbe fatto di tutto, inquel frangente, per essere ancoratroppo piccolo per sapere , proprio come miasorella.
Nonfare il vigliacco, Rigel!
Dunque vero... successoqualcosa di brutto ai miei genitori, non cos?Meissalo deve sapere gi... nessuno ha voluto parlarmene, ma credosiasvenuta quando gliel'hanno detto...
Cercai di mostrare una fermezza che non avevo, Orion torn asedersi, stavolta non sulla sedia ma direttamente sulla coperta, al miofianco, mi pos la mano sulla spalla, stringendola appena,comeaveva fatto mio padre, anni addietro, prima di dirmi che Rufus, il miolupo, era morto, o di darmi qualche altra pessima notizia. Senti ilcuore perdere un battito, poi un altro, il respiro mozzarsi. Cercai ditrattenere le lacrime, dovetti chinare il capo per alcuni secondi perrecuperare un minimo di contegno; quando tornai a fissarlo, vidi Blackesitare a sua volta, mordersi addirittura le labbra.
Ragazzo...
Per favore... niente bugie...
La voce mi usc pi stridula e lamentosa diquanto avreivoluto, mi fermai subito, per recuperare il coraggio e dissimularemeglio, poi lo guardai di nuovo, facendo ricorso a tutta la mia rabbia,al mio orgoglio, volevo che capisse che non mi stavo lamentando, ma cheero furioso.
... non come il Preside... haaddirittura... permesso che un estraneo entrasse qui e...
M'interruppi ancora, non potevo parlare dei dubbi che avevo su me e suHerrengton nemmeno al mio padrino, perch non sapevo sevalessero ancora le certezze su cui avevo sempre contato.
Orion Black cos'? Un amico o un nemico? Ho costanta paura e tanta confusione dentro di me.
... si fingesse mio zio... manon era lui! Che cosa vogliono tutti da me e da Meissa?
Quell'uomo era Fear, Rigel:mi dispiace cheti abbia turbato, colpa mia, pensavo che sarebbe bastatocheDumbledore rimanesse qui con voi perch tutto andassebene...dovevo assicurarmi che tu e tua sorella steste bene. Per questo gli hochiesto di entrare e controllarvi
Perch? A qualetitolo...
Perch tu, i tuoifratelli e le tuesorelle siete i miei figliocci... e questo gi lo sapevi...mesifa, per, tuo padre mi ha anche nominato vostro tutorelegale,perci, in assenza dei vostri genitori, miprender iocura di voi... non so molto della Confraternita, per lo meno non lecose pi segrete e importanti, per questo mi sembratosaggio chiedere l'aiuto di un uomo come Fear...
Mi portai le mani bendate sulla faccia, incapace di respirare, ilsangue veloce m'imporporava e scaldava il volto. Avevo smesso diascoltarlo molto prima che parlasse di Fear, quella parola, tutorelegale ,aveva assorbito e annullato tutte le mie residue speranze: non pensavoche l'avrebbe detto cos, in maniera pulita, asettica,indiretta. Non sapevo come l'avrebbe detto, ma la veritallafine era stata svelata. Fu come prendere uno schiaffo in piena faccia.Chinai la testa e strinsi il lenzuolo. Respiravo male, volevo sapere,dovevo sapere, ma non ero forte a sufficienza.
Da quanto so... il tutorelegale intervienesolo quando... allora... pap e mamma... sono...
Significa SOLO... guardamiRigel... significasolo che finch la situazione non sar chiarita,pertutelarvi da chiunque avanzi pretese, io curer i vostriinteressi... Rigel... Rigel...
Mi fissavo le mani, pietrificato e ammutolito dalla disperazione.
Mi prender curaio di voi, come hopromesso ai miei migliori amici, vi tratter come vitratterebbero loro, tu e tua sorella non avrete che da chiedere ed ioprovveder... qualsiasi cosa...
Qualsiasi cosaCerto E miopadre e mia madre? Puoi forse ridarmeli? NO! Nessuno pu! Ocredi forse che m'importi qualcosa di tutto il resto? Che possabastarmi tutto il resto?
Mi morsi la lingua, immaginai lo sguardo severo che mi avrebbe rivoltola mamma se fosse stata presente, ma il signor Black, a parte lasorpresa per la mia mancanza di autocontrollo, alla quale di certo nonera preparato, non diede cenno di scomporsi o di volermi riprendere, fuanzi comprensivo.
Il resto niente,rispetto ai tuoigenitori, lo so... io ho promesso a tuo padre di fare di tutto pervoi... ma non serviva prometterlo o giurarlo o metterlo per iscritto...io VOGLIO fare tutto ci che posso tra l'altrointendocapire cosa successo alla tua famiglia e, se possibile,riportarla a casa... Tu per non dovrai perdere la speranza,Rigel... devi avere fiducia e... sostenere tua sorella!
Tornai a guardarlo, come si osserva un pazzo visionario, incapace dicomprendere le sue parole.
Speranza? Quale speranza?Ancora non sonulla, ma mi basta vedere Meissa, ridotta cos, e tutti voi,qui, con queste facce, questi silenzi... ed io... IO NON SONO UNOSTUPIDO!
No, non lo sei, sei grande eresponsabile,Rigel... per questo ti dir come stanno le cose. Tua sorella svenuta quando McNair l'ha aggredita tirandole addosso ilDaily Prophet, un giornale che si affrettato a mettere inprima pagina la notizia della morte dei tuoi, incolpandone vostrofratello, senza curarsi di verificarla, solo per vendere picopie. Meissa non ha neppure fatto in tempo a capire, si talmente spaventata, poverina, per colpa di quel maledetto... Glialtri? Beh loro sono qui, molto lontano da Londra... Che cosa ne sanno,a parte quello che hanno letto su quel giornale dinfimoordine?Io, invece, Rigel... io c'ero... e posso dirti le cose per come le hoviste e per come le conosco... alle conclusioni ci arriverai da solo:sei sveglio, ragiona con la sua testa!
Lo osservavo ancora sospettoso, ma mi sistemai bene, seduto nel letto,per fissarlo dritto negli occhi: quella speranza, che intuivo nelleparole e nello sguardo, forse mi avrebbe mandato fuori strada, eppureBlack mi aveva affascinato, incuriosito e, soprattutto, convinto, conquell'eloquenza particolare, quella che avevo ammirato tante voltequando battibeccava con pap. Orion era l'unico che riuscivaadavere la meglio, ogni tanto, con mio padre, ed io ridevoperchin quei casi Black si pavoneggiava per la propria arguzia e mio padre,piccato, l'apostrofava con titoli poco lusinghieri.
Stamani, dopo aver assistitoe testimoniatoal processo contro Williamson, tuo padre venuto da me, rimasto un po' a parlare poi tornato da tuamadre.Poco pi tardi Jarvis Warrington arrivato aGrimmauldPlace, pensando di trovarci ancora Alshain, con la notizia che ilWizengamot aveva scagionato Mirzam. Volevo dare la bella notizia dipersona, cos siamo andati a Essex Street, dove abbiamotrovatoil caos: Babbani feriti per strada, fumo che usciva da casa vostra, isegni di un'esplosione. I Babbani parlavano di fuga di gas ,ma in cielo c'era il Marchio.
Il Marchio del SignoreOscuro?
S. So a cosa staipensando, Rigel, ed quello che hanno dedotto subito i giornalisti. Loro,per, non hanno avuto il permesso di entrare in casa, ioinvecesono stato trascinato a forza dentro al 74 di Essex Street da AlastorMoody, l'Auror :ho visto glieffetti dell'esplosione e del fuoco con i miei occhi, dall'interno e davicino. Ora... tu sai cosa pensa tuo padre del SignoreOscuro,vero?
Secondo pap un impostore chevuole farsi passare per l'Erede di Salazar per appropriarsi del poteree assoggettare il Mondo Magico! Visto quanto accaduto aHerrengton... direi che ha...
Quindi sai che tuo padre inalcun modo sostiene n ha mai sostenuto quel Mago...
Non lo farebbe mai! Halitigato furiosamente con molti dei suoi amici perconvincerli!
Moody mi ha chiesto diriconoscere un corpotrovato in casa, era di un Mangiamorte: credo mi abbia messo allaprova, voleva studiarmi mentre scoprivo il Marchio sul bracciodell'uomo...
Voleva capire dalle tuereazioni sepap o Mirzam fossero Mangiamorte? Non lo sono dicerto!
Per questo quando ho visto ilmarchio su quel braccio mi sono tranquillizzato...
S, ma questo cosaprova? Nulla, a parte che ci hanno accusati ingiustamente diesserlo!
Nulla, Rigel? Pensaci...Hanno trovato dueMangiamorte, stecchiti. Due, capisci? Non capita molto spesso: standoalla cronaca nera, di solito, a morire, non solo loro, ma le vittimedei loro agguati. Questo prova, secondo me, che i tuoi genitori nonsono stati colti di sorpresa ma hanno combattuto, e ci sono buonepossibilit oggettive, non solo vaghe speranze, che sianoriusciti a scappare...
Che mamma e papabbiano combattutocome tigri, ci credo, ma... impossibile che se loaspettassero, pap non sarebbero mai rimasto a Londra sel'avesse sospettato...
So che questa laparte che ha menosenso per te, Rigel, ma tuo padre sapeva bene, da mesi, che il SignoreOscuro avrebbe colpito e che lo avrebbe fatto nella vostra casa menodifendibile, quella di Londra; dopo quanto accaduto a Herrengton e alMinistro Longbottom, era anche chiaro che la situazione sarebbeprecipitata presto. No, non sono discorsi da pazzo, i miei. L'ho vistocon i miei occhi approntare Passaporte e altre diavolerie perscappare... ha addirittura studiato come sfruttare aggeggi babbanicontro gli aggressori: usando la Magia in un locale in cuic'gas babbano si provoca un'esplosione... quella di Essex Street, come miha mostrato Moody, non stata un'esplosione casuale macontrollata e contenuta, affinch non ci fossero vittime traivicini babbani. Sai di Mangiamorte che avrebbero garantitol'incolumit dei tuoi vicini, Rigel?
Lo fissavo sconcertato, non riuscivo a capacitarmi di quanto mi stavadicendo.
I miei sarebbero statiattaccati mapap l'avrebbe previsto e avrebbe usato l'attacco percontrattaccare? Avrebbe volontariamente messo a rischio la mamma e imiei fratelli per... NO! Non ci credo! Non pu aver fattounafollia simile... nessuno riesce ad avere la meglio sul Signore Oscuro!Nemmeno lui! E poi... Dove sarebbero adesso?Perch nonsono venuti qua? E Mirzam?
Stando a Fear tuo fratello in fuga,con Habarcat e non so quali carte... che cosa voglia farne unmistero per tutti... stamani per c' statoviavai a casavostra, tuo padre doveva vedere degli uomini della Confraternita per lapiccola Adhara, forse i vicini babbani hanno scambiato uno di loro pertuo fratello. Quanto ai tuoi... il fatto che non si trovino per me indizio che sono riusciti a scappare: voi siete in salvo,qui,a Hogwarts, ma i vostri fratelli pi piccoli devono esseremessial sicuro, no? Possono nascondersi per questo... oppure sono feriti edevono curarsi prima di uscire allo scoperto o potrebbeessereinteresse di tuo padre far credere a tutti, per ora, che per lui siafinita...
La voce cambi di tono, pronunciando queste ultime parole.Michiesi se l'avesse fatto di proposito. Era successo questo? Mio padreaveva fatto scelte simili? No. Amava troppo la famiglia per mettere arischio la nostra incolumit nel tentativo di sbarazzarsi diunavversario... quanto poi a lasciare che soffrissimo per una menzogna,solo per nascondersi... no, non ci credevo, non era da lui...
O forse sono staticatturati...
S... anche questo possibile,Rigel: ci sono varie possibilit, alcune positive, altremeno,ma io non mi limiter a pensare alla soluzionepiscontata e tragica, solo perch lapisemplice... se non avr sostegno dalle Autoritnella miaricerca, indagher da solo, fidati: fin da subito, appenasar uscito da qui... te lo prometto... da parte tua,per... voglio che qualsiasi cosa dicano, tu non perda lasperanza... non farti prendere dallo sconforto, e stai vicino a Meissa,aiutala, perch... lei... cresciuta, in apparenza, ma... resta solo una bambina... ricordatelo!
Orion mi stamp addosso il suo sguardo profondo, mentreappoggiava la mano sulla mia spalla: mi percorse un brivido, mi sentiicome ipnotizzato, perch sentivo nelle sue parole le paroledella mamma e nei suoi gesti, i gesti di pap; mi chiesi sefosse un caso o fosse voluto, lo fissai, interrogativo, carico disperanza, il mio padrino per non disse nulla, silimitad annuire, in modo cos impercettibile che mi chiesi sefossesolo una mia illusione. Non lo era. Lo compresi quandoinizi adisegnare con la punta delle dita un ghirigoro sulla mia coperta: eroattento, vigile, pap lo faceva con me... eOrion glieloavevo visto fare mille volte con mio padre, sulle carte che leggevanoinsieme, o in riva al mare, sulla sabbia, al termine di conversazionifitte fitte. Di solito, pap cancellava subito i segni diOrione rispondeva con secche parole antiche, che non capivo. Mirzam dicevache ero ancora piccolo ma un giorno avrei saputo abbastanza gaelico danon farci caso, perch quelle, a meno che non fosse un lorocodice segreto, erano parole senza senso. E pap non facevamainulla privo di senso. Lo fissai, vidi le sue labbra muoversi conlentezza, mi stava dicendo qualcosa, ma io non sapevo leggere lelabbra. Feci no con la testa, allora disegn con le ditaun'aquila e una serie di Rune semplici sulle mie mani bendate. Stavoltacompresi.
Ituoi genitori e i tuoi fratelli sono vivi, li ho visti... ma per oradeve rimanere un segreto tra me e te...
Deglutii a stento, poi tornai a guardarlo negli occhi, facendomi delletacite domande.
Posso credergli? O anche Orion Black cerca solo di ingannarmi?
Ricordi quando solo tu ed ioabbiamo capitoche per salvare la vita di Sile e Mirzam la barca doveva restare inacqua, nella grotta di Herrengton? Ecco... fidati ancora una volta dime...
Mi si riempirono gli occhi di lacrime. Annuii, trattenendo il respiroper non scoppiare a piangere. Orion pareva improvvisamente sollevato,come se avesse combattuto a lungo con un dilemma e alla fine, una voltapersuasosi a dirmi la verit, si fosse liberato da unmacignosul cuore. Sorridendo incerto, mise due dita nel taschino del panciottoed estrasse un anello, pi che familiare, per me.
Questo dellamamma! Come fai ad averlo tu?
L'ho trovato a Essex Street.Devono averusato un trucco per convincere tua madre a toglierselo volontariamente,occorreva questo per aprire la porta di casa a un estraneo... ma quelloche importante, ora, ... Guarda la pietra! Setuopadre te ne ha spiegato i poteri, saprai che il diamante di Javannadifende il suo possessore, annerendosi piano piano e assorbendo dentrodi s i malefici che subisce, persino quando anello eportatoresono separati. Quando la pietra si annerisce completamente e sifrantuma, il possessore non pi difeso esubisce glieffetti delle maledizioni su di s, spesso morendo, se nelfrattempo non ha trovato un nuovo scudo. Questanello, comevedi, appena un po annerito, Rigel, e, rispetto aquando l'hotrovato, si sta addirittura schiarendo...
Avrei voluto avere le mani libere, per rigirarmelo tra le dita estudiarlo e assicurarmi che fosse vero.
Le condizioni diquestanello e ilfatto che l'Erede di Hifrig non si sia palesato, confermano che nonsono pazzo a sperare ancora, per questo tinvito ad averefiducia...
Mi aveva quasi convinto... Peccato mi avesse ricordato la storiadell'Erede: lui non ne era consapevole, ma io sapevo che l'Erede si eramanifestato, e quindi mio padre... Rabbrividii e mi fissai le manibendate; Orion a sua volta le guard per la prima volta e leprese tra le sue.
So perch haipaura... Hai avuto dellevisioni terribili, nel bosco, Rigel... Ti sei perso, sei stato male, tisei ferito... Dumbledore mi ha raccontato tutto... Mi hadettoche genere di timore hai avuto ed per questo che abbiamocontattato Fear. Ora ascoltami... Io c'ero, quando quella cosa accaduta a tuo padre: l'ho trovato io, l'ho portato insalvo esiamo diventati amici in quel momento. Nessuno a quei tempi, oltre noidue, Dumbledore e Dippet ha saputo la verit su tuo padre,cosagli accadde il giorno in cui tuo nonno ebbe il suo primo infarto. Hotrovato tuo padre in un bagno, in un lago di sangue, eppure non avevasegni di alcun tipo, n sulle mani, n altrove...La suapelle traspirava sangue e vita. Non il tuo caso, ragazzo!Guardati! Forza Guardati le mani!
Con un colpo di bacchetta fece scomparire le bende, mentre io cercavoinvano di sottrarmi. Nascosi le mani sotto le coperte, Black le ripresee mi chiese di guardarle: abbassai gli occhi, tremando, vidi che sottole bende c'era uno strato di garze intrise di sangue, lesolleve apparvero profondi segni, simili a graffi lasciati dagli artigli diun animale o dai rovi. Non riuscii a nascondere la sorpresa.
Ho temuto anchioche fossi come tuopadre: ero cos sconvolto che non sono voluto entrare, nonvolevo saperlo. Non mi rendevo conto che la verit eragi stata svelata a Herrengton.
Che cosa significa la veritera gi stata svelata a Herrengton ?
Non ora, ora devi riposare...Ne riparleremodomani... Mi raccomando, cerca di recuperare in fretta: ho bisogno diqualcuno che stia vicino a Meissa. L'ultima cosa che voglioche tua madre possa dirmi, quando torner, che sotto le miecurei suoi figli si sono smagriti, siamo intesi? Io ti porterpresto notizie...
Annuii, incapace di obiettare: cerano molte stranezze nelsuoracconto, come il riferimento a Herrengton, ero certo che non mi avessedetto tutto. Volevo credergli, per, ne avevo bisogno,volevopensare che la verit fosse quella e che tutte le bruttecosesuccesse quel giorno fossero scherzi crudeli della mia mente o ilfrutto della maledizione subita a Herrengton. Avevo sempre apprezzato imodi burberi e dissacranti del mio padrino e goduto del privilegio diessere il suo preferito, tra i miei fratelli, addiritturapi diMeissa. Eppure mai, come in quel momento, avevo sentito di volerglibene, profondamente bene. Mi abbandonai alla convinzione di essere alsicuro con lui, di avere di fronte l'unica persona, oltre ai mieigenitori, cui potessi affidarmi senza riserve. Avrei voluto che fosselui il mio vero zio. Ero cos frastornato, che persi ilcontrollo e lo abbracciai, cogliendolo di sorpresa.
E quando, a sua volta, il mio padrino mise da parte un po' della suariservatezza e mi pos la mano sul capo, in una carezzaimpacciata, mi arresi a un pianto liberatorio.
***
Meissa Sherton
Hogwarts, Highlands - dom. 16 gennaio 1972
Avevo il fiato grosso,come se avessicorso. Mi muovevo nella Foresta Proibita, immersa in una nebbiolinasottile, umida, che mi appiccicava i capelli sul viso. Era freddo: miportai le mani alle braccia, per scaldarmi, avevo solo il golfino delladivisa, nessuna giacca, nessun mantello, bench a terra,davantia me, ai piedi degli alberi, si ammassasse un leggero strato di neve.Mi girai attorno, cercando di capire dove fossi, finch ilprofilo alto e severo, massiccio, della Guferia emerse tra i ramispogli degli alberi, sopra di me. Stavo andando l, avevounalettera infilata nella tasca della gonna, una lettera da spedire, suldorso della busta c'era un nome, scritto con la mia calligrafia: MirzamSherton. Una lettera per mio fratello, una lettera che sapevo dovemandare, anche se per qualche strano motivo non lo ricordavogipi. La girai e rigirai, cercando di interpretare le Rune,chequa e l apparivano e sparivano, formando il nome di unluogo,che non vidi mai per intero: per quanto mimpegnassi, nonriusciia decifrare cosa avessi scritto.
Dove sei... Mirzam... Dove... sei... Mir zam...
Aprii gli occhi lentamente, con il nome di mio fratello sulle labbra.Ero cos coinvolta nella mia ricerca di un nome, che ci misiunpo' a capire che si trattava solo di un sogno e che ormai mi stavorisvegliando. Stentai ad accettare che non esistesse alcuna lettera,nessun indirizzo, nessuna novit, nessuna certezza. Delusa,m'imposi di richiudere gli occhi, non volevo svegliarmi, avrei potuto...
Se mi riaddormentassi, ricomincerei a sognare, saprei dov'e potrei... riabbracciarlo...
La luce del primo mattino, per, s'insinuava insistentesotto lemie palpebre, con dei tenui bagliori rosati, ben diversi dallaluminescenza verde argento cui mi stavo abituando nella mia camera, neisotterranei degli Slytherins. Sentivo la consapevolezza, semprepi decisa, vincere sul sonno. Aprii completamente gliocchi,senza comprendere subito dove mi trovassi, sopra di me non c'era unbaldacchino ma un alto soffitto di pietra, che ricadeva gi,attraverso sottili ricami di conci e slanciate colonne, fino a terra.Attorno a me, gli oggetti emergevano poco alla volta dalle ombre,mentre le pozze di oscurit si ritraevano negli angoliremotidella stanza: ero circondata da due lunghe file di letti separati dapiccoli comodini, i separ erano addossati alle pareti e infondo alla stanza c'era un enorme armadio con le ante vetrate, dietrole quali intravvedevo file e file di pozioni.
L'Infermeria? Che cosa ci faccio io qui? Quando ci sono finita?Perch...
Non ricordavo di essermi fatta male, non mi sembrava nemmeno di sentireda qualche parte un dolore fisico. Quando per la coscienzasirisvegli del tutto, vincendo l'intorpidimento del sonno, ildolore, quello che ti toglie il respiro e la vista, il dolore vero,quello capace di piegarti con la sua devastante potenza,piombrapido su di me, travolgendomi come un'onda di piena. Sentii mancarmiil respiro e un peso enorme mi si piazz sul cuore, quando,davanti ai miei occhi, riapparve il ricordo della prima pagina di ungiornale, su cui erano impresse poche lapidarie parole.
STERMINATALINTERA FAMIGLIA SHERTON
Nient'altro. Non ricordavo altro, dopo. Il mondo si era interrotto inquell'istante, era svanito all'apparire di quelle parole, come nelsogno svanivano le indicazioni per ritrovare mio fratello... Alcontrario delle parole sulla lettera, per, la frase sulgiornale era comprensibile.
E rimarr impressa nella mia anima.
Per sempre.
Il dolore mi aveva sopraffatto la sera prima senza che fossi capace direagire, ora riemergeva, un leone furioso che mi sbranava pezzo apezzo: io ero una statua, inanimata e fredda, a parte le calde lacrimeche mi bagnavano il viso, mi chiudevano il naso, ammorbavano di sale lamia bocca. Serrai forte il lenzuolo con le dita, me lo tirai su, soprala testa, come se bastasse a isolarmi dal ricordo, mentre le mielabbra, mute, si piegavano nello strazio di un urlo sordo. Poi scoppiaia singhiozzare, singulti sempre pi veloci e violenti, morsiilcuscino, graffiai le lenzuola, scalciai, finch restai conilrespiro mozzato e dalla mia gola inizi a emergere solo unuggiolio cupo e ininterrotto.
Meissa...
Sentii pronunciare il mio nome mentre qualcosa, una mano forse, mitoccava la spalla, attraverso il lenzuolo: ricordai il ghigno diMcNair, le sue urla, i suoi insulti, la sua spinta per farmi cadere aterra, la soddisfazione con cui mi aveva tirato addosso il giornale.Alla disperazione si aggiunse la paura, cercai di sottrarmi ma mi eroabbozzolata cos tanto nel lenzuolo da non riuscire aemergereda quel dannato letto, l'unica cosa che riuscii a fare fu nascondere lafaccia nel cuscino.
Meissa! Sono io... Sirius...
Sentii bene Sirius ,tutto ci che disse dopo, per, per merest privodi senso, indefinito. Percepivo solo quella mano, sulla mia spalla, chesi attardava su di me in un gesto delicato, circospetto, desiderosa diinfondermi calore e coraggio, e al tempo stesso esitante, incerta, suci che si dovesse fare in un momento simile. Non sapevo seanche quello fosse un sogno, se fosse unillusione nata dallamiamente per confortarmi e poi spingermi di nuovo nella disperazione, masmisi di piangere e concentrai tutta la mia attenzione l,suquel ritaglio di lenzuolo che divideva la mia pelle dalla sua. La miaesitazione, oltre a darmi il tempo di riprendere a respirare,sembr dargli coraggio: lenta, la mano si spostfino aprendere il lembo del lenzuolo e sollevarlo un poco, sentii l'aria chemi sfiorava il viso, attraverso la cortina di capelli che mi si eranoarruffati sulla faccia, misti alle lacrime. Ancora pileggera etitubante, la mano si pos sulla mia testa, in una carezzagentile, di chi sa che la cosa giusta da fare, per lenireildolore, ma che ha timore nel farlo, perch non statoabituato a ricevere conforto. La sentii tornare indietro, scivolaresino alla scapola che spuntava dalle coperte e fermarsi l,proprio come faceva il mio padrino con pap, quando qualcosalopreoccupava e voleva incoraggiarlo, ricordandogli che poteva contaresempre sulla sua amicizia.
Sirius...
Era proprio lui, era proprio Sirius, non si trattava di un sogno, diuna crudele illusione, lo compresi da quel piccolo gesto, prima ancoradi vedere e riconoscere le sue mani. L'educazione ricevuta mi fecevergognare per aver ceduto al dolore di fronte ad altri e immaginai cheanche per lui, educato al controllo in maniera molto piossessiva di me, quella situazione dovesse essere fontedimbarazzo. Mi passai la mano sul visoasciugandomi allameglio le lacrime e scansandomi i capelli, poi, con gli occhi gonfi ela bocca ancora tremante, mi voltai a guardarlo. In piedi, proteso sudi me, Sirius mi fissava, tremava un poco anche lui, gli occhi resiquasi neri dalla preoccupazione per me, il volto pallido di chi stato a lungo in apprensione. Di colpo ricordai, lui edio, aHerrengton, poche ore prima della partenza per Hogwarts, latrepidazione con cui attendevamo il nostro destino, la paura che miattanagliava il cuore e lui, Sirius Black, pronto a promettermi la suaeterna amicizia.
Promettimi che, qualsiasi cosa succeder domanisera, saremo sempre amici, Sirius...
Te lo prometto!
Anche se sar uninsulsa Ravenclaw e tuuno Slytherin, daccordo?
Qualsiasi cosa saremo, saremo sempre Sirius e Meissa, soloquesto. Promettilo anche tu!
saremo sempre Sirius e Meissa, solo questo
Bast quel solo istante per riscaldare il mio cuoresofferente,per ricordarmi che non avevo di fronte qualcuno di cui temere ilgiudizio, ma un amico, un vero amico con cui condividevo da tempocomuni affetti, comuni ricordi felici e spensierati. E ora lo stessodolore. Sirius non aspett che l'invitassi, si sedette sulmioletto, vicino a me, pronto a prendermi la mano e farci coraggioinsieme, io, per, cogliendolo di sorpresa, mi abbandonaitra lesue braccia, nascondendo il viso nell'incavo del suo collo, eriprendendo a piangere, in silenzio. Non pot far altro chesorreggermi e consolarmi.
Meissa! Guardami... nonpiangere... ho tante cose da dirti...
La mano torn ad accarezzarmi esitante i capelli, senzaottenererisultati, io restavo immobile, non lo ascoltavo, sprofondata traquelle braccia che mi reggevano impacciate, finch mistacc da s, gentile ma deciso. Lo fissai,interdetta,vedendo che il mio dolore non si specchiava nei suoi occhi, c'era anziuna luce strana, incomprensibile, inadatta.
Com'possibile? Anche Sirius ha perso mio padre, in questo orrendo giorno!
Meissa, non piangere...ascolta... la storia un po' lunga ed io mi devo sbrigare ad andarmene, primachetorni pap e che la Pomfrey capisca che ho passato la nottequi,vicino a te...
Tuo padre? Tu? Qui? Comequi?
Gli apparve per un istante uno di quei sorrisetti sghembi, che assumevaquando ne combinava una delle sue, fece di tutto per nasconderlo, vistala seriet del momento, ma doveva sentirsi molto orgogliosoperaverla fatta in barba agli adulti. Lo fissai seria e lui, imbarazzato,riprese il discorso.
Ieri sera, quando ho letto ilgiornale, sonosceso in Infermeria. C'era molta confusione lungo il corridoio, tuttivolevano sapere come stava tuo fratello, cos sono riuscitoaintrufolarmi: quando hanno fatto irruzione, nessuno ha badato a me. Misono tenuto tra le retrovie, poi sono scivolato dietro quell'armadiolaggi, ho aspettato che gli altri se ne andassero e che laPomfrey si chiudesse nel suo studio. A quel punto, ho approfittatodella luce scarsa delle candele, per avvicinarmi al letto accanto altuo e scivolarci sotto.
Lo vidi esitare, passarsi la mano sugli occhi, sistemarsi i capelli,come faceva sempre quando stava mentendo, poi riprese a fissarmi, serioe amareggiato: aveva capito di non avermi convinto.
Ho avuto fortuna... se sonoancora qui perch non mi ha visto... E restandonascosto... tu nonimmagini cosa sono venuto a sapere! Quando il Preside, mio padre e tuo zio sono entrati...
Aspetta... Mio zio? Vuoi direPhelan Llywelyn? Qui? Mi stai prendendo in giro, Sirius?
No... Era un uomo che ilPreside ha chiamatoper tutto il tempo Phelan Llywelyn e che si preso cura divoi,ha tirato fuori degli intrugli strani e ha salmodiato in gaelico comefa tuo padre durante i riti, poi ha disegnato sulle mani di tuofratello... e prima ancora... sulle tue...
Non credevo a mezza parola, non avevano senso: mio zio non andavad'accordo con i miei genitori e non era neppure venuto al matrimonio diMirzam, non faceva parte della Confraternita, non era un Mago del Norde si faceva addirittura beffe delle nostre tradizioni. Per convincereSirius delle assurdit che stava dicendo, sollevai le mani,mettendole bene in luce, perch vedesse che non c'eranonuovisegni. Quasi gridai, quando mi accorsi di tante piccole Rune su dita,dorsi e palmi.
Visto? Era di sicuro un MagodellaConfraternita. Meissa, ascolta: ho fatto una promessa, quindi, anche sevorrei, una parte di questa storia non posso dirtela... ma devi saperetutto quello che ti riguarda: una persona ha assistito a una discussione tra mio padre e il Preside e quando sonorimasto chiuso qui dentro, ho visto con i miei occhi che quello che miha detto la verit...
Lo guardai titubante, sapevo che mi stava mentendo ma ero anche presadalla sua agitazione e dal suo entusiasmo, dovevo capire, quindi decisidi dargli fiducia e scoprire che cosa avesse in mente.
Quello che non puoi o nonvuoi dirmi chi li ha spiati? questo che stai dicendo,giusto?
S, ma conoscerequel nome non tiserve. Se vuoi, puoi pensare che a spiarli sono stato io.
Data la premura nel proteggere l'informatore e dicendo pensa che a spiarlisono stato io ,mi convinsi che fosse stato Potter, ficcanaso com'era, a scoprirequalcosa che aveva messo tanto in agitazione Sirius. Mi rilassai unpoco: potevo capirlo, James stava diventando un amico importante perlui, soprattutto dopo la reazione negativa dei Black al suoSmistamento, e ponendomi nei loro panni, anch'io, se Sirius mi avesseconfidato un segreto, l'avrei difeso con le unghie e con i denti. Unpo' come avrei fatto per qualsiasi cosa riguardasse Rigel o Mirzam. Loinvitai a continuare.
Il Preside ha ricevuto lavisita di tuozio ,contemporaneamente, arrivato mio padre, secondo il qualequell'uomo non poteva essere Phelan, a quel punto l'hanno affrontatoinsieme... Qui c' un buco nella storia, si son chiusinell'ufficio del Preside e laspia non ha potuto vedere altro...
avvenutonell'ufficio del Preside? impossibile, ho visto quell'ufficio, so com'fatto ilcorridoio che porta nell'anticamera! Sirius... No... No, hai ragione,ti ho promesso di non fare domande ma... solo perch sei tu,unpazzo che ha passato la notte sul pavimento per me!
Mi sorrise e mi prese la mano tra le sue, mentre io, per qualcheastruso motivo, nel guardarlo negli occhi, mi sentivo pervasa da unastrana trepidazione e dall'assurdo desiderio di essere ottimista.
Mentre ero nascosto qui, ilPreside entrato con quest'uomo, intabarrato in un mantello, ha mandato viatutti, ha sigillato la porta, dopodich tuo zio ti ha inciso le Rune. Quando andato da tuo fratello, hatrafficato sulle sue mani per un paio di ore, se non di pi.All'inizio Rigel gli ha urlato contro, poi si calmato enon si pi svegliato. Vi ha incantati davanti aDumbledore, ilche significa che quell'uomo, quando l'hanno affrontato, deve averdetto qualcosa a mio padre e al Preside tale da essere riconosciuto econsiderato da loro degno di fiducia.
D'accordo... vai avanti...
Quando ha finito, l'uomo hadetto a Dumbledore, diteglici su cui ci siamo accordati, e i ragazzi non avrannoproblemi... E aspettate il segno,prima di agire, perch a breve avrete mie notizie daHerrengton .Quindi se n' andato, ed entratopap... Miopadre ha parlato con Dumbledore come se lo sconosciuto fosse Fear maio, Meissa, Fear l'ho visto e quell'uomo, quando la Polisucco ha smessodi funzionare, non era lui. Aveva il cappuccio, vero, l'ho visto dalontano, certo, per pochi istanti e nella penombra, ma era moltopi giovane, con la barba e i capelli scuri edera anchemolto pi alto tra l'altro, che motivo avrebbeavuto dipresentarsi Polisuccato?
Rigel una volta mi ha dettoche Fear ricercato, quindi... secondo te chi poteva essere?
Tuo padre, Meissa! Chi altri?Chi deve nascondersi dal Lord Oscuro che gli sta addosso?
Sirius aveva lo sguardo radioso e un sorriso che non gli vedevo daigiorni passati a Herrengton: all'improvviso capivo il suo entusiasmo,la sua voglia di aspettare tutta la notte sotto il mio letto perparlarmi, e perch il mio dolore non si specchiava sul suovolto. Rimasi attonita, sospesa tra incredulit e speranza.Nonsapevo nulla, non avevo idea se le sue parole fossero dettate da unavana supposizione o fosse fondata su fatti certi, ma mi ritrovai adabbracciarlo per la felicit e nell'abbraccio che ricevettiincambio, sentii tutta la sicurezza e il conforto di casa. Ero felice.
Oh, Sirius... ti prego...dimmi che la verit, ti prego!
Sull'identitdell'uomo non ho prove,ma c' molto di pi... Pap entrato, haosservato prima te, poi ha chiesto a Dumbledore di restare solo conRigel, ma prima hanno litigato ...
Come litigato?
Secondo il Preside,pap ha visto ituoi ma non voleva dirvelo, cos gli ha ricordato chequalsiasipromessa avesse fatto, aveva il dovere morale di dirvi laverit; pap lha mandato al diavolo,poi,per successo qualcosa di strano. Quando Rigelsi svegliato, ha chiuso le porte, ha lanciato i Muffliato ehamesso un paravento, che in parte mi ha ostacolato la visuale ed io nonho sentito n visto bene tutto tutto... Rigel era agitato escettico, all'inizio, ma quando pap gli ha messo una manosullaspalla e ha detto di te qualcosa come sembra cresciuta ma solo una bambina ...
Salazar! Ha detto propriocos? Quellesono le parole che dice sempre la mamma... gliele dice perrimproverarlo quando mi d il tormento... Oh Sirius...Sirius...ti prego... gli ha detto cos?
La bocca ricominci a tremarmi, mi si riempirono gli occhidilacrime, e iniziai a vedere tutto appannato, mentre il sorriso di Blackdiventava sempre pi sicuro ed entusiasta.
Tuo fratello ha reagito comete... allorapap gli ha scritto con le dita sulla coperta
Oh Sirius... anchepap lo fa... quando stiamo male... anche pap lofa...
Ripresi a singhiozzare, di felicit, e non avrei dovuto,rischiavamo che la Pomfrey ci sentisse.
Alla fine tuo fratello loguardavaesterrefatto, felice ma incredulo e mio padre... beh gli ha dettoqualcosa sulla barca e la grotta di Herrengton ma non ho capito cosavolesse dire. Tuo fratello gi si fidava di lui, quandopap ha tirato fuori qualcosa dalla tasca, un anello credo,Rigel l'ha guardato a lungo, hanno discusso ancora, su qualcosa chepreoccupava tuo fratello... allora pap gli ha tolto lebendedalle mani, tuo fratello all'inizio non voleva... alla fine,per pareva sollevato e ha abbracciato mio padre e simesso a piangere come te. Quando pap andatovia tuofratello sorrideva, Meissa... TUO FRATELLO A QUEL PUNTO SORRIDEVA! Comefaceva a sorridere, a meno che pap non avesse dato ascoltoalPreside e non gli avesse detto di averli visti vivi?
S... hai ragione,Sirius... nonpu essere andata che cos... O Sirius...grazie...grazie...
Mi diedi un pizzicotto su un braccio, tanto forte da farmi un livido,temevo fosse solo un sogno. Era vero, invece, io ero sveglia e Siriusera sincero, si capiva da come gli brillavano gli occhi: era felice,credeva con tutto se stesso a quello che aveva visto e sentito.
No,non un sogno, Meissa, la realt! il brutto sogno a essere finalmente finito!
Volevo restare abbracciata a Sirius, condividere gioia e speranza,anche se in tutta quella storia sentivo che c'era ancora qualcosa diconfuso e lacunoso. Non dubitavo della sincerit di Sirius,madella sincerit di quanto aveva visto. Non credevo infattichemio padre fosse arrivato a Hogwarts e ci avesse curato senza farsiriconoscere, non era da lui... ci avrebbe fatto promettere di tenere ilsegreto, certo, ma se fosse stato lui, si sarebbe fatto riconoscere eci avrebbe consolato. Non credevo nemmeno che Fear avesse corso ilrischio di entrare a Hogwarts solo per noi due, visto che a Herrengtonaveva quasi condannato Rigel a morte certa, se non fosse stato perOrion Black... Mi chiedevo chi potesse essere il nostro misteriosoguaritore, finch di colpo ebbi un'illuminazione.
Salazar! Non erapap... NO!C' un'altra persona che ha buoni motivi pernascondersi!
Chi?
Mio fratello! Mirzam! Eralui! tornato! L'ho anche sognato, sai? Ho sognato che gli spedivo unalettera... e lui era qui... davvero! Oh Sirius, ero certa che sarebbetornato da me!
Pensavo che Sirius avrebbe condiviso anche quella mia gioia, invece,rapido, si sottrasse al mio abbraccio e abbass lo sguardo;attesi una spiegazione che non arriv, non capivo cosaavesse.
Spero tu abbia ragione e imiei venganopresto a Hogwarts a dissipare tutti i dubbi. E che questa storia siadichiarata falsa, sia chiusa e dimenticata. Doveva essere un giorno difesta, Sirius... Ieri stata riconosciuta l'innocenza dimiofratello! Non vedo l'ora di riabbracciare Mirzam!
Gli raccontai il mio sogno, con la foga e la speranza che aspettavanoda settimane di liberarsi, sicura che il suo silenzio celasse solo iltimore che mi sarei fatta del male, sperando e rimanendo delusa.
E ora lui tornato; il Preside mi hadetto tutto, prima che McNair mi aggredisse... Mio fratellostato scagionato... Nessuno voleva credermi ma io ho sempre saputo cheMirzam era innocente... e lui, appena ha potuto, tornatodame! Ha mantenuto le promesse, come sempre!
Sirius si alz dal letto e si allontan da me,dandomi lespalle. Lo fissai, interrogativa, lo sguardo che mi rimand,quando torn a voltarsi verso di me, mi diede i brividi,tantoera fiammeggiante .
NO! Mi dispiace, Meissa, mastavolta ti sbagli!
S'interruppe, era furibondo, si vedeva da come gli tremavano le spalleed io non capivo perch. Mi scrut a lungo, sipass la lingua sulle labbra, cercando di riprendere lacalmaprima di parlare ancora, forse valutando le conseguenze di quanto stavaper dire. Poi abbass gli occhi.
Meissa ascoltapreferivo non dirtelo,ora per non giusto... che titorturicos... il Preside ha detto a pap cheFear hascoperto perch tuo fratello non venuto da voi,dopo i fatti di Herrengton... stava male...perch... lui... l'Erede di Hifrig Fear ha deciso dispostare laFiamma per evitare che riuscisse a prenderla... Meissa, te lo giuro! Iol'ho visto con i miei occhi... tuo fratello mi ha preso l'anello di tuopadre per darlo a Rodolphus Lestrange! Ora... pare che la Fiamma ecerte carte di Doire siano sparite ed sparitoanchelui e le dar o le ha gi date alSignoreOscuro!
Sono solo calunnie efalsit, Black! Non puoi crederci davvero!
Ragiona... mio padre aveval'anello di tuamadre... solo con quell'anello un estraneo poteva aprire la porta dicasa vostra... a chi altri tua madre avrebbe aperto la porta conassoluta fiducia, a Londra? A chi altri avrebbe dato volontariamente ilproprio anello, se non a suo figlio?
NO! NON VERO! TUNON CONOSCI MIO FRATELLO! NON FAREBBE MAI UNA COSA SIMILE,MAI!
SMETTILA DI DIFENDERLO, DISTARE MALE PERLUI, QUELLO NON MERITA IL TUO AFFETTO! NON MERITA L'AMORE DELLA TUAFAMIGLIA! VI HA TRADITO! TUTTI! LUI CHE HA PORTATO LAFIAMMAAL SIGNORE OSCURO! MILORD ORA PU UCCIDERE TUO PADRE E TUTTIVOI, PERCH IL FUTURO SIGNORE DI HERRENGTON DALLA SUAPARTE!
Schiaff
Che cosa sta succedendoqui?
Madame Pomfrey, attirata dagli schiamazzi e dalla confusione, erauscita dal suo studiolo proprio mentre mi alzavo in piedi sul letto perdare uno schiaffo a Sirius Black, che mi sibilava contro, a pochi passida me. Volevo farlo tacere, mettere un freno a quel fiume di parolepiene d'odio. E alle mie lacrime, che mi scorrevano incontrollabili sulviso. Non era la prima volta che sentivo qualcuno blaterare cose similisu mio fratello, ma non mi aspettavo che a dirmele con tutta quellacattiveria fosse Sirius. Mi sentivo tradita e incompresa dall'unicapersona che, in quella scuola, al pari di Rigel e me, conosceva Mirzam.
No, non pu credere a simili bestemmie...
Capivo chi non l'aveva mai conosciuto, ma Sirius... Sirius e Regulusavevano vissuto con noi a Herrengton, l'avevano visto, frequentato,sapevano che Mirzam era pi riservato di Rigel, vero, ma erabuono e gentile.
tuttacolpa di quel dannato Potter da quandoquellidiota disuo padre ha detto di aver visto mio fratello uccidere un Auror ancheSirius lo considera cattivo non conta nulla che persino ilWizengamot labbia scagionato NO!Perch il suoPotter gli ha fatto il lavaggio del cervello!
Il dolore per quel tradimento mi rese muta, pietrificquelloche sentivo dentro di me rendendomi incapace di esprimere la delusione,la paura e la desolazione che mi stavano travolgendo... non potevomettermi nei suoi panni, pentirmi di quel gesto inconsulto e chiedergliscusa. Non ci riuscivo. E non potevo dire nulla di quello che provavo aSirius, perch, se si considerava amico, doveva capirlo das... se non ci riusciva, allora non aveva mai capito nullanemmeno di me, non solo di Mirzam...
Lo guardavo, delusa, offesa, tradita. E aspettavo.
Semi vuole bene,deve bastargli il modo in cui lo sto guardando per comprendere quantomi ha fatto male, quanto il mio schiaffo sia nulla rispetto a quelloche ha fatto lui a me...
Era tutto chiaro, nella mia mente, ma non in quella di Sirius. Siostinava a restare in silenzio, la mano sulla guancia rossa, fermonella sua ottusa posizione di unico detentore della verit,incapace di capire. Senza alcuna volont dicapire presodal suo orgoglio di Black.
Vi ho chiesto che cosa stasuccedendo! Signor Black che cosa ci fa qui a quest'ora?
Restammo in silenzio, a fissarci, io in lacrime, Sirius impietrito,offeso, fermo nella convinzione che il mio gesto fosse immotivatoquanto ingiusto. Senza ascoltare le parole della Guaritrice, senzacurarsi della punizione che avrebbe rimediato, ancora una volta, cidiede le spalle, muto, continuando a fare no con la testa, con passosempre pi rapido, fino a mettersi a correre tra gli ultimiletti, diretto all'uscita. Lo guardai sparire oltre la porta: non sivolt nemmeno una volta.
Ed io mi ributtai sul letto, scoppiando in lacrime, inconsolabile.
***
Mirzam Sherton
Vysok Tatry,Cecoslovacchia - dom. 16 gennaio 1972
Qual il messaggio? E non mentire, Fear! So checosa hanno visto i miei occhi! Conosco quel Patronus! Mia madre non cicontatterebbe mai se non fosse per una ragione molto seria!
Ero entrato nella tenda, rapido come un temporale estivo, ma non avevofatto in tempo a udire nulla, il Patronus si era gidissolto nellaria; Fear mi aveva sentito ma sembrava nonvolersi curare di me, era rimasto al suo posto, a rimestare il fuocodel braciere, dandomi le spalle: non sapevo se avrebbe continuato a farfinta di nulla, per esasperarmi e provocare una mia reazione scomposta,o mi avrebbe accolto con una delle sue solite bugie. In entrambi icasi, ero pronto ai suoi colpi bassi.
Lanciai alcuni Muffliato attorno a noi, quella questione andava risoltain privato, e prima di avvicinarmi e iniziare a pressarlo, guardaifuori, per assicurarmi che fossimo soli, temevo che Margareth fossegi rientrata passando da dietro e fosse pronta a darglimanforte, ma non c'era anima viva neanche all'esterno. Assicurato ilperimetro, studiai linterno: sull'altro lato della tendarispetto a me, di fronte al braciere posto al centro, ceranola cassapanca usata come tavolo da lavoro dal vecchio con sopra lapergamena, che mi aveva portato a commettere il mio primo omicidio, eun paio di luci galleggianti che si muovevano a mezz'aria, per metterea fuoco i geroglifici di Rune. Completava il tutto un paio deglistrumenti che avevo visto Fear usare molte volte, un ingranditoresferico e delle lenti simili agli occhiali da vista di mio padre: nonavevo mai fatto commenti, in quei giorni, sulla proverbiale vista dafalco di Fear, che evidentemente non era pi quella di unavolta, e non era il caso che iniziassi a farli in quel momento.
Il vecchio continu a far finta di non avermi sentito, io miavvicinai cauto, la bacchetta in pugno, in allerta: non lo vedevo involto e, conoscendolo, immaginavo avesse il solito sordido ghigno e chesi preparasse a colpirmi, insultarmi o umiliarmi; sapeva quanto mimandasse in bestia, quanto gli fosse facile, grazie al mio temperamentoimpulsivo, farmi cadere nelle sue trappole che miravano a dimostrarequanto fossi inetto, irresponsabile e immaturo. Di motivi per pensarlo,daltra parte, ne avevo dati parecchi a lui e a tutti quelliche si ostinavano a restarmi vicino, perci non potevoaspettarmi nulla di diverso.
Avvicina quella cassa esiediti, versati un po' di Firewhisky e non fare o direstronzate!
La voce era ruvida come al solito, ma non aveva la consueta arroganza,sembrava stanca e provata. Avrei dovuto spaventarmi, la presenza delPatronus prima e ora quei suoi modi mansueti non facevano presagire nulla di buono, fui colto invece da una calmainusuale: non provai ad assaltarlo con domande a sproposito ma accolsiil suo invito, mi misi seduto, vigile e pronto, in attesa delle suerisposte. Fear si volt e il suo sopraccigliorivel quanto fosse sorpreso di vedermi tanto ubbidiente, manon disse altro, mi venne incontro, mi super e si diresseallingresso: era pallido e, dal modo in cui stringeva labacchetta, molto turbato.
Aspetta qui... Non siamosoli...
Un brivido mi percorse, mi alzai di scatto intenzionato a portarmivelocemente nellaltra tenda, quella in cui riposava Sile,per difenderla, ma Fear mi fece cenno di stare calmo,sollev il tessuto e lasci entrare un grossogatto selvatico, che sembrava essere a casa propria: lesto si diresseverso il fuoco e, appena mi fu vicino, si scroll ilnevischio dalla pelliccia tigrata, bagnandomi i piedi.
Un gatto? Tuttaquestagitazione solo per un gatto, Fear? Di grazia...
Infastidito, il gatto salt sulla cassapanca, doveinizi a pulirsi, ricompattando via via il pelo con lalingua e fissandomi con espressione impudente, mentre si occupava delsottocoda, davanti a me.
Lascia stare il gatto,Sherton! Volevi sapere le novit? Lord Voldemort haattaccato la tua famiglia a Londra: stando al Daily, la tua famiglia stata sterminata e a guidare il commando ceritu. Nello stesso giornale, in piccolo, si parladellarchiviazione delle accuse a tuo carico decisa altermine del processo Williamson
La curiosit per il felino, che avevo iniziato adaccarezzare sulla schiena e dietro alle orecchie - lamoreper i gatti era uno dei principali tratti in comune che avevo con miasorella - mi abbandon all'istante, sentii un senso di geloprendermi allo stomaco e brividi di paura salirmi lungo la schiena.Riuscii, per, a non dare di matto, come avrei fatto appenapoche settimane prima, limitandomi a serrare le mani sulla cassapanca,cos forte da sentire le unghie conficcarsi nel legno.
Che cosa hai detto? Cosadiavolo significa? Che stupido scherzo mai questo?Fear
Il vecchio mi lanci unocchiataccia inquietante:il suo ghigno era ancora pi orribile quando si compiacevacon me di qualcosa, addirittura peggiore di quando mi disprezzava e inquel momento si vedeva che tratteneva a stento una risata malvagia esoddisfatta. Io mi misi subito sulla difensiva.
Questa vita inizia a fartieffetto, mioprincipe ! Ahahahah non hai remore a togliere dimezzo un problema... certo quando imparerai afarlo in maniera pulita e senza costringere i compagni a occuparsi deipesi morti, sar molto meglio e ora non partipi nemmeno, lancia in resta, come un pazzo esagitato dietroquelle che sono chiaramente stronzate! Sei davvero tu?
Non ammorbarmi con le tue distronzate, Fear! Conosco quel Patronus, di mia madre, se arrivato qua, significa che lei viva...Spiegami piuttosto che cosa sta succedendo!
I tuoi sono stati attaccati,ieri, a Londra merito di quel traditore di Emerson! Se lasono vista brutta ma sono ancora vivi e la tua famiglia gi riunita, sana e salva... dico bene,Jarvis?
Sotto i miei occhi, il gatto salt gi dal tavoloe si mise in piedi, riprendendo sembianze umane. Confuso, guardai ilnuovo venuto, poi sorrisi come un idiota, un poperch le ultime parole di Fear mi avevano tolto il senso dioppressione che mi aveva appena buttato addosso, un poperch non ne potevo pi di Fear e vedere unafaccia diversa, una faccia amica, era piacevole e strano.
Non avrei mai detto, anni fa, che sarei stato cos contentodi vedere Warrington
Certo non immaginavo nemmenoche avrei passato la luna di miele facendo campeggio conFear
Salazar... sei un uomo dallemille sorprese, Warrington... sei anche Animagus, adesso?
Piano con le conclusioni,Sherton: Jarvis non un Animagus, uno deinostri Animorfi!
E a questoraavresti potuto esserlo anche tu, testone di uno Sherton, se non avessiperso tempo dietro alle teorie inqualificabili di certi impostori e dicerti amici snobbando le cose serie!
No Sei tu ilsecchione, pieno di geni Ravenclaw madimmi cosa ci fai tu qui? Come sai cheFear perch lui dovrebbe sapere dove siamo ecome trovarci?
Jarvis non mi rispose, mi stava studiando, forse valutava quanto fossidimagrito o mi considerava un cavernicolo, per la barba inselvatichitae i capelli cespugliosi; a guardarlo bene, neanche lui era conciato nelmigliore dei modi, non aveva il solito aspetto da dongiovanni gaudenteche si dava ai piaceri della vita comoda. Dagli occhi stanchisospettavo che avesse avuto una giornataccia anche lui e mi chiesi se,senza che io ne sapessi nulla, mio padre avesse affidato una missioneanche a lui. Col carattere morbido che aveva non potevano avergli chiesto di sporcarsi le mani con ilsangue dei nemici ma ci sapeva fare come diplomatico ,lavevo visto allopera, tramando per me e Sile.
Sedavvero ha un compito del genere non deve essere un lavoromolto pi leggero del mio, guarda quelle ombre scure comegli scavano la faccia
Allora? Nessuno mi risponde?Perch Jarvis Warrington sa che ci troviamo qui?
Li vidi scambiarsi unocchiata complice, poi, mentre Feartornava a rimestare il suo dannato fuoco, Jarvis estraeva dal suomantello una copia di un giornale. Glielo strappai di mano facendoglicapire quanto fossi irritato dal loro silenzio.
Vi ho portato una copia delDaily, ma le notizie sono incomplete e ormaivecchie sono qui per le novit IlMondo Magico ora crede che gli Sherton siano morti, inrealt, Doims ha portato in salvo tua madre adAmesbury mentre i bambini sono stati presi da Malfoy e tuo padre daiMangiamorte
Che cosa? Merlinosantissimo... mi stai dicendo che questa follia accadutadavvero?
Calmati, Mirzam... gi passata... Ho seguito Black fino adAmesbury, come mi avevi consigliato tu, Fear hai ragione,quelluomo deve essere tenuto docchio, Alshain hacommesso una leggerezza confidandogli parecchi, troppi segreti, temo...
Ora non esagerare,Warrington! Non ti allargare! Il fatto che Sherton ti abbia scelto perricoprire questo ruolo - e secondo me non sei nemmeno la personapi adatta - non ti d il diritto di sindacare sudecisioni che risalgono a prima ancora che tu nascessi
Si pu sapere dicosa diavolo state parlando? Quale ruolo? E cosa vorresti insinuare suOrion Black? Io metterei la mano sul fuoco per quanto riguarda il miopadrino! molto diverso da tutti gli altri!
Questo sicuro!Sono anni che mi occupo del frutto della sua diversit" !Ahahahah Black? Puah!
BASTA! VOGLIO DELLE RISPOSTE!E tu smettila di dire stronzate su Margareth! O giuro che ti rispediscoa Herrengton calci in culo!
Mi guardarono interdetti, mentre, stretti i pugni, li battevo sultavolo e urlavo loro contro, irritato al massimo: mi veniva ilvoltastomaco alla sola idea dellamante di Black,pi per i casini e i fraintendimenti che quella storia avevaprovocato tra mio padre e me che per lo stato di sangue di quelladonna, trovavo Margareth insopportabile, ma non avrei permesso oltreche Fear si esprimesse in quel modo su una ragazza che, senza averealcun debito di riconoscenza nei miei confronti, aveva deciso dimettersi nei guai per aiutarmi a proteggere Sile in quella follia.
PARLApossibilmente dallinizio Grazie
C' un capanno nelbosco di Amesbury: Doims ha portato tua madre le dopo un po' si Materializzato tuo padre con i bambini.Non ho idea di dove li abbia Smaterializzati in seguito
Stando alle Pietre Veggenti,le porte di Herrengton sono chiuse, quindi non sono l...
Non volermene,Mirzam ma non aspettarti decisioni logiche da tuopadre
Che cosa vorrestidire?
Non posso assicurarvi nullacirca le sue condizioni mentali capite cosaintendo? Non credo sia in s, n che si sialiberato da solo! Nessuno ci sarebbe riuscito, conciato in quelmodo!
Lo fissai, un brivido mi pass lungo la schiena, dimenticaiallistante larrabbiatura e tutte le domande chefino a quel momento mi sembravano urgenti e che ora avevano perso disignificato: che cosa mi stava dicendo? Che mio padre era impazzito perle torture cui lavevano sottoposto? O che la suavolont era stata piegata con un incantesimo? Che cosa gliavevano fatto?
Temo potrebbero usarlo comeun Cavallodi Troia si dice cos,Mirzam?
Che cosa diavolo staidicendo?
Sul volto di Fear apparve un'espressione disgustata, odiava quando, peresprimere un concetto, ci servivamo di termini babbani, su questo avevadelle discussioni accese con mio padre fin da quando ne era ilprecettore. Parlare del presunto discendente mezzosangue di SalazarSlytherin, per, lo indisponeva anche di pi,perci non sapevo se, in quel frangente, ce l'avesse con mee Jarvis per le parole usate, per la rampognata di prima o per il fattoche Voldemort respirasse ancora.
Ti pare strano, mioprincipe ? Devo ricordarti come stanno le cose?Tuo padre sta recitando con tutti la parte di chi ha rinnegato ilproprio figlio per far credere che tra di voi ci siano screzi. Unfiglio che avrebbe tentato di ucciderlo, anche se ora il Wizengamot hadetto che non andata cos... un figlio che gliha comunque sottratto la sacra reliquia, mettendolo in ridicolo esferrando un duro colpo alla sua autorit ecredibilit. Il Lord pu anche fidarsi dellabuona fede di tuo padre, pensare che ti odi per tutto questo, ma sa chetu non sei dalla sua parte... e ti conosce. Pu averloattaccato anche per farti uscire allo scoperto e smascherare il doppiogioco di tuo padre.
Anche?
Certo... Che cosa credi,ragazzino? Tuo padre, pur senza Habarcat, sempre moltopi prezioso di te!
Era la situazione pi grave che si fosse verificata da cheavessi ricordo, una situazione in cui non avevo ben chiara la maggiorparte delle cose che mi succedevano e in cui i miei presunti aiutantimi tenevano nascoste tante, troppe cose. Eppure, a parte i momenti incui scattavo contro Fear e la sua volgarit, non sentivoesplodere in me quella furia cieca che mi aveva caratterizzato sempre.
Credi che il Lord gli abbiasondato la mente e sappia tutto? Che siamo d'accordo, che tu ed iosiamo qui, e soprattutto che cosa stiamo cercando e cosa vorremmo fare,una volta trovata?
Non sarebbe un Mago Oscuro senon avesse almeno tentato, ma dubito ci sia riuscito
Sicuro? Non voglio offendertimettendo in dubbio le tue abilit, Fear, ma preferiscoessere prudente che preoccuparmi di non ferire il tuo orgoglio! possibile che abbia scoperto tutto?
Non vanit affermare che nessuno mai riuscito ascardinare i miei capolavori di Occlumanzia, Sherton... ma ammetto di nonconoscere di persona questo individuo... inoltre...s anche in questi casic' sempre una prima volta
Chiusi di nuovo la mano a pugno e la battei sulla cassapanca,infuriato, ma soprattutto terrorizzato.
Perfetto! Dovremmo agire comese mio padre fosse compromesso? Mandare a monte la missione enasconderci come ratti? Pensi sia stato il Lord a liberare mio padre,Jarvis? Che sia per questo che riuscito in poche ore asfuggirgli con i bambini? Rispondi, per cortesia!
Non lo escluderei, Mirzam...era in condizioni tali da... era impossibile per lui liberarsi eriprendersi anche i figli di certo non da solo... daquello che ho sentito, per
Per?
Si comporta come secontinuasse a recitare secondo il nostro copione: ha sostenuto chefossi tu il traditore, quando ha parlato con il tuo padrino... non sodirti per se, appunto, stesse recitando, o quello che glihanno fatto comporta che lui ora ti creda davvero suonemico
Mi allontanai da loro, dal tavolo, con la terribile sensazione chequalcosa mimpedisse di respirare. Dun tratto mistavano venendo i brividi, al pensiero di cosa il Lord potesse averglifatto ma anche con un pensiero che ancora non riuscivo amettere a fuoco, ma che stava l, come un tarlo ad aumentarela mia ansia. La missione che ci aveva affidato mio padre aveva lapriorit su tutto, era stato chiaro, e quella notte,nonostante fossero accadute cose che avrei preferito dimenticare,avevamo portato a casa importanti risultati. Sapevo dentro di me chenonostante tutto avremmo dovuto rischiare, portando avanti la missionee fare tutto ci che era in nostro potere per arginare inqualche modo lavanzata del Lord, ma il pensiero del pericoloancora maggiore cui avrei sottoposto Sile e mio figlio stavaannientando la mia volont, facendomi accarezzarelidea di farla finita.
So che il problemadelleventuale compromissione di Sherton moltoimportante per le sorti della missione ma devoinformarvi di unaltra questione, che il motivoprincipale per cui mi sono sbrigato a raggiungervi e che aquanto pare vi sta sfuggendo
A cosa tiriferisci?
LErede si manifestato e stavolta, al contrario di quantoaccaduto dopo i fatti di Herrengton, non ci sono dubbi sulla suaidentit
Che cosa stai dicendo? Checosa accaduto a Herrengton? Quale Erede?
Non essere cospresuntuoso, Mirzam, da pensare che, essendo tu il primogenito, lafaccenda dellErede spetti di diritto a te! Due dei tuoifratelli stavano male a Herrengton, quando tuo padre statosul punto di morire... e oggi la situazione si ripetuta,in maniera palese!
Basta cos,Jarvis bene che Mirzam non sappiaaltro!
Cosa? Certo che lo devosapere! Non crederete che farei del male ai miei fratelli!
Tu no ma nessunodi noi porter addossoquestinformazione se finissi nelle mani delLord, potrebbe costringerti a scegliere tra la vita di tuo figlio equella dei tuoi fratelli... non posso permetterlo
Mi alzai in piedi, mi passai la mano sulla faccia, esasperato, ognivolta che pensavo avessimo raggiunto il fondo, sentivo il terrenoaffondare ancora di pi sotto i miei piedi. Avevo sempreimmaginato di prendere io, un giorno, le redini di Herrengton, questanotizia, che di colpo mi precludeva ci che avevo sempresentito come il mio naturale destino, mi provocava un senso distraniamento. Eppure, di nuovo, il mio cuore era come assopito, untempo avrei persino reagito rabbiosamente, parlandodingiustizia o di errore: in quel momento, invece, riuscivosolo a pensare che uno dei miei fratelli stesse soffrendo, mentre imiei genitori erano nellimpossibilit disoccorrerlo e consolarlo Ed io, per le mie colpe, per imiei errori, non ero al suo fianco ad aiutarlo. Senza quasi rendermeneconto, presi una delle sedie e la lanciai contro la tenda, sfogai lamia rabbia prendendo a calci il tappeto di pelle dorso erovesciai a terra, infuriato, pure quelle dannate pergamene, che mierano costate tanto, quella notte. Ero cieco di rabbia, dolore,impotenza.
Che cazzo stai facendo, seiimpazzito?
Calmati Mirzam, che cosahai?
Che cosho? Checosho? Come sta? Non dirmi chi dimmi almeno come sta!
Avevo preso Warrington per il bavero e lavevo tirato su,vedevo il suo volto diventare livido, mentre con le mani cercava diforzare le mie perch mollassi la presa: rabbia, dolore,vergogna, tutto alla fine esplodeva insieme, come fuochi di artificio,mentre immaginavo Meissa nel lettino, che si contorceva nella febbre enegli spasmi di dolore e pronunciava invano il mio nome.
Lascialo immediatamente! Haifinito con la scena madre, idiota? Salazar! Ed io che mi ero illuso cheil principino fosse diventato un uomo!
Ti conviene smetterla,Fear perch ho talmente tanta voglia di ucciderequel maledetto bastardo, che potrei iniziare ad allenarmi con te e conquesto idiota che non mi dice quello che voglio sapereS lo voglio uccidere lunico modo per tornare a casa, per prendermi cura dei mieifratelli e mettere al sicuro mia moglie e mio figlio
Calmati MirzamNon ci riusciresti nessuno pu nonci riuscito neanche tuo padre moriresti emorirebbero tutti quelli che ami
Non riesco a sopportarelidea che Meissa e Rigel stiano soffrendo ed io non sial, ad aiutarli in qualche modo che non possanopi fidarsi nemmeno di nostro padre! Vi rendete conto? Seoggi fossero riusciti a uccidere i miei genitori, chi si sarebbeoccupato dei miei fratelli? Chi? IO? In questo modo?
Non riuscivo a sopportare oltre. Fino a quel momento non mi ero resoconto di quanto le mie bislacche decisioni avessero inciso o avrebberopotuto incidere sulla vita della mia famiglia, ma ora Sileaveva commesso lerrore di innamorarsi di me, ed era cadutanel mio stesso baratro, e con lei, nostro figlio ma i mieifratelli i miei fratelli, come mio figlio, non avevanopotuto scegliere niente mi chiedevo se almeno mio padre sene fosse reso conto, quando aveva messo in piedi tutta quella follia,che ora stava implodendo, soffocandoci tutti.
Bene! Hai completamenteragione, Sherton! Dunque che cosa farai? La mammoletta piagnucolona? Ilpazzo senza cervello? Lunica cosa che puoi fare per aiutarei tuoi fratelli continuare quello che stai gifacendo: trovare ci che resta della seconda Fiamma primache lo faccia il Signore Oscuro, prima che abbia unarma concui sopperire al sangue impuro che gli scorre nelle vene e annullare laprotezione di Habarcat sulla tua famiglia Non permetterglidi entrare a Herrengton, distruggendovi tutti!
Ascoltate, recuperiamo lacalma quello che accaduto oggi grave ma credo che siamo ancora in vantaggio rispetto alSignore Oscuro mi sono assunto la responsabilitdi agire, senza informarvi prima, ma non ceratempo: lErede uno dei ragazzi che si trovano aHogwarts... perci la sua natura si resa paleseal Preside, prima che a noi il vecchio ha i suoi difetti,lo sappiamo, ma perch non puntiamo sul fattoche ha interessi simili ai nostri? Potremmo sfruttarlo come alleato,finch ci far comodo, non credete? Per questolho coinvolto nel mio tentativo di ingannare il SignoreOscuro...
Che cosa significa?
C'era Black in giro, in quelmomento: lui ha visto cosa successe a tuo padre, quindi sa riconoscerei segni e se, com facile immaginare,la sua adorata nipote Lestrange gli far pressioni per farloparlare, ho dovuto fare in modo da togliergli ogni certezza
Che cosa hai fatto,Jarvis?
Ho tatuato le mani dientrambi i ragazzi con le Rune curative quando se neaccorgeranno, Black, gli insegnanti, gli altri ragazzi penseranno che imalesseri di oggi non centrino nulla con lErede econ Herrengton Ho gi convinto Black e ildiretto interessato, grazie al Preside, che il vero Erede seitu!
Io?
Certo... lasoluzione migliore... il Lord sar impegnato a cercare te esi disinteresser dei due che sono sotto la protezione diDumbledore: mi pare di aver capito che il nostro adorato pallone gonfiato non se la sente di affrontare il vecchio Preside
E pensi cicreder?
Lo spero per iragazzini ma tu e Sile voi dovrete nascondervimeglio di prima Intanto con le carte ho spostato di nuovola Fiamma questa volta ho deciso di sfruttare la vicinanzadi un altro luogo, fonte di potente Magia, per confondere i suoieffetti...
Hai fatto un ottimo lavoro,Jarvis...
No Non ha fattoun ottimo lavoro Se tutto questo riguardasse solome daccordo ma in questo modo,gettando ancora di pi lattenzione su dinoi tu hai messo ancora pi a rischio la vita diSile e di mio figlio! E non ne avevi alcun diritto Come nonavevo io il diritto di coinvolgere lei e tutti voi in questafollia!
Non avevo pi neanche la forza di arrabbiarmi. In queipochi, pochissimi minuti, ero venuto a sapere che tutto quello chepoteva andare storto, era andato storto. Sapevo gi, dopo loscontro notturno con Karkaroff e lomicidio del Mangiamorte,che la nostra situazione, l, era diventata oltremodorischiosa, ma ora avevamo un bersaglio sulla schiena che lampeggiavacome un faro in una notte senza luna.
Daccordo so quello che devofare ma voi dovete giurarmi che Sile sar alsicuro me lo dovete giurare si trattasse diportarla in capo al mondo perch, ormai, Silenon pu pi restare con me avrebbeuna specie di bersaglio sulla schiena! Mio padre mi ha spiegato quantosia importante arrivare fino in fondo in questa missione, quindi io laporter a termine, cercando di riscattarmi degli erroricommessi e di soffocare il desiderio di andare a Londra everificare di persona che cosa sta succedendo... vorrei vedere con imiei occhi mio padre e i miei fratelli...
Mirzam il SignoreOscuro si aspetta proprio questo tutto fa pensare chevoglia attirarti a Londra... lo stesso Patronus di tuamadre potrebbe essere stato mandato a questoscopo
Inoltre ti ho gispiegato quanto sia importante che tu e Sile non vi separiate pertroppo tempo quindi qualsiasi cosa accadr,lunica cosa certa... che lei dovrstare dove ti trovi tu...
Non possibile no, questo non posso farlo!
Lo farai ma hairagione ci saranno dei cambiamenti il momento di ingannare chi vuole ingannarci, Milord ha sicuramentecompromesso tuo padre e Jarvis in cambio gli ha donatoinformazioni false sullErede ora noi gli daremounaltra falsa informazione, gli faremo credere che seicaduto in trappola, che stai correndo dai tuoi per aiutare i tuoifratelli. Mirzam e Sile si faranno notare a Londra: in questo modo,qualsiasi sospetto tu abbia fatto sorgere nella mente di Karkaroffcirca la tua presenza qui, verr meno. Tu nonandrai a Londra con Sile, per, tu resterai qui, tisostituirai a Barislav ed entrerai a Durmstrang, dove insegnerai Storiadella Magia e intanto farai di tutto per trovare la pergamena che ciserve Sile rester con te mi sonoinformato su Barislav, ha una figlia che casualmenteandr a fargli visita tra pochi giorni - faremo in modo difarla sparire durante il viaggio che la inviter a fare -Dovrete muovervi con cautela dentro quel dannato castello di ghiaccio,intesi? Andr io a Londra, con Margareth... ci fingeremo voidue... attireremo gli inseguitori, mentre tu ti occuperai dellamissione, di Sile e del bambino...
Margareth? Non so se non voglio che corra tuttiquesti rischi per me non mi pare giusto metterla sullalinea di fuoco finch si trattava di starequi era folle ma
Faremo esattamente come ti hodetto vedo che inizi a renderti conto delle tueresponsabilit e che sei pi assennato... possolasciarti da solo a portare avanti la missione.
Pi assennato? Seti sei appena lamentato di me!
Ho appena scoperto di aversbagliato a giudicarti ho sempre temuto che il tuo orgoglioe la tua vanit avrebbero potuto portarti contro lafamiglia, quando fosse stato palese anche a te cheHerrengton
... Non era destinata ame dunque tu lavevi gicapito da quando?
Non posso dirtelocapiresti chi dei tuoi fratelli lErede
Io non voglio saperlo sono e resteranno sempre,entrambi, i miei fratelli!
Ne sono feliceperch da oggi, se lo vorrai, tu aiuterai me e Jarvis nelcompito che Alshain ci ha affidato prenderci cura diHerrengton e della tua famiglia e permettereallErede di compiere il proprio destino
... Preservare Herrengton ela sacra reliquia per donarla allerede di Salazar che abbiale qualit per reclamarla
Esattamente
Dunque questoci che sei, Jarvis hai assunto tulincarico di Custode di Herrengton, dopo che Fear halasciato la Scozia per venire qui con me
Jarvis abbass lo sguardo e si morse le labbra, poi,per, mi fiss con i grandi occhi azzurriorgogliosi. Allungai la mano pronto a stringere la sua, lasciai che lenostre Rune si sovrapponessero perfettamente. Fear siaffrett a prendere il pugnale e linchiostro dierbe sacre. Pass il pugnale tra le nostre mani,inclinandolo da una parte e dallaltra fino a tagliarci e farscorrere il nostro sangue, poi incise anche il proprio palmo e loappoggi sui nostri. A quel punto ci disse di ripetereallunisono.
Da questo momento e persempre, consacro la mia vita al signore di Herrengton
***
Deidra Sherton
Amesbury, Wiltshire - dom. 16 gennaio 1972
Ilbuio...
Ilfreddo...
Lafuria del mare...
Ildolore e la paura...
Ilpianto dei bambini
Ilghigno di Riddle...
Lavoragine nera...
Annegavo...La bocca piena di terra e acqua...
Lacquasalmastra e oscura mi serrava le membra, dolenti per il pestaggio, ivestiti si erano inzuppati dacqua e mi tiravanogi, annaspavo, nel tentativo di tenermi a galla e,soprattutto, avere la forza per continuare a vedere, cercare, trovare.Il mare singrossava, mi sollevava di nuovo e mi ributtavasulla spiaggia, portai le mani alla testa, per quel poco che ancorariuscivo, per difenderla dalle punte pi aguzze degliscogli. Poi un colpo secco, in mezzo alla schiena, un dolorecos potente da perdere i sensi e andare semprepi gi.
Mirisvegliai con il respiro corto: le coperte sembravano soffocarmi,cercai di liberarmene e mettermi seduta ma appena mi mossi, il doloremi esplose nella testa, accecandomi. Immobile, portai le mani alletempie, affondai le dita nei capelli, sforzandomi di non urlare.Mackendrick laveva detto, finito leffetto dellapozione che mi aveva dato, avrei sentito violenti gli spasmi dovuto almaleficio che avevo subito a Essex Street. Respirai a fondo, raccattaile poche forze che avevo, cercai di regolarizzare il respiro e,lentamente, concentrandomi sugli insegnamenti del vecchio Decano, chemi aveva aiutato a prendere le mie Rune, ripresi in parte il controllodi me. Non riuscivo ancora a muovermi ma poco alla volta gli occhiritornarono a vedere, scivolarono lungo le coperte e sulle pareti, conl'aiuto della debole luce delle candele, ritrovai attorno a me oggettiche mi erano familiari: la sponda con gli intarsi argentei del letto,le tende verdi del baldacchino, la cassapanca di legno di noce, ilsoprammobile a forma di Aquila in volo... tutto ci cheemergeva dall'oscurit rossastra di quella stanza,apparteneva alla mia camera da letto.
Amesbury... Doimsnon ci ha ancora portati a casa
Alshain!
Provaiad allungarmi con il braccio e la mano sull'altro lato del letto,volevo sentire il calore di Alshain, assicurarmi che fosse al miofianco, che tutte le atrocit che apparivano e sparivanodalla mia mente, simili a flash, fossero solo i residui di un sognobrutale. Il suo lato del letto, per, era freddo e vuoto.
Dov'Alshain? Possibile che sia riuscito ad alzarsi da solo dal letto?
L'agitaziones'impossess di me, immagini fumose iniziarono a prendereforma e diventare angosciosi ricordi: Kreya stesa a terra, morta, lacasa di Londra in fiamme, i bambini rapiti, Abraxas... Alshaintrucidato di botte...
NO!
Mitirai su di scatto, la paura cos forte da farmi dimenticareil dolore... e la fitta inesorabile mi pieg in due,istantanea, mozzandomi il respiro: dovetti sorreggermi al montante delbaldacchino per non crollare sulle ginocchia, priva di fiato.
Alshain! Alshain!
Mitrascinai fino alla cameretta dei bambini, attigua alla nostra,gi prima di entrare, per, sapevo che non c'eranessuno, pur sentendo il seno tirare per la necessit diallattare Adhara, infatti, non udii mia figlia reclamare per la fame.Mi affacciai, la cameretta era buia, fredda, silenziosa. Ecera qualcosa che non doveva esserci: ungiornale nella culla di Adhara.
Mitrascinai dentro, fino alla culla, presi il giornale. Non eralEdizione Speciale ma ledizione del 16 gennaio,con le notizie di Londra date in maniera meno concitata: si parlavadella decisione del Wizengamot di scagionare mio figlio,dellesplosione a Londra della nostra casa, del fatto che iBabbani non erano stati coinvolti dalla prima esplosione, ma solo nellaseconda, meno distruttiva. Quello che mi fece gelare il sangue,per, fu la foto cerchiata di un uomo che conoscevo bene,gi in fondo alla pagina: una foto cerchiata colsangue un titolo che mi fece tremare di paura.
TROVATOIMPICCATO NEL SUO UFFICIO IL NOTO MEDIMAGO MURCHADH MECKENDRICK
Tornaiindietro, nella mia stanza, raggiunsi la poltrona: l avevointravisto i vestiti di Alshain, ancora zuppi, sporchi di terra esangue, disfeci il letto e controllai le lenzuola, cera laforma del suo corpo e alcune tracce che indicavano che quella nottequalcuno, ferito, aveva dormito in quel letto.
Non si trattato di un sogno...
Andaial cassetto, laprii, non trovai la mia bacchetta, cercaisulla mensola e la trovai accanto alla finestra.
Anche ilPatronus non stato solo un sogno.
Tesiil braccio fino alla mensola, per sorreggermi e risollevarmi mentre uncapogiro mi prendeva. Lo sguardo scivol fuori sul parcoaddormentato della nostra casa nel Wiltshire: amavo quella casa, maavrei dato qualsiasi cosa per vedere le montagne, che dividevanoHerrengton da Hogwarts, che s'illuminavano della prima luce del sole,la neve che perdeva il suo colore livido per ammantarsi di unasfumatura rosata.
Meissa Rigel...spero che Orion sia riuscito a preservarvi da questa follia
Iniziaronoa tremarmi le mani, calde lacrime mi scivolarono lungo la faccia.
Abbassailo sguardo, gli occhi scesero sul giardino innevato. Fu allora che lavidi: simile a uno spettro, ai miei piedi, nel rettangolo chiuso dalporticato, al centro perfetto del cortile di pietra, c'era una figuraimmobile, in attesa, il volto nascosto dal cappuccio calato delmantello, rivolto verso di me, gli occhi, di cui vedevo, pur dalontano, il fosco bagliore, mi fissavano. Si cal via ilmantello e vidi mio marito, con ancora la veste da notte addosso, icapelli scarmigliati e il volto tumefatto, fermo l afissarmi. Sembrava un morto che camminava.
Iricordi, tutti i miei ricordi delle ultime ore, esplosero nella miatesta tutti insieme, nitidi, inesorabili, efferati. Ebbi un capogiro,temetti di perdere i sensi, quando riuscii a ritornare lucida, misporsi di nuovo a guardare la figura al centro del cortile. Non c'eragi pi...
Tesil'orecchio, il sangue mi si fece ghiaccio: i suoi passi rimbombavanolenti e pesanti mentre saliva le scale.
*continua*
NdA: Ringrazio quantihanno letto, commentato e aggiunto alle liste. Il capitolo gi lungo di suo, perciun bacione e apresto. Valeria
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