II.014 - HOGWARTS - Festa di Natale
II.014 - HOGWARTS - Festa di Natale
ThatLove is All There is Terre_del_Nord
Slytherin's Blood
Hogwarts - II.014 - Festa di Natale

SiriusBlack
Castello di Hogwarts, Highlands - ven. 17 dicembre1971
Guardai fuori dalla finestra, sbuffando di noia, come succedeva spessodurante le lezioni di Storia. Mancavano ancora pochi minuti, poi quellatediosa giornata di scuola sarebbe finita. Ormai le ombre eranoscivolate da est, annunciando lavvicinarsi della notte, ilbuio delle colline si specchiava tetro sulle acque placide del LagoOscuro e dava una nota pi cupa del solito anche allaForesta Proibita.Il cielo era stato tenebroso per tutto ilgiorno, il sole da settimane era solo un pallido ricordo, noncera stato pi nemmeno il classico vento delnord: tutto era immobile, cristallizzato, sotto una morbida coltre dineve che ammantava colline, alberi, costruzioni e sentieri. Mancavameno di una settimana al Solstizio dInverno. Ancora pocheore e sarei tornato a casa. Sospirai. James mi diede una gomitata etornai a fingere di seguire la lezione, il professor Binns svolazzavanellaula raccontando una non meglio specificata battaglia diFolletti. Avevo solo voglia di dormire.Avevovoglia nemmeno io sapevo di cosa Sapevo soloche non volevo tornare a casa. Non appena la lezione fin,la maggior parte di noi fugg via dai banchi, pronta adallontanarsi da quella stanza, per ritornare nei propri dormitori,sistemare le ultime cose e prepararsi per la grande cena e la festa diNatale.Io svogliato raccattai le mie cose e ancorpi lentamente le misi in ordine per poi uscire.Imiei amici mi aspettavano sulla porta, lespressione in partescocciata, in parte preoccupata: in quegli ultimi giorni spessodiventavo di colpo taciturno, me ne rendevo conto da solo.
Si pu sapere checoshai? Non sei contento delle vacanze? Del Natale? Deiregali
Quando faceva cos, odiavo James Potter fin nel profondodella mia anima: era cos esasperante, con quella suavocetta acuta che dava ai nervi; lavrei volentieritrasformato in qualcosa, qualsiasi cosa che stesse ferma e soprattuttozitta, per non vedermelo zampettare attorno, con le sue battute da"so-tutto-io".
Di non vedere ilbrutto muso di Snivellus per qualche giorno?
Ma James era James. E gli volevo bene per questo: per la suacapacit di farmi ridere, anche quando non ne avevo voglia.Finii col ridere anche in quelloccasione. Perch,in effetti, non vedere Snivellus per qualche giorno era una buona cosa.Lunica buona cosa.Nelle ultime settimane la suaprosopopea era diventata ancora pi fastidiosa: ora eraapprezzato tra i suoi compagni di Casa, perch aveva resouna testimonianza in tutto identica a quella di Meissa, contribuendo aimpedire che Rigel fosse espulso e che i Serpeverde perdessero ilpi forte cercatore di Quidditch dai tempi leggendari diAlshain Sherton. Alcuni dicevano che avesse anche salvato le chiappe aMalfoy e a mia cugina, anche se non avevo capito n in chemodo, n per quale motivo: era impossibile che Narcissa sifosse messa nei guai.Sarebbe stato interessante cercare discoprire cosa cera sotto.
Miss Perfezione nei guai.
S, era il tipo di situazione su cui avrei volentieriindagato, se non avessi avuto i miei guai a cui pensare.
Ti stupir,Potter: resterei volentieri qui, se solo potessi scegliere!
Mi guardarono storto.Non potevano capire, non avevo maiparlato in maniera seria ed esauriente della mia vita a GrimmauldPlace, n tantomeno della mia famiglia. I miei amicisapevano che i miei rapporti con loro erano rimasti condizionatipesantemente dal risultato del mio smistamento, ma avevano il tatto dinon fare domande, aspettando che prima o poi trovassi la voglia o ilcoraggio di parlarne spontaneamente.Avevano scopertocasualmente persino lesistenza di mio fratello, ma soloperch avevano sentito Meissa pronunciare pivolte il suo nome, chiedendomi se erano arrivate altre suelettere.Regulus, zio Alphard e Andromeda erano, in effetti,gli uniciparenti che mi avessero scritto alcune righe in queiprimi mesi. Le loro lettere e un pacco di vestiti da miopadre.E gli insulti di mia madre. Ecco tutto quello che avevoricevuto dai Black da quando ero finito a Grifondoro. Sospirai dinuovo. La verit era che, appena fossi tornato a casa, miamadre mi avrebbe fatto passare un brutto quarto dora, miavrebbe messo in punizione nella camera del sottotetto, da cui sareiuscito solo per ritornare a Hogwarts: mi avrebbero lasciato a Londra,da solo, per non farsi umiliare dalla mia presenza presso amici eparenti durante le feste, impedendomi di assistere al matrimonio diMirzam e quindi di stare con Meissa. Non potevo dire nulla di tuttoquesto ai miei amici, non avrei sopportato la loro faccia piena dicompassione per me: io ero pur sempre un Black, e un Black non simostra mai debole. Mai. Dovevo continuare a sbandierare la mia facciasprezzante, e recitare irriverente le mie imitazioni di Walburga Black,che sveniva di fronte al mio cravattino da Grifondoro, facendoli rideretutti.Prima di tutto, per, dovevo vedere Meissa eparlarle. Dopo la cena di Natale difficilmente ci sarebbe stato il mododi stare insieme, da soli: il mattino dopo saremmo partiti perKings Cross e, ammesso che fossi riuscito a stare nelloscompartimento con lei, non mi andava di trattare largomentocasa davanti ai miei amici.Lei eralunica che capisse, senza bisogno che dicessi pidel necessario.Lei sapeva, lei la pensava come me riguardo amia madre.
Il mio orgoglio Black mimpediva di rivelare agli altriquanto mi turbasse e spaventasse la reazione dei miei genitori, ma conlei non cera bisogno di parole: su certe cose ci bastava unosguardo per dirci tutto. Tornare nei dormitori di Grifondoro, allafine, mi fece bene: ritrovarmi tra quelle mura, ormai familiari eaccoglienti, allontan da me lagitazione eallevi la paura che mincuteva il pensiero dicosa mi aspettasse a Londra.Amavo quella stanza: non avevomai sentito un posto pi mio di quello, nemmeno a Herrengtonmi ero sentito altrettanto bene.La differenza ladifferenza la facevano i miei amici. Quelle ultime settimane eranotrascorse lentamente, tra lezioni pi o meno noiose,interrogazioni e serate passate a fare a cuscinate invece di studiare.Remus aveva cercato spesso di contenerci, ma di solito lo mettevamo inminoranza: avevamo scoperto che, dopo le perplessitiniziali, si adattava ed entusiasmava rapidamente per i nostri modi difare e spesso, quando ci battevamo alla guerra del solletico e deicuscini, era un avversario persino pi temibile di James.Peccato fosse tanto cagionevole di salute: nelle ultime sei settimane,dopo la festa di Halloween, era finito in infermeria altre due volte,per fortuna nulla di grave, solo febbre e tanta debolezza. Eppuremangiava voracemente almeno quanto me e James.Nessuno di noi,per, arrivava ai livelli di voracit di Peter:Pettigrew si era confermato il pi interessato tra noi alcibo, al punto che, spesso, a met pomeriggio, prima diandare in biblioteca, mi faceva da spalla presso gli elfi cucinieri,aiutandomi a mettere in atto la commedia del malandrinoaffamato.In questo modo riuscivamo a ottenere leabbondanti scorte alimentari necessarie a rifocillarci al termine dellenostre battaglie notturne. E infine, James: Potter, tra noi, era ilpi poliedrico e inventivo, capace di organizzareallultimo minuto uno dei suoi esperimenti che miravano adalleviare la noia di un pomeriggio di studio o a organizzare avventuredi pi ampio respiro.Il suo pianodattacco ai segreti di Hogwarts procedeva in manierametodica e rigorosa, sotto i suggerimenti inaspettati e razionali diRemus: i due avevano finito con il suddividere il castello in almenouna decina di aree di possibile interesse e Lupin aveva stilato uncalendario provvisorio delle escursioni, con la prima data fissata ilsabato successivo alle vacanze di Natale.James cercava dialterare il calendario a suo piacimento, inserendo ulteriori escursionisoprattutto al settimo piano e ai sotterranei, suscitando le protestedi Remus: lo scopo evidente di Potter era riempire quantepi caselle possibili, fino a maggioinoltrato, per impedire a Remus di coinvolgerci nelle sue serate diripasso generale, che vanamente cercava di introdurrenellagenda del malandrino.Disolito i ragionamenti tra i due finivano in zuffe, molto piacevoli davedere perch, inaspettatamente, Remus riusciva a ridurrealla ragione James in poche battute: allinizio avevoscommesso contro Peter sui risultati di quegli incontri dipugilato, riducendo di molto le sue scorte diCioccorane, ma presto fu palese a tuttilinferiorit fisica di James e Peter non vollepi saperne di scommettere su d lui.Per quello chemi riguardava, avevo anchio un certo interesse per quelleescursioni, volevo verificare lattendibilit deiracconti rubati a mio padre e ad Alshain: se avessi avuto una confermadi quelle storie, era possibile che Alshain dicesse laverit anche sul vero carattere di mio padre, che nonriuscivo proprio a immaginarmi come il ragazzo vitale e scapestrato chea volte filtrava da certe frasi e alcunebattute.Cera per una cosa che non miritornava nel magistrale piano di Potter: non capivo come pensasse dieludere la sorveglianza di Gazza e dei prefetti.Ogni voltache esprimevo i miei dubbi, mi osservava con un ghignetto moltomalandrino che non prometteva nulla di buono. Doveva avere un assonella manica, ma per quanto mi spremessi le meningi e lo spiassi, inquei quasi quattro mesi non ero venuto a capo di nulla.Ed erotroppo orgoglioso per fare domande, non volevo capisse che mi stavomacerando nella curiosit. Stavo persino pensando di frugaretra le sue cose, in cerca dindizi, in fondo ero un verosegugio: con mio fratello mi ero divertito innumerevoli volte ascoprirgli gli altarini.Lunica differenza era che,per la prima volta, mi vergognavo di quei pensieri e sentivo che nonera quella la strada giusta da seguire, non quando si trattava deisegreti dei miei amici.
Mentre pensavo a quanto fossi diventato onesto e Grifondoro, recuperaitra le mie cose uno degli oggettini di Magia Oscura, che mi avevaregalato mio padre dicendo che poteva tornarmi utile a Hogwarts controi Grifoni. Rimasi stupito e imbarazzato, soprattutto quando percepii losguardo perplesso di Remus: non doveva essergli capitato molto spessodi trovarsi davanti qualcuno che possedeva una vera Manodella Gloria funzionante. Vergognandomi come un ladro per lemie origini oscure, mi affrettai a gettare quellaporcheria nel marasma delle mie cianfrusaglie e misi a posto gli ultimilibri e la divisa. Il grosso baule sarebbe rimasto a Hogwars, sareipartito leggero, con un paio di libri, qualche vestito e i regali cheavevo fatto acquistare per mio fratello a Rigel, prima che finisse inpunizione e non potesse pi andare a Hogsmeade. Per i mesisuccessivi avrei dovuto cercare una soluzione diversa:lunica logica, Narcissa, mi sembrava anche la menoprobabile. Vedere il mio bagaglio cos leggero mi facevabene: sarei stato a casa per un breve periodo e nel giro di pochigiorni sarei tornato tra i miei amici. Questidea mirisollevava, mi dovevo aggrappare a essa o il pensiero di affrontaremia madre e mio padre mi avrebbe tolto il sonno e la fame. E non miavrebbe fatto apprezzare per niente la cena di Natale.
Dai, Black, basta con quellafaccia scura, ora che ti prepari per la tuabella!
James ghign, mi aveva preso a lungo in giro col fatto chelui, non io, era riuscito a ballare alla festa di Halloween con Meissae per farmi arrabbiare tendeva a ricordarmelo fin troppo spesso.Sospirai. Mei, dopo Halloween era stata male, una settimana con lafebbre alta, primo sintomo del Morbillo deiMaghi: era stata una delle prime di un folto numero distudenti, soprattutto del primo e del secondo anno.Io e miofratello avevamo avuto il morbillo quando avevo sei anni, ecos anche James e Remus; Peter and in giro perun paio di giorni con una specie di fazzoletto avvolto attorno allabocca per evitare il contagio, diceva lui, noi lo deridevamo,perch tutti sapevano che non cerano contromisureper chi non aveva avuto quella malattia: nel giro di nemmeno tregiorni, infatti, anche Peter era finito in infermeria con tutti glialtri. Alshain Sherton torn a Hogwarts per assicurarsidelle condizioni di Mei, portandosi dietro una squadra di Medimaghiche, stando a Peter che laveva visto, non doveva avere nullada invidiare allo squadrone che metteva in campo nostro padre quando ioo Regulus ci ammalavamo. Con notevole dispiacere non ebbi modo diparlargli nemmeno in quelloccasione: avrei volutoraccontargli della strana allucinazione di Meissa, magari mi avrebberassicurato, dicendomi che il delirio della febbre dava allucinazionipiuttosto vivide Quando Mei si era rimessa, io avevolasciato correre e non ne avevamo parlato pi, era rimastatroppo turbata da quello strano fenomeno ed io volevo solo che tuttotornasse come prima.Il pi presto possibile.
Le cose, per, dopo la malattia, non erano tornateesattamente come prima. Mei a volte diventava strana, spesso taciturnae un p irascibile: non sapevo perch, non me neaveva voluto parlare, ma aveva bisticciato con almeno due delle suecompagne di stanza e ora volavano scintille ogni volta che vedeva laParkinson. Inoltre quando eravamo insieme in biblioteca o achiacchierare per i corridoi, sembrava che si vergognasse se laguardavo, si sottraeva quando le davo la mano, si teneva a distanza:tutte cose che non aveva mai fatto da quando la conoscevo. Se laosservavo da lontano, poi, mi accorgevo che non era solo una miasensazione: Meissa a volte camminava in modo strano, come se si volessenascondere per qualche motivo. Ero preoccupato per lei anche se inparte sollevato dal fatto che il suo comportamento non sembravadipendere solo da me; ma non riuscivo a venire a capo di cosa stesseaccadendo, perch se le dicevo qualcosa, si offendeva,metteva il muso e non mi parlava per giorni. Alla fine avevo capito chela cosa migliore era fingere che non stesse accadendo niente, e Meissasembr apprezzare la mia decisione.
Ancora problemi con laprincipessa delle Serpi?
Non sono affari tuoi,porcospino
James ghignava, il senso di amarezza se ne and, sostituitodalla voglia di dare una lezione a quel ragazzino: avrei approfittatodella notte per non fargli pi dimenticare chi fosse SiriusBlack. No, non se lo sarebbe scordato per tutte le vacanze: eropi che intenzionato a rapargli quel cespuglio che aveva intesta, con un po di fortuna mi avrebbero pure punito emagari non sarei dovuto tornare a casa. Remus sghignazzava: anche luiera sicuro che stavolta Potter avrebbe pagato, e visto che aveva unpaio di conti in sospeso anche con lui, la sua occhiata stava asuggerire che era pronto a darmi una mano qualsiasi cosa avessi inmente. Alla fine, in un clima strano e surreale, eravamo pronti perscendere a cena. Mi ammirai allo specchio: avevo un classico abito dacerimonia, giacca e pantaloni neri, camicia di seta, tutto scelto concura da mia madre.Tutto tranne il cravattino con i colori delGrifondoro.Dopo tanti mesi non mettevo la divisa malabito da sera fatto preparare pochi giorni prima dellapartenza e che gli elfi di Hogwarts mi avevano sistemato allungandoloun po: ero cresciuto in altezza di diversi centimetri, inquei pochi mesi. Scansai le chiome corvine dalla faccia, riconoscendoimmediatamente nei miei, i gesti con cui mio padre eseguiva semprequelloperazione. Guardando James al mio fianco, ghignai: ilmio amico per quanto si sforzasse, non riusciva a domare i suoi, percui, anche se vestito in maniera una volta tanto dignitosa, avevasempre lo stesso aspetto trasandato.Peter si era fattosistemare allultimo la giacca, perch gli tiravasulla pancia: era appurato che i suoi spuntini notturni andavano inqualche modo limitati.Remus, infine, seppur vestito con unabito modesto, aveva un aspetto ordinato e dignitoso, quasi pari almio. Con una strana sensazione di oppressione al petto, scesi con Jamesal mio fianco e Remus e Peter dietro di me, diretto in Sala Grande. Nonprestai attenzione ai loro discorsi per quasi tutto il tempo, solo a untratto, poco prima di entrare, mi colp la vocetta stridulae preoccupata di Peter, che si agitava non sapevo per che cosa.
Dite davvero? Davverodobbiamo ballare? Merlino Voi come pensate di trovare unadama? O c qualcuno cui avetegi chiesto? Io non lo sapevo, non ci ho pensato epoi mi vergogno
Pettigrew stava per andare in iperventilazione, Remus e James locanzonavano, ma parvero per la prima volta porsi anche loro ilproblema: io appena entrai nella Sala mi diressi ai nostri soliti postie vagai con lo sguardo in cerca di Mei, che non era ancoraarrivata.Non cera nemmeno Rigel, presto sarebberoapparsi insieme.Al tavolo di Serpeverde la mia stupendacugina catalizzava su di s lo sguardo ammirato di tuttaHogwarts: se gi con la divisa era bellissima, negli abiti alei pi adatti, come quel meraviglioso abito lungo esemplice, color pervinca, che risaltava le sue forme e il colore deisuoi occhi, sembrava unapparizionecelestiale.Accanto a lei, Lucius Malfoy incarnava lacontroparte maschile della perfezione purosangue, attirando a sua voltasu di s, lo sguardo adorante di tutte le ragazze presentiin sala. Dopo la storia di Meda e il controverso matrimonio diBellatrix, zia Druella avrebbe fatto un monumento a sua figlia se fosseriuscita ad accalappiare Malfoy. Quel giovane era e rappresentavaprestigio, denaro, potere. Dal mio punto di vista, per,dopo quanto era successo un anno prima ad Amesbury, possedeva anche unanimo infernale. Presi il mio bicchiere di succo di zucca e scuotendola testa, ragionai sullinfelicit insitanellessere un purosangue Serpeverde.
Peggio ancora se Black.
Allimprovviso la porta si apr e vidi entrareRigel con i suoi inseparabili compagni di Quidditch, Beckett e Cox,disposti in una strana forma triangolare con una figurina decisamentepi piccola in mezzo. Non capivo il perch diquella messinscena, ma Meissa riusc a entrare in SalaGrande in pratica resa invisibile dai colossi amici di suo fratello,per cui riuscii a vederla bene solo quando si sedette al suo posto:indossava qualcosa di deliziosamente rosso e aveva i capelli raccolti,ma avrei dovuto aspettare il momento del ballo per capire qualcosa dipi.
I soliti sbruffoni diSerpeverde!
Guardai allindirizzo di James, offeso, lui mirimand il solito ghignetto che mi suscitava i miglioriistinti omicidi. Presto, per, la nostra attenzione fuattratta dalla figura di Dumbledore che prese la parola per parlarcidella festa, augurarci buon Natale e infine diede il via alla cena.
***
MeissaSherton
Castello di Hogwarts, Highlands - ven. 17 dicembre1971
No!
Meissa, per favore, non farela bambina!
Io non lo faccio,scordatelo!
Rigel mi aveva intercettato sulla via della biblioteca, con la scusa diun argomento di vitale importanza da trattare prima di cena. Sapeva chenon sarebbe stata unimpresa facile convincermi e primadiniziare a parlare mi aveva dato la lettera di nostro padreche era arrivata gi da alcuni giorni, a dimostrazione chenon avevo scelta. Per non avere brutte sorprese e per non passare tuttoil tempo a litigare con me, per, aveva avuto la brillanteidea di non dirmi nulla fino allultimo minuto.
Meissa devifarlo, anche a me toccher la figlia di Stenton, losai?
Io conquello, qui a scuola, non ci ballo. Puoidirglielo fin da subito!
Smettila! Offendi lui eoffendi pap se ti comporticos셔
Affari tuoi! Dovevi dirmeloquando arrivata la lettera, cos avrei avutotutto il tempo per fingermi malata io con William Emersonnon ci ballo
Qual ilproblema? Non c una ragazza a Hogwarts, che nonsarebbe felice di ballare con lui! Perch solo tu devi faretante storie per uno stupidissimo ballo?
Lo guardano tutti, eguarderebbero anche me, ed io io non voglio!
Mi prese per un polso e mi stratton, lo odiavo e lui losapeva e non faceva mai niente per migliorare le cose tra noi. Dueragazzi di Tassorosso avevano osservato la scena e sembravano pronti aintervenire poi, quando si accorsero che eravamo entrambi Serpeverde,lasciarono correre.
Vigliacchi!
Ti guarderebbero tutti anchesenza Emerson, sorellina lo vuoi capire? Anzi, tiguarderebbero pure di pi se facessi di testa tua, piccolastupida! William sar il tuo cavaliere alla festa di Mirzame la tradizione vuole che stasera, almeno un ballo lo facciateinsieme Quindi basta quando la cenasar finita e inizieranno le danze, lui verr date e tu accetterai il suo invito non mi farai fare unafiguraccia, chiaro?
Stupido pallone gonfiato! Tiodio! Ti odio!
Smettila di fare scene,Mei Non ci vorranno pi di dieci minuti! Menofarai la difficile, prima potrai stare con il tuoBlack
Divenni rosso porpora come accenn a Sirius e mi calmaiallistante, smettendo di rispondergli male e di provare adivincolarmi, Rigel ghign divertito: non accennava alasciarmi il polso e continuava a tenermi bloccata, sapeva che, nonappena avesse mostrato un attimo di esitazione, mi sarei rifugiata incamera e a quel punto ci sarebbe voluto un miracolo per tirarmi fuorida l dentro. Io volevo andarmene il pi prestopossibile, volevo fuggire prima che non riuscissi pi atrattenere le lacrime. Allimprovviso mi abbraccie mi diede il tempo di calmarmi e riprendere un po dicontegno, mi accarezz la testa: di solito mio fratello nonsi comportava cos con me, mi staccai per guardarlo, la suaespressione per era come sempre impassibile. Riprendemmo acamminare, lentamente e in silenzio, diretti ai sotterranei. Sfruttammoun paio di scorciatoie, poi, poco prima di entrare nel corridoio cheimmetteva alla Sala Comune, si ferm, deciso ad andare afondo della storia, prima di tornare in mezzo agli altri.
Qual il veroproblema, Mei? Perch non vuoi goderti questa dannata festacome tutti?"
Fatti gli affari tuoi,Rigel...
Perch? Spiegamiperch non vuoi venire alla cena di staseraLaltra volta ti sei divertita e devi ancora un ballo aSirius, mi pare Quindi ... che cos' cambiato?Hai litigato con Black? Ti ha offeso? Ci penso io, se cos셔
No! Sirius noncentra niente!
Stavolta non mi guardava con la sua solita aria odiosa, sembravadavvero preoccupato.
Allora che cosac che non va?
Tu lo sapevi che non possiamometterci la divisa stasera?
Che domande fai, Meissa?Certo! A cosa pensavi servissero quei bei vestiti che ti ha fattopreparare la mamma ad agosto?"
Io li odio queivestiti!
Ma Hai fatto isalti di gioia per giorni quando la mamma ti ha comprato quello rosso.Ti sta benissimo!
Mi stava beneallora
Ero diventata rosso fuoco, e mi guardavo la punta delle scarpe, quandoalzai lo sguardo, Rigel mi stava soppesando ed iomimbarazzai ancora di pi.
Tutto qui il problema? Guardache anchio mi sono alzato in questi mesi e ho dovuto farmiaggiustare i vestiti Gli elfi stanno qui apposta, e sonobravi come quelli di casa nostra, quindi non farti problemiassurdi
Tu non capisci!
Cosa diavoloc da capire? I vestiti si allungano, sistringono, si allargano, si sistemano Senti Ionon saprei dirti come aggiustare il tuo vestito, non so niente dellerobe che vi mettete addosso voi femmine, ma Non puoiparlare con una ragazza pi grande? Di sicuro Narcissa Blacksaprebbe indicarti lelfa pi adatta a correggertiil vestito, lei sempre perfetta! Ora te lacerco!
No!
Non cera pi niente da fare: mio fratello erapartito in quarta senza pi guardare in faccia niente enessuno. Lo odiavo! Quando mi trattava cos, poiLo odiavo non rendeva bene quello che pensavo dilui in quel momento. Sapevo che Rigel era talmente perso per quellaragazza che avrebbe colto qualsiasi occasione per poterle parlare, manon avrei mai immaginato che avrebbe approfittato pure della miadebolezza. Quando entrammo in Sala Comune, Narcissa e due sue compagnedel sesto anno stavano chiacchierando con il solito modo di farecivettuolo sul divano centrale, occhieggiando i ragazzidellultimo anno e facendosi ammirare da tutta la popolazionemaschile dei sotterranei. Rigel si fiond volando verso diloro, mostrando la migliore faccia galante e tipicamente Sherton. Ioavrei voluto sotterrarmi in quel preciso istante, soprattutto quandovidi Alecto Carrow seguire con interesse il discorso di mio fratello erivolgermi un ghigno sardonico. Rigel spieg la situazione aNarcissa, la quale, gentile come sapeva essere solo con la gente suapari, si rivolse a me, disponibile: sentivo i loro occhi addosso esapevo che, grazie allimbecillit di miofratello, da quel momento sarei stata oggetto dei pettegolezzi di mezzascuola per i successivi sei anni. Lavrei volentieri uccisosul posto.
Scusa, Narcissa,ma non c bisogno che tidisturbi io Mio fratello un idiota, lo sai
Vidi Rigel gettarmi uno sguardo carico dodio, mentreNarcissa non sembrava per niente infastidita, Alecto, al suo fianco,come immaginavo, era pronta a cogliere un ghiotto pettegolezzo: divennidi nuovo rosso fuoco.
Sento parlare zia Walburga diquesto famigerato vestito rosso da agosto, lha talmentecolpita che per la prima volta lho sentita lamentarsi di nonavere una figlia femmina anche lei...
Risero, di quella classica risata leggera e un pocivettuola, quella risata che rendeva Narcissa deliziosa a tutti. VidiLucius Malfoy alzare lo sguardo dalla suaGazzetta e indugiare a lungo su di lei,immediatamente la ragazza prese colore sulle guance. Per fortuna,dovevamo tutti prepararci cos, in breve, Alecto e le altreandarono nelle loro stanze, io rimasi in silenzio ancora pochi minuticon Rigel e Narcissa, che sembrava volermi aiutare davvero.
Se nellabitoc qualcosa che non va, chiama Wallya: tra tuttele elfe di Hogwarts, quella pi abile, daquando labbiamo scoperta, io e le mie amiche ci facciamosistemare i vestiti solo da lei. Far un lavoro perfetto inpochi minuti, fidati!
Rigel ringrazi e ci lasci scendere neidormitori, io mi avviai con Cissa per le scale a chiocciola chesmistavano ai vari appartamenti delle ragazze: ero convinta che nonvedesse lora di lasciarmi per potersi preparare, quella seraprobabilmente sarebbe stata in compagnia di Lucius Malfoy per tutto iltempo, invece si ferm concedendomi ancora un podella sua attenzione.
Non per ilvestito che sei preoccupata, vero? C qualcosa dipi serio a turbarti
La guardai: i suoi occhi azzurri cos penetranti sembravanocapaci di leggermi fino in fondo al cuore. Avevo gi capitoda tempo, osservandola, che la sua aria frivola era una semplicemaschera, Narcissa Black lindossava per rassicurare ilprossimo, fingendo di essere come gli altri si aspettavano: una ragazzabellissima, egoista e superficiale, che non si faceva troppe domandesul mondo che aveva intorno. Chi non si fosse fermato alla superficie,per, avrebbe scoperto quanto fosse diversa.
Non nulla E solo che Non voglio essereobbligata a ballare con chi non conosco e preferirei non dovermimettere in ghingheri per.
Narcissa rise, una risata molto pi vera di quelle che lesentivo spesso con le sue amiche. E anche molto pi triste.
Tutto questo turbamento soloper un ballo? Salazar! Che cosa ne sar di te in seguito?Questo il destino di quelle come noi, MeissaSherton E il tributo che dobbiamo alle nostrefamiglie, al loro prestigio, e al loro futuro. Cchi dice che gli Sherton siano diversi dagli altri, ma io non cicredo fossi in te io imparerei la lezione infretta Noi veniamo al mondo solo per far concludere unottimo affare alle nostre famiglie Cerca di far coincidereil loro interesse con il tuo, lunica cosa chepuoi fare per te stessa e per la tua felicit.
Mi salut senza aggiungere altro, lasciandomi da sola,basita, davanti alla stanza in cui avrei passato i successivi sei annidella mia vita. Presi di nuovo fuoco, mentre entravo: Zelda, Georgina ePenny stavano rimirandosi gi pronte allo specchio, MaelaDickens stava finendo di sistemarsi i capelli. Quando posai gli occhisu di lei, il mio senso dinadeguatezza peggiorulteriormente: con quei suoi lunghi capelli biondi, sembrava una Veelain miniatura, aveva lincarnato da bambola, gli occhioniazzurri, dolci, e il corpo di una quattordicenne, alta e giformosa.Io non potevo uscire con quel dannato vestito addossoe subire il confronto con Maela o altre ragazze come lei. Nonpotevo.Il bellabito rosso che mia madre mi avevafatto realizzare apposta stava sul letto, invitante e spaventevole. No,non lavrei mai indossato e ancor meno avrei ballato conWilliam Emerson, cercatore dei Corvonero, uno dei ragazzipi ambiti di Hogwarts. Avrei voluto piangereGi odiavo dover andare a quella festa, figurarsi poi essereesposta cos sotto gli occhi di tutti. Mi ero messa quelvestito circa una settimana prima, per assicurarmi che non ci fosserolavori da fare, mi calzava perfettamente, con la bella gonna lunga eliscia, leggermente svasata, il corpetto intrecciato che terminava conlalto collo, le maniche lisce che finivano a becco e laschiena parzialmente scoperta, esaltata dai capelli che avreiintrecciato in alto. Era un bellabito, sontuoso ma noneccessivo, e mi stava pure bene A parte per unparticolare Si vedeva bene, troppo bene, che stavoiniziando a crescere: con la divisa non si vedeva, ma conquellabito, anche incurvandomi, non potevo nascondermi ed ionon volevo affrontare gli occhi di tutti, non ce lavrei maifatta. Wallya si materializz nella stanza: appena la viditemetti che mi dicesse di indossarlo l, davanti a Maela ealle altre, cos andai a nascondermi in bagno col vestito epoco dopo riemersi, osservai di sbieco la mia figura riflessa allospecchio, notai gli sguardi invidiosi di Maela e quelli competenti diWallya. La piccola elfa inizi a muoversi attorno a me, conil suo occhio efficiente aveva capito subito come ottenere il meglio,ma nonostante le rassicurazioni e il lavoro perfetto, continuavo aessere terrorizzata allidea di presentarmi cosdi fronte a tutta la scuola.
Perfetto e anche signorinaperfetta
Grazie,Wallya
Era la prima volta che ringraziavo un elfo in vita mia Leispar con un inchino, lasciandomi sola, le mie compagneerano gi pronte da un pezzo e forse mi attendevano in SalaComune. Di sicuro stavano facendo le smorfiose con i ragazzinipi grandi. Con la faccia degna di un funerale, mi avviai inSala Comune.
***
WilliamEmerson
Castello di Hogwarts, Highlands - ven. 17 dicembre1971
Mi specchiai per la ventesima volta, ero sempre stato soddisfatto delmio aspetto, ma quella sera non riuscivo a far pace con la miaimmagine. Nervoso mi aggiustai il cravattino di nuovo e sospirandodecisi che meglio di cos non potevo fare. Inrealt, quella sera, volevo apparire al peggio delle miepossibilit, avevo voglia di far scappare tutti, presentarmicome un pazzo cavernicolo, un troll e, al diavolo la mia reputazione dibravo ragazzo e studente modello, cambiare totalmentelopinione che di me avevano gli altri.MathiasFerguson sulla porta sghignazzava, aveva assistito a tutto il miocerimoniale sbellicandosi dalle risate e prendendomi in giro senzapiet. Non sapevo cosa ci fosse da ridere, visto che quelloche dovevo fare non volevo farlo e che probabilmente stavo per rovinaretutto il mio futuro con quella serata odiosa. Quando mi videro prendereil mio mantello, anche Thomas Chapman cap che finalmenteero pronto a scendere e poteva iniziare la seconda fase della lorotortura nei miei confronti: qualsiasi bella ragazza avessimoincontrato, mi avrebbero fatto di no con latesta, ricordandomi che da quella sera, probabilmente potevoconsiderarmi ufficialmente accasato.
Ma perch non ticuci quella boccaccia, Tom?
Dai Will, non fare laSerpe.
Lo fulminai con lo sguardo. Quei due, i miei ormai ex-amici, riseroancora pi sguaiatamente, sembravano due stupidi Grifondoro,non pi due diligenti studenti di Corvonero.
Basta con quella faccia dafunerale, Will dicono sia davvero molto bella.E non dicono solo quello
Ghign, facendo un gesto che mi pareva davvero fuori luogo,visto che stavamo parlando di una ragazzina di undici anni.
Idiota! Poi lhogi vista altre volte, sia a scuola sia a Inverness: una normalissima bambina di undici anni, per dipi disgustosamente Serpeverde e viziata!
Su, su tutte legrandi storie damore iniziano con una folleantipatia!
Ma vai al diavolo!
Aprii in malo modo la porta della Sala Grande, rimanendo affascinatodalla bellezza e spettacolarit dellallestimento,per un momento tutta la mia tristezza e il malumore lasciarono il postoal solito senso di meraviglia che spesso mi coglieva nel magicocastello di Hogwarts. Dumbledore, checch ne dicesse quellaSerpe razzista di mia madre, era un genio nellorganizzarefeste spettacolari: dodici meravigliosi e imponenti alberi, abbelliticon i pi straordinari decori natalizi che avessi mai visto,erano distribuiti in Sala Grande, le tavole erano ancor piricolme della sera di Halloween, il fuoco nei caminetti danzavascoppiettanti, ovunque cera lodore fresco diresina e i segnaposti a forma di piccoli babbi natali di neve cantavanoi tipici canti natalizi. Il soffitto incantato riversava su di noi unaneve leggera, che si materializzava sulle tavole sotto forma difarfalle di cioccolato bianco, le luci ondeggiavano amezzaria, il colore oro fuso al rosso riluceva su ogni cosa,persino sugli stendardi delle Case. In poche parole, era tuttobellissimo. Vagai con lo sguardo tra i tavoli fino a raggiungere quelloin cui riconobbi il viso familiare di uno dei miei pi cariamici. Conoscevo Rigel Sherton da quando eravamo bambini, le nostrefamiglie celebravano sempre insieme i riti canonici del Nord, a partelultimo Yule, perch mi ero ammalato. Avevamopersino preso le Rune insieme a Inverness, due anni prima e questo ciuniva nel destino e nel sangue: a parte il legame ufficiale che latradizione ci imponeva, e nonostante stessimo crescendo a Hogwarts indue Case rivali, io lo consideravo il fratello che la sorte non miaveva dato. Mio padre, Donavan Kenneth Emerson, di Inverness, dallamorte del nonno era il massimo esponente dei Corvonero tra i maghi delNord e il suo voto era importante presso la Confraternita, quantoquello del padre di Rigel; mia madre invece, Mahira Pucey, era unabrillante e straricca strega di Manchester, che era riuscita aconvincere la sua famiglia rigorosamente Serpeverde a farla sposare conun Corvonero, giocando dastuzia e ricordando loro che gliEmerson non erano dei Corvi qualsiasi, ma abbracciavano le teorie sullasuperiorit dei Purosangue, come tutti gli altri Maghi delNord. Il loro matrimonio, in realt, non era stato fortunatocome i due si aspettavano allinizio, perch lanatura Serpeverde di mia madre era venuta fuori prepotentemente subitodopo la mia nascita:
Tiho dato un primogenito maschio e purosangue, ora devi darmi anche tuqualcosa in cambio!
Di fatto i miei genitori da quasi un decennio non vivevanopi insieme, presentandosi come una coppia solo nelleoccasioni ufficiali. Questo per non voleva dire che miamadre fosse fuori dalla nostra vita, e soprattutto che noncondizionasse pesantemente il mio futuro con le sue serpenteschemacchinazioni: la sua influenza su mio padre era ancora fortissima esfruttare al massimo lamicizia che lo legava ad AlshainSherton era uno dei suoi principali obiettivi. Questo facevas che, da quando era iniziato il mio terzo anno a Hogwartse la figlia di Sherton era stata miracolosamente smistata a Serpeverde,andando a rompere una sciagurata tradizione millenaria di figlieCorvonero oltre a un patto siglato con i Malfoy, la mia vita erascivolata nellincubo. Non riuscivo pi a godermii miei tredici anni, n la mia nomina a cercatore diCorvonero e il mio aspetto piacevole stava diventando un motivo di odioverso me stesso, invece che un dono da cui trarre vantaggio. Non migodetti neppure la cena di Natale e quando alla fine il vegliardoannunci che potevamo finalmente scatenarci nel ballo, lamia fu la reazione del condannato al patibolo. Scorsi con gli occhifino a intercettare quelli di Meissa: era senza dubbio una ragazzinacarina, ma io vedevo in lei e nel ballo di quella sciagurata sera, solola prima tappa verso una vita infelice come quella di mio padre.
Odiavo le ragazze di Serpeverde, tutte, nessuna esclusa,perch avevo vissuto sulla pelle, con mia madre, cosa sicelava dietro la loro finta maschera affascinante e meravigliosa.Mentre la magia trasformava la Sala Grande in una magnifica sala in cuiballare, tra sculture di ghiaccio, decori natalizi, strani coriandolidi neve e farfalle che scendevano dal cielo gelido e stellato, mi alzaicome un automa e percorsi i pochi passi che mi separavano dal tavolodelle Serpi. Con il mio pedigree, il mio nome e le mie forti amicizie,ero uno dei pochi Corvonero che potevano arrischiarsi ad avvicinare leSerpi senza temere insulti o attacchi pi concreti. Tralaltro, per quellanno, non cerapi nemmeno il Quidditch, per loro, a infiammare gli animi.
Posso ballare con te, MeissaSherton?
Alla fine eravamo arrivati al momento della verit. Avevodetto a Rigel cosa ne pensavo di tutta quella faccenda, trovandolopiuttosto comprensivo, e lavevo pregato di dire a suasorella che volevo togliermi il pensiero il prima possibile: vista dalontano, dovevo ammettere che non sembrava una di quelle scioccheochette che ti mettono in imbarazzo di fronte a tutti, ma non laconoscevo tanto bene, quindi non potevo sapere cosa avrebbe combinato.Probabilmente avrebbe sghignazzato tutto il tempo pavoneggiandosi conle amiche e finto di scivolare solo per farsi raccogliere: non era laprima stupida che avevo visto comportarsi cos. GuardaiRigel, osservava a turno me e sua sorella con cipiglio teso e severo,probabilmente doveva svolgere anche lui controvoglia il ruolo delfratello maggiore preoccupato, sentii il brusio eccitato di un paio diragazzine, di sicuro non avevano idea che lo stessi facendo per soloper dovere. Sospirai, sapevo che sarebbe finita cos e mipreparai al peggio. Meissa, per, non si lancientusiasta verso di me, anzi, pareva esitare, alla fine sialz, la vidi sfuggire il mio sguardo e spaziare tuttointorno. Seguii i suoi occhi e mi resi conto che stava guardando versoun gruppetto di piccoli Grifoni: ci misi poco a riconoscere tra glialtri il giovane Black, quello strano, quello che aveva gettato nelloscandalo lantica casata dei ToujoursPur facendosi smistare tra mezzosangue e babbanofili. Miveniva quasi da ridere, ma cercai di rimanere composto e di comportarmicome pretendeva letichetta. Perplesso e in parte sollevatole diedi la mano, era diventata molto pi alta dal Solstiziodestate, e portava con grazia un abito che la mostrava menobambina di quanto ricordassi. Ma era soprattutto il suo atteggiamentomisurato a colpirmi: stava facendo di tutto per non farsi notare,n da me n da chi ci stava intorno, anche sesapevamo entrambi che non era possibile. Le sorrisi incoraggiandola, simuoveva con grazia, ma questo lo sapevo gi, tutti sapevanoche Deidra Sherton curava personalmente certi aspettidelleducazione dei suoi figli perch fosseroimpeccabili nelle occasioni mondane come nella preparazione nellostudio. Forse non era male nemmeno parlare con lei, ma dubitavo che miavrebbe detto una parola di pi di quanto dovutodalletichetta. Per la prima vola da quando avevo ricevuto lalettera di mia madre che mi obbligava a invitarla, ebbi dapprima ilsospetto poi la certezza che nemmeno lei apprezzasse le macchinazionidei miei genitori: era sufficiente osservare con quanta apprensionecercava di non perdere di vista il piccolo Black che ballavacon cipiglio severo con la figlia dei Dickens. Quando la musicafin, mi sorrise e con lassoluta freddagentilezza delle frasi di circostanza mi conged: la guardaiallontanarsi, raggiungere suo fratello, scambiare alcune battute conlui e subito dopo dileguarsi verso il gruppetto capitanato da Black.Anche lui aveva evidentemente lasciato perdere la propria provvisoriacompagna. Sorrisi. Di certo a casa mia non avrebbero apprezzato moltoquella scenetta, ma a me faceva piacere oltre che uninfinitatenerezza. I miei amici mi accerchiarono, facendo apprezzamenti sulfatto che ero ancora vivo, che lei era davvero molto carina e menostupida di tante, ma io li lasciai alle loro chiacchiere e mi avvicinaiallunica e sola che avrei invitato, findallinizio, se fossi stato libero di fare di testa mia.
Marlene, ti va diballare?
Fece un po la difficile allinizio, come sempre,ma finalmente Marlene McKinnon si alz e mi diede la mano, eper tutto il resto della serata ballai con lei.
*continua*
NdA: Ringrazio quanti hanno letto, hanno aggiunto a preferiti/seguiti/ecc,hanno recensito e/o hanno proposto/votato questa FF per il concorso suimigliori personaggi originali indetto da Erika di EFP (maggio 2010). Valeria Scheda
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