MS.009 - MIRZAM - Nulla come appare (1)
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ThatLove is All There is Terre_del_Nord
Slytherin's Blood
Mirzam - MS. 009 - Nulla Come Appare (1)

MirzamSherton Inverness, Highlands - giov. 1 ottobre 1970
AVADA
Un rumore sinistro silev sopra di noi, gi prima che il getto di luceverde iniziasse a prendere forma sulla punta della bacchetta: alzammogli occhi e vedemmo, con orrore, che il soffitto stava per crollarciaddosso. Distinto,senza pi pensare a nientaltro, mi lanciai sullafigura che avevo accanto. Nel caos, la bacchetta cadde aterra e la maledizione non fu pronunciata per intero. Subito dopo fulinferno: il rumore delle travi, schiantate a terra, fuassordante, la polvere si alz, soffocando le fiamme, ilvuoto daria ci trascin via, sollevandoci per poischiacciarci a terra. E,infine, il buio cintrappol dentro dis. Voci,pensieri, dolore, sogni: tutto si affievol fino a sparire. Persino lincendio sispense, nel freddo e nel silenzio. Non avevo paura. Avevo messo in conto di potermorire, quella notte. Manon avrei mai immaginato che sarebbe finito tutto cos
Mi ridestai allimprovviso. Un ticchettio, ritmato econtinuo, mi riport a fatica al presente e quelle immaginisi dispersero ancora, nella confusione del dormiveglia: il ricordodella notte di Imbolc si ripresentava ogni volta che chiudevo gli occhie si dissolveva sempre prima di vedere qualcosa di l diquel buio. La mia mente ripercorreva allinfinito quegliistanti, bench cercassi in tutti i modi, invano, disottrarmi a quellagonia. Sospirai, sudato, sfinito, con uncerchio doloroso a cingermi la testa: la sera precedente, dopo lamissione, avevo bevuto fin quasi a perdere i sensi, poi Astento capii dove mi trovassi: la luce del pomeriggio filtravaattraverso le imposte accostate, riempiendo di unariadecadente la lussuosa camera in cui mi rifugiavo spesso, allaDama Scarlatta, un elegante albergodell800 nel centro di Inverness. Scivolai con lo sguardo inalto, agli intrecci elaborati del baldacchino e ai tendaggi rimastistranamente annodati.
Salazar faismettere quel dannatorumore
La voce femminile, incerta, impastata da alcool e sonno, emerse dasotto le coperte, e di colpo ricordai tutto: la sua mano pallida eraappoggiata sul mio petto nudo e il suo calore premeva leggero al miofianco destro. Una morsa dolorosa mi prese allo stomaco. Mi alzai, insilenzio: sembrava ci fosse un gufo alla finestra. Mi cinsi i fianchicon un asciugamano e mi affacciai: il Ness scorreva placido sotto gliargini scanditi dagli alberi; il ponte, il castello, la cattedrale, itetti spioventi: tutto era ricoperto dalla prima nevedellanno. Laria gelida mi risveglicompletamente. Hermes, il gufo reale di mio padre, era in attesa, suldavanzale, un messaggio legato alla zampa. Leggere, per,era inutile, avevo gi capito, cera solo motivo,se mi arrivavano notizie da Herrengton, dopo mesi: il bambino stava pernascere e mia madre mi voleva accanto a s, a casa.
Devo andare,scusami
Mi avvicinai al letto per darle un furtivo bacio sulle labbra, poiiniziai a raccattare i miei vestiti sparsi per tutta la camera: miosservava tra le lenzuola, gli occhi carichi di promesse, vestita solodei lunghi capelli corvini, che ne rendevano ancora pidiafana la perfetta pelle di porcellana. Sorrise stiracchiandosi, poisi rannicchi dove avevo dormito fino a poco prima,rotolandocisi in mezzo, per provocarmi e godersi il mio profumo e ilmio calore.
Non vuoiportarmi con te?
I suoi occhi erano capaci di ammaliare qualsiasi uomo. Esitai.
Losai Non sarebbe il momento pi adatto per dire atutti di noi
Apr le labbra carnose, per ribattere,unespressione severa rese gelidi i suoi occhi scuri; allafine, per, annu e si limit a mimarecon le labbra, muta e maliziosa, una sola parola: PECCATO .Lesorrisi, complice, poi mi voltai per rivestirmi, pur continuando astudiare le sue mosse allo specchio: non riuscivo a staccarle gli occhidi dosso, sapeva bene quanto mi piacesse guardarla. Ero quasi pronto,quando scivol fuori dal letto, sinuosa, e mi raggiunse dadietro: attraverso la seta della camicia, sentivo la sua pelle, riarsa,strusciarsi su di me, languida. La sua destra si appoggisul mio fianco e scese lentamente, sopra il tessuto, mentremincantava con lo sguardo. Il mio respiroacceler, quando si alz in punti di piedi,laltra mano premette sulla mia nuca, intrecciandosi ai mieicapelli e la sua voce vibr al mio orecchio.
Allora Portaquesto momento con te, nei tuoi pensieri
Risal lenta dalla mia gamba verso linguine,senza staccare gli occhi dai miei, allo specchio. Ero in apnea. Con unenorme sforzo di volont riuscii a bloccarle il polso,impedendo che salisse ancora, e mi voltai, fermandole il braccio destrodietro la schiena, senza farle male, ma in modo deciso: un ghignosoddisfatto si stamp sul suo viso, mentre portava la manosinistra, leggera, a disegnarmi le labbra con i polpastrelli. Recuperaiil fiato baciandole le dita, ma sentivo il mio viso avvampare al suosguardo: sapevamo entrambi quanto mi fosse difficile restareimpassibile a quelle sue lusinghe. Come suo solito,minvest con la sua risata irridente ed iotremai. Vacill, lasciandosi cadere allindietrosul letto, trascinandomi con s, ed io, colto allasprovvista, mi ritrovai sopra di lei, intrappolandola tanto stretta ame, da confondere i nostri respiri. Ghign soddisfatta,chiunque avrebbe perso la testa e approfittato di quella situazione:inizi a muoversi, sensuale, strusciandosi contro di me,cercando con la mano libera di spogliarmi di nuovo e continuando afissarmi con occhi che mi supplicavano di prenderla. Mi sollevai appenae questo laccese di speranza, ma quando torn ascrutare nei miei occhi, non vide ci che si aspettava.Cerc di sollevarsi per baciarmi sulla bocca, ma io laevitai e mi ritrassi ancora. Indispettita, lott perdivincolarsi e con la mano libera cerc di schiaffeggiarmi,ma io, preparato alla sua furia, le bloccai facilmente il polso,inchiodandola definitivamente al letto.
SmettilaBlack smettila
La guardai risoluto: imprigionata sotto di me, si agitavaconvulsamente, gli occhi fissi nei miei; era una belva pronta a faredel male, ma lontana dalla sua bacchetta, le era impossibile sopraffarequalcuno fisicamente tanto pi forte di lei. Alla fine,esausta, smise di combattere ed io approfittai della tregua perstringerla nel mio abbraccio: sentii la sua ira lasciar posto, pocoalla volta, a quella strana sensazione che ci legava da mesi e che avolte temevo di non riuscire pi a controllare, come nonriuscivo pi a controllare lei. Mi sollevai, in silenzio,rotolandole di fianco, lo sguardo perso sul soffitto, ascoltando il suorespiro tornare normale e il suo corpo, tremante, accucciarsi accantoal mio, alla ricerca del mio calore.
Dimmelo, ShertonDimmelo Devi dirmelo o
Non sono come gli altri,Black, non puoi dominarmi Fattene una ragione!
La guardai con la consueta durezza, poi, per, le presi unamano, gliela baciai e le accarezzai teneramente il viso: volevorassicurarla, anche se era troppa linquietudine chesentivamo dentro.
Sei stata perfetta, ierisera, Bella, appena Milord sapr che stavolta hai fattotutto da sola
Adesso? Perch?Avevi detto che avremmo preso il Marchio insieme, inestate
Non eri tu, quellaimpaziente? Non avrai paura, vero, ora che stai per realizzare i tuoisogni?
Voglio farlo, pidi ogni cosa, lo sai ma ormai ero convinta difarlo con te, di averti accanto
Rimasi in silenzio, per un istante, riflettendo.
Ne riparleremo,Black ma al mio ritorno. Adesso devoassolutamente andare Puoi restare quantovuoi
Fece di no con la testa, come al solito, io mi alzai, senza aggiungerealtro, mi sistemai gli abiti spiegazzati e mi gettai il mantello sullespalle. Scesi di sotto, per pagare il conto della stanza e ricompensareil proprietario della Dama, per la piena discrezione che ci garantivaogni volta, poi finalmente uscii: si stava facendo di nuovo sera, avevoappena il tempo di cambiarmi a casa mia e partire subito perHerrengton. Appena ci salutavamo, mi ripromettevo di farla finita conBella, poi, per, una volta a casa, iniziavo subito aprogettare lincontro successivo, studiandolo finoallultimo dettaglio. Rischiavo molto ormai, lo sapevo, maandava fatto: non potevo e non volevo rinunciare. Non ora che ero ad unpasso dalla mia vittoria.
***
MirzamSherton
Trevillick, Cornwall - sab. 25 aprile 1970 - inizio flashback
Il maniero di Trevillick, residenza estiva deiLestrange a picco su una scogliera del Cornwall, era stato riportatoagli antichi splendori in occasione del ventiduesimo compleanno diRodolphus e ora, finalmente, appariva di nuovo al massimo della suabellezza. Quella sera capimmo tutti, in fretta, di non essere statiinvitati a una semplice festa, ma allevento mondanodellanno: ovunque era un tripudio di ricchezza ed eleganza,nella ricercatezza di vini, cibi, musica e intrattenimenti, si leggevala volont di Lestrange sr. di ribadire la propriaappartenenza al fior fiore dellalta societmagica. Ero felice per il mio amico: finalmente, si celebrava la suaprima, vera, grande vittoria, perch, dopo anni ditentennamenti, suo padre aveva deciso di affidargli la conduzione dibuona parte dei suoi affari, dimostrando di ritenerloallaltezza del suo nome e della sua fiducia. Peccato chequella repentina evoluzione dellatteggiamento paternoderivasse solo dal favore che Milord accordava a Rodolphus, consideratoormai da tutti il suo pi valido collaboratore. Anche acausa mia. Non spettava a me criticare la sua vita, ma ero preoccupato:per anni avevo sperato che, con una disposizione diversa del padre neisuoi confronti, Rodolphus avrebbe smesso di fare la guerra al mondointero, ma ora, stretto tra Milord e il suo vecchio, rischiava discivolare verso il baratro. Mi guard da lontano ed io,sorridente, alzai il calice per brindare al suo indirizzo, non volevorovinare la sua giusta felicit con la mia malinconia o imiei dubbi: avevo deciso di andare a quella festa soloperch tenevo a lui, bench da febbraioconducessi una vita ritirata a Inverness, evitando le occasioni mondanee la gente in genere. Desideravo sparire e passavo le mie giornatenella mia casa, lontano da tutti, solo con i miei pensieri e il miodolore. Quella sera, perci, bench mi fossitemporaneamente sottratto alla mia prigione volontaria, cercavo direstare defilato, addossato a una delle colonne del portico, in mezzo aquel tripudio di lusso e risate che non mi toccava affatto, ascoltandomusica e sorseggiando Firewhisky: rifuggivo le occhiate maliziose delleragazze che avrebbero desiderato ballare con me e chiunque cercasse diparlarmi, compreso il mio padrino, Orion Black, che vedevo aggirarsipreoccupato, cercando loccasione giusta per parlarmi, persapere come stavo e per provare a far da paciere tra me e mio padre. Misentivo rinfrancato solo dallaroma del mare che saliva dallescogliere e si fondeva con quello delle rose: Rodolphus avevarecuperato almeno quel segno tangibile dellamore di suamadre. Per un attimo pensai a Herrengton, alla voce di mia madre e allarisata di mia sorella: da quando avevo scelto la mia stradaavevo saputo per caso persino del bambino Bevvi, cercandodi annegare in quel liquido bruciante, quanto premeva per emergere dalcuore.
Credi metter latesta a posto, adesso?
Perso nel mio mondo, non mi ero accorto di Pucey se nonallultimo quando, guizzando dalle tenebre del colonnato, misi par davanti: come me, fissava Rodolphus, impegnato consuo padre in un frenetico svolazzare tra i tavoli, per scambiaresorrisi e vane chiacchiere con i suoi invitati.
Dovr farlo, sevuole apparire rispettabile: prestoprender anche moglie Per essere un lordperfetto ha bisogno solo di tre cose: limpegno politico, unricco matrimonio e un erede maschio
Ghignammo, mentre il nostro eroe, che si pavoneggiava in un lussuosoabito tradizionale rosso borgogna attorniato dalle piricche streghe in et da marito dellaltasociet, era di colpo coinvolto, suo malgrado, in una noiosadiscussione tenuta da Cornelius Fudge: probabilmente volevaapprofittare di quella festa per chiedere sostegno dopo il pomposo,quanto inutile, discorso che aveva fatto al Ministero, appena duegiorni prima, per candidarsi come Ministro della Magia.
Povero Cornelius, lunico a non sapere di non avere speranze: damesi Abraxas Malfoy tesse le sue trame per mettere a capo del Ministerouno dei suoi uomini di fiducia, Archibald Lodge...
Guardai preoccupato Pucey, che mi fece un eloquente cenno di assenso.Anche se non ci parlavo da settimane, potevo immaginare mio padre chetuonava i suoi peggiori anatemi contro quella nefasta accoppiata,appena l'avesse saputo: se Malfoy fosse riuscito nei suoi intenti,infatti, la vita sarebbe stata ancora pi dura per le Terredel Nord e per la Confraternita, non cerano dubbi.
E tu? Che progetti hai,Sherton? da un pezzo che non ti si vede ingiro Dopo la serata a Little Hangleton immaginavo divederti pi spesso, avevo sentito dire che Milord ti avevascelto come Reclutatore, ora che non gli vannopi bene i suoi vecchi uomini
Ho avuto da fare inScozia
Gi
Mi trapass con il suo ghigno ironico ed io sentii il sangueandarmi alla testa: cercai di controllarmi e restai in silenzio,trangugiando un altro sorso. Laria era improvvisamentetroppo gelida persino per essere respirata.
Milord mio padrela notte di Imbolc
Molti di noi non credevanoche te lo avrebbe chiesto e nessuno che avrestiaccettato
Come forse saprai, non micuro molto delle opinioni altrui, Pucey
Scorsi gli occhi sugli invitati, senza prestargli piattenzione, ma Steven era troppo coinvolto in quel discorso persospenderlo cos, o forse era solo molto piubriaco di me; mi si avvicin ancora e si sollevla manica della giacca sullavambraccio sinistro, esponendoalla luce delle fiaccole il deturpante Marchio Nero che si muoveva alpulsare del suo sangue. Tremai, quel gesto mi riportava alla mentepensieri spaventosi. Poi con gesto fulmineo, sollev anchela mia manica, confrontando con il suo Marchio, la mia pelle bianca eimmacolata.
C unabella differenza, ma pare contino pi le parole deifatti E il nome, pi delle azioni.
Stavo per ribattere, scocciato, che doveva chiedere a Milord, non a me,perch gli avesse tolto quellincarico per darlo ame che ancora nemmeno portavo il Marchio, quando sentimmo un suonosecco, tipico del legno quando si spezza: ci voltammo e vedemmoqualcosa nel buio del colonnato, a pochi passi da noi. Il mio cuoreperse un colpo e la paura mi serr la gola.
Salazar, no! Il Ministero, laConfraternita e soprattutto mio padre non devono sapere niente diquesta dannata storia.
Impegnati ad affrontarci, nessuno dei due si era accorto della figuranascosta per spiarci, che ora fuggiva via, cambiando stradapi volte e facendo un giro largo per confonderci fino araggiungere gli altri invitati: alla luce della luna, ne riconobbi icapelli corvini.
Ci mancava solo questa!
solo BellatrixBlack, non ti preoccupare Salazar Darei tuttoquello che possiedo per farmela almeno una volta Tu che nepensi, Sherton?
" Che faresti bene a teneregli occhi aperti, quando mostri quel dannato braccio, invece di pensarealle stronzate, Pucey! Immagina se nascosto nel buio ci fosse stato unministeriale
O peggio ancoratuo padre! Dico bene, Sherton? Ti tiene ancora sotto, per quellastoria? per questo che non esci da casa? Hai giocato con ifiammiferi nel posto sbagliato,vero? Ahahah
Anche se non sono affarituoi, Pucey io non centro niente conquellincendio
Chi vuoi ingannare? Non ticrede nemmeno tuo padre! Non vuol pi vederti, nascoltarti Lo sanno tutti
Vai allinferno,Pucey
Lo lasciai l, furente, e attraversai il portico, sempretenendo gli occhi fissi su Bellatrix: sentendosi osservata, anche leisi volt, mi chiedevo se intuisse quanto profondo fosselodio che provavo nei suoi confronti. Bevvi un altro sorso,poi mi lasciai i suoni della festa alle spalle, avanzando nel buio delparco, sempre pi lontano dagli altri, ammirando la luna cheilluminava la spiaggia. Una profonda necessit di fuggire,di sparire, di perdermi, simpadron dime Fu un lampo e rividi tutto: a volte sentivo persino ilcalore del fuoco e il profumo che Sile portava addosso quella notte, ilsuo corpo che tremava tra le mie braccia e le grida, ilfumo, la paura, le macerie che ci crollavano addosso e ilrisveglio e mio padre Sentivo qualcosabruciarmi dentro, soffocarmi, mi mancava laria, la testascoppiava, uno strano brivido mi prese allo stomaco e sal,trasformandosi in un patetico pizzicore agli occhi. Me li asciugaifurtivo, col palmo della mano. Ormai solo, sul precipizio che si aprivasulla scogliera, scagliai quel che restava del Firewhisky e il preziosocalice sugli scogli sotto di me. Il rumore del cristallo frantumato fudivorato dal ruggito delle onde: desideravo annientare allo stesso modola mia vita, i pensieri, i sentimenti, tutte le cazzate che ancora mialbergavano nel cuore. E me stesso. Bastava un passo, un solo,impercettibile passo e il silenzio avrebbe spento ognidolore. Non sentii il rumore leggero dei tacchi sul pietrisco,n la voce, soffocata dallululato del mare, chemi stregava e mi chiamava a s; quando, per, unamano calda si pos sul mio braccio, mi voltai, alteratodallalcool e dai propositi di morte. Bellatrix Black era difronte a me, ad ammirare il mare, o forse il capolavoro che aveva fattodella mia vita
Tutta colpa sua, solo colpasua
Anche tu trovi noiosa questafesta?
Senza rispondere, tantomeno salutarla, feci per andarmene, ma Bellaaument la pressione sul mio braccio, costringendomi afermarmi. La guardai: doveva essere consapevole di quanto la odiassi,ma per ribadire il concetto, mi staccai da dosso la sua mano conviolenza.
Vorrei ringraziarti: quellavolta, senza di te, sarei finita ad Azkaban
Non ringraziare me, ringraziagli altri: se non fosse stato per aiutare loro
La guardai con disprezzo, ma non sembr curarsenen dar peso alle mie parole. Le diedi le spalle e iniziai adallontanarmi.
Sherton Devoparlarti di Andromeda solo tu puoiaiutarla
Mi bloccai allistante, mi voltai di nuovo, la guardai: Bellaghignava, trionfante.
Ho appena sentito Pucey direche sei tu il nuovoReclutatore diMilord
Non so di cosa parli, Black!Basta con le stronzate e dimmi di Meda!
Non trattarmi da stupida,Sherton, sai bene di Chi e di che cosa sto parlando: ho visto te ePucey scambiarvi il gesto dei Suoi seguaci So tutto di Lui,ho sentito mio padre parlarne con i suoi amici e ricordobene che tempo fa Lo andavi ad ascoltare anche tu, come me, aHogsmeade
Sollevai la manica e mostrai il braccio, in silenzio, sicuro di metterefine, cos, a quella situazione spiacevole, ma Bella non loguard nemmeno: teneva, ostinata, gli occhi fissi nei miei.
So che non ti hamarchiato Tra un anno devi prendere le Rune e non vuole cheti scoprano, ma so anche che tu sei uno dei Suoi, come lo Pucey Hai preso il suo posto Vi hosentito
Anche se fosse, Black, nonhai prove per denunciarmi e, senza di quelle, nemmeno il Ministeropu farmi qualcosa!
Il Ministero forseno per ora Ma tuo padre? Lui mi ascolterebbeanche senza prove Mi basterebbe fare la giusta allusionedurante una cena a Grimmauld Place e zio Orion partirebbe subito perHerrengton, per informarlo
Sei pi stupida diquanto pensassi, Black! Se fossi chi pensi tu, ti saresti appenacondannata a morte da sola, con un ricatto del genere: quifuori al buio su queste rocce nonsarebbe poi tanto strano cadere di sotto, sai? Soprattutto se si bevuto un po troppo, come nel tuo caso...Accetta un consiglio, Black: smettila di giocare Rischi diminacciare la persona sbagliata, una volta olaltra e fare una gran bruttafine
Ti sbagli, nonmimporta minacciarti, Sherton, sto solo fissando il prezzodelle mie informazioni: voglio conoscere Milord, essere presentata aLui e far parte della Sua cerchia
E cosa ti fa credere che siasufficiente chiedere, per ottenere, Black? Credi che un Mago comequello Si abbassi a te solo per il tuo nome? Non dovresti dimostrare dimeritartelo in maniera pi concreta, il Suo interesse? Dicerto non puoi aspettarti una raccomandazione, non da me,perch si dice che di fronte a Lui, nessuno possamentire, e tu sai bene quanto io ti disprezzi
Molti non hanno alcunafiducia in te, Sherton, ho sentito la rabbia di Pucey ma sefossi tu a reclutare un membro della Nobile e Antichissima Casata deiBlack? Quanto ti sarebbe grato Milord per un dono del genere? Chidubiterebbe pi di te, dopo, se Lui fosse tantosoddisfatto?
Sono stanco delle tuechiacchiere e delle tue menzogne, Bellatrix spero che Medanon stia male per colpa tua, perch ti giuropatiresti le pene dellinferno, se accadesse eora addio
Non ho mentito su Meda peravere la tua attenzione, Sherton mia sorella ha bisogno dite
Commovente daquando tinteressano le sorti di tua sorella e il suobene?
Da quando inserio pericolo
Cosa ti stai inventando,stavolta, Bellatrix?
Sto parlando di un maledettomezzo babbano di uno schifoso SangueSporco diun certo
TedTonks
Bella annu e inizi a raccontarmi quello che leaveva scritto Narcissa, di quanto fossero entrambe preoccupate perquella strana amicizia che evidentemente, nel periodo in cui mi eroritirato dal mondo, era ulteriormente degenerata.Tuttolodio, che covavo da settimane verso il destino infame enemici senza volto, prese una forma nitida; la mia stessa vita, cheormai consideravo priva di significato, assunse uno scopo: avevo fattouna promessa, avevo giurato di proteggerla e ora era il momento diintervenire, o Andromeda si sarebbe perduta per sempre.
Prover a parlaredi te con chi potrebbe aiutarti, Black, ma il tuo ingresso inquellambiente non dipende da me. Ti mander ungufo, ci dovremo rivedere presto... meglio se lontano daLondra
Bella annu di nuovo, stavolta reprimendo a stento un ghignodi trionfo: sapevo di aver appena siglato un altro patto col diavolo,ma la tensione e lalcool rendevano tutto pisfuocato. Me la lasciai alle spalle e tornai preoccupato alla festa,attraversando il parco e rientrando nel salone: volevo andarmenesubito, per pensare con calma a Meda.Raggiunsi Augustus, chestava chiacchierando con sua moglie e i Warrington al tavolo, perpregarlo di salutare il festeggiato da parte mia: Rodolphus, infatti,era di nuovo tenuto in ostaggio dal gruppetto di streghe con le figlieda sistemare ed era meglio restare alla larga almeno da quel genere diproblema. Feci un galante baciamano alle signore, entrambe avanti conla gravidanza, ma Sybille Rookwood, avendo intuito perchnon andassi da Lestrange, mi trattenne per prendermi in giro,invitandomi da loro per il weekend, per farmi conoscere un paio di sueamiche interessanti.Vittima delle loro risate, mi allontanairisentito e finalmente, dopo aver evitato di nuovo il mio padrino, misiquanti pi kilometri possibili tra me e quella dannatafesta.
fineflashback
***
MirzamSherton
Herrengton Hill, Highlands - sab. 3 ottobre 1970 ( chap.2 )
Avevo percorso, avanti e indietro, per ore, i corridoi, nervoso efrustrato, non sopportavo di sentire i lamenti della mamma e non poterfare nulla per lei; avevo intercettato Meissa, spaventata, e avevoprovato ad avvicinarla per darle conforto, ma mio padre aveva chiesto aKreya di portarla di sopra e a me di scrivere di nuovo alle zie e anostro fratello. Avevo sbrigato quella commissione rapidamente, poi eroritornato negli appartamenti dei miei, deciso a sottoporre a mio padreuno degli scritti del trisavolo Rufus, convinto di aver trovato unapozione utile in quella circostanza.Sapevo quanta fiduciariponesse in Peter Sell, il Medimago che aveva fatto nascere Meissa eme e, in unaltra occasione, avremmo approfittato anche diuna controversia del genere per scatenarci in una delle nostre litifuriose, ma quel giorno eravamo entrambi troppo preoccupati, per nontentare di tutto. Lo osservai: pur di fronte a me, evitava il miosguardo, era pallido e angosciato, e si sorreggeva sfinito alla porta,stremato da una notte insonne, passata a intrugliare da solo neisotterranei. Mia madre era la sua unica debolezza, bastava guardarli,per capire quanto, dopo tanti anni di matrimonio, fosse ancoratotalizzante lamore che provavano luno perlaltra, per questo mio padre era tormentato dallapreoccupazione e da una specie di senso di colpa. E in quel momentocos difficile, io, il suo primogenito indegno e traditore,non ero di nessun aiuto per lui. Mi avvicinai, deciso a fare qualcosa,pur mettendo in conto di ricevere solo un altro silenzio.
Non temere: la mamma sentelamore che provi per lei e questo le dar laforza necessaria Sono sicuro che presto questa giornata siriempir di gioia e se poi nascesse unabambina
Mi rivolse uno sguardo strano, come se tornasse a vedermi dopo secolidi oscurit. Da quanto non ci rivolgevamo uno sguardosimile? Da quanto non ci parlavamo senza insultarci?
Non importa cosasar purch gli dei ti ascoltino,Mirzam e finisca tutto bene e in frettaperch se accadesse qualcosa a tua madre,io
Continu a guardarmi, poi lev gli occhi alcielo, di l delle grandi finestre ad arco acuto cheirradiavano la luce del pomeriggio sul corridoio stretto egi oscuro; occhi che stentavo a riconoscere, pieni disgomento, rivolgevano la sua supplica a qualche dio. Capivo fin troppobene quello che provava. E lui lo sapeva. Mi ritrovai ad abbracciarlo:ripensai allo sguardo che ceravamo scambiati al mio diploma,e mi resi conto che da allora non eravamo pi riusciti acapirci davvero.Il nostro abbraccio divenne piintenso, sembrava non volesse pi lasciarmi andare, forsestava riflettendo anche lui sul nostro recente passato. Sarebbe statodiverso questa volta, dopo quanto era successo? No, maforse Sentii quelle parole, le uniche che avessero unsenso, montarmi alle labbra, prepotenti, incapace di trattenerle oltre.Anche se, ormai, erano inutili e tardive.
Mi dispiacePerdonami
Mi osserv in silenzio, enigmatico, ma non fece in tempo adirmi niente: dalla camera, simile a una risata liberatoria, silibr un timido vagito che and a rompere lesofferenze di mia madre e latmosfera caricadangoscia del corridoio. Mio padre si sciolse dal mioabbraccio, commosso e incredulo, io gli feci segno di andare, senzaaspettare che lo chiamassero: non si era allontanato dalla mammadallinizio del travaglio se non per preparare delle pozionio quando, poco prima, glielavevo chiesto io. Nulla dovevatenerlo lontano da sua moglie un secondo di pi. Avreivoluto seguirlo, per assicurarmi che la mamma stesse bene, ma eragiusto lasciarli soli, con il bambino: quella nascita era un segno perla nostra famiglia, ma sapevo di non avere pi il diritto difarne parte. Ruotai senza accorgermene lanello di MesserYuket che, da febbraio, portavo alla mia destra e mi affacciai allafinestra: i rilievi attorno a Herrengton erano addolciti dalla primaneve della stagione, i raggi del sole, che rapidamente volgeva altramonto, tingevano ogni cosa di un rosa pallido, carico disperanza.Non per me: avevo scelto la mia strada e, perpercorrerla, dovevo fare in modo di non mettere a rischio quanto avevodi pi caro. Il bambino non poteva cambiare niente. Pocodopo, mio padre riemerse dalla camera, raggiante, per rassicurarmi:appena aveva visto mia madre, stanca ma sana e salva, era tornatopienamente in s. Mi mise la mano sulla spalla, guardandomicome faceva in passato ed io capii che mi aveva perdonato,gi molto prima che glielo chiedessi. Il mio turbamento,per, non diminu.
Lei come sta? E ilbambino?
Perfettamente, entrambi: tuamadre stanca ma sta bene: alla fine le tue preghiere sonostate accolte il bambino un belmaschietto, ha i tuoi capelli e ti assomiglia, molto pi diRigel
Sorrisi e annuii, pensando alla faccia di Rigel quandolavesse saputo: di sicuro avrebbe pensato di mettere subitoin cantiere una squadra di Quidditch tutta nostra.
Sarai impaziente diriabbracciare tua madre, ma prima vorrei che salissi da tua sorella,per rassicurarla e portarla qui: le sei mancato molto in questo periodoe ora che nato un maschio saranno mesi unpo difficili per lei, Mirzam Meissa ha bisognodi te, del tuo sostegno. Non sto cercando dimporti ditornare a casa facendo leva sul vostro affetto reciproco,ma
Non giusto chela mamma e i miei fratelli soffrano ancora per le nostre dispute, loso abbiamo sprecato troppo tempo, ma restanodei problemi oggettivi e potrebbe esseredifficile
Possiamo risolvere ogni cosa,Mirzam, basta volerlo davvero Non pretendo che tu mi dicasubito di s, ma vorrei che ci riflettessiAbbiamo intenzione di passare linverno ad Amesbury e tornarea vivere a Londra, a Essex Street e Non crediche il tuo esilio sia durato abbastanza, Mirzam? Pensaci Ese puoi accetta anche tu le mie scuse sonostato troppo impulsivo e ho detto cose che nonpensavo
Annuii e sospirando presi la destra che mi porgeva, poi corsi per lescale evitando di prolungare ancora quel confronto di sguardi, ormaifin troppo eloquenti, ben sapendo che il discorso non sarebbe finitol; bussai e, senza attendere risposta, entrai: Meissa eracrollata sul letto, sfinita, spaventata dalle frasi infelici deiMedimaghi, capaci di turbare persino me. Avvicinandomi, guardai fuoridalla finestra: quella lunga giornata si stava finalmente spegnendo inun magnifico tramonto.
Meissa
Le accarezzai la testa, scostandole una ciocca corvina dal viso: purcos piccola e fragile, avrebbe cambiato il destino dellanostra famiglia. Ed era compito mio aiutarla a superare le sue paure,senza contravvenire al giuramento di silenzio fatto a nostro nonno.Invece avevo perso la testa e...
Mir
Scendiamo di sotto, Mei,c qualcuno che vuole conoscerci.
Le sorrisi: mi era mancata, molto pi di quanto volessiammettere; e sapevo di averla ferita, andando via, ma da quando eroritornato a casa, la gioia di riavermi accanto sembrava aver cancellatotutto. Ora, a turbare il suo musetto, restava solo la preoccupazioneper nostra madre.
La mamma sta bene, non tipreoccupare, stanca, star a letto diversigiorni, certo, ma vedrai che gli "intrugli" di pap larimetteranno in sesto e in un batter docchio sarcome nuova!
Prima che finissi di parlare, mi si era gi gettata tra lebraccia, liberandosi nel pianto, provai a consolarla in silenzio,tremando a mia volta; era difficile muoversi tra quelle mura, oguardare in faccia mio padre e mia madre, ma era quando stavo con Meiche i ripensamenti diventavano pi feroci. Per quante scuseavessi trovato, in quei mesi, per convincermi di aver fatto la cosagiusta, la verit era che la notte di Imbolclavevo tradita e abbandonata. Avevo affrontato la sorte consuperficialit, incurante delle conseguenze,bench sapessi di rischiare la prigionia o la morte. Nonavevo tenuto in alcun conto il dolore che potevo darle, nle cose terribili cui esponevo tutti loro.
Come hai potuto?
Erano state quelle le prime parole che mi aveva rivolto giustamente miopadre, il mattino seguente, quando mi aveva raccolto dalle braccia diDonovan Kelly, pi morto che vivo. Tremavo ancora mentrestringevo Meissa al mio fianco e ci dirigevamo di sotto, a conoscere ilbambino. Erano passati mesi, la mia famiglia mi tendeva le braccia perriaccogliermi, ma non sapeva ancora tutta la verit: per miopadre avevo fatto una sciocchezza che aveva messo a rischio moltepersone, ma infondo, era successo per un motivo in qualche modocomprensibile Non sapeva ancora tutto il resto, non sapevache da mesi non ero pi me stesso e che la strada, che ormaiavevo scelto, poteva trascinarli tutti con me, in un abisso oscuro.
***
MirzamSherton
la notte di Imbolc - sab. 31 gennaio 1970 - inizio flashback
The Cove, uno deipi malfamati pub di Nocturne Alley, era pieno come ognisera, latmosfera era calda, eccitata, lodoredellalcool si fondeva a quello del sangue: quasi ogni nottel dentro scoppiavano risse, raramente risolte solo a colpidi bacchetta. La prima volta che ci avevo messo piede era stata un paiodi settimane prima, naturalmente con Lestrange: ne eravamo uscitientrambi troppo ubriachi per ricordarci persino il nostro nome. Daallora, era diventato il nostro ritrovo preferito e sbronzarci unadelle tante insane abitudini che ci concedevamo. I soliti dueparticolari mi distrassero da un paio di ceffi pronti a picchiarsi:avevo notato dal primo istante gli stendardi del Puddlemere affissi inalto, sopra il bancone, insozzati dal fumo e dai vapori del locale e,nella bacheca in fondo alla stanza, la foto ingiallita di mio padreritratto dopo una delle sue tante vittorie.Trangugiai dunfiato un bicchiere di Firewhisky: avevo gi messo in contoche lalba avrebbe dissolto anche quel sogno, insieme alletenebre, perci era inutile ripensarci adesso.
E con questo sono due i Sabbache ignori che cosa mi combini, Sherton? Se domattina tuopadre ti appendesse per i pollici dalla torre pi alta diHerrengton, avrebbe tutto il mio sostegno anzise fosse possibile, vorrei un posto in prima fila, per godermi lospettacolo! Ahahahah
Gli sorrisi sprezzante, ma non ribattei, anzi buttai gi unaltro sorso, come se quel Firewhisky potesse colmare le sabbie mobiliche sentivo risucchiarmi da dentro; le immagini evocate da Lestrangenon mi toccavano, non ero pi un ragazzino eallalba, se mai avessi rivisto sorgere il sole, ritrovarmidi fronte a mio padre incazzato a morte, sarebbe statolultimo dei miei problemi.
E sorridi! Perchsei voluto uscire con me, stasera, se apprezzi cos poco lamia compagnia?
Mi guardava con laria da cane bastonato, ferito dal miocrudele disinteresse, sperando di strapparmi una risata, io invecesentivo solo salirmi alle labbra un Andiamo auccidere, perci rimanevo in silenzioe distoglievo lo sguardo da chi mi conosceva fin troppo bene, temendoche i suoi occhi potessero leggermi dentro. Da quando ero uscito dacasa, scappando dallabbraccio di mia madre con una menzogna,istante dopo istante avevo sentito le mie convinzioni vacillare escivolare via. Avevo previsto che sarebbe successo, per questo volevoRodolphus al mio fianco, perch sapevo che una sua solaparola mi sarebbe bastata per ritrovare volont e coraggio.Cos non rispondevo e bevevo sempre di pi,mentre Lestrange mi osservava dubbioso, seduto di fronte a me, altavolo. Non avevamo mai discusso tra noi di cosa fosse successo aLittle Hangleton, prima del suo arrivo al seguito di Milord, non neavevo voluto parlare e lui aveva rispettato il mio silenzio, ma sapevoche era lunico cui potessi confidare le mieperplessit, senza rischiare di essere frainteso, deriso, o,peggio ancora, accusato. Alla fine, la mia prima impressione su di luisi era rivelata giusta, era un bastardo immorale, un giuda, vero, manon nei miei confronti. Da sempre, cera un groviglio disentimenti strani tra noi, che singarbugliavano ogni giornodi pi, soprattutto da quando avevo salvato la sua preziosaBellatrix: Rodolphus era lunico che intuisse quanto mi fossispinto oltre i miei limiti, ed io lunico a scorgere quelminimo di umanit che gli restava. Per quanto mi conoscessepi di tutti, per, nemmeno lui immaginava cosaavessi in mente quella notte.
Allora, chiudiamoallegramente questa serata Che ne dici di quelle due rosselaggi? No, eh Insomma, Sherton nonpuoi rinunciare cos alle femmine! Diventerai un monaco, diquesto passo, e a me toccher fare pure la tua parte! Miavrai sulla coscienza, se ci rester secco!
Scoppi a ridere, facendo un cenno inequivocabile e volgareverso due ragazzotte che ci puntavano fin dal nostro arrivo, mentre ioscuotevo la testa, esasperato: Rodolphus faceva gi paura amolti, ma per me continuava a essere solo lidiotaincorreggibile che conoscevo dai tempi della scuola.
Un giorno, Lestrange, anchetu troverai quella persona unica che ti entrer nelsangue e allora forse capirai
Di solito, alle mie parole, seguiva da parte sua una sequela di battutevolgari e gesti scaramantici, ma quella sera rimase in silenzio ed ionon me ne stupii troppo: sospettavo da un po che si fosseinnamorato sul serio di Bellatrix, non era pi solo unaquestione di sangue, di denaro o di lussuria; e per la prima volta,invece di compatirlo, lo invidiai. Era unevidente pazzia, maRodolphus non avrebbe esitato, avrebbe fatto di tutto per realizzare isuoi sogni e alla fine lavrebbe conquistata, al contrario dime che avevo rinunciato a Sile senza nemmeno combattere. Le mievendette, i miei pianiAvevo creduto di potercambiare il nostro destino, invece Ero stato un buono aniente. Colpii il tavolo col bicchiere, reclamando un altro giro, vidiRodolphus, preoccupato dalle mie condizioni, fare un cenno di diniegoallelfo accorso, ma io mimpuntai ed estrassi labacchetta, ottenendo alla fine il mio ennesimo Firewhisky; bevvi,consapevole che nulla sarebbe bastato a spegnere il dolore che sentivodentro: n uccidere, n morire. Eppure una forzami spingeva a farlo, a qualsiasi costo. Rod guard prima leRune sulle mie mani, poi me. E sospir.
Mirzam Ora basta!So che giorno oggi so checoshai Ma devi smetterla di abbatterticos, perch non esiste un solo motivo valido perrinunciare a lei: Sile ti ama ancora, la conosco, non puessere vera la storia che mi hai raccontato E, se anchefosse, cos non risolveresti niente Hai maipensato di affrontarlo, quel francese? Comunque vada a finire,spaccargli la faccia ti farebbe bene, molto di pi di questoFirewhisky. Per lo meno non vivresti pi nel dubbio e nelrimpianto
E le conseguenze, Lestrange?Non posso pi fare solo ci chevoglio Devo pensare anche
Conseguenze? Non puoirinunciare al tuo bene, per paura delle conseguenze! Se un giorno laConfraternita finisse in mano a tuo fratello, a cosa sarebbe servitorinunciare a tutto ci cui tieni? Stiamo parlando della tuavita: anche tuo padre, a suo tempo, ha scelto tua madre e ha mandato aldiavolo le proprie responsabilitPerch tu dovresti rovinarti la vitacos?
Io non sono mio padre! Luiaveva qualcuno per cui combattere, io A me interessaguidare la Confraternita: far di tutto per realizzare ilmio sogno, quando sar il momento almeno questosogno
E credi che i Maghi del Nordsi accontenteranno di un capo che rinuncia? Il nostro mondo sul punto di esplodere, Sherton! Cbisogno di gente che sappia ci che vuole e che sia dispostaa tutto per ottenerlo, anche nella Confraternita! Tu lo saicos giusto: te lo dice il cuore, da mesi, cosava fatto, per il mondo magico, per le Terre del Nord, e per testesso Lo potresti imparare facilmente con Milord, lui tiaiuterebbe a superare i tuoi limiti, oltre a insegnarti magieportentose che nemmeno immagini E alla fine, quandosentir Milord con le sue orecchie, anche tuo padre siricreder e ti sar grato, per averlo condotto aLui. Ascolta il cuore, Mirzam, e avrai tutto: anche la vita chedesideri con Sile!
Mi mise una mano sulla mia: solo a sentire quel nome, il sangue avevapompato cos forte, che
Sono gi pronto alottare, Lestrange, anche senza laiuto di nessuno, per avereci che mi spetta
So che ne hai lavolont, ma per ora non riesci a ucciderenemmeno la feccia Non te lhanno mai insegnato.Che cosa accadrebbe se lunica scelta possibile fosseuccidere?
Stai dicendo che non ho lepalle per uccidere? Mi stai dando del codardo, Rodolphus?
Io non ho detto questo,Mirzam Io
Prover su di te,qui e adesso, se sono capace di uccidere! Vieni fuori e affrontami dauomo, Lestrange! O sei tu che non hai le palle percombattere?
Io? Che diavolo stai dicendo,Sherton? Io non
Preferisci scommettere 50.000galeoni che difendere il tuo onore? Va bene, giochiamoceli! Vedrai, seso ammazzare: prima dellalba, canceller quelsorriso idiota dalla faccia, a te e al tuo dannato Milord
Dico seiimpazzito? Siediti e smettila!
Mi ero messo in piedi, barcollante, in mezzo alla calca del pub: anchese in pochi ormai sembravano avere il dominio del proprio corpo e dellapropria mente, Rodolphus mi guard allibito, poi rapido miaveva tirato gi a sedere, imponendomi il silenzio. Solo unpazzo poteva parlare ad alta voce di Milord in pubblico e giocarsitutto quello che possedeva. Io non mi arresi, continuai a pungolarlo,fino a convincerlo: si calm solo quando calcolche, in poche ore, si sarebbe ritrovato con una valanga di tintinnantigaleoni in mano, cos, ghignando, mi tese la destra esancimmo il patto. Non aveva capito che era per questo che ci trovavamol, quella sera: volevo che sembrasse il delirio di unpovero ubriaco, provocato dalle sue filippiche, perch nonavrei mai trovato la forza di dirgli su cosa avessi riflettuto nelleultime settimane, fino a convincermi che fosse lunica sceltapossibile. In silenzio, uscimmo nel gelo di Londra,lorologio di Westminster segn le tre dellanotte: avanzammo nella neve, i suoni erano attutiti, mi arrivavano sologli scricchiolii della ghiaia mista a ghiaccio sotto gli stivali. Ladeterminazione e il freddo mi schiarirono la mente e la paura mistrinse il cuore: alla fine, dopo tanti dubbi, stavo per farlo davvero.Sospirai. Rodolphus prese liniziativa ed io, perso nei mieipensieri, mi lasciai condurre: scivolammo fino a uno dei ponti sulTamigi, immaginava che, la prima volta, mi accontentassi di una predafacile, babbani provati da malattie, alcool e freddo, ma io mi fermai,non era quello che avevo in mente. Lestrange, credendo ci avessigi ripensato, tese la mano, sorridente, reclamando i suoigaleoni.
Quanta fretta! Rifiuto ilterreno di caccia che hai scelto per me: non mi piace! Sepermetti
Mi guardai attorno, barcollante, non poteva prendermi sul serio, osospettare qualcosa, perch avevo gi rischiatoun paio di volte di perdere lequilibrio e di cadere nellaneve e, infatti, non si meravigli quando lo arpionai albraccio, fingendo di sorreggermi di nuovo a lui. Proprio come miaspettavo. Stavolta, per, non volevo sostenermi, masmaterializzarlo lontano da l, insieme con me.
*
Arrivammoin riva a un fiume, immersi nelloscurit, rottasolo dalle timide luci di fiaccola, che punteggiavano una stradaaffacciata sugli argini. Risalimmo il greto con qualchedifficolt, a causa del ghiaccio, nelle orecchie sentivosolo il borbottio continuo e sommesso di Rodolphus che, disorientato,infreddolito e, soprattutto, arrabbiato, non riusciva a capire dovefossimo.Raggiunta la strada, attraversammo la cittadinadeserta senza esitazioni, in silenzio, sicuri che nessuno si sarebbeaccorto di noi, vista lora tarda e il freddo. Una voltaraggiunto ledificio che mi tormentava da mesi,per, persino la faccia di bronzo di Lestrange sivel di legittima preoccupazione.
Non c bisogno che tu mi segua,Rodolphus: mi basta che tu sappia
Rodolphusosserv sbalordito prima me, rendendosi conto che ero serioe molto meno sbronzo di quanto avessi finto, poi la sagoma oscura einconfondibile che si stagliava davanti a noi.
Hai progettato bene la tua trappola per attirarmi qui: ed iosono stato uno stupido a caderci ora spero che tu abbiaprogettato altrettanto bene tutto il resto, perch questonon uno scherzo
Se non lhai ancora capito, Lestrange, stanottenon ho alcuna intenzione di scherzare
Mi guard, fula prima e unica volta che lo vidi senza il suo ghigno ironico stampatoin faccia.
Allora sei solo un pazzo, Sherton!
Probabile ma come hai detto anche tu, vivrei nelrimpianto per tutta la vita, se non lo facessi
Non sono stato io a suggerirti di fare la cazzata della tuavita, Sherton, perch, ricordalo, questa solounenorme cazzata: finirai ad Azkaban o sotto terra, semetterai piede l dentro!
Scoppiai a ridere, unarisata tesa, isterica, assolutamente disperata.
E credi che non lo sappia? Credi che mi preoccupi di morireo di finire ad Azkaban, a questo punto? La mia vita finita, Lestrange, non importa cosa accadrdomani perch questa notte io porterLucien Corso con me, allinferno
Non vidi la suaespressione, celata nel buio, ma sentii il suo profondo sospiro. Poi lasua mano strinse il mio braccio: la prima volta che lo vidi, al tavolodei Serpeverde, anni prima, mi aveva preso allo stesso modo, davanti atutti. Pensai fosse il suo modo di dirmi addio. La sua vocevibr nellaria gelida della notte, in una nuvoladi vapore, riportandomi al presente.
Andiamo
Che cosa? No! Tu non centri niente,Lestrange Perch maidovresti
Non rester a guardarti affrontare da solo questafollia, Sherton: sei lamico migliore cheho
*
Lingresso principale della Cancelleria,un enorme portone di metallo scuro e pesante, su cui era stata impressala forma della spada di Hifrig, era incassato in un portale di pietranera, di epoca medievale, decorato con dei mostri raccapriccianti,proprio al centro di una bella facciata squadrata. Divisaorizzontalmente a met da due serie di archetti ciechi, inbasso ospitava due ordini di nicchie, contenenti le statue dei dodiciMaghi del Nord che avevano fondato la cittadina.Nella partesuperiore, invece, sormontato da un altro paio di ordini di archetti, estretto tra due lesene decorate con due draghi rampanti, si apriva ilmaestoso finestrone ad arco ogivale, chiuso da vetrate e ripartito inriquadri da un pregiato ricamo di colonnine tortili.Le varieformelle vetrate, intervallate da simboli cabalistici, narravano leimprese di Salazar e della Confraternita, e circondavano, nella partecentrale, una vetrata unica, pi grande, in cui, anche allaluce della luna, rilucevano lo smeraldo e largento delle dueserpi di Herrengton, intrecciate a sorreggereHabarcat.Lateralmente, arretrati rispetto alla facciata, enon molto pi alti di essa, sinnalzavano duecampanili dalla forma tozza; fin dalle origini, fungevano uno damarcatempo e laltro da patibolo: questultimo eratragicamente noto in tutto il mondo magico, alla stregua di Azkaban,perch per secoli l erano state eseguite lesentenze di morte di tutte le Terre del Nord. E certe nostre leggi, purnon applicate da oltre un secolo, non erano mai state abrogate,nonostante le pressioni del Ministero della Magia: potevoperci immaginare cosa pensasse Lestrange, in quel momento,e rispettai il suo silenzio teso, pronto a ripetergli di nuovo che nonaveva obblighi nei miei confronti e che non doveva seguirmi. Girammo suuno dei lati lunghi delledificio, mascherandoci nella notte:allorizzonte, bagliori continui annunciavanolarrivo di una tempesta. Al buio, senza usare la magia,cercammo uno degli ingressi di servizio: sapevo che ce nerauno a circa met strada, che immetteva in un angustocorridoio e, da l, tra laltro, alle scalescivolose e ripide, che portavano al deposito dei documenti,inviolabile almeno quanto le camere della Gringott. Si diceva che cifossero Orchi dalle cento teste, a montare la guardia, inrealt cerano solo complicati Incantesimi diDisillusione, che intrappolavano gli intrusi, obbligandoli apercorrere, per ore, sempre gli stessi pochi metri di corridoio, inpreda a terrificanti visioni, finch, prossimi alla pazzia,non erano soccorsi dai custodi.
Solo dei barbari potevanoscegliere un luogo tanto sinistro per celebrarci feste erituali
Che cosa vuoi dire?
Salazar, Sherton! Era uncarcere, un luogo di morte, come fate a festeggiare quidentro?
La torre eralunico edificio del complesso con quella funzione,Rodolphus: la Cancelleria molto di pi, per leTerre del Nord questo luogo sacro quasi quanto Herrengton!Entra e capirai
E come pensi di farlo? Nonpuoi certo dire soltantoALOHOMORA
Tu dici?
Appoggiai le mani sulle ante del piccolo portale e queste si aprirono,sotto gli occhi stupefatti di Rodolphus, lasciandoci entrare: laCancelleria sentiva il potere di Herrengton fluire attraverso le mieRune e si sarebbe perci piegata a esse e alla miavolont.Ogni Sherton, a meno di non essereripudiato, vedeva riconosciuto il proprio sangue in tutte le Terre delNord: secondo mio padre, era un potere eccessivo e, tra i suoiobiettivi, cera quello di limitare questi nostri privilegi.Io condividevo le sue posizioni ma, quella notte, forse perlultima volta, i poteri della mia famiglia, grazie aisegreti incantesimi risalenti a ottocento anni prima, non solo miavrebbero fornito un aiuto vitale, ma rappresentavano, ai miei occhi,la benedizione dei miei avi alla mia impresa, confermandomi che ero nelgiusto, che potevo andare avanti. Che potevo, legittimamente, uccidere.
I locali della Cancelleria, aperti al pubblico, erano usati come ufficiin cui si amministravano gli interessi della Confraternita; durante iSabba, per, si poteva accedere solo ai portici e aichiostri, trasfigurati cos da rievocarelantichissimo bosco di Doire, semidistrutto tre secoli primadai Babbani e, solo in minima parte, protetto e conservato ancora aridosso di quelle mura. Trasfigurammo i nostri abiti in lunghe tunichegrigie, tipiche della ricorrenza di Imbolc, poi ci inoltrammo per unostretto corridoio, appena illuminato dalla luce lunare, che filtrava dauna serie di cortili interni: a mano a mano che procedevamo e ciavvicinavamo al luogo in cui si stavano celebrando i riti, una teoriadi luci fatate, sempre pi corposa, illuminava le pareti,danzandoci sopra come per guidarci. Il corridoio finconfluendo in un portico, che circondava un chiostro ampliatomagicamente tanto da sembrare una vera radura, delimitata da alberi ecespugli e illuminata dalla luna. Ci addossammo alle colonne,nelloscurit: numerosi Maghi e Streghe, scalzi,vestiti con lunghe tuniche grigie ricamate di argento e di smeraldo, ilvolto celato dai cappucci, stavano immobili con una candela in mano,salmodiando in gaelico, in piedi attorno a un cerchio di pietra, da cuizampillava lacqua di una sorgente. Sarebbe stato quello loscenario del mio primo omicidio? Sentii le gambe piegarsi e la pauraafferrarmi alla gola.
La Cancelleria molto pi grande di quanto appaia da fuori, o solo frutto della magia?
Ammiravo la capacit di Rodolphus di estraniarsi da quelloche stavamo per fare: si guardava attorno, disorientato,perch il buio e una magia simile a quella che anima ilsoffitto della Sala Grande a Hogwarts, permettevano di intravedereappena, attorno e sopra di noi, la sagoma delledificio checi ospitava. Chi partecipava ai riti, infatti, doveva avere lasensazione di essere allaperto, nel vero bosco, e nonallinterno di un edificio costruito dalluomo. Miguardai intorno sperando di individuare Corso e Sile, ma nonostante ifuochi accesi e la luna, era troppo buio: cerano candeledistribuite a terra in punti strategici, a formare simboli cabalistici,tutte orientate verso il cerchio di pietra, un tappeto di petaliricopriva il terreno, e ovunque erano bruciati incenso ed essenze,creando un leggero velo di fumo che rendeva incerta la vista. Osservailo spazio di fronte a noi: dallaltra parte del chiostro,sinnalzava unara di alabastro, incassata in unaparete di pietra grezza e, sopra, un candelabro di argento e smeraldi,con sei candele che si sarebbero spente una dopo laltra,entro lalba. Lultima si sarebbe estinta alsorgere del sole, mettendo fine alle mie speranze: fui preso dal panicoquando vidi che tre erano gi consumate e altre due eranoprossime a farlo.Dellultima era rimasta appenamet della cera: Sile e Corso, perci, eranoormai nel bosco.
Entrare statofacile, lo ammetto, ma ora, non ci basteranno pi le tueRune: nonostante sembrino imbambolati, qui calmeno un centinaio di persone, e noi siamo solo in due. Qual il tuo piano?
Che cosa?
Sveglia Sherton: il piano!Qual la prossima mossa? Hai un piano, vero?
S,certo Devo trovare Sile
Questo lo soSalazar! Non sar solo questo il tuo piano? Dimmiche No! Maledizione! No!
Rodolphus, calmati! So dovesono Sile e Corso ma tu dovrai restare qui: non hairelazioni con le Terre del Nord, non puoi seguirmi oltreimbucati tra gli invitati, nessuno si accorger di te, sonotutti presi dal rito
Cosmimpiccheranno con te, domattina! No, grazie! Ci serve undiversivo
Un centinaio di Maghi non cimetterebbe molto ad annullare qualsiasi tuo diversivo! Fai come ti hodetto e non correrai rischi. Io attraverser il portico,dietro lara c un passaggio, Sile eCorso sono dallaltra parte, torner prima chequelle candele si spengano e scapperemo insieme
Le candele sono quasi deltutto consumate, te ne rendi conto?
Lo so dammi lamano e prometti di ascoltarmi: se vedi che ci metto troppo,probabilmente non esitare, scappa, fai il percorso inverso,la porta ora ti riconoscer e si aprir al tuotocco
*
Dalla penombra delportico, accucciato a terra, mi mossi rapido tra le colonne e glialberi, fino a guadagnare laltro lato del chiostro: ombratra le ombre, nessuno si cur di me, tutti presi dal ritodel fuoco e dellacqua. Con cautela, mi avvicinaiallara, guardai quellultima candela che,tremolando, segnava il tempo e minsinuai nella fendituradella parete, dietro laltare: il muro era formato da duelame di pietra grezza, cos vicine da sembrare untuttuno, in realt sfalsate in modo da permetterea un uomo adulto dinfilarsi a stento. Era il passaggio peril santuario di An Feabhail, che custodiva i resti del bosco sacro:davanti a me si apr il sentiero, che si snodava, selvaggio,in quella foresta sospesa in unillusoria primavera eilluminata dalla luce tenue che precede lalba. Mi lasciairapire da quella magia, da cui mi riscossi a stento, poi avanzai con laforza della disperazione, tendendo lorecchio per sentire lavoce di Sile. Quando il bosco si apr formando un cerchio didodici querce secolari, quasi in riva al fiume Foyle, mi trovai davantialla stessa apparizione che, tanti secoli prima, convinse i dodiciMaghi del Nord, giunti in Irlanda in cerca di una nuova terra, afermarsi l, sotterrare al centro di quella radura una dellereliquie di Salazar e fondare AnFeabhail.Latmosfera mistica di quel luogoricordava la grotta di Salazar, a Herrengton: chiusi gli occhi e milasciai permeare da quanto mi circondava, permettendo al mio spirito difondersi con quello che animava il bosco; vidi con la mente i tasselliandare al loro posto e capii il vero motivo che mi aveva spintol.
Dovevo lasciare che ilmio amore combattesse al posto della mia bacchetta, o avrei persotutto. Se il prezzo da pagare, per riavere Sile, era diventare unassassino, allora avrei scelto di perderla, perch se mifossi trasformato in ci che non ero, in un mostro, nonavrei pi nemmeno avuto occhi puri per guardarla,n mani degne di toccarla. Spargendo sangue, avrei compratolalleanza di chi lavrebbe costretta a sposarmicon la forza, certo, ma non il suo amore: lamore non sicompra, tantomeno col sangue. Tantomeno il suo amore: lamoredi Sile non era mai stato e non sarebbe mai stato invendita Lo avevo imparato, a mie spese, tanto tempo prima.Forse, quella notte avrei avuto unultima occasione perprovare a riconquistarlo, ma dovevo dimostrare di avere ancora fedenellamore puro che avevamo condiviso. Mentre quelleverit si facevano strada nella mia mente, percepii dellevoci che sussurravano in francese; mi celai dietro un albero, perriordinare le idee: prima che la candela si spegnesse, Sile dovevaascoltarmi, poi avrei accettato il mio destino... Mi guardai intorno ela vidi seduta sul tronco di un albero: sembravaunapparizione eterea, una fata, con il lungo e ampio abitocerimoniale, i capelli bruni lasciati sciolti e lariaassente. Corso era in piedi, le dava le spalle, impegnato a discuterecon il Mago che avrebbe officiato il rito. Immaginai che, perquellidiota, Sile costituisse solo un matrimonio vantaggiosocon una famiglia ricca e potente del Nord, per questo lodiaiancora di pi, ma mi riempii anche di speranza,perch cos forse sarebbe stato pifacile separarli. Lo osservai: doveva avere circa venticinque anni, eraun bel giovane, appena pi alto e robusto di me, con icapelli e gli occhi scuri e i modi curati ed eleganti da francese. Mapi lo guardavo, pi mi convincevo che il suo nonfosse uno sguardo innamorato. Per questo, quando il Mago siallontan e, rimasti soli, dopo essersi inginocchiato aisuoi piedi e averle preso teneramente il viso tra le mani, Corsoinizi a baciarla con passione, rimasi incredulo e ferito,come se mi avessero inferto una coltellata mortale in pieno petto;mentre Sile rispondeva a quel bacio con trasporto, facendo crollare lemie ultime illusioni di fronte allamara verit,la furia omicida che credevo di aver placato, ritorn aimpossessarsi della mia mente. Mi scostai dallalbero,estrassi la mia bacchetta, superai un cespuglio. Sile, ancora storditadal bacio, non sent il frusciare delle foglie, Corsoinvece, allarmato, s stacc da lei e, per quantofosse possibile in quella sciocca posizione, le si pardavanti per proteggerla, senza avermi ancora nemmeno visto.
Allontanati da lei, francese
Avanzavo verso di lui,dal lato sinistro: lanciai un leggero incantesimo, con cui bruciaidelle foglie ai suoi piedi, perch si voltasse verso di me.Non ero un vigliacco, non lavrei colpito alle spalle.
Salazar Che cosa succede, qui? Chiosa
Ilsacerdote, tornato indietro quando aveva uditouna voce sconosciuta, non riusc a completare la fraseperch gli lanciai un PETRIFICUS e continuai ad avanzare.Sile balz in piedi: non mi sfugg larapidit con cui la sua mano and ad abbassare labacchetta sguainata da Corso appena mi mise a fuoco; Lucien laguard, confuso, ed io in quel gesto lessilinvito di Sile a non fermarmi. Ora, per, eralei a frapporsi tra Corso e me.
Monsieur, non potete restare qui questo un bosco sacro e
Fai silenzio e combatti!
Lucien!
Pronunciai due parole ingaelico, furioso, e Corso, colpito in pieno petto, and asbattere contro la quercia che stava dietro di lui: aveva perso labacchetta e aveva una piccola ferita a un braccio, forse si eragraffiato su dei rami. La soddisfazione nel vedere sparso il suo sangueplac un po la mia furia e attesi che siriprendesse e recuperasse la sua arma. Sile si pieg persoccorrerlo e prestargli aiuto, ma lui fece un gesto brusco perallontanarla, alzandosi da solo e pulendosi del terriccio che avevaaddosso.
Mirzam Sherton, presumo: colui che mi giurmorte, e non ebbe mai il coraggio di affrontarmi Che cosavi porta qui, stanotte?
Quello che avrei dovuto fare, findallinizio
Un po tardi, Monsieur vi resta giustoil tempo di guardarci scambiare anelli e promesse Direi unottimo motivo per fuggire subito a casa, a piangere sulla vostracodardia
Sile loguard con occhi sgranati e feriti, Lucien le fece un gestodironica sufficienza e le ordin di mettersi alriparo, poi si prepar al duello: non vedeva loradi darmi una lezione. Da parte mia, ero fermamente intenzionato a farealtrettanto, ma anche a non cedere a quelle provocazioni: proprioperch si trattava di un odioso sbruffone, mi ripromisi dicombattere in modo deciso ma leale, senza pi ricorrere allamagia del Nord, cos che Sile vedesse, di ldalla forza, chi fosse il migliore. Fin dalle prime battute, mi resiconto che era un avversario deciso, abile nelle finte e nei tranelli, ea usare fatture e incantesimi al limite della legalit:sarebbe stato un ottimo Serpeverde a Hogwarts, astutocomera. Peccato fosse anche un vile: quando, con un paiodelle sue finte, mi colp in pieno e caddi a terra, milanci a tradimento anche una leggera fattura, poiscoppi a ridere, ritenendo chiuso lo scontro.
Siamo gi stanchi, Monsieur? Questo combattere, non recitare favolette antiche neiboschi
S, sono stanco, francese stanco disentire le tue offese alla nostra Terra
Appena mi risollevai,provai a centrarlo, invano, con due potenti Schiantesimi, ai qualireag con un paio di mosse tuttaltro che leali:avevo sbagliato a valutarlo, Corso non era il damerino incapace esmorfioso delle mie fantasie, ed io non ce lavrei mai fattaa sconfiggerlo cos, non avevo il tempo, non avevo le forzee forse nemmeno la cattiveria sufficiente. Per vincere, non potevocontinuare a combattere lealmente, lo sapevamo entrambi, ma questosignificava rinunciare al mio onore o, insieme a Sile, avrei persoanche il mio orgoglio. Per un soffio, riuscii a evitare il suo nuovoPetrificus, ma non la fattura che arriv subito dopo: micolp in pieno, talmente dolorosa da togliermi il fiato emettermi in ginocchio. Mentre provavo, invano, con le poche forze chemi restavano, a rialzarmi, Lucien ricominci a farsi beffedi me, con quella sua dannata voce nasale: anche lui era stanco, esperava che provocandomi, reagissi in maniera inconsulta,cos da potermi umiliare definitivamente di fronte a Sile.
Allora? Che cosa c? Vi manca ilfiato, Monsieur, o vi siete solo nascosto dietro aquellalbero?
Mi sostenevo a unaquercia per riprendere fiato, tutte le sue ultime mosse erano statedifficili da schivare e lultima mi aveva preso in pieno, macon la forza della disperazione e dellorgoglio mi rimisi inposizione, pronto a duellare ancora: sentivo la gamba destra incapacedi sorreggermi a lungo e il calore del sangue fluire da un taglio sullamano sinistra e dal naso. Ma sarei morto piuttosto che arrendermi.Ferito, spaventato, confuso, quel francese aveva sbagliato agiudicarmi, almeno quanto io avevo sbagliato con luiallinizio: con le mie ultime forze, quando ormai non celaspettavamo pi nessuno dei due, riuscii adassestare un colpo violento che gli fece perderelequilibrio. Corso cadde a terra, ai piedi di una dellequerce e la bacchetta gli vol lontano. E ora, la mia erapuntata alla sua gola: mi guardava, carico di disprezzo, avrei volutosottoporlo per poco a un incantesimo che gli impedisse di respirare,giusto per vedere la sua paura, ma me ne mancava la forza.
Chi quello finito, Monsieur?
Perde chi muore, Sherton e voi non avete ilcoraggio per andare fino in fondo
Ne sei sicuro francese? Intanto goditi un po didolore CRUCIO!
NO!
Sile, che aveva piantoper tutto il tempo, accorse per soccorrerlo, vedendolo contorcersi, madovette fermarsi a un passo da noi, quando la mia bacchetta sispost su di lei e fu certa che non lavreiabbassata. Impallid, ma non prov a fare nienteper difendersi, rimase diritta e fiera, in silenzio, fissandomirisoluta, frapponendosi tra me e Corso che stentava a riprendersi dallefitte: era pronta a morire per salvare il suo francese.Ma nona combattere contro di me per salvarsi.Nei suoi occhi misembr di leggere quello che volevo, quello chesperavo.Indecisione. Provava ancora qualcosa per me?
Se non ci vedr tornare prima che si spenga lacandela, mio padre verr qua a cercarci E tu nonavresti scampo Se te ne vai ora, invece Haivinto tu Il duello finito! Salvati!
Non sono venuto fin qui per fuggire o vincere unduello
Ti prego; Mirzam non puoi pensare davvero diucciderlo non servirebbe a niente e te ne pentiresti pertutta la vita
Non uccidendolo che riconquisterei il tuoamore, lo so, e questo idiota troppo meschinoperch mi sporchi le mani col suo sangue, ma nonpermetter che EVERTE STATIM!
Mentre Lucien cercavainvano di rialzarsi, dopo il violento colpo che lavevasbalzato lontano da noi, lamentandosi del dolore a una gamba, presiSile per un braccio e, di corsa, la trascinai con me per un tratto delsentiero, continuando a tenerla sotto tiro perch nonprovasse a sfuggirmi o a gridare, bench non ne avessealcuna intenzione: aveva capito che non avevo cattive intenzioni, chevolevo un ultimo istante, da solo, con lei, per parlarle. Ormai vicinialla fenditura, mi fermai di fronte a lei, potevo giintravvedere le travi del portico sopra le fronde degli alberi, appenapochi centimetri di pietra grezza ci separavano dagli altri: se Sileavesse gridato, per me sarebbe stata la fine, ma i suoi occhi dicevanoche non lavrebbe fatto.
Mirzam Mi spiace che le cose siano andatecos Mi spiace per questa notte, maNon cambiato niente rispetto a qualche mese faio quello che dovevamo dirci gi stato detto...
La guardai, il miosguardo pieno di orgoglio e di amore per leisintrecci al suo, carico di domande eincertezza, quando iniziai a sollevare lentamente la manica sinistra e,porgendole il braccio, riusc a vedere che la mia pelle eradecorata solo dalle nostre Rune.
Salazar Io credevo che tu
Mi hanno mostrato quella strada, Sile, perriaverti ma non ci chesono Salazar solo sa, quanto abbia desiderato farlo, conquali pensieri sono arrivato fin qui ma nel bosco ho apertogli occhi
Un coro di vociconcitate si libr di l della fenditura,interrompendo latmosfera di assoluta complicitche si era ricreata tra noi: Sile guardava e toccava il mio braccio consorpresa e commozione, capii che parte delle sue decisioni su di noi,si basava su notizie errate che aveva avuto sul mio conto. E ora, forsetroppo tardi, aveva saputo la verit: lultimacandela doveva essersi spenta e il mio tempo, il nostro tempo, erafinito. Esitai, spaventato. Alla fine ero di fronte al risultato ditutta quella follia, allultima parola, quella definitiva, diSile su di noi: temevo di sapere il perch della tristezzache leggevo nei suoi occhi, pur amandomi ancora, non cerapi nulla che uno di noi due potesse fare. Lavevopersa quel lontano mattino di agosto, nel momento esatto in cui eravamodiventati una cosa sola.Sentii le lacrime scaldarmi lafaccia, poi un sibilo odioso, dietro di me, mi riport alpresente.
Preparati a morire, Sherton!
Mi voltai, Corso avevarecuperato la bacchetta e, pur dolorante, ci aveva inseguito.
LEVICORPUS!
STUPEFICIUM!
PROTEGO!
Avevo provato adappenderlo per aria per una caviglia, ma lavevo mancato e, asua volta, Corso mi aveva scagliato addosso uno dei suoi potentiSchiantesimi. Sile, nel disperato tentativo di concludere queldiscorso, prima che gli altri irrompessero dalla fenditura,oscill verso di me facendomi scudo e deviandolincantesimo del francese. La sorressi per non farla cadere,proprio nellistante in cui limponente figura diDonovan Kelly emerse dal passaggio, davanti a tutti gli altri,allucinato, la bacchetta sguainata: vedendomi cos, nascostodal cappuccio che avevo rialzato, appena avevo sentito le urla dil della parete, immagin che stessi trattenendoSile con la forza e che mi stessi nascondendo dietro di lei come unvigliacco. Molti degli altri invitati si affollarono attorno a noi,angosciati per la sorte di Sile, mentre un piccolo drappello corseavanti e, poco dopo, dal bosco, riecheggiarono le urla di chi avevatrovato il sacerdote petrificato. Corso, con gliocchi iniettati di sangue, nella confusione riusc astrapparmi Sile dalle braccia per consegnarla a suo padre e, puntandomila bacchetta alla gola, mi sollev il cappuccio dalla testarivelando a tutti la mia identit.
Monsieur Kelly Questuomo un pericolo per tutti noi Ha ucciso il sacerdote e volevauccidere anche vostra figlia e me
Non vero, stai mentendoLucien
Quando smetterai di difenderlo? Ha quasi ucciso me e ti haportato qui, sola, in mezzo al bosco, Merlino solo sa per farticosa
Sile cerc dispiegare che cosera successo per provare a salvarmi, maCorso le imped di continuare, con le sue assurde accuse: lamia situazione era seria, ma lo sguardo che Sile mi lanci,mi ripag di tutto quello che avrei potuto soffrire da quelmomento in poi. Era ancora al mio fianco, non era stato tutto inutile.
Salazar Non pu essereQuesto il figlio di Alshain loriconosco Che cosa ci fai qui Mirzam? Deve esserciassolutamente un errore Abbassate quellebacchette!
Mi voltai verso il Magoche mi aveva riconosciuto e ora parlava per me, facendosi largo tra lafolla: era un vecchio imparentato col marito di mia zia, uno chesicuramente sapeva quale legame ci fosse stato in passato tra me e Silee forse considerava nel modo giusto le ferite che io e Corso avevamoaddosso. Da parte mia, stavo per dire a tutti di chiedere a DonovanKelly perch fossi l quella sera, quale patto miavesse proposto, ma Corso, come impazzito, mi punt di nuovola bacchetta addosso e, cogliendoci tutti di sorpresa, emise la suasentenza personale nei miei confronti.
AVADA
NO!
Salazar! E sotto Imperius!
Il vecchiocerc di disarmarlo, altri lo aiutarono, si cremolta confusione: fu allora che un rumore sinistro si levsopra le nostre teste, ancor prima che il getto di luce verde iniziassea prendere forma dalla punta della bacchetta: alzammo gli occhi evedemmo, con orrore, le travi del portico divorate dalle fiamme e ilsoffitto che a pezzi iniziava a crollarci addosso. Distinto,senza pensare a niente, mi lanciai sulla figura di Donovan, vicino ame, per strappargli Sile dalle mani e cercare di metterla in salvo. Nelcaos, la bacchetta di Corso cadde a terra e la maledizione non fupronunciata per intero; gli altri Maghi scapparono in tutte ledirezioni, per salvare se stessi e il bosco, io cercai solo diproteggere Sile, ma con tutto quel fumo e la confusione, rimanemmoindietro e sbagliammo direzione. Ci ritrovammo catturatinellinferno: le travi si schiantavano a terra, sollevandopolvere e soffocando le fiamme, liberando ancora pi fumo,la pressione del soffitto e il calore fece esplodere le due lastre dipietra, cos ci ritrovammo sbalzati via, cademmo a terra erestammo schiacciati dalle macerie. Eravamo prigionieri, nel buio,senza aria, senza la possibilit di muoverci, e tuttosembrava scivolare via fino a sparire: lultima cosa che,ormai semicosciente, percepii fu Sile, ancora stretta a me, il suocalore e il suo respiro sempre pi deboli al mio fianco,sotto le macerie.E il suo profumo di fiori maforse quella era solo una mia fantasia, come certamente era solo unasperanza, la mia ultima speranza, la sua voce che ruppe perlultima volta il silenzio.
Ho amato solo te
fine flashback
*continua*
NdA: Ringrazio quanti hanno letto, aggiunto a preferiti/seguiti,recensito ecc ecc. Valeria Scheda
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