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III.001 - STORM IN HEAVEN - Ci Che Non Sai di Me

That Love Is All There Is - Slytherin'S Blood [Marauders] — www.efpfanfic.net · All chapters

III.001 - STORM IN HEAVEN - Ci Che Non Sai di Me

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Slytherin's Blood

Storm in Heaven - III.001 - Ci Che Non Sai di Me

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Rigel Sherton

74, Essex Street, Londra - sab. 18 dicembre 1971

Non mi aspettavo che, di ritorno da Hogwarts, lanostra destinazione sarebbe stata non Herrengton o Amesbury, ma la casadi Essex Street, a Londra: i nostri genitori, gi da qualchesettimana, si erano trasferiti l con i bambini, perpermettere a pap di seguire con pi costanza isuoi affari al Ministero e per lasciare da soli, in seguito, nostrofratello e sua moglie ad Amesbury, in attesa che fosse ultimata la casache Mirzam si stava facendo costruire vicino a Maillag, sulla costaoccidentale delle Highlands. Non sapevo se ero feliceperch, al contrario dei pi, riusciva a sposarela ragazza di cui era innamorato, o piuttosto perchfinalmente me lo toglievo dai piedi; di certo quel pensiero passava insecondo piano, rispetto alla felicit di poter riabbracciarela mamma e alla curiosit di rivedere la famigerata EssexStreet. Lappartamento di Londra era stato ereditato dapap da suo zio, Tobias Meyer, in quanto ultimo discendentedi quella famiglia e perch Herrengton, secondo tradizione,era destinata ai maschi primogeniti, quindi a suo fratello: nostropadre vi si era stabilito quando fu cacciato da casa,nellestate del 1948 e, un anno dopo, vivendo dei soldi delprimo ingaggio al Puddlemere, aveva sposato la mamma e creato la nostrafamiglia nella Londra babbana. I miei fratelli ed io eravamo nati inquella casa e l eravamo rimasti fino alla morte del nonno,nel 1962: al 74 di Essex Street aveva perci avuto inizio lamia storia e, anche se non ne avevo quasi pi alcun ricordo,sentivo di appartenerle ancora. Avevamo preso un taxi babbano appenasalutati i Black, fuori da una Kings Cross immersa nellaneve: feci tutto il tragitto con il naso incollato al finestrino,trattenendomi a stento dal fare domande imbarazzanti su tutte lemeraviglie che mi circondavano. Avevo gi visto moltivillaggi babbani e persino Londra, quellestate, ma laCapitale, in vesti natalizie, era tutta unaltra cosa, unarealt in cui mi sarebbe piaciuto perdermi. Papsi era seduto davanti, accanto allautista, Meissa ed iostavamo dietro; speravo che in stazione avrei rivisto anche la mamma,ma lei era rimasta a casa, impegnata con i bambini, mentre Mirzam ciavrebbe raggiunto solo il mattino successivo, al momento era aInverness a festeggiare con gli amici. Mi scapp unsorrisetto malizioso, che lasci interdetta mia sorella: michiedevo se quel barbogio si sarebbe scatenato in un vero addio alcelibato o avrebbe piuttosto fatto il guastafeste pure quella sera.Certo il fatto che avesse chiesto a Jarvis Warrington, e non aRodolphus Lestrange, di fargli da testimone, mi faceva propendere perla seconda possibilit

Ameno che

Scacciai subito quel pensiero molesto. No, Rabastan diceva cose assurdesu Mirzam e, in effetti, spesso mio fratello era strano, ma non potevocredere che la sua fosse qualcosa di pi di una semplicesimpatia per quel gruppo di pazzi fanatici che andavano in giro,mascherati, a far danni.Quellestate, a dire ilvero, mi era preso un colpo quando lavevo trovato con ungiornale clandestino e mi aveva fatto il solito discorso sui Purosanguee sulla necessit di fare delle scelte consapevoli ma,conoscendolo, mio fratello restava solo un pallone gonfiato, che, perfortuna, non aveva il coraggio di mettere in pratica nemmeno un decimodi quello di cui blaterava. Ritornai al presente, mentre Meissa,contrariata per lassenza di Mirzam, si lamentavaperch non avrebbe potuto salutare nostro fratello comedesiderava e perch il giorno successivo la mamma ci avrebbetrascinato dalla sarta per provare i vestiti nuovi e ancheperch saremmo stati travolti dal caos degli ultimipreparativi: in realt, era gelosa pazza di Sile Kelly e sisentiva male al solo pensiero che, lindomani sera, avremmodovuto prendere parte al rito di Yule e al matrimonio. S, imiei fratelli erano proprio fatti luno perlaltra, erano due perfette piattole: mi chiedevo se non cifosse la possibilit che Mirzam si portasse via anche lei,sarei stato pronto persino a pagarlo, purch me la togliessedi torno. Ghignai e Meissa, forse intuendo che pensavo qualcosa dispiacevole che la riguardava, mi guard storto.

Arrivati a destinazione, pap aiutlautista a scaricare un paio di valigie, gli diede una lautamancia e ci avviammo, come tre Babbani qualsiasi, lungo il vialettodella nostra casa londinese. Tutto sembravamo fuorch lapi potente famiglia di Maghi del Nord dellinteraScozia: mia sorella ed io eravamo intabarrati nei nostri montgomeryscuri, avvolti in sciarpe, guanti e cappucci, nostro padre era chiusoin un lungo cappotto di lana, che copriva completamente il suo vestitobabbano, e aveva persino il viso in parte camuffato da un finto paio diocchiali da vista. Sorrisi tra me, immaginando le smorfie disgustateche Walburga Black avrebbe fatto se ci avesse visto conciati in quelmodo. Appena Orion e i suoi figli si erano allontanati, infatti,pap ci aveva trasfigurato le vesti, cos dapoter passare la barriera di Kings Cross e confonderci tra iviaggiatori normali senza destare sospetti: io miero divertito a immergermi tra quella folla affannata, vestito con leloro stesse vesti, pur intimamente tanto diverso da loro.Allimprovviso, mi ero sentito libero! Era unsentimento strano, molto strano, e lo sapevo, ma non potevo farciniente: quello che mi costava, e che temevo sempre non mi riuscissebene, a scuola, era fingere, verso quel mondo, un disprezzo che nonprovavo. Io ero curioso, molto curioso, volevo conoscere, volevosapere, anche se era rischioso. A casa mia si rispettavano i Babbani,non come in una casa Grifondoro, certo, ma, pur tenendoci adistanza di sicurezza, si cercava di conviverecon loro pacificamente e si apprezzavano alcune delle cose migliori delloro mondo. Questo, per, presso gli altri Slytherins, e nonsolo loro, non si poteva fare liberamente: gli altri non avrebberocapito, gli altri si sarebbero fatti strane idee su di noi, ciavrebbero chiamati traditori del Sangue Puro, rendendoci la vita uninferno. A volte, invece, io sentivo che che quello cheavevo intorno non mi bastava, avrei voluto anche di pi,molto di pi, qualcosa che ancora non comprendevo, ma cheforse, se gliene avessi parlato, mio padre avrebbe capito meglio di me.Ero certo di aver ereditato da lui, insieme alla passione per ilQuidditch, anche la curiosit per quel mondo, e da quandoavevo saputo che saremmo rimasti alcuni giorni a Londra, prima ditornare a scuola, mi si era fissato nella mente il pensiero dellamitica Porsche che usava da ragazzo, e che, ero certo, avrei potutoammirare ancora, pronta e invitante, nel garage di Essex Street.Nessuno dei miei amici di Serpeverde, tanto meno la mia famiglia, losapeva, ma a volte con Emerson, ci nascondevamoin una radura impervia dietro la Guferia ad ammirare macchine eragazze, nei giornali che William si faceva prestare da un ragazzopi grande, del sesto anno, un Nato Babbano di Corvonero.Con la coda dellocchio, mentre schivavo una palla di neveche Meissa mi aveva tirato addosso, a tradimento, e nostro padre cidiceva di sbrigarci a entrare, perch stava ricominciando anevicare, vidi la signora del palazzo di fronte, bigodini in testa,spiarci dalla finestra: provai a salutarla, sorridente e gentile, malei, invece di ricambiare, chiuse di scatto le tende ed io ci rimasimale.

Hai visto che buffa quellaBabbana?

Meissa lo borbott sottovoce, in gaelico, un sorrisettocanzonatorio e divertito in faccia. Non le risposi: era giusto, dovevomediare il mio entusiasmo con un po della sana cautela deimiei, di mia madre in particolare, in fondo per secoli eravamo statitrucidati dai Babbani, solo perch eravamodiversi, e ora che non avevano pi noida perseguitare, passavano il tempo a farsi la guerra tra loro,soprattutto contro chi appariva in qualche modostrano. Molti di loro non erano delle bravepersone, lo sapevo, eppure non tutti dovevano essere cos:mi piaceva pensare che anche tra loro, come tra noi Maghi, ci fosserocaratteri diversi, curiosi, aperti a realt imprevedibili,che magari, un giorno, quando fossi stato pigrande e pi abile a capire le situazioni e le persone,chiss forse avrei trovato dei Babbani simili aquelli che popolavano le mie fantasie e...

Insomma, Rigel, timuovi?

Mi voltai e annuii a mio padre, non prima, per, di averprestato attenzione, di nuovo, alla casa: aveva una facciata bianca,con gli ultimi due piani, alle luci dei lampioni, apparentemente colorcrema, le finestre del piano terra e del primo piano a bow-windows e unterrazzino al secondo piano, due file di ampie finestre con tendaggigrigio scuro che non facevano intravvedere linterno. Non eragrande ma gi mi piaceva, riconoscevo infondo qualcosa dinoto, familiare, eppure non capivo, cos incassata tra lealtre case, come fosse possibile viverci senza correre il rischio disvelare la nostra natura ai Babbani. Superai i tre gradiniallingresso ed entrai, oltrepassando il portone di legnoscuro, con un anonimo battente dottone, senza fregislytherin, ma con ornamenti floreali: non cera nemmeno ilsimbolo dei Meyer, unaquila dorata con le ali spalancate involo e gli occhi di ossidiana blu. Lingresso era arioso,illuminato da lampade elettriche a muro sorrette da candelieri di ferrobattuto, era abbellito da palme e anthurium rossi, un portaombrelli congli stessi motivi floreali dei candelieri e il simbolodellaquila, una piccola consolle con sopra un telefonobabbano e un quadretto dargento con la fotoimmobile della mia famiglia risalente a quandoMeissa doveva avere appena un anno e, in fondo allagalleria, un antico orologio apendolo.Il pavimento era di marmo bianco e rosa antico, amosaico, con motivi geometrici, le pareti erano coperte di carta daparati chiara con motivi floreali, mi sembravano dei gigli: eranoappesi un bellissimo specchio in una cornice decorata dal simbolo deiMeyer e dei quadri di mia nonna da giovane con la sua famiglia, inabiti babbani. Probabilmente, come mio padre, avevo preso certe stranetendenze da quel ramo della nostra famiglia. Sorrisi, mentre guardavola foto di Tobias Meyer, da ragazzo, vestito, come la nonna, secondo lamoda degli anni 20: era stato un grande Cercatore, avevacontribuito a fare la storia del Quidditch, due generazioni prima dellamia, peccato avesse giocato nei Tornados e non nel Puddlemere e,soprattutto, che fosse morto molto giovane, durante i bombardamenti diLondra del 1940. Unampia arcata e una vetrata stile libertyfacevano da sipario e lasciavano intravvedere lantistantesala da pranzo, dominata da un lungo tavolo di legno, le sedie daglialti schienali di et vittoriana e una grandiosa credenza incui, dietro le vetrate di cristallo, facevano capolino servizi diceramica di Delft. Alla mia sinistra si dispiegava invece la scala cheportava ai piani superiori, con la ringhiera di ferro battuto, esullaltro lato si apriva, maestoso, lenormesalone, che dava su un giardino posteriore: anche lcera la luce elettrica, diffusa attraverso un maestosolampadario che sorreggeva un numero imprecisato di candele elettriche,nascoste in una pioggia di gocce di cristallo e foglie e arzigogolivari. Le pareti erano ricoperte da carta da parati di un leggero coloreavorio con lo stesso delicato motivo del giglio, i mobili erano dilegno chiaro con intarsi dorati e cobalto, e il pavimento di marmo blunotte, con un elegante ricamo sottile a greche dorate che correva lungotutto il perimetro e si ricongiungeva al centro in una piccola aquiladorata. Per quanto riuscivo a vedere, in tutta la casa eranogi stati allestiti gli addobbi natalizi e nel salonecampeggiava un albero di Natale che, per grandezza e ricchezza didecorazioni, nulla aveva da invidiare agli alberi di Hogwarts e diHerrengton: in basso, erano gi stati sistemati tutti iregali da aprire la mattina di festa. Sapevo che la maggior parte deiMaghi, ormai, quasi fossero comuni Babbani, si scambiava i regali il 25dicembre, in occasione delle festivit cristiane ma, per noiMaghi del Nord e pochi altri Purosangue tradizionalisti, la festa dacelebrare continuava a essere, da secoli, solo ed esclusivamente quelladel 21, il Solstizio dInverno.

Le vostre camere si trovanoal secondo piano, io e la mamma stiamo al primo, dovec anche la cameretta dei bambini, nella mansardac il mio studio. Prima di salire,per, ho bisogno della vostra attenzione.

Meissa ed io ci guardammo, ceravamo tolti i giacconi, cheDoims aveva subito sistemato in un guardaroba che si aprivadietro allingresso, in posizione nascosta, quindi seguimmonostro padre che ci fece strada diretto di nuovo alla porta.

Questa casa, nel cuore diLondra, stata costruita secoli fa, molto prima che fossefirmato lo Statuto di Segretezza Magica: dasempre appartenuta ai Meyer, e ora nostra.Fin dal 1550, fu dotata di opportuni incanti che la rendessero non deltutto comprensibile ai Babbani: possonoguardarla, possono entrarci se invitati, possono vedere qui dentrotutto quello che voi vedete in questo momento, ovvero una casaqualsiasi, con mobili qualsiasi e vestiti qualsiasi; questoperch allingresso opera un incantesimoConfundus permanente, capace di generare questotipo dillusione. So quello che stai per dire, Rigel, ma no,non era possibile far sparire questa casa, perch una dimora storica. I Meyer, nel medioevo e fino a tuttoil 1600, sono stati importanti mercanti e alchimisti, e nel XV, XVIsecolo, in questa casa, sono passati personaggi fondamentali non soloper il mondo magico. In quei tempi lontani, alcuni Babbani illuminati,per amore della conoscenza, tenevano in gran conto i pareri di quelliche chiamavano Alchimisti e Medici: erano in realt i nostriantenati, Pozionisti e Guaritori. Quella stataunepoca felice per tutti, per noi come per loro, ed a questo che il Ministero dovrebbe mirare anche oggi, nona farci nascondere come dei delinquenti! Evidentemente,per, non tutti la pensano cosperci

Sfior il muro accanto alla porta con la runa che portavaimpressa sul polso sinistro e nella casa, accanto agli oggetti finoravisibili, apparvero gli altri, quelli magici.

Per quanto i Meyer siano trai Maghi pi abili che io abbia mai conosciuto, ho passatotutta lestate, con Mirzam, a mettere delle precauzioni inpi, perch ora ci vivrete anche voi. Questo il vero aspetto della nostra casa, nonc molta differenza con Amesbury o Herrengton, solamente pi piccola e invece dei fregi degliSherton, ci sono quelli dei Meyer. La vera differenza cheabbiamo dei vicini, per cui dobbiamo comportarci usando sempre ilcervello. Appena siamo tutti in casa, sufficiente sfiorareil muro per rendere visibili le cose che ci servono, ma se qualcunobussa alla porta, lincantesimo di cui vi ho parlato rientrain funzione per noi e per il visitatore. Dopo il matrimonio vifar bere una pozione che mascherertemporaneamente le vostre rune pi visibili, lofar anchio con le mie. In questo modo possiamovivere come vogliamo, senza correre rischi inutili. Tuttochiaro?

Annuimmo, capii che vedere il vero volto di quella casa aveva in parterasserenato mia sorella, ma io, interessato a vedere la mia stanza escoprire se davvero cera, ancora, quella macchina nelgarage, stavo prestando via via meno attenzione a quel discorso.

Bene: la porta del giardino dotata dello stesso incantesimo, come pure tutte lefinestre, nessuno da fuori pu vedere la casa per quello che, n pu vedere noi per quello chesiamo. Eventuali ospiti babbani, per, non devono salire aipiani superiori o potrebbero incontrare Kreya e Doims: aquel punto dovremmo chiamare la squadra Obliviatori e voi sapete benequanto mi scoccerebbe mettere in mezzo il Ministero!

Beh, se perquello potremmo sempre obliviarli noi!

Non so perch dissi quella sciocchezza, forse era sololidea di come avrebbe reagito la signora con i bigodini intesta se avesse saputo chi stava spiando, che mi faceva sghignazzaredivertito, ma capii che mio padre aveva male interpretato il miointervento e soprattutto la mia faccia insolente. Mi bastintercettare i suoi occhi furenti per sapere che non aveva ancoradimenticato quella faccenda con Slughorn e Pascal e che correvo unserio pericolo se si fosse arrabbiato con me.

Non ammetteralcun genere di scherzo, nemmeno quelli pi innocenti, aidanni dei nostri vicini, da nessuno di voi due, chiaro?Soprattutto tu, Rigel Sto ancora pensando di spedirti trale nevi di Durmstrang a calci, vedi di non darmi unulteriorescusa per farlo davvero!

Mincener con lo sguardo ma, preso dallenovit che doveva ancora illustrarci, cambisubito discorso, sapevo per che presto saremmo tornatisullargomento; ci riaccompagn quindi nelsalotto, che ora aveva un aspetto tradizionalmente magico, con i fregislytherin e ravenclaw distribuiti ovunque, il camino con la ciotoladella Metropolvere, la luce a gas, il quadro di nostra nonna, il giornodel fidanzamento, a Herrengton Hill, di fianco al nonno, serio eaustero, che campeggiava in tutta la sua magnificenza.

Pur tenendo con noi gli Elfi,ufficialmente la nostra governante la signora Sheener: in questo momento si sta occupando della cena. Perquel che riguarda la corrispondenza, invece, vostra madre ed io usiamoi Patroni, il camino, i Gufi e la posta babbana.

Posta babbana?

I nostri vicini troverebberosospetto se il postino non ci consegnasse mai della corrispondenza,Mei

Da come ci guard, capii che aveva anche lui qualche riservasulla Babbana con i bigodini in testa e sorrisi appena: con stupore eun certo sollievo, mi accorsi che, a sua volta, mi sorrise, complice.Merlino solo sapeva da quanto non gli vedevo una faccia coscomprensiva nei miei confronti! Dovevo fare di tutto, per non farlopi arrabbiare con me, non solo perch rischiavoserie punizioni, ma perch quando non lo irritavo, midivertivo molto di pi, visto che mi coinvolgeva nelle sueidee strane e avventurose e S, evitare di farloarrabbiare sarebbe stato il mio impegno da prendere la notte di Yule,quando le forze del nuovo anno mi avrebbero sorretto e aiutato nelmantenere i miei propositi.

Dobbiamo curare ognidettaglio, ragazzi, ma non preoccupatevi, abbiamo givissuto qui, per quattordici anni, senza problemi. Questi pochi giorni,prima che torniate a scuola, vi serviranno per conoscere meglio lacitt e imparare un po di cose sui Babbani cheancora mancano alla vostra cultura. Se non avete domande, potete salirein camera vostra: sistematevi, rilassatevi, fate ci chevolete, ma ricordatevi che alle 19 dovete essere qui, puntuali e inordine. Abbiamo ospiti a cena.

Ospiti?

Meissa si rianim di colpo, probabilmente al pensiero chegli ospiti, a sorpresa, fossero i Black: anche a me sarebbe piaciutorivedere subito Sirius e Regulus e magari

Narcissa

Sentii un groviglio strano in fondo allo stomaco, un desiderio ferocedi baciarla e al tempo stesso la tristezza al pensiero cheprobabilmente sarebbe stata invitata a qualche ballo con Malfoy,durante le feste, e lui ne avrebbe approfittato per Fu unattimo e, di colpo, lodio per Malfoy si tramutin rabbia cieca: sentii la necessit di rovinare qualcosa dibello come le illusioni di Meissa, perch ildolore provato sembrava sempre meno pesante da sopportare, quando anchegli altri, attorno a me, avevano motivo di essere tristi.

Certo sorellina:questa sera conosceremo la famiglia della misteriosa fidanzata diMirzam, io non vedo lora! E tu?

Rimase in silenzio, ci guard tutti e due, come a chiedereconferma a mio padre, che annu, poi fece cadere a terra laborsa con i regali per la mamma e scapp furiosa per lescale: pap rimase allibito, poi la rincorse elafferr per un braccio, sul primo pianerottolo.

Meissa, che tisuccede?

Proprio stasera!Perch? Perch?

Che vuoi dire? Noncapisco

Non giusto! Nonvi vedo da mesi e invece di poter parlare in pace con voi eriabbracciare Mirzam Io A quelli non importaniente di noi, non hanno avuto la faccia di farsi vedere permesi Perch proprio ora? Perchdevono rompere proprio stasera? Li odio! Li odio tutti!

Meissa!

Mia sorella si divincol e gli sfugg di nuovo,scappando di sopra e lasciando tutti interdetti, anche la mamma che,sentito il trambusto per le scale, era uscita dalla camera dei bambinicon Adhara in braccio, che scoppi a piangere.

Ci penso io aMeissa Tu vai a cambiarti che tra poco Donovansar qui... Quanto a te, immagino sarai contentoVai in camera tua e cerca di non fare altri danni, per stasera! Dopo ilmatrimonio facciamo i conti

Rimasi da solo, ammutolito, ai piedi delle scale: mio padre aveva presoin braccio Adhara e la cullava, guadagnandosi subito un sorrisoestatico da quel frugoletto dai capelli rossi, e non midegn nemmeno di uno sguardo furioso, la mammasal di sopra a occuparsi della crisi isterica di Meissa.Era cos che ero riuscito a salutare la mia famiglia, dopomesi che non la vedevo, grazie alle mie solite, geniali, trovate damatto: avrei voluto difendermi e urlare, dicendo che non era colpa mia,ma di quellidiota di Mirzam, se la situazione in cui citrovavamo con i Kelly era quella, se era passato quasi un annodallinizio di quello strano fidanzamento e Sile non si eramai vista a casa nostra, come invece si fa in tutte le famiglienormali. Non sapevo che cosa avesse combinato mio fratello per farsitrattare in quel modo da Donovan Kelly, ma era evidente che fosse tuttacolpa sua, come sempre. Per una volta, per, ebbi laprudenza di tenere per me almeno quelle riflessioni. Dopo unpo, smisi di fissare il quadro dei Meyer e salii le scale,fino al secondo piano, sentii la voce amorevole della mamma alle presecon Meissa: sembrava gi pi calma. Scivolai finoin fondo al corridoio, raggiunsi la mia stanza, in tutto simile aquella di Herrengton, solo un po pi piccola. Mistesi sul letto ammirando il soffitto decorato dallaquiladei Meyer e lo stendardo del Puddlemere, gigantesco, che occupava tuttala parete di fronte al mio letto: fuori dalla finestra, invitante ,Londra sembrava reclamarmi. Speravo di riuscire a calmarmi, ma non ciriuscii: ogni volta che la lasciavo libera, la mia mente faceva duemilavoli pindarici e si fermava, alla fine, l, ai piedi di unangelo biondo che, giorno per giorno, riempiva sempre di pii miei pensieri. E pur soffrendo per quellinsanaschiavit, mi rendevo conto che gi non riuscivopi a vivere senza quel sogno: mi ero fatto imprigionare daisuoi sorrisi, invincibili carcerieri.

***

James Potter

Godric Hollow, West County - sab. 18 dicembre 1971

Per Godric e tutti ifondatori! Che diavolo hai fatto ai tuoi capelli?

Charlus Ti parequesto il modo di esprimerti? Jamie, tesoro checos successo?

Avevo nascosto a lungo, agli occhi del mondo, la mia chioma selvaggia:scendendo dal treno mi ero messo un capiente berretto di lana,cos i miei per un po non si erano accorti diniente a Kings Cross ma, una volta a casa, avevo dovutospogliarmi. Forse i miei avevano notato qualcosa di strano, ma miavevano visto solo di sfuggita, mentre andavo a cambiarmi nella miastanza. E comunque la situazione era completamentedegenerata mentre ero in bagno, esattamente allo scoccare della mezzoradallultimo incanto di contenimento che mi aveva fatto Remus:avevo provato a pettinarmi col pettine bagnato, a bagnarmi conlacqua per sgonfiare tutto quel volume leonino, ma ormaicrescevano da un secondo allaltro e cos, mezziumidi, parevano sparati per aria e svolazzanti come i tentacoli diMedusa. Alla fine, quando mi ero presentato sconsolato in sala dapranzo, mio padre non aveva potuto fingere che fosse tutto normale. Lamamma disse a Skhiat, il vecchio Elfo, di aspettare ancora un attimo,prima di servire la cena, si avvicin e miabbracci amorevole, io la lasciai fare e affondai il visonel suo collo profumato, come un povero cucciolo smarrito. Era vero, miero divertito come mai avrei sperato, in quelle settimane, a scuola, maora che ero a casa, mi rendevo conto di quanto la mamma mi fossemancata. E a giudicare da come mi teneva stretto a s,dovevo esserle mancato tantissimo anchio, perciapprofittai del momento a lungo, rimandando a unaltraoccasione le mie ribellioni da ragazzino ormai grande e indipendente,insofferente a quelle scene intrise di tenerezza. Mio padretossicchi, quella tossetta secca e unpo ironica, con cui di solito minvitava a nonfare il bambino, mettendo fine a quegli atteggiamenti che non sempreriuscivo a reprimere da solo con successo; io mi staccai, rosso inviso, aspettandomi lespressione successiva, quella chediceva Ricordatiche ormai sei un uomo , invece, mentre loguardavo allibito, si alz da tavola, si avvicine tese le braccia verso me e mia madre.

Non credi sia ora di fartiabbracciare anche da me? Prima non stava bene davanti ai tuoi amici, maadesso

Ci strinse nel suo abbraccio, forte, inondandomi del profumo del suodopobarba: era il suo odore, il primo ricordo che avevo da quando erosolo un bambino. Merlino, quanto amavo essere di nuovo a casa!

Ora per tutti atavola, Charlus, o rischi di andare al lavoro adigiuno

Guardai mio padre, interrogativo, lui mi rispose conunespressione rassegnata e colpevole: non era giusto chedovesse andare a lavorare anche quella sera, era un vero peccato, avevocos tanto da raccontareIn fondo,per, ero abituato fin da piccolo ai suoi turni strani,spesso era costretto ad andare via, magari proprio mentre tutti glialtri si stringono attorno alla tavola con la famiglia, perfesteggiare. Mio padre, per, non era come tutti gli altri:mio padre era un eroe, un Auror, dei pi in gamba pergiunta. E gli eroi, si sa Per tutta la cena, comprendendo econdividendo la mia voglia di parlare e di non separarci tanto presto,mi fece domande su quelle settimane a Hogwarts, sui miei amici e sullemie prime impressioni, ed io, felice, gli risposi con entusiasmo,cogliendo lespressione orgogliosa nei suoi occhi quando gliavevo raccontato dei miei primi brillanti risultati a scuola, ottenuti,tra laltro, senza dovermi sacrificare troppo sui libri.

Ora rimane da scoprire checosa successo ai tuoi capelli, James Equalcosa mi dice che si tratta di una storia che terrallegri Fred e me, stanotte, mentre patiamo il freddo!Ahahahah

Inforcai e trangugiai lultimo boccone, senza prestare troppaattenzione allo sguardo sgomento che mia madre rivolse apap, poi cercai di riavviare allindietro quellaforesta che mi copriva di nuovo tutta la faccia, nonostante un leggeroincantesimo di contenimento momentaneo, dandomi laspetto diun Terranova: a dire il vero, forse, ormai ero persino pipeloso di un Terranova. Cos iniziai a raccontare, con fareinnocente, per filo e per segno, la mia ultima disavventura notturna,sorvolando sui fatti che avevano portato i miei amici a vendicarsi dime, e sottolineando piuttosto la loro astuzia, la loro assolutamancanza di morale e correttezza, il fatto che ci fossero riusciti solounendo le loro forze e approfittando del mio sonno. Vidi che mio padrefaceva un no rassegnato con la testa, fingendo,senza riuscirci, di credere alla mia recita, mentre mia madre, donnasolitamente molto seria e composta, si voltava ogni tanto verso lafinestra, per non far vedere che tratteneva a stento una risatacalorosa: i suoi occhi, per, lucidi di risate, la tradivanosenza possibilit di equivoci, soprattutto quando raccontaiche lincantesimo di Black mi aveva fatto inizialmente latesta pelata come una palla da biliardo.

Quindi solocolpa di quel Black, dico bene?

S, esattamente,pap ma non credere che mi sia fatto mettere sotto da lui! solo un damerino londinese! Voglio dire si avvantaggiato col fatto che stessi dormendo, vero, macomunque mi sarei difeso, anche nel sonno! Per ci si messo pure quellaltro, quel Lupin, e tiassicuro, pap, quello tanto buono, calmo estudioso, ma tutta apparenza, ti assicuro che il peggiore di no

Di tutti voi?

No volevo direche tra quei due, tra Black e Lupin, Remus di certo ilpeggiore

E tu naturalmente sei solo laloro vittima innocente!

Mi guard complice, io non riuscii a fingere ancora e, presoin castagna, scoppiai a ridere: i miei, daltra parte, eranotroppo felici di riavere a casa il loro unico figlio, per voler passarequei brevi momenti prima delluscita di mio padre arecriminare su cosa avessi fatto io ai miei compagni per istigarli atanto e, soprattutto, a ricordarmi che si va a scuola per studiare.Appena fu servito il dolce, cui resi istantanea giustizia, sotto gliocchi orgogliosi di pap, la mamma guard ilpendolo e gli fece un rapido cenno con la testa. Era il momento.Sospirai.

Dai, vieni con me, James,cos ti sistemo questi capelli, mentre tuo padre siprepara

Dove andrai stasera,p?

Far un giretto aLondra, una ronda a Diagon Alley, ultimamente di notte capita che cisia sempre un po di confusione

Mi raccomando, Charlus, staiattento

Vai a caccia di mannari,p?

James, ma che dici? Non farperdere tempo a tuo padre, che gi inritardo

Tranquillo, James, sono solodei semplici controlli: finir in fretta, ancheperch domattina voglio alzarmi presto e portarti ascegliere il tuo regalo per Natale perci oravai con tua madre e sistemati quei capelli, o invece di un figliopenser di avere per casa un barboncino Civediamo domattina

Come sarebbe unbarboncino?

Mio padre mi baci la testa, sorridente, poi anda cambiarsi, mia madre, esasperata, mi spinse senza tante cerimonieverso la mia stanza: ero offeso, lui mi dava del barboncino, quando ioero convinto di essere cresciuto tanto in quei pochi mesi!

Dai siediti!

La mamma parve non rendersi conto della mia delusione, decisacomera a non perdere altro tempo: ormai i miei capelli eranodiventati spaventosi, perci mi fece sedere alla scrivania einizi a studiare la situazione dopo aver evocato gliattrezzi del mestiere. Temetti di vedere apparire, oltre al rasoio ealle forbici, anche lo strano tosaerba che pap usava perpotare le siepi intorno casa. In realt, il problema deicapelli poteva essere risolto in via quasi definitiva solodallincanto segreto ideato dai Potter alcune generazioniprima, e ogni Strega che andava in sposa a un Potter, era messa a partedel segreto fin dai primi tempi del fidanzamento: col tempo avevoscoperto che la mamma era persino pi brava di mio padre,con quellincantesimo, al punto che il suointervento poteva durare anche sei mesi, dicontinuo, senza bisogno di successivi ritocchi. Da circa un anno,per, sembrava che i miei capelli mettessero a dura provapersino quellincantesimo miracoloso e mio padre, sospirandodivertito, diceva sempre Staarrivando la pubert, Dorea, preparati a ridere!. Prima di partire per Hogwarts, non capivochi diavolo fosse questa dannatapubert che avrebbe fatto ridere tanto mia madre,ora per che vivevo a scuola e vedevo spesso ragazzini pocopi grandi di me comportarsi in modo idiota o parlare convoci improvvisamente strane e mi accorgevo di sentirmi, io stesso, lafaccia in fiamme ogni volta che mi passava davanti agli occhi una certacompagna di Casa dai capelli rossi temevo di aver compresodi cosa parlasse. Mentre la mamma decideva con quale attrezzo iniziare,mi scansai la frangia dalla faccia e mi guardai attorno: i poster eranotutti al loro posto, cera addirittura un gagliardetto nuovo,trofeo dellultima vittoria dei Tornados. Ed era statopersino firmato dal capitano per me: mio padre era un grande, lo dicevosempre io!

Nessuno ti ha toccato niente,Jamie, tranquillo

Le sorrisi e mi sistemai buono e dritto sulla sedia, mentre lei,accarezzandomi ancora i capelli con amore, prendeva le forbici etagliava, ridandomi rapidamente un aspetto umano,poi estrasse la bacchetta dalla cintola, me la punt addossoe formul lincanto di permanenza. Udii, di sotto,la porta scattare, mio padre stava uscendo, nella notte buia einnevata. Sentii un brivido strano e, per la prima volta, invece diimmaginare una battaglia furiosa in cui mio padre, forte come un dio,sbaragliava tutti i suoi avversari, senza difficolt, micolse la paura sorda che qualcosa potesse non andare per il versogiusto. Il terrore che mio padre non tornasse pi da me.

Non pericoloso,vero? una missione come tutte le altre, vero?

Certo, tesoro, non tipreoccupare! Tuo padre sa quello che fa! Se vuoi, per,posso restare qui con te, stanotte Tinsegno unapreghiera che recito sempre quando va al lavoro Vedrai, ilnostro amore lo protegger

Mi prese le mani tra le sue e minizi a spiegareche la vera forza di un Mago non sta nella bravura con cui usa la suabacchetta, ma nellamore che la sua famiglia prova per lui.

***

Meissa Sherton

74, Essex Street, Londra - sab. 18 dicembre 1971

Scura in volto, avvelenata da quellennesima, sgraditanotizia, ero corsa per le scale senza nemmeno sapere da che partedovessi andare: mi salv Kreya, che apparve davanti a unaporta e la apr, servizievole, mostrandomi la mia stanza, ioero talmente furiosa che non solo non la salutai, ma nemmeno la guardaiin faccia e una volta dentro, non riuscii a distinguere niente, come seil buio della mia rabbia mi rendesse completamente cieca o sottraesseluce a ogni cosa. Alla fine, un poco alla volta, tornai in me: la miacamera era simile alla stanza di Amesbury, ma pi piccola esenza tutti i miei effetti personali; rivolto a guardare la finestra,cera un baldacchino di legno decorato con i fregi dei Meyer,con le tende di un delicato color crema e il copriletto verde smeraldo.Di fianco, sul comodino, oltre alla lampada decorata conlaquila dagli occhi blu, cerano alcuni dei mieilibri preferiti e in fondo al letto, nella cassapanca, probabilmentecerano anche i miei giochi; nellarmadiosemiaperto, intravidi dei vestiti invernali, alcuni sembravano abitibabbani, mi sarebbero serviti se fossi uscita da casa. Di fianco allaporta, poi, cera unalta libreria rifornita dilibri magici e babbani, romanzi e perfino fumetti e, accanto allafinestra, il tavolo, dove avrei potuto studiare. Di sicuro avreipassato le mie vacanze confinata l dentro proprio astudiare, non avrei avuto nientaltro da fare, visto che,evidentemente, alla mia famiglia non importava pi nulla dime! Avevano Sile adesso!Ero furente, disperata, delusa.Quando, per, il mio sguardo si pos sulcaminetto e, soprattutto, sul tappeto e i cuscini gidisposti per le serate da passare giocando a scacchi con mio padre, misentii la faccia in fiamma e le lacrime di nuovo mi serrarono la golafino quasi a soffocarmi: mi vergognai come una ladra, per il mio scattodira e il mio egoismo!

Perch sono tanto stupida? Perch?Perch non riesco a essere felice per Mirzam e continuo acomportarmi come una bambina, anche se ho quasi dodici anni? Sono unastupida, s, solo una stupida! Si tratta di resistere soloun paio di giorni, di affrontare solo gli ultimi necessari preparativi,dopodich, per il resto delle vacanze, nessuno miruberpi le attenzioni dei miei estaremo tutti insieme

Tutti certo... Tranne Mirzam

Sospirai. Che lo volessi o no, alla fine, il giorno che tanto temevoera arrivato: avevo nascosto a lungo i miei dubbi, angosciatacomero per la mamma e il bambino, per il mio smistamento eper Malfoy, ma ora ora non cera piniente cui aggrapparmi per non pensare.Quella stava perportarsi via mio fratello e stavolta sarebbe stato per sempre. Mi misiseduta in fondo al letto, pensierosa: sapevo che sarebbe accaduto, datanto tempo, ma non era come dicevano tutti, non era pergelosia che mi sentivo cos Ero certa che non misarei comportata in quel modo con chiunque: quella che non sopportavoera proprio lei Sile Kelly non andava bene per miofratello, e per un motivo preciso: lui aveva gi soffertotroppo a causa sua Quando era successo, ero ancora piccola,vero, ma non abbastanza da non capire, quanto mio fratello fosse statomale perch quella di colpo erasparita dalla sua vita, n potevo dimenticare che, sempreper colpa sua, alcuni anni dopo, era stato ricoverato a Inverness e perun p era andato via di casa.In seguito avevoscoperto che lei stava per sposarsi con un altro e avevo collegato lecose.E lavevo odiata costanto cos tanto Alla fine, quandosembrava una storia dimenticata, quando finalmente Mirzam aveva trovatouna persona con cui essere felice, quella megera era ricomparsa ed erariuscita a fidanzarsi con lui, quasi di nascosto: e nessuno avrebbemantenuto quasi segreto il proprio fidanzamento con uno Sherton! Se iKelly si comportavano cos, celavano di certo qualcosa dilosco! Era vero, cerano delle tradizioni particolari, nelleTerre del Nord, di cui avevo parlato anche con Sirius, ma i Kelly eranoandati molto oltre quello che prevedeva la Regola: non avevo mai vistoDonovan Kelly mettere piede a Herrengton in quei mesi, nemmeno ilgiorno delle rune di Mirzam e noi non eravamo mai statiinvitati da lui a Doire.

Strano troppo persino per le Terre del Nord!

Inoltre, Mirzam una volta mi aveva detto che per lui Sile non contavaniente, che era una come tante. Allora perch stava persposarla? Non avevo mai avuto il coraggio di chiederglielo,perch per tutta lestate lavevo vistotanto impegnato, tra il Quidditch e i viaggi conpap e quando era a Herrengton, spesso erapreoccupato e lontano, persino triste, avolte Come si pu essere cos tristie preoccupati quando si innamorati e si sta per sposarechi si ama? Cera qualcosa che non andava, ne ero semprepi convinta Io non ero gelosa, io eropreoccupata, molto preoccupata, per lui: era questa laverit. Lo vidi solo allora, sopra un bel mobiletto dimogano, chiuso da uno sportello e un coperchio di cristallo colorato,pieno di un numero incredibile di dischi, vicino ai tendaggi checelavano la finestra: il giradischi di Herrengton. Sorrisi, per laprima volta da quando avevo messo piede in quella casa: di tutte lecose babbane che nel tempo mio padre mi aveva fatto conoscere, quellaera lunica che mi fosse davvero entrata nel cuore e che mifosse mancata tanto, a scuola. Mi alzai e mi avvicinai, notai che ilmanufatto magico, necessario a farlo funzionare senzalelettricit ma con la nostra magia, eragi stato applicato, accarezzai le linee morbide del piattoe la ruvidezza della testina metallica, dopodich mi chinaiper cercare tra quei dischi: volevo sentire la voce di John Lennon, miavrebbe tolto quel senso di paura e malinconia che mi attanagliavalanima. Scorrendo le copertine, vidi, oltre a tutti i mieidischi dei Beatles, alcuni mai visti, in particolare, uno era ancorachiuso nel cellophane, e sulla sua copertina campeggiava il volto diJohn con la scritta: Imagine JohnLennon. Tirai fuori il disco, lo misi sul piatto, cercailinizio della traccia e la stanza si anim dellasua voce, ondeggiai a piedi nudi sul tappeto, mentre studiavo ognisingolo dettaglio della copertina: il disco era uscito poche settimanedopo il mio ingresso a scuola e la canzone erasemplicemente bellissima... A un tratto, mentre ondeggiavo piano,muovendomi appena su quelle note, vidi cadere a terra un bigliettino,che era stato incastrato con la magia nella tasca interna dellacopertina: lo raccolsi e laprii.

Alla principessa delle serpi, con affetto Mirzameun ghirigoro strano che ... forma...la parola... Sile...

Ero felice per il pensiero di mio fratello, me lo faceva sentirevicino, anche se non era l con me, ma anche terribilmentetriste: non volevo che lei si mettesse in mezzo anche in un gestosemplice come quello non volevo! Non doveva esserecos, non poteva essere cos, dora inpoi, per sempre! Non era giusto Tra noi doveva rimaneretutto come prima, solo io e lui, le nostre risate insieme, i nostripiccoli segreti, le serate passate ad ascoltare musica suldivano lui che mi difendeva ed io Mi ritrovaia piangere, in silenzio, come una stupida, di nuovo, seduta in fondo alletto, con la copertina in mano e quellassurdo sentimentoche non riuscivo a scacciare via Non volevo lasciar andareMirzam, non potevo: lui rappresentava quel mondo felice e protetto, lamia infanzia, che ormai mi stava scivolando via dalle dita e nonsarebbe tornato mai pi sapevo che nessunopu opporsi allo scorrere del tempo e alla vita, ma... Tuttoil mondo intorno a me ed io stessa, anche se non volevo, stavamocambiando e il matrimonio del mio Mirzam era solo un tassello di quelpuzzle sconosciuto che mi appariva davanti senza forma e pienodincognite spaventose Avevo paura, paura diquello che ci aspettava, paura che fosse solo linizio, paurache dopo Mirzam, via via, tutti coloro cui volevo bene se ne sarebberoandati, lasciandomi completamente sola. Dopo un po, mi resiconto che non ero pi sola, alzai appena gli occhi e vidi lafigura di mia madre sulla porta: non riuscivo a capire se fossearrabbiata con me per la mia sceneggiata o cosaltro, maquando si avvicin e venne a mettersi seduta accanto a me,il suo silenzio raccontava pi di mille parole. Le lanciaile braccia al collo, continuando a piangere, mente lei mi accarezzavadelicatamente i capelli.

Piangi pure, se ti fa staremeglio, ma sappi che nessuno ti priver maidellaffetto di tuo fratello, Mei, puoi staretranquilla

Mi staccai appena e la guardai, anche lei aveva gli occhi unpo lucidi e intuii, con sorpresa, di non esserelunica a sentirmi strana e confusa per quel matrimonio: Silemi portava via un fratello, vero, ma anche a mia madre portava viaqualcosa. Un figlio. Il suo primo figlio.

Mi sei mancata tanto,Mei Avevo cos tanta voglia dirivederti

Mi sei mancata anchetu

Scoppiai a piangere di nuovo, non capivo cosa mi succedesse, sembravanon fossi pi in grado di trattenermi, ma a differenza delsolito, invece di ricordarmi che gli Sherton non devono mostrarsi maideboli, mia madre continu ad accarezzarmi la testa e laschiena, in silenzio, finch non mi calmai, poi misollev il viso e mi fiss.

Mirzam farebbe di tutto perte, Meissa, lo sai e so che anche tu vuoi che tuo fratellosia felice

Ma lui felice,mamma? Lo davvero? Ne sei proprio sicura?

Mi guard interrogativa, forse si aspettava altri capricci,non quel genere di domande, rimase perci in silenzio, perriordinare le idee, senza scomporsi, poi mi prese le mani tra le sue ele guard con attenzione: seguii il suo sguardo e vidi lenostre rune, cos simili eppure diverse, io erocos per nascita, lei, al contrario di tutti noi, le avevaprese per amore del suo uomo. Solo per amore.

Mirzam ama quella ragazza,Mei, la ama da quando era poco pi grande di teE per Sile lo stesso. Domani sera, realizzeranno insieme ipropri sogni, dopo tante traversie, saranno finalmenteunanima sola. So che non hai avuto modo di conoscerla, e perquesto ora sei preoccupata per tuo fratello, ma appenaparlerai con lei, appena vedrai come brillano i suoi occhi quando senteanche solo il nome di Mirzam, non avrai pi dubbi sul loroamore e le vorrai bene anche tu

Non cos Mirzam, una volta, mi ha detto che per luiSile era solo una come tante

La mamma mi guard di nuovo poi sorrise, comprensiva: tuttinoi credevamo che il suo figlio prediletto fosse Rigel, in effetti, disolito, era indulgente con lui anche quando meritava una lezione, macon Mirzam aveva un rapporto unico, sembrava in grado disentirlo anche quando era lontano, epap sosteneva che fosse davvero cos,perch, ed io non capivo cosa volesse dire, erano fattidella stessa natura, pi empatica, istintiva e passionaledella nostra.

Sai quanto orgoglioso e riservato tuo fratello, Mei Di certo ti hadetto quelle parole per tranquillizzarti o quando temeva di averlaperduta per sempre. A volte a volte cerchiamo di mentirepersino a noi stessi, per non soffrire

Ma se fosse davvero amore,non dovrebbe renderlo felice? Che amore quello che glitoglie il sorriso? Mirzam semprecos셔

Tuo fratello non turbato per Sile, Mei, fidati di me: preoccupato per dellequestioni politiche, ma vedrai che presto si risolver anchequesto se ne sta occupando tuo padre

La guardai, poco convinta, lei, per evidentemente eradecisa a perorare la causa di Sile, o per lo meno tranquillizzarmi.

Sarebbe bello se nella vitatutto andasse sempre come vogliamo, Mei, purtroppo non cos, o almeno non semprecos le favole esistono solo nei libri, la vitavera, la felicit vera le creiamo noi, giorno per giorno,vivendo, non sventolando la bacchetta magica... Ora sei ancora piccola,ma col tempo scoprirai che lamore raramente unaquestione semplice, a volte amare ed essere felici non coincidono perniente. Noi per possiamo lottare per ottenere quello chevogliamo: questo ci fa crescere, ci fa comprendere la forza chec in noi e nei nostri sentimentiRicorda: quando si tiene davvero a qualcosa, non bisogna rinunciare maia combattere, non si deve aver paura di non riuscire o disoffrire solo la paura che ci fa perdereci che per noi prezioso

"Per Mirzam luifrequentava unaltra ragazza prima di fidanzarsi conSile ed era felice, lo so io non capiscoperch酔

Ma questo non vero, Mei non affatto vero Noncera nessunaltra ragazza, primaQuando siamo partiti da Amesbury e siamo tornati a Herrengton, tuofratello andato a Doire per conto di tuo padre, ed stato allora che si sono ritrovati hannoparlato, a lungo, hanno chiarito quello che era rimasto in sospeso traloro. Tuo fratello era felice perch finalmente tutto stavaandando a posto con Sile e alla fine, appena hanno scioltoogni possibile dubbio, ha chiesto a Donovan di poterlasposare

Io ionon capisco se sono innamorati,perch non hanno nemmeno festeggiato? Perchsembra che i Kelly si vergognino?

Ascolta Mei stato un errore nostro non darvi spiegazioni, me ne rendoconto solo adesso, era meglio parlarvene subito ma tu avevigi troppi pensieri, con lo smistamento e tutto il resto,poi stava per nascere Adhara e avevamo i figli di Orion percasa finita che non abbiamo affrontato con tee Rigel questa storia

Quindi qualcosa che non vac ho ragioneio

Ti spieghermeglio quando sarai pi grande, Mei, ora potresti capirmisolo in parte ti basti sapere che a volte si fanno dellecose stupide e tuo fratello, come tutti, ha commesso deglierrori, in buona fede, certo, ma ci sono state situazioniche non sono piaciute al padre di Sile, e a esser sincera, al suoposto, come madre, non sarebbero piaciute nemmeno a me... Donovan Kellypare burbero e testardo, ma lo conosco da tanti anni, conoscevo anchesua moglie, un bravuomo uno diquegli uomini che, proprio come tuo padre, darebbe la vita perproteggere i propri figli.

Mi stai dicendo che lui che non vuole che Sile sposi Mirzam? Vuoi dire chefinir come tra pap e il nonno e dovrannosposarsi senza la benedizione di suo padre?Salazar

No, Mei, no, staitranquilla Donovan magari non lo ammette ancora, ma contento di questo matrimonio! Allinizio, peruna serie di ragioni, non si fidava delle intenzioni di tuo fratello,per questo ha preteso una dimostrazione, lha messo allaprova con delle condizioni assurde, aspettandosi che Mirzam silamentasse e mandasse a monte tutto, o che chiedesse a vostro padre diintervenire per risolvere quella situazione, come farebbe un ragazzinoviziato

Mio fratello non un ragazzino viziato, mamma, se Kelly pensa questo di Mirzam, alloranon lo conosce affatto

Proprio cos, Mei,non lo conosceva, ma in questi mesi, Mirzam ha fatto in modo che Kellynon avesse pi dubbi, si fatto conoscere, nonha voluto che vostro padre lo aiutasse, ha accettato tutte lecondizioni di Donovan, anche se sembravano assurde, ha persino messo daparte il suo orgoglio, perch la cosa piimportante per lui poter vivere con Sile, in pace e inarmonia con tutti noi. Credo tu sappia cosa significa tuttoquesto perch tuo fratello ha agitocos셔

Chinai lo sguardo: ora che sapevo come stavano le cose, mi sentivo purepi stupida.

Per lo stesso motivo per cuipap ha preferito abbandonare a Herrengton che rinunciare ate innamorato di lei come lo siete tu epap

S proprio cos e ora quando guardotuo fratello, vedo nei suoi occhi la stessa luce che anima tuopadre

La guardai: non avevo mai visto la mamma cos commossa,aveva gli occhi cos luminosi, pieni di amore e passione! Misentii strana, in quel momento, perch per la prima volta,percepii in mia madre qualcosa di diverso, non era piquella specie di dea che mi voleva bene ma che sapeva anche incuteretimore e rispetto quando commettevo degli errori Era unacreatura molto pi vivida, cos vicina a me chela potevo toccare dentro, era cosumana, reale, simile a me, come non lavevo percepita mai,nemmeno quando quellestate mi aveva spiegato cosa significadiventare una donna o quando le avevo parlato di quello che provavoquando stavo accanto a Sirius. Non era pi ladivinit irraggiungibile dellinfanzia, ma unessere umano come me, pi fragile e al tempo stessopi forte. Forse anche questo ciche si prova quando si diventa grandi, si vedonocon occhi nuovi le cose e le persone che abbiamo sempre avuto accanto.Anche le pi vicine, soprattutto le pi vicine.Sapevo di non essere pronta a questo, a sentire questacomplicit strana, piena e completa. Ero turbata per questoennesimo cambiamento.

Quanto a Silemerita appieno il nostro affetto, Mei, fidati di me dallemodo di farsi conoscere da te e scoprirai che avete molto incomune Sai, stata lei a far conoscere a Mirzamla musica che ami ascoltare con lui e quel libro dipoesie quello che Mirzam ti ha spedito ascuola

erasuo

La mamma annu, io non sapevo cosa pensare, anche se infondo in fondo, sentivo di essere pi sollevata ora chealcuni tasselli erano andati al loro posto.

Ora basta con gli occhitristi, per ho io la soluzione per fartitornare il sorriso non hai idea di quanto sono cresciuti ituoi fratelli in questi mesi dubito che riuscirai ariconoscerli!

La seguii entusiasta e quando finalmente accarezzai la pelle calda eprofumata di Adhara, cos uguale alla mamma stando alle fotodi quando era una neonata, e mi lasciai rapire dagli occhi di luna diWezen, in pratica un Mirzam in miniatura, nonostante il tumulto cheavevo nel cuore sentii che era vero. Ero di nuovo a casa, ed era tuttocome sempre, era tutto perfetto come sempre, ovunque mi girassicerano le tracce di quellamore che non sarebbecambiato mai, nonostante il passare del tempo e gli agguati deldestino.Un amore talmente grande che non dovevo temere didividerlo con altre persone, ce ne sarebbe stato sempre abbastanza pertutti. Un amore cos forte che, qualunque cosa fosseaccaduta, nessuno lavrebbe mai spezzato. Nessuno ci avrebbemai diviso.

***

Sirius Black

12, Grimmauld Place, Londra - sab. 18 dicembre 1971

vero, la neve ha un suoprofumo

Non me n'ero reso conto mai, prima che Meissa me lo facesse notare,soffiandomelo in un orecchio, quella mattina, mentre ci dirigevamo allastazione di Hogsmeade. Di nuovo a casa, affacciato alla finestra,semi-intirizzito, avevo scoperto che a Londra il profumo della neve eramolto diverso da quello che avevo sentito a Hogwarts: lass,la neve porta in s lessenza della purezza edella libert, a casa...A casa anche la neve, purvolteggiando leggiadra nell'aria, quando tocca il suolo si macchia, sisporca, perde se stessa. Come me. Kreacher mi aveva chiamato amet serata, per ricordarmi che dovevo scendere a cena, ionon avevo alcuna voglia di rivederli, ma l'idea che mia madre potessearrabbiarsi di nuovo con me... No, non avevo avuto il coraggio diribellarmi e subire un'altra scenata da parte sua. Cosavevo percorso la scalinata, con la morte nel cuore, ma una voltaraggiunta, avevo trovato la sala da pranzo completamente vuota, c'erasolo Kreacher che zampettava qua e l per servirmi. Inlontananza, forse dalla Sala dell'Arazzo, arrivava secca e dura la vocedi mia madre, ma non capivo con chi fosse, visto che parlava solo lei:solamente dopo una buona mezzora mio padre riusc ainterromperla, la voce strascicata e pi stanca del solito.Stavano decidendo se fosse il caso di portarmi al matrimonio di Mirzam:mia madre non sapeva decidersi se fosse pi umilianteportarmi con loro e dover giustificare la mia situazione vergognosa contutti, o far finta che non esistessi, lasciandomi a casa; mio padresembrava non considerare di alcuna importanza la questione:daltra parte, finora, non aveva dimostrato che in rareoccasioni di ricordarsi di noi, quando eravamo in pubblico. Di Regulus,infine, non c'erano proprio tracce: di tutto il discorso di mia madre,quel pomeriggio, la parte che mi aveva sconvolto di pi erastato l'esplicito invito a stare lontano da mio fratello e quando erorimasto da solo in camera, quando avevo avuto modo di comprendere cometutte le paure provate in quei mesi fossero concrete, quando avevocapito quanto odiassi mio padre e mia madre e nonmimportasse nulla di loro, ormai, perch infondolo sapevo gi che avrebbero agito in quel modoquel pensiero era rimasto l, conficcato nel cuore tanto afondo da togliermi il respiro.

E se riuscir davvero a dividerci?

E se

Regulus era una piattola certo, ma era mio fratello e avevoscoperto quanto sentissi la sua mancanza, in quelle settimane cheeravamo stati lontano.Un brivido, che nulla c'entrava con latemperatura di quella notte, mi attravers la schiena,rimasi immobile, mentre la mente si riempiva ancora una volta delleparole di mia madre e gli occhi si arrossavano di lacrime. L'abbraccioalla stazione, con Regulus, mi aveva dato un minimo di speranza: checosa sarebbe successo se avessi perso anche lui?Cosa nesarebbe stato di noi, se ci avessero diviso? Chiusi la finestra e,intirizzito, mi avviai a letto, mi avvolsi nelle coperte e cercai difarmi forza, immaginandolo oltre quel corridoio, che dormiva sereno, inattesa del nuovo giorno, per stare con me, per sapere da me i segretidella scuola. Era solo il primo giorno, poi sarebbe stato diverso.Tutto sarebbe stato diverso Cercai di distrarmi,ripercorrendo le ultime settimane, ripensando ai miei amici: mi chiesiche cosa era successo poi ai capelli di James, e quanti dolci avessegi mangiato Peter. E Remus... Sarebbe stato bello, in quelmomento, averlo con me, con le sue parole giuste, al momento giusto.Chiss come faceva a essere sempre cos bravo aleggere nell'anima degli altri... Mia madre aveva sempre definito latorre dei Grifondoro la"schifosa" casa di Godric, ero stato allevatopensando a quellambiente come a un ricettacolo di personeindegne e pericolose, ma gli amici che avevo incontrato ldentro si erano dimostrati la mia unica vera famiglia, e quellesettimane, al pari di quelle passate con Alshain e quella stranissimavacanza a Zennor, con mio padre e Regulus, pochi anni prima, eranostati i miei pochi momenti di felicit pura.

I miei pensieri, ormai confusi dallora tarda e dallastanchezza, si bloccarono all'improvviso, tornando subito chiari,quando sentii uno scricchiolio provenire dalle scale. Rimasi conl'orecchio teso, preda della folle paura che mia madre volesseattaccarmi nel sonno. Spensi la luce, mi sistemai nel letto come sestessi gi dormendo, la bacchetta nascosta sotto il cuscino,per ogni evenienza, anche se sapevo che non sarei mai riuscito adifendermi da lei. Nel buio sentivo soltanto il cuore esplodermi nelpetto e quei passi che salivano le scale: era troppo pesante eaffaticato per essere quello di mia madre, daltra parte miopadre non sarebbe mai salito nel cuore della notte solo per me oRegulus. Nemmeno per punirci: lui non era mai predadellimpazienza, n dellira. Eppure nonvedevo altri motivi per cui dovesse salire le scale aquellora. I passi terminarono davanti alla camera di miofratello, sentii la serratura scattare, lieve, io saltai fuori dalletto, cercando di soffocare ogni rumore, arrivai alla porta, dapprimami attaccai con l'orecchio per sentire, poi spiai la situazione dallaserratura: il corridoio era completamente avvolto dalle tenebre, aparte un lieve chiarore che sintuiva attraverso la portaappena scostata nella stanza di Regulus. La luce avanzavaattraversando tutta la stanza, probabilmente fino alla mensola dellafinestra, di fianco al letto: mio padre si stava avvicinando a Reg. Edera davvero strano: non avevo memoria che avesse mai fatto qualcosa delgenere con nessuno di noi due. Forse doveva parlargli, come aveva fattocon me quando mi aveva affidato l'anello per Alshain. Forse aveva unamissione per mio fratello, perch di certo ormai, per quelgenere di cose, non si sarebbe pi rivolto a me, il figliorinnegato. Non sentii voci, mio padre non si trattenne a lungo,sembrava che si fosse assicurato solo che stesse dormendo, subito laluce aveva ripreso ad avanzare lenta verso l'uscita. Io risalii rapidonel letto, tirandomi le coperte addosso: se avesse fatto visita anche ame, non potevo permettermi che si arrabbiasse anche perchlo stavo spiando. La serratura di Regulus si chiuse, con un soffiosottile, e subito dopo percepii il cigolio lieve delle assi davantialla mia porta, attutito dal tappeto morbido. Attese, mentre il cuoremi balzava fuori dal petto. Avevo paura. Paura che entrasse e mipunisse. Ma ancora di pi che non entrasse affatto, chepassasse oltre, perch per lui, io non esistevopi, proprio come per mia madre. Lo percepivo dil della porta, che aspettava, indeciso: non stava valutandosolo se entrare o no, valutava se considerarmi o meno suo figlio. Nonmi era importato mai, avevo sempre finto che non me ne importasseniente, ma mentre quella porta ci divideva, sentivo le lacrime salirmiagli occhi, affondai la faccia nel cuscino, mordendolo con i denti persoffocare i singhiozzi. Fu allora che la serratura scatt,con il solito sbuffo soffocato. La candela illumin fioca lastanza, ricca di decori e orpelli, io cercai di restare immobile, difingermi addormentato, confuso su cosa provassi in quel momento. Miopadre si ferm davanti alla scrivania, al lato del mioletto, depose il lume, poi si avvicin ancora, lentamente:percepivo il suo respiro affaticato, poi la sua mano che si posava,lieve sulla coperta, tirandola appena, cos da coprirmimeglio le spalle, accostandola per bene al mio corpo, su su, fino alcollo. Aveva indugiato, s, aveva indugiato quando, con quelmovimento leggero, aveva toccato i miei capelli. Sicuramente era statouno sbaglio.

Cosa prova in questo momento? Schifo per il suo figlio rinnegato? Eallora perch si trova qui? Perch ha tanta curache non prenda freddo e non mi ammali? Sono forse merce ancora buonaper qualcosa, io Sirius Orion Black, smistato a Grifondoro come immondafeccia?Posso ancora tornargli utile per qualcuno dei suoiaffari?

E allora perch, se solo questo, se sono solomerce, perch, se mi ha sfiorato per errore, ora continua adaccarezzarmi dolcemente la testa? E perch,allimprovviso, le sue labbra si sono appoggiate fulminee etenere sui miei capelli? Perch da quelle stesse labbra,come in un sogno, sono uscite silenziose parole daffetto?

"Bentornato, figlio mio... "

Perch?Perch solo adesso? Perch solo cos?Al buio, in segreto, di nascosto?

Perch?

Volevo alzarmi, voltarmi, affrontarlo, inchiodarlo con le miedomande.Invece eccomi qui, inerme, paralizzato, incredulo,turbato, incerto se essere felice, furioso, spaventato, mentre, rapido,mentre mio padre riprendeva la candela e si richiudeva la porta allespalle.

Perch?

Se solo fossi stato abbastanza forte da affrontarlo Se soloavessi avuto il coraggio di parlare Alshain dunque nonmentiva su mio padre?

Perch?

Perch il suo maledetto orgoglio Black pi forte persino del nostro inutile Sangue Puro?

*continua*

NdA: Eccomi qua, capitolo in cui non accade praticamente nulla, ma volevofar vedere alcuni cambiamenti nei personaggi (infatti il capitolo neigiorni scorsi era stato pubblicizzato su EFP con il titolo di"Consapevolezza" o anche "Crescere", poi ho preferito privilegiare,almeno nel titolo, Rigel e Orion). L'immagine uno deicapolavori di AryYuna ,potete trovarlo nella sua paginaartista su FB o su DeviantArt .Passo ora aiconsueti ringraziamenti a quanti hanno letto e recensito, aggiunto apreferiti, seguiti, ricordati, ecc

Un bacione a tutti, alla prossima! Valeria Scheda

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