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IV.005 - CHAINS - Nuovi Equilibri

That Love Is All There Is - Slytherin'S Blood [Marauders] — www.efpfanfic.net · All chapters

IV.005 - CHAINS - Nuovi Equilibri

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Slytherin's Blood

Chains - IV.005 - Nuovi Equilibri

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Orion Black

12, Grimmauld Place, Londra - sab. 25 dicembre 1971

Che cosaci fai l, impalato? Vattene, devo vestirmi!

Era iniziata cos la mattina di Natale: mi ero alzato moltopresto, dopo una notte agitata, carica di strani presagi, avevo passatoore intere a cercare di prendere sonno, ero stato nello studio aleggere per un po', ero persino entrato nella camera di Walburga,Merlino solo sa per fare che cosa, mi ero seduto su una delle poltronevicino al suo baldacchino e mi ero fermato a guardarla dormire. Me neero andato prima che si svegliasse, all'alba, non avevo per nienteintenzione di iniziare la giornata litigando con lei, anche se nonavevo la certezza che non si fosse accorta della mia presenza: unaparte di me, forse, silludeva ancora che fosse stata svegliaper tutto il tempo e avesse fatto finta di niente, tanto un codardocome me non avrebbe mai intrapreso folliiniziativeO forse... forse anche lei desideravache restassi l, al suo fianco, come un tempo, era sololorgoglio a impedirle di chiedermelo... la paura chepotessimo tornare a essere come un tempo

Seisolo un patetico illuso, Orion... esattamente come il primo giorno...

No, non era pi come il primo giorno, non per me.Ese ero l, se ero stato l, durante la notte, eraproprio, in fondo, per averne dimostrazione. Era per lei che nonriuscivo pi a dormire, per le domande che da tempo miaccompagnavano: da mesi, dalla sera funesta in cui mio figlio era statosmistato a Grifondoro, era stato un crescendo, fino all'apoteosi, finoalla notte in cui, a Herrengton, era accaduto il finimondo.Inquei mesi, con lei, avevo sentito un disagio nuovo prendermi,improvviso, nei momenti pi disparati, pensieri assurdigiungevano a dilaniarmi la mente e a togliermi le pochecertezze.Non sapevo pi che cosa fosse giusto,cosa dovessi realmente fare.S, era per lei, per idubbi che mi tormentavano, su lei, su noi, sul nostro sbilencoequilibrio, sul rapporto malato che avevamo instaurato con i ragazzi,che non riuscivo pi a trovare pace.All'improvvisotutto mi appariva assurdo, folle, estremamente sbagliato, tutto darifare.S, avevo sbagliato...E l'errorepeggiore, me ne rendevo conto solo adesso, non era nemmeno statoElizabeth.Piuttosto quello che avevo lasciato che accadessedopo.

Mi ero fatto la doccia, mi ero rasato, mi ero vestito di tutto punto,con un leggero incantesimo avevo fatto sparire le tracce di stanchezzache la notte insonne aveva lasciato sul mio volto, perch unvero Black non mostra mai nessun cenno di dubbio o debolezza, anche sequella recita, quella continua recita, giorno dopo giorno, non facevache segnare l'anima con rughe pi profonde, ed io mi sentivoconsumato, sdrucito, come la trama di una veste portata troppo a lungo.Quando, infine, pronto per la colazione, avevo visto la luce accesafiltrare da sotto la porta della sua stanza, non ero sceso di sotto, maero andato da lei, di nuovo, ero entrato senza chiederle il permesso,di nuovo, e in silenzio mi ero fermato sull'ingresso a guardarla,insistente.Volevo esserne sicuro, essere sicuro di quellavolont nuova, di quella consapevolezza nuova, nata in me,in tutti quei mesi.Continuavo a fissarla, imperturbabile,ammiravo il suo sguardo duro e profondo che mi fulminava dallospecchio; rimasi l, fermo, appoggiato allo stipite, lebraccia incrociate, senza una parola, anche dopo che lei aveva ripresoa sistemarsi l'acconciatura, fingendo che fossi sparito, sbattendomi infaccia, con la sua indifferenza e il suo mutismo, come sempre, chepersino il tappeto ai suoi piedi aveva pi valore di me, aisuoi occhi.In realt, continuava a sondarmi disottecchi, lo vedevo, a controllarmi, a calcolare mentalmente che nonmuovessi un passo di troppo, che restassi al mio posto, carica sempre,incessantemente, di quel rancore che non ci dava tregua, che cilacerava da anni.Un rancore sordo, freddo, che anno dopoanno, come la goccia, che pezzo dopo pezzo, sfalda la montagna, miaveva scalfito, sempre di pi, mi aveva ferito, semprepi nel profondo, persino pi della rabbia ferocee dellintenso dolore fisico con cui mi aveva travoltoall'inizio.Guardandola, anchio implacabile, miaccorgevo quanto avesse segnato ferocemente anche lei: anche leicos sdrucita, anche lei cos infelice

C'erano stati giorni in cui quel suo rancore mi era entrato sottopelle,mi aveva bruciato e divorato da dentro, come fiammedinferno, ed io mi ero tormentato all'idea di dover farequalcosa, qualsiasi cosa, per trovare un rimedio a quella situazione,invano. Assurdamente, pateticamente convinto che ci fosse ancora unapossibilit di redenzione non solo per me, ma perentrambi.Nemmeno Alshain, la persona che meglio di tutti, dasempre, mi conosceva, riusciva a capire quel sentimento strano, quellapunizione continua che minfliggevo: secondo lui era assurdo,patologico, che, dopo tutto quello che Walburga mi aveva fatto, dopo ilcastigo tremendo cui mi ero lasciato sottoporre, io non solo accettassidi pagare ancora, ma mi sentissi ancora legato a lei da qualcosa chenon fosse solo il freddo, asettico, dovere familiare.Losapevo anchio che era assurdo, ma per anni ero riuscito asentirmi vivo proprio permeandomi di quel suo rancore,perch era comunque un rapporto, malato certo, macera almeno qualcosa di vivo, di concreto tra dinoi.Certo se me l'avessero detto appena pochi anni prima, iostesso avrei riso all'idea di ridurmi a quel modo einvece

Seiun folle, Orion, solo un patetico pazzo.

No, sono solo innamorato di te, disperatamente, innamorato di te, mimanchi Walburga, mi manchi!

Che cos'altro era altrimenti quel buio in cui amavoattardarmi?Se non era amore, che cos'altroera?Senso dicolpa?Nostalgia?Necessit di sentirmi inqualche modo, qualunque modo, vivo?La frustrazione di chipu ottenere tutto, tranne una sola cosa, e allora si fissasu di essa e l'esalta, anche se, razionalmente, sa che non ce nesarebbe motivo?Col tempo, ci che si sa perdutoirrimediabilmente assume sempre un valore superiore a quellointrinseco, era una verit universale, che avevo appresopersino negli affari... Ma non era questo non era nulla ditutto questo.Avevo dato alla famiglia tutto quello che ledovevo, due straordinari eredi maschi, ormai potevo essere libero divivere la mia vita, potevo avere tutte le donne che volevo, bastavaagire con discrezione, non creare altro scandalo: solo questo ormai miera richiesto, la discrezione in cambio della libert, avreipotuto vivere la mia vita tranquillamente, come facevano decine,centinaia, migliaia di altri uomini.Incredibile a dirsi,per, dopo averla agognata per tutta la vita, non avevosaputo che farmene della libert, non mi serviva a nienteessere libero, mi faceva solo sentire pi prigioniero dellamia disperazione. Volevo lei, solo lei, desideravo solo imprigionarmidi nuovo in quellamore incredibile e vero che brevemente,troppo brevemente, avevamo condiviso.

Seiun folle Orion, un folle, masochista e pazzo, nulla di pi.

Mi sentivo le sue parole cariche di disprezzo nella testa tutte levolte, tutte le notti, senza possibilit di redenzione,mentre mi sfinivo da solo le membra, nel mio freddo letto; non riuscivoa togliermi dalla testa quella donna, lunica donna, per anniodiata, per anni disprezzata, poi all'improvviso tanto desiderata,tanto follemente voluta, tanto assurdamente perduta...Perdutanel momento esatto in cui mi ero sentito l'uomo pi felicedella terra, completo come non ero stato mai e come non sarei statopi.Lei, che dormiva nella stanza accanto allamia.Lei, che era sempre davanti ai miei occhi, nobile, bella,austera, perfetta, irraggiungibile.Lei, la madre dei mieifigli

Lei, mia moglie.

Poi Sirius era finito a Grifondoro eAllimprovviso le parole di Walburga, sulla mia carne,sembravano capaci di incidere solo unghiate terribilmente eprofondamente insopportabili ingiusteFinch, come il silenzio attonito che segue la tempestapi furiosa, in me si era spenta ogni voce, ogni sensazione,ogni emozione.Mi ero reso conto, allimprovviso, dinon avere addosso pi niente di quellamore. Eraarrivata, si era insinuata, improvvisa e silenziosa, inesorabile, sottopelle, quella sensazione sconosciuta di vuoto assoluto. Com'erapossibile?E soprattutto, esisteva davvero quella quiete om'illudevo soltanto?Non riuscivo a credere che realmente, dicolpo, si potesse smettere di provare qualcosa, qualunque cosa, versochi ci aveva fatto soffrire cos tanto, chi si era amatocos tanto. No, non era possibile.Eppure, ora cheero l, a pochi passi da lei, ad ammirarla, lo sentivoancora di pi: qualcosa si era rotto per sempre dentro dime, dopo Herrengton, non riuscivo pi a mentire a mestesso.Non provavo pi dolore.Nonprovavo pi desiderio.Per alcuni giorni avevoprovato rabbia, ora non provavo pi nemmenoquella.La guardavo e quel rancore che le vedevo nellosguardo, quel suo rancore di cui mi ero cibato per sopravvivere, miriempiva solo di piet, di una pena infinita per lei,perch vedevo senza alcun filtro la solitudine terribile cheviveva nella sua gabbia d'odio.L'aveva creato lei, attorno anoi, quel dolore, come una culla in cui vivere, insieme, per anni,copia al negativo dell'amore inaspettato che ci si era appiccicatoaddosso quasi per miracolo.Ora io ne ero miracolosamenteuscito, lei restava fissa l, e temevo, non ne sarebbeuscita.Mai.

Mi avvicinai, lei mi seguiva dallo specchio con gli occhi foschi di unagatta pronta ad aggredirmi alla prima mossa falsa.Laguardai... cos terribile e ancora bellissima...

Come fai a non essere ancora stanca di odiare, Walburga? Anche ora che il motivodellodio cenere e noi stessi siamo ridotti apolvere dispersa dal vento

Che cos' Walburga che ancora tinfiamma il cuoredi rancore? amore, Walburga?

Quest'odio laltare su cui celebrare in eternoci che resta dei nostri sentimenti? perversa nostalgiaper quello che eravamo e non saremo... mai pi?

Sei tu, solo tu che vuoi questo!

O ormai, per te, il rancore la sola strada per sentirtiviva? Pernon tornare a essere come quei dannati volti sull'arazzo, fissi, fermi,eterni, vuoti, sacrificati al dovere, privi di passione e quindi divita?

Puoi ancora scegliere un destino diverso, Walburga! Io sono qui, davanti ate, per questo!

Spezza queste dannate catene e seguimi, Walburga, torniamo a vivere lanostra vita! Haiconosciuto la passione con me, la voglia di vivere e di essere, quellache ti hanno insegnato a disprezzare, a mettere in secondo piano,rispetto al dovere Non puoipi farne a meno, di quella vita, di quella passione, vero? Ammettilo!

solo l'orgoglio che timpedisce di vivere comevorresti, come io voglio e posso darti ancora! per questo che odicos tanto?

Dimmelo!

Ti rendi conto che odi me, ma in realt odi te stessa? Ti odi per quella checonsideri la tua vergognosa debolezza ma solo Latua sacrosanta voglia di vivere!

Ero arrivato a toccarle il cuore quel giorno?La passione cheaveva messo nei due schiaffi che mi aveva dato dimostrava la presenzadi un cuore ancora vivo nel suo petto, o solo tutto il suo disgusto perle mie intemperanze poco Black?Non importava, non importavapi, ormai, perch non ci sarebbe statopi un momento simile, mai pi.Avreipotuto chiederle di darmi la mano, di darmela in quel momento,finch avevo ancora una possibilit, unasoltanto, lultima, di prenderla e portarla via con me,lontano da quelloscurit soffocante, ora che unaluce improvvisa mi mostrava la strada...Quante volte inquegli anni, per, le avevo offerto la mia mano e leilaveva guardata con disgusto e disprezzo? Fermo sulla porta,fissavo i suoi occhi di un blu cupo e terribile riflessi nellospecchio: non lavrebbe fatto mai, non mi avrebbepi dato quella mano, come non l'aveva mai fatto in quegliultimi anni, perch il suo rancore era fatto solo diorgoglio, solo di orgoglio, nulla dipi...

Sei diventato anche sordo?Non ti ho dato il permesso di entrare e voglio che tu te nevada!

No, non sono mai stato sordo, mai, ai suoi improperi, alle suemaledizioni, alle sue punizioni. Nemmeno alle suelacrime...Quanto si vergognerebbe se sapesse chelho sentita anche piangere...Quelle lacrime eranostate per me la Cruciatus pi potente...E al tempostesso la mia pi grande speranza, mi hanno dato per anni laforza di aspettare, di resistere, erano la prova che il sangue lescorreva ancora vivido nelle vene... milludevano che ungiorno avrei rivisto ancora indomita la fiamma del desiderio nel suosguardo, quella che solo io le avevo acceso nel corpo enell'anima.E forse persino quella felicitimprovvisa, inaspettata, autentica che avevo scoperto nascere in leianche per le cose pi semplici.Lavevosentita piangere, e avevo creduto che quelle lacrime fossero identichealle mie, lacrime di un cuore innamorato, ferito ma disposto ancora acombattere per la propria felicit, invece, giorno pergiorno, si era cristallizzata una diversa realt, cui nonvolevo credere n rassegnarmi, l'orgoglio lavevaportata via, sempre pi lontano da me, me lavevadivorata pezzo per pezzo, davanti agli occhi, senza che potessi fareniente.Si pu morire d'orgoglio e sipu far morire dorgoglio chi ci vive accanto...Io sarei stato disposto persino a morire, per lei, perliberarla, per renderle la felicit, avrei anche potutomorire... in fondo lo meritavo, avevo fatto soffrire la persona cheavevo scoperto di amare pi di me stesso, io che ero statosempre innamorato solo di me stesso

Vattene, Orion...

La guardavo, era incredula, via via meno fredda e sempre pispaventata, forse si stava maledicendo per aver lasciato la bacchettasul comodino, lei che non se ne separava mai, forse temeva che fosseuno di quei giorni, in cui non riuscivo a nascondere la mia debolezzanei suoi confronti, uno di quelli in cui ero capace di prostrarmi eumiliarmi davanti a lei, dicendole quello che provavo per lei,chiedendole perdono, chiedendole unaltrapossibilit, provocando in lei ancora pidisgusto e raccapriccio per la mia incapacit dicontenermi.O forse temeva che fossi talmente impazzito eubriaco da volermi prendere di prepotenza quello che non mi avrebbedato mai pi, nemmeno a rischio di morire.Rapidole fui vicino, alle spalle, vidi i suoi occhi carichi di domandefissarmi ancora dallo specchio, scuri di paura e angoscia, le posai unamano sulla spalla e la sentii tremare, mi chinai su di lei, annegandoil volto nellincavo del suo collo, stampando le labbra umidesulla sua pelle, osando quello che non avevo pi fatto danon ricordavo pi nemmeno quanto tempo, quello chelavevo pregata a volte di poter fare, prostrandomi come unmendicante, subendo il suo oltraggiato diniego.Profumava,come al solito, di una delle sue essenze costosissime, mi trattenniancora ad annusare, mi dilungai con le labbra in quello che un tempoera un momento di piacere per entrambi, ora solo una prova diforza.Aprii gli occhi e sfidai i suoi, allo specchio, sentivoil suo corpo contratto, voleva svicolare da quel tocco che le facevadoppiamente ribrezzo, aveva il respiro rotto dalla paura edallattesa.

Quanti schiaffi vorresti darmi per la mia audacia?Con quantaconvinzione e impeto cercheresti di cavarmi gli occhi, gettarmi aterra, sfogare tutto l'odio che senti, su di me, a colpi di bacchetta,appena ne avessi loccasione?Quali malefici potentistai pensando di scagliarmi addosso, mentre mi attardo a muovere lelabbra sul tuo collo?

Sorrisi.No, non provavo pi niente, per la primavolta ero io il pi forte: lei provava ancora odio per me,io non provavo pi nulla per lei, il suo calore e il suoprofumo mi accendevano appena i sensi come il corpo di qualsiasi altradonna, ma non risvegliavano pi il mio cuore.

Cosaltro posso provare se non indifferenza per chi haabbandonato mio figlio?Solo completamentesolo.Un bambino di undici anni

Solo.Nella sua completa disperazione... Nellapaura, per se stesso, per la sua famiglia, per le persone chepi ama.

Walburga non pi la donna che ho amato, ladonna che ho amato non lavrebbe fatto mai ladonna che ho amato non esiste pi, lho uccisa ioe ne pagher per sempre il prezzo.

Smettila immediatamente... mifai ribrezzo! Non sono una di quelle sgualdrine che ti piaccionotanto... esci da qui, subito!

Ritornai in me, non risposi ai suoi insulti, staccai le labbra dal suocollo, ma non tolsi la mano dalla sua spalla, sentivo tutta la suafermezza nel volersi alzare e colpirmi, ma ero altrettanto determinato,non me ne sarei andato finch non avessecompreso.Ero l solo per questo: lei dovevarendersi conto di non avere pi alcun potere su dime.Quello che aveva fatto a mio figlio,aveva cambiato tutto, aveva definitivamente cambiato tutto, moltopi di quello che aveva fatto a me, attraversolindifferenza, lodio, leumiliazioni.Glielo avevo detto dal primo giorno, dal primomomento, avrei subito ogni genere di umiliazione da lei,perch fallendo con la mia debolezza, lavevoindotta a sua volta a fallire, a venir meno dal suo ideale diperfezione, non avrei per lasciato che uccidesse tutto ilresto con quell'orgoglio.Non i nostri figli.Nessunodei nostri figli. Mi guardava carica di domande, sempre pispaventata...

La mano libera scivol nel panciotto ed estrasse unacustodia di pelle, rettangolare, allungata, gli occhi di Walburgaseguirono tutti i miei gesti e la curiosit prese il postodellira e della paura.L'aprii ed estrassi unacatena di argento e smeraldi, la lasciai brillare nella luce dellecandele che illuminavano la stanza, lappoggiai alla suapelle nivea, lallacciai e rapido le sciolsi i capelli, lasua sorpresa, la sua vanit, la sua cupidigia, presero ilposto dellorgoglio e del rancore.I capelli, liberidallaristocratica acconciatura, andarono a incorniciarle ilvolto, accarezzando la pelle coperta solo dall'accappatoio, ancoracalda e umida del bagno appena fatto.Con un gesto rapidoavrei potuto allentare il nodo e far scivolare il tessuto a terra,vedere se mi avrebbe permesso di farlo, vedere se mi avrebbe permessodi guardarla, o persino di toccarla.Rimasi immobile, lafissai attraverso lo specchio, bellissima, desiderabile, sondai i suoiocchi, mi chiesi che cosa pensasse in quel momento, se almeno inquellultimo istante provasse nostalgia per me, come io avevoprovato, fino alla follia, per lei, se in cuor suo desiderasse che ioprendessi coraggio e la sfidassi, fino in fondo.Mi guardavacon insistenza, non cera pi paura, ncuriosit n ribrezzo, solo domande.

Che cosa cerchi nei miei occhi Walburga?Cerchi oraquellamore che ormai sparito per sempre?

Lo vedi, lo senti, che non c' pi potere nel tuocorpo e nel tuo sguardo su di me?

Che cos che ti stupisce, Walburga?Lamia libert?

S, vero, ora sono libero... mi hai reso tulibero.Non con l'odio n la violenza, mi hailiberato tu dalla mia ossessione per te, con la tua atroce indifferenzaverso il nostro comune sangue. finita,Walburga... finita.

Per anni la mia codardia e il tuo orgoglio hanno eretto un muro tranoi... Mi sono illuso per anni che per rompere il maleficio cheimprigionava la tua anima, sarebbe bastato baciare i tuoi occhi, le tuelabbra, riprendermi questo tuo corpo che sempre stato mioe mio soltanto... farti sentire, vivo e furioso, quel tuo sanguebollente nelle vene.

Ti ricordi come bruciava quel sangue puro nelle tue vene,Walburga?Non era cos, per, misbagliavo: non esiste pi alcuna strada per ritrovare la tuaanima.

Non esiste pi la tua anima altrimenti nonavresti lasciato Sirius cos dasoloNon cos

Mi staccai da lei, mi allontanai, lediedi le spalle, raggiunsi la porta, consapevoli entrambi che non sareipi entrato in quella stanza, non avrei pitoccato quella pelle, n baciato le suelabbra.Nemmeno per dimostrare qualcosa a me stesso... nonavevo bisogno di altre dimostrazioni

Sei solo un codardo, Orion...un codardo che non sa andare fino in fondo...

Un tempo sono stato un codardo... veroUna forma d'amore anche quella...Una patetica forma d'amore, come hai sempre detto tu, come hai sempreironizzato tu

Patetico, sei solo patetico, come patetici sono i tuoi sentimenti...

Ora non ci sono pi, Walburga forse un giorno,allimprovviso, come io ho scoperto lindifferenza,tu proverai nostalgia per i miei patetici sentimenti masar troppo tardi come per la mia ricerca dellatua anima

Se preferisci un altro coloreo un'altra fattezza, i folletti cambieranno questa collana con qualcosadi tuo gradimento Buon Natale, Walburga...

Mi chiusi la porta alle spalle, davanti al tuo silenzio: se non fossistato un cuor di coniglio, avrei avuto il coraggio di dirtelo a parole.

Addio.

***

Sirius Black

12, Grimmauld Place, Londra - sab. 25 dicembre 1971

Bench fosse la mattina di Natale, l'atmosfera a GrimmauldPlace, se possibile, era ancora pi glaciale delsolito.Sentivo l'arrivo della tempesta, una tempestapiuttosto impetuosa e non ero certo l'unico a essermene accorto:Regulus era seduto di fronte a me, e dal modo in cui teneva gli occhifissi nel suo piatto, se non per fugaci e furtivi sguardi lanciati adestra e sinistra verso i nostri genitori, doveva aver anche luisentore, come me, del tipo di giornata che si stavaprospettando.Nostra madre, alla mia destra, stavasorseggiando il suo nettare di rose, silenziosa e assorta, nonimpartiva ordini agli Elfi, non si occupava della posta che i Gufiavevano recapitato prima della colazione, n delle notiziedel Daily Prophet: in genere si comportava cos quando erapreoccupata per qualcosa dimportante o stava per manifestareil suo disappunto su qualcosa.Pregai che, almeno per unavolta, la causa scatenante non fossi io, non mi andava di starbarricato in casa anche il giorno di Natale, anche annoiarmi a morte acasa degli zii, a quel punto, era meglio che star rinchiuso da solo apensare in camera mia.Nostro padre aveva requisito posta egiornali, e questa non era certo una novit, da che avevomemoria, aveva sempre usato la Gazzetta cometrincea per segnare il confine tra se stesso e il resto della famiglia:lo studiavo, di tanto in tanto, di sottecchi, immerso nella lettura delgiornale, perso completamente in un mondo tutto suo, la colazione siera raffreddata, le uova raggrumate.Non vedevo molto dellasua espressione dietro le pagine del giornale, ma dal modo in cuipareva non trovare una posizione comoda sulla sedia e da alcuni colpidi tossetta stizzita, compresi che doveva esserci qualche notizia chelo infastidiva parecchio.Nonostante sapessi che eraun'assurdit, mosso a speranza dopo le strabilianti apertureche mi pareva di aver notato in lui e nel suo recente comportamento,quella mattina avevo avuto l'ardire, prima dell'arrivo della mamma, ditentare un approccio, avevo cercato di farmi notare e avevo chiesto conla gentilezza e l'educazione di un perfetto Black di poter leggere lapagina del Quidditch.Come risposta, mio padre, calmo, maserio e tedioso, mi aveva ammaestrato sui doveri di un vero Black:dovevo stare composto a tavola, non dovevo dimenticare che avevo ildiritto di alzarmi solo quando mi avesse concesso lui il permesso e,soprattutto, che non dovevo leggere atavola.Lavevo fissato in silenzio tenendo per meosservazioni del tipo perch tu leggi a tavola,allora?" e cose simili, mi ero rimesso seduto al mio posto senza osardire o fare pi nulla, dandomi da solo dello stupido peraver davvero creduto che qualcosa potesse essere cambiato in quellasfinge che era mio padre: non ci capivo pi niente,sembravano due persone nel corpo di una.Evidentemente nonavevo capito nulla come mio solito, forse avevo sognato, o forse eroimpazzito, o forse il pazzo era lui, di sicuro, avevo di nuovo difronte un uomo che provava, per i suoi figli e la sua famiglia, lastessa glaciale indifferenza che gli suscitavano Elfi e topi disoffitta.

Dov finito luomo che ho visto nellamia stanza? O quello che a Herrengton

Nostra madre ogni tanto alzava gli occhi e lo osservava, enigmatica, elui le rimandava uno sguardo indecifrabile: conoscendoli, immaginai chedovessero parlare e che non ci volessero tra i piedi, la situazione dicerto non era piacevole, ma mi ritrovai a sospirare di sollievo, trame, perch se fossi stato io la pietra dello scandalo,nostra madre non avrebbe certo avuto remore aesibirsi, se non altro per istruire Regulus suisuoi compiti, strapazzando me come fossi una cavia.AppenaRegulus fin il suo ultimo sorso di succo di zucca, la mammaci sped nelle nostre camere con la solita, patetica scusa:dovevamo renderci presentabili per l'arrivo dei nonni e il pranzo diNatale a casa di zia Lucretia.Mio fratello nonriusc a trattenere la sua espressione sorpresa, visto cheerano appena le 830 e mancavano almeno tre ore alla partenza, ma nonprofer verbo; io, imperturbabile e stranamente ubbidiente,mi alzai, salutai come avrebbe fatto ogni bravo Black che si rispetti,per evitare di essere coinvolto nella burrasca, poi composto saliitutti i rami di scale con Regulus alle costole, arrivai fino alpianerottolo su cui si affacciavano le nostre stanze, aprii e chiusicon grazia la mia porta, poi quella di mio fratello, infine, furtivo,gli feci intendere che poteva seguirmi, purch restassezitto. Avevo intenzione di tornare indietro e di capire che cosa stesseaccadendo, ma dovevo evitare di mettermi nei guai, percitentare di guadagnarmi la collaborazione di Regulus, invece ditagliarlo fuori, mi sembrava la scelta migliore; mio fratello, asorpresa, non fece obiezioni, n prov aostacolarmi, non mi guard scandalizzato, non miminacci di dir tutta a nostra madre, n miapparve terrorizzato per la disubbidienza che stavamo per commettere,evidentemente la curiosit, o forse la paura che davveroalla fine mi spedissero a Durmstrang, in quel momento, era superiore alsuo abituale desiderio di compiacere la mamma.Iniziammocos a scendere entrambi, rapidi e cauti, le scale.

E se ci limitassimo adaspettare che finiscano di parlare e poi entrassimo in sala da pranzoper prendere il giornale?

Non credo riusciremo amettere le mani sui giornali di oggi, Regulus. Hai visto come si sonliberati di noi con tre ore di anticipo? Sta succedendo qualcosa,potremmo provare a prendere un giornale a casa della zia, con un po' difortuna ne troveremo uno, anche se non ci giurerei, se davvero successo qualcosa che ha turbato nostro padre... ciimpedir di leggere anche l...

Credi che siamo diventatipoveri?

Poveri? E perchmai? Di cosa stai parlando, Reg?

Non lo so, ma... pensaci...cos'altro potrebbe turbare nostro padre? A parte dei suoi affari, dicos'altro glimporta? Forse sono andati a monte e abbiamoperso tutto... e

Guardai Regulus... A parte i suoi affari, di solito, nulla suscitavauna preoccupazione profonda in nostro padre: persino della politica nongli importava poi molto, di sicuro meno molto meno che ai nonni, silimitava a dire che il Ministero era pieno di porci filobabbani e che iPurosangue non erano tutelati, ma non pareva convinto delle alternativeche entusiasmavano, per esempio, zio Cygnus.Riflettei e larisposta mi sal rapida alle labbra: se c'era un altroargomento che poteva far preoccupare tanto nostro padre, era solo lareputazione della famiglia.A ben pensarci, aveva avutounespressione simile i giorni in cui era saltato fuori cheAndromeda...

No, meglio non dirlo a Regulus,va nel panicosolo a sentir ricordare certe cose...

Che cosaltro poteva esser successo di dannoso per lareputazione dei Black?Forse Malfoy non voleva piCissa?Se n'era approfittato, promettendole di sposarla,laveva sedotta e ora si tirava indietro e magari aveva purefatto in modo che lo sapessero tutti?No, anche se Lucius nonfosse stato innamorato, Abraxas l'avrebbe costretto a sposarla, perricchezza, nobilt e purezza, il sangue Black era unrichiamo fortissimo anche su una potente famiglia come i Malfoy e dopoessere arrivato a un passo da un matrimonio tanto prestigioso, non sisarebbe accontentato di nulla di meno per il suo unico figlio.

Forse...Forse hanno arrestato RodolphusLestrange...S, questo moltopi probabile... un pazzo criminale, lo sannotutti!

Persino nostra madre, che di solito apprezzava Bellatrix e suo maritoper le loro accese convinzioni antibabbane, sosteneva che si eracomportato in maniera disdicevole al matrimonio di Mirzam Sherton, aHerrengton; e anche se, alla fine, tutti eravamo rimasti impressionatie sconvolti per quanto gli era accaduto, era opinione comune che lui eBella avessero dato scandalo, facendosi cogliere dagli aggressori inuna zona interdetta del maniero mentre si abbandonavano a...Nostra madre arrossiva ogni volta che se ne accennava e nonriusciva a continuare.S, quello poteva essere unargomento abbastanza difficile da digerire, per la nostra famiglia,essere sulla bocca di tutti per un altro scandalo, a pochi giorni dalfidanzamento di Cissa con Malfoy, col rischio che Abraxas neapprofittasse per avanzare richieste patrimoniali ancora piesorbitanti.No, era meglio non parlarne a Regulus, avevagi timore di Lestrange, se gli avessi detto che lo ritenevoresponsabile di qualcosa di scandaloso, rischiavo di turbarlo ancora dipi.

Che cosa vai a pensare, Reg?La possibilit che i Black diventino poveri pari a quella di vedere quelle schiappe del ChudleyCannons vincere un campionato di Quidditch!

Sapevo quanto mio fratello deridesse quella squadra e come non perdesseoccasione, con zio Alphard, per fare ironia sui loro risultati incampionato e, in effetti, anche in quel momento un sorrisetto divertitoprese il posto dell'espressione spaventata che aveva avuto fino a pocoprima. Meno male, era meglio distrarlo, quel discorso non mi piaceva.

Se non sono i soldi, allorache cosa accaduto?

Lo guardai, non sapevo proprio cosa rispondergli, cos labuttai sul ridere.

Chiss, forse si dimesso il Ministro Longbottom e non voleva che lovedessimo fare i salti di gioia... lo sai, cospoco Black manifestare il proprio entusiasmo!Ahahahah

Regulus comprese che preferivo cambiare discorso, coslasci correre e proseguimmo lungo le scale: arrivati alpianerottolo della Sala dell'Arazzo, mi fece cenno di rallentare e dinasconderci meglio, nel buio, i nostri genitori, infatti, si eranospostati dalla sala da pranzo e ora stavano chiacchierandol, dovevamo fermarci e appostarci, se volevamo ascoltaresenza essere notati.Mi sistemai in modo da far da palo aRegulus, nel caso fosse arrivato Kreacher dalle cucine, ma rimasiabbastanza vicino da potergli parlare senza essere udito dai nostrigenitori e capire la natura della loro conversazione: al momentosembravano impegnati su argomenti di poco conto.

Mi stai dicendo che messerYuket non ha ancora finito i medaglioni? inammissibile! Seli avessimo commissionarli ai folletti gallesi da cui ci serviamo dasecoli, sarebbero gi pronti!

Saranno pronti per tempo,Walburga... e l'attesa sar ricompensata dalla gioia diNarcissa: lo sai, affascinata dai gioielli di Yuket e haragione, sono realizzati in maniera egregia, e la purezza di quellepietre si adatta alla perfezione di...

Non mi pare il caso dirischiare una figuraccia con Malfoy per assecondare i capricci di unaragazzina, Orion! Lo sai bene che, in questi casi, si dovrebbeconsiderare solo la convenienza e...

Narcissa ha ottenuto per sestessa e per i Black uno dei migliori contratti matrimoniali degliultimi decenni, Walburga, e l'ha fatto in pratica da sola, senza chedovessimo ricorrere ad arguzie e strategie e negoziati... Se nonricordo male, ti ha anche spianato la strada per certi tuoi progetti,togliendo di mezzo Lucius... Non mi pare cosdisdicevole accontentarla e, per quanto mi riguarda, non c'nulla di male e sconveniente nellunire l'interesse dellafamiglia con la propria felicit

Regulus ed io ci guardammo, sembrava che stessero bisticciando solo suldono per il fidanzamento e altre questioni di poco conto, di sicuronulla dinteressante, eppure...

Sirius...

Mio fratello si era sporto appena e, rapido, era ritornato al suoposto, rigido come una statua...

Forse i giornali sono ancoradi sotto... mi pare che pap non li abbia cons...

Dubitavo che li avremmo trovati, se cera qualcosadimportante sui giornali che non dovevamo sapere, nostropadre li avrebbe fatti sparire; daltra parte, era anchepossibile che avessero iniziato a bisticciare per Narcissa appenaalzati e che fosse quello il motivo dello strano clima mattutino,quindi, forse, sul giornale non avremmo trovato nessuna notiziapreoccupante.

Felicit? Direipiuttosto la stupidit della giovent, unita ainsano romanticismo!

Se non ti conoscessi, direiche sei gelosa di tua nipote Sei gelosa Walburga?

Non minteressaproseguire in questo discorso, Orion!

Io invece considerointeressante questo discorso!

Allora continualo da solo!Con tutto quello che successo, non vedo come tu possaperdere tempo con queste ciarle! Sembri una vecchia pettegola!Piuttosto... dovresti andare a dire a certe persone, che sarebbe megliose non accettassero l'invito per la festa di Cissa...

Perch nondovrebbero accettare l'invito? Mi hai fatto fare di tutto perstrappargli quel dannato contratto e ora non li vuoi alla vostrastupida festa? Non dirmi che ora ti scandalizza saperli in amiciziacon perch se non ricordo male, poche sere fa,tu stessa sei andata a una festa cui tuo fratello lavevainvitato!

Tu non capisci lagravit della situazione! C una belladifferenza tra quello che accade in privato, nella casa di una famigliarispettabile e lo scandalo di farsi coinvolgere in un Nonpossiamo sporcarci con queste chiacchiere! Ed anchepericoloso frequentare certa gentaglia!

Ah davvero? Era unasituazione pericolosa? E si lasciano i figli indietro, nelle situazionipericolose? Che strano

Che cosa stai facendo? Dovestai andando?

Di sopra astrappare un certo inutile contratto lhaichiamata gentaglia, no? Non vorrai che si sappia dei tuoi progetticon la gentaglia!

Orion! Che cosa diavolo stasuccedendo? Sembri impazzito!

Sei tu che dovresti esserepi coerente, nelle tue azioni e nelle tue scelte... io stobene, e per quanto mi riguarda... ho gi fatto la mia parteper il nome e soprattutto, per la testa dei Black...

Ci guardammo senza capire un discorso dai toni tanto misteriosi, stranie persino preoccupanti: era davvero insolito sentir nostro padre alzarela voce e parlare con una tale fermezza, addirittura controbattere anostra madre, di solito era daccordo su tutto quello che leidiceva. Ad aumentare il dubbio e la curiosit, sentimmo ilsuono secco di qualcosa sbattuto sul tavolo, suonava come risuona illegno, dopodich sentimmo nostra madre pigolare qualcosadincomprensibile, infine ci fu un gelido silenzioincredibilmente profondo e lungo.

Se vuoi consegnarle tu ailegittimi proprietari, fai pure... e gi che ci sei,d pure loro, da parte mia, anche se immagino luilabbia gi capito, che a meno di comportamentipi adatti al nostro nome e al nostro sangue, sono ospitipoco graditi in questa casa quanto alla festa... se devoritirare l'invito, lo far... ma sappi che non mipresenter nemmeno io... e nemmeno i mieifigli!

Stai scherzando,vero?

Affatto Arrivaper tutti il momento di scegliere da che parte stare... iolho gi fatto ora tocca ate mi auguro ti ricorderai che la tua famiglia questa, Walburga!

Segu una pausa che non compresi, guardai Regulus, manemmeno lui, dalla sua posizione riusciva a capire, ntantomeno a vedere che cosa stesse accadendo in quella stanza. Noncapivo il senso, ma ero fermamente convinto che il rumore di legnofosse il rumore di una bacchetta sbattuta sul tavolo. Quella storia nonmi piaceva per niente, quel tono di voce, di mio padre, non mi sembravapresagire nulla di buono. Non si era mai comportato cos, esoprattutto, non avevo mai sentito nella voce di nostra madre una notadi paura, volevo solo andarmene il pi velocemente possibilevia da l.

Proviamo a vedere sec davvero il giornale, dai, io vado avanti, tucoprimi...

Mi avviai per le scale scendendo di un altro piano, fino alla sala dapranzo, Regulus era dietro di me e si assicurava che i nostri genitoricontinuassero a bisticciare di sopra, io avevo gi la scusapronta nel caso avessimo intercettato Kreacher.La sala eragi stata risistemata, ma la Gazzettaera ancora al suo posto, a capotavola, l dove mio padre,l'aveva lasciata, piegata con cura sulle pagine del Quidditch: nonsarebbe stata buttata via dall'Elfo prima della sera, a meno di ordiniprecisi, perch il padrone di casa poteva ancora richiederlain qualsiasi momento.Mi guardai attorno, furtivo, sentii cheKreacher era di nuovo in arrivo, tirai fuori la bacchetta da sotto lagiacca e ci provai, per la prima volta, dentro Grimmauld Place.

Accio DailyProphet!

Il desiderio di capire che cosa stava realmente accadendosuper tutto, sia la voce tremante che non governava ancorabene l'incantesimo, sia l'indecisione della mano, sia la paura eleccitazione nel commettere qualcosa di proibito, anziaddirittura illegale.

Sei pazzo?! Non puoi usare laMagia fuori dalla scuola, Sirius! Non sei maggiorenne!

Presi al volo la Gazzetta che fluttuava nell'aria verso di me, sorrisipassando di fianco a mio fratello, arrotolai rapidamente il giornale eme lo nascosi dentro i pantaloni, pronto a riprendere di corsa la viaper la mia stanza; ghignando, gli sussurrai piano una frase per mecelebre, la frase di uno dei miei miti, quella che Rigel Sherton miaveva rivolto la prima volta che l'avevo visto.

Credi che mimportiqualcosa del Ministero? Con tutti i Maghi che ci sono qui oggi, sfidochiunque a capire che sono stato io ...

Che stai dicendo, Sirius?Siamo solo noi quattro, qui dentro! E tu sei il solitocretino!

Non mi curai di lui, me lo lasciai alle spalle, facendo gli scalini adue per volta: tutta la paura, langoscia e il sospetto sierano gi andati a far benedire, felice comero diessere riuscito a ottenere la Gazzetta e poter scoprire laverit, ma ancor di pi per aver fatto vedere amio fratello che avevo gi padronanza con la bacchetta esapevo fare qualcosa di cui lui non era ancora capace, che io erogrande e lui ancora un moccioso.E felice di essere riuscita afarla sotto il naso a nostro padre, cos imparava atrattarmi come un bambino!

Allora che fai? Ti decidi?Entriamo o restiamo qui a far mezzogiorno? Credo sia meglio leggere efar sparire il prima possibile questo benedetto giornale e poisbrigarci a cambiarci! Non credo sia il giorno migliore per cercare disfidarli, li hai sentiti no?

Non inizierai a fare lapiattola, vero Reg? Ti sei comportato cos bene fino adesso,perch devi gi ricominciare arompere?!

Ghignai ed entrai nella sua stanza, seguito da Regulus a ruota, prontoa rispondermi per le rime, mi sedetti sul suo letto sfatto come sefosse tutta roba mia, irritandolo ancora di pi, infineaprii la Gazzetta davanti a me in modo che non potesse leggere.

Pare che il Puddlemere abbiavinto anche con il suo secondo Cercatore... beh di certo Mirzamavr ben altri pensieri, in questo momento, hai visto chebelle tette ha sua moglie?

Guardai mio fratello con un ghignetto di chi la sapeva lunga in fattodi bellezza femminile, Regulus mi rimand indietroun'espressione stranita, non capivo se di colpo se la facesse sottodalla paura per essersi fatto coinvolgere, o fosse interdetto, alpensiero che un giocatore di Quidditch professionista avesse rinunciatoa una partita tanto importante solo per una donna, o mi stesseriprendendo, come avrebbe fatto la mamma, per i pensieri pocorispettosi che avevo appena esternato e che di certo preludevano adaltri, nella mia testa, ben peggiori.Sorrisi tra me, eraproprio un moccioso, mio fratello!Ridendo, aprii il giornale,cos da riprenderlo dalla prima pagina e non miusc un'espressione colorita per puro miracolo: rimasiparalizzato, incredulo, addirittura terrorizzato.Regulus midisse qualcosa che non capii e a cui non risposi, allorasal sul letto, al mio fianco, mi pass dietro e,in ginocchio sul letto, si mise a leggere il giornale alle mie spalle.

Per Merlino e tutti ifondatori!!! No, non ci credo... non possibile...

DAILY PROPHET

- EDIZIONE DEL 25 DICEMBRE 1971 -

MIRZAM ALSHAIN SHERTON SEGUACE DELSIGNOREOSCURO

IL CERCATORE DEL PUDDLEMERE UNITED ACCUSATO DELFALLITO ATTENTATO A LONGBOTTOM

SCONTROCONBARTEMIUS CROUCH, UN AUROR FERITO SHERTONSFUGGE ALL'ARRESTO GRAZIE ALL'INTERVENTODEI MANGIAMORTE

INTERROGATO NELLA NOTTE ALSHAIN SHERTON

SHERTON FUGGITO CON LA FIAMMA DIHABARCAT? (ARTICOLO A PAGINA 3) SENZA ESITO LA RICERCA DELL'ATHAME USATO INNUMEROSE AGGRESSIONI (DISEGNI A PAGINA 5) UN TESTIMONE AFFERMA "VENDUTOAL CERCATORE DEL PUDDLEMERE"

Regulus mi strapp il giornale di mano senza altreesitazioni e and a pagina cinque, come vedemmo entrambi ildisegno dell'athame, io mi sentii morire.Non avevamo lacertezza assoluta, perch nessuno dei due si era arrischiatoad aprire l'involto, ma sapevamo entrambi che l'oggetto che tuttistavano cercando, quello che provava in maniera definitiva tutte leaccuse ai danni di Mirzam, era l, vicino a noi, dentrol'armadio di mio fratello.

lui, vero? il pugnale che hai trovato nel caminetto!

Reg... lo sai, non l'ho maivisto... non l'ho visto nemmeno quando c'eri tu...

Lo sai anche tu che cos: quello che tutti cercano qui, nella mia stanza, nel mio armadio!

Che cosa vorresti fare, Reg?Andare dal Ministro e denunciare Mirzam? Devi credere veramente a tuttoquello che c' scritto nel giornale, lo sai, vero?Io io non so ancora se ci credo... non mi pare possibile,lhai conosciuto adora sua sorella! E l'hai vistoalla festa, aveva occhi solo per la sua ragazza, per sua moglie... nonpu aver fatto del male alla sua famiglia aMeissa...

Io non so niente, Sirius, maquella cosa non pu rimanere qui! Chiamiamo pap!Sirius chiamiamolo... dobbiamo raccontargli tutto! Eliberarci di quella cosa!

Lo guardai, serio, determinato, sapevo che aveva ragione, che era unastoria troppo grossa per noi due, e che se qualcuno avesse scoperto percaso che l'avevo sottratto io...Chi mi avrebbe creduto seavessi detto che lavevo trovato per sbaglio?Avevopaura, un'infinita paura, perch di colpo quelle che eranosempre state delle certezze...Ero talmente spaventato perquello che sarebbe potuto capitare, non solo a noi, se fossimo statiscoperti con quelloggetto in casa, ma anche a Mirzam e adAlshain e a MeissaE non potevo pensare a quantoavrebbe sofferto Meissa se fosse stato tuttoveroNon riuscivo a dare coerenza ai mieipensieri, tutto mi sembrava possibile e al tempo stesso, assolutamenteimprobabile: ero cos sconvolto che non mi resi conto cheRegulus era gi arrivato sulla porta, pronto a scendere peravvertire nostro padre, non sapevo cosa fare, il panico miagguant allo stomaco e mi spinse a bloccarlo, Regulus mirespinse, ci azzuffammo, nessuno dei due aveva ben chiaro che cosafosse meglio fare.

Non puoi nasconderlo persempre, Sirius! Pensa se venissero a cercarlo qui i Ministeriali! Pensase rimanessimo coinvolti anche noi in questa storia... pensa se desserola colpa a pap!

Perplesso e spaventato, Reg riusc a sfuggirmi,super la porta e di corsa scese le scale.Io, conla fiducia che riponevo nei miei genitori pari a zero, temendo di avercompreso in parte anche la natura della lite che avevamo appena spiato,che nostra madre si riferisse agli Sherton quando parlava digentaglia, non credevo fosse una buona ideacoinvolgerli.Dovevo trovare il modo di distruggere le prove,subito, nessuno doveva sapere, nemmeno nostro padre, figuriamoci nostramadre: anche se fossimo sfuggiti tutti al Ministero, anche seufficialmente nessuno avesse mai avuto prove, sarebbe bastato unpettegolezzo di mia madre e Meissa ne sarebbe venuta a conoscenza, nesarebbe morta e avrebbe odiato anche me, per sempre.Dovevoproteggerla, non poteva sopportare, adesso, anche un orrore simile,lidea che suo fratello fosse davvero responsabile di quantole era accaduto No, non riuscivo a sopportarlo io,figuriamoci lei, che lo adoravaNon volevo che nesoffrisse, era gi sufficiente che ci stessi maleioCome poteva Mirzam essere cos? Unfalso, un traditore, che aveva persino tentato di uccidere suo padre ei suoi fratelli No, Meissa non poteva vivere con unacertezza del genere, non poteva. Andai all'armadio, aprii le ante eraggiunsi il ripiano, presi la scatola e nemmeno l'aprii, puntai labacchetta e invocai l'unico incantesimo che avevo giimparato a eseguire abbastanza bene.

Reducto! Reducto!Reducto!

La scatola fu sbalzata a terra, a destra e a sinistra, volteggiandonellaria a ogni colpo, riportando solo lievi scalfitture sulcoperchio, ma non si distrusse come avevo speratoardentemente.Ero cos impegnato a cercare di averela meglio su quella dannata scatola di latta, che nemmeno mi accorsidelle lacrime che mi bagnavano la faccia, un po' per i nervi, un po'per il dispiacere e l'incredulit, un po' per lafrustrazione di non riuscire in quello che desideravo fare. Me laprendevo con quella stupida scatola, ma ogni colpo l'avrei infertovolentieri a Mirzam, ogni colpo conficcava sempre pi afondo in me la convinzione che fosse tutto vero, che era un traditore,che aveva quasi fatto morire Meissa e Rigel, addiritturaAlshain.Tutti coloro che lamavano in manieraprofonda...Io lo odiavo, s, sentivo di odiarlo:lui non aveva una famiglia disgraziata come la mia, li avevo visti,loro si volevano bene, si amavano non erano freddi e senzasentimenti come noi.

Come hai potuto rovinare tutto cos? Perch?Perch? Devi essere impazzito, non caltra soluzione. Di colpo la scatola sincendi sottoi miei occhi e l'involto si present alla mia vista,ammutolito, la guardai, mentre due braccia robuste mi spostavano senzatanti complimenti verso la parete e la figura nervosa e agitata di miopadre occupava tutto il mio campo visivo.Si china terra, apr l'involto facendo attenzione, mosse i lembidel tessuto non con le mani ma con la bacchetta, infine sirialz, prov un paio dincantesimidistruttivi, persino l'Incendio, senza ottenere risultati, allora losentii bisbigliare in maniera impercettibile qualcosa che pareva unadelle litanie di Alshain, e sotto i miei occhi, sorpresi, il famigeratopugnale che tutti cercavano si ridusse a un mucchietto di cenere, dacui usc, come un diabolico sbuffo, una specie di polverenera. Mio padre punt la bacchetta per l'ultima volta eriformul ancora tre volte la sua litania, la polvere parvedisporsi nellaria come un ghigno demoniaco, infinespar nel nulla, quando mio padre le ordin didisporsi a palla, poi chiuse la questione, definitivamente, con unEvanesca! Sparita la prova che tutti cercavano,lo fissai, vidi anche Regulus, impietrito sull'arco della porta,guardai nostro padre negli occhi, ma lui sembrava sfuggire il miosguardo.

Questa storia nonuscir mai da questa stanza, nemmeno con i nostri parenti,nemmeno con vostra madre... siamo intesi? Ora sbrigatevi a cambiarvi...tra poco arriveranno i nonni, io devo uscire un momento, ci rivediamo acasa di zia Lucretia...

Come al solito, tra noi, nemmeno in un caso tanto grave, ci fu alcuntipo di spiegazione.

*continua*

NdA: Ciao a tutti/e, il capitolo conclusivo per vari filoni: lastoria tra Orion e Walburga -nei termini conosciuti finora-lascer il posto a equilibri diversi tra loro; la vicendadellathame si conclusa, seminando vari dubbi esospetti. Volevo sottolineare due punti: Orion dice addio alla moglie,nel senso che ha chiuso un capitolo importante della sua vita, nonlascer Walburga, ma ha aperto gli occhi e ha compreso glierrori commessi. Fa parte della maturazione del personaggio, che curogi dalle origini, con quella doppia faccia, una che mostrain pubblico, laltra allinizio quasiesclusivamente con Alshain, ora via via pi spesso. Questomutamento ha preso unaccelerazione da quando Sirius tornato da scuola ed in parte reazione allafreddezza che Walburga mostra verso suo figlio.Losservazione che Sirius fa sul corpo di Sile... non hointenzione di fare di Sirius il solito scopajolo seriale,per la mamma gli ha fatto gli occhi e lui resta il figliodi suo padre; inoltre avr sempre quel suo atteggiamentoirriverente, dir sempre le cose esagerando, spacconando,magari anche solo nel tentativo di scandalizzare quelmoccioso di suo fratello. Non ho intenzione di descriverlicome due che si odiano dalla culla, certo, anzi spesso li vediamocooperare, almeno da piccoli, per mettersi nei guai insieme, ma restanosempre uno pi scavezzacollo e laltropi riflessivo, e Sirius pur sempre unmalandrino.

Vi ringrazio per le letture, le recensioni, le preferenze. A presto Valeria Scheda

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