IV.010 - CHAINS - Myrddin
IV.010 - CHAINS - Myrddin
ThatLove is All There is
Terre_del_Nord
Slytherin's Blood
Chains - IV.010 - Myrddin

Rabastan Lestrange
Hogwarts, Highlands - dom. 9 gennaio 1972
Di nuovo? Non possibile! Non puoi avermibattuto di nuovo! Sei un baro! Ecco cosa sei!
Non m'interessano i tuoicomplimenti, Rosier, ma i tuoi galeoni sonanti! Ahah...
Ghignai, mostrando la lingua e leccandomi le labbra in manierainequivocabile, mentre allungavo le mani sul malloppo che era cresciutoa dismisura sul tavolo; ci trovavamo come sempre al tavolopi defilato della Sala Comune, da l avevamo ilpieno controllo della situazione, cos da far sparire letracce della bisca se fossero sorti problemi; avevamo giocato incoppia, come sempre, per la prima parte della partita ed ora cheavevamo battuto tutti gli altri, Evan ed io c'eravamo sfidatiall'ultimo sangue, per spartirci il bottino. Lo osservai, di fronte ame, le dita affondate nei lunghi capelli rossicci e scarmigliati: erapallido, aveva visto svanire, un galeone dopo laltro, tuttele risorse che il padre gli aveva concesso per le sue spese mensili etutto il frutto della lunga mattinata di bagordi. Sorrisi tra me:quando mi avesse chiesto di fargli un prestito, mi sarei anche fattopagare profumatamente gli interessi!
Non fare cos, sefossi uscito, a quest'ora le tue amichette ti avrebbero lasciatougualmente in mutande...
Almeno mi sarei divertito,dopo essermele fatte togliere! Ahah...
Non ci pensare... Seiimprigionato qua dentro, con me, ancora per tanti, tantissimi mesi,avere i soldi e non poterli usare ti avrebbe reso pazzo, io ti ho soloaiutato a non pensarci...
Oh, certo, l'hai fatto perme, per il mio bene! Sei una malefica faina! Ecco cosa sei!Bastardo!
Scoppiai a ridere annuendo con un rapido movimento del capo. Gli avevoproposto di divertirci insieme, a spennare polli, quella domenica, edEvan aveva accettato, pur sapendo di rischiare di essere spennato a suavolta: si annoiava anche lui, non poteva uscire, come me, per quelvecchio scherzetto fatto a Pascal e a Slughorn, in autunno, e nonpotendolo usare nei modi che gli piacevano, l'avevo convinto a provarea far fruttare tutto quel denaro.Da parte mia, dovevo mettereinsieme una discreta sommetta entro il ritorno dei ragazzi daHogsmeade, per saldare un piccolo debito, e soprattutto trovare un mododiverso di passare la giornata, o rischiavo disfinirmi di seghe in bagno o di diventarecompletamente pazzo. E la natura, come diceva sempre quel borioso dimio fratello, mi aveva gi messo a buon punto sulla stradadella pazzia. Esplosi a ridere sguaiatamente, al pensiero di come erafinita l'ultima volta che Rodolphus era piombato in camera mia, perammorbarmi con una delle sue solite cazzate, proprio mentre ero moltoimpegnato...
Oh s, l'ho fatto pentire amaramente di avermi interrotto!
Evan mi guard sospettoso, vedendo il mio ghigno da folleintuiva che ne avevo combinata un'altra delle mie, a Natale, maconoscendomi piuttosto bene, prefer non indagare.S, spennare polli non era una delle mie attivitpreferite, ma era l'unica che potessi concedermi, al momento, visto cheDumbledore mi teneva docchio e non potevo rischiare di farmibuttare fuori da Hogwarts, non con tutto quello che c'era in ballo: erafuori discussione, insomma, almeno per un po, affatturarequalche troietta e trascinarla nel buio di qualchesottoscala Tanto per fare un esempio di quali fossero imiei divertimenti preferiti. No, non dovevo pensarci... o mi sareiritrovato subito con i pantaloni troppo stretti.
Che scena squallida... duepresunti Maghi Purosangue ridotti a giocare d'azzardo, come volgareplebaglia babbana...
La voce ironica dell'odioso Malfoy, nato evidentemente solo per romperele palle al prossimo, ci colse alle spalle e s'incrin inuno sbuffo divertito, su quell'ultima parola; subito, tra i pochipresenti in Sala Comune, cal un silenzio carico di attesa edi curiosit: era stata una domenica noiosa, un bisticciopoteva essere l'unica nota emozionante, l'ultima, per risollevare lagiornata.
Povero Lucius, costretto comeun comune mortale qui, di domenica pomeriggio, in punizione!Com' ingiusta la vita, quando non bastano i soldini dipap a toglierci dai guai!
A proposito di soldi,Lestrange, come mai hai tutto questo strano bisogno di soldi? Esoprattutto come mai ti stai dando a tutta questa strana, improvvisacastit? Le... "bacchette"... mal funzionanti sono costoseda... riparare?
Il doppiosenso attir qualche risatina beffarda nelleretrovie, io non me ne curai, conoscevo Lucius, sapevo che prendersigioco di me era solo un diversivo: lui voleva che reagissi e chefacessi qualcosa per cui fossi punito e magari sbattuto fuori! E ildenaro, naturalmente, mi sarebbe stato requisito, non prima che qualchegaleone finisse per sbaglio nelle sue tasche. S, lui erafatto cos, si divertiva solo quando metteva gli altri neiguai, quando raccoglieva il lavoro degli altri, quando riusciva apavoneggiarsi per meriti che non erano suoi, ma la cosa che odiavopi di tutte, di Malfoy, era che, quando si doveva pagare,lui se la cavava sempre, in ogni modo, grazie all'intervento di suopadre.Era inutile dire che lo disprezzavo. Mi voltai,fissandolo con la mia abituale faccia serafica, trattenendomi a stentodal ridergli in faccia: non sapeva che l'avevo visto, nello studio diCygnus Black, la sera del suo fidanzamento, e non immaginava che avreicolto la prima occasione per farlo vergognare come un ladro. Potevascommetterci che l'avrei fatto vergognare come un ladro! Non subito,certo, me la sarei giocata bene, cos quando si fosse saputoin giro, gli sarebbe passata la voglia di fare altre battutine sullamia... bacchetta. Lo squadrai, pur sapendo diessere in punizione, si era preparato per uscire, sicuro finoall'ultimo che lui, il rampollo di Abraxas Malfoy, sarebbe caduto inpiedi ancora una volta: negli ultimi due mesi, le aveva fatte di tutteper liberarsi della punizione che era toccata a tutti noi, spesso eragi riuscito a convincere Slughorn ad ammorbidirgli la pena,e anche quel giorno contava di riuscire ad andarsene fuori tutto ilpomeriggio con la sua "futura sposa".Peccato per lui che quelvecchio pazzo di Dumbledore non riconoscesse certi automatismi,cos, quel pomeriggio, aveva dovuto guardare la sua Narcissalasciarlo solo e uscire con le amiche. Ora stava seduto sul divanovicino al camino, ad attenderne il ritorno, un bicchiere in mano,simile a uno di quei nobili decaduti che riempivano i quadri delmaniero dei Lestrange a Trevillick, impettito, profumato, con ipantaloni eleganti che facevano capolino sotto la toga sontuosa, ilmantello di ermellino scuro piegato con finta distrazione al braccio,deciso a passeggiare con lei prima di cena nei cortili delal scuola,quello stupido bastone nel cui manico celava la bacchetta, i capellilegati nel solito codino lezioso. Tutto in lui, a partire da quell'ariastrafottente, mi ispirava il desiderio di pestarlo a sangue. Mi alzai,mi avvicinai, gli passai dietro, mi chinai sulla sua spalla, gliparlai, piano, all'orecchio, scandendo bene le parole, con voce chiarama bassa, volevo far imbestialire lui, non volevo offendere chi nonc'entrava niente.
Ho necessit didenaro per pagare i servigi della tua futura signora, Malfoy: ora chesi fidanzata diventata... esosa... Quantoalla mia bacchetta... puoi chiedere a lei se... a posto...
Scoppiai a ridere, mentre il volto di Lucius cambiava rapidamentecolore, dal bianco cadaverico e un rosso bluastro per tornare alconsueto pallore; lo vidi serrare impercettibile la mano sul manico delbastone, proprio come un anno prima, e riprendere il controllo afatica, solo dopo un respiro molto, molto profondo. Risi ancora dipi, tra me.
Quanto costosomantenere intatta questa tua finta faccia da santo, eh, Lucius? Ahah...Non dovresti fare cos, sai? Dovresti sfogarti ogni tanto, oprima o poi ti prender qualcosa, e allora... davvero...qualcuno dovr consolare la piccolaCissa...
Forse... ma di sicuro aconsolarla non saresti tu...
Ah no? E chi te loassicurerebbe, una volta che fossi finito sotto terra?
Perch per allorati avr gi staccato le palle e te leavr gi fatte ingoiare...
Come hai provato a farel'anno scorso? Interessante! Peccato che tu non sia abbastanza uomo dariuscirci, Malfoy!
Questo lo dissi a voce ben pi alta, cos chesentissero tutti, mentre gi tornavo a prendere postoaccanto a Evan. Rosier mi guard allibito, non aveva sentitotutto lo scontro verbale, ma sapeva che non era mai opportuno attaccarefrontalmente Malfoy come avevo appena fatto io; eppure, anche lui,tratteneva a stento una risata. Oltre a disprezzarlo, compativo Malfoy,la situazione, per lui, si stava facendo imbarazzante. Erano almeno dueanni che un sospetto si stava facendo largo in me ed ora stavadiventando certezza: per il glaciale, imperturbabile rampollo diAbraxas, fingere era sempre pi difficile, si era visto benequando aveva perso le staffe e si era accapigliato con Rigel Sherton,un ragazzino molto pi piccolo di lui, che era riuscitopersino a metterlo in difficolt, l'annoprecedente.Una scena spassosissima, un valido motivo perconsiderare quel ragazzino del Nord un tipo in gamba. Laverit era che Lucius Malfoy, quello stupido idiota, si erainnamorato davvero e, cosa ancora pi divertente, erageloso, tanto che tutta la sua boria ormai non bastava pi anascondere la verit, anzi rendeva il tutto ancorapi ridicolo e patetico: Narcissa Black era un fiore, ilfiore pi bello e come tale era stata scelta, anni prima, dasuo padre per il nome, il sangue, la bellezza, il denaro, destinata adiventare l'ennesimo grazioso trofeo che i Malfoy avrebbero mostrato almondo per farsi invidiare da tutti. Oltre che per garantire la fusionedi due delle famiglie pi Pure e ricche del Mondo Magico.Peccato che, impegnati pi a incensare se stessi che arendersi conto del mondo attorno a loro, i Malfoy non avessero capitoniente dei Black e, in particolare, Lucius avesse sbagliato i suoicalcoli riguardo i rapporti di forza con la sua futura sposa. NarcissaBlack, infatti, si era rivelata tutt'altro che un grazioso trofeo, nonera affatto una giovane fragile e manipolabile come serviva ai Malfoye,tutt'altro, conosceva il proprio valore e si era andata a conficcarecome una spina avvelenata nel cuore di ghiaccio di quel bastardo. Edora, con un semplice sguardo, lo rendeva fragile comecristallo.Tradotto nel mio linguaggio piefficace, Narcissa Black lo teneva per le palle e gi questoera sufficiente a suscitare in me tutta la mia pi profondaammirazione! Ghignai.
Il problema, naturalmente, era che anche per lei, io non provavo solouna platonica ammirazione, soprattutto quando ripensavo a quello cheavevo visto a Lacock il giorno del matrimonio di Bellatrix con miofratello. Ero amico di Evan Rosier da quando eravamo ragazzini,complice anche il fatto che eravamo imparentati tramite le nostremadri, quindi lui sapeva di me molto pi di quanto fosseauspicabile, ed io sapevo pressoch tutto di lui, compresoquanto succedeva quando andava a casa delle sue cuginettee Black: eracos che, in tempi non sospetti, quando Bellatrix era soloun sogno proibito per mio fratello e Lestrange e Black non erano ancoradestinati a diventare parenti, avevo saputo quali fossero le stanzedelle ragazze nella loro casa nel Wiltshire e, il giorno delmatrimonio, mi era bastato un rapido giro per i cortili interni perriconoscere la quercia da cui Bellatrix si calava per fumare di notte,all'insaputa di Cygnus, o l'abete su cui Evan si arrampicava per spiareAndromeda e le sue sorelle che si faceva il bagno. Ero salito suquell'albero anch'io e, con una visuale perfetta sulle camere dellesorelle, mi ero goduto in tutti i sensi la vestizione di sposa eancella...Poi avevo sfogato gli ormoni per giorni a queiricordi, e a dire il vero continuavo a farlo, quasi tutte le sere, nelgelido baldacchino del dormitorio. Era meglio non pensarci troppo, adire il vero, pi di una volta, soprattutto a Storia dellaMagia mi ero ritrovato con i pantaloni improvvisamente stretti mentrela mente tornava a quella mattinata di maggio... al corpo snello di miocognata, alle morbide, pallide, rotondit di sua sorella...al pensiero di come avrei voluto intrufolarmi in quella stanza,affatturare ed eliminare l'Elfa, e prendermi ci che volevo,con o senza la disponibilitdiS, quei pensieri e quei ricordierano incredibilmente coinvolgenti, anche in quel momento, anzisoprattutto in quel momento: avere di fronte quel borioso di Lucius,sapere che sarebbe impazzito se solo avesse immaginato... A volte lavita riservava delle piccole, inaspettate soddisfazioni, ed io avreiavuto cura, un giorno, di fargli sapere esattamente tutto quello che mipassava in mente in quell'istante: sapevo gi che sarebbestato molto divertente.
Mia cara...finalmente!
Mi voltai verso l'ingresso, Narcissa era appena apparsa sulla porta,deliziosa nel suo cappottino scuro, i boccoli morbidi che scendevanoliberi sulle spalle, le guance appena rosate dal freddo della giornatainvernale, lo sgaurdo altero che saettava nella stanza, per cercareLucius o forse anche per cercare me: le avevo chiesto un favoreparticolare, prima che partisse per Hogsmeade. Lucius si era alzato perandarle incontro, ma prima si era soffermato dietro la mia sedia, siera chinato abbastanza da sibilare al mio orecchio, fingendo unatranquillit che non aveva, che prima o poi mi sarebbepassata la mia proverbiale voglia di ridere. Ed io gli avevo rispostoche non avevo ancora nemmeno iniziato a ridere sul serio... di lui...ma che l'avrei fatto molto, molto presto. L' avevo lasciato interdetto,soprattutto perch non guardavo lui ma Narcissa che stavaavvicinandosi a me, con la chiara, misteriosa, intenzione di parlarmi.Ghignai ancora di pi.
Oh Lucius... affogati in questo dubbio... chiss che cosavuole lei, proprio da me...
Cissa... tuo cugino hagenerosamente finanziato i miei acquisti... Ecco il denaro che tidevo... se devo aggiungere qualcosa... tutto aposto?
Ho mandato un'Elfa a prendereaccordi con il guardiacaccia... ma se vuoi, puoi pensarci direttamentetu... o puoi vederlo, prima...
No, mi fido del tuo gusto,sono sicuro che sar il dono perfetto...
La fissai angelico, lei mi guard con un velo del solitosospetto: dire che non le piacevo era un eufemismo, ma la nostraparentela la costringeva ad ascoltarmi anche seavrebbe preferito vedermi sprofondare in un abisso; quel giorno,per, le avevo fatto una richiesta piuttosto innocua per nondire sorprendente, perch avevo chiesto il suo consiglioriguardo a questioni che coinvolgevano galanteria ed etichetta, materiein cui lei era maestra, cos non si era insospettita perniente. Non come il giorno del matrimonio dei nostri fratelli: le avevochiesto, educatamente, di ballare con me, per poi, appenal'avevo avuta tra le grinfie, non le era piaciuto molto come le avevoannusato i capelli o il modo in cui le avevo serrato i polsi... mi eroscusato, dicendole che avevo temuto che cadesse, ma sapevamo entrambiche era una bugia... Mi era piaciuto vedere tutto quel disagio nei suoiocchi, quell'inquitudine... e soprattutto l'imbarazzo quando,stringendola a me, l'avevo costretta a notare quanto fossientusiasta della sua vicinanza...Erafuggita via appena aveva potuto, per rifugiarsi tra le bracciaimprobabili di Mirzam Sherton, il testimone dello sposo, che mi avevapoi preso da parte e spiegato tranquillamente che potevo scegliere trachiederle immediatamente scusa, o aspettare di tornare a casa persentire la cinghia di mio padre. Le avevo chiesto scusa, ma Narcissaera una Black: appena tornata a scuola, aveva raccontato tutto aLucius, naturalmente, e il biondino mi aveva scaraventato lungo lescale con un incantesimo, una sera che camminavo da solo, insomma allaprima occasione appropriata, secondo i suoi parametri.Mi eroammaccato per bene, quella volta, ma il caso aveva voluto che, per vietraverse, poi restasse coinvolto anche Rigel Sherton... ehbeh...Quello che era accaduto dopo mi aveva fatto dimenticareogni ferita e avevo riso sonoramente per giorni.
Ti libero subito di questoosceno indviduo, mia cara... andiamo a parlare in cortile...
Lucius la prese per un braccio e si allontan con lei, erosicuro che le avrebbe fatto il terzo grado, indispettendola ancora dipi.Alla fine mi congedai da Evan, mi sollevai, divertitonel notare un paio di ragazzine che mi fissavano a met tral'inorridito e lo stupefatto, feci loro un inequivocabile gesto che lefece scappare a gambe levate, poi mi nascosi in bagno, divertendomi aricordare i fianchi morbidi di Narcissa Black almeno fino all'ora dicena.
***
Meissa Sherton
Hogwarts, Highlands - lun. 10 gennaio 1972
Signorina ShertonNon deve usare la Bacchetta con tanto vigore, o non crescermai pi una sola foglia a quella povera piantina!
Rimasi con la Bacchetta a mezz'aria, strappata ai miei pensieri fumosidalla voce della professoressa Sprout, a sorpresa dietro di me: findall'inizio dei corsi, le lezioni di Erbologia erano state le miepreferite, entrare nelle serre e sentire l'odore tiepido della terra miricordavano la rugiada nella foresta di Herrengton, e prendermi cura diun essere vivente, anche una semplice piantina, soddisfaceva, inpiccolo, la mia aspirazione a diventare, un giorno, una Guaritrice. Daquando ero tornata dalle vacanze di Natale, per, sembravache avessi perduto ogni mia capacit, ero semprepi imbranata, inutile, persino dannosa: mortificata, sentiila faccia andarmi a fuoco, quando mi resi conto di aver ridotto lapianta di fronte a me a uno sterpo spelacchiato e che, implacabili, dalfondo della serra, salivano le solite risatine maligne che mi seguivanoda giorni, a ogni stupido errore che commettevo. Sirisvegli, subito, anche il desiderio di vendetta, quandoudii quella befana della Dickens borbottarequerula con Yaxley Lorousano la Bacchetta per sistemar Ministri, non piantine... ,ma, mentre la professoressa, infastidita dal chiacchiericcio, imponevail silenzio, mi limitai a stringere forte la Bacchetta e a mordermi lelabbra a sangue, imponendomi di non reagire.Ormai eracos ovunque, a lezione, in Sala Grande, in biblioteca,ovunque mi seguivano bisbigli atterriti o irridenti, contro di me eRigel, contro Mirzam, contro mio padre, contro tutti noi.Misalvavo solo di notte, quando, tutte le sere, miofratello ed io andavamo in Infermeria per sottoporci alle ultime cureche ci erano state prescritte a Inverness e Madama Pomfrey ci obbligavaa dormire l, scatenando altre chiacchiere tra chi, comealcuni Slytherins, scommetteva che non avessimo pi lafaccia di presentarci nei Dormitori e chi, come certi Gryffindors,credeva che quella fosse una precauzione voluta dal Preside Dumbledore,per tenerci d'occhio.
Ogni giorno, odiavo la scuola un po' di pi, non perl'impegno che le lezioni richiedevano, anzi, quando riuscivo aconcentrarmi, seguire le spiegazioni e studiare mi erano di conforto:ci che non sopportavo pi erano lafalsit e la cattiveria dei miei compagni.Non miera facile prestare attenzione, non solo perch la mia mentecorreva di continuo a Mirzam, ma anche perch, per quantomio padre e mio fratello mi avessero preparata alpeggio, non riuscivo a capacitarmi e ad accettare che, per ragioni chenulla avevano a che fare con me, molti con cui avevo studiato e giocatofino a poche settimane prima, non volessero pi parlarmi, omi prendessero in giro, o mi guardassero come se fossi un mostro.Rendermi conto di quanto avessi sbagliato nel giudicare certe persone,nel concedere amicizia e aiuto a chi, come Zelda, si eraallimprovviso trasformata in una "vipera" che mi sparlavadietro, solo per compiacere la Dickens, trasformava le mie giornate inuna sequela infinita di amarezze, che mi privavano della forza edell'entusiasmo per fare qualsiasi cosa. Persino Sirius si stavacomportando in modo inspiegabile: mi sorrideva, sentivo che volevaparlare con me quanto lo desideravo io, per, alla fine,permetteva a quel Potter di intromettersi; edio... io avevo troppa paura di un suo rifiuto enon avevo pi il coraggio di fare la primamossa.Pregavo tutte le sere che almeno su di lui mi stessisbagliando e che tutto tornasse presto come un tempo: non volevoperdere anche l'unica persona che, l dentro, contavaqualcosa per me.
Sospirai, serrando la Bacchetta tra le dita e mordendomi ancora dipi le labbra, poi sollevai lo sguardo e lo feci scorrere suchi avevo di fronte, cercando di non perdere il controllo, anche sesentivo le lacrime premere e l'agitazione farmi tremare legambe.No, non dovevo farmi vedere debole, non dovevo.Mai.Da nessuno.Dovevo reagire a quella tristezza,dovevo riuscirci; mi ripetevo come un mantra chenon doveva importarmi nulla delle persone che mutavano sentimento almutar del vento.Quanto a Sirius, doveva esserci un equivoco,ma presto si sarebbe sistemato tutto, non potevo aver perduto la suaamicizia, perch n io n la miafamiglia gli avevamo fatto alcun male.La professoressa,intanto, pensierosa, annunci alla classe che la lezione erafinita.
Potete andare. Lei attenda,signorina Sherton: devo parlarle.
Sentii altri squittii divertiti ma non me ne curai, la mia unicapreoccupazione era che la discussione fosse breve: ormai era buio e miopadre, memore di quanto era accaduto a Herrengton, si era raccomandatoperch non mi spostassi mai da sola nel castello, ed iopotevo scommettere che nessuno mi avrebbe atteso, per fare insieme iltragitto fino a Difesa contro le Arti Oscure.Aspettai che glialtri fossero usciti, seguii la professoressa fino al suo tavolo dilavoro, la osservai mentre, con la Bacchetta, faceva sparire le traccedi terra dai guanti e dal grembiule e sostituiva le nostre piante conaltre, nuove, per i ragazzi che avrebbero avuto la lezione successiva.
Mi dispiace per la pianta. Misono distratta e...
Sembr non considerarmi, mentre restavo in attesa,mortificata; estrasse infine un vaso dalla dispensa, lo pose sultavolo, misur quattro cucchiai dei semi nerastri, a formadi disco, che vi erano contenuti, e li chiuse in un sacchettino dipelle che mi porse, con sguardo gioviale ma fermo.
Conosce questi semi,signorina Sherton? E soprattutto, sa a che cosa servono?
Credo siano... semi di...Griffonia Simplicifolia (1) ,forse? Quelli che aiutano il sonno?
Esattamente: listudier solo al terzo anno, ma sua madre mi disse diaverglieli mostrati una volta, un paio di anni fa. Se ne ha ricordo,vuol dire che la sua memoria sta finalmente facendo progressi. Moltobene. Vorrei portasse il sacchettino a Madama Pomfrey, al termine dellelezioni: questi semi servono per gli infusi che lei e suo fratellodovete assumere, di sera...
Tacque di colpo e mi fiss con insistenza, incoraggiante:lentamente nella mia testa si accese il collegamento tra quelleinformazioni e tante cose sembrarono andare al loro posto.
C' la Griffonianegli infusi che beviamo? Allora... allora forse perquesto che...
Ero sorpresa, incerta, timorosa di sbagliare ancora, ma la Sproutannu, sorridendomi.
S, acausa di questi semi se si sente stanca e, a volte, distratta:favoriscono il riposo, perch il sonno aiuta la memoria ariprendersi, ma danno anche temporanei effetti collaterali. Tengaconto, inoltre, che normale avere delledifficolt di concentrazione, quando si subiscono deitraumi. Non si angusti, perci, non cnulla dirreversibile, presto torner tutto comeprima e lei recuperer in fretta, ha ottime basi e unanaturale propensione per questa e altre materie. Quanto ai suoicompagni, vedr che tra non molto smetteranno di aver pauradi lei e di suo fratello.
Paura? Perch? Nonabbiamo fatto nulla di male! Io... io credo piuttosto che ciodino!
La paura rende irrazionali,signorina Sherton, e anche chi conosce la sua famiglia, pur sapendoquanto certe accuse siano ridicole, pu commettere errori divalutazione. Le sembrer difficile credermi, adesso, mapasser... Lei, nel frattempo, pensi solo ariposare e a rimettersi in forze... E se ha bisogno, anche solo di unconsiglio, pu rivolgersi a me, alla professoressaMcGonagall, a un altro professore Sa cosa dice il nostrosaggio Preside? A Hogwarts, chi chiede aiuto lo trovasempre (2) .Ora vada, non faccia tardi alla lezione del professor Pascal.
Grazie... di tutto...
La fissai, un po dubbiosa: la Sprout era una personaschietta, ma dubitavo che quelle ultime parole non avessero un qualchesignificato nascosto; decisi di scrivere a mio padre della nostrainsolita conversazione, gi quella sera: di sicuro lui, chericordava sempre ai miei fratelli di non credere a tutto quello chediceva il vecchio Preside, avrebbe compreso meglio di me.Laprofessoressa rispose, bonaria, al mio sorriso intimidito, poi lasalutai, risollevata che non fosse solo colpa mia se in quei giorni nonne avevo combinata una giusta, e rinfrancata per aver trovato qualcunoche sembrava credere nell'innocenza della mia famiglia.Mibuttai il mantello sulle spalle e mi avviai fuori, di corsa, erotalmente sollevata che mi sembrava possibile persino arrivare allalezione di Difesa in tempo, o almeno non troppo inritardo!Come mi aspettavo, non trovai nessuno fuori delleserre ad attendermi, n tra gli Slytherins, ntra gli Hufflepuff, alzai le spalle, incurante, e mi avviai veloce nelsentiero bianco di soffice neve, finch scorsi le retroviedei miei compagni e, ultimi, Yaxley e la Dickens, impegnati a insultaredue Nati Babbani di Hufflepuff, che cercavano, invano, a passo spedito,di distanziarli.
Rallentai, non volevo fare un pezzo di strada con quei soggetti,cos, anche se, con un po' di fortuna, avrei potutoincontrare Sirius e i suoi amici diretti alle serre, invece di avviarmiall'ingresso nord, da cui partiva la scalinata per il secondo piano,come avrebbero fatto tutti gli altri, decisi di raggiungere l'ingressoovest, attraversando il cortile chiuso tra gli appartamenti delprofessor Binns e la torre settentrionale, che si ergeva massiccia emaestosa sul porticato innevato (3) .Superate gi solo le prime colonne, sentii le risate e levoci spegnersi lontano da me, e mi ritrovai in una specie di giardinodi ghiaccio, fatato, illuminato fiocamente da quattro bracieri postiagli angoli del cortile: non era una buona idea attardarsil, da sola, lo sapevo, ma da quando ero tornata a scuola,con la scusa delle tempeste di neve, Rigel mi aveva imposto di nonuscire mai, se non per andare a lezione alle serre, ed io non ne potevopi di quellinsopportabile prigionia. Quellasera, perci, con l'ultima luce del sole ormai spenta dietrole montagne e il cielo buio del vicino novilunio, la neve ghiacciatasotto i piedi, l'aria frizzantina che mi solleticava le guance,percorsi il vialetto al centro del cortile, soffermandomi a raccoglierela neve dalle siepi di semprevivi e ammirando un pettirosso che miosservava, insonnolito, dal suo nascondiglio, nella spaccatura di unalberello spoglio: no, non c'era nulla da temere in quell'angolo diassoluta pace. Poco per volta, rallentai fino quasi a fermarmi, godendodi quel silenzio, riflettendo su cosa se ne facesse un fantasma, per isuoi appartamenti e il suo studio, di un'ala del castello tanto ampia,distraendomi completamente, finch un fruscio e una speciedi singulto, dietro di me, provenienti dai cespugli ai piedi delcolonnato, mi riportarono al presente e mi fecero voltare.Nell'oscurit densa del porticato non riuscii a vederenulla: ero da sola, in ritardo, eppure, nonostante le raccomandazioniche mi si affollavano nella mente con la voce di mio padre, l'istintomindusse a tornare indietro e cercare la fonte di quelsuono; quando, infine, si ripresent, riconoscere e,soprattutto, vedere che cosa mi avesse attirato indietro, mistamp finalmente un vero sorriso in faccia.
E tu cosa ci fai qui, solosoletto?
Mewwwonnn...
Un batuffolo grigio, con due enormi occhi verdi all'ins (4) , mi fissavaspaurito dai cespugli ai piedi di una colonna, tremando di freddo: michinai e lo presi in braccio, lasciai che mi si accoccolasse addosso,facendosi largo col musetto tra la stoffa del mantello, per riscaldarsicon il mio tepore; passai lievi le dita sulla sua fronte, strappandogliuno sguardo compiaciuto e una ronfatinasoddisfatta: con una ciotola di latte e un po' di carne, sarebbe statoun gattino felice.Sorrisi e continuai a lisciarlo perriscaldarlo, mentre mi guardavo intorno, perplessa.Non capivocome potesse essere arrivato fin l, da solo,lavevano forse abbandonato? Non c'erano finestre da cuifuggire via e comunque era troppo piccolo per saltare; inoltre, daquanto ne sapevo, non c'erano gatte con dei piccoli nel castello: avevosupplicato Rigel di informarsi dal Guardiacaccia, poche settimaneprima, nella speranza di poterne accudire uno.
Da dove vieni, micio?Cos piccolo non credo tu sia il gatto di unostudente.
Aveva fame, lo capii da come mi mordicchiava il dito, mi affrettaiverso l'ingresso, sentendo una raffica di vento gelido penetrare nelcortile e permearmi fino alle ossa, avrei indagato e trovato illegittimo proprietario in un secondo momento, prima dovevo scenderenelle cucine per procurargli del cibo; di Difesa, ormai, nemmeno miricordavo pi, anche perch, con quel professoreinetto, si trattava di un corso soporifero almeno quanto quello diStoria della Magia! E se anche avessi saltato la lezione, Pascal non sene sarebbe accorto, svagato e distratto comera, l'unicorischio era che qualche spione glielo facesse notare, solo per crearmialtri problemi.
Tanto accadrebbe ugualmente,qualsiasi cosa faccia o non faccia...
Che cosaaccadrebbe ugualmente, qualsiasi cosa faccia o nonfaccia, Mademoiselle?
Trattenni un grido e mi bloccai, spaventata, mettendo a fuoco lapersona che mi era apparsa di fronte, emersa dalla densitoscura del colonnato alla mia sinistra a frapporsi, improvvisa, tra mee l'ingresso, avvolta in un mantello scuro, la sigaretta in mano.Quando si mosse e il riflesso lontano di uno dei bracieri, sinistro,gli illumin il viso, rabbrividii, pur avendologi riconosciuto dalla voce: dopo gli ultimi eventi, nonpotevo parlarne male, certo, ma Rabastan Lestrange restava uno degliindividui pi inquietanti da incontrare in pieno giorno,figurarsi di sera, in un cortile deserto.Serrai la Bacchettae feci un passo indietro, arrabbiata con me stessa per la miastupidit, per essermi lasciata distrarre e aver abbassatotutte le difese.
A quanto pare ci sonoriuscito di nuovo: ti ho spaventato a morte, Mademoiselle! Ahah...
Non mi hai spaventato,idiota! Mi hai colto di sorpresa... non ti ho sentito arrivare... e...
Lo so, l'ho fatto apposta!Sei proprio distratta, Sherton! E i fatti recenti non ti hannoinsegnato niente! Male, molto male! Hai almeno un motivo valido pertrovarti qui, al freddo?
Sei forse mio fratello o unPrefetto? No, quindi non sono affari tuoi! Non farmi perdere tempo,Lestrange, sono gi in ritardo!
Anche come bugiarda devi faremolta pratica, Mademoiselle! Se vuoi, posso insegnarti io qualcosa...per esempio se fossi stata davvero in ritardo, non avrestipreso la strada pi lunga di ritorno dalle serre e nonavresti perso tempo a rovistare in mezzo allesiepi
Che cosa? Tu che cosa ne sai?Mi hai spiato, forse? Salazar! Tu mi stavi spiando!
Naturalmente! Ilpi forte chi sa tutto di tutti. Non per questo il punto, Mademoiselle, il punto che avresti dovuto trovare una scusa migliore: se avessidetto ho perduto qualcosa, saresti statacredibile, cos invece sei stata impacciata, inefficace earrogante... perci, da capo... che cosa ci fai qui,Sherton? Hai forse un appuntamento segreto... mmm con ilgiovane Black? Sareste ancora piccoli per queste cose, ma si sa,Sherton e Black sono sempre stati molto... precoci! Ahah...
Vai al diavolo!
Sei diventata rosso porpora,lo sai? Si vede che ci ho preso! Ahah
Lo fissai, furiosa, ero stanca delle chiacchiere, infreddolita edeterminata a liberarmi di lui.
Bugia o verit,ci che faccio non riguarda te, Lestrange, ora fammipassare, grazie!
Forse non questoil momento n il luogo per darti queste lezioni, vero, ma trovarti qui, sono in parte affari miei: dopo iltramonto questo cortile diventa il mio regno e chi vuole venire qua, abigiare lezioni, amoreggiare indisturbato, o contemplare le stelle,deve pagarmi un pedaggio!
Mosse un passo verso di me ed io arretrai di nuovo, mi fisscanzonatorio, io mi guardai intorno cercando una via di fuga evalutando in quale guaio mi fossi cacciata: non avevo idea di qualifossero le sue intenzioni, ma se fosse stato necessario urlare, nonavrebbe sentito nessuno, ero in un cortile isolato, le aule e gliappartamenti di Binns si trovavano oltre spesse mura di pietra, quellato della torre non aveva molte finestre e le poche erano chiuse, leserre erano troppo lontane. Potevo tentare di scappare, malavevo visto, Rabastan era persino pi veloce eagile di Rigel nella corsa, mi avrebbe raggiunto subito; quanto adifendermi con la Magia, aveva quattro anni di esperienzapi di me ed era gi molto abile nelle Fatture...soprattutto quelle non molto legali. Mi guardai la mano, con l'Anellodel Nord potevo chiedere aiuto, certo, ma dentro Hogwarts non ci sipoteva materializzare e Rigel, o chiunque altro, non sarebbe maiarrivato in tempo da me. Lestrange fece no con la testa e riprese aridere, forse aveva intuito i miei ragionamenti, io, per la rabbia,maledissi la mia stupidit e lo affrontai ancora, fingendocoraggio.
Che cosa diavolo vuoi,allora?
Salazar, che impeto! Haragione Lucius, Gli Sherton hanno tutti dei modiinurbani ! Ahah...
Hai finito? freddo e non ho voglia di perdere altro tempo con te! Vuoi del denaroper lasciarmi passare? Va bene... Dimmi quanto ne vuoi, te lodar dopo cena, ora non ne ho con me!
Denaro? Non mi pare di avermai detto di voler del vile denaro, date...
Parve farsi ancora pi inquietante e misterioso, forse perla paura che sentivo crescermi dentro: non capivo se mi stessederidendo o dicesse sul serio, ma mi stavano tornando in mente lebrutte storie che avevo sentito su di lui e latroce sospettoche avessero fondamento, mimped persino difiatare, sentii il sangue diventarmi ghiaccio e brividi di terrorepercorrermi la schiena. Indietreggiai, in maniera il pipossibile impercettibile.
Cos,hai perso la lingua, Sherton? Ti sei ricordata che sono io il lupocattivo? Ahah...
Si appoggi con la schiena alla colonna, gli occhisocchiusi, non avevo modo di superarlo, aveva chiuso l'unico varcopresente tra le siepi da cui raggiungere l'ingresso: per allontanarmi,ora, potevo solo tornare indietro, dandogli le spalle, e sapevo che nonera per niente una buona idea. Restai immobile, congelata dal freddo edal terrore; il gattino inizi ad agitarsi, mi stava persfuggire dalla manica del mantello, potevo usare una sola mano pertrattenerlo, laltra mi serviva per la Bacchetta; cercai ditenerlo buono, mentre Lestrange continuava a ridere, una risatasommessa che diventava via via sempre pi sonora, librandosiinfine alta e limpida nell'aria gelida.
Voglio solo ciche mi spetta, Sherton, per esempio la tua fiducia: l'ho meritata,credo
Ti devo unGrazie, Lestrange, vero, non ti hoancora ringraziato per quella sera... per il resto, per...io non sono stupida, e solo uno stupido si fiderebbe di te!
Gett a terra la sigaretta ormai del tutto consumata, sistacc dalla colonna, negli occhi il riflesso rossastro diun braciere dietro di me, and a sedersi cavalcioni sulmuretto, tra una colonna e l'altra, le braccia conserte, la Bacchettaabbandonata sulla pietra, innocua: ora cera il varco checercavo, ma avrei dovuto passargli troppo vicino e sapevamo entrambiche non lavrei mai fatto. Mi fece l'occhietto, ghignando, iolo insultai, strappandogli altre risate.
Rigel ti ha istruito bene: vero, nessuno sano di mente dovrebbe mai fidarsi di me!Ahah
Esasperata, studiai la siepe al mio fianco, mi chiesi se sarei riuscitaa saltarla senza scivolare sul ghiaccio, correre rasente al muro,superarlo e raggiungere l'ingresso prima che mi lanciasse una Fattura;lo guardai, faceva no con la testa, divertito, aveva capito tutto,ancora una volta.
Suvvia, Sherton, sonocos antipatico? Rischieresti di romperti una gamba, soloper non restare ancora un po qui con me? Sono dolorose lefratture, quando giocherai a Quidditch, lo capirai. Alloracosa potresti darmi al posto della fiducia?Vediamo
Se non mi fai passare subito,Lestrange, racconter questa storia a mio padre e alPreside!
E rovinare tutto coinvolgendodegli estranei? No, Sherton, no! Non si contratta cos...Voglio il gatto, ecco! Mi accontento del botolo pulcioso che nascondinella manica del mantello!
Che cosa? Non so di che cosaparli e...
Te l'ho detto, Sherton, ti hospiato e tu sei un disastro a mentire: possibile che non impari niente?Ti ho visto raccogliere il gatto, sotto la siepe l infondo, pochi minuti fa! Ed io lo voglio!
Mi guard, sogghignando, trattenni il micio che stava perspuntare fuori: la ragione mi diceva di cedere un gatto che non eranemmeno il mio e darmela a gambe, ma giravano brutte storie anche suquello che Lestrange faceva di solito agli animali ed io non potevopermetterglielo; la sua risata intanto si era spenta, non si eraavvicinato, certo, ma la sua impazienza incuteva timore.
Dammelo, dai Ticonosco, non sei n stupida n ingenua, haicapito che ho bisogno di divertirmi, stasera! Se non vuoi essere tu ilmio divertimento, ti conviene darmi quel gatto!
Sei... sei un essere...spregevole, disgustoso e e orribile, Lestrange!
Davvero? S, vero, sono cos e mi piace molto esserecos: orribile e... irresistibile, come ilDemonio!
Si lecc le labbra, facendo una di quelle sue smorfievolgari con cui scandalizzava mezza popolazione femminile e mandava invisibilio l'altra met, poi mi squadr conl'occhiataccia famelica che mi aveva gi rivolto sul treno,a settembre, mettendomi altri brividi addosso. Mentre si alzava e siavvicinava, incurvai le spalle per nascondere meglio il gatto sotto ilmantello, pregai che non osasse mettermi le mani addosso perprenderselo, "sono una Sherton, n io n luipossiamo dimenticarlo", ma il micio, affamato e al buio, si mise acalciare fino a riemergere dal mantello, facendo infine capolino sottola mia spilla.Forse fu questo a salvarmi o forse era tuttauna burla fin dallinizio. O forse Rabastan Lestrange... erasemplicemente pazzo.
Guardalo! Il furfante sinascondeva dove ti tenevo io, accanto... al mio cuore! Ahah...
Di nuovo divertito, la voce quasi addolcita, si era fermato a un passoda me e fissava il gatto. Il cuore salt un battito e ilvolto avvamp, per la paura e per un groviglio che sentivodentro da giorni: la ragione mi diceva Scappa, maLestrange sapeva quella Verit che avevo bisogno diconoscere, quella Verit che poteva riguardare anche il mioMirzam. In quelle due settimane, a scuola, non aveva mai fatto cennon con me n con altri a cos'era accaduto nellatorre di Herrengton, ma avevo sentito spesso i suoi occhi addossoquando sedevamo al tavolo degli Slytherins in Sala Grande o quandoeravamo vicino al caminetto, in Sala Comune. E spesso, ero stata io,per prima, a cercarlo con lo sguardo. Era per questo che restavol, immobile, inchiodata davanti a lui, sopportando tutte lesue assurde provocazioni di quella sera: non reagii nemmeno quando misfil il gatto dalle braccia e tenendolo stretto,inizi ad accarezzarlo in modo languido, ipnotico,fissandomi e parlandomi come un incantatore.
Ti stai chiedendo da giornise a rapirti sono stato io, vero? Immagino il dubbio, la paura, ilsospetto che ti agitano e... rido! S, Sherton, io rido: deltuo orgoglio, della tua ostinazione nel fingere che non sia accadutonulla, che non ci leghi niente, cos supina alleraccomandazioni della tua famiglia! La vita, per, la tua, non di tuo padre o di tua madre. Io, se nonricordassi nulla come te, vorrei sapere, a qualsiasi costo, brucerei ilmondo pur di sapere... Vorrei sapere chi erano i buoni, chi i cattivi,la verit su Mirzam, su chi mi ha rapito... anche su cosa miha fatto... l'Uomo Nero! Ahah...
Io... io prestoricorder! E sar la verit! Non letue menzogne! E se sei tu il colpevole, parler, puoiscommetterci!
La Verit? QualeVerit vuoi che esista in un mondo pieno di bugiardicom il nostro? La tua sarebbe laverit della sorella di un assassino, della figlia di unsospettato... Chi ti crederebbe? Da quanto vedo, nemmeno gli amici...allora forse tempo che gli Sherton si fidino deinemici Lo sai anche tu, per questo vuoi la mia, diverit ed per questo che haisopportato tutte le mie provocazioni, stasera. Vuoi sapere. Ebbene, erafreddo sulla torre, quella notte, molto pi di quanto siafreddo qui, ora... tuo padre dovrebbe fustigare quei dannati Elfi chehanno ridotto il maniero a una ghiacciaia...
Non capivo perch di colpo avesse smesso con le buffonate ele minacce e stesse parlando di argomenti seri.Lo fissai,forse non era sincero, forse si burlava di me, di nuovo, ma desideravoche continuasse; non indietreggiai nemmeno quando inizi adavvicinarsi, n quando sollev la mano liberafino alla mia spalla, scansandomi un poco una ciocca di capelli per poiportare le labbra al mio orecchio, senza sfiorarmi, sussurrando piano.
Ti ho trovato stesa su undivano, Sherton, sembravi solo addormentata. Ho pensato subito che nonfossero affari miei, rischiavo di essere accusato di chissche cosa, se mi avessero trovato vicino a te e... sinceramente non nevaleva la pena... ma poi mi sono accorto che eri ferita... ed erafreddo, troppo... cos ti ho portato via. Prima,per
Mi fiss, fece il gesto di scivolare con un dito dalla miatempia fino al mio mento, senza in realt sfiorarmi: attesicon il fiato in sospeso, sentendo cos da vicinolodore dei suoi guanti di pelle di Drago.
... prima mi son volutotogliere lo sfizio di vedere se davvero le Streghe del Nord...
Sussurr al mio orecchio quale curiosit sulleRune si era voluto togliere, disse di avermi aperto la tunica, diavermi osservato, di avermi persino sfiorato, mentre ero incosciente eindifesa. Ero incredula, fuori di me dalla rabbia per quanto diceva edalla vergogna per avergli permesso di prendermi in giro: le sue eranofalsit, lo sapevo, dette solo per provocarmi, ma erocos orripilata da lui, dalle sue parole, dai suoi pensieri,dalla sua venefica presenza, che mi voltai, infuriata, e loschiaffeggiai, poi mi allontanai, strofinandomi la guancia, lordata dalsuo respiro. Lo guardai disgustata: e Rabastan rideva... ancora.
Smettila, sei solo unbugiardo! Nessuno pu toccarmi a Herrengton e nessunolha fatto! Mai! Nessuno!
Ah s? Nessunoavrebbe potuto ferire te o i tuoi, a Herrengton, invece l'hanno fatto,quindi che ne sai? Non c'era nessuno a impedirmelo, avrei potuto fartiqualsiasi cosa mi fosse venuta in mente... se te lhorisparmiato, solo perch non vale ancora lapena correre certi rischi Non ti preoccupare,per, un giorno lo far... anzi,aspetter che sia tu ad aprirti la tunica per me e...
Meglio la morte!
Morire? Ahah... no no... checosa definitiva e noiosa!
Definitiva, forse, ma nonnoiosa, perch la morte sar la tua!
E questa cosa sarebbe,Sherton, una promessa? Spesso proprio partendo da promessesimili che una Strega si ritrova ad aprire con soddisfazione le propriegambe ai cosiddetti nemici! Non fartene una colpa, per, seil Destino ha deciso in questo modo, chi siamo noi peropporci?
Il cuore sembr esplodermi dall'ira, senza rifletterebrandii la Bacchetta contro di lui e gli urlai contro una delle nostreMaledizioni in gaelico, ma ero troppo inesperta e troppo sconvolta enon ricordai bene la formula che avevo sentito spiando Rigel e William,cos ottenni solo una fiammata viola che si spense primaancora di raggiungerlo; il gatto, per, ancora tra le suebraccia, si spavent e gli si rivolt, soffiandoe mostrando i dentini, riusc persino a graffiarlo sul viso,piccoli tagli poco profondi ma con quel freddo dolorosi, senzaper riuscire a sfuggirgli, nemmeno lui. Ormai terrorizzataal pensiero della sua reazione, vidi Rabastan fissarci e poi scoppiaredi nuovo a ridere. Non cerano pi dubbi, erasicuramente pazzo.
Tu e il tuo dannato botolosiete anime affini, Sherton! Avete pure la stessa faccia! Salazar, nonridevo cos da mesi! Sai cosa ti dico? Tienitelo il tuosacco di pulci! Te lo sei meritato! Avrei scommesso che sarestiscappata in lacrime in pochi minuti, come fanno le bamboline viziate,invece pare tu sia una mocciosa con le palle! Meriti lo stesso rispettoche ho per tuo fratello...Tieniti alla larga da qui, per,d'ora in poi... sai com'... potrei non essere altrettantoben disposto, la prossima volta che tu e il tuo mostriciattolo baffutoverrete a rompermi i coglioni!
Non so che farmene del tuorispetto... E se mai ci sar una prossima volta, Lestrange,io non sbaglier la Maledizione!
Chiss...pu darsi... accetta un consiglio, per,ragazzina: non eccedere mai con la presunzione, soprattutto quando haidi fronte un Lestrange!
Mi gett il gattino addosso, vidi che il sangue uscito daipiccoli graffi gli si stava gelando sulla guancia, in mezzo allabarbetta leggera che iniziava a portare, poi sparnell'oscurit del colonnato, all'improvviso, coscom'era apparso; sentii le gambe cedermi, tremavo come una foglia,appoggiai la schiena a una colonna, cercando di calmare i battitiimpazziti, incredula, di quanto fossi stata stupida e, in un certosenso, fortunata.Giurai a me stessa che non avreipi disubbidito ai miei, mai, maipi.Mi rimisi in piedi, con difficolt,raggiunsi la porta, mentre due Gryffindors del terzo anno ne uscivano,quando li superai, li sentii borbottare qualcosa su di me, ma non me necurai, ero frastornata, non capivo il senso di quanto era successo,sentivo ancora il respiro irregolare, le gambe incerte e tremavobench nel corridoio fosse moltocaldo.Pi di una volta, passando vicino agliarazzi e alle porte, mi guardai alle spalle e mi rannicchiai contro laparete, sentendo risate dietro di me, e rimasi in silenzio, chiusa neimiei pensieri, anche quando incontrai facce amiche, tutta presa aripercorrere quanto era accaduto: odiavo Rabastan Lestrange, non erasolo idiota, era malato, s, era un folle, da cui tenersialla larga. Aveva ragione mio padre.
Attraversati vari corridoi e vestiboli, senza quasi accorgermene,raggiunsi infine la scalinata principale e scesi nei sotterranei,diretta alle cucine, per occuparmi del gattino e iniziare le indaginisulla sua provenienza, volevo dimenticare il prima possibile il terroreprovato per quella che mi era sembrata un'eternit, invece,stranamente, tutto si era svolto in pochissimi minuti.Inprossimit dell'aula di Pozioni, per, mentreriflettevo tra me se fosse il caso o meno di raccontare tutto a Rigel odirettamente per lettera a nostro padre, rischiai di inciampare addossoa un gruppetto di studenti, degli Slytherins del sesto anno, cheuscivano al termine del recupero di una lezione.
Che maniere! Faiattenzione!
Fissai la ragazza che avevo quasi travolto e divenni subito colorprugna: gi mi sentivo costantemente impacciata, soprattuttoin quegli ultimi giorni, se poi mi trovavo di fronte all'impeccabileperfezione di Narcissa Black, il mio livello di goffaggine diventavaabissale; ripensai alla sera del suo fidanzamento con Lucius, quandoera apparsa nel salone delle feste al maniero dei Black, Narcissa eracos leggiadra da non sembrare umana, ma una vera e propriafata!
Che cosa ci fai nei corridoi,Meissa Sherton? Non dovresti avere lezione per almeno un'altra ora? (5)
I miei ricordi si dissolsero e il mio senso di disagio siaccentu, dinanzi al suo rimprovero; mortificata, cercai discusarmi, mentre le sue amiche si allontanavano sghignazzando:rimediare una nota di demerito dal mio Prefetto, con conseguentepunizione presso Mastro Filch, sarebbe stata la perfetta conclusione diuna giornata infernale.
Scusami... mi sono attardatadalla Sprout e... ho trovato questo gattino in cortile e...
Le mostrai il piccolo, agitato per la fame, Narcissacontinu a fissarmi severa, poi, a sorpresa,sollev la mano e gli fece un grattino dietro l'orecchio(6), gli occhi illuminati da sorprendente umanit, mentre ilmicio, per qualche ragione, parve riconoscerne il tocco e sicalm all'istante.
Hai detto di avertrovato questogatto?
Era in cortile, miagolava peril freddo: vorrei trovargli del cibo e cercarne il proprietario...
Questo gatto mio: l'ho comprato, ieri pomeriggio, da Lusky, ma non potrei tenerlo,ho gi la mia Nimue; cos l'ho affidato a unapersona, ma pare non sappia prendersene cura!
Capisco... allorate lo rendo subito...
Ero delusa: avevo sperato di metterci molto pi tempo atrovare il legittimo proprietario e di sfruttare quella ricerca pergiocarci e distrarmi un po': non me ne andava bene una!Feciun'ultima carezza al micio, trattenendo un sospiro e lo porsi aNarcissa, che mi fiss.
E se... Riusciresti aoccupartene, se lo affidassi a te? E soprattutto... vorrestifarlo?
Mi piacerebbe, certo... aHerrengton sono cresciuta tra i gatti ma... l'haigi affidato a un'altra persona... e...
La persona alla quale l'hoaffidato non sa curarlo, quindi non ha diritto di offendersi, sedispongo diversamente di ci che mio... inoltremi pare di aver sentito Zio Orion dire che il Ministero ha privato tuofratello e te di gufo e civetta, cos? In quelcaso avresti il diritto a tenere un altro animale...
S... Dobbiamousare solo i gufi della scuola: Bartemius Crouch dice che nostro padrepotrebbe mandare istruzioni pericolose agli studenti del Nord e creareproblemi qui a scuola... cos ha convinto il nuovo Ministroe ha fatto pressione sul Preside...
Salazar! La feccia che dirigeil Ministero di giorno in giorno pi stupida eridicola! E questa ne l'ennesima prova... siete statiaggrediti voi e vi trattano da criminali! inaccettabile!
La guardai, con curiosit: una volta, a Herrengton,quell'estate, Regulus, parlandomi di sua cugina, aveva detto cheNarcissa era la sua preferita, perch era moltopi di una meravigliosa fata, ma non avevo capito che cosavolesse dire; ora, forse per la prima volta, percepivo anch'io, dietroquel suo aspetto diafano e distaccato, il fervore e l'orgoglio cherendevano i Black temibili e "affascinanti" (6) .
Allora ti va di occupartene?Si chiama Myrddin... ma se vuoi, puoi cambiargli il nome...
E perch dovrei?Il gatto tuo!
Se non avrai problemi adaverne cura, potrei regalartelo sono stata impulsiva, nonposso tenerlo, e ti ho sentito parlare in Sala Comune con Rigel, so chene desideri uno io mi limiterei a fargli damadrina finch rester a scuola...Appena uscir da qui, dovr sposarmi e Lucius nonme lo far certo portare a casa...
Guardai prima Narcissa, poi il gatto, non mi resi conto nemmeno dellanota di velato rammarico che c'era nella sua voce, ero troppo presadall'idea che se mi fossi occupata bene di lui...Mi sembrava,improvvisamente, di nuovo Natale!
Ora sbrigati eresta in Biblioteca fino all'ora di cena, o finir chequalche Prefetto vedendoti in giro ti far rapporto. Civediamo in Sala Comune!
Sorrisi e annuii, Narcissa si allontan, raggiunse le sueamiche e si avvi sorridendo con loro nella nostra SalaComune, io rimasi immobile, spalle al muro, il gatto in braccio, chemordicchiandomi cercava di ricordarmi quanto avesse bisogno di cibo.Gli feci un buffetto sulla guancia e lui mi lecc lamano.Mi silluminarono gli occhi: avevo un gattocon me, avevo finalmente un gatto con me, tutto per me.
Sembrate anime affini... chi siamo noi per opporci aldestino...
Odiavo Lestrange, ma le sue parole in quel momento, pur in un contestodel tutto diverso, mi apparvero veritiere: sembrava che il destinoavesse fatto di tutto perch Myrddin ed io ci trovassimo,forse perch avevamo un profondo bisogno l'una dell'altro,il cucciolo di qualcuno che lo amasse ed io di ritrovare ilsorriso.Guardai il gatto, fissandolo negli occhioni verdi emi avviai alle cucine, stampandogli ad ogni passo un bacione sullafronte. Forse era vero, a Hogwarts chi cercava aiuto lo trovavasempre...Magari proprio nei luoghi e nelle personepi impensati.
***
Bellatrix Lestrange
Morvah, Cornwall - ven. 14 gennaio 1972
Notte di novilunio. Notte di tetraoscurit. Non c'erano luci oltre il fioco Lumos emesso dallaSua Bacchetta. Odiava la luce, come me, il Mio Signore. Persino lestelle si sottraevano, celate da un cielo inchiostro solcato dafulmini.La tempesta imperversava al largo e si avvicinavarapida alla costa, ribollente di rabbia, gonfiava i flutti e liscagliava impazziti contro le rocce, schizzi di spuma si levavanodall'acqua, si facevano trascinare per metri e metri in alto, poi lasalsedine ricadeva, gelida, su di noi, mischiata alla pioggia, rendendotutti gli altri ancora pi inquieti, esasperati,arrabbiati.Io no.Non c'era freddo, buio, timore,accanto a Lui.Al cospetto del Mio Signore, mi sentivo alculmine della mia potenza, al centro degli elementi scatenati. Il ventosinfilava nella boscaglia, fino alla radura in cui eravamoraccolti, giocava tra i rami spogli e ritorti, scompigliava le nostrevesti zuppe d'acqua, spezzava e celava le nostre voci. I suoi lamentidiventavano un tutt'uno con i gemiti di dolore delprigioniero.Un canto melodioso, per le mie orecchie.
Crucio!
La voce secca e imperiosa di Rodolphus solcl'oscurit, il prigioniero url di nuovo, tuttigli altri scoppiarono a ridere.Non il mioSignore.Non Rodolphus.Non io.Restavamofermi, attenti, come predatori pronti a cogliere ogni singolo fortuitodettaglio.Rodolphus si avvicin di nuovo, fecescivolare la Bacchetta sulla barba morbida e curata che spuntava dalleguance dell'uomo, arrivato alla giugulare, premette, suscitando unrantolo e costringendolo a guardarlo negli occhi, attraverso le fessuredella maschera: una qualche folle perversione lo spingeva sempre arischiare, sembrava volesse farsi riconoscere dalle suevittime.Guardai gli occhi del prigioniero: nonostante fosseroore che lo torturavamo, manteneva un orgoglio indomito che accendeva,come una miccia, il mio odio e la mia furia. Il Mio Signore siavvicin e Rodolphus si ritrasse, and fin sottoil volto del prigioniero, ne osserv a lungo, compiaciuto,la consapevolezza della morte ormai prossima: dal momento in cuil'avevamo incontrato e riconosciuto nei vicoli di Nocturn Alley einvitato a seguirci, morire nel dolorepi atroce era diventato il suo unicodestino.Morire e diventare un esempio per glialtri.Per tutti.Tutto il Mondo Magico doveva capireche il Lord non si sarebbe fermato di fronte a niente, di fronte anessuno, nemmeno davanti a dei Purosangue, nemmeno davanti a degliSlytherins.Nessuno doveva intralciare i suoi piani e il suocammino.Nessuno.L'alternativa poteva essere unasoltanto: la morte.
Per lultima volta,dimmi ci che sai e tutto questo finir...
Se anche sapessi qualcosa...preferirei affrontare la morte che dirvelo...
"Se questo che vuoi... "
Il Mio Signore si limit a sorridergli, poi fece un cenno aRodolphus, perch si avvicinasse di nuovo e fosse pronto adattaccare ancora: il prigioniero rabbrivid quando videlombra oscura del suo carnefice rientrare nel suo campovisivo, non ne intuiva l'identit, certo, ma ormai aveva benchiari quali fossero la sua potenza e la sua determinazione.nGhignaianchio, sotto la mia maschera d'argento, tornai a studiarela preda, un uomo sempre pieno di s, tronfio della sua vitaperfetta, della sua ricchezza, della sua abilit, del suonome...E ora?Mi soffermai sui capelli spettinati,il volto stravolto, la barba insanguinata, l dove Traversl'aveva colpito, per sottometterlo, quando aveva provato a fuggire, poiscesi sulla chiazza incrostata di sangue e sporcizia della tunica, eracaduto a terra e Pucey l'aveva preso a calci, avevamo sentito il suonosecco delle costole che si rompevano, ed io avevo goduto nel vederlovomitare sangue; infine, scivolai con gli occhi fino alla manosinistra, la mano colpita dalla maledizione del Mio Signore, una manosempre curata, ora avvizzita dal fluire del sangue torbido di VeneficaMorte. L'uomo bisbigli qualcosa, Milord siavvicin, tesi l'orecchio ma non compresi, seguuna specie di risata strozzata, sofferta, appena percettibile e vidi losputo, vidi i piedi del Mio Signore lordati di sangue, vidi il Suolivore; mosse appena la mano, Rodolphus punt la Bacchetta,io repressi la volont di intervenire a mia volta, folle dirabbia per quell'ennesimo gesto irrispettoso.
Crucio!
Il prigioniero non riusc nemmeno a emettere un gemito,stavolta, il respiro mozzato, barcoll sulle gambe instabiliper pochi, eterni, secondi, le vidi cedere sotto il suo peso,lasciandolo appeso per il braccio ancora sano al ramo cui eraincatenato, come un pupazzo, l'istinto lo indusse, invano, a cercare diaggrapparsi alla catena con la mano morta, di rimettersi in equilibrio,ma era ormai privo di forze e i piedi malfermi non riuscivanopi a fare presa sul terreno sabbioso.Infine,sentimmo il rumore secco del braccio che si disarticolava dalla spallae quel relitto umano url con il poco fiato che aveva ancoradentro di s, scatenando altre risa nei suoi carnefici.
Credevo che questo ramo sisarebbe abbassato per raccoglierti e rialzato consentendoti dirimetterti in piedi Credevo fossi un Padronedelle Forze Ancestrali della Natura, invece sei solo un pateticorelitto umano! Che delusione!
Ci furono altre risa, mentre il Mio Signore, scuro in volto, si rivolsealla figura miserabile che era rimasta celata nell'ombra per tutto iltempo, tremante per il freddo, per l'orrore, per la paura: temeva orapi che mai di essere visto, di essere riconosciuto e diessere maledetto.
Costui non sa piegare laNatura al suo volere, proprio come tu, nella tua somma saggezza diRavenclaw, non riesci a dirmi come sia possibile che un ragazzinoincapace e un vecchio folle spariscano... Forse non dovrei sprecarealtro tempo prezioso dietro la vostra leggendaria Confraternita, vistoche racchiude solo una massa di miserabili inetti, capaci solo di... sipu sapere cosa andate a fare nei boschi?
Luomo, pur preda delle fitte dolorose, sembrriprendersi sentendo quelle parole, segu avido lo sguardodi Milord: non c'era pi alcuna speranza di salvezza, losapeva, ma fissare negli occhi e maledire il traditore dellaConfraternita poteva essere, per lui, un'ultimaconsolazione.Il Mio Signore comprese e ghign,punt la Bacchetta verso Emerson, illuminandolo e mostrandoal condannato il volto di uno dei suoi pi autorevoliConfratelli.
Maledetto... che tu siamaledetto... Lurida feccia immonda... in nome di cosa ci hai tradito?Qual il tuo prezzo, miserabile?
A un nuovo cenno del Mio Signore, Rodolphus lo colp con unanuova Cruciatus, pi violenta e prolungata delle precedenti:la voce e le maledizioni si fusero e si alterarono fino a trasformarsiin un sordo rantolo, intuii solo un che Salazar..., poi osservai famelica quel corpo contorcersi nel dolore,mentre scivolava nella follia o nell'incoscienza, a un passo dallamorte.Poco dopo, perse i sensi.
Basta cos... perora... voglio sia consapevole della Morte, quando siavventer su di lui... Ben, Steven, voi due tornate aLondra, prendete altre informazioni sul processo che siterr domani; Rodolphus, precedimi da tuo padre e porta conte il nostro... amico... Emerson, lo vedo alquanto...provato... Bellatrix...
Il Mio Signore si avvicin a me, port la manosulla mia spalla, in uno strano gesto, che sembrava fosse desiderio diprotezione, mi fiss negli occhi, attraverso la maschera, iotremai per il tocco e l'intensit del Suo sguardo, talmentepotente e profondo che non riuscii a sostenerlo a lungo.
... tu... resterai qui, conme...
Con la coda dell'occhio vidi Travers e Pucey smaterializzarsi, ancheRodolphus si avvicin a Emerson, ma per la prima volta miapparve indeciso nell'eseguire l'ordine del Mio Signore: rimasel, di fronte a noi, mi fiss a lungo,enigmatico, poi punt gli occhi su Milord, conunintensit e una sfrontatezza che non gli avevomai visto, una sfrontatezza che era costata molto cara, adaltri.E non era certo quello, per lui, il momento di farecolpi di testa: gli altri uomini di Milord, suo padre, io stessa,eravamo rimasti compiaciuti, per labilit e lagenialit con cui aveva organizzato ed eseguito l'assassiniodel Ministro, tutti noi avevano creduto che il Mio Signore gli avrebbeelargito grandi onori; invece era rimasto maldisposto nei suoiconfronti, perch Rodolphus e Augustus se ne erano andatisenza lanciare il Marchio nel cielo, lasciando cos leAutorit del Ministero nel dubbio che uccidere Longbottomfosse opera nostra o del fuggiasco Sherton.Ancora meno avevaapprezzato che Gilbert Williamson, l'ex Aurors che aveva preso ilMarchio Nero, fosse ancora in vita, bench Rodolphus sifosse impegnato a scovarlo e ucciderlo prima del processo, che sisarebbe tenuto l'indomani.
Mio Signore... Bellatrix...dovrebbe venire via con me, non si ancora del tuttoripresa... e...
Milord rest a lungo in silenzio, poi si rivolse a lui,lentamente, scandendo bene le parole.
Che cosa comporta il Marchioche porti sul braccio, Rodolphus? Fedelt e fiducia... Voitutti siete la Mia Famiglia, anche la tuaBellatrix ne fa parte... mi occuper Io di lei, mentre tuesegui l'ordine che ti ho dato... O c' un motivovalido per cui tu non debba eseguire i Miei ordini?
Rodolphus continuava a fissarmi, a fissare in modo indecifrabile lamano di Milord posata sulla mia spalla, sembrava non aver ascoltatonemmeno una Sua parola: non si era mai comportato cos,tremai per lui, per la follia che stava facendo a causa mia, percependol'impazienza e l'irritazione del Mio Signore nei suoi confronti; altempo stesso, per, ero eccitata, perch sapevoche Milord gli avrebbe potuto fare del male moltomaleEd io Io volevo che glienefacesse. Alla fine, stringendo i pugni e bofonchiando un No,mio Signore Rodolphus sismaterializz, portando Emerson cons.In parte delusa, rabbrividii. Ero rimasta sola,completamente sola, con il Mio Signore: non era mai accaduto prima.Sentii il cuore accelerare, mentre una sensazione indefinibileinizi a irradiarsi dalla Sua mano, gelida sulla mia spalla,a tutto il mio corpo: immaginai fosse la Sua Magia che permeava ognicosa, persino l'aria che respiravo.La Sua Magia che stavaentrando in me, dentro di me, nella mia carne.La Sua Magiache mi possedeva, che mi faceva Sua.Trattenni un sospiro etremai ancora: a quel pensiero, sentivo il mio corpo infiammarsi,accendersi di lussuria, mi eccitava il pensiero che, cosvicino a me, Lui potesse leggere i miei pensieri, scoprendo che volevoessere posseduta da Lui, non solo dalla Sua Magia.Eppure nonavevo il coraggio di alzare gli occhi su di Lui, vedere le Suereazioni, temendo che il Mio Signore, un Mago cos grande epotente, conoscendo i miei pensieri, potesse disprezzarmi per la miadebolezza.Abbass la Bacchetta,allimprovviso, mettendo fine al Lumos: il buio siappropri completamente della radura, di noi, mi sentiiisolata dal mondo, immemore di tutto e di tutti e al tempo stessopienamente parte dell'energia che la Natura scatenava intorno ame.Mi sentivo libera come non ero mai stata prima, libera dilasciarmi andare.Lunica cosa che percepivo delmondo era quella mano appoggiata sulla mia spalla, quella presapotente, affamata, che sapeva di volont dipossesso.Ero inebriata da quel contatto: vibravo al caloreche emetteva la sua persona, al Suo sguardo che non vedevo ma sapevoindugiare su di me, e il mio respiro si faceva, istante dopo istante,pi corto, affannato, il cuore incredibilmenteaccelerato.Sospirai, in attesa.
Lo desideravo.S, lo desideravo,l.Sotto la pioggia, tra gli alberi, sulla terragelida.Sentii il calore della Sua mano sulla mia spalla, laSua presa che si faceva ancora pi forte.Semprepi forte.Perch Luisapeva.Sapeva come avevo coltivato per anni, fin daragazzina, l'ammirazione per Lui, Mago potente e inarrivabile: avevosognato con le Sue imprese, avevo desiderato far parte della Suacerchia e fatto di tutto, anche fidarmi di Mirzam Sherton, perriuscirci... Ricordavo la prima volta che Lavevo visto,sentivo ancora il brivido provato quando avevo percepito tutto attornoa me la Sua potenza, il Suo carisma, quando avevo sentito la Sua voce,che sapeva ammaliare come la pi dolce delle promesse osferzare come la pi crudele delle frustate.Sapevache avevo sentito di appartenere a qualcuno al Suo primo sguardo, nonal primo amplesso con Rodolphus, o a quelli successivi, via viapi folli e coinvolgenti. Che mi ero sentita una vera donnae avevo conosciuto la vera me stessa, solo quando Lui, il Mio Signore,aveva inciso a fuoco il Suo segno nella mia carne.E ora,quando il mio pensiero volava a Lui, i miei non erano pi isogni di una ragazzina, misti dindefinitanecessit carnale e romanticismo, propri di chi non conoscela vita; non erano neanche la semplice aspirazione a quellapassionalit sfrenata, ferina, fatta di umori e corpiavvinghiati, cui mi abbandonavo con Rodolphus, fino a sfinirlo e farmisfinire da lui.Spesso solo per dimenticare.Quandopensavo al Mio Signore, invece, riuscivo persino a placare l'odio e larabbia che mi divoravano, i miei demoni, le mie paure; concentrandomisul pensiero del Mio Signore, riuscivo a diventarne padrona, sfruttandotutto ci che mi faceva soffrire per diventarepi forte e temibile.Il Mio Signore traeva ilmeglio da me, mi apprezzava non per il mio nome, il mio sangue e il miopassato, ma per me stessa, per la mia potenza e la mia Magia, per lemie aspirazioni: quando il Suo sguardo si posava su di me, avevo laconsapevolezza del mio posto nel mondo, sapevo di essere nata peressere al Suo fianco.Ero il devoto e letale strumento con cuipoteva rendere reale il Mondo che stava cercando di creare.
Ora in quel buio, in quellimprovvisa solitudine,cos voluta e cercata proprio da Lui, non da me,cos vicini, mi chiedevo se almeno per quell'unica notte,potessi trasformare in realt anche il mio desiderio:diventare un tuttuno con Lui.Quando sentii la miamaschera Evanescere al Suo tocco e il Suo calore avvicinarsi ancora dipi alla mia pelle, tremai come una foglia; quando sentii lamano del Mio Signore salire dalla spalla al collo, seguendo lapulsazione del mio sangue, l'odore della Sua pelle mi travolse dilanguore. Socchiusi le labbra senza riuscire a trattenere un sospiro,preda del desiderio, in attesa, come la ragazzina che aspetta il primobacio, di essere presa e posseduta e sbranata, l, chefacesse ci che voleva di me, del mio sangue, delle miemembra, della mia anima.No, non avevo pi alcunamemoria e consapevolezza, di nulla: esistevamo solo Lui ed io.
La pioggia riprese a scrosciare ancora pi violenta, ioscivolai con i miei occhi sul Suo volto, incrociai il Suo sguardonell'esplosione di luce di un fulmine pi vicino: sembravanoossidiana nera, rilucente di una luminosit propria,malvagia e perversa, braci ardenti capaci di bruciare e distruggere edannare, illuminati dal fuoco della Sua anima nera e della Sua MagiaOscura.Rabbrividii.S, Lui sapeva, Luisapeva tutto di me, anche il desiderio che avevo di Lui, che mi stavarendendo folle, percepiva la forza dell'attrazione che provavo perquello che per anni era stato solo un sogno lontano e irrealizzabile eora... ora era a un passo da me... E mi sfiorava, solo con ilSuo sguardo enigmatico.Se solo avessi avuto l'ardire diprendere la Sua mano e guidarla sul mio corpo, sesolo...Tutto il mio essere si tese a Lui, volevo carpire queltocco, quel respiro, quel bacio, lo desideravo, un desiderio ardentecome i Suoi occhi, ma avevo timore, troppo timore di Lui. Timore diguardarlo e vedere riflesso nel Suo sguardo non un desiderioparagonabile al mio, ma solo derisione, per una ragazzina come tante,pronta a gettarsi ai Suoi piedi, a farsi creta nelle Sue mani, asfamarLo come semplice carne.E la Suadelusione.Perch non era questo che Lui voleva dame. No, non era Solo questo.Mi ritrassi, i Suoi occhi sifecero ancora pi profondi, la Sua mano scivoldal collo, alla mia spalla gi, fino alla mia mano, laraccolse, la chiuse tra le Sue.
Libera la tua Magia...Bellatrix... liberala per me... stanotte qui... adesso...
Ero in trance, preda di quel desiderio inappagato, di quella voce chemi avviluppava, pronta a fare ogni cosa, qualsiasi cosa per Lui. Miguardai intorno, come una belva a caccia, vidi il prigioniero, si stavariprendendo.Il Mio Signore desiderava che si rendesse contodella Morte mentre lo coglieva. Compresi. Voleva che fossi io aprivarlo della vita, s, io. Era questo il motivo per cui miaveva trattenuto l, voleva essere presente la prima voltache avessi ucciso un uomo, voleva lo facessi per Lui, era in questosuggello che voleva unire per sempre le Nostre anime.Fissaiil Mio Signore negli occhi, mentre la pioggia rigava le mie guance eappiattiva i Suoi capelli corvini sul Suo voltoscarno.Sollevai la Bacchetta nell'oscurit. Il MioSignore sorrise, compiaciuto. E le mie labbra si piegarono in quelledue parole, mai pronunciate prima di allora.E fu allora chel'odio, il desiderio, la fame di vendetta, il compiacimento, tuttoci che provavo, nel Bene e nel Male, si fuse rendendomiancora pi potente ed io fissai quegli occhi atterriti, chepotevano infine guardarmi senza pi la maschera a celarmi ilvolto.Occhi che mi guardavano, mi riconoscevano, miricordavano, ma solo ora, per la prima volta, mi vedevano nel pieno delmio splendore, della mia potenza.Ero padrona della vita edella morte.Il lampo verde, potente e immenso, moltopi grande e rilucente delle fontane di luce che avevo vistogenerare dagli Avada dei miei compagni, illumin tutta laradura, colp in pieno luomo, lo travolse, glirub la vita, disperdendosi infine nellaria,morendo nell'oscurit del mare in tempesta.Guardaiquel corpo ormai inanimato, per alcuni minuti rest avibrare e roteare appena, inerme, simile a un manichino,finch, con un colpo di Bacchetta, Milord trancila catena che lo correggeva e il cadavere si afflosci aterra, come un sacco vuoto; si pieg su di Lui,spezz il dito avvizzito, simpossessdell'anello del Nord e, pulitolo dal fango, lo indoss.
Non abbiamo ottenutonient'altro che questinutile anello, da lui, mio Signore...
Abbiamo ottenuto molto...molto di pi abbiamo instillato il dubbio...lodio E abbiamo in pugno un altroinsospettabile
Mio Signore...
Non avere fretta, Bellatrix,otterrai la vendetta che cerchi e ogni altra cosa che ti ho promesso...questa notte ne hai avuto un piccolo assaggio quanto aci che resta del venerabile Decano delle Terre del Nord, inattesa di prenderti anche la vita di suo nipote Jarvis, spetta a tedecidere cosa farne...
Mi voltai, puntai la Bacchetta e, senza attendere oltre, feciEvanescere quel corpo martoriato. In mezzo alla pioggia, nel rombodella tempesta ormai scatenata, scoppiai aridere...S, li avrei cancellati dal mondocos, con le mie mani, uno dopo l'altro.Avreipreso le loro vite, e li avrei cancellati.
Tutti.
*continua*
NdA: Ringrazio tutti al solito per le recensioni, le letture, le preferenze,ecc.
L'immagine di inizio capitolo stata realizzata permeda Ary Yuna (che ringrazio), potete trovare i suoi lavori su DeviantArt e nella sua paginaArtista su FB .
Riguardo a Rabastan, ho aperto questo capitolo con la parte dedicata aisuoi pensieri, come dire, un po' ripetitivi, ma il personaggio quello che , psicopatico, violento, capaceanche di interessanti intuizioni. La richiesta fatta a Narcissa eraquella di acquistare un gatto per Meissa ma lui non tipoda fare le cose in maniera lineare... Ho anche approfittato del suo PoVper raccontare il famigerato incidente tra Lucius e il piccolo Rigel eper quale motivo gli abiti di Lestrangefossero stropicciati eil suo aspetto sconvolto, quando incontr per la prima voltaMeissa a Lacock. Quanto a Bellatrix, unodei motivi per cui ci ho messo tanto a pubblicare stato ladifficolta immaginare i pensieri di questo personaggio che non amo molto (sapetecom', da devota del Canide non ho un'accesa ammirazione perchi ha causato il passaggio al Velodi Sirius Black), ma mi sembrava importante descrivere ilsuo primo vero omicidio attraverso un suo PoV. S perodi essere riuscita a nascondere il pi possibilequestantipatia.
Einfine le note pi specifiche:
1) GriffoniaSemplicifolia , usi;
2) cit. Albus Silente, "Harry Potter e la Camera dei Segreti, cap.14 -"Cornelius Caramell";
3) Ho usato come spunto questepiante di Hogwarts , non sono ufficiali, nel senso non sonostate disegnate dalla Rowling, ma sono quelle presenti nell'Hp Lexicon;
4) A proposito del gatto: Myrddin (nome gaelico, tanto per cambiare, di Merlino ) un omaggio al mio dolce miciotto di un anno e mezzo,tigrato, grigio, con occhioni verdi;
5) Pu sembrare strano che Narcissa sappia gli orari dellelezioni di Meissa, ma avendole dato il ruolo di Prefetto, ho immaginatoche tra gli altri compiti ci fosse quello di conoscere gli orari dellelezioni degli studenti della propria Casa, sia per sapere quando sitrovano in giro senza autorizzazione, sia per essere di aiuto esupporto, soprattutto alle matricole;
6) Ho sempre cercato di attenermi al canon, con Narcissa, descrivendolacome l'emblema della perfezione Black, meravigliosa, composta,perfetta, distaccata, aggiungendo caratterizzazione per quel cheriguarda gli aspetti pi "personali" : la passione per igatti uno di questi dettagli di cui parlo fin dall'inizio,infatti durante il ricevimento per il matrimonio di Bellatrix vediamoMeissa a Lacock in un cortile di casa Black che gioca con uno dei gattidi Cissa; non deve stupire neanche la familiarit che laterzogenita di Cygnus Black mostra perMeissa,perch Mei proviene da una famiglia dilignaggio pari a quello dei Black e le due famiglie sono legate davincoli di amicizia e familiarit; inoltre Narcissa sa chezia Walburga ha un forte interesse personale a tenere legata Meissaalla loro famiglia.
Bene, ora vi saluto. Ancora Buone Feste, non strafogatevi di panettoni.A presto. Valeria Scheda
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