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PROLOGO. UN MONDO FATTO DI BUGIE [✔]

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PROLOGO. UN MONDO FATTO DI BUGIE [✔]

Non avevo mai pensato alle conseguenze a cui tutto quello avrebbe portato.

Mi ero limitato a fuggire, scappare lontano, con lei. Sinceramente, non sapevo nemmeno perch lo avevo fatto. Paura? Risentimento? Senso del dovere? Non lo so.

Sapevo solo di doverla portare lontana da quel mondo fatto di orrori e tristi verit, lontana da tutto e da tutti. Lontana dal dolore. Non sapevo che le conseguenze di quella scelta non avrebbero fatto altro che aumentare lo strazio della verit. Allora era troppo piccola per comprendere, troppo piccola per sapere, troppo piccola anche per soffrire. Lavevo protetta, ma a che scopo? Le avevo mentito per quattordici lunghi anni. E ora?

Il momento della verit stato pi brutale di quanto non avessi preventivato.

Tu non sei mia sorella le ho detto.

Lei ha corrugato la fronte, incapace di comprendere quella dura realt.

Le salde mura della sua vita sono solo unillusione, destinata a cadere come un castello di carte malamente colpito dal vento.

Io sono quel vento.

Io, che ho cercato di salvarla dal dolore, che lho strappata alla sua vera vita, alla sua vera identit; io, che lho trascinata in questo mondo fatto di deboli bugie.

Io Sirius Black.

Mi ha guardato come se fossi impazzito e ha riso a fior di labbra, scuotendo la testa. Che stai dicendo Sirius? mi ha domandato, con voce nervosa.

La ruga che le ha solcato lo spazio tra le sopracciglia dura e ansiosa e non scomparsa neanche quando ci ho passato sopra un dito.

Perdonami ho sussurrato, guardandola negli occhi.

Quegli occhi grandi, sinceri, di smeraldo cos simili a quelli di lei.

Cos simili a quelli di Lily Evans.

Ancora una volta, mi ha guardato preoccupata, poi ha sorriso, ha abbassato lo sguardo e si portata una ciocca di capelli corvini dietro lorecchio. Smettila di scherzare, non divertente mi ha detto.

Magari fosse stato uno scherzo.

Avrei pagato tutti i Galeoni del mondo, perch fosse cos.

Ho deglutito a fatica, nella speranza di cercare le parole migliori per dirle la verit, ma non ci sono riuscito. Allora mi sono avvicinato a lei e lho stretta forte tra le mie braccia. in quellistante che lei ha compreso. Ha capito che non stavo scherzando e che ci che laspettava sarebbe stato pi duro di quanto sarebbe stata in grado di sopportare.

Le ho accarezzato la testa, quindi lho allontanata da me e gli ho poggiato le mani sulle spalle. Tu non sei una Black ho rivelato. Il tuo vero nome Alexis Alexis Lily Potter.

Avevo cercato di tenerla lontana dal mondo, in quegli anni, lontana dalle notizie e dalla guerra. Le avevo detto che ci spostavamo cos spesso solo per una questione di lavoro e non perch orde di Auror mi erano alle calcagna per un crimine che non avevo commesso e che non avrei mai potuto commettere.

Uccidere i miei migliori amici.

per questo che non rimasta particolamente scioccata dalla notizia di essere una Potter. Si limitata ad annuire, ancora incredula e incapace di comprendere. Tu chi sei, allora? E perch mi hai portata via alla mia vera famiglia? mi ha chiesto e la nota di dolore che le ha attraversato gli occhi mi ha stretto il cuore.

Le ho raccontato la verit e ho visto la sua espressione mutare sotto i miei occhi: dapprima si limitata a corrugare la fronte, accentuando la ruga tra le sopracciglia, poi ha stretto gli occhi e ha cominciato a mordersi il labbro inferiore. Alla fine, lucide gocce dargento sono scese a rigarle le guance. Non ha detto nulla, si limitata a fissarmi e a piangere, in un silenzio che stato pi rumoroso di mille grida.