Uno scontro bagnato dal tramonto
Uno scontro bagnato dal tramonto
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Salve atutti!
Eccoviil diciassettesimo capitolo!
Avete visto, questa volta son stataveloce, ma non preoccupatevi, il capitolo lungo lo stesso!Ben 18 pagine word , posso dire diesseresoddisfatta di me questa volta ^____^
Bhe, finalmente, dopo tanta attesa,ecco il capitolo che porta il nome Unoscontro bagnato dal tramonto , godetevelo!
Vorrei annunciare che, salvocambiamenti che spero di non dover apportare, ho uno schema preciso ditutti i capitoli futuri e in tuttodovrebberoessere 45 , per cui nonpreoccupatevi, avrete ancora molto da leggere xD
Inoltre, vorrei dedicare questo capitolo allamia gemellina Michela , che hacominciato a seguire questa storia e mi aiuta con gli errori e con icapitolied , quindi, diventata la mia Beta Reader!
Gemy,questo capitolo tutto per te, ti voglio un bene infinito! *_____*
Grazie per tutto!
Soprattutto per vedertiHarry Potter 800 volte insieme a me xD
Beh,spero che il capitolo vi piacciae, come al solito, mi farebbe unenorme piacere sapere che nepensate!
Rendetemifelice*________*
Unbacione e buona lettura!
Ada Wong
SPAZIOPUBBLICITA
Ancorauna volta, ci tengo apubblicizzare il mio forum personale, allinterno del qualetroverete tanteinformazioni su questa fic e sulle altre che sto scrivendo!
Inoltre, ci sono disegni, lavorigrafici e altro ancora, proprio su questa fic!
Se siete curiosi, fateci un salto elasciatemi un salutino^^
Ancient Rose [AdaWong Portfolio]
Grazieanticipatamente a tutti coloro cheverranno a trovarmi!^___^
~ UnParticolare In Pi ~
[See the devil on the doorstep now
Telling everybody
Oh just how to live their lives ]
Un altro mese era passatoormai, e anche Ottobre era arrivato alla sua fine, pronto a lasciare ilpostoal freddo inverno, che avrebbe abbracciato malevolo le mura diHogwarts, senzaper riuscire a penetrarle.
I giorni, nella scuola dimagia e stregoneria pi famosa del mondo, erano passati inmodo sereno, maanche abbastanza strano, soprattutto per Alexandra Black.
Subito dopo il giorno dellincidente con le oche, era venuta a sapere che lecinque ragazze tranneovviamente Pansy Parkinson erano state trovate accasciatein varie parti del castelloe la loro memoria, era stata totalmente cancellata. Fortunatamentelincantesimo non era partito da mani adulte, quindi perSilente e per glialtri insegnanti, ristabilire lordine era stato facile e lequattro ocheavevano riacquistato i loro ricordi. Tuttavia, non si erano azzardateadavvicinarsi neanche pi di un passo alla piccola Black.Lunica che, ancora, lelanciava occhiate di gelido odio, era Pansy, ma, per il momento, si eralimitata solo a quello.
I rapporti con suo fratelloandavano a gonfie vele e, almeno una volta alla settimana, siincontravanosotto la grande Quercia in riva al Lago Nero, dove staccavano la spinae silimitavano a rilassarsi, felici di poter stare insieme anche se, purtroppo,le motivazioni erano ben diverse. Harry, da quel lontano giorno incorridoio,non aveva pi cercato di baciarla o di avere altri straniapprocci con lei,per, a volte, il modo in cui la guardava, la metteva unpo a disagio. Maandava avanti, cercando di ignorare quelle occhiate profonde e sviandosempreil discorso, prima ancora che avesse la possibilit dinascere. E, fino adallora, tutto era sembrato procedere per il meglio.
Con Draco, invece, era tuttaunaltra storia. La loro relazionese poi, davvero cos poteva esseredefinita- non era ufficiale, n agli altri, ntanto meno a loro. Continuavanoa comportarsi come sempre: un battibecco di qua, una tortura maliziosadi l,un bacetto a fior di labbra strappato nei corridoi, una carezza disfuggita aduna guancia o ai capelli, e tanti complici scambi di sguardi.
Alexis non riusciva a capirese stavano insieme o meno, perch Malfoy Junior non nefaceva mai parola. Elei, non aveva quasi il coraggio di chiederglielo, per non rischiare dirovinare quel rapporto che, tutto sommato, le piaceva.
Come ormai, innegabilmente,le piaceva lui.
Etanto anche.
Le piacevano i suoicapellifini e platinati, cos morbidi al tatto.
Le piaceva la sua pellebianca e vellutata, sempre perennemente gelida.
Le piacevano i tratti delsuo viso, eleganti ed affilati.
Le piacevano i suoi occhi,argento ghiacciato della consistenza di specchi.
Le piaceva la sua bocca,cos gentile quando incontrava le sue labbra, morbida edesperta.
Le piaceva la sua voce,carica di gelida malizia, eppure cos deliziosamente bella,che le accarezzavaludito in modo sublime.
E le piaceva il suo profumo:quel fresco odore di pioggia appena versata, a volte mischiatoallodore dellacannella e del cocco delle sue sigarette, che la faceva andare in Paradiso .
S, era innegabile ormai chea lei, di Draco Lucius Malfoy, quel piccolo Demonio senza scrupoli,piacevaogni cosa. E non poteva evitarselo.
Eraesattamente il 31 Ottobre, quando accadde ilDisastro. Il primo di molti altri.
La scuola era tutta occupatanei preparativi per la festa di Halloween che si sarebbe svolta quellasera, inSala Grande.
Stranamente, quellanno nonera successo ancora nulla di grave o pericoloso daricordare invece, il Trolldellanno precedente cos, il corpoinsegnanti aveva deciso di organizzare unafesta per dare un po di svago agli studenti.
Per cui, tra sistemazionedella Sala Grande, ordini in cucina, scelta di costumi, inviti efabbricazionedi dolci, lintero corpo studentesco era in visibilio.
E la stessa identica cosa,era anche per le due compagne di stanza Diamond Anne Cherin e AlexandraWalburga Black.
-Hai gi deciso da cosa titravestirai stasera?-
Chiese la prima, mettendo aposto i libri dellultima lezione fatta.
Alexis si volt a guardarla,lasciando perdere il proprio armadio, e storse naso e bocca, inunespressionepoco convinta.
-Veramente noTu invece?-
Domand a sua volta,tornando a riporre la divisa pulita in uno dei cassetti.
-Obviously,my Dear!-
Esclamentusiasta,mostrandole un abito rosso e bianco.
Alexis corrug la fronte,piegando il viso su di un lato, per poterlo vedere daunaltra prospettiva.
Era un vestitino corto, aquadretti bianchi e rossi, con un corpetto senza maniche, tuttomerlettato, euna gonna pomposa, con tanto di velo a balze sotto, ma talmente cortada potercoprire a malapena il fondoschiena. Sulla gonnellina cera ungrembiulinobianco, con tanto di ciliegie come decorazione. Abbinato al tutto,cera unalunga mantella rossa, con tanto di cappuccio.
-Che..che cos?-
-Il vestito di CappuccettoRosso, Darling ! Io mitravestir dalei e Theodore sar il mio bel lupone cattivo!-
Ghign Diamond, con una notamaliziosa nella voce e una scintilla sinistra che le accendeva losguardoscuro.
Degnodi una vera Serpeverde.
Theodore Nott eralultimaconquista di Diamond: dopo Kain Montague cerano stati MarcusFlint, AdrianPucey, Terence Higgs, Chandler Warrington e altri due- di cui Alexandranonricordava il nome-, ma nessuno era durato pi di unasettimana.
Ora erano sette giorni pieniche stava con Theo e, a quanto diceva lei, andava tutto benissimo, eradecisamente luomo della sua vita, lo avrebbe sposato!
Dopo le prime due volte,Alexis aveva smesso di dar peso alle sue parole: diceva cosogni volta che sene trovava uno nuovo.
-Non eccitante?!?-
Esclam la biondina,saltellando sul posto e stringendosi labito addosso, quasiabbracciandolo.
Alexis ridacchi e scosse latesta.
-S, suppongo di s-
Rispose, chiudendo le antedellarmadio e lasciandosi cadere, stanca, sul letto.
Diamond le si avvicin disoppiatto e poi, si accovacci ai piedi del materasso, conun sorrisinomalandrino per niente rassicurante. La punzecchi su di unbraccio, conlindice.
-Tu invece, ci vai conDracuccio bello?-
Chiese, con tono pettegolo,aggiungendoci una risatina maliziosa, come ogni volta che siritrovavano aparlare del bel biondo.
Alexis si volt a guardarlae, di nuovo, fece una smorfia.
-Non obbligatorio andarcia coppie, no?-
Rispose, un po seccata.
Diamond alz entrambe lesopracciglia e poi si strinse nelle spalle, punzecchiandola di nuovo.
-Non ti ha invitata, vero?-
Chiese ancora, con vocecantilenante, lasciando penzolare la testa prima da un lato e poidallaltro.
Alexis si volt a lanciarleunocchiataccia e poi si tir su a sedere,fissando la finestra, oltre laquale, la magia, lasciava intravedere una giornata nuvolosa.
No, in effetti Malfoy nonlaveva invitata alla festa, e la cosa le bruciava unpo.
Si scambiavano baci ecarezze, ma non stavano insieme.
Erano complici di occhiateche solo loro potevano vedere e conservare, ma lui non la invitavaneanche aduna stupida festa di Halloween.
Non credeva che sivergognasse o desse peso alle insinuazioni di molti, sul latoincestuosodella loro relazione, dal momento che lei avrebbe dovuto essere lacugina dellamadre di Draco.
Ma allora, non capiva cosacera che non andava.
E la cosa, la rattristava ela innervosiva allo stesso modo.
Aveva declinato linvito dimolti ragazzi primo fra tutti quello di Harry nella speranza che fosse Lui adinvitarla, ma non lo aveva fatto.
Insomma,lei non era una bambolina alla qualededicare attenzioni di tanto in tanto, e che diamine!
Basta, aveva deciso:appenalo vedeva, lo avrebbe affrontato e gliene avrebbe dette quattro!
Si alz in piedi, e sidiresse verso la porta.
-Non bisogna presentarsi acoppie, per forza.-
Ribad, prendendo la borsada sopra il comodino.
-Non abbatterti, piccolaBlack, vedrai che oggi ti invita!-
Sghignazz Diamond,alzandosi da terra e prendendo a sua volta la cartella.
Alexis alz gli occhi alcielo e si strinse nelle spalle, uscendo.
Alla fine, Diamond avevaavuto ragione e Alexandra lo aveva scoperto quel pomeriggio stesso,subito dopopranzo.
Si trovava nella SalaStudio, con Diamond e, insieme, stavano finendo i compiti di StoriaDellaMagia. Lintera aula era avvolta nel silenzio e il motivo eraprincipalmenteuno: Severus Piton.
Dal momento che, con lafesta di Halloween, poco voleva avere a che fare, era stato incaricatodisorvegliare gli studenti che si sarebbero recati l ilpomeriggio, per fare icompiti assegnati.
Cera il pienone, a dire ilvero: tutte e quattro le tavolate delle Case erano stranamente occupate.
Al tavolo di Grifondorocerano Harry, Ron ed Hermione e, questultima,bisbigliando, stava evidentespiegando qualcosa agli amici. Accanto a loro, Ginny stava svolgendogli stessicompiti della Black e della Cherin, china su un grosso tomo di StoriaDellaMagia.
Alexis stava sottolineandouna frase importante sulla Rivoluzione dei folleti del309, quando le portedella Sala si spalancarono, producendo un gran rumore nel silenzio.
Tutti alzarono la testa e lavoltarono verso lo studente che, incurante delle occhiate, avanzava conpassolento e cadenzato, quasi annoiato.
Il professor Piton lo guardper un lungo istante, prima di voltarsi e continuare a leggere ilcompito cheuno studente di quinto anno gli aveva consegnato in precedenza.
Chipoteva essere, se non Lui?
Draco Malfoy avanzava,scivolando quasi sul pavimento, con il suo passo elegante. I suoi occhiincontraronosubito la figura che lo interessava, intenta a scribacchiare distrattasu diuna pergamena. Gli si avvicin, silenzioso come un gatto,prima di sbattere lamano aperta sul tavolo, giusto accanto a lei, facendola sobbalzare ecostringendola a prestargli attenzione.
Alexis si volt lentamente,per ritrovarsi il viso mozzafiato dellultimo erede deiMalfoy a pochicentimetri dal suo, che la guardava con quella serietspaventosa, che lafaceva sentire quasi nuda. Se ci aggiungete anche il fatto che tuttigli occhierano puntati spudoratamente su di loro, troverete comprensibile ilfatto chela piccola Potter desiderasse sparire sotto terra, risucchiata dasabbie mobiliimprovvisate.
Il biondino la fiss per unlungo momento, che non dovette durare pi di qualche secondoscarso, ma che alei sembr una vera e propria eternit.
-Black: tu e io andiamo allafesta insieme stasera.-
Profer repentorio, con unavoce che non ammetteva repliche.
Nonera un invito, n una gentile richiesta: era unordine.
Alexis loguard dal basso,e boccheggi: Dio, sbagliava o oggi il suo profumo erapi buono del solito?
Draco la ferm prima chepotesse proferire anche solo A.
-Non una domanda, Black.Per cui non accetto un no come risposta.-
La inform, e ghign malizioso,prendendole una ciocca di capelli e portandosela sotto il naso. Preseun lungorespiro, imprimendosi nelle narici quel buonissimo odore di albicoccache avevasempre indosso. Poi gliela ripose con delicatezza dietrolorecchio,lasciandole una carezza sulla guancia, che fece rabbrividire lei esospiraretante altre ragazze nella stanza.
Si avvicin di pi al suoviso, tanto che le punte dei loro nasi si sfiorarono.
-Ah: se hai gi un cavaliereper il ballo, disdici. Se ha da ridire, mandalo da me, Tiger e Goylesarannofelici di aiutarlo a comprendere.-
Sibil le ultime parole concattiveria, mentre si bagnava, maliziosamente, le labbra con la puntadellalingua. Rimase ad osservarle la bocca, con bramosia, ma non lasfior neanche,allontanandosi subito dopo.
Alexis lo guardavaimbambolata, troppo occupata a controllare i battiti del suo cuore perspiccicare parola.
-A stasera allora.-
La salut con semplicit,voltandosi e ripercorrendo tutta la Sala, senza badare alla moltitudinediocchi che lo fissavano.
Poi, quando si trovava sullasoglia della porta si volt e la fiss di nuovo.
-Ah, quasi dimenticavo: iltema di stasera sar vampiri in maschera, per noi. Il tuovestito gi nellatua camera.-
E con queste parole, uscdalla Sala, senza degnare pi nessuno di ulterioriattenzioni.
Alexis riprese a respiraresolo quando lultimo ciuffo di capelli platinatiabbandon la sala,accasciandosi poi sulla sedia, stanca e con il batticuore.
MaledettoDemonio di un Malfoy!
I bisbigli presero tuttiintorno a lei, concitati, mentre qualcuno, di tanto in tanto, lelanciavaqualche occhiatina indiscreta e lei si sentiva avvampare, desiderandodisparire in quel momento.
Si chin sui libri e fin discrivere la frase che aveva sottolineato.
Diamond le si avvicin maliziosa.
-UuuuhChe ti avevo detto?-
Ammicc, facendole unocchiolino.
Alexis le lanciunocchiataccia e sprofond con il viso nel libro.
Un rumore improvviso fecezittire tutti: questa volta proveniva dalla tavola del Serpeverde.
Pansy Parkinson aveva lodiodipinto in viso, che le sformava quei lineamenti solitamente eleganti.Si alz,rifil unocchiata carica di rabbia alla Black, epoi usc di corsa dalla Sala.
E di nuovo, tutti ripreseroa parlottare.
E gelosa, evidente!
Ma chi si crede di esserequel Malfoy?
Lo odio!
Io lo trovo fantastico
Beata lei, pagherei tutti iGaleoni del mondo per essere al suo posto
Ma non erano cugini?
Bhe si sa che i purosanguesi sposano tra parenti infondo!
La Parkinson era furiosa.
QuellAlexandra propriostrana, per
Un nuovo rumore interruppequei bisbigli fastidiosi: questa volta era stato Harry James Potter achiudereun libro di scatto e ad uscire dalla Sala.
Un secondo e gli studentiparlottavano di nuovo.
Che gli preso a Harry?
Sar geloso della Black: hovisto che le ronza sempre intorno!
S, certo che propriosculata sta qui!
Gi, arriva il primo anno esi prende i meglio! Dannata!
Sta a vedere che tra pocopure Zabini le striscer ai piedi!
Noooo! Il mio Blaisucciono!
E tutto merito del cognomeche porta, perch poi non tutto stogranch!
Solo il cognome? Perch, leamicizie?
Gi, compagna di stanzadella Cherin, chiss quante ne combinano insieme quelledue!
E vero! La Cherin ha unragazzo nuovo ogni settimana, ma come fa?
Ancora una volta, una bottasecca lasci tutti interdetti. E questa volta, era AlexandraBlack a lasciarela Sala, innervosita e con un diavolo per capello.
Mache andassero tutte allInferno quelle oche dastrapazzo!
Con passo svelto, Alexispercorreva i corridoi gremiti di gente eccitata per la festa di quellasera.Lei era solo un misto di emozioni contrastanti tra loro: era felice,perchfinalmente Draco laveva invitata alla festa; ma era anchearrabbiata, per ilmodo poco gentile che aveva utilizzato e con il quale la trattavasempre; eranervosa, per la serata che le si prospettava davanti; ma aveva anche undiavoloper capello, per colpa di quelle pettegole starnazzanti che, appenasuccedevaqualcosa, cominciavano a elaborare piccoli scoop, quasi ne avesserostrettamente bisogno per vivere.
Lei, invece, aveva solobisogno di calmarsi e rilassarsi, e cera solo un posto dovepoterlo fare: laQuercia ai piedi del Lago Nero.
Illoro posto.
Ed propriol che, conpasso affrettato, si diresse.
Quandoarriv, per, aipiedi della Quercia cera gi qualcuno: sdraiatosupino, con le maniintrecciate sullo stomaco, i capelli scarmigliati e gli occhialistorti,sonnecchiava pigramente Harry Potter.
Alexis sorrise nelvederequella scena, e poi gli si sedette accanto, piano, per non svegliarlo.Rimasead osservarlo, stupita di scoprire, ogni volta, quante cose aveva incomune conLily e James.
Masoprattutto, con lei.
Lo stesso tagliod occhi,grandi e un po allungati, la stessa curva del naso e ilmedesimo sorriso, soloche il suo, a volte, era maledettamente pi malandrino.
Sperava con tutta sestessache Harry non si soffermasse mai ad osservarla tanto a lungo comeinvece erasolita fare lei, perch altrimenti, le somiglianze,sarebbero state alquantoevidenti e anche un po ambigue, a dirla tutta.
Il morettoapr pigramenteun occhio, osservando di sottecchi la giovane Black, che silimit a sorridere,timida.
-Da quanto sei qui?-
Le chiese sbadigliando,estropicciandosi gli occhi prima di rimettersi dritti gli occhiali.
-Da unpo-
Ammise lei, mentre sipoggiava con la schiena al tronco, subito seguita da lui, che sitir su asedere.
-Potevi svegliarmi!-
Si lament ilgiovane e leisi strinse nelle spalle.
-Dormivi cosbene!-
Sigiustific, ridacchiando.
-Non pensavo di trovartiqui, oggi.-
Ammise poi, guardandolodisottecchi.
-Neanche io, veramente:credevo che fossi occupata con i preparativi per stasera.-
Rispose Harry, con tonoduro, accompagnato da una smorfia infastidita.
Lavevairritato parecchiola patetica scenetta di Malfoy, e si era avviato alla Quercia solo perstare inpace con se stesso, senza pensieri, o altro.
Alexis spostlo sguardo,fissandolo sullorizzonte lontano del Lago Nero, dove il solestava, gi, lentamente,calando. Eh s, le giornate si erano proprio accorciate.
-Non ho molto da fare,veramente. Pare che qualcuno abbiagi scelto tutto per me.-
Disse, un poscocciata,accompagnando le parole con una smorfia contrariata.
-Dovr solomettermi il vestitoe truccarmi. Niente che non si possa fare con una buona oretta!-
Si strinse nelle spalle,sospirando.
Harry rimase adosservarlaun po, poi sbuff rumorosamente e si prese latesta con una mano, poggiandolasulla fronte, quasi avesse bisogno di sostegno.
-Perch tifai controllarecos a bacchetta da Malfoy, Black? Non ti da fastidio chelui ti tratti comeuna bambolina di pezza con la quale pulirsi le scarpe di tanto intanto?-
Sbott,infuriato,voltandosi a guardarla con espressione rabbiosa, ma controllata.
Lei si limita ricambiarelo sguardo, un po interdetta.
Le facevano male quelleparole, anche se sapeva che erano dette per gelosia, le facevano male.Forse,perch erano esattamente le stesse che lei, a volte, siformulava nella mente,senza avere davvero la forza o il coraggio?- di rispondersi.
Boccheggiappena, senzasapere bene cosa rispondere, ma non ebbe neanche il tempo di farlo.
-Cos,ti ha fatto qualcheincantesimo o ti minaccia in qualche modo? Perchaltrimenti, non riesco proprioa capire perch ti fai trattare in questo modo!-
Alexis si morse illabbroinferiore, mentre Harry le rivolgeva una lunga e profonda occhiata,quasicercasse di studiarla.
-Nonon assolutamentecos, anzi! Devi credermi-
-E allora?-
-Alloraun po complicatoda spiegare, Harry-
Rispose con tonodelicato,abbassando lo sguardo e puntandolo, con innaturale interesse, sullepropriemani, che si stava torturando in grembo.
-Il tempo non mi mancadicerto.-
Rimbeccsecco, incrociandole braccia al petto e inchiodandola con unocchiata dura.
Alexisdeglut, senza averela forza per rispondere.
Chepretendeva che gli dicesse?
Non lo sapeva nemmenoleiperch permetteva a Draco di trattarla cos non che, a ben vedere, potessescegliere.
Forse eraperch
-Ti piace Malfoy?-
Le domand abruciapelo elei alz il viso di scatto, per incontrare quegli occhismeraldini, ancoraarrabbiati ma evidentemente feriti.
Una morsa dolorosa lestrinse il cuore con violenza, lasciandola senza fiato ecostringendola, ancora,a boccheggiare.
-N-no..!Cio, ioNon loso!-
Balbettinsicura, prendendoa torturarsi una ciocca di capelli che le scendeva morbidamente adincorniciareil viso.
Harry laguard per qualchealtro secondo, poi spost lo sguardosullorizzonte lontano del Lago Nero esospir, stanco. Abbandon il capo contro iltronco della Quercia e socchiusegli occhi.
-Lasciamo perdere.-
Disse infine e lei nonaggiunse altro, limitandosi ad abbassare lo sguardo e a torturarsi illabbroinferiore.
Stavaandando tutto a rotoli, ogni giorno di pi.
Ogni volta che i duefratelli sfioravano quellargomento, finiva sempre peggio.
Perquanto ancora avrebbe dovuto mentire?
Perquanto ancora avrebbe dovuto soffrire e farlosoffrire?
Nonce la faceva pi.
Fu Harry a riaprire laconversazione, dopo qualche minuto buono di silenzio, e, questa volta,sia isuoi occhi che la sua voce erano picalmi e gentili.
-ScusaNondovrei farequeste scenate di gelosia ogni volta: tu non mi appartieni.-
Profer,sorridendo mesto.
-Evidentemente essererifiutato una sola volta non mi bastato-
E ridacchisenza troppagioia, imbarazzato, mentre portava la mano a scompigliarsi i capelli.
Alexis loguard indecisa,poi, di slancio, gli circond il collo con le braccia, e sistrinse a lui, in unabbraccio carico di affetto. Nascose il viso in una spalla del ragazzo,che,colto di sorpresa, non ricambi subito la stretta. Rimase unpo cos ferma, esolo quando lui le circond la vita con le braccia,afferrandola con una presasalda e urgente, alz il viso, quel tanto che le bastava perfar si che le loroguance si sfiorassero, in una dolcissima carezza.
- Harry: capirai, te lopromettoMa ora non posso parlare, non posso dirti nulla: tiprego.-
Gli sussurr,prima dimetterglisi di fronte, per poterlo guardare in quegli occhi che laosservavanoperplessi e preoccupati.
Fece per chiedere ilsignificato di quelle parole, ma lei lo fiss seria e scosselentamente latesta. Poi, gli lasci un bacio a fior di labbra sullafronte, prendendogli ilviso tra le mani, prima di sciogliere labbraccio.
Harry rimase a fissarla,unpo imbambolato. Doveva essere arrossito, perchlei ridacchi allegra,lasciandogli un buffetto su di un braccio per farlo riprendere.
Alla fine, le sorrise dirimando, un po malandrino e le si avvicinpericolosamente al viso.
-Sapraspettare, AlexandraBlack: te lo prometto.-
E, imitandola, le preseilviso tra le mani e le lasci un bacio leggero sulla fronte,prima di allontarsie ammiccare in sua direzione.
Lei ridacchie poi, siaccoccol accanto a lui, con un sorriso dolcissimo sullelabbra, che gli scaldil cuore.
-Sono davvero felice diaverti conosciuto, Harry-
Disse, piegando il visosudi un lato e guardandolo dal basso, appoggiata ad una sua spalla. Ilmoretto laosserv con un sorriso, sempre malandrino, e lesfior una guancia con la puntadellindice.
- Ah s? Eperch mai?-
Domandsornione,ridacchiando leggermente, pur conoscendo gi la risposta.
-BheMi piacestare con te,mi rende serena. Mi fa stare bene. Mi rende semplicemente, felice -
Rispose, quasi in unsussurro, come se avesse paura che rivelarlo a voce appenapi alta, avrebbepotuto rovinarne il significato che voleva imprimergli.
Sincerit.
Affetto.
Felicit.
-E la stessacosa anche perme-
Asser lui,osservandola conun sorriso molto simile al suo.
Questa volta fu il turnodiAlexis, di meravigliarsi e fare la sorniona.
-Dici sul serio?-
- Obviously,My Dear!-
Rispose, scimmiottandolaCherin e strappandole una risatina bassa e divertita.
Ridacchianche lui, primadi tornare serio e di fissarla con intensit.
Questa volta,per, eraunintensit diversa dal solito.
Non era la stessa chepotevascorgere anche negli occhi di Draco Malfoy.
Sembravaquasi fraterna.
-No, seriamente. Quandostoinsieme a te, riesco a dimenticare ogni problemaUltimamentemi capita spessodi essere triste, ma tutto sembra sparire di fronte al tuosguardoAspettoquesti piccoli attimi rubati dei pomeriggi della settimana, per potertirivedere e stare semplicemente bene.-
Confess,senza avere pauradi guardarla negli occhi.
<< Guardami negli occhi e non averepaura dioltrepassare il mio sguardo.
Guardami dentro e non spaventarti dellaconfusione che troverai.
Guardami con amore ed entra nel miocuore, ma non ti soffermare:
Vai pi a fondo, arriva alla mia anima.
Solo cos scoprirai che sono sincero,quando dico di amarti. >>
- Certo, ho Ron edHermionee sono veramente dei grandi amici, ma loro non riescono a capire. Noncome seicapace di capirmi tu! Sembra quasi che tu abbia vissuto il mio stessopassato elo leggo nei tuoi occhi, cos simili ai mieiE iltuo sorrisoIl tuo sorriso quasi una droga per me Alexandra: e non lo dico perch provoattrazione per teo per farti piacere!-
Si interruppe, chiarendoquel punto con un gesto perentorio della mano.
- Il tuo sorriso mi quasinecessario per andare avanti, dal primo giorno che ti ho vista, alGhirigoro.
Alexis apr appena lelabbra, sempre pi sorpresa da quelle parole.
-Mi avevi notata?-
Domand con un sussurrosmorzato, non riuscendo a trattenersi.
-S, ti ho notata. annu vicino a Ginny. Avrei voluto domandarti tante di quelle cose quelgiorno,sebbene non ti avessi mai vista prima. Eppure, il tuo sguardo mi avevamossoqualcosa dentro. Qualcosa che ancora adesso non so bendefinireQuasi un sensodi familiarit.-
Ammise, fissandola e poisorrise mesto.
-Ma questo non possibile,tu sei una Black infondo.-
Alexis deglut a vuoto, conla gola improvvisamente arida.
-Gi-
Rispose, mordendosi quasi asangue la lingua, per non buttarglisi di nuovo tra le braccia erivelarglitutta la verit.
Harry,io lo so quello che provi, perch sento lastessa cosa anchio! Io sono tua sorella!
Avrebbe voluto dirgli,mainvece decise di tacere.
Masochistadel cavolo.
Sarebbe stato tuttopifacile, se glielo avesse rivelato.
Ma non poteva.
Non poteva!
Doveva pensare a Sirius.
Doveva farlo per lui.
Harry la guard per un lungoistante, prima di continuare.
-Per il tuo sorrisoIl tuosorriso lunica cosa in grado di farmidimenticare tutti gli anni passati insolitudine che sono stato costretto a vivere, non chiedermiperch, cos ebasta-
Rivel, con un sussurropacato e dolcissimo, prima di lasciargli una carezza gentile, che lepercorsetutta la linea della guancia, facendole singhiozzare il cuore.
-Per questo tiringrazioAlexandra Black.-
E le sorrise, mentre leirespirava piano, temendo che le sarebbe preso un infarto molto presto,con ilcuore che andava a mille e il fiato che le entrava a tratti, quasitremante.
-Ti mancano, mamma e pap?-
Domand poi leiallimprovviso con un sussurro smorzato, senza pensarci.
Quando si rese conto di ciche aveva detto, si morse violentemente la lingua, sperando che Harrynonfacesse troppo caso n alle sue parole, n al suotono, n tanto meno allamalinconia evidente che aveva attraversato i suoi occhi, veloce edolorosa comeun lampo a ciel sereno.
Lui la guard sorpreso,strabuzzando prima gli occhi, per poi assottigliarli con studiatoaccorgimento.
Aveva detto proprio mamma epap ?
E perch lo aveva fatto conquella familiarit , conquell affetto , con quella malinconia , con quel viso triste ?
-Come?-
Le chiese, con un fil divoce, osservandola incerto.
Alexis abbass lo sguardo estrinse le mani, nervosa.
-uhmmmquello che volevodire se ti mancano ituoigenitori-
Mormor, cercando di dare untono disinvolto a quelle parole.
Si sforzpoi di sorridere e torn aguardarlo.
-Ma forse, sono stata un potroppo invadenteInfondo non sono affari miei: scusa ladomanda, non so che misia pr-- -
- Tutti i giorni -
Asser Harry, stroncando sulnascere quel fiume di scuse.
Lei lo guard stupita, tantoche, le labbra, si socchiusero.
-Cosa?-
Chiese, con voce cos bassache non era sicura che Harry lavesse davvero sentita.
-Mi mancano tutti i giorni-
Ripet lui, con quelsussurro carico di amarezza e sincerit.
Lei lo guard e sent gliocchi pizzicarle sotto la fastidiosa forza di quelle lacrime che,ormai,scorrevano su sul viso un po troppo spesso.
Decisamentetroppo. Il suo cuore singhiozzancora, facendole alzare ed abbassare il petto di scatto, prima chequestultimo prendesse dolorosamente fuoco, quasi fosseattraversato da unamiriade incontabile di piccoli aghi incandescenti. Le interiora, le sicontorsero nello stomaco, rischiando di farla vomitare.
Abbass lo sguardo,socchiudendo gli occhi per evitare alle lacrime di bagnarle il viso,mentre,come al solito, si mordeva il labbro inferiore.
-Machi mi manca di pi-
Continu poi Harry, il cuosguardo, che scavava insondabile nei suoi occhi, sembrava esserediventatadolorosamente cieco.
-Emia sorella-
Alexis alzil viso discatto, fino ad incontrare quello sguardo smeraldino, carico di doloreefrustrazione. Si sent mancare, di fronte a quegli occhicos sinceri, cosmalinconici.
-Tua sorella? Perperchproprio lei?-
Riusc a domandare, con unmoto curioso e atroce, che la stava distruggendo velocemente.
Lo sguardo di Harry siaccese di nuovo, e un sorrisino mesto e triste gli dipinse le labbra.
-Perch so che lei ancoravivaAnche se non me la ricordo, io posso sentire che vicinaAlexis non morta e un giorno torner da meLo so, cos e basta.-
Rispose, sicuro delle sueparole.
Alexis si morse il labbroinferiore con quanta pi forza poteva, per non piangereancora.
Ma non ci fu niente da fare.
Le lacrime le gonfiaronoprepotenti gli occhi e poi, appena le ciglia si chiusero lentamente,vennerorilasciate, senza dare alcuna possibilit di esserecontrollate od ostacolate,mentre scivolavano gi lungo tutto il profilo della guancia,fino adincontrarsi con le gemelle, sul mento, per poi ricadere, lente einesorabili,sulle mani strette in grembo.
Piccole gocce di cristallo, prodotte da smeraldisinceri, che sfuggono a nere ali di farfalla, troppo delicate perrinchiudereun dolore cos forte.
Harry guard quellascena,sorpreso.
Eaddolorato .
Vederla piangere, glimetteva addosso angoscia e tristezza.
Non voleva pi vederla costriste.
Voleva raccogliere tutte lesue lacrime e gettarle via, lontane, dove lei non avrebbepi potuto trovarle.
Maera come paralizzato.
Perch in quel momento, Alexandra Black, gli sembravaterribilmente familiare.
Con quello sguardo verdepieno di tristezza.
Quelle labbra piccole, umidedi lacrime.
Quelle guance arrossate epiene di lunghe scie lucenti sotto i raggi di sole.
Ma chi?
Chigli ricordava? Fu un attimo.
Un flash nella sua mente.
Un album.
Una foto.
Qualefoto?
Non riusciva a ricordare.
Aveva quel volto cosfamiliare davanti agli occhi.
Ma chi era?
E perch, vederla cos, gliscaldava il cuore, oltre a fargli provare una fitta di dolorosamalinconia?
Enostalgia?
La mano, senzacontrollo, simosse automaticamente e, con gentilezza, raccolse le lacrime, lasciandodolcicarezze.
Dio,quanto gli faceva male, vederla cos!
Avrebbe preferito morire, che continuare a guardarlasoffrire in quel modo.
-Mimidispiace Harryio-
Singhiozz, ma lui non lalasci finire perch, istintivamente, protese lebraccia verso di lei e lastrinse forte a se, lasciandole nascondere il viso sul suo petto,mentre leaccarezzava, con gesti lenti e rassicuranti, i lunghi capelli.
-Sssshtranquilla Alexis ...-
La moretta, al sentire quelnome, sbarr gli occhi e alz il viso di scatto,guardandolo con un misto diterrore e sorpresa.
-Mi hai chiamata?-
Harry sorrise colpevole, escosse lentamente la testa.
-ScusaE che a volte hocome limpressione che mia sorella ti somiglierebbemoltoNon chiedermi perch,sento che cosI tuoi occhi, le tueespressioni, il tuo carattereVenderei lamia anima a Grindelwald se questo farebbe di te la miasorellina-
Le rivel, con un sorrisosincero, mentre le prendeva una ciocca di capelli e gliela deponevadietrolorecchio, asciugandole altre lacrime che avevano preso ascorrere sul belvisino.
Alexis lo guard indecisa:no, non poteva continuare cos.
Leidoveva dirglielo.
Suo fratello aveva il diritto di sapere!
Si morse il labbroinferiore, poi gli prese la mano che le stava accarezzando una guancia,e laferm su di essa, prendendola tra le sue e strusciandocicontro, socchiudendogli occhi.
- Harry-
Riapr lentamente gli occhi,per fissarli in quelli del fratello.
Lui corrug la fronte, manon disse nulla.
Alexis lasci un sospiro,tremante, si umett le labbra e
-Ma che scenettacommovente!-
Li interruppe una vocesprezzante, fredda e strascicata, accompagnata da un leggero battito dimani.
Lo sguardo di Harry sispost oltre le spalle della sorella, con espressionecattiva.
La moretta si voltvelocemente, per trovarsi davanti la figura elegante eterribilmente vuota di Draco Malfoy, che avanzava con passo lento e cadenzato.
Alexis si alz, barcollandoun po, mentre, con fretta, si asciugava le lacrime con idorsi delle mani. IlGrifoncino la segu, e le si mise accanto.
-Lasciaci in pace Malfoy!-
Ringhi il moro,fulminandolo con lo sguardo.
Il biondino gli si avvicin,e gli si mise di fronte, puntando quello sguardo bollentedodio in quellorabbioso di Harry.
-Non credo proprio: tu haiqualcosa che mi appartiene.-
Ghign, lanciandounocchiata carica di significato ad Alexis, che osservava lascena dal basso,lasciando scorrere lo sguardo da Harry a Draco e poi di nuovo ad Harry,preoccupata.
-Ma davvero? Alexandra non tua!-
Ribatt il BambinoSopravvissuto, con voce tesa, fronteggiandolo minaccioso.
Draco scoppiinaspettatamente in una fredda risata.
-Ti illudi invece che sarmai tua, Potter?-
Sput con disprezzo,fissandolo con unocchiata decisa.
Harry deglut,assottigliando pericolosamente lo sguardo, attraversato, solo per unsecondo,da una nota ferita.
Econsapevole.
Si sarebbero fatti male,molto male.
Doveva intervenire, farequalcosa.
Qualunque cosa!
Si infil in mezzo ai due,costringendoli a distanziarsi, dando le spalle ad Harry.
-Io non sono, n sar mai dinessuno, chiaro? Smettetela di fare i bambini!-
Sbott, un po infastidita,lanciando unocchiataccia ad entrambi.
Draco ghign arrogante e,con velocit, le serr una mano intorno al polso.
-Tu sei mia, Black!-
Ribad e poi, con unostrattone violento, fece per portarsela addosso.
Ma Harry glielo imped,prendendolo per un polso e allontanandolo dalla ragazza, per poifronteggiarlodi nuovo, ponendolesi davanti, quasi a modi protezione.
-Lasciala in pace!-
Sibil, assottigliandopericolosamente lo sguardo.
-Come hai osato?!?-
Sbrait Draco, colto disorpresa, per poi estrarre la bacchetta e puntarla con rabbia contro ilpettodi Harry.
-Malfoy! No!-
Url spaventata Alexis, manon fece in tempo a fare nulla.
Lavevachiamato Malfoy.
Malfoy.
Non Draco.
Malfoy.
Lo sguardo del biondinosiriemp di rabbia, mentre, con un gesto veloce, roteava labacchetta.
-Stupeficium!-
Url, riversando inquellunico incantesimo tutto il suo odio.
Ilsuo odio verso Harry Potter.
Un potente fascio dilucerossa colp Harry in pieno petto, che, colto di sorpresa,non fece neanche intempo a difendersi. Venne invece sbalzato qualche metro piindietro, cadendopesantemente in terra e rotolando sullerba .
Alexis si volt ad osservareil fratello, inorridita.
-Harry!-
Esclam, e fece percorrergli vicino, ma una mano di Draco che, ancora, si serrintorno al suobraccio, le imped ogni movimento e la costrinse ad unostrattone forzato, chela fece scontrare con il suo petto.
Draco avvicin il viso sulsuo, poggiandolo su di una spalla, e le sfior la guanciacon le labbra.
-Non ci provare Black. Noncostringermi a far del male anche a te.-
Sussurr, con voce morbida epericolosamente minacciosa, mentre le sfiorava una tempia con la puntadellabacchetta.
-Lasciami andare, Malfoy!-
Sbott lei, troppo preoccupataper il fratello, per essere impaurita dallatteggiamente delbiondino che,sempre pi furioso, le strinse la presa attorno al braccio.
Alexis cerc didivincolarsi, facendosi solo pi male.
-Tu sei mia, Black! Solomia.-
Ribad ancora, con un sussurroroco, tracciando il profilo del suo viso con la bacchetta.
-Expelliarmus!-
Improvvisamente, la mano diDraco venne sbalzata indietro, ma riusc a trattenere labacchetta, lasciandoandare Alexis, che barcoll in avanti, richiando di cadere.
Alz lo sguardo e vide cheHarry stava puntando il Principe delle Serpe con la bacchetta.
-Harry!-
Lo rimprover, lanciandogliunocchiata allarmata.
-Tu, brutto-
Ringhi Draco dietro di leie gli punt la bacchetta contro a sua volta.
Si fronteggiavano, consguardo minaccioso, le espressioni indurite dallodio e dallarabbia, che necontraeva ogni muscolo, ogni guizzo di piccole vene, che pulsavanopericolose.
Alexis, al centro, lasciavascorrere lo sguardo da uno allaltro, sempre pipreoccupata.
-No, fermatevi! Non fatesciocchezze! Vi espelleranno! Vi farete male!-
Url, nel panico pi totale,cercando di farli ragionare.
Ma quelli, non sembravanoneanche sentirla.
Gli sguardi quasi ciechi sistudiavano con cautela.
Condeterminazione.
Con rabbia.
Con odio.
-Everte Statum!-
Url Draco allimprovviso, eun raggio di luce blu la sfior, senza toccarlen farle del male, e si diresseveloce verso Harry, che scart di lato, evitando di esserecolpito.
-Locomotor Mortis!-
Url subito dopo, e un altrofascio di luce, questa volta dorata, la sfior quasi,puntando verso Malfoy.
-Protego!-
Grid questultimo, elincantesimo si infranse su di una barriera invisibile.
Guard il BambinoSopravvissuto, con odio, e poi avanz di qualche passo,superando Alexis emettendosela dietro le spalle, per poi distanziarsi di qualche altrometro.
-Sta indietro.-
Le ordin repentorio,tenendo sotto tiro Harry con la bacchetta, che faceva lo stesso.
-Non vorrei che questoidiota ti ferisse accidentalmente.-
Potter gli scoccunocchiataccia, ma non protest: eradaccordo, non voleva che Alexandra ciandasse di mezzo.
Quellaera una faccenda tra loro due.
-Languelingua!-
Url poi Harry, ma Draco sispost di lato.
-Diffindo!-
Rispose allattacco, e unraggio nero part dalla sua bacchetta. Harrycerc di evitare il colpo,lanciandosi di lato, ma lincantesimo lo colp distriscio, lacerandogli laparte sinistra della maglietta e aprendogli qualche graffio.
Si rialz subito da terra e,ansimante, guard lavversario con odio.
-Petrificus Totalus!-
Grid, e un raggio azzurrinopart verso Draco che, con un nuovoProtego si difese facilmente.
Basta, non potevanocontinuare cos!
Doveva fermarli, e subito!
Draco stava per alzare labacchetta e lanciare il prossimo incantesimo, quando Alexis gli corsedietro elo prese per il braccio, strattonandolo.
-No! Dai! Basta! Fermatevi!Basta ho detto!-
Grid angosciata, cercandodi allontanare il biondino.
-Lasciami andare Black!-
Ordin lui, perentorio,tentando di scrollarsela di dosso, prima che Potter gli lanciasse unincantesimo a tradimento. Ma, involontariamente, nel scuotere ilbraccio, misetroppa violenza e il gomito colp forte sul naso dellaragazza, che vennesbalzata indietro, cadendo sul pavimento.
Sbatt il sedere in terra,cacciando un gemito di dolore.
Quando riapr gli occhi, lascena che aveva davanti le fece raggellare il sangue nelle vene.
Draco ed Harry laosservavano, arrabbiati, spaventati, pietrificati.
Quasi temessero che le fossesuccesso qualcosa di irreparabile.
Cos, si affrett arialzarsi, barcollando un pochino, e alz le braccia,scuotendolefreneticamente.
-S..Sto bene! Sto bene! Non successo nulla!-
Grid, agitata e preoccupataper la reazione che tutto ci avrebbe potuto avere sui due.
Specialmentesu Harry.
Ma loro continuavano afissarla, con espressioni vuote e apprensive.
Fu allora che avvertqualcosa colare dal suo naso.
Si port una mano sopra labocca, fiorando le narici e fu costretta a chiudere gli occhi per ildolore.Quando li riapr, le sue dita erano sporche di sangue.
Siera rotta il naso.
O meglio, Draco le aveva rotto il naso. Ma laveva fattoinvolontariamente, ne era sicura!
Spalanc gli occhi, intuendoil perch di quel gelo improvviso e si affrett aripulirsi con entrambe lemani.
-SSto bene! Non niente!Davvero!-
Ripet, agitata.
Ma, invece di ripulirsi,stava solo peggiorando la situazione, spargendosi il sangue su tutte lelabbrae sul mento, tingendosi anche le mani.
Cerc allora di nascondereil tutto, coprendosi bocca e naso con le mani.
Ma non serv a molto.
Harry fu il primo ariprendersi, mentre il suo sguardo si accendeva di pura ira.
Punt la bacchetta controDraco che, ancora pi pallido del solito, la fissava conespressione assente,senza reagire.
-Petrificus Totalus!-
Url Harry, un raggioazzurro colp Malfoy di spalle, congelandolo sul posto.
-No!-
Grid terrorizzata Alexis,mentre Harry si avvicinava al corpo pietrificato, con passo di marcia,e loguardava furioso dritto negli occhi.
-Brutto figlio di puttana!-
Sbrait, e gli assest unpotente pugno in bocca, che fece volare il biondino qualche metropi dietro.
-HARRY!-
Url ancora la piccolaBlack, guardandolo scandalizzata.
Potter fissava con odio ilcorpo di Malfoy riverso sul pavimento, ansimando stanco.
Doveva aver messo in quelpugno tutta la sua potenza.
Alexis lo fiss sgomenta,poi si volt e raggiunse Draco.
-Malfoy! Malfoy, svegliati!-
Lo scosse, ma quello erarigido come un pezzo di legno.
Estrasse la bacchetta egliela punt contro.
-Finite Incantatem!-
Mormor con velocit, e unraggio rosa si diffuse per tutto il corpo del biondino, che lescoccimmediatamente unocchiata furente.
Si alz a sedere e si pulla bocca, dalle cui labbra spaccate usciva del sangue.
Harry gli punt ancora labacchetta contro, pronto a scagliargli un altro incantesimo al primopassofalso.
Alexis si volt a guardarlo,angosciata, poi torn ad osservare Draco.
-Sei ferito-
Afferm, allungando una manoper sfiorargli il labbro spaccato.
Lui le schiaffeggi la mano,infastidito, senza nemmeno guardarla.
-Non mi toccare.-
Sibil, furioso, continuandoa tenere lo sguardo fisso su Harry.
-E cos questo il famosocoraggio dei Grifondoro: ti faccio i miei complimenti, Harry Potter!-
Profer Draco concattiveria, lanciandogli unocchiata carica di significato,mentre si alzava daterra elegante anche in quelle condizioni e sisistemava la cravatta.
-Attaccare un nemico allespalle: il cappello deve aver sbagliato, tu saresti stato un Serpeverdeperfetto!-
Ghign, cattivo, pulendosiun rivolo di sangue che gli scendeva sul mento, con il dorso della mano.
Harry boccheggi sorpreso ela mano che stringeva la bacchetta trem pericolosamente.
-NoNon vero.-
Mormor, deglutendo.
Lui era un Grifondoro.
S,un Grifondoro.
Eppure,laveva scelto lui:il cappello avrebbe voluto mandarlo a Serpeverde.
ASerpeverde.
Non a Grifondoro.
-Oh sinvece, Potter!-afferm il Principe, incrociando le braccia al petto.Tradire i tuoi ideali.Per chi poi? Per una Serpeverde. Per una Black .-
Sibil maligno, lasciandoscorrere lo sguardo su Alexis, che lo guardava, ancora inginocchiata interra.
-Dimmi, Potter: lo sai chi lei? Il cognome Black non ti dice nulla?-
Profer serafico, tornando aguardarlo.
Harry corrug la fronte, manon fece in tempo a proferire parola.
-Malfoy: no!-
Lo interruppe Alexis,guardandolo dal basso con espressione disperata, i capelli che lecoprivanoparte del viso e il sangue che ancora le sporcava naso, bocca e mento.
Lui non la degn neanche diunocchiata, e rimase impassibile, concentrato sul BambinoSopravvissuto.
-Allora, Potter?-
Harry fiss la ragazza perun lungo istante, e poi torn a guardare Draco, abbassandola bacchetta.
-Di cosa stai parlando?-
Chiese sospettoso,assottigliando lo sguardo.
Draco si finse sopreso, eapr le belle labbra, piegando il viso su di un lato, mentrealzava entrambe lesopracciglia.
-Ma come? La tua cara Alexandra nonte ne ha maiparlato? Eppure mi sembravate cos intimi! -
Sostenne, con una notacattiva nella voce calma e controllata.
Harry scocc unocchiataalla moretta, ma quella continuava ad osservare Draco, disperata.
-Che vai dicendo Malfoy?-
Sibil irritato,scoccandogli unocchiataccia.
Quello si esib in unsorriso angelico, mentre si stringeva nelle spalle.
-Non lo sai davvero! Bhe,non mi stupisco: mentire deve essere una sua specialit.-
Rispose cattivo,assottigliando lo sguardo che brill con odio.
-Smettila di dire stronzatee parla!-
Sbott irrequeito ilGrifondoro.
-Alexandra la sorellinadel mio caro cuginetto: Sirius Black, ti dice qualcosa questo nome,Potter?-
Ghign maligno, mentrequello lo osservava, sconcertato, prima che linformazionepenetrasse appienonella sua mente.
-Basta! Basta, ti prego! Perfavore Draco-
Grid Alexis, guardandolodal basso, mentre nuove lacrime le stavano scivolando giper il visinodallespressione di supplica.
Al sentire il suo nome, ilbiondino finalmente si volt a guardarle e simaledisse mille e mille altrevolte il suo cuore si ferm di botto, nelvederla cos.
Ringhi quasi, prima di prenderlaper un polso e tirarla su con violenza.
-Mi hai rotto.-
Le sibil cattivo ad uncentimetro dalle labbra, prima di darle un forte strattone etrascinarla via,lasciando Harry a fissare il vuoto, troppo occupato ad elaborare quellanotiziashokkante.
La trascin allimitaredella foresta oscura, senza degnarsi di sentire le sue proteste sulfatto chele stava facendo male al polso.
La spinse con violenzacontro un albero, lasciandola gemere per protesta, mentre le lasciavafinalmente il braccio e le dava le spalle.
Alexis lo osservspaventata, massaggiandosi il polso dolorante. Poi,sobbalz, quando lo videassestare un potente pugno ad un albero non troppo robuso, che siabbozz,lasciando la sua mano perfetta cosparsa da una miriade di schegge dilegno, cheprese a sanguinare.
La moretta trattenne ilfiato, guardandolo preoccupata, mentre lui si voltava e la inchiodavaconunocchiata terribilmente vuota.
Le si avvicin, lento epericoloso, e la osserv per qualche minuto. Poi, con unostrattone, laallontan dal tronco e la prese per i capelli, dietro lanuca, tirandola queltanto che gli bastava per poterla sovrastare con il viso.
-Hai finito di giocare,Black.-
Profer e la voce atona epriva di sentimento, con cui pronunci quella frase, la reseancora pipericolosa che se lavesse urlata, rabbioso.
Alexis lo guard in viso,con timore.
Le pietre di luna opache,che aveva al posto degli occhi, sembravano prive di vista.
Alexis cerc diindietreggiare, spaventata, e lui glielo permise, lasciando la presasui suoicapelli.
-Draco?-
Mormor, con un fil di voce.Ma lui non sembrava sentire.
Quandoun Serpente non morde, solo allora che deviavere veramente paura.
Un rumore secco, dilegnaspezzata, si diffuse in tutta la foresta, che nel silenzio,risuon forte echiaro, accompagnato da uneco che non sembrava volersmettere di diffondersi.
Il piede della ragazza avevacalpestato, involontariamente, un rametto secco, riverso sul terreno equelpiccolo e insignificante rumore, era entrato nelle orecchie del biondo,con ilsuo continuo eco, rimbalzando nella sua mente, come una pallina daping-pongimpazzita, e lo aveva costretto a destarsi.
Lo sguardo riprese il coloredel ghiaccio pi freddo, e divenne pi affilatodella lama di una spada dicristallo.
E si punt, con velocit, suquello verde e impaurito, che si stava allontanando.
La sua occhiata dodio puro,la immobilizz sul posto.
Sent le gambe farlesiimprovvisamente pesanti, come macigni che non potevano essere spostati.Ma altempo stesso, le sentiva deboli e incapaci di sorreggere il suo peso.
Il suo corpo si era fattoimmobile, tanto da sembrare una bella statua di marmo. Eppure, losentivatremare chiaramente. Ogni tendine, ogni lembo di diafana pelle, erascosso,come percorso da una continua scossa elettrica.
Scossalanciata da quegli occhi furiosi e penetranti. Era sicura che, insieme alsuo corpo, anche il suo cuore si fosse fermato. E contemporaneamente,losentiva battere veloce contro il petto, cos forte, da farmale. Il suono sordo,ma potente, le tamburellava nelle orecchie, togliendoleludito.
Le mancava laria, maavvertiva il suo respiro veloce, immetterle ossigeno puro nei polmoni.
Mai, come in quel momento,aveva provato tanta paura di Draco Malfoy.
Incredibile,quello che puo generare uno sguardoinfuriato, rivolto ad un cuore che sa di aver sbagliato.
Imbrogliato.
Mentito.
Dopo quelli chesembraronodecenni, passati a guardarsi, finalmente Draco si mosse.
EAlexis avrebbe preferito che non lo avesse maifatto.
Lento e inesorabile,come lamorte, le pass accanto.
E la oltrepass.
Non uno sguardo.
Non una parola.
Quel silenzio valeva pi dimille sguardi e di infiniti fiumi di parole.
Epoi, se ne and.
Lasciandola sola.
Con un buco nero, nellaparte sinistra del petto.
Le gambe le tremaronoviolentemente e traditrici, la lasciarono cadere a terra.
Le ginocchia picchiarono nelterreno umido della foresta, ma lei non ne avvert il dolore.
Le mani si strinsero sulleginocchia, con forza. Le unghie le si conficcarono nei palmi, ma nonsentivanemmeno questo.
Il respiro le si era fattoimprovvisamente corto, e sentiva il petto bruciarle, chiedendo ossigenoconurgenza.
Come se il cuore, si fosseveramente fermato, e avesse smesso di pompare il sangue necessario perla vita.
Non si era mai sentita cos.
Avvert le lacrimepizzicarle sugli occhi, e non ne ostacol la fuoriuscita.
Le lasci scorrere, una dopolaltra, sul bel visino arrossato.
Lasciava che si unissero sulmento, e poi scivolassero copiose sul terreno, macchiandolo come unaviolentapioggia.
Perch non laveva sgridata?
Perch non lavevaschernita?
Perch non lavevaminacciata?
Perch non lavevatorturata?
Perch non si era comportatocome al solito?
Cosa cera stato di diverso,questa volta?
Perch,laveva abbandonata?
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xsackiko_chan :Ehil! Eccoti qui il nuovo capitolo,dopo solo una settimana, contenta?^____^ Spero sinceramente che ti siapiaciuto!! Innanzitutto, come al solito, grazie mille per i complimenti*////*Son davvero felice che il mio Draco ti piaccia ^-^ Anchio loimmaginoesattamente cos: cattivo fuori, ma davvero buono infondo,specialmente con lepersone che ama! Per quanto riguarda il momento dellaverit, ci saresattamente tra dieci capitoli, riuscirai a resistere? xD Mas, infondo nonson poi cos tanti, no?^-^ Bene, ora ti lascio con lasperanza che vorrai farmisapere che ne pensi! Inoltre, mi farebbe immensamente piacere sefacessi ancheun salto sul forum, se ti va^.-
Un bacione,Ada =*
xMinnieinlove: CuginaaaaaH!<3 Spero che questocapitolo ti sia piaciuto anche se, purtroppo, Ron ed Hermione non sisonvistiDai, pi in l faranno moltepi apparizioni, promesso!^.- Comunque no,mi dispiace, il piccolo Blaise non prova interesse per la Alex, la vedepicome una sorellina e la cosa decisamente reciproca xDQuindi dovraiaccontentarti di Malfoy che, probabilmente, in questo capitolo ha datoilpeggio di se *muahuah* Speriamo che si riprenda in seguito>____<
Bhe, tilascio! Un bacione <3
x elita: Eccolala mia recensistrice piaccanita! *le corre incontro e la spupazza* Son contenta di vedere chenonostante i miei tempi, continui a seguirmi!! Hai visto, stavolta hoaggiornato presto e con un capitolo bello lungo! Spero ti siapiaciuto!^________^
Fammi sapereche ne pensi, come al solito, e magari fai anche un salto sul forum seti va,mi farebbe piacere ^.-
Un bacione,Ada =*
x Elly11: Ehil! Benvenuta nella mia storia, mifa sempre piacere di vedere nuove lettrici che recensiscono, grazie!Bhe, haivisto ho aggiornato abbastanza velocemente, no? Spero che questocapitolo tisia piaciuto e che vorrai farmi sapere che ne pensi!^.-
E grazie milleanche per aver consigliato la mia storia a Shin *O* Ne sono onorata!
Bhe, se ti vafai un salto sul forum, mi farebbe piacere!
Un bacione,Ada =*