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ESSERE UNA BLACK [✔]

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ESSERE UNA BLACK [✔]

Quella mattina a svegliare Sirius non fu una ragazzina sempre allegra e con il sorriso sulle labbra; furono invece i raggi di quel sole che, potente e brillante, aveva scacciato via le nuvole della sera precedente e si era loro sostituito. I fasci luminosi entrarono nella stanza, senza chiedere permesso al padrone di casa, che dormiva scomposto e con le lenzuola ormai rovesciate sul pavimento. Il viso disteso in unespressione di totale rilassamento era coperto qua e l da qualche ciuffo ribelle di capelli, che calava a coprirgli gli occhi; eppure, questo non imped ai raggi di raggiungerli e di colpirli, costringendolo a svegliarsi. Le palpebre si sollevarono lentamente e le iridi cercarono di abituarsi a quella luminosit improvvisa, non riuscendoci, vennero coperte da un braccio. Un grugnito innervosito si lev nel silenzio.

Sirius non aveva mai amato svegliarsi presto, neanche quando era ad Hogwarts. Ricordava ancora, con un sorriso amaro, le mattine in cui Remus Lupin, compagno di stanza e grande amico, cercava di tirarlo fuori dal letto e insieme a lui il suo migliore amico, James Potter, che dormiva anche di pi.

Quei pensieri lontani e dolorosi lo costrinsero a riprendere conoscenza. Con poca voglia, spost il braccio dagli occhi e li riapr, trovandosi a fissare lantico lampadario che pendeva dal soffitto.

Era ormai completamente sveglio, ma non aveva alcuna voglia di alzarsi. Il solo pensiero di poter incontrare il suo caro elfo domestico, che continuava a masticare tra i denti parole scortesi e poco rispettose ogni qual volta lo vedeva, gli faceva venir voglia di schiantarlo, e svegliarsi di cattivo umore quella mattina non era proprio il caso.

I suoi pensieri, quel giorno, non erano nostalgici o malinconici, come al solito, e non erano occupati dai volti dei suoi migliori amici e dal passato che avevano trascorso insieme. Quella mattina i pensieri di Sirius Black si incentravano su un futuro imminente.

Sebbene ci avesse pensato tutta la notte, davanti al camino della sala da pranzo, non era ancora riuscito a trovare una soluzione sicura per accompagnare Alexis a Diagon Alley. Lunica idea plausibile era trasformarsi in cane e sorvegliarla almeno fino allarrivo del Nottetempo, che lavrebbe portata dritta al Paiolo Magico, senza problemi. Una volta l, arrivare a Diagon Alley sarebbe stato facile. Le avrebbe indicato i negozi pi adatti per prendere loccorrente e le avrebbe dato la chiave della sua camera alla Gringott , per prelevare il denaro in fondo quella dei Potter laveva il figlio maggiore, al momento. Tutto sarebbe andato per il meglio.

Si riscosse dai suoi pensieri, quando sent il familiare cigolio della porta che si apriva. Lo sguardo scivol dal soffitto alla figura appena entrata. Incapace di non farlo, Sirius sorrise, mentre la ragazza gli si avvicinava e si sedeva sulla sponda del materasso.

Buongiorno lo salut, mentre lui si tirava su.

Buongiorno a te, principessa rispose Sirius, e le accarezz una guancia. Dormito bene?

Alexis annu e si accoccol al suo fianco. Sirius la strinse subito in un abbraccio.

Si sentiva sempre cos serena quando era con lui e il pensiero di lasciarlo per un lungo periodo di tempo la preoccupava un po. Aveva sempre vissuto con lui accanto, era sempre stato il suo faro nella notte, lappiglio a cui sorreggersi ogni volta che sentiva che stava affondando. E ora, come avrebbe fatto senza di lui? Non voleva nemmeno pensarci n fare in modo che lui si accorgesse dei suoi dubbi e delle sue paure. Sapeva che, se glielo avesse chiesto, Sirius lavrebbe anche seguita in capo al mondo, mettendo a repentaglio la propria libert e la propria vita.

Per lei avrebbe fatto qualsiasi cosa.

Lo doveva a James e Lily, era il minimo che potesse fare per loro.

Ma Alexis gli voleva altrettanto bene, tanto che non lavrebbe mai messo in condizioni di scegliere tra lei e la propria sicurezza.

Sirius sembr percepire le preoccupazioni di Alexis solo attraverso il contatto delle loro pelli. Qualcosa non va? le chiese.

Alexis scosse la testa. No, tutto bene Tu? Sei riuscito a riposare almeno un po? domand a sua volta, sviando il discorso.

Abbastanza rispose lui, e la osserv con attenzione: Alexis fissava il vuoto davanti a s, persa in quei pensieri che non sembrava avesse alcuna intenzione di esternare. So che c qualcosa che non va insistette.

No, sto bene, sul serio gliss subito lei, ma il suo corpo, ora intrappolato contro quello di Sirius, si era irrigidito e a lui quel piccolo particolare non era di certo sfuggito.

Sei preoccupata perch dovrai andare a Diagon Alley da sola? tent di indovinare Sirius.

Un po si arrese Alexis alla fine, anche se quella non era proprio la verit. In realt la preoccupava doversi separare da lui, ma non glielo avrebbe rivelato neanche sotto Cruciatus , per non metterlo nella posizione di fare qualche pazzia.

Sta tranquilla andr tutto bene. Sar come unavventura, divertente e spassosa! cerc di rassicurarla. Ma se non ti senti sicura, potrei sempre accompagnarti fino a Diagon Alley, intendo aggiunse guardingo, stringendola affettuosamente a s.

Alexis scosse di nuovo la testa, questa volta con pi vigore. Neanche per sogno. gi tanto che ti permetta di accompagnarmi a prendere a prendere a prendere cosa ? domand confusa: in effetti, non sapeva nulla di quello che era il piano del padrino per quella sera.

Sirius ridacchi, intenerito dalla sua espressione e soprattutto dal fatto che lei credesse di potergli permettere di fare qualcosa, come se fosse una sua scelta.

Nessuno d ordini a Sirius Black, ragazzina.

Ti spiegher tutto pi tardi. Tu pensa solo a preparare la borsa per il viaggio, daccordo?

Daccordo rispose, ma subito dopo si sollev sulle ginocchia e gli punt il dito indice contro il naso. Per, non mi accompagnerai fino a Diagon Alley! Sarebbe troppo pericoloso aggiunse risoluta, con uno sguardo che non non ammetteva alcun tipo di replica.

Sirius sbuff, ma si port una mano sul cuore, nel tipico segno del giuramento. Va bene, va bene. Alz gli occhi al cielo.

Alexis sorrise soddisfatta e dopo averlo baciato su una guancia, usc dalla camera, per andarsi a cambiare e lasciare a lui il tempo di fare lo stesso.

*

Una mezzoretta dopo si rincontrarono, vestiti e presentabili, in sala da pranzo, che era gi stata apparecchiata da Kreacher, con due piatti, due tazze fumanti (una di caff per lui e una di t caldo per lei) e alcune brioches dallaspetto invitante.

Per stasera inizi Sirius, versando un po di latte freddo nel suo caff nero, mentre Alexis afferrava un cornetto, usciremo a notte fonda, quando ogni lampione della zona sar spento. Ti accompagner fino al secondo incrocio, in forma canina, e l attender con te larrivo del Nottetempo.

Alexis annu, senza interromperlo. Non aveva idea di che cosa fosse un Nottetempo, ma lo avrebbe scoperto quella sera.

Il Nottetempo ti porter al Paiolo Magico, un piccolo pub che si trova nella periferia di Londra. Per la notte alloggerai l. Poi, la mattina, chiederai la via per Diagon Alley. tutto chiaro fin qui?

Alexis annu di nuovo.

Bene. Sirius si frug nelle tasche dei pantaloni. Ne tir fuori un bigliettino di pergamena bianco, piegato su se stesso, che porse ad Alexis. Al suo interno, con la grafia di Sirius stesso, cerano segnati alcuni nomi:

Madama Mc Clan Divise Scolastiche e simili.

Ollivander Bacchetta magica.

Il Ghirigoro Libri di testo.

Sono i negozi migliori dove poter comprare ci che ti occorre le spieg Sirius.

Alexis annu ancora una volta, quasi incapace di parlare: pi informazioni lui le dava, pi si sentiva agitata ed euforica allo stesso tempo.

Sirius le prese una mano e dentro di essa ci lasci cadere una piccola chiavetta in oro. Lei se la port davanti agli occhi, osservandola confusa. Che cos?

la chiave della mia camera blindata alla Gringott, la banca dei maghi. Preleva tutto il denaro che ti serve per compare loccorrente.

Lespressione sul viso di Alexis sfum dalla confusione alla contrariet. Non posso accettare, Sirius, quelli sono i tuoi soldi!

No, sono anche tuoi. In qualit di tuo padrino, ho il compito di provvedere alle tue spese. Come ho sempre fatto, daltro canto.

Ma

Niente ma! Si fa come dico io e basta tronc Sirius. Il numero della camera blindata il 711.

Camera blindata numero 711, me lo ricorder.

Bene. Sirius si alz. Ora, se non ti dispiace, ho alcune faccende da sbrigare prima della partenza. Si chin in avanti per lasciarle un bacio sulla testa, poi usc dalla stanza.

Alexis sospir e osserv ancora la piccola chiave. Il cuore protest con un piccolo singhiozzo e lo stomaco le si attorcigli in un nodo, facendole passare lappetito.

*

La giornata pass velocemente e la sera giunse presto. Subito dopo cena, Sirius si era ritirato di nuovo, dicendo di dover rifinire alcuni dettagli, mentre Alexis era corsa in camera, per mettere in borsa le ultime cose.

Dopo una doccia veloce, aveva raggiunto Sirius, che laspettava nellatrio posteriore: non potevano uscire dallingresso principale, era troppo pericoloso e rischiavano di essere avvistati.

Sei pronta?

Alexis annu e Sirius le si avvicin e la strinse a s. Il suo profumo di rose gli invase le narici, scaldandogli il cuore. Le accarezz i lunghi capelli per qualche silenzioso minuto. Andr tutto bene andr tutto bene le sussurr con dolcezza.

Alexis gli sorrise e Sirius gli fece un occhiolino. Poi, chiuse gli occhi, curv la schiena e si trasform in un maestoso cane dalla folta pelliccia nera. Attraverso il suo sguardo di ghiaccio le trasmise tanto calore. Con un cenno del capo, la invit a seguirlo fuori.

Appena fuori dalla villa, cominciarono a correre, sfruttando il favore delle tenebre per nascondersi nelle ombre. Superarono il primo bivio e raggiunsero il secondo, dove si fermarono.

Alexis si pieg sulle gambe, trafelata.

Rimasero in silenzio a fissarsi, come volessero imprimere nella loro memoria quello sguardo che non avrebbero potuto vedere per due giorni. Non si erano mai separati, da quindici anni, e la cosa risultava strana per entrambi. Ma era necessaria e li avrebbe preparati a quelli che sarebbero stati lunghi mesi di lontananza.

Quando il fine udito di Sirius avvert lo stridere lontano di qualcosa che si stava avvicinando, rizz le orecchie e guard Alexis, indicandole la strada.

Il Nottetempo stava arrivando.

La ragazza si abbass in fretta e cinse il corpo canino di Sirius, affondando il viso nel suo pelo. Ti voglio bene, Sirius gli sussurr allorecchio, mentre lui le strofinava il muso su di una guancia. Appena i fari del Nottetempo li illuminarono, fugg lontano, svanendo tra le siepi.

Con uno stridere fastidioso, una grande autobus blu a tre piani fren di botto davanti ad Alexis che, ancora a terra, si alz in fretta e si tolse un po di terriccio dalle ginocchia. Nello stesso momento, lo sportello dellautobus si apr e un ragazzo fece la sua comparsa: aveva una corporatura esile, il viso rovinato dallacne adolescenziale e i capelli castani nascosti sotto un berretto blu, abbinato alla divisa che indossava.

Benvenuti sul Nottetempo, mezzo di trasporto di emergenza per maghi e streghe in difficolt. Mi chiamo Stan Picchetto e sar il vostro bigliettaio per questa notte disse, con voce atona, evidentemente stanco di annunciare qualcosa che doveva aver gi ripetuto miliardi di volte. Lo sguardo di Stan percorse la figura di Alexis con interesse e curiosit. Cosa ci fa una ragazzina come te, in giro a questora?

Devo andare al Paiolo Magico si limit a rispondere lei.

Daccordo, ho capito: non sei una tipa di molte parole. Avanti, entra! Stan le indic linterno del bus e, mentre lei saliva le scale, le strapp un biglietto e glielo diede.

Alexis non era mai stata una ragazza fredda, che stava sulle sue, ma, per evitare di essere riconosciuta o di rivelare qualche informazione incriminante, aveva deciso di assumere un atteggiamento indifferente e scostante, e soprattutto di parlare il meno possibile.

Lo stesso avrebbe dovuto fare una volta arrivata ad Hogwarts doveva pur sempre fingere di essere una Black, in fondo.

Allinterno, il bus era davvero strano: non cerano file di sedili, ma letti disordinatamente collocati, sopra alcuni dei quali dormivano delle persone.

Seguendo le istruzioni di Stan Picchetto, Alexis si sedette su un letto, alla fine del bus. Poi, ad un ordine del bigliettaio, il Nottetempo part a tutta velocit. Alexis dovette sorreggersi a un palo del letto per non rovinare in terra. Si affacci dal finestrino e scorse, lontani, due occhi azzurri rassicuranti, che la guardarono con intensit, prima di sparire nel nulla.

Il viaggio sul Nottetempo non fu dei migliori, ma per lo meno arriv a destinazione sana e salva.

Il Paiolo Magico annunci Stan Picchetto, e indic fuori dal finestrino.

Alexis segu la traiettoria del suo dito, fino a trovare, sotto uninsegna con su disegnato un calderone e le scritte Il Paiolo Magico, una porta in legno. Si rimise la borsa tracolla e, con tre piccoli salti, scese gli scalini del bus e salut il bigliettaio e lautista con un cenno del capo e un breve grazie. Il Nottetempo richiuse le sue porte e part a tutta velocit, sparendo nella notte.

La porta del Paiolo Magico si apr con un cigolio. Tutti i presenti si voltarono a guardarla, di certo domandandosi che ci faceva una ragazzina, l, a quellora della notte.

Nervosa, Alexis abbass lo sguardo; poi, si ricord di quello che le aveva detto Sirius.

Una Black non abbassa mai lo sguardo. Una Black ha un comportamento fiero e altezzoso. Una Black non mostra imbarazzo o paura a nessuno.

Cos scosse la testa e rialz lo sguardo.

Quando fu sicura che non sarebbe inciampata e che le sue gambe lavrebbero sorretta, si incammin verso il bancone in legno e ci si poggi con le braccia, cominciando nervosamente a tamburellare le dita sul ripiano. In realt era solo tesa, ma quel gesto sarebbe benissimo potuto passare per irritazione.

Luomo anziano dietro al bancone si avvicin e la osserv titubante attraverso un paio di occhiali dalle spesse lenti. Posso fare qualcosa per lei, signorina? le chiese, sforzandosi di essere gentile e di non apparire troppo turbato.

Mi occorre una stanza per la notte.

Luomo la guard spiazzato e sbatt le palpebre. Ho capito bene, signorina? Vuole pernottare qui? ripet non sicuro di aver afferrato il senso delle sue parole. Sperava di aver capito male e che in realt quella piccolina stesse cercando i suoi genitori, che albergavano l.

Esatto rispose lei con semplicit. Poi, vedendolo ancora indeciso, tir fuori dalla borsa cinque Falci dargento, che le aveva dato Sirius per pagare la notte al Paiolo Magico, e li mise sul bancone.

Luomo la guard sorpreso, ma percependo la determinazione nel suo sguardo, decise di non fare troppe domande. Benebene farfugli tra s. Prese i cinque Falci e li ripose nella cassa, per poi afferrare un foglio di pergamena e una piuma nera. Stanza numero tredici, ti accompagner Tom le disse, e indic, con un cenno del capo, un uomo brutto e tarchiato che si stava avvicinando. Posso sapere il suo nome e per quanto tempo ha intenzione di rimanere qui? aggiunse, cominciando a segnare alcune cose sulla pergamena.

Mi chiamo Alexandra Black . Rester qui per una sola notte.

Alludire quel cognome, tutto il pub si congel nel silenzio pi totale. Sirius laveva avvertita che una reazione del genere fosse probabile, ma laria pesante che si era creata attorno a lei le cal lo stesso sul corpo come un macigno.

Si sforz di restare calma, per evitare al panico di impadronirsi di lei, eppure, dentro di s, il cuore aveva preso a battere frenetico. Sentiva tutti gli occhi puntati addosso, che le trafiggevano la schiena come mille e acuminate lame di ghiaccio.

Dopo la prima sorpresa, luomo si riprese e si affrett a segnare nome e durata del pernottamento sulla pergamena. La prego di scusarmi se ci ho messo tanto tempo, signorina Black! Ecco la chiave della sua stanza, le auguro la migliore delle permanenze presso la mia umile osteria disse in fretta e a disagio, e le porse una chiavetta. Aveva dun tratto assunto un atteggiamento cos ossequioso che Alexis quasi temette di vederlo prostrarsi in una riverenza.

Lo guard sconcertata.

Possibile che i membri della famiglia Black facciano questo effetto? Che mai hanno fatto per instaurare nella gente tanto terrore?

Luomo tarchiato, che il proprietario del locale aveva detto chiamarsi Tom, le fece cenno di seguirlo, senza mai incrociare il suo sguardo, e con fretta cominci a salire la scala che li avrebbe condotti al piano superiore. Alexis lo segu, osservando di sottecchi la sala che si era ammutolita: tutti erano apparentemente concentrati su ci che avevano di fronte, gli occhi fissi su piatti, bottiglie e ripiani di tavoli vuoti.

Una volta arrivata in camera, si chiuse la porta alle spalle e vi si poggi sopra, sospirando stanca. Si trascin accanto al letto e lasci cadere la borsa sul pavimento, quindi si distese e si raggomitol in posizione fetale.

Tutti quegli sguardi timorosi, tutto quel gelo: era questo che si sarebbe dovuta aspettare, una volta arrivata a Hogwarts? Che cosa avrebbe pensato la gente di lei, sapendo che era una Black e, ancora peggio, la presunta sorella minore di colui che tutti credevano un pluriomicida? I suoi compagni di scuola lavrebbero guardata con disprezzo, disgusto, paura? Avrebbe dovuto sopportare tutto ci? Non era sicura che sarebbe riuscita a farcela. Specialmente quando, incontrando suo fratello, avrebbe incrociato il suo sguardo carico di odio, che spettava alla sorella di colui che credeva avesse ucciso i suoi genitori. Come avrebbe fatto a resistere? Lontana da Sirius, oltretutto, che era lunico in grado di risollevarle il morale e di farla stare bene. Cosa ne sarebbe stato di lei?

Non seppe mai quale fosse la risposta a tutte quelle domande e, soprattutto, se ce ne fosse una. Qualche secondo dopo, vinta dalla stanchezza, si era addormentata.