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Our Solemn Hour

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Our Solemn Hour

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Bene,ecco finalmente il tanto atteso nuovo capitolo!

Loso, mi sono fatta desiderare, ma spero che siate ancora tutte vive echenessuna di voi abbia tentato suicidio a causa mia!

Ancheperch sarebbe un peccato perdersi questo capitolo___

Perquesta volta, rimando le chiacchiere a fine capitolo, perchora decisamenteil caso che vi concentriate sulla storia!

Quindi:

BUONALETTURA!

~ UnParticolare In Pi ~

CapitoloXXXII

Our Solemn Hour

{ SantusEspiritus redeem us from our solemn hour

Santus Espiritus insanityis all around us

Santus Espiritus is thiswhat we deserve?

Can we break free

From chains of neverendingagony }

{Spirito Santo redimicidalla nostra ora solenne

Spirito Santo la pazzia intorno a noi

Spirito Santo questo ci che ci meritiamo?

Possiamo liberarci

Dalle catene di unagonia senza fine? }

Latesta le doleva in una maniera decisamente atroce.

Nelbuio della sua confusione mentale,non ricordava nulla.

Eral, di nuovo.

Ilfreddo.

Ilvuoto.

Quelsenso di sospensione e oppressione contemporanei che la facevanosentire mortae viva al tempo stesso.

Lirrealte la consapevolezza di trovarsi in un sogno.

Quelsogno.

Epoi, la preoccupazione improvvisa che le riempiva il petto come unliquidocaldo e maligno, che si inoltrava tra i suoi polmoni, impedendole quasidirespirare.

E,ancora, una fitta dolorosa allaltezza della nuca, in quellalinea immaginariadi sutura del cranio.

Eracome se qualcuno cercasse diaprirla in due per giocare un po con il suo cervello.

Ansiosae in attesa, alla fine venne inghiottita dal vuoto e scomparve.

Poi,si svegli.

AlexisPotter strinse gli occhi, come disturbata da una luce troppo forte. Sigir sudi un fianco e mugugn qualcosa di poco chiaro. I capellisciolti le finironosul viso, fastidiosi, e alcune ciocche le si legarono attorno al collosottile,dandole limpressione di stare soffocando. Prese un respiroprofondo, perimmettere aria nei polmoni, come se avesse ancora la sensazione chefosseroimbevuti di veleno. Si volt di nuovo, gli occhi ancoraserrati, e un dolorelancinante allaltezza delle tempie la blocc.Mugugn ancora.

-DraDraco?-

Lochiam, improvvisamente ansiosa.

Sisentiva cos sola.

Nonebbe il coraggio di aprire gli occhi, perch aveva paura diesserlo davvero.

Sola.

Poi,allimprovviso, delle dita fredde e delicate le sfioraronouna guancia,spostandole le ciocche sfuggenti dal viso.

-Sonoqui.-

Lasua voce era come una ventata di aria gelida che la investiva dopoquelle chele sembravano essere state ore chiusa nel caldo e nel doloredellInferno.Esattamente come quelle carezze che le percorrevano tutta la linea delviso,tenere, fino a soffermarsi sul collo, indugiare un pochino, e poitornare aripetere lintera operazione, con meticolosa attenzione a nonlasciarsisfuggire neanche un dettaglio.

Alexissorrise appena e, piano, quasi timorosa, apr gli occhi.

-Seidavvero qui-

Sussurr,come se, per qualche strano motivo che non ricordava, lui non dovesseaffattostare l.

-Dovealtro potrei essere?-

Silimit a risponderle e lei, ancora, sorrise. Sivolt completamente, perpoterlo guardare meglio.

DracoMalfoy era seduto sulla poltrona della sua camera, che di solitooccupavalangolo vicino alla porta del bagno, ma che ora era stataspostata accanto alletto. Lasciandole unultima carezza sul viso, aveva adessopoggiato i gomitisulle cosce e la osservava semplicemente. I capelli biondi che, comesempre,sembravano catturare ogni piccolo riflesso di luce nella stanza,brillavanoappena, come spruzzati da una cascata dargento; gli occhierano fissi sul visodi lei, con mal celata ostizionazione, e splendevano quasi di lucepropria, conmorbidi riflessi di specchi; le mani, intrecciate ora davanti allelabbra,erano tanto strette da far sbiancare le nocche gi pallide ecoprivano la boccache, chiss per quale strana ragione, Alexis immaginavaessere marcate da quellastessa linea che gli induriva anche le mascelle.

Guardandolo,Alexis Potter non pot impedirsi di pensare che Draco Malfoynon le era maisembrato pi bello di cos.

Maera una bellezza particolare, come quella di una statua di marmo diqualcheantico Dio greco.

Unabellezza vuota e quasiinquietante.

Ilcuore cominci a batterle nel petto, agitato.

Scossela testa, come a cacciare ogni strano pensiero dalla sua mente, e undoloreacuto le si scaric su entrambe le tempie. Stringendo appenagli occhi, siport una mano alla fronte e, sfiorandola, scoprche era stata fasciata.

-HoHoun gran mal di testa. Che successo?-

Domand,cercando di fare dei respiri abbastanza profondi che le permettesserodicontrollare il dolore.

-Seiscivolata dalle scale e hai battuto la testa contro la balaustra.-

Silimit a spiegare Draco, senza muoversi.

Solola sua voce, che si era appenaspenta nel silenzio, e il suo petto, che si alzava ed abbassava alritmo delsuo respiro calmo, davano la sicurezza che lui fosse di carne e sanguee non dimarmo. Alexisspalanc gli occhi, preoccupata, e si tast lanuca con le dita. Le mani diDraco corsero a fermare quelle di lei e le presero per i polsi con unastrettagentile, costringendole ad allontanarsi dalla ferita.

-Tranquilla,non niente di grave.-

Ancorauna volta, la sua voce risuon vuota alle orecchie di lei,come un baratroprofondo senza fine in cui temeva di precipitare molto presto.

Alexisgli scocc unocchiata di sottecchi, piegando ilviso verso una spalla, ma nonriusc a catturare quello sguardo dargentoneanche per un istante.

-MenomaleSoloio posso essere tanto sbadata.-

Sisforz di sorridere appena.

Draconon le rispose e nemmeno la guard: adesso, i suoi occhiciechi erano fissi sulriflesso dello specchio nellarmadio.

Allimprovviso,fu come se uno stratodi ghiaccio fosse sceso a congelare un muro, che si era costruito tuttointornoal corpo statuario di Lui.

Un muro invisibile e robusto, comequello che, tempo prima, laveva separata da Hogwarts, ilposto che avevasentito come sicuro.

Ora, di nuovo, qualcosa di impalpabilee resistente le dava limpressione di essere allontanata daci che riteneva unluogo sicuro, in cui essere protetta da tutti i pericoli del mondo:DracoMalfoy.

E, ancora, il senso di oppressione esolitudine, minaccioso e freddo, esattamente come quel sogno maledetto.

Alexissi port le braccia al petto, stringendosi i gomiti con lemani, in un abbracciosolitario. Lentamente, senza smettere di osservare il viso del ragazzo,si tirsu a sedere, sperando che in una posizione diversa, il suo petto lesembrassemeno pesante e che riuscisse a respirare meglio e a calmarsi.

Comese si fosse riscosso da un pensiero troppo profondo anche solo peressereriafferrato con la punta delle dita, Draco si volt adosservarla, di scatto,facendola quasi sobbalzare. I loro occhi si studiarono per un soloistante, poilui distolse lo sguardo e allung le mani sulle spalle dilei.

-No,resta gi.-

Silimit ad ordinare e la punta di evidente minaccia chesibilava nel suo tonotranquillo le fece aggrottare le sopracciglia. Senza dire altro, lui lepremette le mani sulle spalle e la costrinse a sdraiarsi di nuovo.Alexis glilanci unocchiata confusa e contrariata.

Lamalinconia dei suoi pensieri chefuggiva come sabbia bianca tra le dita e la preoccupazione cherisplendevachiara come marmo alla luna.

-DracoEtutto a posto?-

Glidomand alla fine, voltandosi di nuovo su di un fianco perpoterlo osservaremeglio in viso.

Lento,come un serpente che studia la sua vittima, Draco Malfoyalz il viso e,finalmente, i suoi occhi gelide stalattiti di argento le sfiorarono ilviso, prima di tuffarsi in quello smeraldo cupo, ora un popreoccupato. Unsopracciglio biondo si lev verso lalto.

-S, amore. Perch me lochiedi?-

Iltono innocente con cui lo disse lasciava trapelare una convinzionepiuttostoillusoria, che le fece battere il cuore nel petto.

Quellaparola quellappellativo tanto dolce le lamb ludito con tenerezza e leisent le guance cominciare a scottare sotto la pressione deisuoi sentimenti.

Conuna carezza gentile, Draco le sfior le gote rosse, dandoleun fresco senso disollievo; poi, percorse la linea sottile del collo e lossodella spalla,causandole un lieve brivido; prosegu lungo tutto ilbraccio, in silenzio, losguardo fisso sulle sue dita pallide che, dopo aver lambito le veneazzurrinedel polso e lelegante serpente che attorno ad esso siallacciava maestoso,andavano a sfiorare il palmo di lei e poi, si chiudevano delicate,catturandolele dita. Rimase semplicemente cos e lei lofiss, con una strana agitazionenel petto: aveva il viso chinato e i capelli biondissimi, lasciatiliberi dallasolita mano di gel, scendevano ad incorniciargli il viso affilato ecoprivanoquello sguardo che, nonostante tutto, brillava di una luce strana,mentre ombreminacciose sembravano volteggiare tra largentodelliride e il nero opacodella pupilla appena dilatata.

Allimprovviso,la presa attorno alla sua mano si fece pi ferrea, fino adiventare una strettaviolenta e dolorosa; ci mise un po a realizzare la cosa, maquandolinformazione raggiunse il cervello, un gemito soffocato lelasci le labbra,costringendola a chiudere gli occhi.

Lesembrava che avesse intenzione difrantumarle, improvvisamente, tutte le ossa della mano.

-DracoMistai facendo male-

Silament, il tono di voce timido e basso, subito seguito daun altro gemito.

Dibotto, come se si fosse risvegliato da un incubo, Draco alzlo sguardo e,senza passare per il suo viso, i suoi occhi si puntarono su di unorizzontelontano e immaginario, mentre, brusco, le lasciava andare la mano, cheorapulsava dolorante.

Ilvuoto freddo che, per, avvertsulla pelle appena arrossata, fu quasi pi doloroso dellastretta precedente.

Senzaprestarle attenzione, Draco si port, di nuovo, entrambe lemani incrociatedavanti alla bocca, i gomiti poggiati sulle ginocchia.

-Nonera mia intenzione.-

Siscus semplicemente, senza tuttavia dare segno di essernedavvero dispiaciuto.

Ilsuo era un tono freddo e apatico, di quelli che si rivolgonosolitamente aglisconosciuti dopo averli casualmente urtati per strada.

Respirandoa fondo, Alexis si mise a sedere, poggiando la schiena sul muro allesue spallee, questa volta, Draco neanche la guard per impedirle dialzarsi. Lei si portla mano al petto e sent il cuore battere velocemente,impaurito, mentre simassaggiava il palmo e le dita malamente torturate.

Checosa gli era successo?

Perch si comportava in quel modo, ora?

Deglutendo,si sforz di guardarlo di nuovo in viso e, preso coraggio,si schiar appena lavoce, forse per richiamare la sua attenzione o per darsi unpo di contegno;inoltre, sentiva di avere la gola improvvisamente e dolorosamente arida.

-Draco,che cosa ti prende?-

Seriae preoccupata, la sua domanda venne lasciata ricadere in un vuotocarico ditensione, cos forte che a lei sembr di potersollevare le dita e toccarla.

Anchese, lunica cosa che avrebbevoluto sfiorare, in quel momento, sarebbero stati quei capelli che glicoprivano lo sguardo che lei avrebbe voluto rivelare con una carezza,cheavrebbe mandato quei ciuffi fastidiosi dietro la sua fronte.

-Nonc niente che vuoi dirmi?-

Ledomand invece, senza risponderle n voltarsi aguardarla, ma rimandendoimmobile, come la statua di marmo che a lei davalimpressione di essere.

Alexiscorrug la fronte e assottigli lo sguardo,studiandolo.

-No,perch?-

Risposesicura, ma lui non le lasci il tempo di dire altro.

-Tunon mi stai nascondendo nulla, vero?-

Lechiese ancora, senza guardarla.

Isuoi occhi, fissi sulla parete vuotadi fronte a s, avevano la lucentezza inquietante di queiraggi di un soleinvernale, che lento e insistente berciava tra le nuvole grigie eintorpidivacon la sua bianca luminescienza.

Ancora,Alexis lo fiss, sbattendo pi volte gli occhi,ora improvisamente enormi diapprensione. Nel solo secondo in cui le palpebre le celarono la vista,un flashimprovviso le apparve davanti agli occhi, come se nel buio denso dellasuamemoria un fulmine avesse illuminato una stanza che, prima di allora,avrebbedetto stoltamente vuota.

Ceranoloro due, in quello stessoletto, stretti luno contro laltro.

Lui le aveva cinto i fianchi con unbraccio, trascinandola accanto a s con fare protettivo eLei gli avevapoggiato il viso sul petto caldo, accogliendo con un sorriso ogni suapiccolacarezza.

E, allora, nel cuore della notteriempito da un silenzio dolce e piacevole, Lui le aveva fatto quellastessadomanda.

Tu non mi stai nascondendo nulla, vero?

E Lei, senza scomporsi troppo, nonaveva mai davvero risposto, ma Lui non aveva dato troppo peso allacosa, per lomeno fino a quel momento.

Alexisscosse appena la testa.

-No-

Rispose,incerta, assottigliando lo sguardo.

Lesembrava che qualcosa di infinitesimalmenteimportante stesse sfuggendo alla sua vista, come se celavesse davanti al nasoma non riuscisse a vederla.

-Neisei convinta?-

RipetDraco, con la pazienza di un genitore che cerca di convincere il figlioadammettere le sue colpe.

Alexispieg il viso su di un lato, improvvisamente stanca e untantino spazientita.

-Macerto!- sbott, allargando le braccia spazientitaChe ti prende, cosallimprovviso?-

Draco,di nuovo, si volt a guardarla, ma con una lentezzaesasperante, e i suoi occhidistanti sembrarono non vederla davvero, come se fosseroimprovvisamentediventati ciechi. La fiss senza guardarla e alzuna mano per sfiorarle ilviso con una carezza distratta. Poi, le premette, delicato, le dita suquellaguancia bollente che a lui piaceva tanto e, senza chiudere gli occhi,si alzdalla poltrona e si pieg per poterla baciare, lambendoleappena le labbra.

-Dovrestidirmelo tu-

Lesoffi sulla bocca umida, facendola rabbrividire; poiscivol via da lei,lasciandola sola sul letto, con sguardo smarrito. Lo osservdarle la schiena epieg il viso su di un lato con aria interrogativa; lo videavvicinarsi allascrivania, pigro come un gatto, e allungare una mano per prendere unasemplicepergamena.

Dracofiss la lettera per qualche secondo.

-Alexis.-

{In my darkest hours I could not foresee

That the tide could turn sofast to this degree

Can't believe my eyes

How can you be so blind?

Is the heart of stone, noempathy inside?}

{ Nelle mie orepi buie

Non potevo prevedere

Che la marea avrebbe potuto trasformarsicos velocemente

Non posso credere ai miei occhi

Come puoi essere cos cieco?

E il cuore di pietra, senza alcunaempatia?}

Una tempesta dineve gelida infuriavafuori da Hogwarts, picchiettando sulle numerose finestredellimponentecastello e ricoprendo di un soffice manto bianco ogni centimetro diquelpiccolo ma neanche tanto angolo di mondo.

Una tempesta diversa, ma ugualmente fortee devastante, si agitava nello stesso momento nel cuore di Alexis LilyPotter.

Seduta su di un letto baldacchino troppogrande, avvolta appena dalle spesse coperte di un morbido verde scuro,fissavail suo carceriere come unimpotente babbano di fronte a LordVoldemort inpersona.

Adesso era lei a sembrare unanticastatua di marmo, ma poco aveva delleterea bellezza di unadea greca.

Il viso era diventato improvvisamentebianco, ma non era il bianco candido della neve appena scesa sulgiardino diHogwarts; era un bianco sporco, come quello della neve consumata ecalpestatada scarpe e carrozze sulla via che collegava il castello al vicinovillaggio diHogsmeade.

Gli occhi erano enormi sul viso piccolo eil loro verde, tinto da chiare striature sorprese e angosciate,spiccava inmodo spaventoso sulla pelle ora terrea delle guance.

Le labbra, improvvisamente sottili earide, tremavano appena, alla ricerca di aria o di parole che ilcervello nonsembrava volerle affatto fornire.

-CoCosa?-

Riusc a mormorare dopo un po.

La sua voce era fioca e appena udibile,tanto che si chiese se fosse riuscito a sentirla.

Draco Malfoy, dopo interminabili minuti,si volt lentamente a guardarla di sbieco, gli occhi scuri espenti.

Alexis trasal quasi per quella solaocchiata e si inumid le labbra, prima di deglutire eraccogliere gli ultimibarlumi di coraggio Grifondoro che le erano rimasti in corpo.

-CoCome mi hai chiamata?-

La voce roca e incerta sidisperdeva nel silenzio quasi irreale chesi era creato tra di loro.

Inaspettatamente, Draco sorrise.

Maera un sorriso strano che, mai, sarebbe arrivato ad illuminargli losguardocupo.

-Alexis.-

Risposesemplicemente, con una dolcezza del tutto fuori luogo e che,decisamente, nongli apparteneva.

Unaltro brivido le percorse lintera colonna vertebrale, comese la mano inesorabilmentefredda del destino la stesse sfiorando appena, maligna.

Losguardo di Draco la punt per un solo istante, prima discendere lento sullalettera che stringeva tra le mani e osservarla con innaturale calma einteresse.

-Non forse questo il tuo vero nome?-

Rialzgli occhi dalla pergamena e, ancora, inchiod la ragazza conunocchiata densae penetrante che per non le arriv dal momentoche era impegnata ad osservarela lettera che lui teneva dispiegata davanti a s.

Quellalettera.

Fortee violenta, come una Maledizione Cruciatus sparata da pochi centimetrididistanza, sent il cuore e le interiora cominciare acontorcersi in una lottadisperata senza fine, che le fece mancare il fiato.

Ela consapevolezza la invest in pienopetto.

-Tusai.-

Semplicee concisa, quellaffermazione si prese tutto il tempo che leserviva perdepositarsi nel silenzio solido che avvolgeva latmosfera e,soprattutto, perprenetrare in Lei con la durezza di uno schiaffo in pieno viso,rendendola,solo dopo la sua pronuncia, davvero cosciente della verit.

Dracola fiss e, ancora, le sue labbra si piegarono in quelsorriso malsano.Incroci le braccia al petto e si pos con i renial bordo della scrivania.

-Ehgi, cara piccola Potter.-

Sputle ultime parole quasi con riluttanza, prima di stringersi nellespalle, conaria falsamente colpevole.

-Ioso.- schiocc le labbra appena, con indifferenza, elev entrambe lesopracciglia verso lalto. E grazie a questa.-

Esventol appena la pergamena, poi se la fermdavanti al viso, leggendolaancora.

Alexisstrinse entrambe le mani a pugno e quella che il ragazzo aveva primaquasistritolato le mand una scossa di dolore, costringendola agemere appena. Draconon si volt neanche a guardarla.

-Letue parole per quel cane di miocugino mi hanno quasi commosso.-

Commentinvece, con cattiveria, e lombra di quel sorriso anomalo glidistorse ancorale labbra in una smorfia tuttaltro che divertita.

Alexisspalanc gli occhi e pensare e parlare fu untuttuno, come se dal cervelloalla bocca non ci fosse pi il passaggio alla ragione.

-Nonti permettere!-

Sibilcon rancore e gli occhi di smeraldo scintillarono di quella coraggiosaminacciache venne inevitabilmente lasciata ricadere nel vuoto. Dracoalz lo sguardo dalla pergamena e le rivolseunocchiataccia carica di odio,che la blocc nella posizione appena sbilanciata in avantiche aveva assuntosenza rendersene conto, per contrastarlo. Alexis deglut erespir lentamente, primadi rimettersi a sedere, inginocchiata, e abbassare lo sguardo sullepropriemani strette in grembo.

Ancora,il silenzio li avvolse, sdruggente e ignobile.

-Nonne avevi il diritto.-

Quellasemplice frase non fu pi di un semplice mormorio risentito,che echeggistanco tra di loro. Draco, ancora, la osserv scettico:sedeva sul letto, conle mani tanto strette da far sbiancare le nocche, i capelli neridisordinatamente riversi sulle spalle e sul viso che teneva ora chinatoacelare gli occhi; tremava impercettibilmente.

Strettaal cuore.

Ignorarla fu pi facile, questa volta,grazie alla rabbia che andava a coprire ogni altra cosa.

Lasua risata cristallina e inaspettata la fece trasalire, costringendolaarialzare lo sguardo di scatto e a puntarlo sul viso irridente erabbioso diDraco Malfoy.

-Difare cosa, di grazia?-

Siinform, con voce gentile e distaccata.

Alexisstrinse le mani in modo talmente violento che sent persinoi tendini del polsovenir tirati sotto la pelle sottile. Affil lo sguardo,stizzita, e arricci lelabbra.

-Dileggere quella lettera.-

Sentenzidura, lanciandogli unaltra occhiataccia.

Dracosi fece serio allimprovviso, costringendola a trattenersidal sobbalzare.

Nonaveva idea di come fosse stato possibile, ma un secondo prima, sul suoviso,cera unespressione di schernito giubilio, e ilsecondo dopo, limpassibilittediosa della austerit gli aveva indurito ogni lineamento ei suoi occhidargento erano diventati scuri e minacciosi.

-Nonne avevo-

Dracolasci ricadere le mani sui fianchi e strinse, violento, ledita attorno allalettera, che venne malamente stroppicciata da quel pugno rabbioso.

Locchiatache le rivolse era tanto dura che lei temette che sarebbe esploso da unmomentoallaltro, scaraventandole quel pugno dritto dritto in viso.

Enon avrebbe potuto biasimarlo, perquello.

Ineffetti, il desiderio cera davvero e lo avrebbe anche fatto,se la persona chesi trovava ora davanti non fosse stata quella di cui era maledettamenteinnamorato.

Lafiss con odio e contrasse i muscoli della mascella pertrattenersi dal farequalcosa di decisamente pericoloso. Inaspettatamente,scoppi di nuovo a rideree Alexis sobbalz spaventata: Draco stava cambiandoespressioni e atteggiamenticos repentinamente che a lei sembr fosseimpazzito sul serio e lo sguardo unpo folle che le rivolse sembrava volerglielo confermare.Istintivamente,spost la schiena allindietro, intimorita.

Dracoavanz di un passo, ma si ferm subito dopo e silimit a fissarla ancora.

-Macerto. In fondo, quali diritti posso mai avere su di una persona chenon quella che credevo fosse?-

Sibilcon studiata cattiveria.

Unpugno violento in pieno stomaco leavrebbe decisamente fatto meno male.

Sbattgli occhi pi di una volta, per costringersi a ricacciareindietro le lacrime,e boccheggi come un pesce fuor dacqua.

Luila osserv senza scomporsi minimamente.

-QuestoQuestonon centra nulla.-

Borbott,spostando lo sguardo sulla propria spalla, ferita.

Dracosbuff appena e avanz di un altro passo.

-Ahno?- la schern, corrugando la fronte in uno sforzo chesembrava troppo grandePer quanto tempo avresti continuato a mentirmi?-

Siinform con tono disinteressato, come se la risposta non lotangesseminimamente.

Alexisfu costretta a rialzare lo sguardo sul viso di Draco, ma quello, ora,non laguardava pi. Gli occhi, scuriti da ombre minacciose, eranodi nuovo fissi sudi un punto indefinito alla sua destra. Sospir e si morsele labbra, tantoforte, che sent il sangue entrarle in bocca con il suosapore ferroso. Tremimpercettibilmente.

-Finoa quando non sarei stata certa che Sirius fosse stato al sicuro.-

Rispose,tutto dun fiato, come se avesse paura di perdersi qualchebrandello tra unrespiro e laltro.

Draco,ancora una volta, si volt di scatto e le lanciunocchiataccia cattiva ecarica di risentimento. Per un momento, lei ebbe come la sensazione cheleavrebbe urlato contro le peggiori bestemmie che avrebbero costrettopersinoSalazar Serpeverde e Grindelwald a redimersi dai loro peccati.

Invece,si limit a respirare piano e a chiudere gli occhi.

-Bene.-

Sputbrusco, prima di lanciare la lettera a terra e prendere la bacchettache avevapoggiato accanto a quella di Alexis sulla scrivania.

Perun secondo soltando, ebbe paura che gliela avrebbe puntata contro elavrebbeschiantata o le avrebbe fatto qualcosa di molto peggio. Invece, larivolsecontro la pergamena.

-Incendio!-

Pronuncicon un ringhio basso, di gola, e un potente fascio rossofuoriusc dalla suabacchetta, andando a colpire la piccola lettera, che siconsum tra le fiamme.

LInferno.

{Time keeps on slipping away and wehaven't learned So in the end now what havewe gained?}

{Il tempo continua a scivolare via e noinon abbiamo ancora imparato

Cos, alla fine, che cosa abbiamoguadagnato?}

Neimolteplici caminetti di Hogwarts,pigre fiamme consumavano enormi ciocchi di legno che Rubeus Hagrid,guardiacaccia del castello, si era premunito di far ricevere agli elfidomestici, che li avevano poi ordinatamente impilati accanto ai caminidelleSale Comuni delle quattro casate. Con il gelo che imperversava fuoridallemura, in quella serata fredda e consumata dal vento, erano molti glistudentiche si riunivano davanti alle fiamme, alla ricerca di calore e confortoaccompagnatoda allegre chiacchiere e bevute malandrine e clandestine.

Il fuoco che ardeva sul pavimento dellacamera di Malfoy, per, non serviva nemmeno minimamente ascaldare il ghiaccioche si era quasi solidificato tra di loro. E non era di certoalimentato darobusti ciocchi di legno, ma da un sottile strato di pergamena e da unarabbiaincommensurabilmente pericolosa.

Le minacciosa lingue di fuoco siagitavano nellaria densa e gli illuminavano il viso pallido,gettandoglilunghe ombre sotto gli occhi e sinistre sfumature scure su tutto ilprofiloaffilato.

Draco Malfoy fissava le fiamme assorto,come se stesse contemplando una stupenda opera darte. Poi,senza spostare losguardo, parl di nuovo.

-Tutto mi sarei aspettato da te, tranneche fossi una bugiarda.-

Mormor con voce strana, forse pirivolto a se stesso che non a lei, che si limit a fissarlo,senza avere ilcoraggio neanche di respirare ulteriormente.

-Eppure, pensavo davvero di conoscerti.-

Sbuff e un sorrisino, questa voltamalinconico, gli incurv le labbra. Lo sguardodargento brill alla luce dellefiamme che, lentamente, si stavano spegnendo sotto i loro occhi.

-Chiss su quante altre cose haimentito.-

Rimugin ancora e, questa volta, il tonodella sua voce si era fatto duro, esattamente come il nervo teso chegli avevadeturpato la guancia bianca, facendo muovere le ombre in modo ancorapispaventoso.

-La mia identit lunica cosa su cuinon ho detto la verit.-

Trovando il coraggio in chiss qualeremota parte di s, Alexis lo fiss conunostentata sicurezza che, ovviamente,non le apparteneva neanche un po.

Voltandosi a guardarla, Draco Malfoy latrov irrimediabilmente troppo simile ad Harry Potter: congli occhi verdiaccesi dorgoglio e fermezza e i lineamenti del viso induritidalla serietdelle sue convinzioni.

Eirrimediabilmente troppo diversa dalla ragazza che aveva imparato adamare.

Digrigni denti e strinse la mano concos tanta forza che, se anche avesse avuto una sfera diduro metallo tra ledita, lavrebbe ridotta in semplice polvere.

-E dovrei fidarmi delle tue parole, ora?-

Disse con disprezzo, sputando ogni parolacome fosse veleno ardente nella sua bocca.

Quellabocca che, pochi giorni prima, in quello stesso letto, lei avevadefinitoessere il veleno pi dolce di sempre.

Mache, adesso, le sembrava semplice veleno corrosivo e violento.

Chiuse gliocchi, per assorbire il doloreche quelle parole le avevano causato, e respir lentamente.Le palpebre strettetremarono appena, poi, trovando ancora dellaltro coraggio la sua parteGrifondoro non era mai scomparsa balz in piedidi scatto.

Draco si limit a lanciarle unocchiatainquisitoria, alzandosi a sua volta dopo aver spento gli ultimi barlumidiquelle fiamme ormai ridotte a semplice cenere.

Si fronteggiarono e si studiarono comedue creature pronte a scagliarsi luna controlaltra.

Laleonessa che si muove cauta a difendere ci che le pi caro davanti alserpente che striscia elegante, pronto a morderla con unasemplicitdisarmante. Il veleno che sarebbe entrato in circolo senza averepiassolutamente nulla di dolce e che lavrebbe portata allamorte.

Lultimavolta che un Potter ha sfidato un Malfoy i due si sono giurati odioeterno.

Volevadavvero che tutto finisse cos,semplicemente?

Il cuore diede una violenta scarica nelpetto, annunciandole che no, non voleva.

{ Are they themselves to blame The misery, the pain?

Didn't we let go?

Allowed it,let it grow

If we can't restrain

The beast which dwellsinside

It will find it`s waysomehow, somewhere in time }

{Sonoessi stessi la colpa

La miseria, il dolore?

Non dobbiamo andare?

Accettato, lascia che cresca

Se non riusciamo a trattenerla

La bestia che dimora allinterno

Trover la sua strada in qualche modo, daqualche parte nel tempo}

Alexis strinse lemani in due pugni eprese lennesimo profondo respiro della serata. Poi, lolasci andare con unosbuffo violento e si volt di scatto, allargando le mani inun gestospazientito.

-Dio, Draco! E solo uno stupido nome!Daccordo, sono Alexis Potter, sorella minore scomparsa diHarry Potter, eallora?-

Scoppi con rabbia, girandosi di nuovo afronteggiarlo.

Draco la fiss impassibile, come seneanche la vedesse.

Irididargento della consistenza pi dura e veritieradegli specchi bugiardi.

Alexisriport le braccia lungo i fianchie strinse di nuovo le mani. Poi, con piccoli passi carichi difrustazione, siavvicin al ragazzo e alz il viso per guardarlodal basso della sua statura.Gli prese una mano gelida tra le sue e lui la lasci fare,senza opporre alcunaresistenza. Se la port al petto, appena sopra il senosinistro, e la strinsepiano.

-Questo non cambia ci che sono, n tantomeno quello che provo per te!-

Laffermazione, iniziata con ardore, siera affievolita sulle ultime parole e le dita fragili si erano stretteappenadi pi attorno a quelle gelide del ragazzo.

Ladeterminazione nello sguardo di smeraldo lo fece trasalire appena.

Potter.

-Quelloche provi per me-

Il mormorio di Draco era assorto edebole, lontano come se lui si fosse trovato a distanza di anni luce dalei,direttamente su di un altro pianetao in un altro mondo.

Allimprovviso, lo sguardo opaco grigiometallo sporco si accese spaventosamente; luminoso e caricodi rabbioso odio,si rivers su quello della ragazza, che trasalspaventata. Fece perindietreggiare, ma lui non glielo permise: lasciata scivolare la manoda sottole sue, le aveva artigliato le spalle con una presa tanto violenta dafarlagemere per il dolore; ignorando la cosa, laveva poitrascinata contro larmadioe laveva sbattuta furibondo contro lo specchio, facendolemancare il respiro.

-Se era solo uno stupido nome, perch nonme lo hai detto?!?-

Ringhi, a met tra il frustrato e ilfurioso, inchiodandola con unocchiata che, forse, avrebbeconvinto persinoLord Voldemort a non compiere un solo movimento incauto.

Alexis lo fiss, spaventata, e trattenneil fiato, come se avesse paura che anche il minimo accennare di unmovimento loavrebbe indotto ad esplodere definitivamente.

-Perch non ti sei fidata di me?!-

Aggiunse, rabbioso, e alz il braccio conuna mossa cos violenta che lei, per un attimo, ebbelimpressione che stesseper colpirla; lui, invece, scaravent un pugno al di sopradella sua spalla eil suo viso venne sfiorato solo dallaria smossa; le nocchepallide avevanocozzato con lo specchio alle sue spalle, incrinandolo. Alexisspalanc gliocchi, sobbalzando, ora decisamente intimorita, e solo allora sipermise direspirare, perch il petto le bruciava dolorosamente.

Senza muoversi di un solo millimetro,Draco abbass solo il capo e i capelli biondi scesero avelargli lo sguardo,che ora brillava furioso e incontrollabile.

-Perch?-

Mormor ancora, scuotendo il capo, comeper cacciare qualche fastidioso pensiero che gli era balenato in mente.Alexislo osserv in silenzio, deglutendo a vuoto, dato che avevala golacompletamente arida.

-Non potevo farlo.-

Rispose debolmente e fece per alzare lebraccia e posargliele sul petto, con la voglia irresistibile di sentirelastoffa liscia della camicia sotto le sue dita; ma non lo fece e leriport aisuoi fianchi.

Lento, Draco rialz lo sguardo perfissare i suoi occhi, nuovamente ciechi, in quelli di lei. Lastudi perqualche breve istante, pensoso, senza ancora accennare a muoversi daquellaposizione: una mano ancora le artigliava la spalla e laltrase ne stava chiusaa pugno contro lo specchio incrinato, il sangue che gicolava d qualche tagliosulla pelle perfetta.

-Non potevi farlo o non volevi farlo,Alexis Potter?-

Sussurr con tono controllato, sfidandolaa mentirgli con la sola potenza dello sguardo.

Ogni volta che pronunciava il suo nome,in un misto di amarezza e disprezzo, le sembrava di ricevere unoschiaffo inviso, doloroso e bruciante come cinque dita di Troll stampate sullaguancia.

Alexis si morse il labbro inferiore e loosserv indecisa, prima in un occhio e poinellaltro; infine, abbass losguardo, colpevole.

Infondo, niente le aveva davvero impedito di rivelare laverit, tranne la suastessa volont.

Edora, era pronta a pagarne le conseguenze.

-Comeimmaginavo.-

Ancora una volta, il sussurro sprezzantedi Draco le sfior il viso, ma le sembrava solouneco distante. Deglut, senzaalzare lo sguardo, e rimase semplicemente immobile, senza sapere cosaaggiungere. Respir lentamente e chiuse gli occhi, mentre undolore sordo le siallargava come una macchia sul petto nellesatto istante incui lui le lasciavaandare la spalla, che le doleva ora in modo insopportabilmente sottile.Lento,Draco scivol via da lei, come un serpente che ritrae le suespire.

Solomomentaneamente.

La mano,ancora chiusa a pugno, le sfiordelicata il viso e lei, voltandosi a guardarla, not chemolteplici rivoli disangue percorrevano le dita ancora serrate e il dorso teso sul qualespiccavanoin modo quasi esagerato le sottili vene.

Ebbe la voglia irrefrenabile di allungareuna mano e medicargli quellennesima ferita, ma, ancora,rimase semplicementeferma ad osservarlo mentre le rivolgeva le spalle, senza degnarlapi diulteriori attenzioni. Le gambe le tremavano violentemente, manonostante tutto,riusc a non crollare al suolo, stanca.

Draco fece qualche passo verso lascrivania, fissandosi la mano con aria assorta, come se stesserimuginando suqualcosa di decisamente importante.

-Ma almeno ora tutto pi chiaro.-

Sentenzi, dopo quella che doveva esserestata una lunga riflessione complicata.

-Molte cose tornano al loro posto.-

-Di che stai parlando?-

Alexis aggrott le sopracciglia e sistacc dallo specchio, facendo un piccolo passettino inavanti, ma rimanendocomunque a debita distanza. Non voleva di certo che il pugno che avevaframmentato lo specchio, frammettasse anche le sue ossa.

Sapeva, in una parte consistente di s,che Draco non le avrebbe mai fatto del male; ma, non sapeva comeavrebbe potutoreagire se avesse dato libero sfogo alla sua rabbia.

Cerauna linea sottile tra lamore che provava per lei e la rabbiache lo consumavadi continuo, quando era geloso, quando le cose non andavano secondo isuoipiani, quando lei lo sorprendevae Alexis siaugur di non sorpassarla mai onon sapeva quello che Draco avrebbe effettivamente potuto farle.

Malfoyrimase in silenzio, poi, dopoquelli che sembrarono infiniti e dolorosi attimi, si voltnuovamente afronteggiarla e, di nuovo, quel sorriso malsano gli aveva piegato lebellelabbra. Lo sguardo dargento era pi tagliente diuna lama appena affilata.

-Della tua ossessione per Potter, tantoper cominciare.-

Decret, con uno strano tono di tetrodivertimento. Lei sbarr appena gli occhi e lui non le diedeil tempo di averenessunaltra reazione. Veloce, le fu subito davanti, tantoche Alexis quasi nonsi accorse del movimento che aveva compiuto nellavvicinarsi.Alz nuovamenteuna mano e, ancora, ebbe paura che stesse per schiaffeggiarla, ma luisi limita prenderle il mento tra le dita, con forza, costringendola ad alzareil visoper guardarla bene negli occhi. Un po di sangue lesporc una guancia e lastretta dolorosa la fece gemere appena.

Eracos diversa da quella con la quale le aveva preso il visoquella stessamattina, a colazione, prima di rubarle un bacio dispettoso.

Loosserv in soggezione in quegli occhicarichi di rabbia e di unilarit un pofolle, che la preoccupava seriamente.

-Gli prender un infarto quando scoprirdi essersi infatuato della sua sorellina!-

Ghign deliziato e le iridi si accesserodi un luminoso sollazzo. Poi scoppi in una risatasferzante, mentre lei lofissava, ora, decisamente terrorizzata.

-Non glielo dirai-

La sua non era una vera e propriaaffermazione, somigliava pi ad una domanda mal celata dauna speranzadecisamente fioca.

Comeil respiro che lasci le sue labbra socchiuse.

Dracoalz un sopracciglio e la fissdallalto con ancora quel ghigno inqueitante eammicc appena.

-Potresti essere davvero una Black, sai?-

Disse, invece di risponderle. Le lasciandare il mento e sollev le dita per accarezzarle,lentamente, tutto ilprofilo della guancia. Lei rabbrivid.

-Bella e perfida come una rosa neracosparsa di spine.- mormor, sfiorandola di nuovo, condelicatezza Bisognastare attenti a come maneggiarti, altrimenti si rischia di restareferiti.-

Sottiledoppiosenso in quella frase piena di alterigia che le fece mancare uncolposecco al cuore.

Draco laosserv, lasciando unultimascia umida di sangue sulla sua guancia, poi si ritrasse di colpo, comescottato.

Peccatoche anche lui, Draco Malfoy, non avesse fatto attenzione e si fosselasciatopungere.

Pensieroso,port lindice alle labbra elo succhi appena, come se avesse davvero ricevuto unapiccola puntura sulpolpastrello. Poi, lo abbass per posarlo sulle labbra dilei e premere suquello inferiore con forza, costringendola ad aprirle. Leaccarezz la piccolaferita che lei si era procurata poco prima e il sapore aspro del sanguedi luile entr nella bocca.

-Deliziosa.-

Comment, dilatando appena gli occhi.

Alexis lo osserv dal basso, senzamuoversi.

Nonoltreppassare quella linea.

Draco lelasci andare le labbra e le suedita le sfiorarono la mandibola e poi il collo; percorsero la spalla esi fermaronosullavambraccio, che strinsero con rabbia, facendola gemeredi nuovo. Senzacurarsene, la costrinse ad alzare il braccio, in modo che fosse vicinoalproprio viso.

-Ecco perch ti serviva questo.-

Sentenzi.

Alexis spost appena lo sguardo per osservarelelegante braccialetto che si allacciava al suo polso esile:il serpentesembrava ora contorcersi tra le spire violente delle rose che locircondavano,come se stesse soffrendo a causa delle sue spine. Era come se,allimprovviso,non riuscisse pi a snodarsi fiero nel rovo e avesse decisodi morderlo estracciarlo con violenza.

Unafitta al cuore e subito dopo alla bocca dello stomaco.

Alexisstrinse gli occhi, quando la presadi Draco si fece ancora pi violenta.

-Piccola sudicia Mezzosangue.-

Mormor e, brusco, la lasci andare,quasi schifato.

Lennesimocolpo al cuore.

Si preselavambraccio con laltra mano elo massaggio, lenta, indietreggiando di un passo per allontanarsi dalui.

Piccolasudicia Mezzosangue, laveva chiamata.

Deglute dovette fare davvero unenormesforzo per combattere contro le lacrime che spingevano, con urgenza,perscivolarle lungo le guance.

Draco le diede le spalle e si poggi conentrambe le mani alla scrivania, artigliandone il bordo.Inarc la schienaallindietro e si prese il tempo necessario per riordinare leidee.

-Lo voglio sapere.-

Esord poi, con voce stanca. Lentamente,Alexis alz il viso per guardare la schiena rigida delragazzo e aggrott lesopracciglia.

-Che cosa?-

Mormor incerta.

-Perch non me lo hai detto?-

Di nuovo, una nota rabbiosa si erainsinuata nella sua voce liquida e pastosa al tempo stesso,scivolandoleaddosso come un monito taciturno.

Deglut e si port le braccia al petto,stringendosi i gomiti con forza.

-Ioavevo paura.-

Ammise, poi sospir e si volt a suavolta, puntando il suo sguardo sul riflesso frammentario dello specchiorottonellarmadio.

-Paura?-

Fece eco lui, con tono distratto e soloin fondo sopreso.

-Di questo.-

Draco si volt per lanciarle unocchiata,ma ad accoglierlo trov solo la sua schiena rigida e quellepiccole spalle che,ora, tremavano appena.

Alexis chiuse gli occhi e una lacrima lescivol sul viso, ma la spazz via decisa, con ungesto repentino della mano.Accolse il silenzio di Draco come un invito a continuare.

-Del fatto che, se te lo avessi detto, lecose tra noi sarebbero cambiate.- sospir eriusc a sento a trattenersi dalfar scivolare unaltra lacrima. Che, una voltascoperta la verit, tu avrestideciso di allontanarti da me-

-E dunque, avresti continuato a mentirmiin eterno?-

La interruppe lui, con inaspettatadelicatezza. Alexis avrebbe voluto rispondegli che s,avrebbe continuato amentirgli in eterno, se questo le avesse assicurato che lui le sarebberimastoaccanto per sempre. Ma non fece in tempo a formulare quel pensiero.

Draco sorrise amaro e scosse il capo elei riusc a vederlo dal riflesso dello specchio.

-Dai davvero cos poco valore a quelloche provavo per te?-

Aveva parlato al passato.

Unaltro, violento, colpo al cuore.

Alexisdeglut e repir piano, chiudendoforte gli occhi e abbassando il capo, senza avere il coraggio diparlare ancorao sarebbere, irrimediabilmente, scoppiata in lacrime.

La mano di Draco si strinse in un pugnoviolento.

Altrosangue sul pavimento.

Loscintillio rabbioso nel suo sguardo dargento.

Linfernoe la tempesta di ghiaccio, insieme.

Veloce, siavvicin a lei e la prese perle spalle, costringendola a voltarsi di scatto. Lei loguard allarmata inquegli occhi ora completamente ciechi, mentre la prendeva brusco per ipolsi ela trascinava sopra il letto, dove la scaravent con pocagentilezza. Senzadarle il tempo neanche di reagire, le fu sopra in un attimo. Leallacci ipolsi sopra la testa, con una stretta tuttaltro chedelicata, e le prese ilmento con laltra mano, prima di chinarsi a rapirle le labbracon quel baciorabbioso e carico dodio. Senza alcuna premura, la costrinsead aprirle lelabbra, con un morso che la fece gemere, e di certo non per il piacere.La sualingua and ad esplorare, prepotente, tutta la bocca di lei,per poistrofinarsi furiosa contro laltra. La mano scese a sfiorarleil collo e poi siinfil sotto il maglione della divisa, strattonando ibottoni della camicettacon rabbia e strappandoli dalle proprie asole. Introdusse la manodentro e ilcontatto delle sue dita gelide con la pelle calda del seno tondo lofecerofremere, mentre scendeva a morderle appena il collo.

Ilserpente che, se non riesce a snodarsi fiero tra il rovo di rose espine, lestraccia con violenza, ferendosi a sua volta.

Un singhiozzoruppe il silenzio equalcosa nel petto di lui si dilani, mentre le alzavabrusco il maglione,tenendola ferma grazie alle gambe che aveva intorno alle sue coscie.Fin distrappargli la camicetta e le sollev il reggiseno, andandoa sfiorare, anchecon le labbra, i piccoli seni lattei.

Un altro singhiozzo, questa volta piforte.

Il corpo di lei che tremava sotto il suotocco, violentemente.

Poi, il suo sospiro.

-Smettila...Draco, ti prego.-

Lasupplica di un angelo al demonio che lo sta deturpando con rabbia.

Qualcosache si lacerava nel petto di Lui.

{Will we remember all of the suffering `Cause if we fail it willbe in vain}

{Ciricorderemo tutte le sofferenze

Perch se falliremo, sar stato tuttoinutile}

Draco Malfoy sialz di scatto e sisollev appena per poterla osservare, gli occhi dilaniatidallo stupore.

Alexis lo guardava, tremante sotto dilui.

I capelli neri si riversavano, caotici,sul piumone scomposto, e le bende intorno alla testa le davanounaria malata.

Le guance accesse brillavano di quellegocce di rugiada che le rigavano copiose e spaventate.

La bocca, livida e gonfia, tremavaappena, spaventata.

Il maglione arrotolato fin sul petto, lacamicetta malamente strappata e il corpicino scosso, come una bambinaignarache veniva presa da un maniaco e violentata.

Unmostro, come lui.

Eccoin cosa era in grado di trasformarlo, lei.

LAngelopuro che sottometteva il Demone peccaminoso, che arrivava a tutto purdirenderla Sporca come Lui.

Lui,che se voleva qualcosa, la otteneva sempre, in un modo onellaltro, anche conla violenza. Alexis singhiozz ancora e lui la guardin viso, un dolore sordo che gli esplodeva nel petto.

Gliocchi di smeraldo sembravano un mare in tempesta, furioso e umiliato.

Comesi era sentito Lui.

Le siavvicin e lei, istintivamente,chiuse gli occhi, scossa. Lui si limit a sistemarlenuovamente il reggiseno ea tirarle gi il maglione. Poi scese dal letto, lasciandoleil tempo diriprendersi e prendendosi lui stesso del tempo per calmarsi e perragionare. Lediede le spalle e si poggi con la fronte contro lospecchio, chiudendo gliocchi e insipirando profondamente.

Loaveva sempre detto: lo avrebbe fatto impazzire e ci era quasi riuscita.

Alexisdeglut e si mise a sedere, stancae ancora, decisamente, scossa.

DracoMalfoy, il ragazzo che amava e che avrebbe, incondizionatamente,continuato adamare, laveva appena quasi violentata.

Ancoratremando, si pass una mano tra icapelli, forse non ancora del tutto cosciente di ci cheera, veramente, appenasuccesso. Aveva solo un pensiero in mente e solo la forza per portarloatermine. Con sguardo spento e vuoto, come se non si rendesse davverocontodelle proprie azioni, si alz dal letto ebarcoll leggermente; poi, siavvicin alla scrivania e sfior la suabacchetta, che impugn. La osserv perqualche silenzioso secondo, poi si volt verso Draco egliela punt contro.

-Perdonami, amore -

Mormor e la agit lentamente.

-Obli-

-Expelliarmus!-

La voce di Draco era stata come unecolontana e distruttiva. Quando si rese conto che lavevaosservata muoversi dalriflesso dello specchio, la bacchetta le era gi saltata viadi mano, finendotra le dita di Malfoy, che si era girato a fronteggiarla. Lo sguardoche lerivolse era tanto violento da distorcergli ogni lineamento nel viso inunasmorfia di rabbia. Solo per un secondo, largento vivo sispense inunespressione malinconica e ferita, mentre scendeva adosservare la bacchettadi Alexis, che stringeva ora tra le dita.

-Non riesci a fidarti di me fino a questopunto.-

Mormor e la sua non era una domanda, mauna vera e propria constatazione.

Alexis deglut e indietreggi di unpasso. Poi, senza pensare alle conseguenze, si gett controla porta, pronta ascappare. Fu allora che, di nuovo, Draco alz il viso discatto e le lanciunocchiata carica di autentico odio.

-Non cos in fretta, amore .-

Le punt la bacchetta contro, agitandolacon violenza.

-Incarceramus!-

Il grido esplose prima che lei potesseraggiungere la maniglia della porta. Una serie di corde spesse le silegaronoattorno alle gambe, facendola cadere rovinosamente in terra, e altre lesistrinsero sui polsi, impedendole ogni movimento. Il tempo di un secondoe Dracole fu addosso.

-Volevi andare da qualche parte, amore ?-

La schern e lei lo guard a met tralospaventato e limpavido.

Lagiusta e degna sorella di San Potter.

Draco sela caric in spalla e la misesul letto, prima di rimettercisi di nuovo sopra, la bacchetta ancoraspianata atenere sotto tiro quel viso impertinente. Si chin appena eil suo naso sfiorquello di lei, solo che, questa volta, non cera nulla diromantico in quelgesto.

-La mia pazienza ha un limite, Potter, econ tutte le stronzate che hai fatto oggi, lhai decisamenteesaurita.-

Sentenzi e le sue parole le tagliaronole labbra come piccoli stiletti di cristallo.

-Visto che non fidi di me, faremo a modomio: da oggi sarai mia schiava.-

Decret serio, prendendole il mento conla mano e stringendo appena.

Alexis spalanc gli occhi, sconcertata,ma lui non le diede il tempo di replicare.

-Qualsiasi cosa io ti chieda di fare,dovrai eseguirla. Se trasgredisci alle mie regole o il tuo servizio nonmisoddisfa, dir a tutti la verit sul tuo conto,sono stato chiaro?-

La minacci e la presa attorno al suomento si spost sul suo collo sottile, stringolo appena.Alexis annu appena.

Quantestronzate che si possono fare quando si guidati dallarabbia. O dalla paura.E loro due lo sapevano benissimo.

-Bene. Nonti dovrai mai allontanare dame e, soprattutto, non dovrai pi rivolgere la parola aquellidiota di Potter.Anzi, a tuo fratello-

Ordin, lanciandole unocchiata severa,mentre un ghigno che rasentava il sadico gli si allargava sulle labbraperfette.

-Ma questo ingiusto!-

Sbott lei, senza riuscire a trattenersie meritandosi, per questo, unocchiataccia piuttostoeloquente.

-Non mi sembri nella posizione adatta perparlare di giustizia, n nelle condizioni di replicare aimiei comandi.-

La schern, alzando un sopracciglio eprendendole di nuovo il mento tra le dita, con forza.

-A meno che tu non decida di dire tuttala verit- osserv pensoso, ma poisghignazz senza allegria Ma non credoaffatto lo farai-

Le lanci unocchiata dolce e melliflua,sfiorandole una guancia con le dita.

-Da oggi dormirai qui: ti voglio sempreaccanto, cos potr chiederti ci chevoglio, in qualsiasi momento.-

Ordin ancora e lei aggrott le sopracciglia.Senza curarsene, lui si pieg in avanti e lestrapp un bacio, facendoschioccare rumorosamente le loro labbra.

Poi le sorrise, perverso, e si alz dalletto. Le punt la bacchetta contro e lei chiuse gli occhi,temendo che leavrebbe fatto del male. Lui si limit a liberarla dallecatene.

-Hai paura di me ora, piccola?-

La schern divertito, prima di prendereil mantello della divisa e gettarselo alle spalle. Poi siavvi verso la portae, prima di aprirla, le gett unocchiata da soprala spalla, del tuttoindifferente.

-Resta qui e non ti muovere. Non ticonviene disobbedirmi, fidati, o la prossima volta non basteranno tuttelesuppliche del mondo a fermarmi.-

La minacci con dolcezza, rivolgendole unsorriso affabile. Poi si volt e apr la porta.

-E un piacere fare affari con te, amore.-

Concluse, chiudendosi la porta allespalle e lasciandola l.

Sola.

Spaventata.

Arrabbiata.

Alexisosserv la porta, mentre ladisperazione e la consapevolezza di tutto ci che era appenasuccesso lacolpivano in pieno, con la forza distruttiva di un uragano.

Si accoccol su di un fianco e si mise lenocche tra i denti, stringendole forte per non urlaredisteria.

Esolo allora, si concesse di sfogarsi in un pianto silenzioso e doloroso.

Chi causa del suo mal, pianga se stesso, avrebbe dettoHermione Granger,attingendo ad uno dei tanti proverbi babbani.

{SanctusEspiritus, redeem us from oursolemn hour Sanctus Espiritus, insanityis all around us

Sanctus Espiritus, is thiswhat we deserve?

Can we break free

Fromchains of never-ending agony?}

{Spirito Santo redimici dalla nostra ora solenne

Spirito Santo la pazzia intorno a noi

Spirito Santo questo ci che ci meritiamo?

Possiamo liberarci

Dalle catene di unagonia senza fine? }

*

Ebbenes, eccociqui.

Finalmente possodare libero sfogo a ci che ho da dire!

Innanzittutto,credo sia stato uno dei capitoli pi impegnativi che abbiamai scritto, tanto vero che ho avuto un blocco incredibile di due settimane, fino a ieri,che mi sonomessa al computer e non ho staccato il sederino dalla sedia fino a chenon hoinserito lultima parola. E, stranamente, devo dire che sonoparecchiosoddisfatta del risultato ottenuto. Direi che, per me, decisamenteannoverabile tra i capitoli migliori che io abbia mai scritto.

E statodifficile idearlo e scriverlo, perch raccontava uno deipochi episodi che sonosempre esistiti della fan fiction, da quando ho deciso di scriverequestastoria. Sapevo che il primo a scoprire della vera identitdi Alexis sarebbestato Draco; sapevo che lo avrebbe scoperto tramite una lettera e chelalettera lavrebbe presa dopo che lei sarebbe scivolata dallescale dellaGuferia; sapevo che Draco lavrebbe ricattata elavrebbe resa sua schiava. Dunque,lidea cera tutta, ora bisognava solo metterla periscritto, stando attenta anon esagerare troppo le cose n a mettere qualche dialogo oreazione sbagliataal momento sbagliato, perch trovo che, arrivati a questopunto della storia,dato il rapporto che cresciuto tra Alexis e Draco, questo un momentodavvero delicato. Quindi, ce lho messa davvero tutta perrenderlo quanto pireale possibile e spero di esserci riuscita. Come spero di avervitrasmessoquelle stesse emozioni che io, quasi tremando, provavo mentre mettevoperiscritto tutte le frasi di questo capitolo.

Spero quindi chevi sia piaciuto e di non aver deluso nessuna aspettativa: in fondo,quando silascia una conclusione come quella del capitolo scorso,c sempre lattesa ela paura di non riuscire a raggiungere le aspettative di tutti. Ma lastoriadeve andare cos, io voglio che vada cos, quindispero sinceramente di nonaver deluso nessuno!

Passando adalcune note del capitolo s, sar unacosa lunga oggi, ma credo dimeritarmelo il mio spazio dato il capitolo lass___:

1.La canzone cheda il titolo al capitolo e della quale ho preso le parole, Our Solemn Hourdei Within Temptation. Se la volete ascoltare, la trovate qui http://www.youtube.com/watch?v=p4h1wciz45o

2. Quando Dracodi riferisce a Sirius chiamandolo cane non assolutamente perch lui sa che un animagus, ma semplicementeun insulto.

3.Draco chiamaAlexis Piccola sudicia Mezzosangue perch,effettivamente, lei lo , esattamentecome Harry. Infatti, nella traduzione italiana statosbagliato il termine, perchHermione non un Half-Blood, ma una Mud-Blood, ovvero unaSanguesporco, perchha entrambi i genitori babbani. Harry e quindi ancheAlexis- sono nati da unPurosangue e una Sanguesporco, quindi ne consegue che loro sonoMezzosangue.

4.Quando Alexisguarda il braccialetto, non che esso sia veramentecambiato, solo che alei, in quel momento, non sembra pi un elegante serpenteche si snoda tra ilrovo di rose, ma le sembra che esso stia combattendo con esse.

Dunque, conquesto credo sia tutto, gente!

Passo airingraziamenti finali, perch credo sia dobbligo!

Grazie mille alle13fantastiche ragazze che hanno recensito il capitolo scorso :3

Ein particolare a DreamWanderer ,che mi ha scritto un commento che mi ha lasciata, letteralmente senzafiato! Grazietesoro <3

Egrazie a tutti gli altri, perch solo grazie a voi che questa storia arrivataad avere:

Oltre 26.000 letture

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Grazie mille atutti,davvero <3

Cisentiamo prossimamente!

Buon 2011 a tutti, se non cisentiamo prima :3