Un nuovo ragazzo ad Hogwarts
Un nuovo ragazzo ad Hogwarts
html PUBLIC "-//W3C//DTD HTML 4.01 Transitional//EN"
~ UnParticolare In Pi ~
Capitolo XXXVI
Un nuovo ragazzo ad Hogwarts
-Chi sei?
Ilsuo sussurro si perse nel buio, senza lasciare nessuna eco.
Eradi nuovo l, in quel posto maledetto ma, questa volta, nonera da sola.
Nelvuoto nero del nulla, rischiarato dallunica fonte di luceche proveniva dallaporta brillante che si stagliava imponente, come al solito, alla suasinistra,cera un ragazzo. Non il solito ragazzo, di cui non riuscivaa scorgere ilviso; era qualcun altro, che ora la stava fissando con un sorrisomalandrinosulle labbra piene.
Alexispieg il capo su di un lato, portando una mano a trattenerei capelli sullanuca, perch il vento gelido di quel posto glieli stavafacendo svolazzarefastidiosamente intorno al viso.
-Chi sei? ripet, sconcertata, mentre avanzava diun passo e si avvicinava alragazzo misterioso, che si limit a sghignazzare, come seavesse udito qualcosadi estremamente divertente.
Senzarisponderle, lui alz una mano e le sfior ilviso con una carezza gentile.
Uncalore famigliare le si allarg nelpetto, facendole mancare il respiro.
Era doloroso epiacevole.
S, era piacevole, il suo tocco.
Pietrificatadalle sue carezze, Alexis non riusc a farenientaltro che non fosserespirare, mentre il ragazzo si avvicinava tanto al suo viso che il suofiatocaldo and a sfiorarle le guancie, ora decisamente rossesotto queipolpastrelli gentili.
-Sappi solo che io so chi sei, Alexis Potter. sussurr quello, abbassandosifino a che i loro visi non si trovarono alla stessa altezza.
Alexisspalanc gli occhi e fece per indietreggiare, scottata daquella rivelazioneimprovvisa, ma lui la prese per lavambraccio, impedendole discappare.
-Che? mormor lei disorientata, ma ilragazzo si limit a ridacchiare dinuovo, mostrandole poi un sorriso sghembo e dannatamente famigliare.
Poi,tutto scomparve nelloblio consueto.
Esolo quegli occhi profondamente bluaccompagnarono il resto dei suoi sogni.
AlexisPotter apr gli occhi, in quella fredda mattinata di SantoStefano, svegliatada quel raggio di sole magico che filtrava attraverso la finestra dellasua camera.Un braccio corse a coprire gli occhi, mentre un verso infastiditolasciava lasua gola, simile ad un borbottio incomprensibile persino a lei. Sirigir nelletto, stringendo il cuscino tra le braccia e affondandoci il visodentro,mentre si tirava le coperte fin sopra la testa, beneficiando del caloredi quelsonno tanto bruscamente interrotto.
Eranosettimane che non dormiva cosbene.
Strinsegli occhi, cercando di riaddormentarsi e di riafferrare i brandelli diquelsogno che non ricordava ma che, inspiegabilmente, le faceva sorgere unsorrisosulle labbra.
Sirius.
Alexiscorrug la fronte e sbatt le palpebre contro ilcuscino, confusa.
Perchmai gli era venuto in mente Sirius, adesso?
Nonstava sognando di lui, di questo ne era certa.
Perceranodue occhi blu e profondi che giravano continuamente nella sua memoriainconscia.
Identicia quelli che aveva visto lasera precedente nel buio del corridoio, fuori dalla Sala Grande.
Gli stessi che aveva sperato in unmisto di orrore e gioia appartenessero proprio al suopadrino.
Alexisscosse la testa, con un sorrisino amaro sulle labbra, e si mise supina,lasciando ai raggi di sole la possibilit di investirla inpieno e disvegliarla completamente.
Chesciocca: Sirius non poteva esseread Hogwarts.
Sipass una mano a stropicciarsi gli occhi e sitir lentamente su a sedere,mentre si guardava intorno, disorientata, ma stranamente sveglissima.
Diamondnon cera: probabilmente aveva passato la notte con Theo afesteggiare in unmodo tutto loro la notte di Natale.
Quelpensiero le riport alla mente lei e Draco: si erano baciatisotto il vischio,questo significava che lui le aveva perdonato tutto? Speravasinceramente dis, non avrebbe potuto sopportare il ritorno ad unasituazione di indifferenza erabbia.
Siaugurava che tutto quello che erasuccesso la sera precedente non fosse solo frutto di un sognobellissimo eirrangiungibile, perch questo lavrebbedecisamente portata ad una crisi dinervi.
Sialz dal letto e si concesse una doccia calda, che lavassevia ogni pensieroscomodo e laiutasse ad iniziare bene quella nuova giornata.
Avevalasciato Harry nel bel mezzo delballo per seguire quello sguardo misterioso, che credeva appartenere aSiriusma che, ora pi che mai, riteneva di aver solo immaginato.Sper che non se lafosse presa troppo, ma conoscendolo, forse lavrebbe ritenutasolo ancora pistrana di quanto gi non pensasse che fosse, niente dipi.
Alexisusc dalla doccia, sentendosi leggera e serena. Siasciug, si vest ed uscdal dormitorio.
Felice.
QuandoAlexis Potter usc dal dormitorio femminile siritrov di fronte a DracoMalfoy, che si era appena chiuso la porta delle camerate maschili allespalle.
Iltempo sembr fermarsi a quel momento, mentre entrambi siscrutavano conocchiate dubbiose, sospettose. Si avvicinarono con circospezione,raggiungendosi al centro della Sala Comune, interamente vuota.
-Buongiorno. lo salut lei, sollevando una manoin segno di timido saluto,mentre accennava ad un sorrisino appena.
Dracole rivolse uno sguardo sereno, mentre le sfiorava delicatamente le venedelpolso, prima di stringerlo morbidamente tra le dita e portarselo allelabbra,per sfiorarne il palmo.
-Buongiorno. le sussurr di rimando, ammiccando.
Eratutto un po strano, ma bellissimo:ritrovarsi, semplicemente.
Dracole lasci andare il polso e le sfior il viso conuna carezza, portandole unaciocca di capelli dietro lorecchio.
-Dormito bene, Alexis Potter ?mormor, avvicinandosi al suo orecchio.
Alexissbarr gli occhi e fece un passo allindietro, perpotergli lanciareunocchiataccia, mentre le sue mani correvano a premersisulla bocca di lui.
-Ssssssh. Ma sei matto?! E se qualcuno ti sente? sibil allarmata,sollevandosi in punta di piedi per arrivargli a pochi centrimetri dalviso.
Gliocchi di Draco assunsero unespressione divertita, mentre leipoteva sentire lesue labbra piegarsi in un sorriso sotto i suoi polpastrelli. Luisollev lemani e la prese per i polsi, costringendola a lasciar libera la suabocca. Laosserv dallalto, con un ghignetto, trattenendolaancora per i polsi, prima dichinare il viso e far aderire la sua fronte a quella di lei.
-Ho controllato che non ci fosse nessuno nei paragi. Fidati di me, peruna buonavolta. la schern, lasciandole andare un polsoper punzecchiarle una guanciacon lindice.
Alexisstorse le labbra in una smorfia, poi sollev il viso persfiorare il naso diDraco con il proprio.
-Mi fido. borbott remissiva, guardandolo negliocchi.
Poisorrise e annull la distanza tra le loro labbra con unbacio, al quale luirispose immediatamente, mentre le circondava la vita con le braccia elastringeva a s.
-Mi hai perdonata? gli domand, mentre loabbracciava a sua volta e glipoggiava una guancia contro il petto.
Losent sorridere appena, mentre sollevava una mano e lesfiorava i capelli.
-E tu? gli chiese a sua volta, costringendola a sollevare ilcapo.
Alexislo guard dal basso e sorrise, prima di alzarsi nuovamentein punta di piedi eriprendere a baciarlo, questa volta con pi passione.
Lintrecciodelle loro lingue, tenero eurgente, era una risposta pi che eloquente.
-Stanotte ti ho sognata. le disse luiallimprovviso, mentre si allontanava dalei quel tanto che gli bastava per poterla guardare in viso.
Alexiscorrug le sopracciglia e sorrise, divertita.
-Ah s? si inform E cosafacevamo?
Dracoridacchi tra s e s, mentre prendevaa sfiorarle il viso con carezze lente eassorte.
-Mi eri vicina, come adesso. raccont, lo sguardoimprovvisamente lontano Eio ti stavo stringendo. aggiunse e le sue braccia corseroad abbracciarlanuovamente, facendola aderire di pi contro il suo corpo ecostringendola aridere appena Poi-
Laguard dallalto e, lento, chin ilcapo fino a che le loro fronti nonaderirono e poi cominci a lambirle il naso con la punta delproprio.
-Ti sfioravo in questo modo e- scese ancora dipi, finch le sue labbra con sisfregarono delicatamente contro quelle di lei tibaciavo.
Ela baci di nuovo, prima di allontanarsi e prendere alasciarle una piccolatraccia di baci sulla guancia, ora improvvisamente rossa e accaldata.
Riuscivaa sentire il cuore di lei controil proprio petto.
Batteva cos forte che quasi poteva avvertirei colpi sulla pelle.
Aveva quasi limpressione che, seavesse sollevato una mano, sarebbe stato in grado di accoglierlo tra ledita eaccarezzarlo dolcemente, come adesso stava accarezzando lei che,piccola efragile, come sempre, aveva gi il respiro accelerato etremava impercettibilmente.
La amava e niente gli avrebbe fatto maicambiare idea.
Draco Malfoy amava Alexis Potter.
Sorrisetra s e s a quella constatazione eavvicin le labbra allorecchio di lei,per sussurrare poche parole.
-E poi- concluse, con un mormorio roco Facevamolamore.
Alexisspalanc gli occhi e le guance diventarono, se possibile,ancora pi rosse.Lentamente, si volt a guardarlo e scorse, in quegli occhigrigi, una lucemaliziosa.
Dracole sorrise semplicemente, sfiorandole il viso.
Quandoassumeva quellespressioneinnocente e candida diventava ancora pi bella, ai suoiocchi.
Tanto irresistibile che, se solo nonavesse avuto tanto auto-controllo, avrebbe desiderato prenderlaimmediatamentee divorare quelle piccole labbra spalancate.
No.
Calma e auto-controllo.
Inaspettatamente,Draco scoppi in una risata divertita e la lasciandare.
-Dovresti vedere la tua faccia in questo momento, Alexis. la schern, mentre le dava le spalle ecominciava adincamminarsi verso luscita della Sala Comune.
Alexislo fiss con occhi ancora sbarrati, le gambe che letremavano per lemozione.Lo segu con lo sguardo, osservando le sue spalle muoversiappena per la risatache, ancora, aleggiava nellaria.
Ripresasi,strinse le mani in due pugni e scosse la testa.
-Draco! lo riprese, fingendosi indignata, ma non riuscendoad impedirsi diridacchiare divertita a sua volta.
Poilo segu con una corsetta, lo prese sottobraccio e insiemevarcarono la soglia.
Lepiaceva davvero il modo in cui ilnome Alexis lasciava le sue labbra.
Erabello.
LaSala Grande era tornata completamente normale: non cerapi traccia di nevezuccherosa, bastoncini enormi di zucchero o decorazioni natalizieeccessive. Isoliti abeti erano ancora ai lati della sala e lunica enormetavolata, cheraggruppava lintero corpo studentesco rimasto a scuola perle vacanze, eratornata ad occuparne il centro. Non cerano molte personesedute a gustare lalauta colazione di sempre, ma Harry, Ron ed Hermione eranogi seduti ad unlato del tavolo e discutevano fittamente di Godric sapeva solo cosa.
Comunque,quando Alexis varc la grande porta in compagnia di DracoMalfoy, Harrydistolse la sua attenzione dal discorso dei suoi due migliori amici epunt lesue iridi sempre verdissime dietro le lenti rotonde sulla ragazza, chesalut con un cenno gioioso della mano. Alexis gli rivolseun ampio sorriso esventol la mano a sua volta.
Unostrano grugnito non megliodefinibile la costrinse a distogliere la sua attenzione dalfratello.
Per posarla su Draco Malfoy.
Ilragazzo, che le camminava vicino, aveva unespressioneinfastidita sul viso,cosa resa evidente dalla nota stonata dei suoi occhi edallarricciarsicapriccioso di labbra.
Alexissospir e scosse la testa, cosa che spinse Draco a lanciarleunocchiataobliqua e curiosa.
-Hai intenzione di mettermi il muso ogni volta che mi rivolgo ad Harry? glidomand, non veramente infastidita; sembrava pimossa da un moto di stranodivertimento Pensavo che avevamo superato quella soglia daun pezzo, ormai.
Malfoystorse la bocca in una smorfia e socchiuse gli occhi, continuando ascrutarladi sottecchi. Si strinse elegantemente nelle spalle.
-Edifficile. le confess,mentre si avvicinavano lentamente alla parte deltavolo occupata dagli altri Serpeverde.
Alexispieg il viso su un lato, osservandolo con una luce confusanegli occhi.
-Cos che difficile? siinform, corrugando le sopracciglia.
Dracochin il capo per osservarla e i suoi occhi pensierosi nonsembrarono vederladavvero. Scosse la testa, mentre si accomodavano sulla panchina.
-Non mi sembra una buona idea parlarne qui, miapiccola Black . le mormor,avvicinandosi al suo orecchio, per poilanciarle unocchiata carica di significati.
Alexiscomprese, specialmente dal modo in cui marc il suo cognomefalso, che non eradecisamente il momento di chiarire determinate cose.
Nondavanti allintera Sala Grande.
Scrollle spalle e scosse la testa, mentre si appropriava di un toast, di duefette dibacon e di succo di zucca, che serv anche a Draco.
LaSala Grande si riemp celermente degli studenti rimasti adHogwarts e anche tuttigli insegnanti avevano presto occupato il tavolo loro riservato.
ColeenCareye e Charlie Liplose si erano avvicinate a Blaise cheera arrivato pocodopo Alexis e Draco e che aveva preso posto accanto a loro e ora gli stavanomostrando il nuovo catalogo di prodotti post-natalizi, che il moroscrutava coninteresse.
Tra Abbronzature Istantanee Anti Inverno,Creme Anti-Brufoli da cenoni festivi e Pasticche Dimagrandi EliminaGrassi ,Alexis consum la sua colazione.
Ilsorriso che le colorava le labbra ledava unaspetto finalmente sereno, che scaldava il cuore diDraco Malfoy comeuna calda fiamma piacevole, che cresceva nel suo petto ogni volta chelei,ingenua, si sporgeva appena per scambiare qualche parola con le dueCorvonero ocon Blaise e lo sfiorava casualmente con un braccio, con il petto e conicapelli, che profumavano sempre di more.
Mentrebeveva il succo di zucca che lei gli aveva premurosamente versato, ilsuosguardo per distrarsi dalla figura a lui vicino, cherischiava di farloimpazzire si pos su Diamond Cherin. Con uncorrugare di sopracciglia, Dracosi domand perch mai la primina Serpeverde nonfosse con loro a discuteredelle ultime mode, argomento che sembrava adorare almeno quanto Zabini. La Cherin se ne stava invece in disparte eparlava fittamente con Pansy Parkinson e la sua combriccola di Coccatrici (*).
Dracostorse il naso in una smorfia e si volt, per chiederespiegazioni ad Alexis che avessero litigato?
Manon fece in tempo a dire nulla, perch il tintinnio diposate su di un calicecattur lattenzione di tutta la Sala Grande.
Silentesi era appena alzato in piedi ed aveva raggiunto leleganteleggio dal qualeera sempre solito fare i suoi annunci; non appena le sue mani ossute nesfiorarono la superficie elaborata, il gufo intagliato sul davantispalanc,maestoso, le sue ali, e frull il capo.
-Buongiorno a tutti quanti! Vedo che lappetito non vi manca,nonostante illauto banchetto di ieri sera- sorrise bonario, con una lucedivertita negliocchi azzurrini, che spiccavano dietro le solite lenti a mezzaluna cheportavasul naso lungo Prima che tutti vi disperdiate a godere diquesti ultimigiorni di vacanza, vorrei fare un annuncio importante e vorrei chetutti quantimi ascoltaste. Non vero, signorina Cherin?
Diamond,che stava ancora parlando fittamente con Pansy, si riscosse eraddrizz laschiena, arrossendo piccata. Punt gli occhioni nocciola sulvolto dellanzianomago, che le sorrise accondiscendente, mentre lei annuiva appena,imbarazzata.
-Stupido vecchio- mormor la Parkinson accanto alei, ma nessuno sembr udirla.
Silenteriprese a rivolgere lo sguardo allintera Sala.
-Hogwarts lieta di ospitare, per questa secondamet di anno scolastico, unnuovo studente. annunci, lasciando a tutti iltempo di elaborare la notizia;ma prima che qualcuno potesse cominciare a mormorare ipotesi, ripreseildiscorso, catturando nuovamente lattenzione degli studenti Si trasferitoquesto inverno e frequenter lultimo anno connoi, dopo essere stato studente,negli anni precedenti, della Scuola di Magia e Stregoneria Americana.Spero chelo accogliate con il dovuto calore. e lanciunocchiata obbliqua aiSerpeverde presenti. Ed ora, date il benvenuto a LuisCabrisk! annunci,allargando le braccia.
Daun angolo della Sala, dietro il tavolo degli insegnanti, si mosse unragazzoche nessuno aveva notato fino a quel momento. Era alto e slanciato,elegante edipnotico nella sua camminata lenta e nel mondo in cui il mantello delladivisadi Hogwarts gli ondeggiava alle spalle; aveva capelli nerissimi che,allamorbida luce del sole incantato della volta, conservavano qualchestranoriflesso blu, e che, lisci e lunghi, gli sfioravano le spalle larghe eneincorniciavano il viso; lespressione del suo volto era digentile arroganza,mentre sorrideva in direzione del Preside, che lo accolse accanto as.
Erabello, decisamente.
Unventunenne affascinante emisterioso. (**)
Quandolapplauso che laveva accolto pi caloroso del previsto, specialmente daparte delle studentesse si spense sotto il comando diSilente, il ragazzosorrise e chin appena il capo, in segno di ringraziamento.
Nelfrattempo, la McGranitt aveva portato il vecchio Cappello Parlante eunosgabello era stato fatto levitare accanto al nuovo studente.Sembr trattenersidal ridere, mentre si accomodava e il cappello gli calava sulla testa,nascondendo lo sguardo.
Chetrovasse ridicola quella pratica dismistamento?
Magari, in America, avevano altreusanze.
Ilsilenzio avvolse la Sala Grande, mentre il cappello meditava tras e s. Allafine, apr le sue pieghe simili a labbra.
-GRIFONDORO! annunci con un grido e la parte ditavolo occupata dai Grifoniesplose in battiti di mani entusiastici, ai quali si unirono iTassorosso e iCorvonero un po meno entusiaste le UntouchableRavens perch quel bocconcino non era stato assegnato allaloro casa.
Alexissi un ai battiti, con un sorriso sulle labbra, man Blaise n Draco simossero, come la maggior parte dei Serpeverde.
Beh,certe cose non si potevano propriocambiare.
Quandogli venne tolto il capello, il nuovo studente aveva uno strano ghignosoddisfatto che colorava le labbra piene; dopo essersi scambiato unosguardocon Silente, questo gli diede una pacca incoraggiante sulla spalla elui annu,scendendo dal ripiano rialzato per raggiungere gli altri studenti.
Siferm solo per un attimo, in mezzo alla Sala, ma tutti lonotarono.
Ilsuo sguardo si pos sulla figura di Alexandra Black, che loosserv conespressione confusa.
Eppure,quando i suoi occhiincontrarono quelli del misterioso studente, il cuore le sifermallimprovviso.
Erano blu.
Incredibilmente e profondamente blu.
Identici a quelli che, la seraprecedente, aveva scorto nel buio.
Ilragazzo le sorrise e le fece un occhiolino, prima di prendere postoaccanto algruppo di Grifondoro, che lo accolse con pacche sulle spalle e strettedi mano.
-No! Non di nuovo! si sent gridare da una vocefemminile, disperata allideache anche il nuovo studente sifossesubito interessato alla pi piccola della famiglia Black.
Tuttisi voltarono verso la Tassorosso del sesto anno che aveva pronunciatoquellaffermazione frustrata, per poi scoppiare a rideredivertiti.
Ilnuovo studente, un po sconcertato, fissincuriosita la bruna Tassorosso, cheavvamp di vergogna e arross letteralmentequando lui le strizz unocchio.
Alexisaveva lanciato uno sguardo stranito alla ragazza, sbattendoripetutamente leciglia, confusa.
Cheaveva voluto dire?
-Lo conosci?
Lavoce dura di Draco Malfoy la costrinse a voltarsi e ad abbandonare isuoipensieri. Punt lo sguardo sul suo viso, ora indurito daunespressioneevidentemente infastidita.
Nongli era piaciuto per niente lospettacolino del nuovo arrivato nei confronti della sua ragazza.
Chi diavolo si credeva di essere?
Strinsela mano che teneva attorno alla forchetta, tanto violentemente che lenocchesbiancarono.
Alexisgli rivolse unocchiata pensierosa, poi scosse il capo etorn ad osservare ilnuovo studente, che sembrava aver stretto amicizia con Harry Potter.Scosselentamente la testa, rivolgendo di nuovo lo sguardo a Draco che,per, non laricambi.
-No. Non lho mai visto prima dora. confess sicura, corrugando lesopracciglia.
LuisCabrisk: non era un nomefamigliare, per niente.
Lasettimana di vacanza pass in fretta ed Hogwartstorn ad essere quellapopolosa e allegra di sempre. Natale e Capodanno sembravano averalleggerito ipensieri di tutti gli studenti, che adesso sembravano quasi non pensarepialla misteriosa Camera dei Segreti e al pericolo delle pietrificazioni,ancheperch dopo Justin Finch-Fletchey, nessun altro era ancorastato aggredito e lacosa faceva sperare per il meglio.
Alexisaveva ripreso in mano la sua vita: le cose con Draco andavano per ilversogiusto dalla sera di Natale avevano raggiunto la felicepace di due settimanesenza scontri di sorta! e anche il rapporto con Harrysembrava essere tornatoquello speciale di sempre. Aveva persino trovato il tempo per spedireunalettera a Sirius, nella quale gli raccontava tutte le ultimenovit, parlandospecialmente di quel nuovo ragazzo arrivato ad Hogwarts i cui occhi, lasera dellafesta, aveva scambiato per quelli di Sirius stesso. Glielo scrisse,perch ilricordo la faceva sorridere e, sicuramente, anche il padrino avrebbeprovato unmoto di tenerezza leggendolo e lei era sicura che, ovunque si trovasse,Siriusavesse bisogno di sentire che lei gli era vicina con il cuore, sempre.
Trala possessivit esagerata di Draco con la qualeaveva imparato a convivere,cominciando persino ad apprezzarla -, i pomeriggi passati con Harry eliniziodelle lezioni, Alexis non aveva avuto praticamente alcuna occasione perpoterconoscere il nuovo studente, ma la cosa non compariva di certo nellasua listadelle priorit, al momento.
Mail destino, che se ne fregava dellesue liste mentali, li fece incontrare quel pomeriggio stesso.
Lagiovane Potter si stava dirigendo a passo svelto verso lauladi incantesimi,con il libro stretto al petto. Era appena uscita, nemmeno troppoindenne, dauna lezione di Pozioni nella quale non potendo contaresullappoggio diDiamond che si era seduta vicino ad unaltra compagna diSerpeverde avevacombinato il solito casino, con il risultato che ora la sua borsapenzolavanella doccia, in attesa che la maleodorante miscela lasciasse almeno inparteil tessuto in jeans.
Avrebbedovuto considerare lidea dichiedere a Draco di darle qualche altra lezione privata di Pozioni,perch leinon era proprio capace a crearne.
Il pensiero le riport alla mentequella notte ormai lontana, nella quale Malfoy, con mano abili,laveva aiutataa recuperare un brutto voto.
E poi, di ritorno dallaula di Pozioni,laveva inchiodata contro la porta e poi lavevabaciata.
Per la prima volta.
Il loro primo bacio.
Era ancora bollente sulle sue labbra,mai cancellato dai numerosi contatti che avevano avuto in seguito.
Il sapore di quel primo sugello sarebberimasto sulla sua bocca e sulla sua lingua per sempre.
Sorrisetra s e s di quelle considerazioni:chiss cosa avrebbe pensato Draco di lei,se gliele avesse rivelate; era sicura che lavrebbe presa ingiro con quelladolcezza disarmante, mista ad una sensualit arrogante, cheera solo sua.
Sisfior le labbra con le dita, mentre voltavalangolo, la testa fra le nuvole.
Fuper questo, probabilmente, che siscontr violentemente contro il petto di qualcuno che di fretta a sua volta,questo era evidente dalla durezza dellimpatto veniva dalla direzioneopposta.
Senzache riuscisse ad impedirselo, Alexis Potter si ritrov conil sedere sulpavimento.
Avevastretto gli occhi per il contraccolpo, ma quando li riapr,si ritrov a spalancarlicompletamente.
Davantia lei, un po disorientatodallo scontro imprevisto, con la camicia aperta a rivelare il pettobianco e lacravatta storta e allentata, cera Luis Cabrisk.
Avevail capo piegato e si stava massaggiando il punto in cui lei si eraduramentescontrata; i capelli neri, lunghi e lisci, gli coprivanolespressione delviso, ma quando rialz la testa, i suoi occhi blu sispalancarono a loro volta,brillando di sorpresa.
Siscrutarono, forse per qualche secondo di troppo, perchAlexis sent le guancearrossire di vergogna e si affrett a distogliere losguardo, a disagio.
-Scusami, ioNon guardavo dove stavo andando e-si giustific, passandosi unamano tra i capelli.
Inquel gesto usuale che era sempresolita fare quando era nervosa.
Ilragazzo sorrise e la guard dallalto, scuotendoappena il capo e lasciando chele ciocche sfuggenti gli sfiorassero il viso.
-Non preoccuparti: colpa mia, avrei dovuto prestarepi attenzione. lainterruppe.
Avevauna voce calda e bassa, un poroca e sensuale, ma non sembrava che lo stesse facendo a posto.
Doveva essere il suo tono normale, chele attravers il petto come una strana scarica di dolore.
Alexissi sforz di sorridere, ancora imbarazzata, e sivolt per poterlo osservare.
Maquando il suo viso fu tornato sullafigura del giovane, sobbalz quasi, spaventata: Luis si erapiegato sulleginocchia e la stava scrutando a pochi centrimetri di distanza, tantoche iloro nasi quasi si sfioravano.
Daquella ridicola distanza, Alexis pot notare che i suoiocchi erano veramenteblu, tanto profondi da sembrare non avere alcuna fine; aveva un visoelegante,con delle labbra che ora erano piegate in un sorriso strano, amet tralincuriosito e il soddisfatto.
Distinto anche se con un po troppo ritardo siritir indietro, allontanandosi daquel viso perfetto, che la stava studiando con una strana arroganza.
-HoHo qualcosa che non va? glidomand, titubante, mentre sentiva le guanceprendere velocemente calore.
Ilragazzo sghignazz tra s e s escosse la testa.
-Assolutamente. disse, prima di tirarsi nuovamente su eporgerle una mano, peraiutarla a rialzarsi.
Alexisfiss il palmo bianco, titubante, poi pos ledita sulla mano del giovane, chele strinse con delicatezza.
Nonsi era aspettata che sotto quellaspetto elegante sinascondesse una forza taleda riuscire a sollevarla con un solo braccio, senza sforzo.
Ma,soprattutto, quello che non si eraassolutamente aspettata era che il ragazzo se la trascinasse addosso,stringendosela tra le braccia e facendole aderire una guancia contro ilpettoatletico.
Tropposorpresa da quellabbraccio improvviso, Alexis nonriusc a muoversi subito. Silasci cullare quasi, dolcemente, dal ragazzo, che, con unainnaturalefamiliariet, aveva preso a sfiorarle appena le braccia,lento e delicato.
Avevaun profumo fresco, di fiori e diprimavera.
Quandosi rese effettivamente conto della situazione, spalanc gliocchi e glipremette entrambe le mani sulle spalle, costringendolo ad allontanarsi.Loguard dal basso con un misto di risentimento e imbarazzo,al quale lui risposesemplicemente con un sorriso arrogante.
Alexisfu costretta ad abbassare lo sguardo e borbott un grazie biascicato, non troppo contenta del comportamente del nuovoarrivato.
Machi si credeva di essere?
Sichin per raccogliere il libro di incantesimi, chenellimpatto era caduto perterra, ma lui fu pi lesto: si era piegato con un gestofluido e aveva preso iltomo, per poi porgerglielo con un sorrisino.
Alexislo prese e se lo strinse al petto.
-Scusami per la mia maleducazione. esord lui,allimprovviso, con unagentilezza che sembrava quasi daltri tempi. Alexiscorrug la fronte, ma luinon le diede il tempo di replicare Non mi sono ancorapresentato: sono Luis Cabrisk.-e le porse una mano.
Lafiss per qualche istante poi, armeggiando per reggere ilgrande libro con unsolo braccio, porse la sua e la strinse lievemente.
-Alexandra Black. si present a sua volta,ostentando una certa sicurezza nelpronunciare quel nome.
Freddae orgogliosa come solo una veraBlack avrebbe potuto essere.
Luisle rivolse un sorriso abbagliante e si port la mano allelabbra, prima disfiorarla delicatamente, senza mai smettere di guardarla negli occhi,neanchementre si chinava appena per raggiungere il dorso roseo.
-Piacere. mormor, con tono strano, prima che ilsguardo assumesse unasfumatura indagatoria Sei la sorellina di Sirius Black, non vero?
Erauna domanda diretta, ma non la colp particolarmente: eranomesi che si fingevala sorella minore del suo padrino, quindi non si scompose. Silimit ad annuireappena, mentre lasciava scivolare via la mano dalla presa ormaiinesistentedelle dita affusolate di Cabrisk.
Luissi limit a rivolgerle un altro sorrisino sghembo, prima dichinare appena ilcapo, in un cenno di saluto.
-Ci vediamo in giro allora, Alexandra.
Avevaun modo di pronunciare il suo nome che era oscuro e vibrante e che leaccarezzla pelle ancor prima delle dita del giovane che, leste e sfuggevole, lerubarono una carezza sulla guancia; prima che Alexis avesse lapossibilit difare alcunch, Luis si era gi dileguato oltrelangolo.
Ancoraperplessa da quanto appena successo, sbatt le palpebredecisamentedisorientata e si sfior la guancia sulla quale ilmisterioso studente le avevalasciato una breve carezza.
Machi diavolo si crede di essere?
Sidomand ancora, sentendo la rabbia montarle dentroallimprovviso. Scosse latesta, per scacciare limmagine del ragazzo dallemente e si avvi per il corridoio,diretta versa laula di incantesimi per la quale eragi, oltremodo, inritardo.
Dueocchi scuri e ben truccatiseguirono i movimento della giovane dallombra.
Un sorriso malsano color labbra rossee velenose.
Civediamo in giro allora, Alexandra.
Leaveva detto Luis prima di congedarsi.
Emai parole erano state pi veritiere.
Alexislo aveva incontrato per tutto il giorno, in ogni angolo immaginabiledelcastello e ogni volta lui sembrava trovare una scusa per rivolgersi alei, ancheche si trattasse di un semplice saluto.
Lacosa la stava facendo ammattire!
Mentreprocedeva verso la Biblioteca, per prendere in prestito un libro diDifesaContro Le Arti Oscure il professor Allock aveva affidatoloro il compito discrivere un tema su come difendersi da una strana creatura che il lorolibroneanche menzionava e che era decisamente di dubbia esistenza si scrutavaintorno ansiosa, quasi timorosa di vedersi sbucare Luis Cabrisk davantiagliocchi, allimprovviso, con il suo sorriso accattivante e ilsuo sguardoarrogantemente blu.
Lestava dando il tormento.
Nonera sicura fosse tanto per il suo aspetto fisico comeinvece avrebbe pensatoDraco Malfoy se fosse venuto a conoscenza delle vicende giornaliere quantopi per il fatto che fosse la presunta sorella di SiriusBlack: ad ogniincontro, quello non continuava che rimarcare il suo nome completo, conunasottile e fastidiosa ironia, che le stava veramente facendo saltare inervi.
Eramai possibile che non potesse avereun lungo periodo di tranquillit?
Eratalmente tesa, che quando qualcuno le sfior il braccio, condelicatezza,sobbalz.
Ledita che, inizialmente, lavevano solo lambita, si eranoadesso strette appenasopra il gomito, con forza sebbene sembrassero benconoscere il limite che sidovevano imporre per non farle alcun male. Con uno strattone, la manomisteriosa la costrinse a voltarsi e lei, nella furia del momento e nellaconvinzione che si trattasse di nuovo di Luis si gir con il braccio teso e la manospalancata, pronta a colpirequel viso strafottente con uno schiaffo. Le sue dita si scontraronochiaramentecon qualcosa, ma non fu assolutamente la guancia del profilo elegantedelneo-Grifondoro.
Erastata unaltra mano ad accogliere la sua, con una strettagentile e veloce, chelaveva bloccata a mezzaria nel gesto tentato.Alexis cerc di ribellarsi,dimenandosi nella stretta che, adesso, dal gomito era passata allavita, doveun braccio laveva circondata quasi con prepotenza.
-Lasciami! Lasciami! url, cercando di sottrarsialla sua presa.
-Da quando sei diventata tanto manesca?
Iltono sorpreso di quella voce la costrinse a calmarsi immediatamente,mentrealzava il viso di scatto.
Gliocchi spalancati brillarono nellaloro speciale tonalit di verde, mentre si posavano suquelle iridi che,dallalto, la osservavano confuse.
Iridi grigie e perplesse.
Non blu ed arroganti.
-Draco! esclam, quanto mai stupita di ritrovarsistretta al petto delSerpeverde.
Il suo ragazzo la stava fissandodallalto, scrutandola con unocchiataindecifrabile.
Alexisscosse la testa, per costringersi a tornare alla realt.
-Oddio: scusami! Non avevo intenzione di colpire te-mormor, dopo averpoggiato la fronte contro la sua spalla.
-Voglio ben sperarlo. le rispose con tono neutro, ma leiaveva imparato adavvertire quando, come in quel momento, un sorrisino divertitoaleggiava sullesue labbra.
Lamano di Draco aveva lasciato andare quella di lei - che automaticamentesi erapoggiata sul fianco snello del ragazzo - per insinuarsi nella foltachioma nerae impossessarsi del suo capo, che carezz con lentezza.
-E troppo sperare che fosse per SanPotter , vero? le domand, ma quandolei fece per alzare il viso di scattoe rispondergli a tono, lui non glielo permise, mettendo appena unpo pi dipressione sulla sua nuca, in modo da costringerla a rimanere con ilvisopremuto sul su petto. Si chin appena,finch le sue labbra non raggiungerserolorecchio della ragazza Frena i tuoi bollentispiriti, Potter -lultima parola laveva bisbigliata talmente abassa voceche lei aveva quasi fatto fatica a sentirla Stavo soloscherzando.
Lasent rilassarsi tra le sue braccia, mentre le sfiorava unaguancia con lelabbra, prima di scendere ad impadronirsi della sua bocca, chedivor convorace dolcezza.
-Dobbiamo parlare. le mormor poi sulle labbra,dal quale si era allontanatoappena giusto per il tempo di quelle due paroline, per poi riprendere abaciarla.
Nelfarlo, si era piegato appena in avanti, tanto che lei era statacostretta adallacciargli le braccia dietro al collo per sorreggersi a lui e noncadere.
-Dobbiamo proprio? gli domand e le sue parolemorirono in un altro bacio.
Allafine, Draco si costrinse a spostarsi, senza tuttavia allontanarla das. Se lastrinse al petto con entrambe le braccia, mentre le poggiava il mentosullatesta e la cullava appena.
-S, mia bella Black -le sussurr,lanciando unocchiata obliqua al gruppo di studentelle chepassava l accanto eche ridacchi frivolo non appena li ebbero superati Dobbiamo proprio.
Eraun sole pigro, quello che splendeva nel cielo terso di quel pomeriggio.Se nestava l, gi prossimo allorizzonte,con quei raggi deboli e bugiardi cheilluminavano poco e scaldavano ancora meno.
Laneve si era quasi completamente sciolta, ma loro avevano dovutocomunqueutilizzare la magia per spostare il mucchietto sporco che ancorainumidiva lapanchina di marmo sulla quale, adesso, erano seduti.
Omeglio, Alexis era seduta; Draco Malfoy era praticamente sdraiato, unagambache poggiava sul terreno, laltra rialzata sul sedile e latesta comodamenteposata sulle coscie di lei.
Sierano recati in uno dei tanti giardini interni di Hogwarts,piacevolmentecontenti di essere riusciti a trovarne uno abbastanza desolato: con ilfreddo,in fondo, era poca la gente che si concedeva scorrazzate fuori dalcastello,quindi loro avevano potuto ottenere la loro tanto speratatranquillit.
DracoMalfoy teneva gli occhi chiusi e Alexis aveva quindi lapossibilit diosservarlo con tutta la calma possibile, senza che lui la notassetroppoimbambolata.
Comunque,sapeva perfettamente che luiera al corrente dellessere studiato.
Iraggi di quel sole bugiardo si riflettevano sui suoi capelli, sottilifilidoro con i quali lei, neanche troppo attentamente, stavagiocherellando,avvolgendoseli intorno alle dita piccole e delicate, oppurepettinandoli appenaallindietro: le piaceva di pi quando, come inquel momento li lasciavaliberi dal gel.
Avevaunespressione distesa e rilassata, il bel Malfoy il tuo Malfoy , le ricorduna vocina nella testa, riempiendole il cuore con quella sensazione chetrovavail suo confine preciso tra il piacere e il dolore. Le sue labbra eranodistesein un sorrisino pigro, che si accentu appena quandolindice di lei, curioso,era sceso a sfiorargli il profilo elegante del naso e poi si erapoggiato sullabocca carnosa, che lui aveva corrucciato appena per poterle regalare unbaciosulla punta delle dita.
-Non dovevamo parlare? gli ramment Alexis,mentre lui sollevava una mano e sibloccava quella di lei sulle labbra, prima di baciarne il palmo e ilpolso.
Lentamente,apr gli occhi per scrutarla con unocchiataobliqua. Non le rispose, nonsubito per lo meno: le sue labbra rimasero impegnate a sfiorarle lapelle delpolso, per poi risalire lungo la stoffa morbida del maglione cheindossava,arrivare al collo, baciare la mandibola e, infine, dopo essersipoggiato conuna mano sulla panchina per rialzarsi, rapirle le labbra.
-S, dobbiamo parlare. concord poi,soffiandogli appena sulle labbra umide dibaci e facendola rabbrividire.
Strofinunultima volta la bocca contro quella di lei, con un gestocarico disensualit e dolcezza, e poi si mise a sedere, chinandoappena il capo perpoterla osservare meglio.
-E sempre colpa di quello stupido di Potter. sentenzi poi, improvvisamenteduro, ma neanche cos tanto da spingerla a sentirsiveramente risentita Senon fosse per lui, a questora potrei baciarti, libero daqualsiasi inutilepensiero.
Alexisgli lanci unocchiata stranita di sottecchi.
-Draco- lo richiam, spazientita, ma lui scossela testa, prima di poterlalasciar finire.
- So chi per te, Alex sentenzi.
Daquando aveva saputo della sua veraidentit, aveva preso a chiamarla Alex molto pi spesso di quanto non facesseprima, perch, in un modo o nellaltro, era pursempre un diminutivo del suonome.
Poisbuff, quasi gli fosse difficile parlare con lei di quellecose che glifrullavano per la testa.
Edifficile.
Leaveva detto la mattina dopo Natale, ma lei non si era mai preoccupatadichiedere delucidazioni in merito. Ora, si sentiva un po incolpa per come loaveva trascurato.
Lasua mano corse a posarsi sul braccio di Malfoy e lui la accolse,coprendola conla propria, ma non si volt a guardarla.
Isuoi occhi rimasero ostinatamente puntati su di unorizzonteche, per quanto sifosse sforzata, lei era sicura non sarebbe mai riuscita a vedere.
-Ma questo non significa che il mio atteggiamento nei suoi confronticambier. continu e la mano libera si artigli appena albordo della panchina Nonostante tutto, non puoi chiedermi di accettarlo ,n tanto meno di essergli amico.
Avevaunespressione dura sul viso e, anche se non potevascorgerlo, era sicura che isuoi occhi stavano rilucendo di frustrazione, rabbia e forse, in fondo,ancheodio.
Alexissospir e abbass lo sguardo, non sapendo cosaaggiungere.
Nonsi era mai aspettata che Malfoymettesse da parte le sue divergenze con Harry solo per lei. Non avevamaipensato nemmeno di chiederglielo, perch sapeva quanto lacosa sarebberisultata impossibile.
Eppure, saperlo cos, da quelle stesselabbra che tanto amava baciare, le fece male lo stesso.
Draco Malfoy ed Harry Potter: nemiciper sempre.
Senzache lei se ne fosse nemmeno resa conto, Draco si era di nuovo voltato aguardarla e ora le stava accarezzando, cauto, il profilo della guancia.
Avevapaura della sua reazione.
Aveva paura di perderla di nuovo, manon aveva intenzione di porla davanti ad una scelta.
Quella era decisamente lultima dellecose che avrebbe voluto.
Il suo unico desiderio era quello diessere sincero nei suoi confronti e di mettere bene in chiaro le cose:laamava, come non aveva amato nessunaltra fino ad allora, maquesto non avrebbemai potuto lenire lodio che provava nei confronti di HarryPotter.
Alexisnon disse nulla, ma neanche si sottrasse alle sue carezze, cosa che,almeno inparte, lo rincuor.
-Quando hai intenzione di rivelargli che tu sei sua sorella ? le chiese allimprovviso, seppur con tonodelicato chedenotava un certo tatto.
Alexisalz nuovamente il viso, in modo da poter di nuovo guardareDraco negli occhi.Lo osserv per qualche secondo, titubante e sorpresa dalladomanda. Poi scossela testa e si volt, sottraendosi alle sue carezze.
-IoNon lo so.- ammise, mettendo i piedi sulla panchina eraccogliendo le gambeal petto, che circond con le braccia; poggi laguancia sulle ginocchia e sivolt a guardare Malfoy, che ora la osservava tranquillo. Ci ho provato,tante volte, dico sul serio. continu, spostandolo sguardo e prestandoattenzione ad una foglia dellalbero che li sovrastava e che,coraggiosa, erarimasta attaccata allalbero nonostante le insidiedellinverno.
-E lui non ti ha mai ascoltata? le chiese Draco, allungandouna mano persfiorare gentilmente il dorso di quelle di lei.
-No: Harry un bravo ascoltatore. ammise lei,stringendosi appena nellespalle Solo che, ogni volta che trovo il coraggio diconfessare tutto, per unmotivo o per laltro desisto e scappo. sospir, ma Draco non smise disfiorarle le mani, premuroso Sono una vigliacca: altro che coraggiosa Grifondoro. mormor, pi a se stessa che nonal ragazzo, che per non si lasci sfuggirequellaffermazione alquantoparticolare.
-Che intendi dire? si inform infatti,intrecciando le sue dita a quelle dilei.
Alexistorn a guardarlo, ma aveva lo sguardo vacuo e non sembravavederlo davvero.
Odiavaquando la scorgeva conquellespressione sul viso; cera una fitta didolore che partiva dritta dalsuo cuore e arrivava a serrargli le mascelle e ad indurirgli lo sguardo.
Leisorrise appena, amara.
-Forse, quello che ti dir non ti piacergranch- confess Nonsono unaSerpeverde; in altre circostanze il Cappello Parlante mi avrebbeaffidata aGrifondoro.
Losguardo di Draco assunse una sfumatura smarrita solo per un attimo,prima ditornare placido.
-Come una degna Potter. sibil gelido; le suemani, tuttavia, nonabbandonarono quelle della ragazza. Perch seitra i Serpeverde, allora? siinform poi, apparendo sinceramente curioso.
-E stata una mia scelta: una Black tra i Serpeverde sarebbestata pi credibilee nessuno mi avrebbe dato troppo fastidio. rivel con semplicit.
Dracosembr pensarci su un attimo, mentre districava le loro ditaper portarsi lamano sotto il mento.
-Comunque, non sei mai stata molto credibile come Serpeverde. rimugin lui,che pian piano stava rimettendo a posto gli ultimi tasselli del puzzle.Troppo gentile, troppo disponibile, troppo ingenua-
-Troppo poco musona? aggiunse lei, con un pizzico didivertimento nella voce.
Dracole rivolse unocchiata obliqua, prima di sollevare di nuovola mano eaccarezzarle il profilo del viso con la punta dellindice.
-La sfacciataggine non ti manca di certo, per. le fece notare con unsogghigno.
Alexisgli fece una linguaccia, poi gli prese la mano e intreccinuovamente le lorodita.
-Chiss: se fossi stata smistata a Grifondoro findallinzio, forse noi nonsaremmo nemmeno stati insieme a questora. mormor, assorta nellunione delleloro mani.
Dracose le port sulle labbra e le baci le nocche unaad una, senza mai staccare losguardo da quello di lei.
-E ti penti della scelta che hai fatto? le chiese,improvvisamente serio.
Alexissorrise e la risposta lasci le sue labbra spontaneamente.
-No. ammise, sincera Potessi tornare indietronel tempo, lascerei ogni cosauguale ad ora, se avessi la certezza che condurebbe nuovamente qui, suquestapanchina, accanto a te. poi sembr pensarci su edistolse lo sguardo,improvvisamente nervosa Certo, forse sceglierei di dirtipersonalmente laverit, senza che tu lo venga a sapere da una lettera. aggiunse, portandosiuna ciocca di capelli dietro lorecchio.
Losent ridacchiare appena, mentre le prendeva il mento tra ledita e lacostringeva ad osservarlo di nuovo: adesso erano vicini e i lororespiri siaccarezzavano, come le loro mani ancora legate.
-Sarebbe una scelta saggia. concord, sfiorandoleil viso con una carezza Ecomunque, anche se tu fosse stata una Grifondoro, questo non significache nonci saremmo incontrati lo stesso. le soffi, adun centimetro dalle labbra Hoaccettato il fatto che tu sia una Potter,come non avrei potuto accettare che il tuo cuore fosse Grifondoro?
Ilcuore Grifondoro le esploseletteralmente nel petto, mentre spalancava gli occhi e le labbra,sopresa daquelle rivelazioni.
Draco, delicatamente meschino ,approfittdel fatto che aveva aperto le labbra per infilarle la lingua nellabocca eprendere immediatamente ad intrecciarla con quella di lei, in un bacioallostesso tempo violento e dolcissimo, che li lasci senzafiato in breve tempo.
Siallontan appena da lei solo per posarle la fronte sullapropria e guardarlaattentamente negli occhi, come se potesse immergevisi dentro.
Isuoi capelli biondi le solleticavano ora il viso, ed era una sensazionedavveropiacevole.
-Non preoccuparti. le mormorallimprovviso, socchiudendo gli occhi estringendola a s con un braccio, mentre laltramano andava ad accarezzarleuna guancia Tuo fratello tihaadorato ancor prima di sapere chi sei. Quando ti sentirai pronta perdirgli laverit, sono certo che lui sar lieto diaccoglierti a braccia aperte. se neusc, con una dolcezza tanto improvvisa e delicata da farlesinghiozzaredoloramente il cuore nel petto.
Alexissorrise e strusci morbidamente la sua fronte contro quelladi lui.
Rimaserocos per qualche secondo, cullati dal vento freddo e dalcalore piacevole deiloro corpi; poi, improvvisamente, Draco spalanc gli occhi,che brillarono diuna strana luce maliziosa, accompagnando il ghigno delle sue labbra.
-E, a proposito di Potter- mormor, con un tonosubdolo che non le piacque perniente; era incredibile come quel ragazzo potesse cambiare umore tantorepentinamente, quasi da spaventarla a volte. Draco ghign Gli prender uncolpo quando verr a sapere che la sua adoratasorellina innamorata di Draco Malfoy.
Alexisspalanc gli occhi a sua volta e lo allontan conuna spinta leggera, nonriuscendo a trattenere un sorriso. Lui ridacchi e leitent di lanciargliunocchiataccia risentita.
-Sei uno stupido, Malfoy! lo rimprover,spingendogli nuovamente le mani sullespalle.
Dracorise di nuovo, di quella risata cristallina che era cosraro sentir lasciarele sue labbra, ma che era davvero bellissima. Senza farsi toccare dallesueparole, la strinse di nuovo a s e lei, istantaneamente, gliallacci lebraccia dietro al collo e lo cinse a sua volta, poggiandogli il mentosullaspalla.
-Lunico stupido di cui vorrei maiinnamorarmi.
Graziea quell amore del suoormai ufficialefidanzato, aveva passato tutto il pomeriggio a farsi distrarre dallesue parolee dalle sue carezze ed aveva finito col dimenticarsi del compito diDifesaContro le Arti Oscure che avrebbe dovuto consegnare entrolindomani. Cos,dopo essersi lanciata in Biblioteca ed aver trovato il libro che leserviva,ora stava tornando verso i Sotterranei, pronta ad una nottatacciapassata tralibri, inchiostro e pergamena.
Graziedavvero, Draco.
Comunque,per sentirsi meno in colpa, il ragazzo si era offerto di aiutarla conilcompito, nonostante la prospettiva lo rendesse alquanto poco allegro.
Preferireipassare il mio tempo con tein modi decisamente pidivertenti.
Le aveva infatti sussurrato malizioso,passandole una mano sulla schiena.
Era stato con unenorme violenza econ grande disappunto di lui che era letteralmente fuggitadalla Sala Comuneper recarsi in Biblioteca.
Icorridoi erano stranamente silenziosi, come se tutto il castello fossegiandato a dormire: improbabile, vista lora eranosolo le sette di sera.Probabilmente erano tutti scesi in Sala Grande per la cena.
Aprlenorme libro che aveva tra le braccia, cominciando aleggere lindice percominciare ad avvantaggiarsi, quando sent un rumoresinistro provenire dallesue spalle. Si gir di scatto, chiudendosi il libro controil petto con un solobraccio, mentre una mano correva a serrarsi sulla bacchetta, nascostasotto almantello. Si guard intorno, incerta, ma non vide nessuno.Procedendoallindietro, continu a scrutare le ombre, conaria guardinga.
Qualcunola stava osservando, se losentiva sulla pelle.
Feceper girarsi, decisa ad accelerare il passo per allontanarsi ilpi in frettapossibile da quel corridoio, mai cos spaventoso, ma nonfece in tempo.
Qualcunola afferr prepotentemente per la vita, sollevandola di pesosenza difficoltalcuna. La sua schiena si scontr violentemente contro unpetto ampio e muscoloso,che laccolse a s, gentile, a differenza dellapresa con la quale adesso lastrava trascinando via, dopo averla sollevata senza sforzo.Lurlo che stavaper cacciare le mor in gola, soffocato dalla mano caldache, adesso, le avevaserrata decisa le labbra.
Alexiscominci a dimenarsi e a scalciare nel vuoto, mentre illibro le sfuggiva dimano e cadeva con un tonfo sordo sul pavimento.
Unsecondo pi tardi, nel corridoio era rimasto solo il volumedi Difesa Contro leArti Oscure, aperto.
Nonaveva smesso un solo secondo di dimenarsi, tanto meno quando la figurasconosciuta che la teneva legata a s come senon si stesse nemmeno muovendo era entrata in unaula vuota e aveva serrato laporta con un Colloportus .
Lastanza era buia e indubbiamente vuota: la poca illuminazione provenivadaunampia finestra lasciata aperta, dalla quale filtravano iraggi di una lunamai cos piena e vicina, che rendeva latmosferaincredibilmente soffusa.
Alexissi dimen ancora, decisamente terrorizzata, e il braccio chela stringeva perla vita parve ammorbidirsi appena, mentre la posava delicatamente aterra,senza tuttavia lasciarla andare n smettendo di premere lamano sulla bocca cheaveva tentato, pi volte, di morderla, senza risultato.
Losconosciuto la tenne stretta a s, delicato come se fossefatta di cristallo;sent il suo viso avvicinarlesi da dietro, tanto che le loroguance sisfiorarono.
Icapelli del ragazzo misterioso erano morbidi e profumavano di fiorifreschi eprimavera.
Unodore terribilmente famigliare. -Se prometti di stare buona, allora ti lascio andare-promise lui, con vocemorbida e roca, densa e sensuale.
Alexisdeglut e un brivido le scosse le spalle, mentre annuivaappena.
Lesembr di sentirlo sospirare sollevato, mentre, lentamente,lasciava scivolarevia la mano dalla sua bocca e il braccio dalla sua vita; non persetempo asincerarsene comunque, perch appena ebbe il tempo divoltarsi, sollev labacchetta che ancora stringeva tra le dita tremanti.
-Diff- cerc di pronunciare, ma il ragazzo fudecisamente pi lesto.
Capitele sue intenzioni, aveva fatto scattare il braccio e le aveva serratoil polsotra le dita, con forza, allontanando la bacchetta dal proprio petto; leavevastorto appena il braccio, senza tuttavia farle troppo male. Siavvicin tantoal suo viso, che adesso, anche nella luce fioca della stanza, leipot vederechiaramente il volto di chi aveva davanti: Luis Cabrisk, con i suoiocchiincredibilmente blu e la sua faccia di arrogante presunzione.
Alexistrattenne il respiro e un gemito involontario lasci la suagola, mentre lui lacostringeva a lasciar andare la bacchetta.
-Questa non ti servir- mormor, senzamai distogliere lo sguardo da quelloverde di lei, che era come pietrificato.
Alexissembr trovare coraggio in una parte remota dis, perch cerc didivincolarsi, senza troppo successo.
-Si puo sapere che diavolo vuoi da-sbrait, ma non fece in tempo a finire lafrase.
Veloce,Luis le aveva artigliato una spalla e poi laveva spintacontro il muro,preoccupandosi per che limpatto non fosse troppoduro.
Lainchiod l, con uno sguardo serio e minaccioso,mentre sulle sue labbra siapriva un sorriso perfetto e freddo.
-Io conosco il tuo segreto - le soffi, con voce morbida AlexisLily Potter...-
*
(*) Le Coccatrici sono animali magici,combinazione tra un gallo e un drago (o un serpente); somigliano adellegalline giganti, per questo ho deciso di inserire questo termine diparagoneper descrivere Pansy e le sue amiche: fa pi linguaggio damondo magico, no?
(**) Il nuovoragazzo ha ventuno anni,dovendo frequentare il settimo anno, perch vi ricordo che,in questa storia, letdi frequentazione di Hogwarts non pertinentealloriginale e il primo anno sicomincia a quindici anni.
Salve atutte!
Ecco a voi il nuovo capitolo diquestastoria: spero visia piaciuto *_*
Come promesso, arrivato non appenaho concluso i miei esami! Finalmente sono liberaaaaaaaa *______* Non hoidea dicome sia andato, ma penso piuttosto bene! Vi far sapere ilrisultato nelprossimo capitolo, promesso ;)
Purtroppo sono abbastanza di corsa,quindi mi limito a lasciarvi poche parole e una miriade diringraziamenti , augurandomi che questo capitolo vi siapiaciuto almenoquanto i precedenti, perch io mi sono divertita molto ascriverlo!
Passando a delle comunicazioniimportanti:
1. Adesso che di nuovoestate e che potr dedicarmi allascrittura giornalmente, questa fan fiction verraggiornata una volta allasettimana, ogni sabato pomeriggio dopo pranzo. Ovviamente,avendo postatooggi questo capitolo, il prossimo non sar questo sabato, masabato 9 Luglio!
2. Rinnovo il mio invito a seguirmi sufacebook, dove potretetrovare foto, anteprime e spoiler su questa storia e sulle altre chestoscrivendo!
Ada Wong suFacebook
3. Faccio di nuovo pubblicitalla fanfiction di EleanorMair ,spin-off di UnParticolare In Pi che ha come protagonista ilnostro bel Zabini. Come fate aperdervela?
Odiet Amo di EleanorMair
4. Faccio un po dipubblicit anche alle altre mie storieonline qui su EFP; se oltre la storia vi piace anche il mio modo discrivere oil modo in cui muovo i personaggi, leggetele, mi rendereste veramentefelice (:
Lultimobaciodella Morte Walk ThroughThe Fire
Bene, dopo i soliti annunci, passovelocemente a ringraziarvi, perch ve lo meritate davvero!
Graziemille, infinitamente per:
Oltre 300recensioni (non me lo sareimai immaginato *_*)
100 preferiti
20 ricordati
113 seguiti
GRAZIE CONTUTTO IL CUORE PER SEGUIRECON ME LE AVVENTURE DI ALEXIS POTTER!!
E un graziespeciale alle 15 persone che hanno recensito loscorso capitolo!
A voi tutto il mio affetto <3
Ora scappo, fatemisapere cosa ne pensate di questo capitolo, per me davveroimportantissimo!! <3
Un bacione enorme a tutte :3
Giulia.