Il momento pi bello di sempre
Il momento pi bello di sempre
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Piccoloavvertimento pre-capitolo: questo che segue potrebbe esseredefinito un capitolo a raitingrosso ,nonostante la fan fiction rimarr di raitingarancione .Mi sembra giustoavvertire in caso di lettrici/lettori estremamente sensibili o in unet nonadatta per leggere determinate scene. Non nulla di volgareod eccessivo, ma giusto darvi la possibilit di saltare lultimaparte in caso non siateabbastanza maturi da poterla leggere.
Non ho voluto cambiare il raiting allintera storiasemplicemente perchmolte lettrici sono ancora minorenni e non avrebbero lapossibilit dicontinuare a leggerla, il che mi sembra uningiustizia, vistoche ritengo lamia fan fiction per tutti; inoltre, scenedettagliate come quelle di questocapitolo non credo di scriverne ancora!
Detto questo, vi auguro come sempre buona lettura!
Le altre note saranno, come al solito, a fine capitolo!
Fatemisapere che nepensate, mi raccomando!
~ UnParticolare In Pi ~
Dedico questocapitolo a te, Eleanor.
Grande scrittrice.
Sorellina virtuale.
Persona veramente eccezionale.
Auguri per il tuo matrimonio!
Ti voglio bene.
Capitolo XXXVII
Il momento pi bello di sempre
-Ioconosco il tuo segretoAlexis LilyPotter.-
Ilmondo le era crollato addosso in un solo istante.
Avevasentito gli occhi spalancarsi, fino a farle davvero male; le labbra sieranosocchiuse, trattenendo quellaria fredda che, adesso,lentamente, stavabuttando fuori con fiato tremante. Aveva preso a respirare a fatica,senza chese ne fosse nemmeno resa conto: il cuore le batteva frenetico contro ilpetto ele chiedeva urgentemente ossigeno, come se fosse stata appena colpitada un Cruciatus violentissimo.
Ilragazzo non aggiunse nulla alle sue parole.
Checosaltro avrebbe mai potuto dire,in fondo?
Silimit a fissarla dallalto, il viso appenapiegato verso quello della ragazza,che continuava a guardarlo con gli occhi sbarrati, ora leggermentelucidi. Lateneva imprigionata contro il muro, una mano che ancora le artigliavala spallae laltra poggiata sulla fredda parete di pietra, accantoalla sua testa.
Alexisdeglut, fissandolo prima in un occhio e poinellaltro, come se cercasse ditrovare una risposta a tutte le domande che le si stavano affollandovelocemente nella testa. Apr le labbra parecchie volte,come se volesse direqualcosa, ma non un singolo suono riusciva ad uscire da esse, che sirichiudevano il secondo dopo, tremanti.
Luiscontinuava a fissarla con espressione dura, lo sguardo concentrato eattentoanche al pi piccolo movimento del viso di lei.
Attentoal mondo smeraldino dei suoiocchi ora cos grandi.
Improvvisamente,la piega rigida di quelle labbra perfette si rilass e,inaspettatamente, ilragazzo scoppi in una risata allegra, che la fecesussultare.
Erasimile ad un latrato, che leaccarezzava la pelle del viso con delicatezza.
Alexiscorrug la fronte, osservandolo dal basso, spaventata econfusa.
Luissi pieg appena in avanti, cercando di trattenere quellerisatine che ora gliscuotevano inspiegabilmente le spalle.
-Dovresti vedere la tua faccia adesso, Alexis! -la schern divertito, tra le risata.
Lelasci andare la spalla, facendo scorrere le dita affusolatesul suo collosottile e sulla guancia, ancora rossa di indignazione e spavento. Poisiallontan, ridacchiando ancora e portandosi un braccio atenersi la pancia,mentre si poggiava con laltra mano ad uno dei banchi.
Alexislo fiss sempre pi sconcertata: di certo noncera alcuna ombra didivertimento sul suo viso pallido, chiazzato solo sulle gote, inmaniera quasiviolenta. Ora che Luis non la teneva pi intrappolata controil muro, sipermise di fare un passo in avanti e di staccarsi dalla parete fredda,senzaper avvicinarsi al ragazzo, ma mantenendo una distanza disicurezza.
Lasua bacchetta era abbandonataaccanto a quella del Grifondoro, sul tavolo al quale lui si eraancorato pernon barcollare a causa di quelle risate del tutto ingiustificate.
Le stava veramente facendo venire inervi.
Degluttitubante, le sopracciglia tanto corrugate nello sforzo di comprenderequelloche stava succedendo, che cominciava a farle male la testa. Siavvicincircospetta, fino a riuscire a sfiorare la sua bacchetta con le dita;Luis nonfece niente per fermarla e continu a ridacchiare,cos lei ne approfitt perriappropiarsene e puntargliela contro.
Cabrisknon smise di ridere, ma i suoi latrati si fecero pi lievi,mentre sollevava losguardo su quello di Alexis e le sorrideva di sbieco, inarcando unsopracciglioelegante.
LaPotter pronunci un Lumos e la puntadella sua bacchetta si accese, illuminando il viso perfetto di Luis,checontinuava a fissarla tranquillo.
Sembravanon temerla affatto, nemmenoadesso che gli stava puntando la bacchetta contro.
Era come se sapesse che lei non avrebbemai potuto fargli del male.
Mai.
Alexislo studi per qualche silenzioso minuto, una strana fitta infondo al cuore.
-Chi diavolo sei? E, ammesso che io sia davvero chi tu credi che io sia,comediavolo fai a saperlo? gli domand, orapi coraggiosa grazie alla bacchettache stringeva quasi convulsivamente tra le dita.
Erabellissima, in quel momento,secondo lui.
I capelli neri erano sparpagliatiintorno al viso pallido, le cui guance livide la rendevano veramentedeliziosa.
Gli occhi poi erano identici a quellidi Lily Evans, ma avevano una determinazione che era tutta sua.
Di James Potter.
Luissi limit a sorriderle e pieg nuovamente laschiena in posizione eretta, inmodo tale da sovrastarla completamente; la guarddallalto, con unocchiatastrana, di cui lei per non ebbe paura.
Lunicacosa a farle veramente pauraera la strana familiariet di quello sguardo blu, pieno didolcezza ecomprensione.
Conuna calma quasi esasperante, Luis incroci le braccia alpetto, senza smetterenemmeno per un secondo di fissarla.
Allafine, dopo quelli che sembrarono momenti infiniti, si decise a parlare.
-Davvero non mi riconosci, Alexis ?le disse tranquillo, piegandosi nuovamente in avanti, fino ad arrivarecon ilsuo viso allaltezza di quello di lei che, istintivamente,fece un passoindietro.
Luisle sorrise e allung un braccio per poterle sfiorare il visocon una carezzaalla quale lei non si sottrasse.
-Non avere paura, non voglio farti del male. lesussurr delicato,osservandola prima in un occhio e poi nellaltro Non potrei mai fartene.
Alexisabbass appena la bacchetta, fissandolo dal basso intimoritae frustrata. La manole tremeva visibilmente, tanto che la luce prodotta dalla punta dellasuabacchetta vibrava tutta intorno a loro, crepitando debolmentenelloscurit.
-Chi sei? gli domand ancora in un sussurro, ilcuore che aveva preso abatterle tanto forte da farle veramente male.
Luisle sorrise, poi si allontan e fece scivolare la mano sulripiano del tavolo,per riappropiarsi della sua bacchetta, che strinse tra le dita. Alexisspalancgli occhi e fece un passo allindietro, rinsaldando la presaintorno allapropria bacchetta.
Ilragazzo scosse la testa, il sorriso che ancora gli piegava morbidamentelelabbra.
-Tranquilla, non voglio farti del male. leripet, mentre sollevava labacchetta e la agitava nellaria.
Nelloscuritsi formarono una serie di lettere, che crepitarono di una luce blu,cos accesada far quasi male agli occhi. Composero un nome:
L U I SC A B R I S K
Alexisle fiss interdetta, senza capire; poi, Luis diede un altropiccolo colpo conla bacchetta e le lettere si mescolarono di nuovo, andando a formare unaltronome:
S I R I U SB L A C K
Rimasealmeno per qualche minuto buono ad osservare il nome che brillava conviolenzadavanti ai suoi occhi, ora enormi; la bocca le si era appena socchiusanellasorpresa, mentre adesso aveva cominciato a scuotere la testa, incredula.
-NoNon possibile-mormor con voce tremante, cominciando ad indietreggiare.
Lelettere si spensero lentamente, lasciandoli completamente al buio,rischiaratisolo dalla luce della luna che filtrava a fatica dalle finestre.
Alexisdeglut e continu a scuotere la testa, gli occhispalancati che cominciavano abruciarle. Luis non fece nulla, si limit ad osservare isuoi movimenti, comese temesse che fare una mossa appena pi azzardata avrebbepotuto farlacollassare.
Alexisindietreggi fino a che le sue spalle non si scontrarono conla fredda paretedi pietra; la presa attorno alla sua bacchetta si fece semprepi debole,finch il rumore del bastoncino sul pavimento non interruppeil silenzio,subito seguito dal suo rotolare qualche centimetro pilontano; senza smetteredi guardarlo con occhi spalancati, si lasci scivolare alsuolo, raccogliendoistintivamente le gambe al petto.
-Non possibile- ripet ancora,scuotendo la testa.
Sirifiutava di credere una cosa delgenere.
Non era possibile.
Sirius ad Hogwarts?
Doveva stare sognando o quello dovevaessere uno scherzo di cattivo gusto.
Luisle sorrise dallalto, rassicurante, e si mosse lentamente,fino ad arrivarledavanti; si pieg sulle ginocchia e si chin inavanti, per avere il viso allastessa altezza di quello di lei, che continuava ad osservarlo conespressione aliena,come se gli avesse visto spuntare una testa dIppogrifo sullaspalla.
Forse,la cosa lavrebbe scioccata dimeno.
Sirius ad Hogwarts?
Concircospezione, Luis sollev una mano e leaccarezz il profilo del viso con lapunta delle dita.
Inquel gesto usuale, che le feceimmediatamente andare in fiamme il petto.
-Alexis, sono io. le sorrise, continuando ad accarezzarla inquel mododecisamente famigliare Va bene che sono di qualche annopi giovane, ma sonosempre io, possibile che tu non mi riconosca? laschern divertito.
Conquella voce che non le era maisembrata cos calda e rassicurante.
La voce di
-Sirius-
Ilsuo sussurro ebbe tutto il tempo di aleggiare nel silenzio edisperdersinellaria.
Luis o meglio, Sirius sorrise ancora eannu, spostandole una ciocca di capellidietro lorecchio.
Alexiscominci a respirare a tratti, mentre un sorriso incredulole si allargavasulle labbra. Sirius non ebbe il tempo per dire o farenientaltro, perch leiscoppi a ridere e poi cominci a piangere,mentre si lanciava in avanti e glicircondava il collo con le braccia, stringendolo forte a s.
Siriusla accolse immediatamente, cingendole la vita con un braccio e portandounamano a sfiorarle i capelli.
Eranodiventati pi lunghi dallultimavolta che li aveva accarezzati, quella sera ormai lontana di cinquemesi prima.
Tremava,tra le sue braccia.
Singhiozzavae rideva.
Lespalle erano scosse da tremiti di pianto e di risate,contemporaneamente.
Lesue labbra erano aperte in un sorriso luminoso, contro la sua spalla,ma le sueguance erano bagnate di lacrime.
-Oddio- mormor incredula, la bocca premutacontro la stoffa morbida delmaglioncino di Sirius.
Quellodore,era proprio quello del suopadrino: aveva sempre saputo di fiori freschi e di primavera, unprofumo cheriusciva a farla sentire al sicuro da tutti i pericoli del mondo.
-Sssssh. Va tutto bene, piccola mia. Va tutto bene. Sono qui. le sussurrallorecchio, stringendola di pi e cullandolaappena, mentre le poggiava ilmento sulla testa e continuava ad accarezzarle i capelli e la schiena.
-Sei davveroqui? gli domand con vocesoffocata, distanziandosi appena, queltanto che le bastava per poterlo finalmente vedere di nuovo in viso.
Coluiche credeva essere solo uno studentello sconosciuto e spavaldo, LuisCabrisk,la stava guardando dallalto, con espressione serena erassicurante.
Orache lo osservava bene, si chiese come avesse potuto esserecos cieca.
Lovaledel suo viso; i lineamenti eleganti; i capelli neri, lunghi fin sottolespalle, che in ciocche sfuggenti gli ricadevano sulle guance ecoprivano appenagli occhi; occhi blu e decisamente suoi.
Tuttorichiamava a gran voce il suopadrino.
Sirius Black.
Siriusle sorrise e annu appena, senza smettere n diguardarla n di sfiorarla concarezze lente, che adesso dai capelli si erano spostate al profilo delviso.
-Sono davvero qui. conferm e nonriusc a frenare la risatina sommessa chelasci le sue labbra.
Lasua figlioccia appariva davverodisorientata ed era tenerissima, in quel momento.
Le voleva bene.
Se avesse mai avuto la possibilit diinnamorarsi in un futuro roseo e fosse riuscito ad avere una famiglia unafamiglia vera e sua e una figlia, era sicuro che le avrebbevoluto beneesattamente come ne voleva ad Alexis Potter.
Sirius sapeva di voler bene ad Alexiscome se fosse davvero sua figlia.
Lapiccola Potter lasci scivolare una mano dalla spalla delpadrino perportarsela a coprire la bocca; sentiva le sue dita tremare appena acontattocon le labbra, ma non erano solo quelle ad essere scosse da untremolio: potevaavvertire i brividi su ogni centimetro della sua pelle ed era sicurache anchei suoi occhi stessero tremando.
Edera cos, davvero.
Quegliocchi, che a Sirius avevano sempre ricordato la giovane Lily Evans,stavanotremando appena, immersi in quelle lacrime che li facevano brillare diuna luceche, a dispetto di quel che avrebbe creduto, era semplicemente felice.
Alexislo osserv in silenzio per qualche minuto, cercando dicalmarsi e lasciando aSirius la possibilit di asciugarle le guance con carezzelente e delicate.Poi, piano, come se temesse che facendo un movimento appenapi brusco luisarebbe potuto svanire nel nulla, sollev entrambe le mani egli prese il visotra le dita, sfiorandolo delicatamente e studiandolo conunocchiata quasimeravigliata. Le sue carezze si spostarono poi sul collo e infine sullespalle,dove si adagiarono leggere.
Ealla fine, Alexis sorrise semplicemente.
Siriusera di nuovo con lei.
Ceraun bel fuoco sul pavimento, adesso.
Siriuslaveva acceso per riscaldare e rischiarequellaula decisamente troppo freddae buia ed ora la sua luce aranciata illuminava entrambi, seduti vicini,come sein quel momento di ritrovo non fosse loro possibile allontanarsi dinuovo, dopotanto tempo.
Luisedeva con la schiena poggiata contro un banco alle sue spalle, unagambadistesa e laltra piegata contro il petto, a sorreggere ungomito; la mano eraimpegnata a sfiorare il viso della sua giovane figlioccia, che si erarannicchiata al suo fianco e gli aveva poggiato una guancia contro laspalla,gli occhi socchiusi.
Nonavevano idea di quanto tempo fosse passato in quel silenzio carico diaffetto enostalgia, ma non aveva importanza per nessuno dei due.
-E strano- mormor Alexisallimprovviso, senza riaprire gli occhi.
Siriussorrise appena e chin il capo per osservarla.
-Cosa? si inform curioso.
-Averti qui. rispose lei, aprendo gli occhi per lanciargliunocchiata disottecchi Insomma, tu non dovresti essere ad Hogwarts.E pericoloso. GliAuror ti cercano e io so che dovrei dirti di andare via, ma non ce lafaccio-
-E tutto ok, Alexis. la interruppe lui,lasciandole un buffetto sulla guancia Tu devi solo stare tranquilla e non preoccuparti per cosepi grandi di te.Nessuno mi riconoscer e gli Auror sono troppo impegnatinella loro assurdaricerca per capire che mi sto nascondendo proprio sotto i loro occhi. Epoi,Silente mi ha assicurato che far tutto ci che in suo potere per deviareogni minimo sospetto. Ah, che grande uomo, Silente-
-Silente sa che sei qui? Sa che tu seitu? domand Alexis incredula, alzandoil viso e strabuzzando gli occhi.
Siriusridacchi appena e sorrise, annuendo.
-S. Deve aver saputo che ero in difficoltebeh, stato lui a trovarmi e adavere questa idea. Silente sa sempre tutto, io e James ci chiedevamospessocome Salazar facesse.
Sospir,al ricordo del migliore amico, che trovava riflesso negli occhideterminatidella sua figlioccia e del fratello, Harry Potter, che in quei giorniavevaavuto la possibilit di studiare da vicino; gli piacevastargli accanto, perchgli sembrava di tornare indietro nel tempo e di
Scacciquei pensieri dalla testa, mentre una luce strana gli adombrava losguardo, chetorn a fissare assorto le fiamme pigre davanti as.
Alexisdovette comprendere i pensieri del padrino, perch gli sistrinseimprovvisamente addosso, cingendogli il braccio sul quale era poggiataestrusciandoci una guancia contro.
-Ti voglio bene, Sirius. si limit a dire, ma eratutto quello che avevabisogno di esprimere e che lui aveva bisogno di sentire.
Siriussorrise appena e annu, tornando a guardarla.
-Te ne voglio anchio, bambina mia.
Sichin appena e le deposit un bacio sulla fronte.
Alexissorrise a sua volte e chiuse nuovamente gli occhi, abbandonandosi aquel caloreconfortante che lui era sempre stato in grado di donarle.
Rimaseroin silenzio di nuovo, semplicemente ad assorbire luno lapresenza dellaltra.
Fulei a riaprire il discorso.
-Sirius, come fai ad avere questo aspetto? glidomand curiosa, riaprendo gliocchi per poterlo nuovamente guardare.
Allaluce aranciata del fuoco che li stava riscaldando, il volto di LuisCabrisk leappariva veramente magnifico.
Ilsuo padrino era bellissimo, ai suoi occhi, o per lo meno doveva esserlostatoda adolescente, perch a causa della guerra e dellepersecuzioni degli Auror siera trascurato parecchio.
Eppure,la sua bellezza raffinata leera apparsa chiaramente anche nelle giornate pi dure,perch sotto i capelliscarmigliati, la barba incolta e il fisico sciupato, Alexis era sempreriuscitaa scorgere la luce di quegli occhi incredibilmente blu elarroganza di quelsorriso malandrino, che si dispiegava su labbra morbide e perfette.
Non per niente, quando Sirius leraccontava le sue avventure ad Hogwarts, con i suoi genitori, il saggioRemusLupin e il codardo verme Codaliscia, affermavache i Malandrini erano tra iragazzi pi desiderati della scuola e, di certo, lui era ilpi bello eaffascinante; e lei non poteva fare altro che credergli.
Siriusle rivolse un sorriso enigmatico, poi le punzecchi unaguancia con lindice.
-Pozione dellEt. le risposesemplicemente Silente me ne ha procurata ingrandi quantit: mi basta berne un bicchiere ogniventiquattro ore e il mioaspetto rimane quello di un ventunenne. spieg,annuendo soddisfatto.
Alexiscorrug le sopracciglia e si allontan appena,per poterlo osservare meglio.
-Mi stai dicendo che questo il tuo aspettodiquindici anni fa?! esclamallimprovviso, spalancando gli occhi, decisamente sorpresa.
Siriusridacchi divertito e annu, con espressionearrogante.
-Esatto, piccola mia. Hai lonore di poter ammirare il tuobellissimo padrinonel fior fiore dellet! rispose,tutto impettito, pettinandosi i lunghicapelli con le dita.
Alexisspalanc la bocca e strabuzz gli occhi, poiscatt allindietro.
-ODDIO! url inorridita, tanto che Sirius lelanci unocchiata preoccupata E terribile! piagnucol poi,raccogliendo le gambe al petto e nascondendociil viso sopra.
Siriusla osserv interdetto, poi gatton fino da lei ele poggi una mano sullaspalla.
-Ehi, Alexis: cos ad essere terribile? Spero nonil mio aspetto, potrei nonperdonarti un affronto simile. la prese in giro, sorridendoappena.
Alexismugugn qualcosa contro le sue ginocchia, ma Sirius nonriusc a comprendereche cosa avesse detto. La sua mano scivol sotto il visodella ragazza e lacostrinse a rialzarlo, per poterla guardare negli occhi.
-Cosa ci sarebbe di cos terribile? ledomand di nuovo e, inaspettatamente,la vide avvampare.
-Prima di sapere che Luis seituprovavoattrazione fisica per te! ammisesconvolta e non avrebbe assolutamente voluto urlarlo, ma purtroppo nonerariuscita a controllarsi.
Insomma,provare attrazione per unragazzo pi grande considerando quanto Luisfosse affascinante era una cosadel tutto normale; ma provarla per il suo stesso padrino nonostante lui fossedecisamente bello da giovane era veramente inaccettabile!
Sisottrasse di nuovo alla presa di Sirius e nascose nuovamente il visodietro leginocchia, le guance deliziosamente chiazzate dal rossore dellavergogna, cheadesso la stava consumando da dentro.
Siriusrimase ad osservarla in silenzio, poi la sua risata esplose simile adunlatrato, aleggiando nel silenzio e costringendola a sollevare il visodi scattoper lanciargli unocchiata indignata.
-Ma no, prego: prendiamoci gioco del mio imbarazzo! loaggred lei e Siriuscerc di trattenersi dal ridere, con pochi risultati.
Lesi avvicin, scuotendo la testa, e le circond lespalle con braccio,stringendola affettuoso a s.
-Ah, mia piccola Alexis, neanche tu riesci a resistere al fascinoesorbitantedel tuo bellissimo padrino! sospir divertito,con un tono decisamente dascemo.
Alexisgli lanci unocchiataccia, ma lui le sorrise,costringendola a sbuffare aridere a sua volta.
-Siamo sicuri che quella Pozione dellEt non abbiaeffetti collaterali anchesul cervello? gli chiese stizzita, ma con una lucedivertita nello sguardoverde.
Siriusla guard dallalto, affilando gli occhi.
-Che cosa vorresti insinuare, scusa? le domanddi rimando, offeso.
Alexissi strinse nelle spalle e scosse la testa.
-No, niente. Era cos, tanto per dire. loschern, fingendosi indifferente.
Luila punzecchi su di un fianco, facendola ridacchiare per ilsolleticoprocuratole.
-Stare con le Serpi ti fa male. sentenzidivertito.
Alexissi volt e gli fece una linguaccia.
Eraormai mezzanotte passata, quando Luis Cabrisk e Alexandra Blackuscironodallaula vuota nella quale si erano rinchiusi quasi sei oreprima. Il tempoera veramente volato e i minuti si erano velocemente trasformati in oresenzache loro se ne fossero nemmeno resi conto. Avevano parlato di tutto: diquelloche era successo durante quei mesi di lontananza; di come lei avessepassato iprimi cinque mesi ad Hogwarts; di dove lui avesse trascorso quel tempoe dicome fosse riuscito a sfuggire agli Auror sempre per un crine diAbraxan(*);del rapporto di Alexis con il fratello, complicato ed estremamentefragile pertutte le bugie sulle quali poggiava le sue solide basi; del dispiacerediSirius per averla costretta a quella vita; del rimprovero delicato dilei, chegli aveva ribadito, per lennesima volta, che lui non dovevaprendersi nessunacolpa.
Nonlo avrebbe incolpato per nulla ditutto quello che le accadeva.
Mai.
Orasi trovavano nei corridoi vuoti dei sotterranei, davanti al muro chedavalaccesso al dormitorio di Serpeverde; Sirius aveva insistitoperaccompagnarla, perch non si fidava di lasciarla girovagaredi notte per ilcastello.
-Allora, io vado. gli disse Alexis, sorridendo e piegando ilcapo verso unaspalla.
Siriussorrise a sua volta e annu appena, mentre allungava unbraccio per lasciarleuna carezza sulla guancia. La mano di lei corse su quella del padrino elablocc contro il suo viso, assorbendo il calore della pelleliscia.
-Sono contenta di averti qui, davvero. sussurr,lanciandogli unocchiatafelice dal basso.
Siriusdistric la presa della sua mano, solo per poterle poggiarele sue sopra lespalle; si chin appena, quel tanto che gli bastava perpoterla osservare benein viso, nonostante la fioca luce proveniente dalle candele tremule.Alexis glisorrise e alz una mano per mettergli una lunga ciocca neradietro lorecchio eapprofittandone per saggiare ancora il calore del suo viso sulle dita. Mi seimancato, Sirius- soffi poi, mentre lui lastringeva affettuosamente a s epoi le depositava un bacio delicato sulla fronte.
-Anche tu, figlia mia.
Ilmuro di pietra si era appena chiuso alle sue spalle, separandoladefinitivamente da Sirius.
Nonpoteva ancora crederci.
Sirius, il suo adorato padrino, era lad Hogwarts con lei.
Questa era davvero una sorpresamagnifica.
L a s o r p r e s a p i b e l l a d i se m p r e.
Alexissorrise tra s e s, portando una mano a coprirsieducatamente le labbra e poiscosse la testa, in segno di scherno, rivolto a Godric sapeva solo chi.
Siriusera completamente pazzo ad averfatto una cosa del genere.
Sivolt, il sorriso che arrivava ad illuminarle anche losguardo, e si diresse alcentro della Sala Comune, pronta ad andare a dormire.
Nonvedeva lora che fosse lindomaniper poterlo vedere di nuovo.
Era cos bello averlo di nuovo vicino.
Ridacchisommessamente, volteggiando persino, mentre allargava le braccia e poise lestringeva al petto.
Tuttosotto gli occhi vigili di duepersone, che erano sedute sul divano verde, accanto al camino, e chelei,ovviamente troppo presa dal ricordo di Sirius, non aveva nemmeno notato.
-Ecco la tua principessa. Vedo che sta piuttosto bene, stato inutilepreoccuparsi tanto.
Lavoce scura di Blaise Zabini la costrinse a riaprire gli occhi discatto, mentresobbalzava spaventata e puntava lo sguardo sui due ragazzi, che ancoralafissavano.
Cerastato qualcosa di sprezzante neltono del moro; qualcosa che arriv a colpirla dritta nelpetto, facendolemancare un battito.
Un altro battito lo perse quando, conorrore, prese coscienza della realt delle cose: si rendevapraticamente contosolo in quel momento di essere completamente sparita per quasi sei ore,quandoinvece avrebbe dovuto semplicemente recarsi in biblioteca, prendere unlibro diDifesa Contro le Arti Oscure e tornare da Draco, che la stavaaspettando peraiutarla con lo studio.
Per Tosca Tassorosso!
Si era completamente dimenticata diDraco Malfoy: come era potuto accadere?
Quandola consapevolezza la colp, simile ad unondataviolenta, sent il pettolanciare una scarica decisamente dolorosa, che quasi le tolse ilrespiro.
Erastato come essere colpiti da unamarea improvvisa ed inaspettata, che le era entrata con violenza nellenarici enella bocca, riempiendole i polmoni.
Sbarrquasi inconsapevolmente gli occhi, mentre irrigidiva la mascella edeglutiva,sorpresa da se stessa. Abbass il viso e si portuna ciocca di capelli dietrolorecchio.
Nonvoleva incrociare i suoi occhi.
I suoi occhi grigi e decisamentetempestosi, che le bruciavano sulla pelle come fruste di fuoco punitore.
Rimaserotutti in silenzio per qualche minuto, poi Blaise sbuff e sialz in piedi,scompigliandosi i capelli con una mano.
-Beh, me ne vado a dormire: ho gi perso le mie preziose ottoore di sonno edomani avr due occhiaie spaventose, per colpa vostra. sentenzi duro,lanciando prima unocchiata a Draco che se nestava seduto in una posizioneveramente rigida, con le mani strettamente intrecciate davanti allabocca e gliocchi puntati sulla ragazza e poi scivolando ad osservaredi sottecchiAlexandra.
Sbuffancora e scosse la testa, prima di dirigersi verso il dormitoriomaschile.
-Stavolta non far niente per salvarti dalla sua furia. Te lasei meritata,Black. le disse piano, mentre le passava accanto e poispariva al di l dellaporta, lasciandoli completamente soli.
Ohlo sapeva benissimo di esserselameritata.
Lo aveva fatto aspettare per ore,conoscendolo aveva cominciato a preoccuparsi dopo soli dieci minuti,figuriamoci quello che avrebbe potuto pensare dopo quasi sei ore diassenza.
Lhai combinata grosso stavolta, AlexisLily Potter.
Sene rimasero in un silenzio cos teso da gravarle sullespalle; teneva ancora ilcapo chinato e lo sguardo basso, mentre adesso aveva preso a torturarsiillabbro inferiore e a storcere il naso in smorfie strane, che cercavanodiarginare lespressione triste che faceva violenza perdisegnarlesi in volto.Era come se lei si stesse sforzando di mostrare un sorriso, ma lelabbra siostinavano a riassumere una piega colpevole. Sentiva lo sguardo diDracoscandagliarla lentamente, con un freddezza bollente che era solo sua eche lebruciava ogni singola parte del corpo.
Fiammevendicatrici erano quelle cheadesso le stavano, immaginariamente, accarezzando il viso conprepotenza.
Alexisdeglut e socchiuse gli occhi, prima di prendere un granderespiro ecostringersi a rialzare il viso: doveva affrontarlo. Sollevlentamente il capoe riapr gli occhi, fino a che non riusc adincontrare la figura di Malfoy,ancora seduto in quella posizione rigida, che lo faceva somigliare adunastatua. Aveva unespressione dura e impassibile dipinta sulviso, e lunicocenno della rabbia che stava cercando di nascondere si manifestavanella piegasevera delle sopracciglia e nella luce che brillava solo in fondo aisuoiocchi, fissi sul suo viso con unostinazione veramentelodevole; le sembravache non battesse nemmeno le ciglia, come se avesse paura di perderla divistaanche per un infinitesimale secondo.
Siosservarono per qualche minuto, in silenzio, poi fu lei a prendereparola perprima.
-Draco? lo chiam, chinandosi appenasu di un lato, per poterlo scrutare daunaltra angolazione. Ma non fece in tempo ad aggiungerenientaltro, perchlui la interruppe immediatamente, come se la sua voce fosse riuscita asbloccarlo.
-Dove sei stata? gli chiese, brusco e diretto.
Alexislo fiss, aprendo appena gli occhi.
Nonpoteva di certo dirle che avevapassato le ultime ore in compagnia di Sirius Black!
Deglute si umett il labbro inferiore, mentre un lampodindecisione gli illuminavalo sguardo, improvviamente passato dallavereunespressione dispiaciuta ad unacolpevole.
Dracodoveva aver notato queldettaglio, perch la piega dura delle sue sopracciglia siaccentu e i suoiocchi persero la consueta apatia per colorarsi di freddezza.
Ghiaccio sulla sua pelle.
-Io, sono andata inbiblioteca e-farfugli Alexis a disagio, mentre si portavauna ciocca di capelli dietro lorecchio, in quel gestocos famigliare che ormaidenotava, ai suoi occhi, quanto la ragazza fosse nervosa.
Ma,di nuovo, non fece in tempo ad aggiungere nulla.
Conun verso frustrato, simile ad un ruggito che doveva provenire da unapartedecisamente profonda del suo petto, Draco si alz di scattoe la raggiunse conpochi passi furiosi, cos velocemente che lei quasi non sene accorse, troppooccupata ad osservare la ciocca di capelli che si stava torturando trale dita.La agguant per un polso, costringendola a prestargliattenzione.
QuandoAlexis rialz il viso, titubante, incontr i suoiocchi.
Unatempesta appena cominciata, nellaquale cadeva pioggia di rabbia e balenavano fulmini di frustrazione.
-Mi stai nascondendo qualcosa, Potter? sibil minaccioso, ad un centimetro dal suo viso, tanto chei loro nasi ora sitoccavano.
Alexisdeglut e lo fiss negli occhi, prima diabbassare lo sguardo e sospirare.
Nonpoteva.
Non poteva mentirgli ancora.
Scosselentamente la testa e quando rialz il capo, per poterlonuovamente guardare,aveva unespressione sicura sul viso.
Dracovacill per un solo istantedavanti a quella fermezza e la stretta delle sue dita intorno al polsosottiledi lei si fece appena pi debole.
-No, Draco. lo rassicur, costringendosi asorridere appena Ma dobbiamoparlare.
Iltono sereno della sua voce lo disorient appena, mentre lapresa della sua manodiventava improvvisamente gentile. Le rivolse unocchiatastrana, a met tralarrabbiato e il confuso, mentre lei storceva le labbra inuna smorfia stranae lasciava scivolare il suo polso dalla presa ormai inesistente, perpoiintrecciare le sue dita a quelle di lui.
Senzaaggiungere nulla, lo guid fino al divano, sul quale poi sisedette, facendoloaccomodare al suo fianco.
Alexisrimase in silenzio, assorta nei suoi pensieri, lo sguardo fisso sulleloromani, ancora intrecciate.
-Dove sei stata? gli domand lui di nuovo, contono brusco.
Eppurela stretta delle sue dita eragentile e delicata.
Alexisprese un altro profondo respiro.
-Sono stata con Luis. cominci e, dal momento cheadesso aveva rialzato losguardo per poterlo vedere in viso, riusc a scorgerechiaramente le varieespressioni che deformarono appena il volto di Draco: cerastata la sorpresa,poi lindignazione, infine la rabbia che si era manifestataanche nella strettadelle sue dita, che si era fatta improvvisamente violenta, facendolemale.Cercando di rimanere calma e di ignorare il dolore al palmo stritolato,Alexiscontinu a fissarlo negli occhi e alz la manolibera per fermare il fiume diparole e minacce che, era sicura, stavano per lasciare le labbra diMalfoy. Aspetta, aspetta! esclam, aprendo appena losguardo.
-Sono sei ore che ti aspetto, ma aspetter ancora. abbai quasi lui,assottigliando lo sguardo e assumendo un sorrisetto sarcastico, che nonlepiaceva per niente.
-Prima di cominciare ad arrabbiarti inutilmente, lasciami parlare eascoltamifino alla fine. Per favore. gli disse, accennando ad unsorrisino remissivo.
Draconon aggiunse nulla, si limit a fissarla scettico, unsopracciglio sollevato.
Lapresa della sua mano per siallent, facendo avvertire un formicolio a quella di lei.
-Conosco Luis da quando ero solo una bambina. Mi ha tenuto compagniadurante lamia infanzia e siamo sempre stati grandi amici. cominci a raccontare.
-Credevo di aver capito che non lo conoscessi. la interruppelui, rifilandoleunocchiata scettica.
Sestava di nuovo provando a mentirle,questa volta non lavrebbe proprio perdonata.
Alexisannu.
-S, infatti. Era quello che credevo anchio. concord E passato deltempodallultima volta che lho visto ebeh cambiato parecchio. Non era affattocome lo ricordavo.
Ilche era vero: lultima volta che loaveva visto Sirius era un popigrande e trasandato.
-Di certo non era un belloccio di ventunanni. borbott Draco tra s e s,spostando lo sguardo di lato e serrando la mascella.
Alexiscorrug la fronte e lo osserv stranita, poiridacchi tra s e s.
-Non sarai mica geloso di Luis, vero? lopunzecchi, sporgendosi appena perpotersi avvicinare al suo viso e osservarlo dritto negli occhi.
Lespressionedi Malfoy si fece strana, come non gliene aveva mai viste: sembravaquasiimbarazzato? Era mai possibile? Aveva corrugato lesopracciglia e, per unmomento soltanto, Alexis avrebbe giurato di vederlo assumere uncolorito appenapi roseo sulle guance.
Comunque,come al solito, fu lesto a nascondere le sue emozioni elimpassibilit torn aregnare sul suo viso nello stesso momento in cui si voltava nuovamenteper guardarla.
Avevauno sguardo duro adesso, che cancell tuttalilarit negli occhi di Alexis,che fece per indietreggiare, delusa.
Eraancora arrabbiato.
Stavaper allontanarsi, quando lui la blocc, prendendole lamascella tra le dita,con una stretta prepotente e gentile al tempo stesso. Le siavvicin con unamossa veloce del capo, tanto che, solo per un secondo, lei temette chevolesseprenderla a testate; invece, alla fine, si limit a rubarleun bacio rumoroso,facendo scioccare le sue labbra su quelle di lei. Poi, senzaallontanarsitroppo, la scrut negli occhi.
-Dovrei esserlo? si inform con tono indagatorio.
Alexissorrise, appena disorientata, poi si sottrasse alla sua presa e scosselentamente la testa.
-Assolutamente no.
Decisamenteno: come avrebbe potutoessere geloso di Luis? Era il suo padrino!
Dracoparve rilassarsi appena, mentre poggiava una spalla contro lo schienaledeldivano e la osservava con unocchiata obliqua.
-Comunque, non cambiare discorso. Ti sto ascoltando. ledisse poi, nuovamenteduro.
Alexisannu, assumendo unespressione mesta.
-E stato lui a riconoscermi. Evidentemente non devo esserecambiata molto, neltempo. si schern, scuotendo appena la testa eportandosi una mano sullanuca.
Dracola studi, assottigliando lo sguardo.
-E, di grazia, come avrebbe fatto a riconoscerti? Nessuno, a scuola, sachi tusia. Non avresti potuto essere una ragazza che le somigliava molto?puntualizz, sempre pi sospettoso.
Fortunatamente,Alexis aveva abbassato lo sguardo, quindi lui non riusc ascorgere il lampopreoccupato che le illumin gli occhi; si ripreseimmediatamente e sollevnuovamente il viso, portandosi una ciocca di capelli dietrolorecchio.
-Quando ero molto piccola- spieg, con tonolimpido e sicuro Neanche iosapevo di essereuna Potter. sussurr lultima parola, guardandosi intorno concircospezione Fino aimieidodici anni, mi sembra, ho sempre creduto di essere unaBlack. Lo sai cheio ho vissuto con Sirius, vero? si inform,piegando il viso su di un lato.
Dracoannu, ma non aggiunse nulla e lei lo prese come un invito acontinuare.
-Beh, Luis mi conosceva con il nome Black e solitamente Sirius michiamava Alex,davanti agli altri, che un diminutivo anche di Alexandra,il nome che portoora.
Dracola scrut in silenzio, poi si port due dita sulmento e prese a pizzicarselo,pensieroso.
-Ed solo una coincidenza il fatto che lui adesso sia venutoqui ad Hogwarts? le domand, ancora non convinto del racconto della ragazza.
Eraconvinto che le stesse ancoranascondendo qualcosa e ci lo rendeva decisamente irrequieto.
Alexissi strinse nelle spalle.
-Luis ha sempre viaggiato molto. si limit a dire.
Dracola scrut ancora e lei sostenne orgogliosamente il suosguardo, accennandopersino ad un sorrisino. Alla fine, lui sospir e socchiusegli occhi,sventolando appena la mano.
-Daccordo. Ti credo. sentenzi infinee il sorriso di lei si fece piluminoso.
Infondo, gli aveva raccontato laverit, a ben vedere. Aveva solo omesso il fatto che Luisfosse Sirius, ilresto era completamente veritiero: conosceva Sirius sin da quando eraunabambina e lui laveva sempre chiamata Alex Black davanti aglialtri, perchfino ai suoi dodici anni, per proteggerla dal mondo, lavevanascosta con s, facendolecredere di essere una Black.
Dracole rivolse unocchiata di sbieco, poi socchiuse gli occhi escosse la testa,esasperato. Dal momento che aveva abbassato lo sguardo, non la vidementre, dislancio, apriva le braccia e gli si gettava praticamente addosso,allacciandogli le mani dietro al collo. Colto di sorpresa, Draco fucostretto acircondarle immediatamente la vita per non farla cadere, mentre lui fusbalzatoappena allindietro ed obbligato a sdraiarsi parzialmente suldivano. Senzadargli il tempo nemmeno di capire quello che stava succedendo, lei sichin eprese a baciarlo, facendolo sorridere. Non ci mise molto, comunque, aprenderein mano la situazione: le mise una mano sulla nuca e la trattennegentilmente,facendole chinare appena di pi la testa per poterla baciaremeglio, riuscendoad accarezzarle lintera bocca con la lingua, piin profondit. Poi, facendoappena un po di pressione, riusc a sollevare laschiena, sempre senzasmettere mai di baciarla; si ritrovarono nuovamente seduti poi, mentreprendevaad accarezzarle una guancia, cominci a costringerla adabbassarsi lentamente,fino a quando la situazione non fu completamente ribaltata: adesso eralui astarle sopra: le aveva bloccato la vita tra le ginocchia e avevapoggiato le maniai lati del suo viso, per non pesarle addosso, mentre continuava abaciarla,alternando giochi violenti con la lingua a piccoli bacetti sui contornidellelabbra, per poi tornare a mordere gentilmente quello inferiore.
-Ti amo. mormor lei, quando lui sispost a baciarle langolo della bocca.
Losent sorridere contro la sua pelle, mentre si spostava dinuovo e le catturavaancora le labbra. Poi, Draco si sollev appena, quel tantoche gli bastava perposare la fronte su quella di lei, strusciandole appena lunacontro laltra,delicatamente.
-Non pensare che questo basti a farti perdonare. lesussurr, ma sia nella suavoce che nei suoi occhi non cera pi alcunatraccia di rabbia.
Alexissi limit ad osservarlo dal basso, le guance arrossate, ilfiato corto e lelabbra umide di baci.
Unafitta calorosa gli si allarg nelpetto, costringendolo a sorridere appena.
Sichin appena e le sfior nuovamente la bocca.
-Come punizione per avermi fatto preoccupare tanto- lemormor sulle labbra,guardandola attentamente Verrai a dormire da me, questanotte.
Alexisspalanc gli occhi, poi ridacchi divertita, nonappena lui la prese tra lebraccia, mettendosi in piedi e tenendola stretta contro il suo petto.
-Ehi, Draco no! cerc di protestare,allacciandogli le braccia dietro alcollo, per non rischiare di cadere. Dai, posso camminare dasola!
Dracole lanci unocchiata obliqua, poi scosse la testa.
-E rischiare di farti scappare? No, mia bella Potter, non ci pensoproprio. disse lui risoluto, rivolgendole un sorrisino di scherno e avviandosiverso idormitori maschili.
Alexissi dimen appena.
-Ma non ho il pigiama! rise, scuotendo la testa.
Dracosi ferm e la guard, i capelli scompigliati checalavano appena a coprirgli losguardo. I suoi occhi rilucevano di una luce strana, mentre unsorrisino perniente rassicurante gli piegava le labbra.
-Ma che peccato. disse, riprendendo a camminare Potresti sempre indossareuna delle mie camice- propose, prima di chinarsi appena,per arrivarleallaltezza dellorecchio, che sfiorcon le labbra Sai, in quel mio sogno,la indossaviPrima che te la togliessi, ovviamente. mormor lascivo.
Alexisspalanc gli occhi e arross, nascondendo il visocontro la spalla di lui, chela strinse di pi a s, mentre si lasciava andaread una risata divertita.
-Sei uno stupido, Malfoy! lo rimproverimbarazzata, dandogli un colpetto sulbraccio con il pugno.
Dracorise di nuovo.
-Forse. concord divertito Ma sonolunico stupido di cui vorresti mai innamorarti.
-Ecco a te.
-Spero che tu sia scherzando.
DracoMalfoy era di fronte a lei, con un sorrisino divertito sulle labbra, ele stavaporgendo una camicia di seta nera, che aveva tirato fuori dal suoarmadio. Luisi limit a sollevare un sopracciglio, senza aggiungerenulla, ma limitandosi asquadrarla da capo a piedi.
Alexisscosse la testa e lui si esib in una smorfia.
-Se non vuoi metterla, vorr dire che dovrai dormire inbiancheria intimail chenon mi dispiace affatto: ma poi non chiedermi di fermarmi,perch non lo far. la avvert, leccandosi il labbro inferiore elanciandole unocchiata caricadi brama.
Alexisspalanc gli occhi e agguant la camicia,borbottando qualcosa di poco carino,che lo fece scoppiare in una risata divertita. Si allontanda lei, persdraiarsi sul letto e godersi lo spettacolo: si accomod conla schiena sulcuscino, le gambe incrociate e le dita intrecciate dietro la testa, inmodo daavere la migliore visibilit. Alexis gli lanciunocchiataccia che era a mettra limbarazzato, il divertito e larrabbiato.Alla fine sospir e gli diedele spalle, cominciando a sfilarsi il maglioncino.
Draco,con occhi enormi e attenti, la osserv spogliarsilentamente: il maglione finpresto sulla sedia, lasciandola coperta dalla camicetta, che lefasciava ifianchi morbidi e le ricadeva morbidamente sulla spalle; la videarmeggiare coni bottoni, che lentamente lasciarono le asole nonostantelei gli stesse dandola schiena, riusciva a vederla benissimo nel riflesso e la cosa che lodivertiva era che lei sembrava non essersene accorta. Pian pianoriusc ascorgere il petto bianco, i seni piccoli, ma tondi, nascosti quasicompletamente dal reggiseno azzurro si chiese se avesseanche le mutandinedello stesso colore, mentre una vampata di calore, al pensiero, glisalivadirettamente dalle zone basse e il ventre piatto, con unfilo di pancia chelui trovava veramente adorabile.
AlexisPotter non era certamenteperfetta, ma ai suoi occhi, era la pi bella.
Lentamente,la camicia scivol gi per le sue spalle,rivelando la schiena e le due piccolescapole, che fuoriuscivano appena; i capelli neri e lunghi andaronoimmediatamente a ricoprirla, ma lasciarono in vista una spalla bianca,sullaquale spiccava un piccolo neo, dalla forma davvero particolare.
Dracochin appena il capo e si alz, per poterloguardare meglio.
-Lo sai, hai un neo davvero strano. le disse, facendolasobbalzare.
Alexis,coprendosi con la camicia nera, gli lanciunocchiata da sopra la spalla, lesopracciglia corrugate.
-Ah s?
Dracoannu e le si avvicin, sfiorandole le spalle conla punta delle dita.
Ilcontatto con le sue mani fresche lafece rabbrividire.
Luisorrise e le punt lindice sul piccolo neo scuro,scrutandola dallo specchio.
-S. Ha la forma di una rosa, molto particolare. le spieg.
Alexissi gir appena, per poterlo osservare: spiccava sulla suapelle chiara e avevadavvero la forma di una rosellina, ma non lo aveva ma notatoprima.
-E tanto strano? gli chiese con una smorfia,tornando a fissarlo attraversolo specchio.
Avevale guance deliziosamentearrossate, che la rendevano ancora pi bella ai suoi occhi.
Dracosorrise e si chin appena; le scost i capellidal collo, con carezze lente,poi scese a sfiorarle la spalla con le labbra e infine scese adepositarle unpiccolo bacio sul neo.
-Io lo trovo bellissimo. le sussurr e il suorespiro sulla pelle nuda e umidadi bacio la fece rabbrividire appena.
Alexislo scrut nel riflesso, mentre lui sollevava appena losguardo e la osservavaammicante. Prese un grande respiro e gli sorrise, mentre, lentamente,sivoltava e poi lo guardava dal basso, la camicia ancora stretta tra ledita, chela copriva appena.
Dracola osserv a lungo, poi prese ad accarezzarle una guancia,con sguardo assorto,e a spostarle i capelli dietro lorecchio. Lei gli sorriseancora, poi,lentamente, come se qualsiasi movimento troppo accentuato avesse potutorovinare latmosfera, si sollev in punta di piedie annull completamente ladistanza tra le loro labbra.
Leloro lingue si trovaronoimmediatamente e si intrecciarono, dapprima lente e delicate, poiprepotenti eviolente, ma in una tenerezza che toglieva il fiato.
Il petto le bruciava, ma era sicura chela lontananza dalle sue labbra avrebbe arso molto di pi.
Aveva sete di lui e non poteva e nonvoleva allontanarsi.
Aveva bisogno di sentire il suo saporein bocca.
Quel dolce ed inebriante profumo dipioggia, che il suo corpo, ora cos vicino, emanava,ubriacandola ed annebbiandolela mente.
Il cuore le batteva furioso nel petto,ma nulla aveva pi importanza in quel momento.
Solo lui.
Le sue labbra e le sue mani, che leavevano preso il viso tra le dita, per poterla tener ferma e avere lapossibilit di approfondire ancora quel bacio.
Piano,senza smettere di sfiorarla nemmeno per un istante, Draco la strinse as,possessivo, e la fece girare, fino a quando non furono le spalle di leiadessere rivolte al letto. Lentamente, la spinse pianoallindietro, facendoaderire di pi i loro corpi.
Lacamicia nera che Alexis stringevatra le dita era caduta poco dietro di loro, mentre lei gli avevapoggiato unamano sul petto e aveva infilato le dita dellaltra tra icapelli biondi.
Continuandoa baciarla con quellurgenza quasi impossibile, Draco la fecesedere sul lettoe poi si poggi in ginocchio ai lati delle sue gambe,costringendola,gentilmente, a sdraiarsi sotto di lui. Si sorresse sulle propriebraccia, pernon pesarle addosso, mentre adesso era passato a baciarlelangolo della boccae poi il mento, la mascella, il collo e di nuovo la spalla, sul qualelasci unpiccolo morso, che la fece gemere appena. I suoi baci continuarono aspostarsi,fin quando le sue labbra non sfiorarono un braccio, lincavodel gomito, ilpolso e la mano, che lei aveva sollevato appena e sulla qualedeposit unaserie di baci sui polpastrelli.
Erada l che partiva la fiamma che lebruciava ogni terminazione nervosa del suo corpo.
Erano sensazioni che non aveva maiprovato prima, ma che non la spaventavano.
Eranopiacevoli.
Dracoripercorse tutta la scia di baci allindietro, per poitornare a sfiorarle lelabbra.
Avevail suo sapore che scendeva ginella gola.
Dolce, delicato e delizioso profumo dialbicocca.
Il profumo della sua pelle.
Del suo respiro.
Di lei.
Sidistanzi appena, solo per lasciarle lapossibilit di riprendere fiato e perrespirare a sua volta. La guard in viso e fu piacevolmentesorpreso discoprirla con gli occhi aperti ed un sorriso sereno sulle labbra, orarosse.Aveva lo sguardo appena lucido, ma di una luce consapevole e felice.
Laluce che voleva vedere sempre inquelle iridi smeraldine.
Sempre.
La luce che sembrava comunicaresilenziosamente che lei era sua e che non sarebbe stata di nessun altro.
Mai.
E non perch lo temesse o perchlavesse comprata.
Semplicemente perch lo amava.
Lo amava davvero.
E amava lui, Draco.
Non Malfoy.
Semplicemente Draco.
Lerivolse un sorriso e le sfior una guancia con una carezzalenta, lo sguardoassorto.
Allafine la guard dritta negli occhi, lespressioneserena.
-Se non vuoi farlo- le sussurr delicato Fermami adesso.
Lento,si chin nuovamente per baciarla.
Alexislo fiss per qualche momento, mentre si avvicinava.
Avevai capelli scompigliati checalavano a coprirgli lo sguardo.
Quelle iridi grige che adessorisplendevano di una luce nuova.
Speranza e amore.
Per lei.
Alexissorrise, poi socchiuse gli occhi e, prima ancora che lui si fossecompletamenteavvicinato, sollev il capo e annull la distanzatra le loro labbra, colmandolacon quel bacio che sembrava urlare, in un sussurro carico di passione, lo voglio.
Losent sorridere sulle sue labbra, mentre approfondiva ilbacio e la sua manocorreva a sfiorarle la spalla e il braccio, prima di intrecciarsi aquella dilei.
Nuovamente,scese ad accarezzarle il collo con le labbra e la sentsospirare sotto di s;i suoi baci tracciarono una scia bollente che, lenta, arrivallincavo deiseni. Cauto, Draco sollev una mano e la depositsopra uno di essi, ancoracoperti dalla stoffa liscia del reggipetto. Si riavvicin alsuo viso e ripresea baciarla delicatamente, prima di cominciare ad esplorare con ditaabili lapelle del seno; piano, le sollev entrambe le coppe e presea massaggiarlalentamente.
Unsospiro dalbicocca lasci le suelabbra, depositandosi sulla lingua di lui, che laccolsedentro di s e lariemp col proprio respiro di pioggia.
Siallontan appena solo per poterla osservare.
Erabellissima, con i capellisparpagliati sul cuscino, le guance arrossate, gli occhi lucidi perlemozionee i seni scoperti, che tremavano appena.
Dracole sorrise, poi la prese delicatamente per le braccia e la fecesollevare, inmodo che gli fosse seduta di fronte, e la strinse a s,prima di avvicinarlesicon le labbra allorecchio.
-Ti amo- le sussurr allorecchio, comeper farla tranquillizzare.
Alexissorrise e annu impercettibilmente, mentre lui riprendeva abaciarla sul colloe poi, lentamente, scendeva ad impossessarsi dei suoi seni, chesfiordolcemente.
Leili avvert farsi sempre pi rigidi,mentre la bocca di lui le lasciava tracce bollenti, che cominciarono adivorarla dallinterno.
Un fuoco piacevole che adesso salivaanche dal suo basso ventre, consumandola lentamente.
Unsospiro tremante lasci le sue labbra, ma Draco lo raccolseimmediatamente,tornando a baciarla, mentre le sganciava il reggiseno e poi,lentamente, glielofaceva scivolare dalle spalle e poi glielo sfilava, lanciandolo congrazia sulpavimento. Continuando a baciarla e tenendole una mano sulla guancia,lacostrinse nuovamente a sdraiarsi. Poi, si allontan, perguardarla dallalto, ele sorrise rassicurante, mentre si sfilava il maglione dalla testa e lolasciava andare accanto al reggiseno.
Alexislo osserv dal basso: adesso aveva i capelli completamentescarmigliati, chescendevano ad incornicargli il viso, rosato sulle guance. Loguard mentre,senza mai smettere di fissarla negli occhi, cominciava a far scivolarevia ibottoni della camicia dalle asole. Istintivamente, leisollev le mani e gliaccarezz le sue, per poi sorridergli timida e prendere aslacciargli lacamicia, con movimenti un po goffi, ma che a lui gonfiaronoil petto di unasensazione davvero piacevole.
Erala prima volta che la provava edera bellissima.
Piano,Alexis gli apr completamente la camicia, fino a rivelareladdome muscoloso eil petto asciutto, frutto dei duri allentamenti di Quidditch. Con maniun pomalfermente per lagitazione, gli sfiorlentamente ogni scalino del ventre,risalendo piano sul petto liscio e poi sulle spalle, dalle quali fecescivolarela camicia, per poi lasciare a lui il compito di lanciarla lontano daloro.
Dracola osserv con un sorriso, mentre si chinava nuovamente abaciarla.
Isuoi capelli fini le solleticavanomorbidamente la fronte.
Il suo petto duro si posava, leggero,sui suoi seni.
Il contatto delle loro pelli bruciavadi un piacere proibito e sconosciuto, che le faceva formicolare ognipartesensibile del corpo.
Alexissollev le mani e gli accarezz le spalle, perpoi scendere gi, lungo tutta lacolonna vertebrale, mentre lui, che aveva ripreso a baciarle i seni,sospiravaappena.
Enon se ne vergogn.
Con lei non aveva bisogno di fingere diessere lo spavaldo Draco Malfoy.
Con lei poteva essere semplicemente sestesso, il Draco che nessuno aveva mai voluto vedere.
E che lei era riuscita a scorgere sottole sue mille maschere e i suoi cento volti.
Lesorrise sul seno, poi scese a baciarle il ventre, mentre le mani di leiprendevano a sfiorargli i muscoli delle braccia, ora tese nello sforzodi nonpesarle addosso.
Dracosi puntell sulle ginocchia, per prenderle a sfiorarle ilventre con le mani epoi, lentamente, le apr la zip della gonna e la fecescivolare gi dallegambe, lasciandola solo con le mutandine a coprirla.
Sorrisetra s e s, constatando cheerano azzurre proprio come aveva immaginato.
Torna guardarla e la vide osservarlo, limbarazzo negli occhi, maun sorrisomorbido e sicuro su quelle labbra che, immediatamente, torna baciare, come seaverle lontane anche solo per pochi istanti fosse doloroso.
Siintrattenne a giocare con la sua lingua, che attir nellapropria bocca; poi lesucchi le labbra, con urgenza, mentre le sue maniscendevano di nuovo asfiorarle i seni e poi il ventre e, infine, arrivavano a sfiorarlelelasticodelle mutandine.
Lasent sospirare ancora e allora riprese a baciarlasensualmente allangolodella bocca e poi sul mento, sul collo, e di nuovo sulle labbra, incircolovizioso e inebriante. Scese, infine, di nuovo tra lincavodei seni e poi suuno di essi, sullombelico e infine, dolcemente,deposit un bacio sul bordodelle sue mutandine e poi scese gi cominciando a sfiorarlele gambe, che leiteneva appena rannicchiate; le baci linternodelle coscie, mentre la sentivasussultare appena ad ogni nuovo contatto. Alla fine sollevil viso e la guardnegli occhi.
Alexislo osserv a sua volta, lespressione amet tra concentrazione e piacere.
Dracoaveva gli occhi grigi illuminatiquasi di una luce propria, che li rendeva bellissimi e accecanti.
Glisorrise, in quel tacito assenso che era diventato sinonimo di tuttiquei s che nonriuscivano a lasciare le suelabbra in nessun altro modo. Draco annu impercettibilmentee, mentre con unamano riprendeva a sfiorarle una coscia, con laltra facevascivolare,lentamente, le mutandine, fino a che anche quelle non si ritrovaronosulpavimento.
Dracosi sollev, per poterla finalmente osservare, completamentenuda e mai pibella.
Lavide diventare ancora pi rossa in viso e allora scesenuovamente a baciarla,perch voleva farla sentire desiderata e voleva farle capirequanto bella luila vedesse in quel momento.
Il m o m e n t o p i b e l l o d i se m p r e.
Labaci a lungo e senza fretta, mentre con le mani esploravail suo corpo, concarezze gentili e piacevoli. Poi, le sue dita presero a lambire la suafemminilit, lentamente, e lei trattenne il respiro e chiuseappena gli occhi.Lui continu a baciarla, prima sulle labbra, poi sulleguance, sulle palpebre,sulle sopracciglia, sulla fronte, sulle tempie, sul naso e di nuovosullabocca. Poi, si sollev appena e la guarddallalto, mentre prendeva aslacciarsi i pantaloni: questa volta lei non gli diede una mano,perch eradecisamente troppo emozionata e non sarebbe stata in grado nemmeno ditogliereun bottone, dal momento che era sicura che le sue mani avrebberocominciato atremare in modo decisamente ridicolo. Draco non rimase deluso, anzi,continu asorriderle e mentre si sfilava i pantaloni, continu adaccarezzarlarassicurante; alla fine, anche i suoi boxer neri fecero la stessa finedeipantaloni ed andarono a fargli compagnia sul pavimento.
Alexislo fiss dal basso, decisamente rapita: Draco era perfetto,ai suoi occhi, inquel momento, pi di quanto non lo fosse stato in precedenza.
Ilsuo corpo atletico rifletteva la luce delle candele tremule, checreavano sullasua pelle diafana dei giochi di luce ed ombra che lo rendevano davverobellissimo; sollev una mano e percorse una lineaimmaginaria, che congiunse lecavicole, la linea decisa che divideva il petto magro e ogni singoloscalinodelladdome. Lui la lasci fare, traendo piaceredalle semplici carezze,inesperte ma eccitanti.
Eil suo piccolo amico eracompletamente daccordo con lui.
Allafine, le prese la mano e se la port alle labbra, baciandoleil palmo e poi ilpolso, mentre si chinava di nuovo su di lei e si posizionava in mezzoalle suegambe. Percorse il braccio, la spalla, il collo, la mascella, laguancia einfine le rap ancora una volta le labbra. Lasent sorridere ancora prima cheavesse la possibilit di farle quella muta domanda.
Posso?
S.
Senzasmettere di baciarla, cominci a scivolarle dentro,lentamente e con calma equando la sent gemere appena, si ferm, perdarle il tempo di abituarsi quellaintrusione.
Eral.
Su quella soglia dove si deve semprechiedere il permesso per entrare.
Su quella soglia che li separava perdiventare una corpo solo.
Alexis,che aveva chiuso gli occhi, deglut e repir afondo.
Erauna sensazione veramente strana eun po dolorosa, ma era qualcosa di sopportabile.
Draconon si stava muovendo e le fu grato per questo, perch avevabisogno di pitempo. Rimase con gli occhi chiusi, mentre lui si chinava appena e lebaciavail collo e poi le rapiva dolcemente le labbra.
-AlexisGuardami.- le sussurr sulla bocca.
Esitante,lei riapr gli occhi e il suo sguardo incontrsubito quello di Draco, che laosservava da vicino; i suoi capelli dorati scendevano a solleticarle lafrontee il suo respiro, affannato nello sforzo che stava compiendo, leaccarezzava leguance accaldate. Incerta, sollev una mano e glisfior il viso con la puntadelle dita.
Poi,gli sorrise.
Dracoscese a baciarla di nuovo e, lentamente, oltrepass quellasottile barriera.
Alexistrattenne il fiato ed ebbe un sussulto, ma lui non smise un secondo dibaciarlae di accarezzarla e, di nuovo, non si mosse, rimase semplicementedentro dilei, ad assaporarla.
Adassaporare loro due.
Alexisprese dei profondi respiri, cercando di arginare il dolore che le eraesploso allintrusionedi quel corpo nuovo.
Dracoera dentro di lei.
Eora, mentre attendeva che lei si abituasse, aveva preso a baciarle ilcollo epoi i seni. Alla fine era risalito sulle sue labbra.
-Ti sto facendo male? gli domand delicato,mormorando quelle parole sulla suabocca.
Alexislo guard dritto negli occhi.
S,le stava facendo male e lo vedevadal lucido di quelle iridi verdi.
Labaci delicatamente, prima sulle tempie, poi sui capelli,allangolo dellabocca, mentre le accarezzava una guancia con gesti lenti e premurosi.
-Stobene.- disse infine lei e quando lui sollevil viso per osservarla, Alexissi mosse verso di lui e, dopo avergli intrecciato le dita nei capelli,loattir a s e prese a baciarlo con passione.
Soloallora lui, piano, cominci amuoversi dentro di lei, delicato e premuroso.
-Ti amo. le sussurr sulle labbra.
Alexissorrise.
-Ti amo. mormor a sua volta, mentre pian piano,si lasciava andare a quelcalore doloroso che, lentamente, si stava trasformando in un piaceredelicato.
Sorriseroentrambi, luno sulle labbradellaltra.
*
(*) Abraxan: un cavallo alato dellamitologia; informazione reperita da Harry Potter Lexicon, enciclopediavirtualesul mondo creato dalla Rowling.
Salvea tutte!
Come promesso,questo capitolo arrivato, puntuale, Sabato pomeriggio! Avete visto che quando mi ciimpegnosono brava?
Ci sono un po di cose da dire alla finedi un capitolo come questo, quindi ora riordino le idee e scrivo tuttoconcalma ammesso che qualcuno legga queste note, cosa di cuidubito,specialmente dopo la fine di questo capitolo xD
1. Per le amanti delnostro bel Sirius Black, rieccolo fare la suagloriosa comparsa! Molte di voi avevano gi indovinato chelo spavaldo LuisCabrisk era in realt Sirius, quindi complimenti davvero,siete delleinvestigatrici nate! Spero che la ricomparsa di questo personaggio virendafelici: a me, personalmente, s! Vedrete quante necombiner, adesso che tornato ad Hogwarts!
2. Ebbenes, dopo trentasette capitoli arrivato il momento speciale di Alexis e Draco; sinceramente, non eraassolutamente previsto: nella mia mente razionale tutto cidoveva avvenire alsesto anno, quando, ragionevolmente, lei avrebbe avuto diciannove annie Dracoventi sempre secondo il mio cambio; ma, quando ho scrittola scena del neo elho immaginata, mi sono detta che Draco pursempre un ragazzo e non puoresistere a certi impulsi! Sarebbe letteralemente scoppiato! xD Ci horimuginato tanto, perch Alexis unpo piccola, per alla fine lo ama davveroDraco, e penso che fosse pronta davvero. Spero di non aver urtato lasensibilit di nessuno e spero, ovviamente, che questasorpresa inaspettata visia piaciuta! E la prima volta che descrivo una scena delgenere, quindi viprego di essere clementiSpero comunque di essere riuscita arendere tutto peril meglio: aspetto vostri pareri, miraccomando, sono importantissimi!
3. Continuo apubblicizzare lo spin-off diquesta fan fiction arrivata gi al terzocapitolo -, scritto dalla bravissima EleanorMair e dedicata al nostro belBlaise Zabini, come potete perdervela?
Odiet Amo
4. Semprepubblicit al mio profilofacebook, dove potrete leggere spoiler in anticipo sui capitoli futuri,farmidomande inerenti alla storia e vedere immagini grafiche e disegni ;)
AdaWong su Facebook
5. Tempofa avevo fatto un video per questafan fiction: se volete vederlo e commentarlo, lo trovate qui:
UnParticolare In Pi Video
E ringrazio, comesempre, tutte lemagnifiche persone che leggono, recensiscono, aggiungono trapreferiti/seguiti/ricordatie mettono mi piace su facebook (ben 20 personeper il capitolo scorso, fatevisentire con una recensioncina, mi rendereste veramente felice *_*)
Quindi, grazieufficialmente col cuore per:
338recensioni
104 preferiti
22 ricordati
121 seguiti
Pi di 40mila letture!
Egrazie anche alle stupende 31 persone che mi hanno inseritatra i loro autori preferiti!
Mandoun bacione enorme a tutti easpetto i vostri commenti, specialmente sul tanto atteso momento !(:
Giulia.
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PS. Il risultato del mio esame di maturit stato cento/100 (: