La fine...?
La fine...?
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~ UnParticolare In Pi ~
Capitolo betato da Gwen__87 E dedicato a tutte le ragazze del gruppo di Facebook,
che non hanno mai smesso di credere in me e in questa storia.
Vi voglio bene.
CapitoloXLII
La fine?
{ A drop in the ocean,
A change in the weather,
I was praying that you and me might end up together.
It's like wishing for rain as I stand in the desert,
But I'm holding you closer than most,
'Cause you are my Heaven.
Ron Pope A drop in the Ocean.}
-Draco, Luis nonesiste! E Sirius!-
Dracolafiss con laria di uno che non aveva affattoafferrato il concetto.
E la gravit celata dietro di esso.
Sbatt pivolte le palpebre, come se non riuscisse bene a metterla a fuoco. Poi,corrugle fini sopracciglia e assottigli lo sguardo, mentre ancorala teneva strettaper le spalle, senza fare eccessiva pressione.
Alexis erarimasta in silenzio, troppo sconvolta dalle sue stesse parole perricordarsianche solo di respirare.
Alla fine,dopo quelli che sembrarono momenti veramente infiniti, gli occhi diDracoassunsero una sfumatura di pura consapevolezza e quasi brillarono nellapenombra della stanza, rischiarata solo da deboli luminelli di candele.
- Che cosa? sussurr con tono incerto, scrutandola in viso, perplesso. Che cosa haidetto?
Alexisrespir forte con il naso e laria le invasedolorosamente i polmoni, mentreabbassava lo sguardo e si mordeva il labbro inferiore.
Delicatamente,Draco la scosse appena per le spalle.
- Che cosahai detto? ripet, questa volta conpi convinzione.
Alexis storseil naso in una smorfia strana e poi rialz lentamente gliocchi, fino adincontrare il viso, ora disegnato di preoccupazione, del ragazzo.
- Io -cominci, ma un rumore improvviso la costrinse a voltarsi discatto verso laporta.
Era stato un suono sordo e debole, malei era sicura di averlo sentito.
- Cqualcuno se ne usc, con tono mortalmente serio,fissando la porta chiusa.
Draco non lediede retta e la scosse appena per le spalle.
- Non cproprio nessuno, non cambiare discorso. Ripeti quello che hai detto. laincalz, con aria urgente.
Non poteva averlo detto davvero.
Doveva aver sentito male lui.
Per forza.
Cabrisk non poteva essere
Alexis scossela testa con vigore, indicando la porta.
- No, cqualcuno l dietro! Lho sentito! sibil preoccupata.
E seE se avessero sentito quellocheaveva appena detto?
Draco laguard stranito, poi sbuff e lelasci andare le spalle, mentre sollevava le maniin segno di resa.
- Va beneoracontrollo.
Si avvicinpiano alla porta e la fiss per qualche secondo conindecisione poi, fulmineo,la spalanc rivelando
Solo il corridoio del dormitoriocompletamente vuoto ed inglobato da unoscuritferita solamente dalla lucetremula proveniente dalla sua stanza.
- Non cnessuno. Te lavevo detto. - asser con tonoplacido, chiudendo nuovamente laporta e girandosi lentamente ad osservare la ragazza.
Alexis,adesso bianca in viso, lo fiss per qualche istant,e poi siafflosci sulletto, mettendosi seduta e prendendosi la testa tra le mani.
Draco lastudi in silenzio poi, senza muoversi, parl dinuovo.
- Alexis, guardami.-
La ragazzascosse la testa e chiuse le dita davanti agli occhi.
Lo sent sospirare.
- Potrestiripetere quello che hai detto prima? Hai davverodettoSirius? - si informguardingo sperando in una risposta negativa che, lo sapeva, non sarebbemaiarrivata.
Alexisrespir lentamente, torturandosi il labbro inferiore e poi,piano, come se nonfosse pi in grado di fare movimenti troppo bruschi,lasci scivolare via lemani dal viso e sollev il capo, guardando Draco drittonegli occhi.
Poi, semprelentamente, annu.
Malfoy lafiss ancora ma, diversamente da quello che si eraaspettata, non apparivaaffatto arrabbiato. Sul suo volto poteva leggere solo una stranaemozione disofferenza mista ad un conflitto del quale, per, nonavrebbe saputo definire icombattenti. Le si avvicin con passi piccoli e calibrati , e lei si limit aguardarlo, senza mai abbassare gli occhineanche per un istante.
Non voleva pi scappare.
Draco learriv a pochi centimetri di distanza, torreggiando su dilei che era sedutasulla sponda del letto. Poi, lentamente, si chin sulleginocchia e sollev ilviso per poterla guardare dal basso.
- Spiegati. -fu lunica cosa che le disse.
Alexissospir e si mordicchi ancora il labbroinferiore; alz un braccio e tese ledita avvicinandosi al viso del giovane. Era come se volesse sfiorarglilaguancia con una carezza, nella quale per non si produsse:la mano rimase sospesanel vuoto solo per qualche secondo, poi si abbass, tornandoad artigliare lecoperte pregiate.
- Luis eSirius sono la stessa persona. - cominci, con tonostranamente tranquillo -Sirius tornato ad Hogwarts sotto mentite spoglie per poteressere al sicurodagli Auror che continuano a dargli la caccia e- fece unapausa e deglut, senzasmettere di guardare Draco negliocchi neanche per un secondo -e per starmi accanto.-
Malfoycontinu a guardarla e sul suo viso non pass maialcuna espressione arrabbiatao delusa o schifata. Rimase semplicemente impassibile e calmo.
- Non soperch si stia comportando in questomodoperch sia diventato cosattaccabrighe, specialmente nei tuoi confronti. - continu,storcendo le labbrain una smorfia che poi, inaspettatamente, si trasform in unaccenno di sorrisomesto -Sai, credo che tu non gli piaccia molto. Anzi: non gli piaci perniente.-afferm scuotendo il capo.
- PerSirius il mio padrino, Draco, ed io non potrei mai, e dico mai,tradirlo o farglidel male o essere veramente arrabbiata con lui. - confessscrutandoloattentamente negli occhi per cogliere una qualsiasi sfumatura dipossibilereazione, ma, ancora un volta, non ve ne furono. - Mi ha cresciuta comesefossi sua figlia ed iogli devo la mia vita. Riesci acapirlo questo, vero? -
Senzaemettere un solo respiro, Draco annu appena e fu lui adabbassare lo sguardoper primo, forse perch non voleva farle leggere la notastonata che, adesso,aveva sicuramente colorato le sue iridi fino a quel momento calme econtrollate.
Solo alloraAlexis sollev nuovamente la mano e gli lasciquella carezza sul profilo delviso, leggera e delicata. Senza guardarla, Draco le prese la mano conla sua ela fece aderire di pi contro la sua guancia, schiacciandolacon delicatezza.Ci si strusci contro per qualche istante, poi lalasci andare e si sollev daterra, dandole le spalle.
Rimase ancorain silenzio, come se stesse cercando cosa poter dire in una situazionedelgenere.
Alexis glilasci del tempo per riflettere, ma quando i momentisilenziosi tra di loro sitrasformarono in lunghi minuti, si alz e lo raggiunse,fissando la schienaampia che il ragazzo le stava ancora offrendo.
Non lo sfior nemmeno per sbaglio,malui sentiva la sua presenza avvolgerlo come una coperta calda epiacevole,nella quale avrebbe voluto stringersi per sempre.
- Seiarrabbiato? - gli chiese piano - Perch non ti ho dettoprima di Sirius? -
Draco sospirancora poi, lentamente, si gir.
Cera lombra di unsorrisino dimessosulle sue labbra e la cosa le fece frullare il cuore nel petto.
Scosse latesta, senza mai smettere di guardarla negli occhi, e poisollev le mani perpoterle poggiare sopra le spalle di lei.
- No. -sussurr in risposta, chinando appena il capo - Immagino chetu non potessidirmelo. Dobbiamo andare a comunicarlo a Silente. stabil poi, con tonosicuro.
Disorientata,Alexis corrug entrambe le sopracciglia e glilanci unocchiata sospettosa.
- Silente sagi di Sirius. E lui che gli ha suggerito divenire qui. lo inform,incrociando le braccia al petto.
Draco imprectra i denti qualcosa che lei non riusc a comprendere, machiss perch non erasicura di voler davvero sapere cosa avesse biascicato.
- Quel vecchio unincapace. Meno male che miopadre si sta adoperando per mandarlo via.(*) mormor,scuotendo appena la testa.
Alexis lofiss infastidita, un fine sopracciglio sollevato adindicare la cosa.
- Tuo padresta cercando di mandare via Silente da Hogwarts?! ripet incredula Ma unapazzia! Hogwarts senza Silente non sar pi unposto sicuro! url quasi conuna nota isterica nella voce, mentre spalancava un braccio ad indicarechisscosa alla sua destra.
Malfoy misesu una di quelle espressioni di sufficienza che le avevano sempre datofastidio.
- Ah beh,invece ora un luogo sicurissimo: studenti pietrificati,assassini sotto falsacopertura in giro per il castello-
- SIRIUS NONE UN ASSISSINO!- lo interruppe immediatamente Alexis,arrabbiata.
Malfoy aprnuovamente gli occhi e la scrut in viso, con fare indeciso.
Alexis Potterse ne stava l, rigida di fronte a lui, con le spalle chetremavano, le guance rossedi indignazione e gli occhi brillanti di furia.
Vederla cos gli aveva sempre fattomale.
Sospir e,lentamente, le si avvicin di nuovo, cercando di calibrare isuoi movimenti.
- Alexissiediti.- le disse infine con voce morbida, mentre lentamente la guidava aprenderenuovamente posto sulla sponda del letto.
La ragazza loguard con aria ancora interdetta, mentre lui si piegavasulle ginocchia e leprendeva entrambe le mani, stringendole delicatamente tra le sue.
- Tu lo saichi Sirius Black, non vero? - le chiese contatto, scrutandola conunocchiata indagatoria.
Alexis sbattle ciglia pi volte, come se cercasse di mettere a fuocoqualcosa che, tra lanebbia della confusione mentale, le era difficile vedere.
- Che domanda questa? E ovvio che io sappia chi sia! Ci sonocresciuta insieme! E il miopadrino. - asser sicura annuendo con enfasi, ancoraevidentemente arrabbiataper linsinuazione precedente.
Draco storseil naso in una smorfia. Allimprovviso, sembrava esseredavvero in difficolt,tanto che la cosa lo costrinse a distogliere lo sguardo e a posarlosulle loromani unite.
-AlexisSirius non la persona che tu crediessere. - soffi a bassa voce. -Lui ha tradito i tuoi genitori ed ha ucciso dodicipersone-
La pipiccola di casa Potter non gli diede neanche in tempo di finire: conunavelocit improvvisa e raggelante si era bruscamentesottratta alla presa dellemani di Draco ed era scattata in piedi. Le guance rosse di disappunto,le ditastrette in due pugni tremanti, abbandonati sui fianchi, e gli occhirilucentidira.
- Questa una bugia! - lourl quasi, con la vocepi alta di parecchie ottave.
Draco non siscompose minimamente e, lento, si alz in piedi pronto araggiungerla. Ma, nonappena fece per allungare le mani e sfiorarla con una carezzarassicurante, leisi discost con un gesto secco e meccanico, rifilandogliunocchiataccia.
Eccolo l, quel dolore acuto che,comesempre, gli si allargava a macchia nel petto ogni volta che lei lorifiutava.
Ogni volta che lo guardava in quelmodo.
Ogni volta che sentiva di poterlaperdere.
Draco lafiss, lespressione del viso ora dura, ma ancoraabbastanza calma da lasciarenegli occhi qualche traccia di sereno dispiacere.
- No, Alex:questa la verit. Lo sanno tutti che Sirius un assas-
- Non dirlo!- lo ferm con un sibilo, puntandogli lindicecontro. - Sirius non ha fattonulla, n tanto meno ha tradito i miei genitori! La colpanon la sua, ma di-
- Per quantotempo continuerai a tenere gli occhi chiusi davantiallevidenza, Alexis? - lainterruppe Draco con tono amaro - La verit cheSirius Black ha causato lamorte dei tuoi genitori! -
- NO! - urllei, quasi sullorlo delle lacrime - Tu non capisci! E parlidi cose che nonconosci! Ti stai basando su una verit raccontata da occhi ebocche bugiarde!Lintero mondo magico ha dato la colpa a Sirius soloperch non sapeva comegiustificare la loro incapacit nel fermare Voldemort! Siete voi che avete chiuso gli occhi di fronte a ci che veramente successo!-
Draco laraggiunse con un solo lungo passo e la prese per le braccia,scuotendola forte.
- E chi ti dala certezza che ci che ti ha detto il tuo caroSirius sia la verit? insinu, con tono cattivo e con gli occhi cheadesso rilucevano di ira ed impazienza.
Perch si ostinava a non capire?
Alexis lofiss dal basso con aria ferita e deglut,trattenendo a stento le lacrime chepremevano per uscire. Abbass il capo e scosse la testa.
- Io lo so.Lui non mi mentirebbe mai. Non su qualcosa di cosimportante come la morte deimiei genitori. - mormor, facendo un passo indietro.
Draco sciolsela presa violenta delle sue dita e lasci che siallontanasse, fissandola conaria concentrata.
- Alexis, il momento di crescere. Di affrontare la verit e dismetterla di vivere dentrouna favola. Non puoi fidar-
- Non farlo.- lo interruppe, senza nemmeno alzare lo sguardo.
Se ne rimasel, ferma, con il capo chino e la frangetta sconvolta che lecopriva losguardo; le spalle tremavano appena.
Draco rimasein silenzio fino a quando lei non decise di rialzare il capo. Ora laragazza avevasul viso unespressione cos seria e determinatada far brillare con potenzaquegli occhi incredibilmente verdi.
Gli si ferm il cuore nel petto,vedendola cos.
- Non farlo,Draco- sussurr, nella voce una chiara notadolente - Noncostringermi ascegliere, perch tra te e Sirius non sono sicura chesceglierei te. -
Lo dissecos, senza inflessioni particolari nella voce. Poi, senzaaggiungere altro, losuper ed usc dalla camera senza che lui potessesolo anche provare afermarla.
Quella frase lo aveva completamentespiazzato.
Il dolore sordo che gli si allargavanel petto era qualcosa di insopportabile: avrebbe voluto strapparsi lapellecon le dita e poi stringere il cuore con una mano e gettarlo via,lontano, dovenon avrebbe pi avuto la possibilit di vederlo osentirlo.
Non si era mai sentito cos in vitasua.
Annientato.
Draco strinsele mani in due pugni e i suoi occhi brillarono di pura rabbianelloscuritdella sua camera. Poi, con un gesto veloce ed iracondo sivolt verso lascrivania e gett tutto quello che vi era sopra sulpavimento, rivoltandopersino il tavolo e la sedia.
-MALEDIZIONE!! -
Eratardiormai.
La SalaComune di Grifondoro era completamente desolata, fatta eccezione perquellunica persona che, seduta su di un divanetto di fronteal camino, fissavacon aria assorta la pigra brace, unico ricordo delle calde fiamme cheeranoarse nel focolare.
Luis Cabriskse ne stava l, immobile. Le mani intrecciate di fronte allelabbra e gli occhiblu fissi nel vuoto.
Come aveva potuto comportarsi in quelmodo?
Che cosa gli era passato per la testa?
Perch mai non era riuscito afermarsi, quando aveva potuto?
Con quale coraggio avevadeliberatamente ignorato il viso angosciato di Alexis Potter, la suafiglioccia,per la felicit della quale avrebbe dato anche la sua stessavita?
Poteva quellinsignificante vermicolodi Malfoy riuscire a trasformarlo tanto?
La gelosia paterna poteva arrivaredavvero a sfiorare quei confini proibitivi?
Ma, in fondo, cosa ne sapeva davverolui del concetto di famiglia?
Forse, come tutti i Black, era semplicementedestinato a rovinare tutto ci che sfiorava con le sue ditainsanguinate.
Insanguinate di sangue nero.
Come ogni Black.
Aveva sempre cercato di esserediverso; di essere una persona migliore.
Lui non era un Black e non lo sarebbemai stato.
Lui era Sirius.
Punto.
Nientaltro che Sirius.
Un ragazzo - un uomo ormai - cheforse, era dovuto crescere troppo in fretta e che nella sua vita avevaaffrontato davvero tantissime difficolt. E che ancora nestava affrontando. Ealtre ne avrebbe affrontate.
Proprio come Alexis Lily Potter.
Lui lo sapeva bene, oh. Eccome se losapeva.
Eppure
- Cabrisk? -
Una vocebassa lo distolse dai suoi pensieri, costringendolo a risvegliarsi daquellostato di momentaneo torpore nel quale era irrimediabilmente caduto.
Tornare alla realt fu terribile equasi doloroso.
Luis si girlentamente ad osservare il ragazzo che, in piedi accanto al divano, loosservava con aria inquieta: capelli neri disordinatamente scompigliatiedinconfondibili occhi verdi, uguali a quelli di lei.
Uguali a quelli di Alexis.
- S, Harry?-
Tranquilla,la sua voce era risultata distante e disinteressata persino alle sueorecchie ela cosa, effettivamente, lo disorient non poco.
Cera qualcosa di strano che simuoveva dentro di lui.
Poteva sentirla strisciargli nellevene, tanto bollente e dolorosa che avrebbe voluto strapparsi queitubiciniazzurri da sotto la pelle.
Sangue Black.
Harrysembrava decisamente in difficolt mentre, evitando losguardo impassibile delcompagno pi grande, dondolava da un piediallaltro con fare nervoso.
- Che cosa successo poco fa? - riusc poi a chiedere dopo qualcheattimo di imbarazzatosilenzio.
Luis lo fissdal basso, un sopracciglio elegantemente sollevato a mostrare la suacuriosit.
- A che tiriferisci? - domand di rimando, con gentilezza.
Harry siumett le labbra e, finalmente, il suo sguardo scese adincontrare quello bludi Cabrisk.
- Con Malfoy,intendoe con Alexandra. - disse infine, sistemandosi gliocchiali, come seavesse bisogno di fare un movimento qualsiasi per distrarsi ed arginareilnervoso.
Non aveva mai saputo spiegarsi ilperch, ma Luis Cabrisk era in grado di metterlo inagitazione con una sempliceocchiata.
Lespressionedel giovane Sirius rimase impassibile, ma i suoi occhi si spostarono adosservare la brace nel camino, cercando di prendere tempo per esprimerealmeglio ci che aveva nella testa.
- Malfoy hasolo avuto ci che meritava. - afferm con tonorisoluto.
Non cera il minimo segno di rimorsonella sua voce tagliente.
- E per quantoriguarda Alex- Luis fece una pausa, prendendo un profondorespiro e passandosiuna mano sugli occhi, come se fosse improvvisamente stanco. - Midispiaceaverla ferita, ma non rimpiango ci che ho fatto.Lho detto e non mi stanchermai di ripeterlo: quel vermicolo diMalfoy meritava una lezione e, ad essere sinceri, meritava unapunizione anchepeggiore. -
- Mmm- fulunico commento che Potter si concesse di fare, rimuginandosulle paroledellamico.
Mentre faceva quel discorso, Luis nonlo aveva mai guardato in viso; sembrava che i suoi occhi riuscissero ascorgere, nella brace ormai inesistente, un qualcosa di estremamenteaffascinante che Harry per non riusciva a vedere.
- Cosa c,non sei daccordo? - si inform Luis, voltandosifinalmente ad osservarlo conun cipiglio appena infastidito. - Pensi che abbia esagerato? -
Harry lofiss per qualche istante con fare indeciso, poiabbass lo sguardo e scosse latesta.
- No. Haiperfettamente ragione. - concluse e non cera segno ditentennamento nella suavoce.
Lui stesso avrebbe voluto impartire da sempre una bella lezione a Malfoy e, in fondo al suo cuore, godevaquasi perquello che era successo solo mezzora prima tra i tetti delcastello. Eracompletamente daccordo con Cabrisk: Draco Malfoy meritavaquel che Luis gliaveva inflitto.
Eppure cera un altro pensiero che lotormentava. Non riusciva proprio a toglierselo dalla testa.
Ci aveva provato e riprovato, maniente, quello se ne restava l, pigro, aleggiando nella suamente e creando ipotesisu ipotesi, una pi assurda dellaltra.
Doveva chiedere delucidazioni inmerito o sentiva che sarebbe impazzito.
- C solouna cosa che vorrei chiederti Luis, ma- comincie questa volta nel suo tonopass chiara una nota di incertezza.
Cabrisk sorriseaccomodante.
- Avanti,sputa il rospo, Harry. Puoi chiedermi qualsiasi cosa- loincoraggi,accentuando la cosa con un cenno della mano.
Harry storsele labbra in una smorfia ancora titubante, ma alla fine si decise adesprimereil dubbio che lo stava lentamente consumando.
- Prima,durante il duello, tu mi hai chiamato-
- James . S, lo so. - lointerruppe Luis,un sorrisino mesto aleggiava ora sulle sue labbra.
Harry annu,portando una mano a scompigliare i capelli.
- Perch?Era il nome di miopadre ed io-mormor, con voce quasi incrinata.
Luis sorriseancora e alz una mano per fermarlo, prima che continuasse.
- Vedi,Harry- cominci, con tono improvvisamentenostalgico - Tempo fa avevo unamico, il migliore che potessi desiderare. Si chiamava James. rivel sottovoce,come se avesse paura di disperdere quel ricordo in parole vane cheavrebberopotuto essere raccolte da sconosciuti indegni. - Preso dalla foga delmomentoti ho chiamato in quel modo senza nemmeno rendermene conto. -
- Avevi unamico che si chiamava James? - questa volta fu Harry ad interrompere ilcompagno e nelle sue parole cera uno strano doppio senso,che Sirius nonavrebbe mai voluto cogliere. - Non che era mio padre?Anche se mi sembraimpossibile, vista la tua et-continu, ma Luis non lo stava pi ascoltando.
Ed eccola l, la fatidica domandachenon avrebbe mai voluto sentire.
Il dolore gli esplose nel petto alricordo, costringendolo a mordersi la lingua per non emettere neancheil pipiccolo guaito di sofferenza.
Sirius chiusegli occhi e scosse la testa, alzando entrambe le mani in segno di resa.
Adesso era un sorriso freddo, quelloche gli tirava le labbra quando rialz il viso per osservareil figlioccio.
-Ehi, ehi!Frena lentusiasmo ragazzo mio! Si fatto tardie, non so tu, ma io sonodavvero stanco. - svi il discorso, mettendo le mani sulleginocchia edalzandosi dal divano con un gesto fluido. - Avremmo tempo per discuteredel miopassato. -
Gli sorriseancora, con quel sorriso falso e forzato, mentre sollevava una mano egliscompigliava appena i capelli.
- Buonanotte,Harry. - lo salut e, senza dargli il tempo di replicare, siavvi verso idormitori, chiudendosi presto la porta alle spalle.
- NotteLuis-
Erasemprestato bravo a sfuggire da situazioni scomode.
Quante volte aveva cavato dimpacciosstesso e quello scapestrato del suo migliore amico?
Sirius Blacksi chiuse la porta della propria stanza alle spalle e vi sipoggi sopra, con unespressionestanca e torturata.
Gi, il suo migliore amico.
James.
James Potter.
Sospir equel respiro profondo sembr svuotarlo da dentro: siripieg su se stesso, comeun involucro vuoto, e si trascin in bagno. Con un debolecolpo di bacchettaaccese le candele adagiate sul ripiano del lavandino e, lentamente, siportdavanti allo specchio. Artigli il bordo del mobiletto esollev lentamente losguardo: quasi si spavent.
Era unriflesso quasi informe la figura che vedeva riflessa nel vetro: capellicorti erovinati, occhi stanchi circondanti da occhiaie e rughe premature,barbaincolta e un corpo coperto da cicatrici.
Sirius Black era l, davanti a lui,intutta la sua disgraziata realt.
Si guard perqualche istante soltanto poi, non riuscendo a sostenere il suo stessosguardotorturato, chiuse gli occhi e scosse freneticamente la testa.Allung unbraccio ed apr il mobiletto appeso accanto allo specchio,quasi alla cieca.Tast tra i vari ripiani, fino ad afferrare una bottigliettaliscia. La tirfuori e la guard in controluce: il liquidoallinterno era quasi finito.
-Dannazione- imprec debolmente, stringendo ledita attorno allampolla -Domani mi toccher tornare da Mocciosus .-
Apr labottiglietta e, senza nemmeno pi guardarsi allo specchio,bevve lultimo sorsodella Pozione dellet.
Lamattina seguente, Alexis Potter aveva lasciato la Sala Comune diSerpeverde cheaveva appena cominciato ad albeggiare.
Aveva bisogno di stareun po da sola con i suoi pensieri e sapeva che, solo aquellora, la scuolasarebbe stata pressoch deserta.
Quella notte, come eraovvio che succedesse, non era riuscita a chiudere occhio: dopoessersene andatadalla camera di Draco, era tornata nella sua stanza e, come un automa,si erainfilata dentro il letto, per rimanersene poi ore ed ore a fissare ilsoffittobuio.
I pensieri le si eranoaffollati nella testa, rumorosi ed ingombranti, e non era riuscita afareproprio nulla per scacciarli. Quelli se ne erano rimasti l,come ombreminacciose che artigliavano la sua memoria e si allungavano fino astringere ilsuo cuore in una morsa che, definire dolorosa, sarebbe stato unsempliceeufemismo.
Equei pensieri non lavevano abbandonata neanche adesso chevagava per isotterranei, diretta alle scale che lavrebbero portata insuperficie. Speravache magari un po di luce avrebbe potuto rischiarare la suamente e farla staremeglio.
Ma lei per prima sapevache quella era solo una vana speranza.
Stavapassando davanti allaula chiusa di Pozioni, quando la portasi apr: la figurache ne usc la costrinse a fermarsi di botto.
Un giovanissimo SiriusBlack si chiuse lanta di legno alle spalle, con delicatezza:stringeva tra lemani una piccola boccetta piena di liquido azzurrognolo.
Rimaseroa fissarsi per qualche istante, non sapendo cosa fare o cosa dire. Ilsilenzioli avvolse e, per la prima volta nella loro vita, non ceranulla di piacevolein quella calma. Si respirava aria di tensione, di paura, di rimorso edicolpa.
Dopoqualche istante, Alexis apr le labbra e fece per direqualcosa, ma Luis Cabrisksollev la mano libera e la ferm con un semplicegesto.
-Non qui. - le disse semplicemente.
Laragazza lo fiss e richiuse la bocca, mordendosi poi illabbro inferiore confare indeciso.
Siriussi sforz di sorriderle appena ma lei nonricambi e rimase seria, le bracciaora incrociate al petto. Le porse una mano, come tacito invito aseguirla.
Dopo qualche breveistante di esitazione, Alexis prese la mano del padrino.
Siritrovarono a passeggiare per il giardino di Hogwarts, giusto sullimitare delLago Nero. Da quando erano usciti dalla scuola non si erano ancorarivoltiparola. Adesso nemmeno le loro mani erano pi legate; silimitavano a camminareluno accanto allaltra avvolti entrambi inpensieri che, in fondo, li univanomentalmente.
Quandoarrivarono ai piedi della grande Quercia - laQuercia che, dallinizio di quellanno scolastico,era ormai ufficialmentediventata il luogo segreto dei fratelli Potter - Luis Cabrisksi ferm.Poggi una mano sullantico tronco esospir, negli occhi unaria nostalgica.
-Lo sai, questo era anche il nostro posto.Io, James e Remus venivamo sempre qui quando volevamo rilassarci estare dasoli- se ne usc, ricordando i bei tempi passaticon i Malandrini. - Eproprio qui sotto che abbiamo ideato la Mappa del Mal-
-Devi andartene. - lo interruppe Alexis.
Fredda, concisa, veloce,improvvisa.
La sua voce non avevaavuto neanche un minimo di esitazione.
Siriussi volt a guardarla lentamente con entrambe le sopraccigliacorrugate.
-Come hai detto? - mormor, non sicuro di aver capito beneci che la figliocciaaveva appena proferito.
-Devi andare via. - ripet lei, inflessibile, gli occhi verdiche scintillavanodi sicurezza.
-Ma che?-
-Restare qui diventato pericoloso! - sbott laPotter, distogliendo lo sguardoda quello improvvisamente ferito e sorpreso del padrino. - E tu non faialtroche comportarti come un bambino! - aggiunse stringendo le mani in duepugni. -Forseforse non sei pi fatto per stare qui.Forse, Hogwarts non pi il postoadatto a te. Forse, dovresti semplicemente andare via, trovare un postopisicuro e nasconderti bene io non sopporto- manon fece in tempo a finire.
-Basta cos, ho sentito anche troppo. sibil Luis, gli occhi ridotti a duefessure scintillanti dira.
-Ma io- cerc di protestare Alexis.
-Ho detto basta! Non voglio pi ascoltare una singola paroladi quello che haida dirmi. Non mi sopporti pi? Bene.Considerati libera dal mio peso. Da oggi in poi smetter dipreoccuparmi perte! - la aggred con tono velenoso senza mai alzare la voce.
Lespressione distortadel suo viso rabbioso bastava da sola ad esprimere i suoi pensieri.
Spiazzata,Alexis fece un passo allindietro e lo fiss conocchi ora enormi sul visinodispiaciuto.
-Ma la vita la mia signorina, e sono io che decidoci che ne voglio fare: tunon sei nessuno per potermi dare degli ordini. concluse,prima di rifilarleunultima occhiataccia.
Poisi volt e, senza aggiungere altro, si allontanverso il castello con passirabbiosi, lasciandola sola.
Alexislo fiss andare via da lei, lo sguardo lucido e un peso sulcuore. Si morse illabbro inferiore e abbass gli occhi, mentre una singolalacrima le accarezzavail viso.
- Io non sopporto lideadi perderti- concluse.
Ma, ormai, non cera pinessuno ad ascoltarla.
Lavevacercata per tutto il giorno, ma era riuscito a trovarla solo apomeriggio ormaiinoltrato.
Laosserv da lontano, nascosto dietro lombra di unalto albero: Alexis Potter sene stava l, vicina alle rive del Lago Nero rannicchiata aterra, le gamberaccolte al petto e lo sguardo lontano.
Non riusciva a vederlabene in viso perch il vento le scompigliava i capelli che,inevitabilmente,andavano a nascondere la sua espressione, ma era sicuro che i suoiocchistavano guardando qualcosa che andava persino oltre la sottile lineadellorizzonte, che divideva le acque inquiete del lago dalcielo rosato daltramonto.
Erasempre cos bella, lei.
Cosbella da togliergli il fiato.
Seera bella anche per il resto del mondo, Draco Malfoy non avrebbe saputodirlo:magari non tutti sapevano apprezzarla per quel che era.
Ecosera, veramente, Alexis Potter?
Unabambina, ancora. Minuta, fragile, con la pelle lattea, i capelli neriperennementescompigliati, il naso piccolo e le labbra morbide.
Epoi gli occhi.
Quellosguardo verde smeraldo che laveva incantato sin dalla primavolta che i loroocchi si erano fortuitamente incontrati.
Quelle iridi avevanobrillato anche nelloscurit dei cunicoli dellaGringott.
DracoMalfoy chiuse gli occhi e si pass una mano sul viso,poggiando le spallecontro il tronco dellalbero. Prese un profondo respiro e poila raggiunse.
Alexisera persa nei suoi pensieri quindi non sent i passi leggeridi qualcuno farsisempre pi vicini. Solo quando unombra scura lesi disegn addosso,circondandola, allora si riscosse e sollev il viso. Lo fecelentamente, comese non ci fosse alcuna fretta.
Come se sapesse gi dichi era la figura che torreggiava su di lei.
Alzlo sguardo fino ad incontrare il viso impassibile di Draco Malfoy.
Sifissarono per qualche silenzioso istante; solo il rumore flebile delvento e ilfruscio delle foglie della Quercia interrompevano la quiete apparenteche siera instaurata tra di loro.
Senzadire nulla e senza mai distogliere lo sguardo, Alexis sialz piano da terra,in modo da poterlo guardare meglio in viso.
Il silenzio che liavvolgeva era qualcosa di pesante ed opprimente, che nessuno dei duesarebberiuscito a sopportare ancora a lungo.
Dovevano parlare.
Dovevano comunicare.
Fare qualsiasi cosa.
Ma non ci riuscivano.
Sene rimasero semplicemente cos, per lunghissimi minuti, unodi fronte allaltra,taciturni, immobili e mai cos distanti.
Allafine, fu Draco a prendere in mano la situazione.
Non ce la faceva pi.
Alzentrambe le mani in segno di resa e senza mai smettere di guardarladrittanegli occhi quelle iridi che gli facevano sempre dolere ilpetto in manierainsopportabile - fece un passo allindietro.
Alexisrimase ferma e non fece niente per cercare di fermarlo.
-Mi arrendo. mormor alla fine , conun sussurro stanco e doloroso. Starecon te troppo difficile. Io ti amo, davvero. Ma tu haitroppi segreti danascondere ed io non riesco a sopportarne il peso. dichiar e nella suavoce non cera stato il minimo cenno di esitazione.
Draco Malfoy era semprestato cos: spaventosamente bravo a nascondere ogni suaemozione. Dannatamentebravo ad indossare maschere e volti non suoi sopra il suo viso.
Maschere che Alexis erariuscita lentamente a togliere ma delle quali lui si era adessoriappropriato,con una velocit che era decisamente dolorosa.
Dolorosa, come lasensazione che le si era allargata nel petto: sentiva caldo dentro lapelle,come se un fiume di lava le si stesse muovendo allinternodel corpo. E ceranotanti aghi che le si conficcavano nellepidermide togliendolela capacit direspirare.
Sifece coraggio e prese un profondo respiro, deglutendo e cercando diinghiottirequel groppo che adesso, enorme, le chiudeva la gola. Alla fineannu,semplicemente.
-Lo capisco.
Ed era vero: lo capivadavvero.
Avrebbe voluto trovarela forza, dentro di s, per ribellarsi alle parole di lui macera una parte dilei che sapeva di essere nel torto. Che sapeva che lui aveva ragione eche noncera pi nulla a cui appigliarsi.
Preseun altro respiro profondo e strinse le mani in due pugni, per farsiforza.
-Va bene cos. aggiunse, anche se in cuor suosapeva di star cercando diconvincere se stessa, pi che lui. Quanto tempomi dai per far scappare Luis?
Glielodomand cos, a bruciapelo. Anche nella sua vocenon cera alcuna inflessione.
A forza di stare conDraco, aveva imparato ad essere un po Malfoy.
Dracola fiss impassibile, le mani adesso inserite nelle taschedei pantaloni neriche indossava.
-Nessun tempo. rispose, semplicemente.
Alexisspalanc gli occhi, perdendo tutta la fredda compostezza cheera riuscita aguadagnarsi.
-Cosa?! Ma! cerc di protestare malui non gliene diede il tempo.
Fulmineo,accorci nuovamente la distanza tra di loro, incombendo sudi lei. La afferrper le spalle e chin il capo fino a ritrovarsi con il visoalla stessa altezzadi quello di lei, poi inaspettatamente, annull la distanzatra le loro labbra e la baci .
Fuun bacio veloce ed urgente che riusc a stordirlaimmediatamente; non durmolto e il modo in cui lui si allontan fu brusco e le fecemale.
Dracola fiss da quella ridicola distanza, conunocchiata seria e penetrante che lamise subito a disagio. Poi, parl di nuovo.
-Io non dir niente Alexis, te lo prometto. Ma lultima cosa che faccio perte, non chiedermi nientaltro. Mai pi. lo disse tutto dun fiato, in unsussurro velocissimo, quasi avesse paura di perdersi qualche pezzo perstrada trail coraggio che diventava sempre pi debole e il timore cheopprimeva il suopetto.
Alexisdeglut e senza riuscire a dire nulla in risposta, silimit ad annuire.
Il groppo che adesso lechiudeva la gola era enorme, come se qualcuno le stesse violentementepremendole dita sul collo e stesse cercando di soffocarla.
Dracola fiss per un altro istante solamente.
Voleva imprimerselonella mente.
Il suo viso.
La sua espressione.
Isuoi occhi.
Poi,con un dolore che non aveva mai provato in vita sua e che gli stavadilaniandoil petto dallinterno, sollev una mano e fece peraccarezzarle una guancia conla punta delle dita. Ma non la sfior nemmeno: il suobraccio si abbasslentamente, insieme al suo sguardo.
Poi,piano, Draco Malfoy si allontan da Alexis Potter; le diedele spalle e se neand.
Passi dolorosi che loallontanavano sempre di pi da lei.
Sempre di pidallamore.
Passi dolorosi che, conogni singolo incedere, calpestavano quel che ne restava della lorostoria.
E ne segnavano,definitivi e dolorosi, la fine.
Alexisrimase ferma a fissare il vuoto che il ragazzo aveva lasciato dietro dis.
Il vuoto che avevalasciato dentro di lei.
Erastata forte e coraggiosa fino a quel momento ma adesso sarebbecrollata, losapeva.
E voleva farlo.
Voleva crollare.
Ne aveva quasi unbisogno fisico.
Unalacrima abbandon i suoi occhi, ormai irrimediabilmenteumidi, e scivol lungola guancia. Ne segu unaltra, eunaltra ancora. Le cont, per tenere la menteoccupata, fino a quando non divennero davvero troppe e decisamenteincontrollabili.
Eallora, finalmente, croll.
Siaccasci per terra e nascose il viso tra le braccia,rimanendo semplicemente la piangere tutte le lacrime e a singhiozzare tutto il respiro cheancora aveva.
Nonvoleva vedere nulla: solo il buio.
Quel nero.
-Alexis? Alexis, tesoro, smettila di piangere. Va tuttobene.-
Erastata una voce gentile a parlare, dolce, femminile ed estremamentematerna.
Sapeva perfettamente achi appartenesse.
Alexisalz il viso di scatto sottraendolodalloscurit creata dalle braccia consertesullerba, e i suoi occhi immediatamente trovarono quellicaldi e rassicurantidella sua dea : Lily. Laguardsorpresa, le labbra appena schiuse e gli occhi ora spalancati sulvisino ancoraarrossato dalle lacrime precedente versate.
Cera riuscita.
Era tornata nel suopiccolo angolo di Paradiso.
Come avesse fatto,sinceramente non lo sapeva, ma non aveva tutta questa fretta discoprirlo.
Allimprovviso, sisentiva calma e in pace con tutto il mondo.
Non ricordava pinemmeno il motivo per il quale avesse pianto tanto.
-LLily- mormor, ancora incredula.
Lasua dea personale le sorrise, rassicurante come sempre, e lesfior il viso conuna di quelle carezze che riuscivano sempre a calmarla; era come selei, soloattraverso quelle dita delicate, fosse in grado di infonderle ungrandissimosenso di serenit.
Perch mai doveva staremale?
Non ce ne era alcunbisogno.
Nessuno meritava le suelacrime.
Gi, nessuno ma nessunochi?
Le sembrava di avere latesta incredibilmente leggera, come se qualcuno avesse rimosso qualcheparteimportante della quale, adesso, non aveva pi alcuna memoria.
E, stranamente, la cosanon le importava.
Non voleva ricordare.
Ricordare eradoloroso.
Conlaiuto di Lily si rimise in piedi, asciugandosi le ultimelacrime che ancoratracciavano le sue guance. La bellissima donna, che era stata insilenzio finoa quel momento, si limit a guardarla conquellaffetto materno che era solosuo e poi, delicata, la cinse in un abbraccio, stringendola forte as.
Alexissi lasci andare contro quel petto morbido, che profumava dibuonocheprofumava di amore e di quella rosa rossa che, come sempre, se ne stavalconficcata appena sopra il seno sinistro della sua dea personale.
Non aveva mai capitocome facesse a non darle fastidio.
Lilyle accarezz i capelli per qualche altro minuto silenzioso,poi si abbassappena per poterle poggiare il mento su di una spalla.
-Hai ragione, piccola mia. se ne usc, con vocemorbida e vellutata, mentrecontinuava a sfiorarle lentamente i capelli. Ricordare doloroso . Perch farlo quindi?
Alexiscorrug la fronte un po perplessa e poi sistrinse nelle spalle, socchiudendoappena gli occhi e fissando ancora una volta la bella rosa rossa,adesso vicinaal suo viso.
-Gi, perch farlo?- ripetsotto voce, allontanandosi appena dallabbracciodella donna.
Adessoaveva uno sguardo vacuo, concentrato solo su quel fiore inserito nelpettodella dea.
Non sapeva perch, maaveva una gran voglia di toccarlo, di verificare che fosse vero.
Voleva sentire i petalimorbidi sotto i polpastrelli ed ubriacarsi di quel profumo dolciastro esottileche, adesso, cullato dal vento leggero di quel suo personale Paradiso,lesolleticava lolfatto in maniera decisamente invitante.
Lily,ancora una volta, sembr leggerle nel pensieroperch, dopo averle riposto unaciocca di capelli dietro lorecchio, le sorrise ancora e leindic il rossofiore sfiorandolo appena.
-Sei sempre stata attratta dalla mia rosa. rimugin e la sua voce delicataaveva assunto una tonalit quasi soddisfatta, alla qualeAlexis, per, non fecealcun caso.
Lapiccola Potter si limit ad annuire e a piegare il viso sudi un lato per poterosservare il fiore da unaltra angolazione: pi loguardava e pi le sembravabello.
Ed invitante.
Lilyla guard ancora, quasi la stesse attentamente studiando.Poi, piano, si piegsulle ginocchia, lasciando che lo sfarzoso vestito nero che indossavasiaprisse a cerchio intorno a lei.
-Lo sai, Alexis: se vuoi, puoi prenderla. le disse,sorridendo gentile.
Solodopo quelle parole, Alexis sollev il viso di scatto, finoad incontrare gliocchi gentili della sua bellissima dea personale. Apr unpo le labbra,sorpresa, e la fiss per qualche secondo non del tuttoconvinta.
-Posso davvero? domand dopo qualchesecondo di titubante silenzio.
Senzaaggiungere nientaltro, Lily si limit a sorrideree, con delicatezza, la preseper mano e la guid fino al suo petto, allaltezzadella rosa. Alexis scese dinuovo ad osservare il rosso fiore poi, piano, allung ledita.
Stavaquasi per sfiorare uno dei morbidi petali, quando sent unurlo rabbioso edisperato tuonarle nella testa.
-ALEX! ALEX! TORNA DA ME! TORNA DA ME, TI PREGO! urlava lavoce.
Spaventata,Alexis ritir la mano con un gesto brusco e siguard intorno allarmata.
Chi la stava chiamandocon tanta urgenza?
Spalancgli occhi e torn a guardare la dea con aria angosciata: perun solo istante lesembr che quel viso bellissimo e candido fosse distorto dauna smorfia di odioe follia, che la rendeva brutta eterrificante.
Alexisnon ebbe il tempo di fare nientaltro perch undolore lancinante le colp laspalla destra costringendola a chiudere gli occhi e a piegarsi su sestessa.Url ed url ancora, perch lesembrava che qualcuno le stesse premendo un ferroincandescente sulla pelle.
Sembravaquasi che si stesse squagliando lentamente e dolorosamente. Non avevamaisentito tanto male in tutta la sua giovane vita. Mai.
Gride pianse disperata, fino a che loblio non la accolse dinuovo tra le suebraccia e questa volta,stranamente, eranodavvero rassicuranti.
{Unagoccia nelloceano,
Uncambiamento nel tempo,
Stavopregando affinch potessimo finire con lo stare insieme.
Eracome desiderare la pioggia mentre stavo nel deserto,
Mati sto tenendo pi vicino che posso,
Perchtu sei il mio Paradiso.}
(*)Viricordo, come sempre, che questa storia ambientatadurante La Camera Dei Segreti. Dopo le tantepietrificazioni degli studentiLucius Malfoy e il Ministro della Magia, Cornelius Caramel, vanno adHogwartsper arrestare Hagrid accusato di aver scatenato la bestiamisteriosa chestarebbe creando tanto scompiglio nella scuola. In quella stessaoccasione,Lucius consegna a Silente un mandato, in cui viene dichiarato che ilpresidedeve abbandonare Hogwarts.
*
Salve a tutte!
Finalmente, dopo uno deimiei soliti e vergognosi ritardi, ecco per voi, come promesso nelmessaggioprivato, il capitolo 43 di Un Particolare InPi!
Questa storia, come alsolito, procede a rilento, ma oramai mancano solo sette capitolo e poi,potremmo finalmente scrivere tutte insieme la parola fine al fondodellepilogo! Quindi, per le pi dubbiose, nonavete nulla da temere: lhodetto tante volte e non mi stancher mai di ripeterlo:
QUESTASTORIA AVRA IL SUOFINALE!
Beh, che dire?
Sono sicura che, inquesto momento, molte di voi forse tutte! vorrebbero staccarmi la testa amorsi: torno e in questo capitolo ne succedono davvero di tutti icolori (e checi fosse una notizia positiva per la nostra Alexis! Litiga con Sirius,silascia con Draco e poiebbene s, non me ne sonomica dimenticata: il sognomisterioso tornato e con lui, il Paradiso personale dellapiccola Potter e lasua Dea che, sempre pi, assume volti di unostranoDemone? Mah, chiss; ilmistero del sogno sar una delle ultime cose cheverr svelata in questa fanfiction, quindi dovrete pazientare ancora un po, ma lastoria quasi al suotermine, quindi arriveranno presto mi auguro! tutte le risposte ai vostridubbi!)
Perchi segue la nuovastoria originale/romantica che ho cominciato a postare qui su EFP ormaidaqualche settimana (Queens Park Il viale dei sogni infranti;la trovatetranquillamente sul mio profilo), sa che ho cominciato ad adottare un nuovo metodo di risposta alle recensioni che mi lasciate: lo faccio tramite deivideo che poi posto, regolarmente, sul mio canale YouTube!
Dal momento che questaidea ha avuto parecchio successo e sembra divertire voi lettrici, hodeciso cheutilizzer questo metodo anche per rispondere a tutte legentilissime ragazzeche, da adesso in poi, mi lasceranno un commentino sui nuovi capitoli!:3
Unmotivo in pi per recensire, non vi pare?
Beh, detto questo, iodirei che arrivato il momento di salutarvi!
Spero che il capitolo nonostante il clima di tensione che si respira sia stato divostrogradimento: si accettano pomodori in faccia, fischia di disprezzo equantaltrosolo, per favore: niente oggetticontundenti! In fondo, Natale,no? **
Ordunque, questo capitolo il mio personalissimoregalo di Natale per tutte voi!
Sevolete fare unregalino anche alla sottoscritta, baster qualche parola inun commento,saranno tutti apprezzatissimi!
Vi lascio alcuni links,dovepotrete raggiungermi:
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QueensPark Il viale dei sogni infranti
E con questo, davverotutto gente!
Alla prossima (:
Vostra affezionatissima Giulia.