Affrontare le conseguenze
Affrontare le conseguenze
~ Un Particolare In Pi ~
A Stefy Salerno e a Rosa d'Aiello, che hanno continuato a seguirmi su facebook e a tempestare di "Mi Piace" e commenti ogni notizia relativa a questa storia.
A Bianca LH Curotto, che "e poi ci sono io che la so a memoria e me la rileggo ogni due mesi (...) ogni totincomincio a sentire la mancanza di Alexis e degli altri personaggi, quindi mi butto di nuovo a leggere (: Non ti ringrazier mai abbastanza per aver incominciato a scriverla."
Ad Alexis Lily, che su facebook ha scelto questo nickname proprio in onore della mia Alexis.
E a te, che sei ancora qui con me, con Alexis, con Draco ed Harry e tutti i personaggi di questa storia.
Grazie.
Dal profondo del mio cuore: GRAZIE.
Capitolo XLIV
Affrontare le conseguenze
- Alexis?
La ragazza si gir di scatto, il cuore impazzito e gli occhi spalancati. Occhi che, immediatamente, andarono a posarsi sulla figura maschile davanti a lei. Schiuse la bocca e balbett qualcosa. Alla fine, un solo, fioco sussurro lasci le sue labbra.
- Harry.-
Furono minuti di silenzio interminabili quelli che aleggiarono tra i due fratelli Potter dopo quel debole sussurro. In una sola, singola parola, in quel nome bisbigliato appena, vi era impresso tutto quello che Alexis non avrebbe saputo dire, a quel punto. Il tono era stato sorpreso, ma carico di angoscia e di dispiacere, come se quelle due semplici sillabe volessero esprimere tutte le scuse e lamarezza che provava in fondo al cuore.
Harry Potter rimase a fissare la sorella con espressione indecifrabile; gli occhi erano completamente nascosti, perch la pioggia aveva appannato le lenti dei suoi immancabili occhiali. Ma, comunque, nebbia sarebbe stato quello che avrebbe visto davanti a s in quel momento in ogni caso.
La pioggia continuava a scorrere su di loro, violenta ed interminabile, e bagnava i loro vestiti, appiccicava i capelli ai loro visi e sembrava creare un solido muro che li teneva lontani, separati come mai prima.
Alexis aveva ancora le labbra socchiuse e respirava lentamente, cercando di controllare i battiti del suo cuore, ma era evidente che stesse perdendo quella battaglia. Alla fine, dopo quelli che sembrarono interminabili momenti di pura staticit, riusc a muovere un solo, piccolo passo verso Harry.
- Harry, io - cominci, ma sembr mancargli totalmente il coraggio, perch le altre parole, ammesso ce ne fossero, le morirono in gola, soffocate da un singhiozzo che le scosse violentemente il petto.
Non poteva farcela.
Inaspettattamente, anche Harry fece un passo verso di lei, ma, a differenza della sorella, non si ferm fino a quando non le fu di fronte, a pochi centimetri di distanza. La fiss, serio ed impassibile, ed Alexis fu costretta a sollevare il viso per poterlo guardare a sua volta.
Rimasero di nuovo in silenzio, a scrutarsi e studiarsi, non come se fossero due fratelli, ma quasi come se fossero due nemici.
Luno diffidente.
Laltra spaventata.
Alexis si umett le labbra, anche se, effettivamente, non ce ne era alcun bisogno: erano gi abbastanza bagnate a causa della pioggia che continuava ad abbattersi su di loro, come se cercasse di lavar via ogni peccato, ogni bugia risultando per solo inutile e fallimentare.
- Mi Mi Mi - sussurr, ma ogni movimento della bocca sembrava doloroso e nessunaltra parola sembrava essere in grado di aggiungersi a quella piccola ed insignificante sillaba, ripetuta pi e pi volte.
Mi
Che cosa voleva dire?
Mi dispiace, forse?
Mi puoi perdonare?
Mi ascolterai, mentre ti racconto la verit?
Mi vorrai ancora bene, dopo tutto questo?
Mi odi?
Nessuna di quelle frasi, che tanto freneticamente le stavano vorticando nella testa, riusc a lasciare le sue labbra. Ma non sarebbe successo nemmeno se ne avesse avuto davvero la forza, perch, allimprovviso, Harry si chin su di lei e, semplicemente, la abbracci.
Non disse nulla, nemmeno la guard: si limit a stringerle le braccia intorno alla vita e a premersela contro, come se avesse bisogno solo di ci, in quel momento; non aveva voglia di sentire inutili parole o scuse banali: voleva solo abbracciare sua sorella, al resto avrebbe pensato poi.
Colta di sorpresa, Alexis se ne rimase immobile, in quella stretta confortante che, per la prima volta, la fece sentire davvero a casa; era calda e accogliente, come solo quella di Sirius aveva saputo essere prima di allora.
Forse, era la consapevolezza che Harry sapesse chi lei fosse davvero e quindi aveva un sentimento del tutto nuovo ad animare quel suo abbraccio.
O forse era solo lei che, libera dal peso delle sue menzogne, poteva davvero godersi laffetto che quel petto ampio e caloroso sapeva adesso donarle.
E, in quel momento, non ci fu pi alcuna pioggia, alcun vento, alcun freddo cerano solo loro due.
I fratelli Potter, finalmente riuniti.
Dopo qualche minuto, durante il quale Alexis aveva preso coraggio ed era riuscita a stringere il fratello a sua volta, fu proprio la ragazza ad interrompere il silenzio, non del tutto spiacevole a dire il vero, che si era creato tra di loro. Sollev appena il capo, giusto per poterlo osservare in viso.
- Harry, io volevo dirtelo davvero. E solo che - cominci, con un mormorio basso e dimesso.
Harry la fiss dallalto, poi scosse la testa e le infil una mano tra i capelli, spingendole il viso contro il suo petto e costringendola ad abbassare di nuovo il capo.
- Non ora, Alex. Non ora. si limit a risponderle, mentre le stringeva le dita sulla nuca, in un gesto di tenera familiarit. Io Non so se riuscir mai a perdonarti per quello che mi hai fatto E stato duro, per me, scoprire la verit in questo modo; insomma, mia sorella stata sotto i miei occhi per tutto questo tempo ed io non me ne sono mai reso conto mi sono persino invaghito di lei. Tutto ci umiliante -
Alexis sent un colpo al cuore per ogni singola parola detta. Le sue dita si artigliarono al maglioncino ormai zuppo del fratello e tremarono.
- Mi dispiace Non avre - cerc di scusarsi, ma ancora una volta, Harry la strinse forte a s, impedendole di continuare.
- Non voglio le tue scuse. Ma devi capire che mi servir del tempo Lontano da te. Devo riflettere, ma non stasera. si chin ancora, avvolgendola completamente nel suo abbraccio e poggiandole il mento su di una spalla. Per stasera, lascia solo che ti abbracci.-
Alexis avrebbe voluto dire mille cose, in quel momento, ma cap che, forse, era meglio tacere.
Cos se ne rimase l, a farsi stringere in quellabbraccio fraterno.
Lasciando ad Harry la possibilit di ricevere, per la prima volta in vita sua, del calore famigliare.
Quando Alexis riapr gli occhi si sent riposata e leggera. Si stiracchi pigra nel suo letto, godendosi il calore di quei raggi di sole magico che filtravano attraverso la finestra della camera da letto.
Pos la testa sul cuscino, sprofondando morbidamente, e socchiuse gli occhi.
Nello stesso istante, un pesante macigno le blocc il respiro nel petto.
Dopo i primi attimi di smarrito benessere dato dal risveglio, il presente laveva investita con la forza di un uragano, costringendola nuovamente a spalancare le palpebre; con sguardo sbarrato, sent il sangue defluire dalle sue guance e cap che doveva essere sbiancata allimprovviso; il cuore le batteva funesto in gola e contemporaneamente poteva sentirlo combattere contro le costole; le venne da vomitare e il mondo le vortic attorno, rendendola consapevole di tutto ci che era successo solo qualche ora prima: il suo pi intimo segreto era stato rivelato ed ora tutti conoscevano la sua vera identit.
Nessuno lavrebbe mai pi chiamata Alexandra Black.
Nessuno avrebbe pi temuto la sua presenza per via del suo cognome.
Tutti, ora, lavrebbero vista come una sporca bugiarda che aveva ingannato il suo stesso fratello.
La perfida menzognera Alexis Potter, complice di aver lasciato fuggire lassassino Sirius Black.
No! Sirius non era un assassino! E non avrebbe mai smesso di pensarlo n di difenderlo!
Mentre portava una mano ad artigliarsi la carne allaltezza del cuore, Alexis si chiese se non sarebbe stato meglio abbandonare tutto e andare via con Sirius una parte di lei desiderava poter tornare indietro nel tempo e prendere quella decisione.
Ma, dentro di s, sapeva quali erano i motivi che lavevano spinta a restare.
Suo fratello, Harry Potter.
E Draco Malfoy.
Alexis si mise lentamente a sedere, passandosi una mano tra i folti capelli scombinati.
Lo aveva sempre saputo che un giorno avrebbe dovuto affrontare le conseguenze delle sue scelte e quel momento era arrivato.
Avrebbe dovuto essere preparata, ma non lo era affatto.
Respir a fondo e a lungo, cercando di arginare il dolore della consapevolezza e della preoccupazione che le attanagliavano la bocca dello stomaco e le si infilavano sotto pelle come mille aghi acuminati.
Quando la porta del bagno si apr e Diamond si introdusse nella camera, Alexis alz lentamente lo sguardo per osservarla. La compagna le riserv solo unocchiata veloce, poi si volt e cominci a rovistare in modo brusco nel suo armadio.
Alexis avrebbe voluto salutarla e apr persino le labbra per fare un tentativo, ma da esse non usc altro che un fioco sospiro. Che cosa mai avrebbe potuto dirle?
Mi dispiace di averti mentito?
Mi dispiace di non essere la persona che credevi io fossi?
Possiamo ancora essere amiche?
Sapeva che le sue parole non sarebbero servite a molto e, in certe occasioni, forse la cosa migliore da fare semplicemente tacere e lasciare che il tempo scorra e le ferite si rimarginino da sole.
Alexis si alz dal letto e senza dire nulla si infil nel bagno.
Latmosfera in Sala Comune non era certo migliore di quella che aveva respirato in camera sua e ancor peggiore sarebbe stata quella dellintero castello.
Alexis varc la porta del dormitorio e non appena mise piede nella stanza di ritrovo dei Serpeverde tutti gli occhi corsero su di lei. Se ne rimase ferma solo per qualche istante, respirando piano e cercando di arginare il dolore che era tornato a gonfiarle il petto. Strinse le mani in due pugni e alz coraggiosamente il viso, senza guardare nessuno in faccia.
Avanz con passo sicuro in mezzo ai compagni della sua casata, mentre tuttintorno a lei si accendeva un brusio fastidioso e concitato: stavano parlando di lei, ladditavano, laccusavano.
Alexis cerc di ignorare ogni parola, ogni frecciatina, ma fu costretta a fermarsi quando i suoi occhi incontrarono la figura sempre elegante di Blaise Zabini.
La fierezza del suo sguardo di smeraldo si spense in un istante e le parve che il tempo si congelasse ed ogni altro suono o figura scomparisse: al centro di un nero senza confini, vedeva solo Blaise.
Il ragazzo ricambi il suo sguardo e in un primo momento parve sorpreso di vederla, come se non si fosse aspettato di incontrarla ancora.
Era cos doloroso, averla l, davanti agli occhi, e vederla sempre uguale, con il visino pallido e lespressione triste, che sempre avevano acceso in lui il desiderio di proteggerla.
Eppure, quella ragazza che aveva di fronte non era pi la sua amica Alexandra Black non lo era mai stata.
Alexis fece un passo verso di lui, come se volesse raggiungerlo, e forse fu in procinto di dire qualcosa, di scusarsi, di giustificarsi, ma locchiata di totale indifferenza che Blaise le rivolse la costrinse a fermarsi e a desistere da qualsiasi intento.
La disprezzava.
Blaise Zabini la disprezzava e non aveva alcuna remore di farglielo capire.
Listante dopo, il ragazzo le diede le spalle con un gesto di altezzoso disdegno e non la vide precipitarsi fuori dalla Sala Comune con le mani a coprirsi il volto.
Pansy Parkison scoppi in una risata allegra e sprezzante, ma lo sguardo che Blaise Zabini le lanci la costrinse a tacere di nuovo.
Draco Malfoy non era l e Blaise non aveva la pi pallida idea di dove fosse finito.
Alexis era accasciata contro una delle pareti in pietra dei corridoi bui dei sotterranei, lontana da occhi ed orecchie indiscrete; il viso, rigato da una miriade di lacrime, era coperto da entrambe le mani; le spalle sussultavano sotto la potenza di quei singhiozzi che le stavano lacerando il petto.
Andr tutto bene.
Andr tutto bene.
Continuava a ripetersi nella mente.
Passer, tutto questo passer.
Prima o poi tutti dimenticheranno.
Tutti perdoneranno.
Il rumore di passi severi che si avvicinavano la costrinsero a sollevare il viso dalle mani: i suoi occhi rossi incontrarono la figura ammantata di nero del professor Piton, che la osserv dallalto con espressione impassibile.
Alexis si affrett ad asciugarsi le lacrime, con gesti frettolosi, e chin lo sguardo, sentendosi nervosa ed umiliata.
Piton lavrebbe sgridata, le avrebbe detto che era disgustato da lei e dalle sue bugie, lavrebbe trattata male, proprio come tutti gli altri, o forse anche peggio e avrebbe
- Alexis? la chiam.
Cera una dolcezza improvvisa e del tutto inaspettata nella sua voce, cosa che la costrinse a rialzare nuovamente il capo.
Severus Piton le stava mostrando, sul viso pallido e inflessibile, unespressione che avrebbe quasi osato definire addolorata.
Era mai possibile?
Alexis trattenne il fiato in un singhiozzo che la scosse violentemente e Piton fece un passo verso di lei.
- Sta tranquilla, andr tutto bene. le sussurr mentre calava su di lei e lavvolgeva in un abbraccio delicato.
La sorpresa fu tale che le lacrime smisero di sgorgare dai suoi occhi, che si spalancarono, mentre il professore di pozioni quello stesso professore che laveva sempre punita, dandole compiti supplementari e ore di lezioni straordinarie la teneva stretta a s, cullandola e carezzandole i lunghi capelli.
- Andr tutto bene . mormor, poggiandole il mento sulla testa.
Alexis se ne rimase in quellabbraccio confortante, senza riuscire a capire che cosa stesse succedendo.
Perch, ora, Piton si comportava in quella maniera?
Di tutte le reazioni che aveva prospettato da parte di insegnanti e compagni, quella proprio non se laspettava.
- P-professor Professor Piton? lo chiam Alexis dopo qualche istante, cercando di divincolarsi da quellabbraccio che, sebbene trovasse inspiegabilmente confortante, la stava rendendo piuttosto nervosa.
Severus la distanzi e la guard dritta negli occhi.
Quei meravigliosi occhi di smeraldo, che tanto dolorosamente gli ricordavano Lei.
Le poggi le mani sulle spalle.
- Ascoltami, devo portarti in Presidenza. disse e il suo tono sembr tornare ad essere quello duro e apatico di sempre.
Alexis spalanc gli occhi e il panico le si dipinse in viso.
- Ma ma io Silente lo sapeva, lo giuro! Non ho fatto nulla di male Non volevo! cominci, lanciandosi in una serie di spiegazioni confuse, che avevano poco senso persino per lei.
Piton alz un mano e la ferm.
- Lo so, lo so. Tutti noi insegnanti sapevamo di te, Alexis.
La ragazza spalanc le labbra e sbatt ripetutatamente le palpebre, stordita.
- Sapevate? Tutti sapevate? sussurr incredula.
Ma certo, come aveva mai potuto pensare che Silente non avesse informato il corpo docenti della sua situazione?
Piton annu.
- Ma allora perch devo andare in Presidenza? E per Sirius? E per lui? Perch io non lo so dov, non lo so! si sarebbe messa ad urlare, se non si fosse trovata di fronte a Piton, che al solo sentire quel nome serr la mascella; i suoi occhi neri divennero due fessure scintillanti e pericolose, animate da una rabbia che la spavent.
- Non per lui. rispose gelido, affilando lo sguardo Per lo meno, non direttamente. Ci sono degli Auror, la notizia della tua svelata identit arrivata alle orecchie del Ministero, cos come la fuga di Black e il fatto che Silente lo abbia nascosto ad Hogwarts. E stato il fatto decisivo che ha spinto il Consiglio a sollevare Silente dal suo incarico.(*)
Alexis port entrambe le mani a coprirsi le labbra, inorridita.
- Silente stato cacciato? mormor.
Il cuore le sprofond in un buco nero dal quale difficilmente sarebbe riuscito ad evadere.
Si sentiva terribilmente in colpa.
- S, ma di questo non devi preoccuparti. Cercher di parlare con Malfoy e capire perch -
- Draco? domand Alexis confusa.
Piton scosse il capo.
- No, non Draco, ma suo padre. E stato lui a - disse, ma poi si blocc e scosse di nuovo la testa Non sono cose che ti riguardano. Ora, devo portarti dagli Auror: avranno tante domande per te.
Alexis cadd nuovamente vittima del panico.
- E che cosa vogliono da me? Che domande? Di cosa sono accusata? Mi vogliono arrestare? Sar espulsa?
Severus si inginocchi, continuando a tenerle le mani sulle spalle; la guard dritta negli occhi e la seriet del suo sguardo costrinse Alexis a tacere.
Era cos uguale a Lily, in ogni sua espressione ed in ogni lineamento del viso.
La delicatezza del naso, la morbidezza delle labbra, la linea sottile del mento.
Cos bella e cos fragile, con le guance ora rosse e scintillanti di lacrime.
Senza riuscire a fermarsi, Severus sollev una mano e le asciug il viso con il dorso, lasciandole una carezza delicata.
Era come se avesse paura di toccarla.
- Non verrai espulsa n portata via. Saranno solo delle domande. Non permetter loro di farti del male.
Lui lavrebbe protetta.
Alexis, senza logica alcuna, sent che poteva fidarsi di quelluomo e delle sue parole, cos annu piano.
Piton si alz e le porse una mano, invitandola a prenderla per accompagnarla in presidenza.
E lei la prese.
Blaise Zabini non aveva visto Draco Malfoy per tutto il giorno; proprio quando aveva pi bisogno di lui, di parlargli di Alexandra di Alexis Potter , di tutto quello che era successo, lui pensava bene di sparire.
Poi, proprio quando aveva rinunciato a cercarlo, eccolo entrare come una furia dal muro scorrevole nella Sala Comune di Serpeverde.
Blaise gli si fece incontro, intenzionato ad afferrarlo per la collottola della camicia e a trascinarlo in camera, dove avrebbero finalmente affrontato un lungo discorso riguardo quella traditrice della Potter, ma non pot farlo.
Draco gli sfrecci davanti, senza dargli la possibilit di proferir parola, e si fiond su Pansy Parkinson, che se ne stava sul divanetto, circondata come sempre dal suo gruppetto di leccapiedi.
- SEI STATA TU, NON E VERO?! la attacc, afferrandola rudemente per le braccia e tirandola in piedi.
Nella Sala Comune scese il silenzio.
Pansy fiss Draco con occhi enormi e spaventati.
- Di di che cosa stai parlando, Draco? si inform, cercando di non apparire troppo intimorita e patetica.
La verit era che, in due anni che lo conosceva, Pansy Parkinson non aveva mai visto Draco Malfoy pi furioso di cos.
I suoi occhi grigi erano nuvole minacciose e cariche di tempesta, che la spaventavano, e le sue dita si artigliavano attorno alle sue braccia, facendole male.
- NON MENTIRE, STUPIDA PUTTANA CHE NON SEI ALTRO! ME LHANNO DETTO QUELLE SGUALDRINE DI CORVONERO CHE SEI STATA TU! grid, completamente fuori controllo.
Pansy strinse gli occhi, impaurita.
- Io non capisco. ment, mentre il cuore cominciava a martellarle furioso nel petto.
- Ah, non capisci? sibil Malfoy, ad un centimetro dal suo viso Quindi, non sei stata tu ad andare a dire alle Untouchable Ravens che avevi sentito Alexandra Black affermare di essere in realt la sorella di Harry Potter, vero?
La Parkinson sbatt le palpebre e deglut.
Alexandra Black.
Era sempre lei la causa di tutto.
La causa della sua infelicit e delle sue sciagure.
Non smetteva di tormentarla neanche adesso che era quella miserabile perdente di Alexis Potter.
Le guance della ragazza si accesero improvvisamente di rabbia e con un gesto secco riusc a scrollarsi dalla presa di Draco.
- S, sono stata io. rispose gelida, assottigliando lo sguardo e incrociando le braccia al petto E sono stata cos felice di farlo! Adesso tutti sanno chi , compreso tu, Draco, e forse aprirai finalmente gli occhi e capirai che lei non va bene per te! Che lei solo una sporca, bugiarda Mezzos - ma non fece in tempo a concludere la frase.
Draco Malfoy aveva estratto velocemente la bacchetta e laveva puntata alla gola della Parkinson.
- Non osare. Non unaltra parola, Pansy, o giuro che saranno le ultime che pronuncerai. la minacci.
Pansy trattenne il fiato e le sue amiche squittirono.
Nessuno respir o si mosse.
Beh, quasi nessuno.
Blaise Zabini agguant Draco per una spalla e lo costrinse ad indietreggiare, togliendo Pansy dalle sue grinfie.
- Si pu sapere che cazzo ti prende, eh Malfoy? lo aggred, seppur con tono controllato.
Draco gli rifil unocchiataccia rabbiosa, mentre le guance gli si chiazzavano di rosso.
- Non immischiarti in cose che non ti riguardano. sibil di rimando, stringendo la presa attorno alla bacchetta.
Blaise respir piano.
- Ascolta, Draco - cominci cauto, come se temesse che qualsiasi gesto o parola avrebbero potuto farlo esplodere definitivamente Lo so che sei arrabbiato, per tutta questa storia della Potter e ti capisco. Lei ci ha mentito ed hai tutto il diritto di volerti sfogare, ma cerca di darti una calmata: non con Pansy che te la devi prendere, lei ha fatto solo ci che giusto e dovresti anzi ringraziarla per averti fatto scoprire che la ragazza che credevi di amare non esisteva.
Malfoy lo fiss per un lungo istante, assorbendo le sue parole; poi serr la mascella e, inaspettatamente, le sue labbra si aprirono in un ghigno.
I suoi occhi di ghiaccio sembravano poter essere in grado di lanciare fulmini e saette.
- Ringraziarla? sput velenoso Non credo proprio. Le ha rovinato la vita ed io ora roviner la sua! sbrait, lanciandosi di nuovo alla carica, con la bacchetta spianata.
Pansy si rannicchi dietro Blaise, che non si mosse da dovera e spinse Draco ad indietreggiare, sfoderando la bacchetta a sua volta.
- Stai vaneggiando, Malfoy. Adesso abbassiamo le bacchette, ci calmiamo ed andiamo a parlarne in privato, va bene?
- Tu non hai capito un cazzo, Zabini! sbrait, pieno di sdegno Io sapevo chi era Alexis e le cose non dovevano andare cos. Lei avrebbe parlato quando sarebbe stato il momento giusto. Avrebbe potuto spiegare il perch delle sue scelte ma LEI! tuon ancora, puntando la bacchetta contro la Parkinson Lei ha dovuto spettegolare e parlare di cose che non le competevano con quelle troiette di Corvonero ed ora-
Draco dovette fare un respiro profondo per cercare di riacquistare il controllo.
Blaise lo fiss basito e bianco in volto.
- Tu tu lo sapevi? mormor incredulo, abbassando la bacchetta.
Draco gli lanci unocchiata obliqua, mentre Pansy emergeva da dietro la schiena del moro e lo guardava con occhi lucidi e spalancati.
Come poteva lui aver gi saputo e continuare a stare con lei?
Come poteva Malfoy stare con una mezzosangue come la Potter?
Non era possibile
- TU MENTI! grid la Parkinson allimprovviso, facendo sobbalzare tutti i presenti. TU NON POTEVI SAPERLO! NON POTEVI SAPERLO E VOLER STARE ANCORA CON LEI! PREFERIRLA A ME!
Le lacrime avevano preso a scorrerle sul viso.
Draco e Blaise la guardarono, ma fu il primo a spezzare il silenzio: proruppe in una risata agghiacciante.
- Non sto mentendo, Pansy. Io lo sapevo ed ho comunque scelto lei, avrei scelto lei sempre . Sarai anche una Purosangue, ma non hai neanche un briciolo di quello che ha Alexis, cre - disse sprezzante.
Pansy non lo lasci concludere: si avvent contro di lui, dimenando le mani, come se volesse colpirlo.
- BUGIARDO! SEI UN BUGIARDO! IO NON TI CREDO! IL DRACO MALFOY CHE CONOSCO IO NON SI SAREBBE MAI LASCIATO INGANNARE DA UNA SCHIFOSA MEZZOSANGUE! grid, in preda alla disperazione.
Blaise Zabini lafferr da dietro, sollevandola da terra ed impedendole di colpire Draco, che la guardava con unocchiata che sarebbe stata in grado di raggelare persino linferno.
- Fermati, Pansy, per amor di Salazar! provavano timidamente a calmarla le sue amiche.
La Parkinson continu a dimenarsi nella stretta di Zabini.
- Unaltra parola, Pansy, una soltanto - la minacci Draco e la punta della sua bacchetta scintill pericolosamente. - Tienimela lontana, Blaise, o giuro che la amazzo . sibil Draco, che ora tremava per la rabbia.
Blaise lo fiss, ma non ebbe il tempo di aggiungere nulla: Malfoy si volt ed usc con passi lunghi ed infuriati dalla Sala Comune, sotto lo sguardo attonito di tutti i suoi compagni.
- DEVE AVERLO STREGATO! GLI HA RIFILATO UNA POZIONE DAMORE! E COSI, LO SO! urlava ancora Pansy, ma Blaise la scaravent sul divano senza darle retta e si infil nel dormitorio, sbattendosi violentemente la porta alle spalle.
Se era vero quel che Draco aveva detto e se lui conosceva gi la vera identit di colei che si era presentata come Alexandra Black, allora perch ancora la difendeva?
Blaise Zabini entr nella sua camera, si strapp il mantello della divisa di dosso e lo lanci per terra.
Cera una strana sensazione che gli premeva nel petto, qualcosa che riguardava Alexis Potter.
Le aveva voluto bene, come ad una sorella, e per tutto quel tempo lei aveva mentito.
Come poteva Draco ancora difenderla e scaldarsi addirittura cos tanto per lei?
Forse, dopotutto, la Potter aveva mentito solo sul suo nome, mostrandosi comunque per quel che era realmente: una ragazza allegra e spensierata, con il sorriso sempre sulle labbra ed una fragilit che aveva sempre spinto lo stesso Blaise a provare linspiegabile desiderio di proteggerla sempre.
Ma lei aveva mentito.
Aveva mentito.
Era una Potter, una Mezzosangue, sorella di quellidiota di un Grifondoro, il bambino miracolato, leroe del mondo magico e complice di quellassassino di Sirius Black.
Oh, lui laveva sempre saputo che cera qualcosa di strano in Luis Cabrisk: non avrebbe mai dimenticato la notte in cui lo aveva smascherato e lespressione atterrita del suo viso sempre arrogante.
Alexis Potter aveva mentito anche su quello.
No, non poteva perdonarla.
Non poteva proprio.
Alexis era stata trattenuta nellufficio del Preside per tutto il giorno ed era riuscita ad allontanarsi dalle grinfie degli Auror solo a pomeriggio inoltrato, quando Severus Piton aveva decretato che le domande potevano bastare e che la Potter aveva detto tutto ci che sapeva.
Alexis non si era mai sentita pi felice di avere lui come insegnante.
E pensare che aveva sempre ritenuto che lui la detestasse!
Si era avvolta nel mantello della divisa e, sfruttando le ombre dei corridoi, si era allontanata fino a trovare lingresso, dal quale era uscita nella notte scura; aveva raggiunto il Platano Picchiatore, sfiorato con un incantesimo la radice nodosa e si era infilata nellapertura in basso, percorrendo i lunghi corridoi fino alle scale che la condussero in quella stanza dove Draco Malfoy laveva portata quella notte di ormai tanti mesi prima altro che mesi, ad Alexis sembravano passati secoli.
Il letto era ancora l, in mezzo alla stanza, ma le lenzuola erano sparite, lasciando scoperto il materasso bitorzoluto e polveroso; il camino era freddo e vuoto, con ragnatele su ogni parete e cenere nel focolare.
Alexis si trascin verso il letto e si lasci cadere pesantemente su di esso, poi rannicchi le gambe contro il petto e se ne rimase l, con la testa china sulle ginocchia e gli occhi chiusi.
Le domande degli Auror continuavano a ruotarle nella mente.
Dove sei stata, per tutti questi anni?
Che cosa facevi con lassassino Sirius Black? (e non importava quante volte lei si impuntava di precisare che loro si sbagliavano sul suo conto, che Sirius non era un omicida quelli non parevano neanche sentirla).
Perch hai mentito sulla tua identit?
Lassassino Sirius Black ti ha mai fatto del male?
Dove vi nascondevate?
Dov ora lassassino Sirius Black?
Non lo sapeva dovera! Non lo sapeva! Ma anche se lo avesse saputo, di certo non lo avrebbe rivelato nemmeno sotto veritaserum ! Si sarebbe tagliata la lingua, piuttosto che tradire Sirius!
Strinse le mani in due pugni e le braccia divennero come sbarre tremanti che avvolgevano con forza le sue gambe.
Cera cos tanto dolore.
- Alexis?
Era stato poco pi di un morbido sussurro quello che aveva interrotto il filo tormentato dei suoi pensieri, tanto che Alexis credette di esserselo solo sognato; ma, quando alz lo sguardo, cap che non era stato affatto frutto della sua immaginazione.
I suoi occhi, stanchi ed arrossati, incontrarono la figura di Draco Malfoy.
Se ne stava l, fermo, a guardarla dalla soglia della porta, come se non sapesse bene cosa fare.
Alexis sent il nodo che aveva nello stomaco sciogliersi dolorosamente, mentre gli occhi le si velavano ancora di lacrime, sofferenti ed incontrollabili.
- Draco - mormor, con labbra umide dallespressione piena di tristezza.
Malfoy la fiss: Alexis Potter appariva ancora pi fragile di quanto non fosse mai stata prima di allora, con i capelli disordinati, il viso pallido e le guance brillanti di quelle lacrime che ora erano scese nuovamente a congiungersi sul mento.
Draco Malfoy sent qualcosa spezzarsi nel suo petto.
Deve essere il mio cuore, pens sentendosi male, il mio cuore che si frantuma.
Non ce la faceva a vederla cos.
Senza pi pensare, Draco ag: la raggiunse con lunghi passi furiosi e poi croll su di lei, stringendosela al petto come se ne andasse della sua stessa vita.
Come se cercasse di proteggerla e farle da scudo con il suo corpo contro artigliate di demoni ed altri mostri che volevano ferirla.
- Va tutto bene, Alexis, va tutto bene. mormor con la bocca premuta tra i suoi capelli Ci sono io, adesso. Ci penso io a te. Ti proteggo io.
Dopo la sorpresa iniziale, Alexis non riusc a fare altro che scoppiare in un pianto disperato, che la scosse con violenza mentre sollevava le braccia e si aggrappava forte alle spalle di Draco; il ragazzo la strinse a s con maggiore forza, come se volesse riuscire a fermare tutto quel tremore.
- Ho sbagliato tutto, Draco ho sbagliato tutto! Non avrei dovuto mentire adesso Diamond non mi rivolge pi la parola, Sirius scappato, Blaise non ne vuole pi sapere di me ed Harry mi odia! singhiozz disperata.
Draco la cull teneramente.
- Sssssssh. Sta tranquilla, Alexis, sta tranquilla. Risolveremo tutto, te lo prometto. Io risolver tutto. Non devi preoccuparti.
Alexis scosse la testa contro il suo petto, artigliandosi al tessuto pregiato della sua camicia, e continu a piangere e a piangere.
Piangeva come non aveva mai pianto in tutta la sua vita e per Draco ogni lacrima equivaleva ad una coltellata che mandava in pezzi il suo cuore.
- Ehi ehi: calmati adesso. mormor con dolcezza, sciogliendo labbraccio solo per poterle prendere il viso tra le mani; la sua pelle era cos calda contro le sue dita gelide Alexis, guardami.
La ragazza sollev lo sguardo offuscato, fino a che non incontr quello grigio e torbido di Draco Malfoy.
- Fidati di me, andr tutto bene. promise.
Alexis respir violentemente con il naso e un altro singhiozzo la scosse dal profondo, ma le sue parole sembrarono sorbire leffetto desiderato, perch annu e smise di piangere.
- Brava. sussurr Draco, accarezzandole il viso con i pollici per ripulirli dalle lacrime.
- Non non sei pi arrabbiato con me? domand lei, con voce flebile.
Draco sorrise e scese a sfiorarle la fronte con le labbra.
- No. Come potrei?
In tutto quel dolore che sentiva dilaniarle il petto, quelle parole furono come un insperato raggio di sole nel bel mezzo di una tempesta, capace di ferire le nere nuvole ed illuminare un cammino tetro e dannato.
Alexis si strinse nuovamente contro il petto sempre accogliente di Draco, che la circond nuovamente con le braccia, accarezzandole i lunghi capelli con gesti lenti e rassicuranti.
- Come hai fatto a trovarmi?
Draco le sollev il mento con due dita, costringendola nuovamente a guardarlo negli occhi.
- Io sapr sempre dove trovarti, Alexis Potter. Perch sei mia.
Alexis spalanc gli occhi e schiuse le labbra, in unespressione di genuino stupore che le fece brillare lo sguardo.
- Cosa? soffi incredula, mentre il cuore le dava un colpo doloroso.
Ma non era lo stesso dolore che aveva provato fino a poco prima, nella solitudine e nel tormento.
Era quel dolore piacevole, in grado di farti stare bene e male nello stesso istante.
- Nonostante tutto?
Draco sorrise di uno di quei sorrisi rari, che sembrava saper rivolgere solo a lei. Si chin verso le sue labbra.
- Ora e per sempre.
Poi la baci.
(*)Ricordo, come sempre, che questa FanFiction ambientata durante il secondo anno di Harry, quindi in "La Camera dei Segreti". Come ricorderete, prima della fine dell'anno, Silente viene sollevato dal suo incarico di Preside ed Lucius Malfoy a comunicarglielo, dopo essere riuscito a convincere gli altri consiglieri della scuola.
S, lo so: pazzesco, non vero?
Un aggiornamento di Un Particolare In Pi dopo pi di un anno di completo silenzio.
Ero molto indecisa se postare o meno... ma non ho resistito. Il capitolo era pronto da qualche giorno, ormai, e il seguente quasi concluso quindi: SORPRESA!
Non un miraggio e non state sognando: Alexis Potter tornata e vi terr compagnia con gli ultimi capitoli di questa FanFiction, fino alla fine!
Non voglio dire nulla, per non rovinare questo momento, quindi mi limito a ringraziare ancora tantissimo tutte le persone che stanno leggendo queste parole: spero sinceramente che questo capitolo non vi abbia deluse... dopo un anno di aspettativa, mi auguro di essere stata ancora una volta in grado di regalarvi qualche emozione con questa storia!
Se tutto va bene, aggiorner ogni luned pomeriggio : mancano pochi capitoli ormai, solamente cinque, quindi restate con me fino alla fine!
Lasciatemi un commentino, mi raccomando: spero di avervi resi felice con questa sorpresa, voi fate contenta me con tante recensioni <3
Un bacio e a prestissimo!
Giulia.