LA GRINGOTT [✔]
LA GRINGOTT [✔]
A svegliarla, la mattina seguente, fu il rumoroso sferragliare di una locomotiva sui binari, che passava a tutta velocit sotto la finestra della sua stanza. Alexis apr gli occhi contro voglia e si stese supina. Si stropicci le palpebre e, passandosi poi le dita sulle guance, si stup di trovarle bagnate.
Ho pianto nel sonno?
In effetti, ricordava di aver sognato qualcosa, ma ogni volta che si sforzava di afferrarne i brandelli, questi le sfuggivano come sabbia tra le dita.
Si costrinse ad alzarsi e si diresse alla finestra. Scost le vecchie tende e guard il panorama fuori: era una bella giornata e il sole splendeva nel cielo.
Guardandosi nel riflesso del vetro, not che era ancora vestita. Ricord che, la sera precedente, si era addormentata prima di potersi cambiare, cos and in bagno, si spogli e si fece una doccia veloce. Una volta pronta, usc dalla camera e scese al piano terra.
Appena mise piede nel pub, cal di nuovo il silenzio. Le persone che lavevano vista la sera precedente si concentrarono sulla colazione, mentre i nuovi arrivati la osservavano incuriositi, non riuscendo a capire il motivo di tanta tensione.
Alexis cerc di non badarci e si incammin verso il bancone; calamit su di s tutta lattenzione del barista. Questi, infatti, intento a servire una giovane coppia, non appena laveva vista avvicinarsi, li aveva lasciati perdere per servire lei. Non era molto contenta di quella reazione, ma non replic: prima fosse uscita da l e meglio era.
Ha dormito bene, signorina Black? le chiese il proprietario, augurandosi una risposta positiva.
Non appena sentito quel cognome, la giovane coppia, che la stava guardando male, si volt e concentr tutta la sua attenzione sul men.
Pi che bene, la ringrazio per linteressamento rispose Alexis.
Dovere, signorina, dovere gliss lui, con un sorriso tirato. Allora, cosa posso fare per lei? Gradisce qualcosa per colazione? si affrett ad aggiungere, sfregandosi le mani con fare nervoso.
Lei scosse la testa e cerc di guardarlo negli occhi, ma lui continuava a fissare il bancone.
Non voleva fargli del male, per Grindelwald! Va bene che aveva detto di essere una Black, ma questo era davvero esagerare. Sembrava che la ritenessero capace di uccidere con un solo sguardo. Era solo una ragazzina di quindici anni, non una spietata Mangiamorte sostenitrice di Lord Voldemort.
Si costrinse a restare calma e scosse la testa. No, la ringrazio, non ho fame. In compenso, vorrei che mi indicasse la strada per Diagon A
Il barista non la lasci neanche finire: usc in fretta dal bancone e le fece cenno di seguirla. Sembra proprio che voglia liberarsi di me il pi presto possibile consider Alexis.
Ma certo, certo! Mi segua, signorina Black! Da questa parte!
Luomo la condusse in quello che sembrava il retro del locale. Era un vicolo cieco: un piccolo terreno rettangolare, circondato da un muro di spesse pietre. Per un attimo, Alexis pens che il barista volesse prenderla in giro, ma visti i riguardi che sembrava avere verso di lei ( verso Alexandra Black) , le risultava abbastanza difficile pensare fosse veramente cos.
Faccia qualche passo indietro, signorina, per favore la avvert, mentre si avvicinava al muro. Lei segu il consiglio e arretr fino a toccare la porta con le spalle.
Luomo tir fuori la bacchetta dalla giacca che indossava e la punt contro il muro. Colp cinque o sei mattoni (Alexis non ne tenne il conto) e poi si ritir vicino a lei. Il muro trem per qualche istante, quindi i mattoni cominciarono a ritirarsi pian piano verso lesterno, mostrando una larga via piena di gente.
Lespressione di Alexis era la sorpresa concretizzata: osservava la gente camminare frenetica, entrare in una miriade di negozi e uscirne con buste piene, pronta a dirigersi verso la prossima meta.
Poteva sembrare tutto cos semplice e banale, a vedersi, ma lei sapeva che era magico.
Si volt verso il barista che, incontrando il suo sguardo, chin subito la testa. Lei alz gli occhi al cielo, stufa di quelle reazioni cos reverenziali, e sorrise. La ringrazio di tutto, arrivederla lo salut, quindi gli diede e spalle e si mescol alla folla nella grande strada.
E cos, era quello il mondo dei maghi? Era ancora pi fantastico di come lo aveva immaginato quando Sirius glie ne aveva parlato.
Prima di decidere la sua prima meta, si guard attorno, interessata a ogni piccola cosa. Si ferm di fronte alla vetrina di un negozio di calderoni, poi davanti a quella di un negozio di animali e ancora di fronte a un negozio di oggettistica. Quello che cattur di pi la sua attenzione, fu un negozio che vendeva ogni sorta di accessorio per il Quidditch. La vetrina era piena di ragazzi che guardavano con aria sognante un manico di scopa l esposto.
Facendosi spazio, Alexis riusc ad arrivare in prima fila e a osservare loggetto di tanto interesse: la Nimbus 2001. Onestamente, non riusciva a capire la differenza tra quella e le scope che aveva in casa: le sembrava solo pi nuova.
Sirius le aveva raccontato molte volte del Quidditch: sia lui che James erano stati dei campioni, ai tempi in cui frequentavano la scuola. Ogni volta che le illustrava qualche partita, era sempre entusiasta e sembrava tornare il malandrino che era stato da giovane. Eppure, Alexis sapeva che lei e quello sport non sarebbero mai andate daccordo, lo sentiva a pelle. Sicuramente, lamore del padre per il Quidditch doveva averlo ereditato suo fratello. Senza contare che lei soffriva terribilmente di vertigini.
Si allontan dal negozio, per avviarsi alla sua prima meta: la Gringott. Ora cera solo un problema: trovarla! Cominci a guardarsi intorno, aspettandosi di scovare un negozietto con su scritto Gringott, ma, quando si trov di fronte lenorme struttura bianca, rest letteralmente di sasso. Era enorme! E il nome della banca spiccava, scritto in oro e a lettere cubitali, su quello sfondo di marmo: non ci si poteva proprio sbagliare.
Sal lampia scalinata e si introdusse allinterno: si ritrov in una stanza maestosa, affollata di alte scrivanie in legno, dietro le quali si affaccendavano dei brutti folletti ben vestiti.
Si avvicin a uno di quelli liberi e attese che le rivolgesse lattenzione. Questi alz lentamente lo sguardo e la osserv attraverso un paio di occhialetti da vista ad ellisse. Camera? chiese, senza tanti convenevoli, la voce gracchiante.
711 rispose prontamente lei e frug nella borsa, per prelevare la chiave. Gliela mostr e il folletto usc da dietro la scrivania, facendole cenno di seguirla.
Attraversarono la grande sala, fino ad arrivare a una fila di carrelli consumati posti sopra dei binari. Le apr la portiera sgangherata e lei entr, seguita da lui.
Si tenga forte lavvis con voce atona, appena prima che il carro partisse allimprovviso, a tutta velocit.
Correva per quei binari in tutte le direzioni: destra, sinistra, sopra, sotto, in obliquo. Laria creata dallattrito della velocit le feriva il viso e la costrinse a chiudere gli occhi lacrimanti. Finalmente, dopo quella che sembr uneternit, il carro fren violentemente, con uno stridere poco rassicurante.
Il folletto, tranquillo, scese dal mezzo e la invit di nuovo a seguirlo, quindi si diresse verso una porta poco lontana.
Appena mise un piede a terra, Alexis sent il terreno danzarle sotto i piedi e barcoll, rischiando di cadere allindietro. Per fortuna, la sua schiena and a sbattere contro qualcosa di solido alle sue spalle, che le imped di rovinare sgraziatamente a terra. Quando un paio di mani lafferrarono per le spalle, si rese conto che non era andata a sbattere contro qualcosa ma contro qualcuno.
Si volt imbarazzata a osservare chi laveva afferrata e si ritrov di fronte un ragazzo alto e longilineo, con un viso affilato lasciato scoperto dai capelli chiarissimi, che erano tirati indietro da unelegante mano di gel. I suoi occhi dargento la fissavano impassibili e le sue mani, dalle lunghe dita affusolate, le stringevano con delicatezza le braccia.
Un tossicchiare insistente li costrinse infine ad allontanarsi.
Alexis si gir verso il folletto, che la guardava spazientito, tamburellando un piede a terra.
Scusami, io Si volt, per chiedere perdono per linconveniente, ma il ragazzo le dava ora le spalle e si stava allontanando verso il folletto che lo accompagnava.
Rimase imbambolata a fissare quellampia schiena, fin quando il folletto che accompagnava lei la stratton per un braccio. Vuole sbrigarsi?! fece inacidito.
Alexis si lasci trascinare fino alla porta della camera blindata.
La lampada, prego disse il folletto, porgendole la lanterna. Lei la prese e fece luce alla serratura. La chiave, prego ripet il folletto con lo stesso tono, aprendo la mano dalle lunghe dita sottili e storte.
Alexis ci lasci cadere la chiave dentro e il folletto si volt, la infil nella toppa e gir per quattro volte in senso orario e due in senso antiorario. La porta si spalanc, rivelando una montagna di monete luccicanti.
Wow, certo che Sirius ricco
Lasci la lampada nelle mani del folletto ed entr con cautela allinterno della camera. Si guard intorno, osservando la miriade di monete, di varie dimensioni e colori. Sirius le aveva spiegato la differenza tra Galeoni, Falci e Zellini, e lei laveva imparata a memoria, per evitare brutte figure. Fece due conti e, considerando che un Falco valeva ventinove Zellini e che un Galeone valeva diciassette Falci, cominci col prendere due manciate di Zellini, seguite da quattro manciate di Falci e cinque di Galeoni. Ripose tutto nella borsa tracolla che cominci a pesare - ed usc dalla camera, lasciando al folletto il compito di sigillare di nuovo la porta.
Nello stesso istante, anche il ragazzo di prima usc dalla propria camera blindata e Alexis non pot impedirsi di guardarlo di sottecchi. Era inevitabile, cos come il pensare che fosse davvero un gran bel ragazzo.
Aveva vissuto tutta la sua vita reclusa allinterno di Grimmauld Place , da quando ne aveva memoria, era normale per lei entusiasmarsi per ogni piccolo dettaglio di quel mondo esterno, che le sembrava straordinario. In fondo, era la prima volta che un'altra persona, che non fosse Sirius, la toccava. Le sembrava ancora di poter sentire le sue dita stringerle piano le braccia e la sua schiena aderire contro il suo petto caldo.
Il ragazzo sembr accorgersi del suo interesse, perch Alexis lo vide sogghignare divertito alla luce fioca delle torce che illuminavano la grotta sotterranea nella quale si trovavano. Le rivolse persino unocchiata irriverente e lei, colta in flagrante, abbass subito lo sguardo e fiss il terreno con innaturale interesse. Si sent avvampare e le guance le si colorarono di un rosso evidente.
Ecco a lei, signorina Black disse il folletto, che laveva riavvicinata e le stava porgendo la sua chiave.
Comera successo per tutte le volte precedenti nelle quali era stato pronunciato il nome Black, Alexis non si sorprese del fatto che il ragazzo le stesse ora rivolgendo la propria attenzione in modo ben pi aperto di quanto non avesse fatto prima. Ci che la stup, invece, fu non leggere paura o timore reverenziale in fondo ai suoi occhi grigi, quanto piuttosto interesse e curiosit.
Lintensit nuova di quello sguardo la mise ancor di pi in soggezione, cos si affrett a dargli le spalle e si rivolse al folletto. Ehm s-s grazie farfugli, quindi lo segu allinterno della carrozza senza pi guardarsi indietro.
Pur non essendo contenta di fare un altro viaggio su quel mezzo infernale, era sollevata di allontanarsi da quel ragazzo e dal suo sguardo insistente. Lui, dal canto suo, continu a fissarla fino a che non la vide sparire oltre una ripida discesa.