Capitolo X - Tranquilla tra le sue braccia
Capitolo X - Tranquilla tra le sue braccia
Capitolo X - Tranquilla tra le sue braccia
E poi, dallaltra parte di quelluscio magico, di nuovo quella voce.
Vieni vieni da me entra diventasussurrava.
Ancora una volta, senza controllo, la mano si mosse da sola e and a sfiorare la maniglia, timorosa.
Era calda al tatto e morbida.
La gir lentamente e.
AAAAAAAAAAAAH!!!!!
Unimprovvisa luce bianca, cos forte e abbagliante da far male agli occhi, la costrinse a ripararsi lo sguardo, mentre una raffica di potente vento la investiva prepotente, ferendola con lame acuminate. Sentiva le braccia, le gambe, laddome, il torace, il viso, ogni parte del corpo, dolerle sotto quei colpi precisi e affilati, e poteva quasi sentire del sangue caldo scivolarle gi dagli innumerevoli graffi e macchiare la sua pelle.
Il suo sangue.
E poi, pi nulla. Di nuovo.
Loblio pi totale lavvolse, levandole ogni sensazione.
Non sentiva pi dolore.
Non sentiva pi rumore.
Non sentiva pi niente.
Solo una voce, in lontananza, che riecheggiava in quelloscurit e che ripeteva:
Troppo prestoMa torner,
Poi, piano piano, tutti i sensi tornarono.
Prima il tatto, che le fece avvertire il pavimento duro sotto di s.
Poi lolfatto, che le fece sentire un fresco profumo di gelida aria invernale, che si divertiva a sferzarle il viso ancora inerme, che ciondolava di lato, su di una spalla.
Poi ludito, grazie al quale riusciva ad ascoltare i battiti accellerati di un cuore il suo cuore che rimbombava nel petto ad una velocit fuori dallordinario.
Infine, quel battito venne sovrastato da un urlo spaventato, agghiacciato, che spezz il silenzio di quella che era ancora una fredda serata.
Il suo grido di paura.
Il corpo scatt in avanti, come se una potente scossa elettrica lo avesse attraversato. Gli occhi si spalancarono, terrorizzati, senza riacquistare immediatamente la vista.
Il respiro affannato.
La fronte sudata.
Il corpo tremante.
Solo quando strinse gli occhi e poi li riapr lentamente, guardandosi intorno, Alexis Lily Potter si rese conto che era stato tutto solo un sogno.
Un terribile incubo.
Respirava a fatica, come se qualcuno le avesse premuto un cuscino sul viso fino a quel momento. Sentiva il corpo tremarle con violenza e non riusciva a farlo smettere.
Si appollottol su se stessa, stringendo le gambe al petto e circondandole con le braccia. Nascose poi il viso sulle ginocchia e chiuse gli occhi, ma non fu una mossa molto intelligente, perch non appena la vista le si oscur, nella mente sent chiaro il rimbombare di una voce.
Quella voce.
E rivisse tutta la scena.
La luce bianca.
Il vento.
Le lame acuminate che la ferivano e la facevano sanguinare.
Alz di scatto il viso, di nuovo terrorizzata, e si affrett ad abbassare lo sguardo sul proprio corpo. Esamin con fretta le gambe, coperte fin sopra al ginocchio dalla gonna della divisa, e poi pass alle braccia: sotto la luce della luna, risplendevano di un bagliore candido, quasi fossero trasparenti ma non cera alcuna traccia di ferite n di sangue.
Quindi, era stato veramente solo un sogno?
Ripresa coscienza di s, alz il viso e si guard attorno, con pi calma: si trovava ancora nel giardino della scuola.
Il sole ormai era tramontato da un bel pezzo e aveva lasciato spazio alla luna, che pallida ed elegante, illuminava la superficie cristallina del Lago Nero, creando favolosi giochi di luce, ma lei, in quel momento, non era dellumore adatto per perdersi nelle meraviglie che la natura notturna le stava offrendo. Si volt di scatto per incontrare la figura possente e calorosa del castello.
E questa volta, la trov.
Magnifica, come la prima volta che laveva osservata, con le finestre illuminate da un caldo bagliore e la superfice baciata dai pallidi raggi di luna.
Era l e laspettava, in attesa di avvolgerla tra le sue braccia e di rassicurarla.
Non se lo fece ripetere due volte, mentre sentiva le lacrime bussare alla soglia degli occhi, e cominciare a scendere lungo le guancie, imperterrite. Ancora tremante, balz in piedi e cominci a correre.
Correva. Correva. Correva.
Correva nel modo pi veloce che le sue gambe le consentissero di fare.
E non le importava del bruciore che avvertiva ai polpacci.
N della milza che le doleva in modo atroce.
N del cuore che martellava frenetico contro in petto.
N dellaria fredda che entrava e usciva dalla sua bocca aperta e le raschiava la gola.
Non le importava di nulla.
Voleva solo raggiungere linterno del castello e vedere qualcuno.
Chiunque.
Le sarebbe andato bene anche vedere lo sguardo malizioso di Draco Malfoy in quel momento.
Le bastava solo vedere qualcuno e assicurarsi di non essere veramente sola.
*
Quella sera, Blaise Zabini passeggiava da solo per i corridoi di Hogwarts, risalendo la scalinata che dal sotterraneo portava alla Sala Grande, dove lo aspettava un laudo banchetto o almeno, cos sperava.
Erano quasi le nove e non era sicuro di trovare ancora qualcosa sulla tavola.
Era tutta colpa di quellidiota di Draco, se non era riuscito a salire in tempo per la cena!
Lui e i suoi strani balzi dumore!
Prima, era entrato nella Sala Comune tutto ghignante e soddisfatto. Poi, appena aveva udito in lontananza il nome Potter, era diventato una furia. Aveva sgritato con fervore i primini che avevano osato pronunciare quel nome e poi era sparito alla velocit della luce.
Da buon amico qual era e temendo il peggio Blaise lo aveva seguito, cercando di calmarlo.
Quando laveva trovato, era in corso, ovviamente, una schermaglia tra lui e il famoso Grifondoro. Era riuscito a portarlo via, prima che la McGranitt, o qualsiasi altro professore, avesse potuto vederli e metterli in punizioni.
Quando poi gli aveva chiesto che diamine fosse successo, Draco si era limitato a fare spallucce e ad uscirsene con una frase del tipo: E Potter. Non ho bisogno di un motivo per attaccar briga con lui! E poi se ne era andato, lasciandolo nel bel mezzo del corridoio come un povero demente.
Ah, se lo beccava, non lavrebbe passata liscia stavolta!
Doveva smetterla di comportarsi da idiota!
E lui, che perdeva ancora tempo a preoccuparsi!
Che razza di ingrato.
La prossima volta col cavolo che perdeva la cena per lui!
Cos, con un diavolo per capello ed un passo piuttosto affrettato, la testa concentrata su pensieri di vendetta, non si accorse, mentre metteva piede sullultimo gradino, della figura che correva verso di lui e che lo travolse in pieno.
AAAAAAAAAAAAH!
Lurto fu cos violento e inaspettato, che entrambi rotolarono gi per le scale, finendo sdraiati sul freddo e umido pavimento dei sotterranei.
Ma che cazzo! borbott il ragazzo, alzandosi a sedere e massaggiandosi la testa, dolorante. Si sentiva tutto acciaccato. Vuoi guardare dove vai, quando cammini?!? abbai infuriato, voltandosi a guardare la figura che avrebbe dovuto render conto di tutti i suoi dolori. Ma, quando lo sguardo blu si incaston sulla figura accanto a lui, rimase pietrificato: era una ragazza, ancora sdraiata in terra, con il viso nascosto tra le braccia; lunghi capelli neri, sconvolti, le coprivano la schiena dalle spalle esili e tremolanti e, nel silenzio, un chiario singhiozzare riemp il corridoio. Era impossibile non riconoscerla. Alexandra? domand preoccupato, mentre quella alzava il viso di scatto, fino ad incrociare la figura del Serpeverde: gli occhioni verdi erano rossi di pianto, mentre le lacrime ancora scorrevano lungo quelle guance arrossate; il petto si alzava e abbassava frenetico, singhiozzando alla ricerca di aria.
Bl-Blaise
Porco Godric Grifondoro, che ti successo?
Blaise si rimise in piedi e le porse una mano, aiutandola a rialzarsi. Alexis scosse il capo e si pul le guance con i dorsi delle mani, abbozzando un sorriso dimesso.
Solo vederlo era riuscita a calmarla e a non farla sentire pi sola.
Era stato tutto davvero un incubo, e nessuno era sparito.
Erano ancora tutti l, che continuavano la propria vita, come se nulla fosse accaduto.
Perch nulla era accaduto.
Che ti successo? domand ancora Blaise, scrutandola.
Non le piaceva vederla cos, se qualcuno laveva fatta soffrire o le aveva fatto del male, ne avrebbe pagato care le conseguenze.
Blaise Zabini era un ragazzo posato e dai modi eleganti, ma se gli si toccavano delle persone che lui riteneva importanti, si trasformava in tuttaltra persona e allora dovevi solo sperare di non trovarti sulla sua strada; la piccola Alexandra Black, con la sua timidezza e la sua fragilit, lo aveva conquistato subito, per lui era come una specie di sorella minore, che si sentiva in dovere di proteggere. Ovviamente, non provava nullaltro oltre laffetto e poi non avrebbe mai voluto fare un torto del genere al suo caro Draco. Perch, anche se questultimo non lavrebbe mai ammesso, Blaise aveva gi capito che la pi piccola erede dei Black non gli era affatto indifferente, anzi.
Alexis scosse di nuovo la testa. N-niente niente n-non preoccuparti cerc di rassicurarlo, respirando piano, per calmarsi. T-tu stai b-bene? Ti sei ti sei fatto male? si affrett a domandare, per cambiare discorso.
No, non preoccuparti: ci vuole ben altro per mettere K.O. uno come me! replic, avvicinandolesi e prendendole le mani, che cercavano ancora di nascondere e di bloccare le lacrime. Ma tu non stai bene, Alex. Dimmi la verit, che ti successo?
Lei scosse ancora la testa, chiudendo gli occhi. Nulla, sul serio ment di nuovo.
Se non avessi nulla non continueresti a piangere cos. osserv Blaise.
Lei apr la bocca per replicare, ma poi la richiuse e abbass lo sguardo. Le lacrime continuavano a scenderle con velocit lungo il viso, tracciandone il profilo e andando a congiungersi sul mento, in una goccia unica che ricadeva con lentezza sul pavimento.
Zabini la guard ansioso e poi sospir. Le si avvicin e la cinse in un abbraccio rassicurante. Alexis alz il viso sorpresa, ma lui la strinse di pi a s, facendole poggiare il viso su di una spalla e prendendo ad accarezzarle morbidamente i capelli. Su, basta piangere ora Va tutto bene. Ci sono io qui con te.
Alexis annu e si aggrapp alle sue spalle, come in cerca di sostegno. Il petto di Blaise era cos caldo e accogliente, le ricordava tanto quello di Sirius, eanche quegli occhi scuri e magnetici gli facevano lo stesso effetto. Forse era proprio per quella somiglianza con il suo padrino che aveva stretto una cos bella amicizia con lui.
Stringendola a s, il giovane Serpeverde la sent stranamente fredda. Sei gelida, ma dove sei stata?
Ero fuori. Mi sono addormentata e poi rispose, ma si ferm a met frase, chiudendo gli occhi e stringendosi ancora di pi a lui, con il bisogno di sentirsi avvolta da quellabbraccio protettivo.
E poi? la incit lui con un sussurro delicato. Alexis scosse ancora una volta la testa, nascondendo il viso contro il suo petto. Perch non vuoi parlarmene? Cos non posso aiutarti. domand con tono quasi ferito, che le strinse in cuore in una morsa.
Non niente di importante, sul serio
Se non lo fosse, non saresti cos agitata, non trovi? controbatt e lei tacque.
Blaise sospir ancora. Perch mai non voleva dirgli che le era successo? Di solito, non si faceva problemi a confidarsi con lui. Che si trattasse di qualcosa che le aveva fatto Draco? S, se cos fosse stato, si sarebbe spiegato perch non voleva parlargliene. Di certo, non li avrebbe mai voluti mettere uno contro laltro. Per, Blaise conosceva bene i metodi di avanche dellamico e, se questa volta aveva esagerato, non lavrebbe passata liscia. Gi aveva in mente di dirgliene quattro, ma se aveva fatto qualcosa ad Alexandra, una bella lezione non gliela avrebbe tolta nessuno.
Centra qualcosa Draco? azzard.
Lei apr gli occhi di scatto a sentire quel nome e un brivido le corse lungo tutta la schiena, al ricordo di ci che era successo o meglio, stava per succedere solo qualche ora prima. Poi si affrett a scuotere la testa, temendo che limprovviso tremare del suo corpo fosse frainteso dallamico. No! No! esclam repentina, allontanandosi dal suo petto per poterlo guardare in viso. Finalmente le lacrime cominciavano a smettere di rigarle le guance.
Sicura? Alexis annu energicamente, riuscendo finalmente a sorridere, e la cosa parve tranquillizzarlo. Allora, non vuoi proprio dirmi che ti successo? tent unultima volta, cercando di cavarle qualcosa dalla bocca.
Alexis, per tutta risposta, sospir e abbass lo sguardo. E una cosa stupida ammise infine, un po in imbarazzo.
Non deve essere cos stupida, se ti ha fatto piangere. constat Blaise, asciugandole le guance con gesti lenti e carichi di affetto.
S invece! replic lei testarda, mordendosi il labbro inferiore.
Ascolta, qualsiasi cosa sia successa, per quanto stupida possa essere, sai che puoi parlarne con me. Ti far sentire meglio. Alexis sospir ancora una volta, guardandolo negli occhi, indecisa. Ascolta, facciamo cos: andiamo in Sala Grande, se troviamo ancora qualcosa da mangiare, e mi racconti tutto l, okay? Se invece la troviamo vuota, come temo, ci facciamo spedire qualcosa da mangiare in Sala Comune e ne parliamo con calma davanti al camino, affare fatto? propose Zabini, porgendole una mano.
Alexis sembr pensarci su, ma alla fine annu e strinse le dita attorno a quelle di Blaise
*
Come sospettava, la Sala Grande era ormai vuota e non cera pi alcuna traccia di piatti o deliziose pietanze. Cos, si fecero recapitare qualcosa nella Sala Comune Zabini aveva parecchie conoscenze e, comodi su uno dei tanti divani verdi, cenarono in tranquillit.
La Sala Comune, quella sera, non era molto affollata. In effetti, erano gi le undici passate e molti studenti erano andati a dormire, allinsegna di una nuova giornata scolastica. Gli unici ancora in piedi erano delle ragazze del quarto anno, che ridacchiavano eccitate da chiss quale argomento e che, di tanto in tanto, lanciavano occhiatine maliziose a Blaise, che fingeva di non vederle; un gruppetto di ragazzini del prima anno, che si sfidavano ad un gioco di carte magiche; e qualche studioso, che ancora non aveva concluso i compiti.
Quando i due amici ebbero finito di mangiare e i piatti sporchi furono magicamente spariti, Zabini riprese il discorso. Allora, me lo dici che ti successo o devo mettermi in ginocchio a pregarti? le chiese e fece proprio per piegarsi di fronte a lei.
Alexis ridacchi e scosse la testa, come a dire che non era necessario arrivare a tanto. Si fiss le mani per qualche minuto, poi si port le gambe al petto, raggomitolandosi sul divano, e infine si decise a parlare, fissando lo sguardo di smeraldo in quello di zaffiro. Piangevo per colpa di un sogno confess, abbassando di nuovo gli occhi e fissandosi i piedi con innaturale interesse.
Un sogno? ripet lui sconcertato.
Te laveva detto che era una cosa stupida. Alexis sorrise debolmente, stringendosi in una spalla. Per sembrava tutto cos reale. continu, facendosi improvvisamente seria, mentre unombra le oscurava quegli occhi, solitamente scintillanti e allegri. Fiss lo sguardo nel camino l vicino, dove scoppiettava vivida una calda fiamma. Blaise la fiss, curioso e preoccupato al tempo stesso. Ero nel giardino e allimprovviso si alzava un forte vento e Hogwarts era come abbandonata e cercavo di raggiungerla, solo che cera questa specie di barriera, non mi permetteva di farlo. cominci a raccontare, fermandosi di tanto in tanto, mentre una nuova angoscia le attanagliava il cuore al ricordo. E poi quella voce
Quale voce? la interruppe Blaise, avvicinandolesi e prendendole una mano, per rassicurarla.
Alexis quasi non sembr sentirlo e rimase con lo sguardo fisso sul fuoco. Sembrava cos vera, cos reale e mi chiamava continuava a chiamarmi con insistenza e poi, cera una porta e quella voce maledetta continuava a chiamarmi da l dietro e quando finalmente lho aperta, una luce bianca mi ha avvolto e ho avvertito un dolore atroce. Era come se fossi stata attraversata da un migliaio di cristalli appuntiti.
Blaise le strinse di pi la mano tra le sue, quando la vide cominciare a tremare.
Questa volta, Alexis sembr sentirlo, perch si volt lentamente verso di lui, gli occhi di nuovo lucidi. Respir lentamente, prima di abbassare lo sguardo e concludere il racconto. Poi, quando mi sono svegliata, ho sentito quella voce rimbombarmi nella testa e continuava a ripetermi Troppo presto ma torner . Prima che potesse aggiungere altro, o che quelle lacrime riprendessero a scorrerle su quel visino dangelo, Blaise la strinse di nuovo a s, in un abbraccio protettivo e rassicurante.
E tutto a posto ora, Alex. E stato solo uno stupido incubo, non c niente di reale in quelle parole. Sta tranquilla. le sussurr, accarezzandole la testa e cullandola.
Alexis sembr tranquillizzarsi di nuovo e si accoccoll contro il suo petto, chiudendo gli occhi. Grazie
*
Erano passati circa una decina di minuti, quando il muro in pietra della Sala Comune si apr, scivolando su di un lato per lasciar entrare la figura elegante di Draco Lucius Malfoy. I capelli scompigliati, la camicia aperta sul petto bianco, la cravatta verde-argento allentata fecero scoppiare dei gridolini eccitati da parte delle ragazze del quarto anno, sebbeno fossero pi grandi di lui. Blaise le guard in tralice, mentre Draco ammiccava nella loro direzione, esaltandole in modo vergognoso. Avvistato lamico, si diresse poi vicino al camino, stravaccandosi stanco su di una poltrona l vicino. Zabini lo fiss impassibile, mentre lo sguardo argenteo percorreva la sua figura e notava la ragazza accoccolata sulle sue gambe. Il suo viso si fece duro per un momento, mentre contraeva la mascella e stringeva leggermente gli occhi. Eppure, a Blaise, quel particolare che dur meno di un secondo, non sfugg, facendolo sogghignare.
Non sapevo che mi tradissi con quella ragazzina: amico, mi deludi! lo schern Draco, una volta che fu in grado di riprendere il controllo delle proprie reazioni.
Non era scoppiato solo perch sapeva che Blaise non gli avrebbe mai fatto un torto simile e perch sapeva che tra lui e la sua piccola preda cera solo un profondo legame di amicizia, quasi fraterna .
Eppure, sebbene fosse il suo migliore amico, non poteva che provare una fitta di gelosia, nel vederla cos tranquilla tra le sue braccia. Era sicuro che, se al posto di Zabini ci fosse stato lui, Alexandra si sarebbe agitata, preoccupata che lui avesse potuto farle qualche scherzo.
Ma, in fondo, era colpa sua e del suo modo di fare.
Non riusciva mai a dirle una parola carina, n a farla sentire al sicuro. Anzi, molte volte gli sembrava che il suo pericolo pi grande fosse proprio lui stesso.
E questo gli stringeva il cuore con una morsa dolorosa che si spargeva per tutto il petto.
E molto meglio di te! ribatt Blaise, con tono sagace.
Draco si finse sorpreso e alz un fine sopracciglio. Allora sono vere le voci di corridoio quasi cantilen.
Che voci?
Quelle che parlano della tua relazione sessuale con la Black! ghign divertito Draco, che lo stava evidentemente prendendo in giro. Se fosse stato vero, al posto del sorriso compiaciuto, Blaise Zabini avrebbe visto un bel pugno.
Ma cresci un po, Draco. sbuff, alzando gli occhi al cielo.
Comunque, se era stanca, perch non andata nella sua stanza, invece di usare te come letto? non riusc ad esimersi dal chiedere Malfoy, colto di nuovo da una fitta di gelosia.
Smettila di fare il geloso, coglione. Lo sai che non c niente tra me e lei.
Geloso io? Di quella l? Tu stai dando i numeri. replic Draco, scuotendo il capo.
S, certo. Ad ogni modo, si addormentata senza alcuna previsione. Prima, mentre salivo per andare a cena, mi ha travolto, ed era a dir poco sconvolta. Piangeva e non la smetteva di tremare. cominci a spiegare Blaise, ma si interruppe, quando not che lespressione dellamico si era fatta evidentemente pi dura e tesa.
Che le successo? si inform guardingo, i suoi occhi argentei scesero a fissarsi sul volto dormirente di Alexandra.
Zabini ghign di quella reazione e ne fu compiaciuto per due motivi: il primo, era che lui, fortunatamente, non centrava nulla; il secondo che, ancora una volta, Malfoy si stava dimostrando interessato alla Black.
Mi ha detto che era sconvolta per un sogno e per una voce che ha sentito dentro di esso, ma la cosa non mi convince molto. ammise e Draco asser, concordando con lui.
Hai idea di cosa possa essere successo?
No, non ha voluto parlarmene.
Rimasero qualche minuto in silenzio e fu Blaise a riaprire la conversazione.
Comunque, non mi piaciuto per niente il tuo comportamento di oggi. lo accus lapidario, fissandolo con aria severa.
Questa volta fu il turno di Malfoy di sbuffare. Oh, avanti Blaise! Non rompere! Volevo solo sfogarmi un po e Potter si trovato casualmente sulla mia strada.
S, proprio casualmente. Ed io sono un nato Babbano. ribatt Blaise, storcendo il naso in una smorfia insieme infastidita e disgustata.
Draco non rispose, si limit a mostrargli un sorrisone che ricordava quello del gatto del Chashire. Non gli andava proprio di subirsi una paternale da Blaise e, fortuna delle fortune, fu salvato in estremis da una bella rossa del quarto anno che, spinta dalle sue amiche, si era decisa ad avvicinarsi. Tossicchi, per richiamare la sua attenzione, e Draco volt lo sguardo per studiarla: era una ragazza non molto alta, magra, con le forme al punto giusto, che il maglioncino aderente e la corta gonnellina mettevano in evidenza; la lunga fiamma di capelli boccolosi le ricadevano su di una spalla, incorniciandole quel viso dalla carnagione rosea e gli occhi di ghiaccio; un naso leggermente appuntito, sovrastato da qualche lentigine, e una bella bocca carnosa, coperta da un pesante rossetto rosso, aperta in un sorriso, completavano la sua figura.
Ehm scusa Malfoy, potrei parlarti ? chiese con tono concupiscente, dando voce allo sguardo accesso, mentre un lieve rossore le colorava le gote.
Il ragazzo ghign, alzandosi dalla poltrona. Aveva proprio voglia di parlare, quella sera, e unocchiata alla sua piccola preda, comodamente appollottolata sulla gambe del suo migliore amico, tutta tranquilla, gliene diede la conferma. Cert- cominci, lanciandole unocchiata che valeva pi di mille parole, mentre le ragazze, amiche della rossa, lanciavano, ancora una volta, gridolini eccitati.
Ma non riusc a concludere la frase, perch Blaise lo interruppe. Mi dispiace, ma il signor Malfoy occupato al momento.
Draco si volt a lanciargli unocchiataccia di monito: se intendeva privarlo di una notte di sana conversazione , solo per fargli una romanzina, aveva capito proprio male.
Ma, quando si volt, lo vide avvicinarsi con Alexandra in braccio. Un gesto fulmineo, e la piccola Serpeverde era tra le sue di braccia, che si accoccolava al suo petto e gli stringeva le braccia dietro il collo.
Ma che? sussurr Draco disorientato.
Fatti perdonare. sibil di risposta Blaise, trafiggendolo con unocchiata penetrante. Poi, si volt verso la rossa che, sconvolta, guardava la scena, accompagnata dal ringhiare basso delle sue amiche. Hai visto? sorrise improvvisamente bonario Zabini. Per questa notte niente chiacchiere . la conged con una pacca sulla spalla, mentre, stiracchiandosi stanco, entrava nel dormitorio maschile, non prima di aver rifilato unulteriore occhiata a Malfoy.
La rossa torn dalle sue amiche, sbalordita e con un diavolo per capello, e si mise a borbottare con quelle, che cominciarono a lanciare occhiate di fuoco al Principe di Serpeverde.
No, aspetta. Ora che lo notava, le occhiatacce omicide non erano per lui.
Erano per la piccola ragazza che teneva tra le braccia e che si stringeva contro di lui, affettuosa.
Il suo sguardo si fece cattivo e lanci unocchiata agghiacciante al gruppetto, che smise improvvisamente di parlare, spaventato.
Malfoy volt loro le spalle, stringendo di pi a s la sua piccola preda, ed entr nel dormitorio femminile.
Sbagli pi di una volta stanza, ritrovandosi sommerso da gridolini eccitati e urletti isterici come Draco Malfoy entrato nella nostra stanza!WOW! , o da cuscinate in pieno viso.
Questa volta, Blaise non lavrebbe passata liscia! Altro che farsi perdonare!
Percorrendo il corridoio, alla disperata ricerca della stanza giusta, si ferm pi volte ad osservare Alexandra e a chiedersi come facesse a non svegliarsi, con tutto quel baccano. Certo per che, a guardarla ora, era ancora pi carina del solito, ma si avvertiva la mancanza di quello sguardo di smeraldo che riusciva ad incantarlo. La strinse di pi a s, protettivo, come se dovesse difenderla da qualcosa che, per una volta, non era lui stesso e, per tutta risposta, lei gli strinse di pi le braccia attorno al collo, come a comunicargli che si sentiva al sicuro, seppur inconsciamente.
A quel pensiero, un caldo bruciore piacevole gli accarezz il petto, mentre sorpassava la porta ben conosciuta della stanza di Pansy Parkinson.
Augurandosi di beccare la camera giusta, abbass la maniglia di unaltra porta, avvolta nel buio. Strinse gli occhi, cercando di abituarsi alla mancanza di luce, e, quando scorse due letti, di cui solo uno occupato, cap di aver finalmente azzeccato stanza. Si chiuse piano la porta alle spalle, per evitare di svegliare Diamond, che se la dormiva alla grande nel suo letto, solo la folta chioma bionda che spuntava dalle coperte. A confermagli che quella era la sua stanza, fu la cartella tracolla in jeans, che la Black portava sempre con s.
Si avvicin a passo felpato al letto e, stringendola a s con un solo braccio, scost le coperte.
Ma guarda tu cosera costretto a fare!
La adagi sul materasso, con gentilezza, per non svegliarla.
La sent solo mugugnare e poi rilassare la testa su di un lato, mentre alcune ciocche di capelli corvini le ricadevano sullo sguardo. Le lev le scarpe e la copr. Poi rest a guardarla, affascinato.
Una piccola luce lunare, magica, dal momento che nei sotterranei non arrivava alcuna illuminazione naturale, le baciava il viso, lasciandolo risplendere di dolcezza.
La vide corrugare la fronte e cominciare a mugolare, agitata.
Che stesse facendo quel sogno di cui parlava Blaise?
Senza controllo, la sua mano si mosse a sfiorarle il viso, con delicatezza, togliendole le ciocche dal viso, una carezza dopo laltra e, quando si accorse che, non appena laveva toccata, il suo viso si era di nuovo rilassato, avvert una nuova fitta scaldargli il cuore.
Era bastato un freddo tocco delle sue dita per farla tranquillizzare.
Ancora una volta, sentiva che stava per perdere il controllo delle sue azioni. La schiena si pieg lentamente, fino a che il suo viso si ritrov ad un centimetro da quello della piccola Black. Le loro labbra, ancora una volta, lasciarono unire due respiri, uno caldo e dal sapore di albicocca, laltro gelido e dal sapore di pioggia. Socchiuse gli occhi lentamente e si avvicin, per eliminare la minima distanza tra le loro bocche.
Allimprovviso, sent un chiaro rimbombare di qualcosa che picchiava contro una dura superficie. Come una boccino doro impazzito, che continuava a colpire un muro, con velocit.
Si ritrasse di scatto, guardandosi intorno, guardingo e spaventato.
E, quando cap che il rumore proveniva dal proprio petto, Draco Malfoy fu ancora pi terrorizzato.
Aveva il respiro corto, come se avesse corso per un miglio senza mai fermarmi, e delle goccie di sudore freddo gli procuravano brividi lungo tutta la schiena.
Cosera quella improvvisa sensazione di benessere?
Quellimprovviso desiderio di stringerla a s, senza volere nientaltro?
Che diavolo gli stava succedendo?
Arretr, spaventato da se stesso, e poi si precipit fuori dalla stanza.
Che Blaise avesse ragione?
Il cuore, che gli martellava nel petto, sembrava volerglielo confermare.