Lettere segrete e minacce
Lettere segrete e minacce
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Salve atutti!
Eccoviil quindicesimo capitolo!
Spero che vi piaccia!^^
Finalmente le cose iniziano, a mioavviso, a farsi pi interessanti o meglio,pi piccanti xD- e mi auguro cheappreziate ^___^
Questo capitolo ho dovuto tagliarlo indue, perch altrimenti veniva troppo lungo!
Quindi il sedicesimo capitolo gi infase di scrittura, per cui non tarder molto a postarlo!
Vorrei sapere, come sempre, che nepensate di questo capitolo, perch grazie avoi, alle vostre recensioni e alvostro sostegno che questa storia va avanti!
Per cui, forza e coraggio!
Infondo non ci vuole molto a scrivereuna recensioncina, no?
Dedicatedue minutini delvostro tempo per fare contenta una piccola scrittrice alle prima armi*___*
Buonalettura. Ada Wong
~ UnParticolare In Pi ~
[Thiscouldbe the start
Of something new
It feel s soright
To be here withyou
And now looking inyour eyes
I feel in my heart
Thestart of something new ]
Non era riuscita a dormirequella notte.
Ogni volta che chiudeva gliocchi, riviveva ogni scena di quella serata.
Il vederlo, nel preparare lapozione, con la sua innata eleganza; la litigata; la sua espressionefredda eterribilmente seria; le sue mani che le bloccavano il polso confermezza,costringendola ad avvicinarglisi e a piantare gli occhi nei suoi; lesue paroledi minaccia, dolci pi del miele; le sue mani che lesfioravano il viso e lesue labbra che la baciavano con gentilezza, prima di cedere il posto adunaviolenza possessiva.
Se si sfiorava i contornidella bocca, poteva ancora sentire il suo gelido respiro riempirle lagola,scendendo al cuore che, a quei pensieri, cominciava a dimenarsi,emozionato.
Finch, quel battitofrenetico non la costringeva a spalancare gli occhi e respirare piano,perriprendere il controllo.
Quando poi si calmava,richiudeva gli occhi, cercando di riposare.
Maera tutto inutile.
Le immagini lescorrevanodavanti, come un filmino di una pellicola vecchia, in bianco e nero, elinteroprocesso si ripeteva.
Non cera nulla cheriuscisse a farle distogliere quei pensieri dalla testa.
Aveva provato a tenere gliocchi aperti, e a fissare la magica luce lunare che si intravedevadallafinestrella del sotterraneo. Ma dopo poco, si rendeva conto di fissareilvuoto, mentre la mente le proiettava altre immagini.
Unosguardo profondo.
Aveva provato allora avoltarsi e a stringere il cuscino, nascondendoci il viso dentro, mentresiliberava dal groviglio di coperte che le stavano soffocando le cosce.
Parolecariche di malizia sussurrate al suo orecchio.
Aveva provato a chiuderegliocchi e ad immaginarsi un campo di PuffolePigmee che rotolavano, e aveva preso a contarle.
Arrivata per allacentoventunesima, una visione le aveva straziato la mente.
Undolce bacio, in quel morbidissimo campo.
Era stata costretta aspalancare gli occhi e a lanciarsi il cuscino sulla faccia, disperata.
MaledettoMalfoy! Il peggio, per, era statoquando, finalmente vinta dalla stanchezza, era riuscita adaddormentarsi.
Eaveva sognato.
E per la prima volta,avevarimpianto il solito sogno nelloscurit, con laporta brillante e la vocesibilante che la chiamava.
Si era ritrovata sdraiata inun letto che, evidentemente, non era il suo.
Era grande, morbido, comodo,fresco. Lodore di pioggia che profumava le lenzuola le avevainvaso le narici,facendole battere il cuore.
Aveva socchiuso gli occhi eaveva scoperto, con orrore, di trovarsi nella stanza di Malfoy riconoscevalarmadio bianco, con il grande specchio.
Diede unocchiata alla suaimmagine riflessa e scopr di indossare solo la biancheriaintima. Spalanc gliocchi, imbarazzata, e cerc di coprirsi, tentando diafferrare la coperta conle mani, e di portarsela fin sopra la testa.
Ma quando cerc di abbassarele braccia, non ci riusc.
Delle cinghie la tenevanolegata per i polsi e le impedivano ogni movimento.
Cominci ad agitarsi,quando, nello specchio, intravide unaltra immagine riflessa,oltre la sua.
Lo riconobbe, anche se ilbuio della stanza non avrebbe dovuto permetterglielo.
Ilbaluginare della luce di una piccola fiammella suisuoi capelli platinati, fine e dorate corde di violino armonioso.
Lo scintillare sinistro di uno sguardo intenso eaccesso, freddo metallo fuso.
Il malizioso guizzo di un sorriso, ghignomaledettamente sensuale.
Lo osservavvicinarsilentamente alla sponda del letto, e sedersi, lasciando piegaremorbidamente ilmaterasso.
Il suo sguardo argenteoscese ad osservare il suo corpo semi nudo, che bruciava sottoquellocchiatacos penetrante. Poi si spost ad esaminarla inviso: si sofferm sulle labbra,guardandole con bramosia, prima di arrivare ai suoi occhi e fissarlaintensamente.
Alexis arross fino allapunta dei capelli.
Lui sorrise, beandosi diquella visione, e le si avvicin, sovrastandola esistemandosi sopra di lei.Poggi le mani sul cuscino, ai lati della sua testa, e legambe gli si stinserointorno a quella vita morbida, ma sottile.
Ora, non respirava propriopi, e non le importava granch dei polmoni chechiedeva urgentemente aria.
Draco prese ad accarezzarleuna guancia, con gesti lenti e premurosi. Poi si pieg,avvicinando il suo visoa quello di lei, e lasci che le loro guance si sfiorassero.
- Ti avevo avvertita diandare viaNon mi hai voluto ascoltare, e ora ne pagherai leconseguenze, mia piccola Black -
Le soffi in un orecchio,con voce suadente e lasciva, che le fece rizzare i peli sulle braccia.
Lui sorrise ancora, mentrescendeva ad accarezzarle un braccio e poi le mordicchiava gentilmenteunaspalla, lasciandola gemere appena, per protesta.
Protesta che, fu subitosoffocata da un bacio intenso e violento.
Es t r e m a m e n t e Po s s e s s i v o.
Quelle labbra fredde edalsapore di pioggia, si impadronirono delle sue, e le costrinsero adaprirsi, perlasciar entrare indisturbata la lingua, che prese ad accarezzare la suacompagna, in un gioco di intrecci e rincorse, dal sapore di albicocchebagnatedi rugiada.
Era un bacio cos violento,da non lasciarla neanche respirare.
Sentiva i polmoni bruciarle,mentre emozioni indefinite le esplodevano nella bocca, ma soprattuttonelpetto.
Per, le mancava laria.
Sentiva che sarebbe svenutase non lavesse lasciata respirare.
Eppure,non voleva che quel bacio finisse
Si ritrov,suo malgrado, aspalancare gli occhi e a tirarsi a sedere di scatto, mentre portava unamano alpetto e respirava affannosamente, di nuovo nel suo letto, nella suastanza.
Dinuovo nella realt.
Una goccia di sudorefreddole accarezz la schiena, passando leggera tra le scapole,come un brivido.
MaledettoMalfoy!
Si ributtnel letto,prendendosi la testa tra le mani e cominciando a scuoterla con violenza.
Nonera possibile!
Che diavolo di sogni faceva ora?!?
Rimase sdraiata, con losguardo fisso sul soffitto, il cuore a mille e il sonno che, ormai, eraandatoa farsi Avada Kedavrizzare.
Rest ad osservare il vuoto,respirando lentamente, come se stesse cercando di scongiurareunimminentecrisi isterica.
Una cosa fu certa: nonchiuse pi occhio, quella notte.
Si limit ad incrociare lemani sul ventre, mentre puntava lo sguardo sulla piccola finestrella,dietro laquale, pallidi fasci lunari, stavano lasciando il posto a caldi raggidorati,che la colpirono lentamente, diffondendogli un piacevole riverbero peril viso.
Lanci unocchiata al lettodi Diamond, e la vide appallottola sotto le coperte, solo un caoticociuffo dibiondi capelli che sfuggiva da sotto le lenzuola.
Poi, il suo sguardo sispost sul comodino accanto al letto, e lesselora sulla sveglia magica.
Le sei e mezza.
Sospir, tirandosi su asedere e stiracchiandosi pigramente.
Non aveva dormito perniente, ma stranamente, non era affatto stanca.
Decise di farsi una doccia edi uscire a farsi un giro, tanto rimanendo a letto non concludevanulla, se noncontinuare a rimuginare su quelle immagini e quei pensieri che letornavano atormentarle la mente, con dolce insistenza.
Inoltre,se non voleva subirsi le ire della sua caracompagna di stanza, era meglio se non la incrociava, quella mattina.
Quando uscdalla camera,erano appena le otto.
Il castello era avvolto inun silenzio cos irreale, da far paura. Le fredde mura inpietra, sembravanocigolare sinistre, mentre spifferi di gelido vento sfilavano abili trafessureantiche.
Morfeo aveva ancora ilcontrollo di tutti i dormitori, e vegliava protettivo su ogni corpoappallottolato, sbracato o supino che riposava in morbidi e caldiletti, chenon avrebbero abbandonato molto presto.
Erasabato.
Le otto di un freddosabatomattina invernale.
E lei, reduce da una notteinsonne, si accingeva a varcare le soglie del suo dormitorio, perentrare nellaSala Comune di Serpeverde.
Ovviamente vuota.
Oalmeno, cos avrebbe dovuto essere.
Quando si chiuse laportadel dormitorio alle spalle, una dolce folata di gelido vento lesfior legambe, alzandole lievemente la gonna plissettata della divisa, chedanzintorno alle sue cosce, prima di tornare a posarlesi sulle ginocchia.
E portato da quella folatadi vento, un leggero fruscio le accarezz ludito,costringendola ad alzare losguardo.
Cera qualcuno, chino su untavolino, intento a scrivere una lettera.
Quelle dita pallide, dapianista, stringevano delicatamente una bella piuma nera, tracciandogestiprecisi su unimmacolata pergamena bianca.
Lettere affusolate edeleganti si accostavano una dopo laltra.
Non una sbavatura, non unerrore.
Perfetta.
Il viso chino eraconcentrato e serio, scalfito in una maschera di ghiaccio, e gli occhi,meraviglioso argento liquido, scorrevano veloci sulla lettera,delicatamentenascosti da ciuffi platinati che, morbidi, gli scendevano sulla fronte,sfuggendo alla mano di gel e riversandosi a lambire quei lineamentiaffilati edestremamente eleganti.
Rimase ad osservarlo, insilenzio, col fiato sospeso e il cuore che prendeva a batterle furiosonelpetto, convinta del fatto che non lavesse sentita arrivare.
Dovette ricredersi, quandolo vide ghignare soddisfatto, un secondo prima di alzare lo sguardoverso dilei e incatenarlo al suo.
Si sent avvampare in viso,mentre arrossiva evidentemente in zona guance.
Apr le labbra, per direqualcosa, ma si limit a trarre un sospiro tremante,riprendendo aria.
Lui sogghign, soddisfattodi quella reazione e si lecc le labbra, con un gesto deltutto casuale.
- Buongiorno.
Le disse poi, lasciandoscivolare lo sguardo sulla sua bocca, ancora semi aperta nelladisperataricerca daria. Poi torn a concentrarsi sullalettera, annotando unultimacosa, prima di deporre la piuma nel calamaio e rileggerne il contenuto.
Alexis deglut a fatica,cercando di portare ordine nel caos che aveva al posto del cervello,mentretentava di far uscire qualcosa di lontanamente sensato dalle suelabbra,incredibilmente aride.
- Buongiorno-
Riusc a rispondere poi,abbassando lo sguardo e mordendosi il labbro inferiore.
Merlino,quanti si sentiva stupida!
Riport losguardo su di luie lo vide farle cenno di avvicinarsi, schioccando le dita.
Unordine silenzioso, al quale non poteva cheobbedire.
Respirlentamente, cercandodi non avere una crisi di nervi e si avvicin con studiatacautela, mentre luipiegava la lettera e la inseriva in una busta, sopra la qualespiccavano, nereed eleganti, le parole NarcissaBlackMalfoy .
- E arrivata una letteraper te.
Le comunic con tonodistaccato, leccando i bordi della sua busta da lettere, con un gestolento enon programmato, ma che a lei suscit un brivido lungo lacolonna vertebrale.
Nonpoteva guardarlo senza ricordarsi del sogno fattonellunico momento in cui il sonno aveva preso il sopravvento.
Dolci carezze sulle braccia.
Un piccolo morso sulla spalla.
Parole di dolce minaccia.
Un bacio intenso e violento.
Abbass losguardo sullabusta da lettere, che portava il suo nome e la fiss conintensit, cercando discacciare quei pensieri peccaminosi che le erano baluginati in mente.
La prese tra le mani e laapr lentamente, mentre lui la ignorava, mettendo a posto,con un gesto fluidodella bacchetta, il calamaio e la piuma.
La lesse con attenzione eunespressione ansiosa le si dipinse sul viso, mentre le manisi stringevano indue pugni, ai lati della lettera che veniva malamente stropicciata.
Draco alz lo sguardo su dilei e la scrut in viso.
- Cattive notizie?
Domand con tonoindifferente, mentre si alzava dal tavolino e laffiancava.
Lei scosse lentamente latesta e ripieg la lettera.
- E di PitonDice che vuolevedermi.
Spieg con voce incolore,con una calma che non le apparteneva mentre lagitazioneinfuriava in queglismeraldi sinceri.
Incapacidi mentire.
- Vuoi che tiaccompagni?
Le chiese, piegando il visosu di un lato, per poterla osservare meglio.
Alexis era cos ansiosa, danon meravigliarsi neanche di quella gentilezza improvvisa. Silimit adasserire, abbassando lo sguardo e dirigendosi verso luscitadel dormitorio.
Lui la segu, spingendolagentilmente, una mano che le sfiorava la schiena con delicatezza.
Arrivarono allaula dipozioni neanche cinque minuti dopo, e Alexis maledisse ancora una voltaditrovarsi nel sotterraneo, ad un centimetro da quella porta.
Guard i battenti in legnoindecisa, mordendosi il labbro inferiore, fino a strapparsi quasi lapelledelicata.
Draco la osserv disottecchi, prima di lasciar scivolare la mano gi dalla suaschiena e andarla apoggiare sulla porta, aprendola lentamente. Si gir poi aguardarla, facendolecenno di entrare.
La vide socchiudere gliocchi e trarre un respiro profondo, prima di avanzare incerta, apiccoli passi.Si richiuse la porta alle spalle e le fu subito accanto.
Non la prese per mano, perrassicurarla, come avrebbe fatto chiunque.
Lui si limit a sfiorarle ildorso con la punta delle dita, e questo le infuse picoraggio di una salda stretta.Si volt a guardarlo e gli sorrise. Per tutta risposta, luile fece un cennocol capo e la spinse gentilmente in avanti, davanti alla scrivania.
Alexis incespic goffamente,rischiando di rovinare in terra, ma riusc a tenersi inequilibrio, evitandosiunulteriore figuraccia. Non pot perfermare il rossore familiare che ledipinse le guance, quando lo sent sbuffare, alla ricerca diuna maschera peruna risata che non avrebbe voluto rivelarle.
Si avvicin alla cattedra ecominci a torturarsi le mani in grembo, mentre osservava lasedia di Piton,che le dava le spalle.
Si schiar educatamente lavoce, per richiamare lattenzione del professore, ma quellonon sembr neanchesentirla.
- Professor Piton-
Prov ancora, con voceflebile, timida.
Ma ancora una volta, fuignorata.
Pieg allora il viso su diun lato, sbirciando al di l della sedia. Corrugla fronte e fece il girodella scrivania, portandosi davanti alla sedia.
Vuota.
Si lasciandare ad unprofondo sospiro di sollievo, mentre socchiudeva gli occhi e si portavaunamano al petto, cercando di controllare i battiti del cuore.
- Non c-
Comunic a Draco e quelloalz gli occhi al cielo, avvicinandosi alla scrivania.
- Qui c qualcosa per te.
Le disse, prendendo labacchetta poggiata sul ripiano del tavolo e cominciando a rigirarselatra ledita. Alexis lo raggiunse e lo guard torvo, prima diimpossessarsi di un nuovobiglietto sul tavolo. Lo dispieg e ne lesse il contenuto.
Di nuovo, sul suo viso sidipinse unespressione.
Draco la studi, cercando didecifrare quello stupore che, lentamente, stava lasciando spazio ad unsorrisoluminoso.
- Ce lho fatta-
Mormor, tremando quasi perlemozione.
- Ce lho fatta!
Ripet di nuovo, questavolta quasi urlando. Si volt verso Draco, che la scrutavacon espressioneinsondabile, e gli sventol il biglietto davanti al viso.
- Ce lho fatta! Ce lhofatta!
Continuava a ripetere,saltellando sul posto. Lui fece scattare un braccio in avanti e leprese ilpolso, bloccandola con gentilezza. E mentre lei continuava asaltellare, luiprese il biglietto con laltra mano e ne lesse il contenuto.Recitava solo tresemplici parole:
Oltre Ogni Previsione .
Doveva essere il voto cheaveva preso, ma Piton non si sarebbe mai abbassato a dirglielo dipersona.
Sogghign, soddisfatto,mentre lei prendeva a danzare allegramente. La sua mano lelasci il polso,accarezzandone il palmo e stringendosi poi alla mano di lei. Laguid inunelegante piroetta e poi, con uno strattone, se laport addosso.
Il colpo fu cos deciso, cheAlexis si ritrov schiacciata tra il suo petto, ampio emarmoreo, e il braccioche ora le premeva delicato sulla schiena, prima che potesse renderseneconto.I loro visi erano di nuovo cos vicini, che i loro respirisi confondevano, simischiavano, si rincorrevano.
Il sorriso le scivol via lentamentedalle labbra, lasciando spazio ad unespressione stupita,mentre il cuorecominciava a batterle furioso nel petto, come succedeva ormai ognivolta che sitrovavano troppo vicini e che lui la osservava con quegli occhiintensi,desiderosi.
Non seppe dire quanto temporimasero cos, semplicemente a fissarsi, uniti inquellabbraccio che valevapi di mille parole.
La bellezza delle cose esistenella mente di chi leosserva.
Occhiintensi in occhi dolci.
Desiderio contro imbarazzo.
Decisione e timidezza.
Argento fuso insieme allo smeraldo.
Una carezza.
Un sospiro.
Unaltra carezza.
Piccole ali nere di farfalla che intrappolano ilbrillante smeraldo.
Un sorriso di vittoria.
Lelasci unaltra carezzasulla guancia, sfiorandola appena con la punta delle dita, prima dichinare ilviso e di avvicinarlo a quello di lei.
Alexis poteva sentire il suofreddo respiro dal sapore di pioggia, sfiorarle maligno le labbraumide,costringendola a rabbrividire.
Piccolitremiti di unemozione troppo forte per uncorpo cos piccino e fragile.
Si abbassancora, tanto chei loro nasi si sfiorarono gentilmente. Mosse il viso econtinu ad accarezzarleil naso con la punta del proprio, gli occhi socchiusi che nonaccennavano alasciare quel viso rosso e tenero.
Avvicin la sua bocca aquella di lei, che attendeva, intrepida.
Sfior appena quelle labbradi dolce albicocca, mentre con la mano risaliva lungo la schiena egiungevaalla nuca, che afferr con dolcezza, costringendola apiegarsi indietro.
Si chin di pi e poggi lelabbra su quelle di lei, ma rimase fermo.
Apr gli occhi, e osserv lesue palpebre tremare e le sue ciglia gettare piccole ombre sugli zigomideliziosamente arrossati.
Le poggi la mano liberasulla guancia e prese ad accarezzarla con le nocche, sfiorandola appenaeprocurandole piccoli brividi lungo tutto il corpo. Alla fine sipos sullamandibola e percorse tutta la linea del viso, fino a scendere lungo ilcollo eriappropiarsi della schiena. La spinse di pi contro di se,facendo aderiremeglio le loro labbra, ancora ferme, immobili, in quel bacio casto.
La sent schiudere la boccae sospirare.
Ghign e accarezzandole icapelli le sussurr.
- Congratulazioni-
Poi si riavvicin e lestamp un bacetto a fiori di labbra, veloce e puro, prima diallontanarsilentamente, senza sciogliere labbraccio.
Alexis rimase ad occhichiusi per qualche altro secondo, prima di riapirli e mostrare laconfusioneimbarazzata di quegli smeraldi sinceri.
Lo vide sorriderlesoddisfatto, prima di lasciarle unaltra carezza a fior didita sulla guancia edi sciogliere labbraccio.
Lapiccola Alexandra Black era finalmente sua. E dinessun altro.
Poi, silenziosamente, leporse la sua bacchetta.
Lei abbass lo sguardo sulpiccolo bastoncino di legno e poi, con una mano ancora tremante perlemozione,lo prese e lo mise nel cinturino della gonna.
Il silenzio che era sceso,era ben diverso dal silenzio spaventoso a cui era abituata.
Eraun silenzio piacevole, caldo, pieno di emozioni.
Un silenzio che lei non avrebbe saputo interrompere.
Infatti, fu lui a farlo.
- Andiamo a mangiare.
Si limit a dire, con voceincolore, dandole velocemente le spalle e precedendola.
Alexis si lasci andare adun sospiro tremante e sorrise imbarazzata, guardando lampiaschiena delragazzo rilassarsi sotto il suo sguardo.
Infine, ripresi i contatticon la realt, lo segu con una piccola corsa.
Prima diandare in SalaGrande, Draco le comunic che doveva spedire una lettera.Alexis decise diaccompagnarlo, tanto a quellora non ci sarebbe stato ancoranessuno a farecolazione.
Arrivarono alla Guferiacirca mezzora dopo a volte avere per scuola uncastello enorme come Hogwartsnon era proprio un vantaggio. Senza contare che, oltretutto, le scaledecidevano un po da se dove portare.
Draco si avvicin ad unmaestoso gufo, dalle piume stranamente nere. Lanimale loguard con dueocchioni profondi, e tub infastidito di essere svegliato edi essere mandato afare un lungo viaggio, specialmente nel freddo diquellinverno che era ormaialle porte. Il ragazzo gli sorrise rassicurante e gli sfioril capo con lanocca dellindice, in un gesto di affettuose scuse.
- E importante-
Gli mormor, mentre glilegava la lettera alla zampetta. Il gufo sembr capirlo,perch alz unala,facilitandogli il lavoro. Poi gli becc delicatamentelindice, in segnodaffetto.
Alexis guard la scena con unmoto intenerito.
Draco Malfoy era un ragazzofreddo, calcolatore, burbero.
Un ragazzo che, a detta sua,non amava la compagnia.
Un ragazzo che avrebbe fattoqualsiasi cosa, pur di ottenere ci che voleva.
Perpoi riuscirci brillantemente.
Si,Draco Malfoy era decisamente un cattivo ragazzo.
Ma, guardando quellascena il gufo che tubava allegro, mordicchiandogli un indice pallido; ilsorriso chegli dipingeva quelle labbra cos perfette da sembraredisegnate; lespressioneserena dei suoi occhi gelidi Alexis non potfare a meno di pensare che DracoLucius Malfoy era veramente un cattivo ragazzo.
Maera una splendida persona.
Anche se, ilpi dellevolte, tendeva a dimenticarlo anche lui.
Quando il biondino si mosse,prendendo tra le braccia il fiero gufetto nero, Alexis si riscosse,tornandoalla realt. Si affrett ad abbassare lo sguardo,conscia del fatto che erastato ad osservarlo con sguardo trasognato, e arrossviolentemente.
Si diresse veloce ad unadelle grandi finestre senza vetro della guferia e finse di essereassorta nellosplendido panorama che le si presentava davanti.
Era davvero bello, ineffetti.
Si affacciava sul Lago Nero,che tanto meraviglioso quanto inquietante, brillava sotto i raggi delfreddosole invernale, la cui luce, cos debole e pallida, neancheriusciva ascaldarle il viso, minacciato dal gelido vento che le sferzava leguance.Allorizzonte si disperdevano antiche catene di monti, dietrole qualiavanzavano, nere e minacciose, grandi nubi cariche di pioggia.
- Verr a piovere-
Mormor, assorta tra i suoipensieri.
Non le piaceva la pioggia.La rattristava parecchio.
Le ricordava le giornatepassate a Grimmould Place, da sola, con Sirius che non si sa dovespariva.
Draco laffianc perguardare a sua volta le nere nuvole rabbiose, e lei sobbalzsentendoloimprovvisamente vicino.
Lui la ignor e si limit adasserire.
- Gi Andiamo a mangiare,ho fame. E da ieri a pranzo che non tocco cibo.
Sentenzi, stiracchiandopigramente le braccia, prima di voltarsi ed incamminarsi verso le scale.
Alexis lo guardallontanarsi e sorrise tra se e se, seguendolo.
Ma prima che potesse varcarela soglia dellentrata, qualcuno che le tirava delicatamenteun lembo dellamaglia, la costrinse a voltarsi.
Davanti a se, svolazzava unpiccolo gufo grigio, dalle penne tutte arruffate. Alexiscorrug le fronte,guardandolo confusa e questo le mostr la zampetta, allaquale era legata unapergamena. Si gett unocchiata alle spalle, percontrollare che Draco fossegi sceso, quindi sfil delicatamente il laccettoe prese la lettera tra lemani. Le bast unocchiata veloce per capire chifosse il mittente: Sirius.
Un sorriso luminoso le sidipinse sulle labbra, mentre stringeva la lettera al petto, in unabbraccio silenzioso.Il gufo per la dest, frullando le aliimpanziente.
- Oh, si scusa-
Mormor Alexis frugandovelocemente nella borsa e tirando fuori tre biscottini che Diamond leavevalasciato sul comodino la sera prima. Glieli porse e quello libecc uno peruno, prima di scuotere le ali e adagiarsi in uno scompartimento.
Alexis si ripul la manodalle briciole, osservando curiosa la lettera.
Sent un tuffo al cuore, quasiuno strano presentimento.
Non sapeva perch, ma avevapaura di aprire quella lettera.
La osserv deglutendo.
Stava per aprirla, quando
- Black! Che staicombinando?-
La voce di Draco alle suespalle la fece sobbalzare. Doveva essersi accorto che nonlaveva seguito edera tornato su.
Alexis si volt velocemente,nascondendo la lettera dietro la schiena e cerc disorridere.
- Si arrivo, scusa!
Il biondino alz gli occhial cielo.
- Muoviti.
Ordin con tono seccato,invitandola con un gesto del braccio a precederlo.
Lei armeggi in tutta frettacon le mani, dietro la schiena, e infil la pergamena tra lecalze e lemutandine, prima di sorridergli imbarazzata e precederlo.
AlexandraBlack e DracoMalfoy, non erano le uniche persone che quella notte non avevanodormito perniente.
Harry James Potter avevaavuto lo stesso spiacevole inconveniente, che il russare forte di Ronnon avevaaiutato a lenire.
Cos, alle sette e mezza siera alzato per disperazione e dopo una doccia veloce, era sceso in SalaComune.Quella era presso che vuota, fatta eccezione per una persona che,rannicchiatasu una poltrona vicina al fuoco, leggeva attentamente un libro, chereggeva conuna mano, mentre con laltra prendeva appunti, stilando unafrase dopo laltrasulla pergamena bianca che teneva distesa sulle cosce.
- Buongiorno-
Sbadigli Harry,stravaccandosi sul divanetto accanto alla poltrona.
- Harry!
Esclam sorpresa la ragazza,alzando gli occhi dorati dalla pergamena, per gettarli sulla figuratrasandatadel migliore amico.
- Che ci fai gi in piedi?Sono solo le otto di Sabato mattina!
Aggiunse, aggrottando lefine sopracciglia.
Hermione Jane Grangerconosceva bene il suo migliore amico, e sapeva che ceraqualcosa non andava seHarry James Potter, il pigrone di turno dopo, ovviamenteRonal Bilius Weasley si svegliava cos presto di sabato.
- Non ho dormito bene-
Grugn il ragazzo, con unasmorfia, mentre lasciava andare la testa allindietro, sulbracciolo del divanoe si toglieva gli occhiali, per stroppicciarsi gli occhi.
Hermione annot unultimacosa sulla pergamena, prima di arrotolarla e chiudere il libro discatto. Sisistem meglio sulla poltroncina, avvicinando il viso albracciolo dal qualependeva la testa di Harry.
- Qualche problema, Harry?La cicatrice ti fa di nuovo male?
Domand preoccupata. IlBambino Sopravvissuto apr gli occhi, per ritrovarsi il visodella sua miglioreamica che lo fissava al contrario, una ruga ansiosa che le solcava lospaziotra le sopracciglia fine. Scosse la testa, con un sorriso rassicurante.
- No, HermLa cicatrice aposto. Sono solo un popreoccupato-
Ammise con un certoimbarazzato, tirandosi finalmente su a sedere. Incroci legambe sul divano eguard la ragazza di sottecchi.
- Preoccupato?
Ripet Hermione senzacapire, piegando il viso su di un lato.
- Cos, non hai capitoancora la pozione che ha spiegato Piton ieri? Perch se vuoiposso spiegartelaancora -
Propose la Grifoncina, maHarry sorrise e scosse la testa.
- No, non per scuola chesono preoccupato-
Rispose, abbassando losguardo.
Harry James Potter era untipo veramente coraggioso, come suo padre. Ma quando si trattava diproblemi dicuore, era pi timido di sua madre.
Hermione gli lanciunocchiata indagatoria, cercando di cogliere qualcosa daquellespressionelievemente imbarazzata. Poi sospir e scavalc lospazio che cera tra lapoltroncina e il divano, per sedersi accanto ad Harry ed accarezzargliunbraccio, con fare rassicurante.
- Che c che ti preoccupaHarry? Sai che a me puoi dirlo-
Sorrise la brunetta e luiricambi, stringendole affettuosamente una mano.
- Lo so, HermE solo che-
Mormor, abbassando di nuovogli occhi e lei gli strinse di pi la mano.
- Che?-
Lo incit la ragazza,piegando il viso su di un lato per poterlo guardare meglio in viso.
- Che non gradiresti, ecco!
Borbott alla fine Potter,lanciando unocchiata al fuoco che, pigro e lento, danzavanel camino.
- Ah.
Si limit a rispondereHermione, che doveva aver capito per cosa o meglio per chi il suo migliore amico eracos preoccupato. Si irrigidimpercettibilmente, mentre spostava lo sguardo sulla finestra e laosservava,senza vederla veramente.
- Ancora la Black , Harry?
Chiese con tono incolore eil moro si volt per guardarle, lespressione delviso evidentemente indurita.
- Si-
Si limit ad asserire ilragazzo, mordendosi il labbro inferiore.
Si,era preoccupato proprio per la Black.
Tutto il giorno primanon siera vista ne a pranzo ne a cena, e le espressioni preoccupate di BlaiseZabinie Diamond Cherin non lavevano di certo aiutato atranquillizzarsi.
Inoltre, anche Draco Malfoyaveva saltato la cena.
Oh,se scopriva che le aveva fatto qualcosa di male,quella serpe
Si ridestdai suoipensieri, quando Hermione riprese a parlare, la voce altisonantepi alta diqualche ottava.
- Oh per lamore del cieloHarry! Stiamo parlando di Alexandra Black! Una Serpeverde! Eamica di Malfoy eZabini, le persone che pi si divertono a renderci la vitaimpossibile, haipresente?
Sbott Hermione, tornandofinalmente a fissarlo.
- Lo so-
Bofonchi Harry, ritirandole mani ormai rimaste senza compagne, dal momento che Hermione le avevatolte ele aveva posate sui fianchi, con quellaria materna e severa.
Quella frase gli avevaprovocato una fitta al petto e il dolore gli si era propagato fino allagola,che era diventata improvvisamente arida.
Losapeva benissimo anche da se che Alexandra Blackera quanto di peggio potesse esistere per lui escludendoquelle oche di PansyParkinson e delle sue amiche.
Ma nei pomeriggi trascorsi insieme, lei non eraaffatto una Serpe.
Lei era semplicemente una ragazza.
Bella, gentile, simpatica, solare.
Capace di fargli tornare il sorriso sulle labbra.
Capace di scaldargli il petto con una sola occhiatadel suo sguardo.
Quello smeraldo che gli ricordava tanto qualcuno, mache non era ancora riuscito a ricordare chi.
Hermionesembr rendersiconto di aver usato parole troppo dure, cosavvicin di nuovo le mani a quelledel ragazzo e le strinse con delicatezza, prendendo ad accarezzargli idorsicon il pollici.
- Scusami Harry-
Il Bambino Sopravvissutoalz lo sguardo sullamica e sorrise, scuotendo latesta.
- E okay Hermione, nonpreoccupartiHai ragione, lei una Serpe, e iosono uno stupido..-
Mormor, prima di alzarsi earruffarsi i capelli.
- Tu non sei uno stupidoHarry-
Ribatt Hermione, ma lui nonsembr sentirla
Cancellata lespressionetruce dal viso, si volt verso di lei e le sorrise, radiosocome sempre.
- Andiamo a svegliare Ron!Comincio a sentire un certo languorino!-
Hermione prese i libri sultavolo e se li mise sottobraccio.
- Vado a posare questi, viraggiungo subito.-
E spar dietro la porta deldormitorio femminile, con la sensazione di aver esagerato unpo troppo, quellavolta.
Camminavanodistanti lunodallaltra. Sembrava quasi che nemmeno si conoscessero, malei sapeva che nonera cos. Che cera molto di pi diquello che rivelavano le false apparenza.
Equesto le bastava.
Draco aveva unacamminatalenta e strascicata, quasi anche quel piccolo e facile gestolannoiassetroppo. Osservava quellampia schiena irrigidirsi, per poirilassarsi di nuovo,e i muscoli scattanti da perfetto giocare di Quidditch guizzare appenasotto la stoffa immacolata della camicia.
Stava varcando le sogliedella Sala Grande, quando qualcuno la afferr con forza perun braccio e laport via, cos velocemente che non ebbe nemmenoil tempo di urlare.
Quando si fu resa contodella situazione, si trovava gi con il sedere sul freddopavimento di uncorridoio deserto. Ma come ci era arrivata, non avrebbe saputo dirlo.
Apr gli occhi, per trovarsidavanti ad un muro minaccioso di cinque ragazze, che la guardavanodallaltocon aria di superiorit sprezzante, le mani sui fianchi, gliocchi di fuocoche, se avessero potuto lavrebbero incenerita.
A capo di quel gruppetto,cera lei: Pansy Parkinson.
Bellae letale come sempre.
Sogghign,prima di farsi daparte e far avanzare una ragazza che si trovava dietro di lei.
Era pi grande sembravauna studentessa del quarto anno. Una lunga fiammata di boccoli lericadeva sudi una spalla, mentre taglienti occhi di ghiaccio la fissavano con odiodallalto.
Chevolevano da lei quelle tipe?
- Tu sei AlexandraBlack,giusto?
Le domand, con disprezzo.Alexis corrug lievemente la fronte, prima di annuire.
- Si, sono io.
Rispose, tentando diassumere un comportamento altezzoso, mentre cercava di rialzarsi. Masubito,quella la spinse di nuovo in terra, premendogli un piede su di unaspalla.
- Ehi!
Protest Alexis, lanciandoleunocchiataccia, ma quella la gel sul posto.
- Noi non abbiamo paura dite, Black! Non il tuo cognome che fa di te una persona datemere, e nemmenoil fatto che tu sia la sorella minore di un pluriomicida!
Soffi la rossa, incrociandole braccia al petto.
Siriusnon un assassino! Avrebbe voluto urlare, ma ebbela prontezza dimordersi la lingua e di tacere.
Loronon potevano sapere.
- Devi smetterla dironzarevicino al Principe, non meriti lesueattenzioni!
Aggiunse, mentre Pansy,accanto a lei, le scoccava unocchiata penetrante e carica dirabbia, che lafece rabrividire.
- Inoltre, Draco gi fidanzato con Pansy!
La Parkinson ghign mentreannuiva lentamente e la squadrava da capo a piedi. Le si mise di nuovodavanti,per poterla guardare meglio negli occhi e riversarle tutta la potenzadel suoodio.
Si,se gli sguardi avessero potuto uccidere, Alexissarebbe morta ancora una volta.
- Ecos, mia cara.
Le disse, con tonofalsamente dispiaciuto, mentre si inginocchiava per poter essere allasuaaltezza.
- Draco come un bambinocapriccioso: quando vede qualcosa che non puo avere, siintestardisce e lavuole ad ogni costo. Poi, quando lha ottenuta,labbandona, per tornare tra lemie braccia. E successo gi cos tantevolte, mia piccola e ingenua Alexandra,tu non sei certo la prima-
Le soffi con cattiveria,mentre il suo sguardo si accendeva in unespressione quasispiritata.
Alexis la guardavaimpassibile, cercando di non far trasparire nessuna delle moltepliciemozioniche sentiva esploderle nel petto.
Rabbia.
Tristezza.
Solitudine.
Deglut,stringendo una manoin un pugno, cos forte, che le unghie le si conficcarononel palmo. Avrebbevoluto piangere, avrebbe voluto andare via lontano da l.
Inun posto dove nessuno poteva ferirla ancora.
Si morse il labbroinferiore, mentre cercava di non lasciar uscire quelle lacrime che lelucidavanolo sguardo.
Pansy ghign soddisfatta,mentre allungava una mano e le prendeva una ciocca di capelli tra ledita.
Avrebbe volutoschiaffeggiarla, e allontanarla da se, ma era come se tutte le forze,in quelmomento, lavessero abbandonata.
Se la port sotto il naso, epoi mormor.
- Sei solo un giocattolino,Black. Presto finirai nel dimenticatoio anche tu: Draco troppo grande pergiocare ancora a lungo-
Le ripose la ciocca dietrolorecchio, mentre le si avvicinava e le sussurrava.
-Ma infondo, di cosa mi preoccupo? Voi siete solocugini, o sbaglio?
E la guardcon ariaeloquente, prima di rialzarsi, con innata eleganza, e soprassarla,lasciandolain terra.
Si morse cos forte illabbro inferiore che sent la delicata pelle strapparsi e ilsangue riempirlelentamente la bocca, con il suo amaro sapore di sale e ruggine.
Pansy aveva ragione e lei loaveva sempre saputo.
Lei, per Draco, era solo lanuova avventura.
Lo sapeva benissimo findallinizio, ma allora perch si sentivacos male?
Perch non riusciva pi amuoversi?
A pensare?
A respirare?
Sent una lacrima sfuggireal suo controllo e scivolarle lungo la guancia, ma la lasciscorrere.
Con lo sguardo vacuo, nonvedeva pi nulla di fronte a se.
Si riscosse solo quandosent una voce altezzosa rompere il silenzio.
- Hai capito quindi,ragazzina? Devi stare lontana dal Principe !
Alexis alz lo sguardosfocato sulla figura della rossa dagli occhi di ghiaccio, che laosservavadallalto con aria minacciosa. Si limit afissarla, senza vederla veramente.
Indispettita dal suosilenzio, quella si pieg e la prese per il colletto dellacamicia,strattonandola.
- Hai capito?!?
Le ripete ad un soffio dalviso.
Alexis sbatt pi volte gliocchi, prima di tornare alla realt.
La guard dritta in quegliocchi di ghiaccio, che si assottigliarono pericolosamente.
Si squadrarono, prima chelei la alzasse di botto, tenendola sempre per il colletto della camicia.
- Hai capito?!?
Ripet con rabbia e Alexis,deglutendo, si limit ad annuire.
- Lasciami! Mi fai male!
Si lament poi, mentrecercava di togliersi le mani dal colletto.
Con uno strattone, la rossala risbatt per terra, con rabbia.
E mentre picchiava il sederesul terreno freddo, una piccola pergamena ripiegata sfuggdalla sua gonna, esi rivers sul pavimento, poco lontano da lei.
Lo sguardo di tutte leragazze and a posarsi su di essa e mentre Alexis si girava,per vedere cosaavesse catturato la loro attenzione, sent la rossa dire:
- E questa cos?
Estrasse la bacchetta e lapunt contro la lettera. Alexis spalanc gliocchi, mentre il panico siimpadroniva di lei.
Lalettera di Sirius!
La rossapronunci il WingardiumLeviosa per poter prendere la pergamena, ma Alexis, con unoscatto di cui nonsi credeva capace, si fiond sulla lettera e la strinseforte in una mano,impedendole di levitare.
La reazione esagerata sembraccendere ancora di pi la curiosit della rossa,che ghignando si avvicinlentamente ad Alexis e la scrut con intensit.
- Cosa nascondi, piccolaAlexandra?
Le domand con tonomellifluo, mentre le schiacciava la mano sotto una scarpa e lastritolava conrabbia.
Alexis gemette, ma nonlasci la presa sulla lettera.
Non poteva farlo, o sarebbesuccesso qualcosa di irreparabile
Non poteva arrendersi efarsi scoprire, non dopo che era riuscita a nascondere laverit anche davantiallo sguardo intenso di suo fratello.
AiutoQualcuno miaiuti!
-Draco?-
Il biondino si volt aguardare Blaise con aria assorta, mentre sceglieva un pasticcino dalvassoioche aveva davanti, senza troppo interesse.
- S, Blaise?-
Domand distrattocominciando a mangiucchiare un biscotto alla zucca.
- Dov Alexandra?
Gli chiese, con tonofalsamente non curante. Malfoy gli lanciunocchiata in tralice.
- Mi stai prendendo in giro,Blaise?
Rispose, levando in alto unfine sopracciglio elegante.
- No, Draco. Sono serio.
Il moro lev a sua volta unsopracciglio. Draco assottigli lo sguardo, con espressioneleggermenteirritata.
- Va bene che ti ho dettoche non devi guardarla, ma non dovevi prendermi cos allalettera!
Sogghign, prendendosi unaltro biscotto alla zucca. Blaise lo fiss con insistenza.
- Draco: io Alexandra non lavedo.
Ribad il moro, incrociandole braccia sul tavolo e guardando lamico con ariainteressata.
Draco sbuff, lanciandogliunocchiata raggelante.
- Blaise, mi staiinnervosendo! Smettila di dire cazzate! Alexandra esattamente qui, accanto ame!
Sbott, indicando un postoaccanto al suo.
Blaise lev in alto unsopracciglio, con aria leggermente preoccupata.
- Draco, caroVoltati, perfavore-
Gli sussurr condelicatezza, meritandosi unaltra occhiataccia.
- Fottiti Blaise!
Gli rispose, voltandosi conaria infastidita.
Mail posto accanto al suo, era vuoto.
Sbarr gliocchi, voltandosilentamente verso Blaise.
- Dove diavolo finita?
Domand, con vocecontrollata. Laltro corrug la fronte e subito losguardo di Draco and altavolo dei Grifondotro, per risplendere con odio sulla figura delBambinoSopravvissuto.
Eppure, accanto a lui,cerano solo quei beoti dei suoi due migliori amici, che sela ridevano e se lascherzavano.
Percorse allora tutto iltavolo di Serpeverde, ma anche l, di lei, non vi eratraccia.
Blaise pos delicatamenteuna mano sulla spalla dellamico, davvero preoccupato.
- Draco, ti senti bene?Guarda che sei entrato in Sala Grande da soloAlexandra nonera con te-
Gli comunic, e quello loosserv come se fosse un alieno. Poi sbarr gliocchi e scatt in piedi,correndo verso il corridoio principale, sotto lo sguardo di un basitoBlaiseZabini.
Chicapiva quel ragazzo, era bravo! Corse per il grandeingresso, guardandosi intorno con foga e investendo, senzapreocuparsene, ipiccoli primini ancora assonnati.
Si ritrov, alla fine, in uncorridoio secondario, vuoto e sent delle voci femminilicariche di rabbia.
Epoi, la sua.
Spaventata.
Irritata.
Un grido di protesta.
Un gemito.
Corse pi veloce che potevaverso quelle voci, fino a ritrovarsi in un corridoio buio e stretto.
Un muro di tre ragazze sistringevano intorno ad altre due: una era raggomitolata per terra elaltra, lestava schiacciando una mano con insistenza.
Per qualche strana ragione,rimase bloccato, in un primo momento, senza avere lacapacit di reagire o dipensare.
Sentiva solo il sangue ribollirglinelle vene e andargli velocemente al cervello, con una forzadodio indescrivibile.
- Avanti Claire, lascialastare: non ne vale la pena!
Squitt una delle ragazze,biondina e piuttosto magra, che tent di prendere per unbraccio la rossa chestava torturando la povera Alexis.
- No, Ashley! Non finch nonmi dar quella lettera!
Rispose Claire, continuandoa girare il tacco della scarpa sulla mano chiusa in un pugno.
- Mai!
Ringhi Alexis, stringendo identi per non urlare da dolore.
- Piccola impertinente!Vorr dire che passer alle maniere forti!
Ghign la rossa, estraendola bacchetta e puntandola sulla Serpeverde.
Alexandra sbarr gli occhi,prima di chiuderli, pronta al dolore.
- Petrificus Tot-
Cominci a pronunciare, mauna voce rabbiosa la interruppe appena in tempo.
- Expelliarmus!
Ringhi Draco con potenza,colpendo la mano di Claire che slitt indietro, lasciandocadere la bacchettamolto pi lontano.
Le altre tre ragazzegridarono spaventate e ebbero la giudiziosa reazione di scappare via agambelevate.
Leavrebbe lasciate andare, per il momento.
Sapeva perfettamente chi erano.
Alexis aprgli occhi e, conespressione spaventata, percore la figura del suo salvatore, prima diincontrare quegli occhi di ghiaccio, seri e rabbiosi come non li avevamaivisti.
Erano quasi ciechi, perquanto odio vi era dentro.
Lespressione del viso,calma e apatica, metteva ancora pi paura.
-Draco!-
Esclam sorpresa, ma lui nonsembr sentirla, mentre fissava intensamente la rossadavanti a lei.
- Spostati!
Ordin con voce secca a Claire,puntandola con la bacchetta. Ma quella, pietrificata, non si mosse diun passo.
- Spostati, ti ho detto!
Ripet Draco, con vocealterata, avanzando di un passo.
Ma Claire non si mosse.
- STUPEFICIUM!-
Ringhi allora il biondino eClaire venne colpita in pieno petto e scaraventata lontano, addosso adun muro.
Alexis osserv la scenaspaventata e grid quando lincantesimocolp la rossa e la lanci contro unmuro. Deglut, prima di tornare a guardare Draco, che oraosservava lei, conquello sguardo poco stabile.
Alla fine ripose labacchetta e gli tese una mano.
- Vieni qui-
Le disse con voce morbida,carica di dolcezza.
La moretta lo guard perqualche secondo, poi si alz in fretta e lo raggiunse,buttandoglisi tra lebraccia.
Lui la strinse forte a se,passandole un braccio intorno alla vita e stringendole la testa controil suopetto. Labbracci cos forte dastrapparle un gemito di protesta, ma non gliimportava.
- E tutto ok, oraNon tifaranno pi del male, te lo prometto.
Le sussurr allorecchio elei annu debolmente, mentre calde lacrime cominciavano arigarle il viso,sfogando un misto di emozioni che aveva accumulato nel giro di neanchecinqueminuti.
No,Pansy aveva torto.
Lei non era solo un giocattolino
Lei non era solo un passatempo
Lei non sarebbe stata abbandonata
Dopo qualche minuto,Dracosciolse labbraccio, senza per lasciarlaveramente. Si distanzi quel tantoche bastava per poterla vedere in viso e asciugarle lentamente tuttequellelacrime che le bagnavano le guance arrossate.
Alla fine avvicin il suoviso a quello di lei e le pos la fronte sulla sua.
- Ripetilo-
Le sussurr allimprovviso, convoce roca.
Alexis sbatt le palpebre,senza capire, mentre lui continuava ad accarezzarle le guance e araccoglierele lacrime tra quelle dita pallide e affusolate.
- Ridillo, per favore-
La supplic quasi,socchiudendo gli occhi.
- Ripeti il mio nome-
Alexis lo guard sorpresa,mentre si mordeva il labbro inferiore e il cuore cominciava, ancora unavolta,a scatenarsi.
Si strinse a lui e nascoseil viso sulla sua spalla.
- Draco-
Mormor, con voce tremante.Lui le prese il viso tra le mani e la costrinse ad avvicinarglisi dipi.
- Ancora-
La supplic di nuovo, ad uncentimetro dalle sue labbra, tanto che quel fiato di fredda pioggia leentr inbocca e la fece fremere.
- Draco-
- Ripetilo allinfinito-
Le ordin con dolcezza,chiudendo gli occhi e avvicinandosi ancora di pi alle suelabbra, tanto cheora era costretta a mormorarglielo l il suo nome.
- DracoDracoDraco-
Riprese, con voce delicata,ma fu interrotta da un violento bacio possessivo che lestronc le parole inbocca. Un baciodolce e intenso.
Un bacio violento e gentile.
Un bacio possessivo e urgente.
Un bacio dal sapore di pioggia e albiccocca.
Un bacio dal sapore di calde lacrime e amaro sangue.
------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- x elita: Ehil! E sempre un piacere per gliocchi e per il cuore vedere che continui a seguirmi e recensirmi! Senon cifossi tu, forse avrei gettato la spugnaMa sapere che hoalmeno una fan tantoaccanita mi fa tornare la voglia di scrivere, perch so, dalettrice, cosasignifica aspettare con impazienza un nuovo capitolo ed esserefelicissima,quando questo viene postato. Per cui, la mia una storiasenza pretese, se nonquella di strappare un sorrisino alla giornata di chi legge, e sapereche conte questa cosa funziona, mi fa davvero piacere! Grazie per continuare aseguirmi!*_____*
Passando alledomande:
1. A quelladellet ti sei gi risposta da sola XDInfatti mi ero resa conto anchio che eranotroppo piccoli, per cui ho preferito cambiare le et chestravolgere ilracconto. Alexis quindi ne ha quindici e questo spiega ilsuo imbarazzo ancheper un bacio pi spinto mentre Dracogiovane, ma gi esperto *muahauhua* -ne ha sedici, cos come Harry e compagni.
2. Per quantoriguarda ci che sa Harry, ora ti spiego subito: Harry sa diavere una sorellaminore, ma nessuno gli ha mai raccontato la verit. Ovvero,sa che scomparsainsieme ad un certo Sirius Black, un pluriomicida, ma nessuno gli hamai dettoche lui il suo padrino ne che accusato diaver ucciso i suoi genitori. Infatti,lui lo scopre al terzo anno.
Spero diessere stata chiara, se hai ancora qualche dubbio, chiedi pure!^___^
Mi raccomando,continua a seguirmi e a farmi sapere che ne pensi!
Un bacione,Ada =*
x Djinn: Ehil! Benvenuta nella mia storia, sempre un piacere leggere di nuove persone che si appassionano allastoria! Graziemille per i tuoi complimenti *////*
Eccoti ilnuovo capitolo, spero sinceramente che ti piaccia, fammi sapere, miraccomando!
Un bacione,Ada =*