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Schiava di Malfoy

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Schiava di Malfoy

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Ok.

Sono leggermente sbalordita.

No,ma che dico!

Sono esageratamente sbalordita!*___*

Cio,21 recensioni solo per lo scorsocapitolo!

Sonoancora emozionata al pensiero: il numero pialto di commenti che ho ricevutoper un solo capitolo!___

Davvero, grazie mille a tutti per laffetto elentusiasmocon cui continuate a seguirmi!

Quando,due anni fa ormai, iniziai a scrivere il primo capitolo di questastoria, giuroche non mi sarei mai e poi mai immaginata di riuscire a ricevereaddirittura 21recensioni per un solo capitolo!

N,di riuscire ad avere, in totale, a storia ancora da concludersi, ben250commenti!

Grazie, grazie,grazie!

Sonosempre un po in imbarazzo in questi casi, perchho sempre limpressione cheun mio semplice GRAZIE non sia abbastanza per ripagarvidellaffetto che mitrasmettete tramite i vostri commenti.

Sul serio, io viadoro, dal primo allultimo!

Adorochi commenta sempre e chi sporadicamente, i nuovi arrivati che riesconoaleggersi 400 pagine di fan fiction in una sola bottacomplimenti, davvero!-,chi mi aggiunge tra le sue autrici preferite, chi aggiunge questastoria apreferiti, ricordati e seguiti, e anche coloro che, in silenzio,continuano aleggere e ad apprezzare questa mia piccola storia!

Poiun grazie davvero speciale alle 21 persone che si sono prese un po del loro tempo per lasciarmiun commento alloscorso capitolo ( Books; gufetta_95; Lione94;Misery13; Zakurio; le_montagnine; Panta Rei; jececca; terryborry;harmon8y9; Enris;miyuko; BeggyStar; elita; edlla; Minnieinlove; brando; googletta;_bambolina_; pulcino;FrankyDamix )

GR A Z I E davvero,infinitamente grazie!

Perogni parola che mi avete lasciato, per avermi fatto capire di essereriuscita ascrivere il capitolo che volevo, per laffetto delle vostrefrasi e per ilsostegno che mi regalate con ogni lettera pigiata sulle vostre tastiereperlasciarmi un commento!

Ora,passiamo a questo nuovo capitolo: ammetto di essere un popreoccupata.

Ilcapitolo in s mi piace, ho dovuto tagliarloperch gi cos erano 19 pagine eaggiungere le ultime due parti che mi ero prefissata sarebbe statoallungarloancora di pi e forse rischiava di diventare troppo pesante!

Ilmio problema che dopo un capitolo come OurSolemn Hour, ricco di emozioni emolto apprezzato da tutti voi, ho paura che questo qui non ne siaallaltezza,risultando un po deludente e non rispettando le vostreaspettative.

Beh,spero sinceramente che non sia cos. Anche per questocapitolo, come per quelloscorso e tutti gli altri prima, ci ho messo tutta me stessa, quindispero vipiaccia *_*

E, ovviamente,sarebbe un sogno vedervinuovamente tanto numerosi a commentare!

Miscuso se questa presentazione un po disconnessacon le parole, ma non misento troppo bene

Quindi,dopo questa lunga prefazione, vi lascio a leggere il capitolo :3

Unbacione enorme<3

Giulia .

PS .Ho creato un profilo su facebook per questo account di EFP,dove poter interagire con chi mi segue e magari, di tanto in tanto,aggiungerequalche spoilerata sui nuovi capitoli di Un Particolare InPi. Se vi va diaggiungermi, ne sarei davvero onorata!

Questo il link al profilo http://www.facebook.com/profile.php?id=100000118708744

~ UnParticolare In Pi ~

Capitolo XXXIII

Schiava di Malfoy

Ancheil campo di rose blu era completamente innevato e la cosa la sorprese.

Eppure,stranamente, non sentiva affatto freddo, nonostante fosse vestitasolamente diuna camicia da notte estiva, di bianca seta, piacevole contro la suepelle.

Comeera finita l, sinceramente, non se lo ricordava affatto.

Nonricordava nulla, veramente. Come se fosse stata Obliviatapi di una volta,ripetutamente. Una fitta alle tempie sembrava volerle confermare lacosa.

AlexisPotter si guard intorno, smarrita: non aveva memoria dinulla, se non diquello splendido campo innevato, come se la sua vita lavessevissutainteramente l.

Eppure,era felice.

Conun sorriso sulle belle labbra, si alz in piedi, leggeracome non si era maisentita in tutta la sua vita. Volteggi tra i fiocchi dineve, sollevando lebraccia al cielo per raccoglierli nei palmi: erano soffici e delicati,maassolutamente non freddi, come invece si sarebbe aspettata. La cosa lafeceridere divertita, come una bambina. Chiuse gli occhi elasci che la neve leaccarezzasse il profilo delle guance.

Poi,lodore della legna bruciata le solletic il naso,costringendola a voltarsiappena.

Odoredi casa.

Leaveva sempre ricordato Sirius: le sere passate davanti al caminetto aGrimmouldPlace, accanto a lui che le raccontava le avventure dei Malandrini,conservavano sempre un posto speciale nel suo cuore.

Unposto a cui nessuno avrebbe maipotuto avere accesso.

Aprgli occhi e si trov davanti ad una casetta di campagna. Erapiccola einteramente in legno e dava lidea di essere terribilmenteaccogliente. Dalpiccolo comignolo fuoriusciva una lunga nuvola nera, che si perdeva nelcielobuio di quella notte priva di stelle.

Perun solo momento, ebbe quasi la certezza che aprendo la porta avrebbetrovatoSirius ad accoglierla: i capelli neri che scendevano in cioccheeleganti acoprire di sfuggita lo sguardo arrogante e le sopracciglia oblique.

Dimenticatala neve, si precipit allingresso della casetta esbirci linterno dallapiccola finestrella illuminata: allinterno cerauna donna intenta a cuocerequalcosa in un calderone. La osserv per qualche minuto, poila donna alz ilviso e intercett il suo sguardo. Le sorrise, come solo leisapeva fare, e lefece un cenno con la mano, invitandola ad entrare. Senza farseloripetere duevolte, Alexis apr la porta e si introdusse nella casa, doveun caldoaccogliente lavvolse piacevole.

Ladonna le si avvicin: aveva una lunga massa di capelliboccolosi, di un rossotanto intenso da far male e due occhi spaventosamente verdi e materni.

-Bentornata, piccola Alexis.-

Lasalut, porgendole una mano. Senza rispondere, la Potter silimit a sorrideree le prese la mano, lasciandosi condurre al tavolo che occupava un latodellastanza. La bella dea, come laveva rinominata lei stessatempo prima, le porseuna scodella e la riemp con il contenuto del calderone.

-Ecco,mangia: devi essere affamata.-

Alexissorrise ancora, quasi incapace di parlare. Si sedette composta e preseilcucchiaio che la donna le porgeva. Lo immerse nella ciotola, mascattimmediatamente indietro, come scottata. Cacci un urlo ebalz in piedi,rovesciando la sedia.

Erasangue?

Ladonna le rivolse unocchiata strana, corrugando le elegantisopracciglia.

-Qualcosanon va, tesoro?-

Alexissi volt a guardarla, gli occhi enormi sul visino pallido.

-ȅsangue quello!-

Url,con una punta disteria nella voce incrinata.

Ladea pieg il viso su di un lato e si avvicinalla ciotola, che prese tra lemani. Poi, inaspettatamente, scoppi in una risata delicatache ebbe il poteredi farla tranquillizzare immediatamente.

-Mano, sciocchina! E solamente zuppa di pomodori.- laschern, scuotendo il capoe porgendole di nuovo la scodella Vedi?-

Alexischin lo sguardo sul liquido rossastro e ora, in effetti,aveva tuttalimpressione di essere unottima e calda zuppa dipomodori. Sbatt le palpebrepi di una volta e poi si prese la fronte con una mano,accasciandosi sullasedia che la dea aveva di nuovo tirato su.

-Perdonami,LilyDevo essere proprio stanca.-

Siscus, mordendosi appena il labbro inferiore. Sitast delicata le tempie, comesorpresa di non trovarci qualcosa che invece avrebbe dovuto esserci. Unnuovodolore alla base della cute la convinse a desistere dal ricordare.

Ladea le sorrise e le si avvicin, prendendole delicatamente ipolsi.

Unflash, nella sua memoria, le fecedolere il petto.

Mani bianche che le sfioravano i polsiin una presa gentile, per toglierle le dita da quella ferita.

Sobbalz,spalancando gli occhi, come se solo in quel momento si fosse resa contodi unacosa importantissima che per, appena incroci losguardo di smeraldo, dolce ematerno, della sua dea, dimentic completamente,lasciandosela scivolare viacome sabbia bianca tra le dita.

-Cqualcosa che ti preoccupa, mia piccola Alexis?-

Lechiese ansiosa, prendendole il viso con una mano e costringendola adalzare ilmento, per poterla guardare.

Occhidargento davanti ai suoi,carichi di odio e frustrazione, che sostituirono quelli della dea chelei avevarinominato Lily, come sua madre, per un solo istante e basta, prima ditornaread essere il nulla vuoto nella sua memoria inesistente.

Laguard con occhi vacui e scosse appena il capo.

-No.Non me lo ricordo.-

Mormor,corrugando le sopracciglia nello sforzo. La donna la strinse as, premendoleil viso contro il petto, pericolosamente vicino al punto in cui lastrana rosarossa le penetrava la carne bianca e perfetta.

Sorrisee di un sorriso un po folle.

-Esatto.-

Lesibil allorecchio, prendendo a sfiorarle icapelli con gesti lenti e misurati.

Poi,allimprovviso, qualcuno buss alla porta dellapiccola casetta.

Ladea si volt di scatto, dando le spalle ad Alexis che lasentchiaramenteringhiare?

Accaddetutto troppo velocemente perch lei ci capisse qualcosa. Ilmondo prese avorticarle intorno, la porta esplose e la dea scomparve.

Lasua attenzione fu catturata da un dolore acuto al polso: era come sequalcunodi molto forte le stesse stritolando la pelle. Alz ilbraccio e vide ilbraccialetto diventare sempre pi piccolo, creando quasi unsolco sul suopolso.

Ilserpente si snod dal rovo di spinee le sibil contro, maligno, prima di emanare unaluminescenza accecante edesplodere in piccoli frammenti.

Poi,scomparve anche lei, nelloblio della dimenticanza.

AlexisPotter si rigir nellenorme letto, muovendo lemani alla disperata ricerca dilibert dal pesante groviglio di coperte che quasi lasoffocavano. Mugugnqualcosa di indefinito e scosse la testa pi volte, prima dispalancare gliocchi, che brillarono di puro terrore. Si alz a sedere discatto, come fossestata improvvisamente punta da un inferocito Ricciocorno Schiattoso. Icapellile si riversono sul viso, in ciocche scomposte e disordinate; aveva ilfiatocorto, come se si fosse appena svegliata da una lunga corsa.

Unacorsa per scappare da quel sognomaledetto.

Socchiusegli occhi e respir lentamente, portandosi una mano al petto.

Inspirare.

Espirare.

Calmarsi.

Ilmondo le vortic leggermente intorno, come lamentela dellatesta ferita cheprotestava per quello scatto cos brusco. Si prese tutto iltempo necessarioper stabilizzarsi e si port le mani, dalle dita gelide, adaccogliere leguance bollenti, trovando sollievo.

Deglute riapr gli occhi, piano, solo quando fu sicura che leimmagini non letraballasero pi davanti. Si guard intorno e ilricordo della sera precedentela colp.

Comeuno Schiantesimo in pieno petto.

Siliber del groviglio di coperte che le stavano ancorasoffocando le cosce eraccolse le gambe al petto, nascondendovici il viso sopra.

Checosa aveva fatto?

Battla fronte contro le ginocchia, ignorando il dolore alle tempie.

Stupida.

Stupida.

Stupida.

-Stupida!-

Esclaminfine, dando lennesima capocciata. Si mise poi le dita tracapelli e pieg latesta allindietro, sbattendo appena contro il muro.

Ancoradolore.

Ignorarlo nuovamente.

Sirimise le mani sulle guance e si diede qualche colpetto, sperando inchissquale grazia divina che, lo sapeva, non sarebbe mai arrivata.

Poi,allimprovviso, spalanc di nuovo gli occhi.

Draco!

Sivolt di scatto ad osservare laltro latodellenorme letto in cui, la seraprima, si era addormentata piangendo.

Lofiss per qualche istante, poi sospir eallung una mano.

Unafitta al cuore.

Ledita tremanti sfiorarono il cuscino e ricaddero miseramente nel vuoto.

Luinon cera.

Sospire socchiuse di nuovo gli occhi, stringendo le mani in due pugni cheartigliarono il bordo del piumone, stropicciandolo appena.

Eraarrabbiato.

Ragionevolmente ed esageratamenteincazzato.

E ora, sapeva tutto.

La verit: unarma a doppiotaglio, chepoteva ferire la prigioniera e il carceriere in qualsiasi momento.

Bastava solo una mossa pi azzardataper superare il confine.

Lei, sua schiava.

Dove li avrebbe portati quella storia?

Alexisriapr gli occhi, sentendosi improvvisamente stanca esvuotata di tutte leforze, come un palloncino sgonfio, che non ha pi la forzadi librarsinellaria. Pigra, si alz dal letto e si diressein bagno, dove si tolse labenda ormai scomposta e si sciacqu il viso, prima diosservare il suodisastroso riflesso nello specchio: i capelli erano gonfi e privi diforma, gliocchi vuoti e scavati nel viso troppo pallido, le labbra gonfie dellaviolenzasubita. Un brivido le percorse la schiena, al ricordo della prepotenzacon cuiDraco laveva toccata.

Quasiviolentata.

Levenne da piangere, di nuovo, ma si trattenne coraggiosamente ealz il mento,lanciandosi unocchiata fiera al di l dellospecchio. Contro ogni logicarazionale, le venne da sorridere: si ricordava Blaise Zabini, in quelmomento,sempre pronto a lanciarsi affascinanti occhiate da ogni superficieriflettentedel castello che stesse impazzendo? Scosse la testa efrug nei cassetti delmobiletto, alla ricerca di una spazzola: trov solo unpiccolo pettine e siaccontent, utilizzandolo come meglio poteva per sbrigliarsii capelli che ora,leggermente elettrici, le si alzavano da una parte allaltra,indomabili.

Capellidi una Potter.

Sidiede qualche pizzicotto sulle guance, per ridarsi colorito, e poitorn incamera. Si guard intorno, mettendo le mani sui fianchi,senza sapere che cosafare. Guard la porta, indecisa: andare a prendere unadivisa pulita cambiarsi la camicia strappata, magari non sarebbe statauna cattiva idea.

Restaqui e non ti muovere. Non ti conviene disobbedirmi,fidati, o la prossima volta non basteranno tutte le suppliche del mondoafermarmi.

Le parole di Dracole attraversarono lamemoria e un brivido violento le scroll le spalle.

Scosse la testa per lennesima volta, percacciare la sensazione terribile che le opprimeva il petto ad ogniricordo diquella dannata serata.

Dracodormiens numquam titillandus. Recitava il motto di Hogwarts e forse erameglio dargli retta.

Nonvoleva di certo attirarsi ulteriormente le ire del drago.

Siguard intorno, ancora, senza saperecosa fare. Poi, il suo sguardo si concentr sul lettodisfatto.

Daoggi sarai mia schiava

Sbattle palpebre, un po perplessa peril pensiero che le era baluginato in mente.

Unaschiava.

Rimugin,poi alz lo sguardo al cielo eprese il piumone, gettandolo ai piedi del letto.

Unaschiava era dedita alle faccende domestiche, no?

Stavasprimacciando un cuscino, quando laporta della camera si apr, facendola sobbalzare appena. Sivolt di scatto perosservare Draco Malfoy entrare nella camera e richiudersi la porta allespalle,come se lei neanche ci fosse.

Senza guardarla n rivolgerle un saluto,si lev il mantello e lo lanci sopra la sedia;si allent la cravatta e sisbotton la camicia, frizionandosi i capelli con una mano,distrattamente.

Aveva il viso pallido e profonde occhiaiescure gli scavano appena gli occhi spenti.

Dovevaessere stato sveglio tutta la notte, chiss dove.

Alexisdeglut appena, mentre lui sitoglieva le scarpe e le lanciava sotto la scrivania, dove presto leraggiunseroanche la cravatta e la camicia. La ragazza gli volt lespalle, leggermenterossa in viso: anche se laveva quasi violentata, non potevadi certo impedirsidi pensare che, comunque, Draco Malfoy fosse dannatamente bello, con imuscolidelladdome che tiravano in modo sublime la pelle bianca,dove i duriallenamenti di Quidditch, iniziati molto prima, a casa sua, lo avevanoforgiato.

Scosse ancora la testa e si riconcentrsul cuscino, che deposit sul letto, prima di coprirlo conil lenzuolo. Dracola oltrepass e si infil nel bagno, come se leineanche ci fosse. Poi, tornindietro e le lanci uno sguardo perplesso dalla porta delbagno.

-Si puo sapere che diavolo staifacendo?-

Alexis sobbalz spaventata perch non siera assolutamente aspettata di sentire la sua voce.

Queltono freddo e ancora decisamente arrabbiato, velato appena da unaconfusionecomprensibile.

Sitir su, raddrizzando la schiena, ealz il mento, fiera, senza voltarsi a guardarlo. Rimase afissare il suoriflesso nello specchio, perch, in effetti, non aveva ilcoraggio diaffrontarlo a viso aperto.

Mailasciare al serpente la possibilit di incantarti con il suosguardo serafico opotresti ritrovarti morsa e avvelenata prima che riesca a renderteneconto.

Sischiar appena la voce, ostentandoquel coraggio che, oramai, le apparteneva solo per facciata.

-Ti sto sistemando il letto.-

Si limit a rispondere, secca.

Draco le fiss la schiena con insistenza,sollevando un sopracciglio.

-E perch?-

Questa volta fu il turno di Alexis diaggrottare la fronte; incroci le braccia al petto,leggermente stizzita.

-Hai detto che dovevo essere tua schiava.Non forse questo quello che fanno le schiave?-

Fredda e tagliente, la sua voce bercinel silenzio con autentico orgoglio e gli occhi di Draco bruciaronosorpresi.Senza degnarlo di ulteriori attenzioni, Alexis si pieg dinuovo e continu a sistemareil letto.

-Smettila.-

Il tono imperioso del ragazzo le fecesalire un brivido lungo tutta la schiena e la gel sulposto. Deglut e strinsele mani in due pugni.

-Sei una stupida.- la rimprover, atono,e lei si volt, finalmente, a fronteggiarlo, con lesopracciglia corrugatenello sforzo inutile di comprenderlo Ho detto che sarestistata mia schiava,non un elfo domestico.-

Le fece notare, poggiando la testa sullostipite della porta e osservandola con unocchiatainfastidita. Alexis sbattle palpebre ripetutamente e le sue guance assunsero una deliziosatintarella.

No,non deliziosa.

Bugiarda.

Odiosa.

Maledetta.

Dannatamente deliziosa.

DracoMalfoy strinse gli occhipericolosamente a quel pensiero e un nervo teso affiorsulla guancia bianca.

Infidoangelo ammaliatore.

Leideglut e indietreggi di un passo,spaventata dalla cattiveria improvvisa e gratuita di quello sguardoche, finoad un giorno prima, laveva sempre guardata con protettivagentilezza e fermodesiderio. Abbass il viso e prese a contorcersi le mani,nervosa, mentreborbottava qualcosa di poco chiaro. Senza degnarla di ulterioriattenzioni,Draco si chiuse in bagno.

Alexis si prese la fronte tra le mani edebbe voglia di strapparsi tutti i capelli. Poi, pens chesarebbe stato ancorapi rilassante strappare quelli di Malfoy. Magari a morsi.

Si lasci ricadere a peso morto sul lettoe si massaggi le tempie: era sinceramente preoccupata perquello chelaspettava.

Uninferno, sicuro, dal momento che il suo carceriere era un demoniovestito daangelo.

Quando ilDemonio usc dal bagno, aveva un aspetto decisamentemigliore: i capelli erano stati trattenuti dalla solita mano di gel eil visopallido non recava alcuna traccia della nottata bianca che avevaaffrontato.Alexis lo studi di sottecchi, sollevandosi lentamente dalletto, e lui, senzadegnarla di attenzioni, apr lantadellarmadio, scansando i residui dello specchiocon un gesto non curante del piede, coperto di nuovo dalle scarpelucide.Scelse una camicia e se la infil, con la pigra lentezza dichi non ha nulla dafare. Poi, si annod la cravatta al collo einfil il maglioncino grigio.

Quello stessomaglioncinoche lei, ultimamente, adorava sfiorare con le dita, per sentirne lamorbidezzaincredibile e il calore che solo lui sapeva regalarle.

Strinse lemani in due pugni, a quel pensiero, che le faceva solomale.

Lanciandogli unaltra occhiata di sottecchi, le vennespontaneo domandarsiche cosa avesse intenzione di chiederle.

Che cosa ne sarebbe stato di loro.

A quale caroprezzo siprotegge un segreto.

-Andiamo.-

Le ordin allimprovviso e lei, di nuovo,sobbalz sorpresa, comese non si aspettasse che lui le rivolgesse ancora la parola.

-DoDove?-

Domand, incerta, scattando in piedi.

Draco Malfoy sorrise con fredda gentilezza.

-Ma a colazione, amore .Dove se no?-

La schern e il tono mellifluo delle sue parole le scesesullapelle come una ventata gelida e tagliente. Rabbrivid eabbass lo sguardo,deglutendo appena.

Quella situazionenon lepiaceva. Non le piaceva per niente!

Poi, comericordatasi di un elemento importante, alz il viso discatto e Draco si limit ad osservarla impassibile.

-Ma non posso andarci cosInsomma, mi serveunaltra camicia.-

Mormor, tirandosi gi il lembo del maglione conle mani, come pernascondere la pelle bianca della pancia che era inevitabilmente rimastascoperta.

Draco sogghign appena, tanto che, per un momento, leitemettedavvero per il peggio.

Poi, si gir e, sbuffando, prese una sua camiciadallarmadio egliela lanci.

-Ecco. Vestiti e andiamo, ho fame.-

Seera vero che ogni specchio rotto portava sette anni di guai,Malfoy ne aveva in abbondanza per tutta la vita.

Forse anche dipi.

Era questoquello che pensava Blaise Zabini, mentre gli studiavala mano malamente fasciata.

Scosse il capo, leggermente esasperato, e alcune ciocche dicapelli neri calarono a coprirgli lo sguardo.

Un coro di sospirisi levalla sua destra.

Con ungesto elegante della mano abbronzata ricacci le ciocche allato del suo viso e poi si allung a prendere uno dei suoidolcetti viola,prima che Draco decidesse di ridurli tutti nuovamente in briciole.

Un altro coro disospiri sisollev alla sua sinistra.

DracoMalfoy lanci unocchiataccia al piccolo fan clubpersonaledi Blaise Zabini, mentre lidolo in questione rivolgeva loroun sorrisoseducente.

Inutile dire che,nuovamente, le piccole ochette schiamazzarono entusiaste.

-Dloro di smetterla o sar io a rivolgergli qualche parola.-

CruciooAvada Kedavra,magari.

Blaise sivolt a lanciargli unocchiata offesa.

-Malfoy, se sei stressato, sei pregato di non sfogarti sulle mie gioie .-

Lo rimprover e le piccole primine ma anchequalcuna pigrandicella, se vogliamo dirla tutta fecero una linguacciaal biondino, tuttesoddisfatte.

-Non mi sembra che io mi sfoghi su Alexandra, quando sononervoso.-

Aggiunse, alzando il mento con aria indispettita e allungando unamano per capovolgere la tazzina che aveva di fronte; subito, unapiccoletta daicapelli rossi gli vers del the e lui le regalun sorriso distratto che lafece arrossire.

Draco gli lanci unaltra occhiataccia, cheper cadde nel vuoto,dato che Zabini, sotto richiesta, era tutto preoccupato ad insegnarealle suefanciulle come bere del the in perfetto stile inglese. Lomand mentalmente aldiavolo pi di una volta, prima di pulirsi la mano dallebriciole dellultimobiscotto che aveva, involontariamente, stritolato.

Alexandra BlNo, Alexis Potter , seduta accanto a lui, fissava ilproprio piatto con innaturale interesse, spezzettando una brioschesenza averedavvero laria di una che volesse mangiarla. Poco distante,Pansy Parkinson ela sua banda di ochette starnazzavano divertite ad una barzelletta diGoyleche, sicuramente, non avrebbe fatto ridere nessun altro che delle testevuotecome loro. Diamond Cherin aveva preso posto al tavolo dei Corvonero eparlavain modo concitato con Charlie Liplose, facendogli venire in mente cheforse, labiondina, dopo aver provato gran parte della fauna maschile diHogwarts, volevapassare anche allaltra sponda. Chiss cosa neavrebbe pensato Nott che, quellamattina, a colazione, non cera.

Che fosse rimastotraumatizzato dalla notizia che forse la sua ragazza volesse diventarelesbica?

Ineffetti, tempo addietro aveva avuto il mezzo sospetto che laCherin fosse attratta dalla piccola Alexandra Black ma, fortunatamenteper lui,Alexandrano, Alexis Potter , era convintamente etero.

Strinse la mano inunpugno, al ricordo di quel nome che forse era solo un nome; o forse,segnavaqualcosa di pi profondo al quale, sinceramente, non avevaneanche voglia dipensare.

Certo, sela Cherin si fosse davvero rivelata lesbica, sarebbestato un colpo di scena: aveva dovuto farsi gran parte dellapopolazionemaschile di Hogwarts per capirlo?

Beh, anche Blaise tendeva a farsi tutta la fauna femminile dellascuola, solitamente, e non era minimamente intenzionato ad avere unarelazionefissa, ma questo non significava affatto che lui fosse gay.No?

Spalancando appena gli occhi, Draco si volt verso Blaiseche continuavaa tenere la tazzina da the a mezzaria, il mignolorigorosamente alzato comeuna regina. Lo fiss e deglut.

-EhmBlaise?-

Il ragazzo si volt a guardarlo con unocchiata disufficienza,infastidito dallessere stato interrotto proprio nella partemigliore della suaspiegazione.

-S, Malfoy?-

Draco lo osserv per qualche istante e Zabinirestitu locchiatacon un sopracciglio alzato.

-Tu non sei gay, vero?-

Cera quasi una nota di sottile panico nella voce di Draco, aquelpensiero: per Salazar, lo aveva visto pi volte nudo Blaiseche Alexis! enessuno pensi male.

Il moro lo fiss impassibile, come se quella domanda nonfosseneanche degna di una risposta.

-Draco, gioia dei miei occhi.- cominci, posando la tazzinaconinnaturale calma e girandosi di nuovo verso di lui per mettergli unamano sullaspalla. Malfoy deglut ancora, seguendo le ditadellamico con lo sguardo. Perquanto tu possa essere incredibilmente affascinante, mi dispiacedeluderti: nonsei il mio tipo.-

Draco allarg gli occhi, preoccupato. Blaise gli sorrise inmodoseducente, alzando una mano a sfiorargli una guancia, sotto lo sguardopreoccupato del piccolo fan club: insomma, Blaise Zabini, il loroidolo, nonpoteva essere gay!

-Certo, se tu fossi un pochino pi in carne, con due gambechilometriche, una lunga massa di capelli biondi e un florido paio ditette,allora forse potrei cambiare idea.-

Lo schern, dandogli un pizzicotto sulla guancia. Draco feceunasmorfia e gli schiaffeggi la mano.

-Ah ah, divertente Blaise, davvero.-

Il moro si strinse nelle spalle.

-A domande stupide, risposte stupide. D, ti sei fatto unadose diArtigli di Drago stamattina? Perch se cos e non mi hai invitato, potrei seriamente offendermi.-

Draco storse le labbra in unaltra smorfia e Zabini gli diedeunapacca confortevole su di una spalla.

-Mi dispiace, mon ami ,ma sono etero ed intendo restarci. Non potrei fare un tortocos grande algenere femminile, non ti pare? So che anche tu sei rimasto affascinatodallamia bellezza smodata, ma dovrai cercare altrove.- loschern, scuotendo icapelli con fare vanitoso Prova a chiedere ad ErnieMacmillan, gira voce chelui apprezzi molto-

Ma non concluse la frase, perch Draco gli mollun ceffone sullanuca, come chiara risposta che a lui, degli altri maschi, noninteressavaproprio una zucca secca.

Blaise si strinse nelle spalle e torn ad occuparsi dellesuegioie, che sospirarono sollevate alla notizia cheil ragazzo che amavano eveneravano era convintamente etero.

Alexis Potter, che aveva sorriso di quella scena di teneraquotidianit, come se tutto quello che fosse successo lasera prima fosse,momentaneamente, solo un ricordo lontano, che poteva venirtranquillamentearchiviato, non aveva comunque detto una parola. Ora, tralaltro, la suaattenzione era stata catturata dallentrata in Sala Grandedel Trio Miracoli:Hermione Granger, come sempre in prima fila, con un grosso tomo tra lebraccia,Ron Weasley, che si trascinava dietro di lei coprendo un grossosbadiglio e,infine, Harry Potter, il cui sguardo, come attratto da una forzaincontrastabile,era andato immediatamente a cercare quello della Black, che avevasorrisoappena, come semplice saluto.

-Versami del latte.-

La voce di Draco, al suo fianco, la fece trasalire. Si voltversodi lui e gli lanci unocchiata confusa.

-Come, scusa?-

-Versami del latte.-

Ripet lui, impassibile, mostrandole la tazza vuota. Alexislofiss stranita e poi il suo sguardo scivol sullacaraffa del latte, che sitrovava decisamente a pochi centimetri dalle mani di Draco. Nonpot impedirsidi sollevare un sopracciglio.

-Non avevi detto che non mi volevi come tuo elfo domestico?-

Si inform accigliata.

Draco sorrise, sollevando appena un angolo delle belle labbra.Alz una mano, con un gesto lento e calibrato, e leaccarezz il viso solo conla punta delle dita, facendola rabbrividire.

- Amore, amore, amore Quantecose che devi imparare, ancora.-

Mormor con sguardo assorto. La sue dita si mossero lentelungotutto il profilo del collo e poi si intrecciarono ad una ciocca deicapellicorvini. Gli bast tirare appena, perch leifosse costretta a farsi pivicina.

-Non lamentarti.- le soffi nellorecchio,ammonendola per ilfatto di aver appena emesso un gemito di dolore e protesta; poi lelanciunocchiata di sbieco. Prova a disobbedirmi ancorauna volta e sar lultimacosa che farai sotto il nome dei Black, sono stato chiaro?-

Aggiunse sibillino e lei spalanc appena gli occhi,guardandolo disottecchi, poi annu appena. Draco le si avvicinancora e le regal un baciodelicato sulla guancia.

-E ora sorridi, amore ,non vorrai che gli altri si insospettiscano, vero?-

Alexis scosse lentamente il capo e si volt a guardarlo, lelabbratirate in un sorrisino spento. Draco mise il broncio.

-Puoi fare di meglio.-

Le sugger e lei non riusc a trattenersi dallosbuffare,meritandosi unocchiataccia e unaltra tirata dicapelli. Alexis chiuse gliocchi e quando li riapr mostr al ragazzo unsorriso luminoso.

Il cuoremanc un battito.

Quel sorriso, cos bello ecos sincero come tanti altri che gli aveva rivolto e delquale si erainnamorato.

In realt falso, bugiardo,maledetto, come tanti altri?

Dracoghign appena e si avvicin a rubarle un rumorosobacio afior di labbra.

-Brava-

Le mormor sulla bocca, prima di lasciarla andarebruscamente. Sivolt e si vers il latte.

-Alla tua, amore.-

Alexis e Draco sierano separati allingresso della Sala Grande,diretti ognuno ad una diversa classe a seconda dellorario dilezioni. LaPotter era ora in compagnia di Diamond, che continuava a parlare diqualcosache, sinceramente, non aveva la minima intenzione di stare a sentire.Cos, conaria assorta in pensieri tuttaltro che rassicuranti, silimitava ad annuire oa negare, di tanto in tanto, a seconda delle occhiate chelamica le rivolgevadurante il suo discorso, fatto con unenfasi tale dacostringerla ad agitare lemani per aria.

Magari li avesseavuti leii suoi frivoli problemi.

Nonostantenon stesse ascoltando una sola parola, non le era poicos difficile immaginare di cosa Diamond stesse parlando:ragazzi o trucchi; oalla possibilit di esplorare nuovi orizzonti sessuali,avrebbe pensato Malfoy.

Alexis sospir e scosse lievemente il capo, ritrovandosi apensareche non aveva assolutamente la minima voglia di seguire una lezione, inquelmomento; se poi ci aggiungeva che si trattava di due ore di Pozioni, ildesiderio diminuiva notevolmente.

Con lumore che si ritrovava e tutti i pensieri che aveva intesta, avrebbe sicuramente fatto unaltra pessima figura conil professorPiton, che le avrebbe assegnato chiss quale altra punizioneo avrebbe toltoaltri punti a Serpeverde, facendole meritare mille occhiatacce dai suoicompagni di casa.

In certesituazioni,neanche il cognome Black poteva salvarla.

Eranoappena scese dalla scalinata principale e si stavanodirigendo verso i sotterranei, quando una mano gelida leafferr il polso condecisione, costringendola a fermarsi.

Alexis si volt, a met tralinfastidito e il curioso.

Davanti a leicera,ovviamente, Draco Malfoy chi altri, se no?

Corrugle sopracciglia in una muta domanda, perplessa.

-Ciao, Draco!-

Lo salut Diamond, con unallegria che, per i due,era decisamentefuori luoghi. Il ragazzo si limit a considerarla con unbreve cenno del capo,prima di tornare a concentrare tutta la sua attenzione sulla Potter,che ancoralo osservava con la fronte aggrottata. La guard per unlungo istante, senzadire nulla.

Solo Alexis siaccorse che,in fondo a quellocchiata impassibile, bruciava una lucestrana, spaventosa,folle.

Ne ebbe paura.

Deglute la presa attorno al suo braccio si fece appena piinsistente, a prova del fatto che Draco aveva letto la sua paura e lestessesilenziosamente comunicando che la sua reazione non era accettabile. Sicostrinseallora a sorridere appena e chin il capo verso una spalla.

-Tutto bene, Draco? Ti serve qualcosa?-

Si era sforzata di mantenere il tono pi normale che avesse,manon era riuscita ad impedire alla sua voce di tremare appena sulleultimeparole, cosa che le fece meritare unulteriore stretta alpolso. Non osemettere neanche un sospiro e il sorriso le si congelsemplicemente sul viso.

Senza risponderle, Draco socchiuse gli occhi e quandosollev ilviso si concentr su Diamond.

-Scusami Cherin, potresti lasciarci?-

La domanda era solo una forma di gentilezza, perch erachiarolordine sottointeso. Lentamente, Alexis si voltad osservare lamica e inquel momento desider con tutta se stessa che Diamond laconoscesse cos beneda cogliere il suo sguardo allarmato e capire che ceraqualcosa che nonandava.

Purtroppo, DiamondAnneCherin non era propriamente la migliore amica modello.

Tendeva sempre di pi apreoccuparsi di se stessa che non degli altri e raramente faceva caso atuttoci che la circondava.

Era egocentrica ed egoista,a volte.

E forse, semplicementetroppo Serpeverde.

In ognicaso, non not locchiata di sottile supplica chela morale aveva lanciato e si limit a sorridere, un pomaliziosa.

-Ma certo, Malfoy.-

Ammicc, come se avesse capito tutto di quella situazione, ediedeuna leggera gomitata al fianco di Alexis, mostrandole poi il polliceallins,prima di sgattaiolare via, verso i sotterranei, ridacchiando come unascema.

Per un momento,AlexisPotter desider non aver mai scelto Serpeverde come sua casadi appartenenza;sarebbe benissimo potuta andare a Grifondoro, proprio come Sirius. Erasicurache Hermione Granger o Ginny Weasley avrebbe colto al volo la suaocchiata.

Quelpensiero improvviso le fece male.

Era comedesiderare divoler cancellare ci che era successo in quei mesi, come setutte le sceltefatte fossero state sbagliate; come se anche il suo rapporto con Draco,fossestato solo un errore, al quale, tornando indietro nel tempo, avrebbevolutoriparare.

Se si fosse presentata adHogwarts con il suo vero nomeSe avesse sceltoGrifondoroSe avesse strettoamicizia con Hermione GrangerSe si fosse lasciata stringereda suo fratello,invece che da Draco Malfoy

Unaltrafitta di dolore, ancora pi forte, e questa volta nonsolo al petto, ma anche al polso che Malfoy aveva stretto duramente percostringerla a farsi appena pi vicina al suo viso.

Tornare alla realt fu disorientante e trovarsi il soggettodeisuoi pensieri tormentati ad un centimetro dal viso non fu di certo digrandeaiuto.

-Dove credevi di andare?-

Il soffi di quelle parole le sfior, malavolo,le labbra.

Alexis scosse appena il capo, costringendosi a cancellare ognistrana congettura dalla mente, e corrug ancora lesopracciglia, muovendofreneticamente lo sguardo per non lasciarsi catturare daquellargento vivo.

-A lezione?-

Rispose titubante e Draco sorrise appena, chinandosi per trovarsiesattamente a qualche millimetro dal viso della ragazza; lepos la mano liberasotto il mento, per costringerla a guardarlo negli occhi.

-Sbagliato.- mormor, socchiudendo appena le palpebre einspirandoprofondamente, come se stesse annusando un profumo inebrianteNon ti avevoforse detto che ti volevo sempre accanto a me?-

Aggiunse e il tono della sua voce era chiaramente velato da unasottile minaccia.

-S, ma-

Prima che potesse concludere la frase le dita di Draco le sipremettero sulle labbra, costringendola a tacere. Il ragazzo rimaseimmobileper qualche secondo, con ancora gli occhi socchiusi. Lei silimit a guardarlo,preoccupata. Poi, lentamente, lui allontan il viso e lelanci unocchiatastrana forse, di dolce minaccia -, intimandole di noncontraddirlo ancora. Lelasci andare le labbra e le accarezz unaguancia, deponendole una ciocca dicapelli dietro lorecchio.

-Niente lezioni per te oggi, amore. Vieni con me.-

Sorrise di quel sorriso strano, che a lei faceva davvero paura, ele lasci andare il polso per intrecciare le dita a quelledella ragazza, conuna presa gentile ma salda, come tacito monito a non provare asfuggirgli come se le fosse anche solo possibile pensare di farlo.

Alexis si lasci condurre, guardandolo conunocchiata a met trail nervoso e il dispiaciuto.

Odiava il modo incui luila chiamava: amore, quando quel sentimento, ora come ora, sembrava nonaverequasi pi senso tra di loro.

Lavevalasciata andare solo quando erano usciti in giardino, dopoaver fatto una veloce visita ai dormitori, dove Draco lavevacostretta adindossare un suo maglione pesante che ora arrivava acoprirle appena sopra leginocchia, vista la differenza di statura e unamorbidissima sciarpa grigia,che profumava dolorosamente di lui.

Ora, camminavano in silenzio nella neve, affondando lievemente inquella coltre bianca e gelida. Draco le era davanti e sembrava quasipasseggiare da solo, non prestando alcuna attenzione a lei, che quasifaticavaa stare dietro al suo passo lungo. Dovette raggiungerlo con unacorsetta, pernon allontanarsi troppo.

-DoDove stiamo andando?-

Gli domand trafelata, mettendoglisi di fianco e alzando ilvisoper poterlo guardare. Il profilo che Draco le offriva era serio ealtezzoso enon cambi minimamente alle parole della ragazza. Neanche lerispose,limitandosi a rimanere con lo sguardo fisso davanti a s, adosservare quellache doveva essere la sua meta.

Alexis sospir e abbass lo sguardo: tuttoavrebbe accettato, inquel momento, ma la sua indifferenza era decisamente la cosa peggiore.

Cera unpeso sul suo cuoreche lavrebbe schiacciato molto presto.

Draco lacondusse fino al campo di Quidditch e la lasci al centrodi esso, come quella ormai lontana mattinata, dopo luscitadel loro articolosu Vanity Witch.

Non cera bisogno di vederlo tornare dagli spogliatoi con lascopada corsa in spalla, per capire che aveva intenzione divolare con lei.

Alexis deglut e, istintivamente, mosse un passo indietro.

No.

Non di nuovo.

Perch di tante cose aveva scelto proprio quella?

Sapeva che odiavavolare esapeva che soffriva spaventosamente di vertigini.

Appunto,si ritrov a pensare poi, dandosi mentalmente dellasciocca.

Draco sapeva benissimo quali erano le sue paure e, adesso,scoperta la verit, non sembrava volersi fare alcunoscrupolo per utilizzarle asuo vantaggio.

La vendetta delserpente,dolorosa e lenta come il suo veleno nel sangue.

Il ragazzola raggiunse e le scocc unocchiata moltospasmodicaquando la vide indietreggiare ancora, con gli occhi spalancati. Lasquadr dacapo a piedi, con unimpassibilit terrificante;poi, le diede le spalle eprese la scopa, sulla quale si mise cavalcioni, dando una leggeraspinta con ipiedi per cominciare a fluttuare.

-Sali.-

Ordin brusco, senza voltarsi a guardarla nuovamente.

Alexis rimase immobile ad osservargli la schiena tesa e le spallelarghe, senza avere davvero intensione di seguire quelle parole.Indietreggidi un altro passo, scuotendo lievemente la testa, e il frusciodellerba delcampo calpestata si propag nel silenzio, facendogli intuirei suoi movimenti,nonostante non potesse vederla.

-Sali, ho detto.-

Ripet, con una nota dura nel tono di voce, basso egutturale,come un ringhio rabbioso. Lei sobbalz appena e strinse gliocchi, prima diavvicinarsi lentamente alla scopa. Allung le dita persfiorare il manico dilegno e abituarsi allidea di quello che stava per fare.

PerSalazar

Mentre simetteva cavalcioni della scopa, si ritrov a pensare cheavrebbe voluto avere la forza e il coraggio di ribellarsi, in quelmomento.

Perch continuare ad assecondarlo, in fondo?

Bastava andare da Harry e raccontare tutta la verit equellatortura sarebbe finita.

Draco non avrebbe pi avuto niente per tenerla legata as e leiavrebbe potuto finalmente allontanarsi da lui.

Ma che cosa stavadicendo?

Ancora,una fitta allaltezza del ventre.

Lei non volevaassolutamente allontanarsi da Draco. Non dopo tutto quello che avevanopassatoinsieme. Non dopo che, finalmente, si erano resi conto dei lorosentimenti dopotre sofferti mesi di agonie e dispiaceri.

E se si fosse ribellataalle sue imposizioni, rendendosi libera dalla sua momentaneaschiavit, nonaveva effettivamente idea di quello che sarebbe successo a loro.

Forse, si sarebberoallontanati per sempre, irrimediabilmente.

E lei, non voleva.

Si strinsealla schiena di Draco, correndo a circondargli la vitacon le braccia in una presa ferrea e lui, fortunatamente, nonprotest.Premette la guancia contro di lui e chiuse forte gli occhi.

Poi, Draco part a tutta velocit, senza darlenemmeno il tempo diessersi davvero abituata allidea del volo. Presero quota inpochi secondi, conil vento che li feriva tagliente e fischiava nelle loro orecchie.Alexis sistrinse di pi contro di lui, perch stavanocontinuando a salirepericolosamente e lei si sentiva tirata gi dalla forza digravit e temevasinceramente di scivolare dal manico e precipitare verso la mortesicura.

Continuavano a salire e a salire, fino a che, con una manovrabrusca, che le fece contorcere le budella nello stomaco, Dracocambi rotta.Deglut, stringendo gli occhi al tal punto da farsi male.Ora le sembrava diprocedere in picchiata verso il basso e il vento quasi le si congelavasulviso, facendola tremare per il freddo e per la paura.

-DraDraco, ti prego-

Mormor spaventata, ma non era sicura che luilavesse sentita o,se laveva fatto, era certa che lavrebbe ignorata.

Perchavrebbe dovutopreoccuparsi di lei, piccola bugiarda?

Dracocontinu nella sua folle corsa, con le braccia di lei che sistringevano convulsive attorno alla sua vita e il piccolo corpoancorato allasua schiena che tremava con forza. Il suo sguardo dargentobruci diindecisione, rabbia e frustrazione, mentre compiva unaltramanovra pericolosae la sentiva sussultare dietro di s. Sbuff,scocciato, e lasci il manico conuna mano, facendo compiere alla scopa un piccolo sobbalzo, senzaper accennarea rallentare.

Alexis mugol spaventata e quasi non si rese conto dellamano diDraco che, per un secondo soltanto, si era sollevata a sfiorare ildorso dellasua, stretta sul ventre del ragazzo, prima di tornare a sorreggere ilmanico espronare la scopa al massimo della velocit, con rabbia,verso la sua meta.

Quando cominciarono a rallentare, le sembr di avere unleggerocapogiro e si strinse ancora pi forte contro la schiena diDraco, senzatuttavia accennare a riaprire gli occhi. Alla fine, dopo quello che leerasembrato il viaggio pi lungo di tutta la sua vita, la scopaplan dolcementefino a fermarsi, annunciandole che erano di nuovo sulla terra ferma.Tropposcossa, non riusc a muoversi e se ne rimase semplicementel, ancorata a quelcorpo che, nonostante tutto, riusciva a darle sicurezza.

-Guarda che puoi lasciarmi, ora. Siamo arrivati.-

Le comunic ma lei scosse la testa contro la sua schiena,stringendosi ancora di pi.

- Potter, lasciami.-

Le intim severo, facendola sobbalzare. Riluttante, sciolselapresa delle sue braccia, sentendole improvvisamente indolenzite. Siallontanlentamente, contenta, per lo meno, di sentire il terreno sotto i propripiedi.

Beh, non proprioilterreno.

Aprgli occhi che era ancora seduta sulla scopa e ci che videlefece sbalzare il cuore in gola e spalancare gli occhi, che brillaronodi puroorrore.

Cera una distesa immensa, davanti ai suoi occhi,completamenteimbiancata dalla neve che aveva infuriato su Hogwarts per tutta lanotte. Ilgiardino si estendeva a perdita docchio e il Lago Neroscintillava appenasotto i raggi soffusi di quel sole che, faticosamente, si faceva largotra lenuvole grigie del cielo. Da l, poteva vedere tutto: lenumerose serre dove sitenevano le lezioni di Erbologia; le fronde degli alberi scuri dellaForestaProibita, che si muovevano minacciose e frusciavano sinistre,nascondendo,forse, cose decisamente peggiori; la casetta di Hagrid, dal comignolodellaquale usciva una densa nube di fumo nero, segno che il caminetto erastatoacceso per riscaldare lambiente.

Con il cuore in gola e gli occhi ancora spalancati, Alexis siport una mano al petto, inorridita.

Draco Malfoylavevaportata sul tetto pi alto di Hogwarts.

Senzache fosse ancora riuscita a fermare la corsa folle che il suo cuoreavevaintrapreso ormai da un po, scese dalla scopa, con unalentezza quasiesasperante, cosa che spinse il giovane Malfoy a sbuffare infastidito.Non leaveva neanche porto una mano, per aiutarla a scendere, e la cosa stavarendendotutto molto pi faticoso.

Infondo, non se lo meritava il suoaiuto.

Unavolta che fu sicura che i suoi piedi non scivolassero sulle tegoleripide deltetto, Alexis lasci andare il manico di scopa e Draco loritrasse bruscamente,poggiandolo poi in terra. Senza muoversi di un solo millimetro, laragazza sivolt ad osservarlo mentre, con una tranquillitdecisamente spaventosa, simetteva a sedere accanto alla sua Nimbus 2001 ed estraeva una sigarettadalportasigarette in argento che aveva preso dalla sua tasca. Un colpo dibacchetta e lodore dolciastro di cocco e cannella bruciatesi mischi alprofumo freddo dellinverno e della neve. Senza dire unaparola, Alexis siabbass lentamente e si rannicchi su se stessa,portando le gambe al petto estringendole con le braccia.

Bastavanon guardare gi.

Bastava non guardare gi e tuttosarebbe andato per il meglio.

Bastava non

Comela lingua che continua a tormentare un dente dolorante, coslo sguardo dismeraldo scese a controllare la vista ai suoi piedi: eranoterribilmente inalto; se fosse caduta da lass, neanche il medimagopi bravo del San Mungoavrebbe potuto salvarle la vita.

Unbrivido le scosse violento lespalle.

Mugugndisperata e affond il viso sulle ginocchia, stringendoforte gli occhi.

Maifar arrabbiare un Malfoy.

Ignorandola,Draco continu a fumare e il suo sguardo grigio,cos simile al cielo plumbeo diquella giornata, si perse allorizzonte, senza concentrarsisu alcun dettaglioparticolare.

Gliaveva mentito.

La sua piccola Alexandra BlackNo, lasua piccola Alexis Potter, gli aveva mentito e ancora non riusciva acapacitarsi della cosa.

E ogni volta che si ritrovava apensarci, un moto di rabbia tanto forte lo coglieva quasi di sorpresa,togliendogli ogni barlume di lucidit.

Si era sentito annientato, quando avevaletto quel nome.

Lei, la ragazza che lo aveva catturatocon il suo sorriso e la sua timidezza.

Lei, la ragazza che lo aveva fattodisperare in quei mesi, perch diversa da tutte le altre.

Lei, che aveva dovuto conquistare tramille difficolt.

Lei, cos pura ed innocente che accantoa lui desiderava solo un abbraccio.

Lei, che pur cedendo al suo fascinoaveva combattuto fino allo stremo, prima di cedere a quelcorteggiamentespietato e possessivo.

Lei, che aveva imparato ad amarloesattamente come lui aveva, senza alcuna remore, imparato ad amare lei.

Lei, che non si era fidata di lui abbastanzada raccontargli la verit.

Lei, che aveva dato cos poco valore aquello che lui provava nei suoi confronti.

Lei, che come una perfetta Potter, erasolo una piccola Mezzosangue bugiarda.

Lo aveva preso in giro.

Lo aveva incastrato.

Lei, rosa di tutti i peccati piinnocenti, lo aveva accarezzato con i suoi petali setosi e poi, atradimento,lo aveva stretto tra le sue spine velenose.

Glielavrebbe pagata.

Nessuno si prendeva gioco di un Malfoye la passa liscia.

Nessuno.

Neppure lei.

DracoMalfoy strinse la mano in un pugno tanto forte che la sigaretta sispezzirrimediabilmente in due parti inutilizzabili. Lo sguardodargento scese adosservare il danno fatto, con indifferenza, mentre riapriva le ditaindolenzite doveva averle strette tanto violentemente da unpo ormai, senza renderseneconto e lasciava scivolare via i residui della sigaretta.

Alexissi era ora voltata a guardarlo, perch concentrarsi su dilui lavrebbe dicerto aiutata a non pensare allaltezza. Aveva disteso unagamba e portatolaltra al petto, sul ginocchio della quale aveva posato ilgomito. Tenevalaltra la mano vicina al fianco, le dita aperte a sorreggereil peso di quelcorpo che sembrava esile solo allapparenza, ma che possedevamuscoli tesi erigidi fasci di nervi che lo rendevano decisamente forte elei aveva potutosperimentarlo la sera prima, quando era riuscito a bloccarla senzaalcunosforzo. Il viso era apparentemente tranquillo, ma al suo sguardoattento nonsfuggiva la linea dura delle sue mascelle, accentuata dal nervo gonfiosullaguancia bianca; gli occhi bruciavano di qualche pensiero rabbioso e nonle fudifficile immaginare a chi fosse rivolto. I capelli biondi, ormailiberi dallamano di gel, dopo il bel volo, si agitavano inquieti nel ventoinvernale,danzandogli intorno al viso con uneleganza quasi impossibile.

Ognivolta che lo guardava, Alexis Potter non poteva non pensare a quantoquelragazzo fosse bello.

Cos d o l o r o s a m e n t e bello.

Ebbelimpulso di allungare una mano e intrecciarla a quella chelui teneva distesasulle tegole. Le sarebbe piaciuto poter saggiare la pelle vellutata deldorso esentire le dita gelide e affusolate tra le sue.

Ma,fortunatamente, la distanza le impediva di raggiungerlo, cosa che lediede laforza di rimanere ferma, al suo posto. Chiuse gli occhi e prese unprofondorespiro, poi si volt di nuovo a guardarlo.

-Malfoy?-

Nonsapeva perch era di nuovo passata al cognome, ora, masentiva quasi che eragiusto cos perch, improvvisamente, il ragazzoche aveva davanti le sembravasolo uno sconosciuto.

Draconon si volt a guardarla, ma lei riusc a notarelo stesso il lampo ferito cheaveva attraversato i suoi occhi per un istante solamente. No, forse selo erasolo immaginato, perch ora il suo sguardo era completamentesvuotato di ogniemozione.

-Checosa vuoi?-

Brusca,la sua voce tagli laria con gelida cattiveria,regalandole lennesimoschiaffo morale della giornata. Strinse di pi le bracciaattorno alle gambe,come se le volesse inglobare nel petto e sparire per sempre.

Inun luogo dove non avrebbe pi dovutosoffrire ancora.

Simorse il labbro inferiore e abbass lo sguardo sulle sueginocchia, sforzandosidi non guardare il panorama sotto di s che, in un luogopi sicuro del tettodella scuola, avrebbe forse trovato affascinante.

-Perquello che valemi dispiace.-

Mormore sent gli occhi velarlesi appena di lacrime che,miracolosamente, riusc aricacciare indietro.

Oforse era stato solo il vento acongelargliele prima che scivolassero sulle guance arrossate.

Attesein silenzio una risposta che, forse, sapeva non sarebbe mai arrivata.

- Amore , guardami.-

Inaspettata,la voce di Draco aleggi nellaria con unadolcezza sorprendente, che laconvinse a rialzare lo sguardo immediatamente. Il ragazzo la stava oraguardando e sulle sue labbra figurava un sorrisino appena.

Lentoe pigro come un felino, Draco gatton vicino a lei e le simise di fronte, conle ginocchia poggiate sulle tegole ma le coscie distese, in modo datorreggiaresu di lei.

Continuavaa sorridergli con gentilezza, mentre avvicinava una mano al suo viso elesfiorava una guancia, arrossata dal freddo. Si avvicintanto che i loro nasisi sfiorarono delicatamente.

Ilcuore di Alexis si gonfi appena digioia

-Nonpenserai che delle semplici scuse possano basta, vero?-

epoi si ridusse alla dolorosadimensione di una nocciolina.

Laragazza lo guard atterrita, spalancando gli occhioni verdisul visoimprovvisamente pallido. Draco le sorrise ancora e i suoi occhibruciarono disoddisfazione.

-Lhosempre pensato che fossi una piccola sciocca, amore.-

Unaltro schiaffo morale diretto al suo cuore, mentre quelle dita gelide,daelegante pianista, le accarezzavano la guancia con tenerezza, dove leisentivainvece il dolore graffiante di un colpo ben assestato.

S,era questo che voleva vedere neisuoi occhi.

Tristezza.

Delusione.

Umiliazione.

Le stesse cose che aveva provato lui difronte a quella verit rivelata da una lettera traditrice.

Alexisnon disse una parola, forse perch era troppo scioccataanche solo per pensaredi aprire bocca e parlare.

Dracocontinuava a sorridere in quel modo arrogante e a sfiorarla con carezzechepromettevano solo un dolore acuto e fastidioso. Poi, le sue dita freddesceseroa lambirle il collo e le presero la sciarpa che portava al collo,snodandolacon lentezza. Lei si limit a guardarlo, senza capire cosaavesse intenzione difare.

Quandole sfil la sciarpa, lei sent il freddo pungentedellinverno attaccarle lapelle sensibile del collo e, istintivamente, si strinse nel collettodelmaglione che, come la sciarpa, profumava maledettamente di lui.

Dracola osserv con un sorrisino strano, prima di allontanarsilentamente esollevare la mano. Le dita attorno alla sciarpa si allentarono e ilpregiatopezzo di cashmere finamente lavorato si librnellaria, con la delicatezza diuna farfalla. Alexis la segu con lo sguardo, fino a cheessa non si impigliin un pinnacolo del tetto e cominci a volteggiare come unabandiera.

Draco,che si era rimesso seduto accanto alla scopa, si volt alanciarle unocchiatatuttaltro che rassicurante.

-Vallaa riprendere.-

Leordin cattivo, mentre le labbra si aprivano in un ghignomalevolo.

Alexisabbass il viso di scatto, incrociando lo sguardo argenteo edeterminato che ilragazzo le stava rivolgendo.

-Checosa?!-

Urlquasi, solo che, per la mancanza di fiato, la voce le usctremula e stridulacome il suono di una corda di violino suonata da un drago.

Draconon si scompose minimamente.

-Vallaa riprendere.- ripet deciso, reclinando appena la testa.E un ordine.-aggiunse infine, sottolineando la cosa per marcare tutti i sotto sensiche essaconteneva.

Alexissgran gli occhi e il suo visino si fece ancorapi pallido.

-Malhai fatta volare via apposta!-

Protest,mentre metteva gi le gambe e artigliava i lembi delmaglioncino con le dita.Draco le rivolse unocchiata arrogante.

-Eallora?-

-Eallora te la vai a riprendere da solo!-

Sbottal limite della sopportazione, gli occhi che scintillavano e le guanceimprovvisamente rosse per lo sdegno.

Eracos bella quando si arrabbiava.

-Bene.-

Silimit a rispondere Draco, apatico.

Comebene? Era stato cos semplice?

Alexisaggrott le sopracciglia, mentre una brutta sensazione sifaceva largo dentrodi lei, allargandolesi nel petto come una macchia di sangue.

Senzarivolgerle pi lo sguardo, Draco si alzlentamente, alzando le braccia versolalto per stiracchiarsi pigro. Si mise alla sinistra dellasua scopa.

-Su!-

Ordine la Nimbus2001 salt nella sua mano che, pronta la accolse.Poi, con eleganza,si mise cavalcioni di essa.

-Checosa stai facendo?-

Siinform Alexis preoccupata, guardandolo dal basso. Draco sivolt a considerlacon unocchiata di sufficienza.

-Omi riprendi la sciarpa o io ti lascio qui.-

Dichiare sorrise soddisfatto quando la vide sbiancare di nuovo.

Sofferenzae paura.

-Nonoseresti davvero!-

Replicdecisa, ma la nota in fondo al suo sguardo era tinta di una chiarainsicurezza.

Luiera un Malfoy.

E quando voleva qualcosa lo otteneva,sempre, in un modo o nellaltro.

-Nonsfidarmi.-

Laavvert, improvvisamente serio. Si volt inavanti e si diede una spinta con ipiedi, cominciando a salire verso il cielo. Alexis sbarrgli occhi,terrorizzata, e scatt in piedi.

-Vabene! Va bene!-

Urle Draco si volt a guardarla, fluttuando ad un metrodaltezza.

Avevadi nuovo le guance rosse e gli occhi scintillavano di puro terrore.

Deliziosa.

-Vai.-

Leordin duro, scoccandole unocchiataccia. Lei loguard dal basso, ma compresoche non avrebbe ricevuto nessuna grazia divina non dalPrincipe delle Serpi,per lo meno- deglut e sospir. Siriabbass lentamente e si mise gattoni,cominciando ad avanzare verso il pinnacolo che, a lei, sembravadecisamentetroppo lontano.

Dracola segu con lo sguardo, attento: la vide avanzarelentamente lungo le tegole efermarsi di tanto in tanto, mentre una folata di vento pidecisa le facevavolare i capelli davanti al viso; si accucciava su se stessa e se liritiravaindietro, prima di tornare a gattonare indecisa. Alla fine,riusc araggiungere il pinnacolo.

Alexisalz lo sguardo e allung una mano per prenderela sciarpa, inutilmente: ilpinnacolo era abbastanza alto e lei avrebbe dovuto almeno mettersi inpiedi perriuscire a raggiungerlo. Si volt a lanciare uno sguardo disupplica a Malfoyma quello, impassibile, si limit ad osservare le sue mosse.Chiuse allora gliocchi e si ancor al pinnacolo, sollevandosi lentamente. Unavolta che fusicura di essere stabile, allung di nuovo il braccio, maalla fine dovettesollevarsi in punta di piedi per aggrapparsi alla sciarpa e tirarlagi. Quandola ebbe finalmente tra le mani, sospir di sollievo. Lastrinse tra le dita conrabbia e, quasi dimentica dellaltezza, si volt afronteggiare Draco, che laosservava soddisfatto.

-Contento?-

Gliurl contro, arrabbiata, e lui ghign prepotente,alzando un sopracciglio.

-S,molto.-

Risposedivertito; ma non era propriamente per la sciarpa, quanto per il fattoche,mentre si arrampicava, una folata di vento pi forte leaveva sollevato lagonna, mostrandogli le mutandine di pizzo nero che indossava.

-Bellabiancheria, amore. Stasera vorreiavere il piacere di esaminarla pi da vicino.-

Laschern e lei arross di vergogna, alzando unpugno verso lalto con fareminaccioso.

-Porco!-

Gridindignata e fece per raggiungerlo.

Magaripoteva attuare quel piano distrappargli i capelli con i denti.

Infuriatae con lo sguardo concentrato sul viso del giovane, non si rese contoche il suopiede si incastrava in una tegola mancante. Si ferm quandonon riusc pi amuoversi e si volt a guardare la sua scarpa incastrata tradue tegole. Tirappena, ma non riusc a disincastrarsi. Draco laguard e unombra preoccupatagli attravers lo sguardo.

-Chesuccede?-

-MiMisono incastrata. Aiuto!-

Mormorlei, nello sforzo di tirare via il piede da quella trappola. Dracosbuff ealz gli occhi al cielo: ma se lapotevascegliere una ragazza pi imbranata?

Unostrano calore gli pervase il petto,doloroso, ma lo ignor prontamente.

-Aspetta,arrivo.-

Biasciccon tono infastidito, volandole pigramente accanto.

Maprima che riuscisse a raggiungerla, Alexis aveva tirato piforte ed erariuscita a disincastrare il piede. Il problema era che, con lo sforzocompiuto,era stata sbalzata indietro e ora, sotto gli occhi spalancati di DracoMalfoy,era scivolata allindietro e stava rotolando lungo tutte letegolefino albordo.

-AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAH!-

Lurloterrorizzato di Alexis riecheggi nel silenzio e uno stormodi uccelli neri silev dalla Foresta Proibita, scomparendo immediatamentedietro le nuvoleplumbee. Draco osserv la scena quasi al rallentatore, ilgrido che lotrapassava come una pugnalata dritta allo stomaco.

Senzasapere come o perch, il suo corpo reag,piegandosi in avanti e facendo scattarela scopa. Quando si rese conto, con orrore, che non lavrebberaggiunta intempo, si lanci dalla scopa, picchiando forte con la spallasulle tegole eprese a scivolare a sua volta. Allung le mani perprenderla, ma le sfugg pivolte, mentre si avvicinava sempre di pi al bordo del tetto.

Quandola vide scivolare oltre di esso,si sent morire.

Conuno sforzo immenso, la raggiunse appena in tempo e, allungato ilbraccio,riusc a prenderla per un polso prima che cadesseinevitabilmente verso ilvuoto.

Rimaserofermi per un solo istante, ad assorbire la gravit dellasituazione: Draco erapiegato oltre il bordo del tetto, con una mano che lo artigliava, ilbusto chesporgeva quasi completamente e un braccio disteso a tenere il polso diAlexische, inerme e spaventata, penzolava.

Compiendouno sforzo enorme che gli cost un dolore acutodi tutti i muscoli dellaspalla Draco riusc a tirarsi su insieme allaragazza che, per contraccolpo,gli cadde addosso.

Rimaseroentrambi fermi, distesi sulle tegole innevate del castello, con ilfiato cortoe i corpi tremanti. Senza neanche rendersene conto, Draco la strinseforte a s,mentre un senso di gelo gli circondava il cuore. Alexis strinse fortegli occhie le lacrime cominciarono a rigarle il viso, mentre, tutta tremante,stringevale dita sul morbido maglione del ragazzo. Passarono qualche minutobuono arendersi conto che erano ancora vivi per puro miracolo. Luideglut e le sfiori capelli, delicato, non capacitandosi del fatto che lavevaquasi persa.

Equesta volta per davvero.

Alexistir su con il naso e, lentamente, alz losguardo per osservare Draco.

-MiMihai appena salvato la vita.-

Mormorincredula e lui abbass lo sguardo per incrociare quellosmeraldo liquido espaventato che gli diede uno scossone forte al cuore.

-GiHaiun altro debito nei miei confronti, ora.-

Nonostantele parole gelide, Alexis sent chiaramente la sua vocetremare provata. Nondisse nulla e lui, senza alcuna cattiveria, le sfior ilviso con una carezza,raccogliendole le lacrime tra le dita. Poi, le lamb lafronte con un baciodelicato mentre, con gesti lenti e misurati, si alzava in piedi e laprendevaper le mani per aiutarla a fare lo stesso. Richiam la scopae, questa volta,la aiut a salire, mettendosela davanti.

-Andiamo.-

Dissesemplicemente e, mentre lei si aggrappava forte al suo collo,nascondendo ilviso nella sua spalla, lui si sollev in volo e la ragazzapot chiaramentesentire il suo cuore battere agitato nel petto.

-Dracoperfavore.-

Mormor,ma lui non la lasci finire e la strinse di pi as con un braccio.

-Andrpiano, non preoccuparti.-

Ilvolo del ritorno fu molto pitranquillo.