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Il confine da non oltrepassare

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Il confine da non oltrepassare

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Ok.

Sonoquasi due mesi che non aggiorno.

Questonuovo capitolo non mi convince.

Ed lungo solo dieci pagine.

Midispiace, sul serio, ma meglio di cos non sono riuscita afare ___

Diciamoche in questo periodo non ho avuto un minimo di ispirazione, tra lascuola etutti gli impegni giornalieri, quindi per quasi due mesi non sono stataingrado di scrivere neanche una frase. Credo che questo mi abbiaallontanata daiprogressi che avevo fatto negli ultimi tempi in ambito della scrittura,quindi,nonostante non ritenga che questo capitolo sia proprio a cestinare, mirendoconto da sola che non minimamente paragonabile ai suoi duepredecessori che,almeno dal mio punto di vista, sono i capitoli migliori che io abbiamaiscritto in questa fan fiction.

Ad ogni modo,aspetto come sempre levostre opinioni, per vedere se riuscirete a smentirmi anche questavolta (:

Bene,ora la smetto di ammorbarvi e vi lascio al capitolo!

Spero che,nonostante tutto, vi piaccia! *_*

Citerrei a ringraziare chi continua a seguirmi dopo tutto questo tempo.

Davveroragazze, siete diventate tantissime!

18recensioni solo per lo scorso capitolo, riuscite davvero a farmiemozionare,ogni volta che leggo un vostro singolo commento!

Grazie, grazie,grazie e ancora millevolte grazie!

Se questo capitolo qui, ancora unavolta, solo per voi e per laffetto che levostre parole mi trasmettono *_*

Questo capitolo per ognuna di voi che qui, a leggere.

Grazie <3

~ UnParticolare In Pi ~

Capitolo XXXIV

Il confine da non oltrepassare

Erapassata una settimana da quel giorno. Il ricordo di quel volospericolato e diquella caduta spaventosa era ancora impresso nella sua memoria e,qualchevolta, era tornato a tormentarla nel sonno, accompagnato da unavisitina a quelluogo ameno dove la sua dea personale la faceva sempre sentire bene.Non avevamai capito il significato di quei sogni, ma, sinceramente, nonlaveva neanchepi cercato: riuscivano a tranquillizzarla e questo eratutto ci che avevabisogno di sapere.

Lasituazione con Draco non procedeva granch bene:laveva lasciata in pace soloil giorno seguente allincidente, poi aveva ricominciato adarle il tormentocon le sue battutine e le sue richieste, obbligandola ad accompagnarloagliallenamenti di Quidditch o a fargli compagnia in biblioteca quandodovevastudiare.

Agliocchi di tutti, i due sembravano semplicemente felici: era difficilevederliseparati, oramai, e passavano gran parte del loro tempo lezioni permettendo insieme. Solo Blaise Zabini aveva avvertito qualcosa di strano einnaturale neiloro comportamenti, ma aveva deciso di farsi i boccini suoi, perch di discutere con Draco proprio non gli andava.Inoltre, aveva gi tanto da pensare per decidere quale abitoindossare alcenone di Natale.

Ilventicinque Dicembre era ormai prossimo e la McGranitt,allinizio dellevacanze, era passata a prendere i nominativi di chi sarebbe rimasto adHogwartsquellanno: nella lista cerano anche Harry Potter,Ron Weasley, HermioneGranger, Draco Malfoy, Diamond Cherin, Blaise Zabini e Alexandra Black.Allapiccola Potter sarebbero piaciuto davvero andarsene per unpo da quellascuola, allontanarsi da quellambiente che diventava ognigiorno piopprimente, trovare un po di tranquillitmettendo distanza tra lei e Draco edHarry. Purtroppo, dopo lultima lettera, non avevapi avuto notizie di Siriuse, in ogni caso, non aveva un posto dove andare; senza contare che,ovviamente,Draco le aveva proibito di andarsene e laveva costretta arestare l con lui.

Sarebbemai arrivato il momento in cui sarebbe riuscita ad avere una vitanormale etranquilla?

Ormai,cominciava a dubitarne seriamente.

Labiblioteca, quel sabato pomeriggio, era quasi deserta; solo alcunistudentidellultimo anno studiavano, diligenti, occupando un tavolonellangolo pilontano dallingresso.

Erala prima giornata soleggiata dopo una settimana di intense nevicate,cos lamaggior parte del corpo studentesco era uscito a godersilillusione delcalore. I raggi di quel sole bugiardo filtravano attraverso la grandefinestrae andavano ad illuminare due teste chine su libri e pergamene: DracoMalfoy eAlexis Potter per tutti Alexandra Black- sedevano ad unodei tavoli,apparentemente assorti dal loro studio. Di tanto in tanto, MadamaPince, conuno spirito incredibilmente impiccione quel giorno, lanciava loro delleocchiate, studiando quei movimenti che sembravano di normalequotidianit, mache al suo occhio di falco risultavano per quel che erano:incredibilmenteforzati e meccanici.

Alexissospir per lennesima volta, in quel pomeriggio,socchiudendo gli occhi eabbandonando la piuma nel calamaio: era inutile continuare e cercare dicapireperch mescolando sangue di drago e occhi di serpente sirischiasseunesplosione catastrofica.

Sipos una mano sulla fronte e poi se la passlentamente sugli occhi,stropicciandoli appena. Apr un po le dita perpoter sbirciare Draco disottecchi: era concentrato sul testo di Trasfigurazioni, il profilobassoilluminato dai raggi di sole che filtravano dalla finestra appannata egliocchi socchiusi, velati appena dalle ciglia.

Sapevache lo stava guardando, ma non accenn neanche il minimocambio di espressione;il suo sguardo rimase concentrato sugli appunti che stavadiligentementetrascrivendo su una pergamena nuova. Alexis sospir ancora egir il viso,rivolgendolo alla finestra; per quanto a lungo avrebbe dovutosopportare quellasituazione? Le sembrava di essere tornata allinizio diquellanno scolastico,quando la mancanza di Sirius le gravava sul cuore come una pietratroppopesante, il rapporto con Harry era incerto e la voglia di dire tutta laverit eratravolgente e dolorosa; quando Draco la trattava male e la comandavaconintimidazioni e minacce, pur di averla al suo fianco e renderla sua;quando ascuola tutto andava male e i voti colavano a picco, come Folletti dellaCornovaglia tramortiti da uno Schiantesimo.

Nonce la faceva pi.

-Vai.-

Lavoce di Draco, atona e incolore, la riport allarealt. Alexis scosse il capoe corrug la fronte, confusa.

-Cosa?-

-Vattene.-ripet lui con lo stesso tono, senza alzare lo sguardo dallibro e continuandoa trascrivere gli appunti. Mi deconcentri.-

Unoschiaffo avrebbe fatto sicuramentemeno male di quelle parole.

Eralui a costringerla ad andare a studiare con lui in biblioteca! Era luia volerlaal suo fianco in ogni momento! E ora la trattava cos? Leilo deconcentrava?

Indignata,Alexis apr le labbra e strinse gli occhi; fece per direqualcosa, ma poi ciripens: non gliela avrebbe data vinta, era stufa dei suoigiochetti.

Senzadire una parola, raccolse le sue cose con calma, si mise la borsatracolla edusc dalla biblioteca con passo deciso e sguardodeterminato. Solo quando fusulla soglia della porta, Draco si volt a guardarla enot il tremore oramaiincontrollabile di quelle spalle esili. Una volta in corridoio, Alexiscomincia correre e le lacrime che le scorrevano sulle guance non avrebbesaputofermarle neanche se ne fosse andato della sua stessa vita.

Glistudenti rimasti ad Hogwarts per le vacanze natalizie non erano molti,come alsolito, quindi i quattro tavoli delle casate erano spariti per lasciarposto adun unico lungo tavolo al centro della Sala Grande. Alcuni gruppetti diragazzigi si erano riuniti attorno alle meravigliose pietanze emangiavanochiecchierando allegramente tra di loro.

ColeenCareye e Charlie Liplose erano le uniche delle Untouchable Ravens adessererimaste a scuola quellanno, ma il loro piccolo commercio nonsi era fermato,anzi procedeva con piccole promozioni natalizie e grandi sconti per lesocie ma anche i soci pi fedeli. Ovviamente, DiamondCherin era una di queste e,separatasi da Nott con un focoso bacio, si era diretta dalle dueCorvonero eaveva preso posto accanto a loro, cominciando a confabulare fittamentediragazzi e cosmetici.

-SecondoTeenWitch, lanno prossimo torneranno di moda i colorimetallici, come loro elargento, brillanti e audaci! Abbinati a pajettes e modelliasimetriciDovremmo organizzarci per creare cosmetici che siabbinino allenuove tendenze, decisamente.-

ComunicColeen con tono pensoso, mentre sfogliava la rivista di moda eadocchiava unvestitino striminzito, aderente e di un bel color oro, con una solaspallina,perfetta anteprima della moda dellanno oramai imminente.

-Oroe argento, uh?- registr Charlie, prendendo uno specchiettodalla borsetta cheaveva in grembo e osservandosi i capelli, ancora corti e sparati intutte ledirezioni, dal bel color rosa acceso. Mi piace, stavo giustopensando dicambiare tinta ai capelli e largento si sposerbene con il mio incarnatoniveo! Questa sera mi metter al lavoro per creare una nuovagamma di TintaIstantanea dai colorimetallici!Sar un successone!-

Diamondridacchi e scosse il capo, avvicinandosiallamica e rimirandosi a sua voltanello specchio.

-Credoche una ciocca dorata potrei farmela anchio, farebberisaltare i miei occhi,no? Che cosa ne pensi?-

Chetu sia una stupida oca, ecco cosane penso.

HermioneGranger, che passava dietro il gruppo di ragazze proprio in quelmomento, sitrattenne dallesprimere ad alta voce la sua opinione oavrebbe rischiato discatenare la Seconda Guerra Magica a colpi di rossetti volanti epiegacigliaassassini. Si volt invece ad osservare Ron al suo fianco,che con la solitapigra eleganza trascinava i piedicome uno zombie ambulante e sbadigliava distratto senza neanchedegnarsi dicoprirsi la bocca enorme. Hermione alz gli occhi al cielo,ma non gli dissenulla: era Natale e a Natale si tutti pibuoni. E poi, forse eraquellatmosfera festiva o forse lodore dei capellidi Ron, appena lavati elasciati poi tutti scompigliati, ma sentiva uno strano calore nelpetto, che siallargava ogni volta che lui le rivolgeva unocchiata assente.

Idue si accomodarono affianco ai gemelli Weasley, quanto pilontani dalle UntouchableRavens, e Ron cominci subito ad abbuffarsi, improvvisamenterianimato dalladeliziosa visione di tutto quel cibo. Hermione dovette coprire unsorrisospontaneo dietro un bicchiere di succo di zucca, mentre Fred e Georgecominciavano a fare le loro solite battute, per prendere in giro ilfratello escatenare i risolini di Lavanda Brown e Cal Patil, sedutenellesatto centrotra il gruppo e le Untochable Ravens, in modo tale da tenere a portatadiorecchio ogni battuta dei gemelli e ogni nuova tendenza del prossimoanno.

HarryPotter, che era entrato al seguito dei suoi due migliore amici, liavevaabbandonati poco dopo, quando aveva notato Alexandra Black fare il suoingressoin Sala Grande e camminare lungo la tavolata alla ricerca di un posto.Senzapensarci troppo, laveva raggiunta, fermandola semplicementepoggiandole unamano su di una spalla. La ragazza era allora trasalita spaventata e sieravoltata ad osservarlo di scatto. Solo quando lo sguardo verde avevaincontratoil suo gemello, allora si era rilassata appena.

Alexislo guard dal basso, per qualche secondo solamente, poipunt lo sguardo in unpunto indefinito oltre le spalle larghe del fratello, priva diqualsiasiespressione.

Vuota.

-Ah,sei tu.-

Atonae appena strascicata, la voce solitamente allegra della ragazzasembrava oraquella stanca e perennemente annoiata di Draco Malfoy: forse la piccolaBlackstava passando decisamente troppo tempo con quella maledetta serpe.

Harryla osserv dallalto, senza scomporsi minimamentealla freddezza con cui lostava trattando, simile a quella gentilezza senza calore che si riservasolitamente ad uno sconosciuto.

-Alex,penso che noi due dovremmo parlare.-

Esordsemplicemente, con tono caldo e tranquillo.

Ancora,uno schiaffo doloroso in pienoviso. Le budella che si contorcevano nello stomaco. Il cuore che sifermava dibotto, come il suo respiro.

Alexisrialz gli occhi di scatto e lespressione che ilsuo volto aveva ora assuntocolp il petto del giovane Potter con una scarica di dolore:era un misto didisperazione e sofferenza. Gli venne voglia di alzare una mano eaccarezzarleil profilo delle guance, ma lei fece un passo indietro, bloccandoquellazioneancora prima che fosse stata in grado di nascere.

-Harryio-

Inizi,ma una voce alle sue spalle la fece trasalire, stroncando di netto queldiscorso che, gi da solo, avrebbe abbandonato le sue labbracon una difficoltindescrivibile.

-Edi cosa, di grazia, sfregiato?-

Comesempre, non aveva bisogno voltarsi a guardarlo, per capire chi avesseavanzatoquella domanda sfrontata: il tono sarcastico e strascicato erano unmarchio diriconoscimento gi abbastanza evidente; lo sguardo duro diHarry e il braccioforte che le circond il fianco, costringendola a scontrarsiappena con unpetto marmoreo furono solo una futile conferma a ci chegi sapeva dalla primasillaba che la aveva interrotta. Alz appena la testa perpoterlo guardare inviso: Draco non la degn di unocchiata econtinu a guardare Harry con unsorriso arrogante.

-Draco.-

Silimit a mormorare, con un soffio leggero, la mano appenaaggrappata allacamicia immacolata. Solo allora il ragazzo chin il capo perguardarla, ma gliocchi che le rivolse erano ciechi e privi di qualsiasi sentimento.

Undolore acuto che squarciava il pettodallinterno.

-Ciao, amore .-

Lasalut con uninaspettata allegria, mentre lerivolgeva un sorriso pigro, dagatto. La strinse improvvisamente di pi a s echin il capo per annullare ladistanza tra le loro labbra e colmare il vuoto con un gelido baciorovente, chele tolse il respiro.

Elanima.

HarryPotter sent un colpo esplodergli nel petto e il posto cheprima era occupatodal cuore era ora semplicemente cenere bruciata di fuochi artificiali edannatamente dolorosi. Una mano gli si strinse incontrollabilmente inun pugno,che avrebbe volentieri scaraventato sul volto di Draco Malfoy. Maquella fulunica reazione che si permise di avere, mentre spostava losguardoimpassibile oltre i due, con un auto-controllo decisamente fuori dalcomune:anni sotto le cattiverie continue dei Dursley lo avevano decisamenteforgiato bene.

Quandoil biondo si stacc rudemente dalla giovane Black, laragazza aveva il fiatocorto, le gote accese, le labbra gonfie e lo sguardo appena umido.

Unulteriore fuoco artificiale esplosenel suo petto, nero come la morte.

Senzascomporsi minimamente, Harry riport la sua attenzione suMalfoy che, per nullaprovato, lo osserv alzando un sopracciglio versolalto, mentre con il bracciocingeva di pi la vita di Alexandra, come se volessesottolineare a chi laragazza appartenesse.

Comese Alexandra fosse un trofeo tradi loro.

Come se il bacio di cui aveva datospettacolo non fosse gi stato abbastanza evidente.

Comefaceva la Black a stare con un tipo come Malfoy, proprio non riusciva aspiegarselo. Lei era cos dolce, gentile e indifesa e luicos rude, violento ebastardo.

AlexandraBlack non avrebbe mai trovatola felicit se avesse continuato a stare con Draco Malfoy.

Lui, Harry Potter, era decisamente iltipo perfetto per lei, dal suo punto di vista.

Losentiva che quando stava in sua compagnia lei si trovava bene, maallora perchnon aveva scelto lui?

-Allora?-

Loincalz Draco, con espressione di superiorit.

-Nonsono affari che ti riguardano.-

Silimit a rispondere Harry, ora anche il suo tono eracompletamente apatico.

-Ahno?- le labbra di Draco si aprirono in un sorrisino inquietante Se non loavessi notato, Potter, io e Black stiamo insieme. Dunque, tutto ci che affar suoe anche affar mio.-

Alexis,ancora stretta tra il braccio di Draco e il suo petto, alzil viso verso ilragazzo e lo guard contrariata, assottigliando appena losguardo.

-Noncredi che dovrebbe essere lei a scegliere in quali affari puoiimmischiarti?-

Gliocchi di Alexis scivolarono sulla figura del fratello, spaventosamentetranquillo.

Nelfrattempo, attorno ai tre, si era creata una piccola folla di curiosi,cheosservava lennesimo battibecco tra i due esponentipi famosi di Grifondoro eSerpeverde. Fred e George Weasley, insieme a Coleen Careye e CharlieLiplosegi scommettevano sullesito di quello scontro.

-No,affatto.-

RisposeMalfoy, altrettanto calmo, e Alexis alz il viso di scattoverso di lui,spingendogli le mani sul petto e facendo pressione per allontanarlo,senzatroppi risultati.

-Draco!-

Loriprese, le guance accese dorgoglio. Il ragazzo sivolt lentamente aguardarla e, con finta ingenuit, la osservsorpreso.

-S, amore ? Hai qualcosa da obiettare?le domand, tremendamente dolce O forse haiqualcosa da nascondere? Qualchesegreto di cui ci vuoi rendere partecipi, per caso?-

Locchiataeloquente che le rivolse le attravers il petto come unascarica elettrica adaltissima tensione, che le fece tremare appena le spalle.Rinunci adistricarsi dalla sua presa ferrea, perch si stava facendosolo pi male, e silimit ad artigliargli la camicia con le dita, le mani chetremavano appena,cos come il suo sguardo.

-Perchti comporti cos?-

Mormorferita e lui le sorrise, ignorando del tutto la folla ed Harry. Laguard perqualche lungo istante, come se fossero stati da soli al centro delnulla; alzuna mano e le sfior una guancia, prima di prendergli unpolso con una strettasalda.

-Coscome, amore ?-

Siinform con tono innocente, stringendo appena le ditaattorno al piccolo polsoe facendole sfuggire un gemito di dolore.

-AhiMistai facendo male-

Silament, stringendo appena gli occhi.

Primache potesse rendersene conto, venne liberata brutalmente dalla presa edalbraccio che le stringeva la vita. Aprendo gli occhi, capche Harry eraintervenuto e laveva liberata dalle spire maledette di quelserpente furioso.

-Adessostai esagerando!-

Loaggred, gli occhi ardenti come smeraldi gettati nel fuocodellinferno. Ora,Draco ed Harry erano uno di fronte allaltro, dal momento cheil giovane Pottersi era frapposto tra Malfoy e la piccola Black.

-Seipatetico.- si limit a rispondere il biondo, con tonopacato, prima disghignazzare con disprezzo. Tanto scioccamente infatuato diuna ragazza chenon potr mai esseretua!-

Sputcon cattiveria, largento vivo dei suoi occhi che sprizzavacattiveria da ogniscaglia metallica.

Harryspalanc gli occhi, sorpreso, e il gruppo di studentiattorno a loro trattenneil fiato. Il moro si sent avvampareallimprovviso e un delizioso rossore glitinse le guance altrimenti smorte. Lodio nel suo sguardosarebbe statoparagonabile solo alla violenza con cui un suo pugno si sarebbescagliatodritto sul naso lungo di Malfoy, se solo Alexis non si fosse messa inmezzo trai due, con le braccia aperte.

-Harry,no!-

Ilragazzo si ferm appena in tempo e le lanciunocchiataccia, ma non fecenulla.

-Nonscatenate una rissa qui, non ne vale la pena! I professori vi stannoguardandoe aspettano il minimo cenno per buttarvi fuori!-

Cercdi farli ragionare, voltandosi anche a lanciare uno sguardo a Draco,che laosserv con un sorrisetto fastidioso. Torn poi afissare Harry, che la osservper qualche istante, prima di scuotere la testa amareggiato e passarsiuna manotra i capelli. Senza dire unaltra parola, sivolt e fece per incamminarsi trala folla e andare via.

-Tifai comandare cos, Potter?- lo provoc Draco,meritandosi per questolennesima occhiataccia da parte di AlexisCos, hai paura?-

Harrysi ferm e si volt appena, per considerarlo solocon la coda dellocchio.

-No, che non mi spreco per uno scarto umano come te.-

Silimit a rispondere. Il sorriso scivol via dallelabbra di Draco eunespressione indignata gli dipinse il viso, mentre deirisolini deiGrifondoro si facevano largo nel silenzio.

-Comeosi, brutto-

-Chesta succedendo qui?-

Laladestra della folla si apr spintonata dal passaggio diBlaise Zabini, che nelsuo metro e ottantatre spiccava su tutti, insieme ai gemelli Weasley.Si poseal centro di quel cerchio improvvisato e osserv la scenacon occhio critico,prima di lisciarsi la giacca con le mani.

Draco,ringalluzzito dallarrivo dellamico, sorrise dinuovo, arrogante, e incrocile braccia al petto, lanciandogli unocchiata divertita.

-Potternon riesce ad accettare il fatto che Alexandra sia MIA e che mai nella sua vitapotr sperare di averla. Povero sfigato.-

Scossela testa con fare rassegnato, il sorriso sbruffone sulle labbra. Alexissivolt a guardarlo di scatto, i pugni stretti lungo i fianchi.

-Draco!-

Loriprese scandalizzata, ma il suo rimprovero venne sovrastato dalla vocediHarry, che era tornato alla carica, mai cos arrabbiato.

-Adessobasta!-

Ringhi,alzando un braccio, pronto a scaraventare il tanto atteso pugno sulnaso diMalfoy.

Alexisvide la scena quasi al rallentatore, gli occhi enormi sul viso pallido.

Dovevafare qualcosa!

Ancora,si mise in mezzo ai due e, con una forza di cui non si credeva capace,pos lemani sul petto del fratello e lo spinton indietro conviolenza, disorientandoloper qualche secondo. Harry la guard confuso, aggrottando lafronte e Alexisgli rivolse unocchiata decisa e orgogliosa.

-No,Harry. Basta tu. Se volevi parlarmi, fallo adesso e poi vattene. Hoperso gitroppo tempo e odio questi teatrini.-

Quellafrase venne lasciata ricadere nel silenzio freddo che si era appenacreato.Tutti trattennero il respiro e Draco Malfoy fischi,sollevando entrambe lesopracciglia, meritandosi unocchiata strana da parte diBlaise.

HermioneGranger, che aveva raggiunto lamico insieme a Ron e aigemelli, arross didisappunto.

-Comesi permette, quella maledetta serpe?- sibil con rabbia,anche se tuttipoterono sentirla perfettamente nel silenzio. Ora glielafa-

Ilsuo discorso fu interrotto da Ron, che le aveva poggiato delicamenteuna manosulle labbra e, con espressione stranamente seria, lavevaosservata e avevascosso la testa, come a dirle che non era il momento.

Alexisdeglut e il suo sguardo si punt su di un puntoindefinito alle spalle delfratello.

Nonce la faceva a guardarlo, non conquello che stava per dirgli.

Merlino, si sarebbe odiata a vita peraverlo fatto.

Ma era lunico modo perNeanche leisapeva pi giustificarsi.

Bugie su bugie, un muro che prima o poisarebbe crollato, mettendo tutti nei guai.

Sirius

Sbuffe strinse le mani in due pugni, fino a che non sent leunghie perforarle ipalmi.

-No,guarda, non mi importa. Qualunque cosa fosse, non credo meriti la miaattenzione. Non mi cercare pi, non rivolgermipi la parola, lasciami in paceed esci dalla mia vita, sono stata chiara?-

Lasua voce era atona e tagliente come una katana appena affilata ed Harryaccusil colpo quasi come un automa, senza sentirne davvero il dolore.

Ciche, in effetti, gli faceva pi male, era osservare quegliocchi di smeraldoora ciechi e impercettibilmente lucidi.

Glistava mentendo.

Alexissi volt, prima che lui potesse accertarsi che le lacrimeche le velavano losguardo fossero reali e non che la sua mente le avesse create perattutire ildolore delle parole.

Alexisguard Draco dritto negli occhi, ostentando un orgogliospaventoso, gli occhiora evidentemente lucidi.

Stavoltala katana affond dritta nelpetto di Draco, facendogli spalancare appena gli occhi.

-Speroche tu sia soddisfatto adesso.-

Sibilcon rabbia, prima di passare in mezzo a lui e Blaise e farsi largo inmezzoalla folla, per uscire e allontanarsi da tutti.

Dracorimase a fissare il vuoto, il sangue che sgorgava dalla ferita internadel suocuore.

-Perniente.-

Mormor,abbassando lo sguardo, mentre la folla si diradava e cominciava abisbigliareconcitata e a spettegolare su quanto appena successo.

Harryfu il secondo a lasciare la sala, non prima di essersi scontrato accidentamente con Malfoy. Ron edHermione lo seguirono a ruota, preoccupati.

Blaise,ancora interdetto da quanto appena successo, si riscosse solo quandotuttiripresero il proprio posto e continuarono a mangiare tra i bisbigli.Lanciunocchiata a Draco e lo prese per una spalla, voltandolo conviolenza. I suoiocchi erano fini e bruciavano dira.

-Nonso cosa cazzo tu abbia in mente, ma vedi di darti una calmata!Alexandra nonmerita questo trattamento.-

Lorimprover duro, artigliandogli una spalla. Draco loosserv impassibile, poigli schiaffeggi la mano e se lo scroll di dossoinfastidito.

-Lasciamiin pace Blaise e non immischiarti in faccende che non ti riguardano.-

Silimit a rispondere, prima di voltarsi e abbandonare a suavolta la SalaGrande.

Liberarsidi Diamond era stato meno difficile del previsto: aveva preso il suomomentaneotrasloco in camera di Draco come lennesima manifestazionedel profondo legamedamore che li univa e non aveva fatto troppe domande.Inoltre, cos, avrebbeavuto la stanza libera per le sue nottate con Theodore.

Cos,Alexis aveva gettato nella cartella qualche camicia pulita, insieme adue gonnee un maglioncino, una spazzola per capelli e lo spazzolino da denti.Accennandosolo ad un veloce saluto con la mano, aveva lasciato la camera e unaDiamondintenta a passarsi uno smalto azzurro sulle dita dei piedi. Si era poidirettain camera di Draco, senza neanche fermarsi a salutare Blaise, che silimit aseguirla con lo sguardo, al di sopra delle testoline sospiranti delleragazzeche lo circondavano.

Tuttaquella faccenda puzzavadecisamente di bruciato.

Quandosi trov davanti alla porta della stanza di Draco, lafiss per qualchemomento, senza sapere bene che cosa fare. Chiuse gli occhi e prese ungranderespiro, cercando di calmare il cuore che aveva preso a frullargliviolento nelpetto.

Odiavaquella situazione.

Sipass una mano tra i capelli, scompigliandosi la frangetta,e poi buss.

Nessunorispose.

Girla maniglia ed entr piano nella stanza, osservandola nellapenombra offertadalla tremula fiammella di due candele poggiate sulla scrivania.

-Draco?-

Lochiam, assottigliando lo sguardo per poter vedere meglio.Lunica risposta cheottenne fu lo scorrere dellacqua proveniente dalla docciache Draco si stava,probabilmente, facendo. Sospir e abbandon laborsa sulla poltrona allangolo,cominciando a sistemare i vestiti che aveva lanciato alla rinfusa nelbagaglioper uscire quanto prima dalla propria stanza, prima che Diamond avessepotutoavere la brillante idea di farle qualche domanda scomoda. Aveva appenafinitodi ripiegare le camicie, quando la porta del bagno si apr.Alexis si gir equasi le prese un infarto: Draco Malfoy, appoggiato allo stipite dellaporta,la osservava con uno sguardo strano, i capelli bagnati che gocciolavanosulviso e il corpo statuario, coperto solo dallasciugamanolegato in vita,completamente cosparso di mille stille che riflettevano ogni minimasfumaturadel fuoco delle candele.

Unavisione peccaminosa e dannata.

Sentil viso andarle letteralmente in fiamme e la stanza lesembr improvvisamentetroppo piccola; era come essere diventata claustrofobica in un secondoedessere poi stata rinchiusa in uno stanzino minuscolo con altre trepersone.

Nonrespirava.

Dracola squadr con una lentezza esasperante, poi si mosse e,senza degnarla diulteriori occhiate, le diede le spalle, dirigendosi verso il suoarmadio.

-Ah.Sei qui.-

Dissepoi con una nota di disprezzo, come se la cosa non fosse abbastanzaevidente.

Alexissi risvegli e butt fuori tutto il fiato cheaveva trattenuto, permettendoallaria di tornare a circolare liberamente nei suoi polmoni.Deglut, perchallimprovviso sentiva la gola decisamente secca e dolorante.Serr la mascellae alz il viso, orgogliosa come una vera Grifondoro.

Comeuna vera Potter.

-S.-

Silimit a rispondere, dura, ostentandounincredibile alterigia, che stup leiper prima: la voce non aveva tremato neanche un po, ma erastata decisa inquellunica parola.

Certo,era corta, ma almeno era un inizio.

Dracosi gir lentamente ad osservarla, abbandonandolinterno dellarmadio che stavascrutando alla ricerca di qualcosa da mettersi. Il ghigno sensuale chelerivolse era decisamente poco rassicurante e la costrinse a deglutire.

Siavvicin di un passo, lento come un felino che studia la suapreda.

Laguardava con unintensit tale, chelei si sent morire dentro, incenerita dalle fiamme di uninferno maledetto,che la consumava lentamente e dolorosamente.

Dracofece un altro passo.

Ela luce sinistra dei suoi occhicambi, diversamente colpita dalle tremule candele,diventando spaventosamentedivertita.

Unaltro passo ancora.

Legoccie che scivolavano lungo i fascidi nervi e i muscoli testi delineavano ogni sfaccettatura del suofisicoasciutto e perfetto, cos potente da poterla ridurre infrantumi in qualsiasimomento.

Lennesimopasso.

Orala distanza di un altro ultimopasso li separava.

Alexisindietreggi, spaventata da quel silenzio e daquellocchiata.

Dracola studi, passandosi la lingua sul labbro inferiore.

-Spogliati.-

Alexisspalanc gli occhi, ora decisamente terrorizzata.Sent un mancamento e fu solograzie alla poltrona dietro di lei che non rovin in terra.Appoggi una manosul bracciolo e si sorresse, senza avere la forza di staccare losguardo daquello maledettamente serio di Draco.

-Checosa?!?-

Lavoce le usc in un misto di indignazione e paura, acuta ealtisonante, priva difiato.

Luisi limit ad alzare un sopracciglio, le labbra ancoradispiegate in quelsorriso sfrontato.

-Spogliati,ho detto.-

Ripetcon tranquillit. Gli occhi di Alexis, se possibile,divennero ancora pigrandi sul visino improvvisamente pallido. Scosse la testa, primalentamente,poi, stringendo gli occhi, la scosse con foga, lasciando che i capellilescivolassero sul viso.

-Manon ci penso proprio! No!-

Sirifiut decisa, la voce ancora acuta.Indietreggi di un passo e si scontr conil muro.

Erain trappola, di nuovo.

E ci si era messa da sola.

Di nuovo.

Dracosollev entrambe le sopracciglia, leggermente sorpreso, mail sorriso arrogantenon lasci mai le sue labbra.

-Hocapito.-

Ilghigno gli si allarg, orribile e bellissimo.

Potevaqualcosa di cos bello esseretanto spaventoso?

Siavvicin, colmando la distanza che li separava con un sololungo passo.

Alexistrem, gli occhi ancora spalancati.

-Vorrdire che ci penser io.-

Mormor,poggiando le mani sul muro, ai lati del suo viso. Chinappena il capo perpoterla guardare bene negli occhi, lo sguardo deciso e annebbiato.

Alexissi strinse di pi contro il muro, come se avesse potutoindietreggiare ancora odiventare talmente piccola da poter sparire.

-Cosa?-soffi, il terrore che fuoriusciva con ogni suo respiroNon puoi!-

Dracosogghign, divertito, e lasci scivolare una manodal muro fino al suo viso,per prenderle il mento con una stretta violenta.

-Sche posso.-

Sussurrserio, con una punta di cattiveria. La sent trattenere ilrespiro e avvert ilcorpo tanto vicino, tremare.

Smeraldienormi, carichi di angoscia ericordi che ora, come vecchi filmini in bianco e nero, scorrevanodavanti adentrambi.

La violenza che laveva colto e con laquale laveva trascinata sul letto.

Baciata.

Deturpata.

Quasi violentata.

La paura nel petto di lei.

Il dolore dilaniante nel petto di lui.

Adesso, come allora e come sempre.

Loro due, insieme, Malfoy e Potter, maipi sbagliati.

Dracole lasci andare il mento e sollev il bracciocon un gesto brusco, tanto chelei temette volesse farle qualcosa di orribile, come strapparle dinuovo lacamicetta o buttarla sul letto con uno spintone violento. Strinse gliocchi,impaurita, ma lunica cosa che avvert fu unacarezza gentile sulla guancia,tenera come quelle che lui le regalava prima di tutto quel disastro.

Unostrano calore, in fondo al cuore,come non ne sentiva pi da giorni.

Dracole si avvicin ulteriormente, passandole laltrobraccio intorno alla vita estringendola appena, mantenendo comunque la distanza sufficiente perpoterlaosservare in viso.

Alexissi ritrov a contatto con quella pelle liscia e umida, cheprofumava di buono,di pulito.

Ilcuore acceler i suoi battiti.

Dracochin il capo e le sfior la tempia cone lelabbra, in un bacio delicato.

-Adoro anche il profumo della tua paura.-

Mormorpensieroso, costringendola ad aprire gli occhi per guardarlo. Lui lesorriseappena, senza alcuna punta di cattiveria.

Largentoliquido sembrava ora unapozza di antica malinconia che le fece stringere il cuore.

Lalasci andare e le prese il viso tra le mani. Laguard ancora e, lento, siavvicin. Lei sorrise appena a sua volta e socchiuse gliocchi, pronta acolmare la poca distanza che li separava con quel bacio tanto atteso,che giassaporava dolce sulle labbra, per cancellare la violenza delle ultimesettimane.

Rimaserofermi per qualche minuto.

Poi,alla fine, lunica cosa che sfior le sue labbrafu il respiro freddo dellarisata sprezzante di Draco, che si allontan velocemente,lasciandole andare ilviso e abbandonandola in quella posizione sognante, da sola.

Alexisapr gli occhi, disorientata e con il cuore ridotto in pezzi.

Senzadegnarla di ulteriori attenzioni, Draco si vest in fretta eusc dalla stanza,lasciandola l con solo il gelo a circondarle quel luogocaldo che, una volta,aveva occupato il suo cuore.