Everybody makes mistakes {Happy Christmas}
Everybody makes mistakes {Happy Christmas}
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~ UnParticolare In Pi ~
CapitoloXXXV
Everybody makes mistakes {HappyChristmas}
AlexisLily Potter si sentiva davvero uno schifo.
Ilche, ultimamente, non era una novitper nessuno, figurarsi per lei stessa.
Iltempo passava in fretta e, contemporaneamente, le giornate sembravanonontrascorrere mai abbastanza velocemente.
Lagoniache aumentava.
Il dolore che esplodeva.
Lindifferenza che indossava.
Nataleera arrivato senza che lei nemmeno se ne fosse resa davvero conto. ErastataDiamond a farglielo notare, quella stessa mattina, quandolaveva svegliata conun sorrisone enorme e le aveva fatto gli auguri, prima di porgerle unpacchettoregalo.
Subito,la cosa laveva fatta sentire terribilmente in imbarazzo,perch lei non avevacomprato regali per nessuno non si era nemmeno accorta cheil 25 Dicembre eragi arrivato, come avrebbe potuto?
Diamondnon se lera presa troppo e si era limitata a darle dellasbadata, ma non avevaaggiunto altro, se non un insistente richiesta di aprire ilpacco che le avevaregalato. Alexis aveva sorriso a disagio e poi aveva annuito appena,scartandola scatola verde brillante: allinterno cerano unpaio di stupende scarpenere, con un tacco improponibilmente alto.
-Se vuoi farmi un regalo- le aveva detto Diamond, dopoessersi lasciataabbracciare Indossale questa sera alla festa!
Alexisaveva corrugato la fronte, chinando il capo su di un lato.
-Festa?- si inform, sollevando un sopracciglio.
Diamondsbuff e scosse la testa, dandole una pacca sulla spalla.
-Ma dove hai la testa, in questi giorni, Alexandra Black? ledomandretoricamente e Alexis si ritrov a pensare che avrebbevoluto saperlo anchelei La festa di Natale! Silente lha annunciatoieri sera a cena! Ricordi?
Veramenteno, non se lo ricordava affatto, ma si limit ad annuirepensierosa, posando lascatola delle scarpe sul letto.
Erapassata una settimana da quando aveva litigato con Harry edallultima volta incui aveva avuto una conversazione quasi civile con Draco. Avevalasciato la suacamera da qualche giorno ormai, ma lui, stranamente, non le aveva dettonulla.
Ormai,quasi non si parlavano pi.
Adoro anche il profumo dellatua paura.
Le aveva sussurrato, prima di quelbacio mai saziato, che ancora aleggiava sulle sue labbra, bruciantecomeghiaccio sulla pelle.
Poi, non si erano pi rivolti parola,semplicemente.
Probabilmente, si era ritrovata apensare Alexis, Draco si era stancato persino di giocare con lei eaveva decisodi rompere, definitivamente, ogni rapporto.
Il pensiero le faceva sempre mancare ilrespiro e appesantire dolorosamente il petto.
Dopo tutto quello che aveva fatto, loaveva perso lo stesso
-nonho forse ragione?
Lavoce contrariata di Diamond la fece tornare bruscamente allarealt.
Alexissi volt lentamente a scrutare lamica, losguardo, ancora vacuo, che cercavadi cancellare definitivamente brandelli di ricordi.
-Che cosa? le chiese, sforzandosi di focalizzare la suafigura.
Diamond,stretta ancora nella maglia enorme che portava al posto del pigiama, lastavaguardando con le mani poggiate sui fianchi. Avevaunespressione decisamenteinfastidita sul viso, ma dal momento che non aveva sentito una solaparola diquello che le aveva detto, non avrebbe saputo decifrare se fosse perlei o peraltro.
-Ma mi stai ascoltando? sbuff, prima diavvicinarlesi e picchiettarle appenale nocche sulla tempia sinistra Toc. Toc.C ancora qualcuno in casa?
Alexissocchiuse gli occhi e sospir, mentre le scostava la mano ele dava le spalle,stringendosi le braccia al petto.
-Piacerebbe saperlo anche a me- mormor,pi a se stessa che non a Diamond, chesi limit a fissarla, accigliata.
-Ehi- le si avvicin e le poggi unamano sulla spalla Va tutto bene?
Alexissi sforz di sorridere e si gir nuovamente adosservarla, annuendo piano.
-IoS, non preoccuparti. dissesemplicemente, stringendosi nelle spalle Stavi dicendo?
Diamondla scrut dubbiosa, poi scosse la testa e alzgli occhi al cielo.
Ungiorno o laltro, Alexandra Black sisarebbe fatta del male da sola, se lo sentiva.
Leaveva sempre dato un po fastidio il fatto che non riuscissea confidarsi conlei, come se non si fidasse abbastanza o non la ritenesse in grado dicustodireun segreto o di consolarla, nonostante lei ci fosse sempre stata.
Manon lavrebbe mai pregata diraccontarle i suoi problemi: se Alexandra non voleva parlarne con lei,non sisarebbe di certo cruciata da sola.
Se non la riteneva abbastanzaimportante da sfogarsi con lei, erano affari che, alla fine, non leimportavanoaffatto.
Diamondsollev le sopracciglia con fare altezzoso espost il peso del suo corpo tuttosulla gamba destra.
-Dicevo che trovo decisamente ingiusto che Silente ci abbia avvisatidella festacon un solo giorno danticipo! silament, dando limpressione di non essersimai preoccupata per lamica Insomma, io devo purdecidere che cosa mettermi,no?
BlaiseZabini non era mai andato particolarmente daccordo conDiamond Cherin, matrovava che il suo disappunto sul poco preavviso dato per la festa chesisarebbe tenuta quella sera era decisamente giusto.
Avrebbepassato tutta la mattinata ascegliere il completo giusto da indossare.
Mentreaveva trasformato la sua stanza in un esplosione di vestiti di ognisorta e liscrutava tutti, indossandoli e osservandosi poi allo specchio, cheavevaincantato perch gli desse pareri sinceri, qualcunobuss alla porta.
-Chi ? si inform con voce scocciata:odiava essere interrotto nel bel mezzodi una sfilata importante come quella che stava facendo in quel momento.
Lavoce che rispose da dietro la porta era bassa e delicata e la riconobbeimmediatamente.
-Sono Alexandra, posso entrare?
Blaisesorrise, ammirandosi allo specchio.
-Vieni pure, ma stai attenta a dove metti i piedi una volta che seidentro. lavvert, mentre si sfilava la giacca azzurra ene infilava una nera,sistemandosi il colletto.
Alexisapr piano e si infil nella stanza, chiudendosipoi la porta alle spalle.
-Wow. fu la prima cosa che disse, mentre guardava, stupita,il trionfo dabitisparsi ordinatamente per la stanza: cerano interi completisul letto, camiciesulla sedia e sulla scrivania, cravatte appese al baldacchino e scarpeappaiatesul pavimento. Il suo sguardo fu poi attirato dalla figura di Blaise,cheadesso si stava rimirando in un completo verde bottiglia, tirandosi ilembidella giacca, che gli fasciava le spalle ampie in modo perfetto.
-Ehil, Alex! la salut, lanciandoleunocchiata e un sorriso dal riflessonello specchio
-Fammi un favore: portami la cravatta verdetrifoglio .
Alexiscorrug la fronte e annu, avvicinandosi al lettobaldacchino, stando attenta anon calpestare le numerose scarpe.
Lecravatte erano divise per colori ce ne saranno state almenouna cinquantinaappese, tanto che Alexis si chiese cosa diavolo dovesse farcene -,quindi siavvicin al cospicuo gruppo di quelle verdi, che differivanosolo per alcunetonalit. Sinceramente, non avrebbe saputo decifrare qualedi quelle fosse verde trifoglio ,quindi, dopo averleosservate per qualche secondo, ne prese una a caso.
-No, no, non quella. lavvert Blaise,mentre si sistemava il colletto dellagiacca Hai preso la cravatta color verdeforesta . le spieg paziente.
Alexiscorrug la fronte e scosse la testa, rimettendo a posto lacravatta eprendendone unaltra, ma ancora, Blaise la interruppe, primache potessetirarla gi.
-No, quella verde salvia. le siavvicin e, sollevando il braccio, prese la cravatta giusta Sei un disastrocon i colori, Black. la schern, meritandosiunocchiataccia a met tra loscettico e il divertito.
-Scusami tanto se non conosco la differenza tra verdeforesta e verdetrifoglio! borbott, imbronciando lelabbra. Avrebbe voluto sedersi eincrociare le braccia al petto, ma fu costretta a fare solo la secondacosa,perch il letto era cosparso di vestiti che, certamente, nonsarebbero dovutiessere nemmeno sfiorati, figuriamoci stropicciati.
Blaiseridacchi e le diede un buffetto sulla guancia, rivolgendoleuno sguardointenerito.
-Sai mettere una cravatta? le domand poi,porgendole il sottile pezzo dipregiata stoffa.
Alexisannu e gli pass la cravatta dietro al collettodella camicia, poi prese afare il nodo.
-Non ti sembra un po esagerato cominciare a prepararti? gli chiese divertita,lanciandogli unocchiata ammiccante dal basso Insomma, sono solo le nove delmattino e la festa ci sar almeno tra dodici ore!
Blaisesi strinse nelle spalle.
-Ho avuto decisamente poco preavviso e ho bisogno di tempo perraggiungere laperfezione. sogghign, mentre Alexis finiva distringere la cravatta e glidava un colpetto scherzoso sulla spalla, scuotendo la testa.
Secera una cosa che, ne era sicura,non sarebbe mai cambiata, quello era Blaise Zabini.
-Fatto. annunci semplicemente lei, arretrando diun passo.
Blaisesi tir appena i lembi della giacca e poi fece un girocompleto su se stesso,fermandosi un secondo a rimirarsi nello specchio.
-Allora, come sto? domand, scrutandosi conunocchiata critica.
- Olt v e ogni p v evisione,Monsieu v Zabin.
Gracchilo specchio, con voce femminile e altezzosa.
Alexisdovette fare davvero uno sforzo enorme per non scoppiare a ridereallaccentofrancese dello specchio incantato.
Blaise,invece, sembrava tuttaltro che divertito, mentre scuoteva ilcapo contrariato,lasciando ad alcune ciocche la possibilit di ricopirgli losguardo; si ravvivi capelli con una mano, passandosi poi le dita sul viso, amareggiato.
-Lo sapevo che il verde bottiglia per un completo non andavabene- mormorassorto, scrutandosi scettico. Solo Oltreogni previsione , che delusione.-
Alexisridacchi, portando una mano a coprirsi educatamente lelabbra. Gli siavvicin, comparendo al lato dello specchio, e glipoggi una mano sul braccio,con affetto, guardandolo dal riflesso.
-Per me sei Eccezionale . affermsorridendo Non dar retta a questo specchio.
-Ehi! protest loggetto, con tonoindignato Non vo vv aimica pa v la v e,con quei capelli o vv ibili cheti-
-Finite Incantatem. mormor pigramente Blaise,puntando la bacchetta sullospecchio, che si spense immediatamente.
Sivolt ad osservare Alexis e le rivolse unocchiatagrata.
-Grazie, principessa, le tue parole mi sono sempre di grande conforto. asser.
Laragazza annu, facendogli unocchiolino.
-Sono qui pe v questo, MonsieuvZabin. lo schern,imitandolo specchio con un pessimo accento francese e ridacchiando divertita.
Blaisescosse la testa e cominci a sciogliere il nodo dellacravatta, pronto aprovare un nuovo completo.
-Come va con Draco? le chiese allimprovviso.
Untuffo al cuore.
Annegare nel dolore sordo che leprovocava anche solo sentire il Suo nome.
Alexissi strinse nelle spalle, con non curanza, e si volt,improvvisamenteinteressatissima ad una delle camicie bianche e inamidate accuratamenteripostesulla sedia.
-Come al solito. si limit a rispondere, piatta.
Blaisefiss quelle spalle esili contrarsi improvvisamente e unsentimento, misto dirabbia e dispiacere, lo costrinse a sbuffare infastidito, mentre sitoglieva lagiacca.
-Non mi direte mai che cosa successo, vero? esord serio, slacciandosi ipolsini della camicia Che cosa ha combinato, questa volta?
Alexissorrise appena, amara.
Peruna volta, non era assolutamentecolpa di Draco e ne era ben consapevole.
-Ci stiamo solo prendendo una pausa di riflessione. rispose,allungando unamano per lisciare la stoffa morbida delle camicie, con ariainnaturalmenteassorta.
-E questa pausa a cosa porter?
Alexisscosse la testa e si strinse nuovamente nelle spalle.
-Magari lo sapessi- sospir, socchiudendo gliocchi e prendendo un respiroprofondo.
Avevabisogno di aria per calmare ilsuo cuore, uscito improvvisamente fuori controllo.
Blaiselasci cadere il discorso e si limit a storcerele labbra in una smorfiacontrariata, mentre faceva scivolare via la camicia e ne indossavaunaltra,azzurrina.
Ilsilenzio li avvolse per qualche istante, pesante e carico di tensione.Senzavoltarsi a guardarlo, Alexis lo vide trafficare, con la codadellocchio. Allafine, quando si accorse che la stava fissando, mentre le porgevaqualcosa, sivolt a guardarlo.
-Buon Natale, Alexandra. soffi con un sorriso.
Alexislo osserv stupita e sent gli occhi inumiderlesiincontrollabilmente. Deglute trattenne il respiro, mentre Blaise piegava il viso su di un lato eleavvicinava lenorme scatola, sfiorandole poi il viso con unacarezza costenera da aiutarla a ricacciare indietro le lacrime.
-Grazie- mormor, sforzandosi poi di sorridere asua volta E buon Nataleanche a te, Blaise. nuovamente, come le era successo conDiamond, si sentterribilmente in imbarazzo e abbass lo sguardo IoMi dispiace, ma-
Blaisescosse il capo e le pos lindice sulle labbra,prima che potesse continuare.
Avevagi capito.
-Tranquilla, va bene cos, davvero. Vederti sorridere dinuovo gi un regaloabbastanza grande. la rassicur, lasciandole unaltro buffetto sulla guancia,pronto ad asciugare la lacrima che, incontrollabile, le aveva sfioratoil viso.
-Grazie, Blaise. Non ti merito, davvero- sussurrcon un sospiro, abbassando ilcapo e osservando lenorme pacco che adesso stringeva tra lebraccia.
Nonmeritava nessuno di loro.
Blaise.
Diamond.
Draco.
Harry
-Ehi. Tu meriti questo e molto altro, principessa. le disse,sollevandole ilmento e costringendola a guardarlo.
Lerivolse un sorriso sincero, al quale lei non pot fare altroche rispondere conun altro sorriso bagnato dalle lacrime.
-Su, su, non fare cos ora. Vieni qui. lesussurr, stringendola in unabbraccio e facendole nascondere il viso contro la sua camicia.
Alexiscerc di fare resistenza, poggiandogli le mani sul petto espingendolo appena.
-Cos ti macchier la camicia! protest, trattenendo un singhiozzo.
-Sono pronto a sacrificarla. asser Blaise con unsorrisino divertito e riusca farla ridacchiare.
Siallontan da lui, asciugandosi le guance con i dorsi dellemani; poi, Blaise lefece posto sul letto, spostando i numerosi completi su di un lato.Alexis sisedette, lenorme pacco sulle gambe.
-Aprilo, sono curioso di vedere la tua espressione. sogghign, gli occhi dizaffiro che brillavano di unaspettativa sinistra.
Alexisgli lanci unocchiata in tralice.
-Mi devo preoccupare?
Blaiseridacchi e scosse il capo, facendole un cenno con la mano einvitandola adaprire il pacco.
Alexistorn ad osservare il regalo e, lentamente, sfillenorme fiocco blu e apr lascatola: allinterno, compostamente ripiegato,cera uno splendido abito dasera rosso.
-Per Salazar- mormor stupita, tirandolo fuori edistendendoselo davanti agliocchi.
-Esatto. concord Blaise, annuendo con un sorrisosoddisfatto.
-E semplicementeWow. sussurr, alzandosi in piedi per poterlo rimiraremeglio Non ho parole, Blaise. Io-
-D solo che lo indosserai questa sera alla festa.- lainterruppe,avvicinandolesi e prendendole il vestito dalle mani, per farglieloosservaremeglio.
-Alla festa?- mormor lei, improvvisamentetitubante.
Nonaveva molta voglia di andarci.
Non aveva il coraggio di affrontareDraco ed Harry; o, pi specificatamente, la loroindifferenza, che doleva comepunture maligne e velenose.
-Alla festa. ripet Blaise, osservandoladallalto con unocchiata seria, chenon ammetteva repliche.
-Blaise, io- cominci, ma lui non lalasci finire.
-Me lo devi, Alexandra Black. Come regalo di Natale. laincastr, ghignandoimprovvisamente maligno Lespressionedi Draco quando ti vedr con questo vestito sardavvero il regalo pi belloche tu possa farmi.
Lefeste ad Hogwarts erano sempre spettacolari, anche quando erano pochiglistudenti rimasti nella scuola e ancora di meno le ragioni per esserefelici efesteggiare Colin Canon era ancora in infermeria,pietrificato, e a lui siera aggiunto anche Justin Finch-Fletchey.
Eppure,Silente riusciva sempre a trasformare umori grigi e malinconici insorrisi edivertimento, grazie alle sue feste che avevano sempre qualcosa dimagico enon solo, ovviamente, grazie agli incantesimi.
LaSala Grande era bellissima: tutto era stato ricoperto da un morbidomantobianco, alto qualche centimetro, che brillava sotto la luce soffusadelledecorazioni natalizie, degli abeti colorati e delle lampadinefluorescenti; lacosa particolare di quella distesa innevata era il fatto che, inrealt, fossesolo una montagna di zucchero finissimo e profumato. Lenorme tavolo che, in quei giorni, occupavail centro della Sala Grande e che si era sostituito ai soliti quattrotavolidella diverse case, era scomparso a sua volta, lasciando lo spazio perlasolita pista da ballo improvvisata, nella quale gi parecchistudenti stavanosfogando le proprie inibizioni al ritmo della musica che proveniva dachissdove. Completavano quellatmosfera natalizia gli enormibastoncini di zucchero,a strisce bianche e rosse, che si innalzavano dal pavimento qua el e inumerosi fiocchi che pendevano dal soffitto incantato, che mostrava unanottescura e innevata, semplicemente magica.
DracoMalfoy se ne stava seduto ad uno dei rotondi tavolini ghirlandati,insieme aduna ragazza di cui nemmeno conosceva il nome e che continuava achiacchierareininterrottamente, fastidiosa e civettuola.
Lavevainvitata solo per colpireAlexis Potter, ma adesso, quella che la mattina gli era sembrataunottima eperfida idea, si stava rivelando una pessima scelta.
Draco Malfoy avrebbe dovuto impararedai suoi errori e ricordarsi pi spesso che, nessuna, perquanto bella eattraente, era come lei.
Lavevaosservata per tutta la serata, lodio negli occhi.
Tuttaltronel cuore.
Rabbia.
Gelosia.
Amore.
Come sempre.
Sene stava l, in piedi, a volte da sola, a volte in compagniadi Diamond eBlaise, e a volte circondata da ragazzi che non conosceva, ma cheavrebbevoluto schiantare senza alcun ripensamento.
Erasemplicemente bellissima ai suoiocchi e questo gliela faceva odiare ancora di pi.
Nonostante il suo cuore fosse pieno dialtri sentimenti, decisamente.
Indossavaun vestito rosso, senza spalline, che metteva in risalto la pellebianca elevigata del petto e delle braccia; era corto anche troppo,per i suoi gusti,considerando il modo in cui gran parte dei maschi allungavano il colloperosservarla e la fasciava in modo davvero perfetto, tantoche sembrava esserestato cucito apposta per lei. Ricadeva in piccole balze volteggianti,con unacintura nera che evidenziava la vita stretta, abbinata alle vertiginosedecollet, che la slanciavano e la rendevano pilongilinea, nonostante inrealt lei fosse piuttosto bassina.
Erasemplicemente deliziosa ed eradoloroso vederla sorridere in quel modo.
Ilviso risplendeva luminoso sotto le luci natalizie, fresco del sorrisochealeggiava sulle labbra di albicocca e che, decisamente, non era rivoltoa lui.
Lennesimocolpo al cuore.
Icapelli nerissimi erano stati raccolti in una lunga treccia che orascendeva sudi una spalla, contrastando in modo sublime con la pelle nivea.
Dovevasmetterla di guardarla.
Avevaun fiore rosso sullorecchio, intrecciato alle ciocche che,dispettose,avrebbero voluto incorniciarle il viso e scendere a sfiorarne le guancerosee.
Esattamentecome premevano di fare lesue dita, ora violentemente serrate intorno al calice che,miracolosamente,ancora non era andato in frantumi.
Cerauna decisa linea di eyeliner che le allungava gli occhi.
Quegliocchi di smeraldo, incredibili,che ora brillavano di divertimento alla battuta di uno dei gemelliWeasley.
DannatiWeasley, non sarebbero nemmeno dovuti essere ammessi ad Hogwarts,esattamentecome quegli stupidi Sanguesporco che loro tanto amavano.
Sanguesporcoe Mezzosangue.
Propriocome lei, deliziosa ai suoiocchi.
Il suo peccato pi intimo.
Cherazza di bastardo, il destino: far innamorare lui, un Malfoy, di unasporcaMezzosangue.
UnaPotter.
Una bugiarda.
Lo avrebbe volentieri preso a calci inculo se solo avesse potuto.
DracoMalfoy scosse la testa e si fece una violenza esagerata percostringersi adistogliere lo sguardo da lei. Si concentr invece sulla suaaccompagnatrice,una bella Serpeverde bruna, dagli occhi scuri e i tratti orientali. Lerivolseun sorriso strano, poi tese una mano e la invitsilenziosamente a ballare.
Avevacercato di ignorarlo per tutta la serata, ma i suoi sforzi erano statidecisamente inutili.
Isuoi occhi, attratti come sempre daquella calamita invisibile, andavano a ricercare la sua figura tra lafolla.
DracoMalfoy volteggiava sulla pista da ballo, tenendosi ben stretta tra lebracciauna ragazza molto graziosa.
Storcerela bocca in una smorfia, lelabbra ridotte ad una linea sottile.
Erabello, come sempre: indossava un completo interamente bianco edestremamenteelegante, macchiato solo dalla camicia nera, appena aperta sul petto arivelarela pelle dura, contro la quale le piaceva sempre appoggiarsi.
Edove, adesso, era unaltra testabruna ad appoggiarcisi.
Colpo al cuore, cattivo.
Icapelli biondi erano stati trattenuti dalla solito mano di gel, chelasciavascoperto il viso perfetto e metteva in risalto gli occhi grigi, seri eimpenetrabili.
Lelabbra peccaminose, che lei adorava sentire accarezzare le proprie, sieranoora avvicinate allorecchio della Serpeverde sconosciuta e leavevanosussurrato qualcosa che laveva fatta ridere frivola.
Deglutiree scuotere la testa.
Sospiro.
AlexisPotter si strinse le braccia al petto, obbligandosi a voltarsi e a darele spallea quella scena che, lentamente, la stava consumandodallinterno.
Unfuoco pigro e dannato.
-Idiota. afferm qualcuno alle sue spalle, ma leinon ebbe bisogno di girarsiper vedere chi fosse. Deficiente. Coglione. Imbecille.Stronzo. Bastardo. aggiunse,con una serie di altri epiteti coloriti e imprecazioni sibilate.
Tutterivolte ad una sola persone, cheadesso aveva appena sfiorato le guance della bruna attraente, cheteneva tra lebraccia, con le labbra.
Occhi di ghiaccio fissati, per, su di unaschiena bianca, lasciata scoperta dal vestito rosso.
Rosso sangue.
Rabbia.
-Lo ammazzo. Gli spacco la faccia.
Alexissi gir quel tanto che le bastava per poter osservare BlaiseZabini, accanto alei, incenerire con lo sguardo quello che si presumeva essere il suomiglioreamico.
Unmigliore amico decisamente ottuso.
Allafine, dopo unintera giornata passata a sceglierelabito pi adatto, avevaindossato un completo blu scuro, che metteva in risalto lo sguardoincredibilee gli fasciava perfettamente le spalle larghe.
BlaiseZabini era davvero bellissimo.
Probabilmente,se non fosse stata perdutamente innamorata di Draco Malfoy, il moroSerpeverdele sarebbe piaciuto.
Maa chi non piaceva, in fondo?
Bello, spavaldo, spiritoso e gentile.
Il ragazzo perfetto.
Non proprio il ragazzo perfetto di cuiinnamorarsi, visto che era un donnaiolo perso e un narcisistairrecuperabile.
Ma, forse, decisamente migliore diquello stronzo, bastardo, vendicativo e rabbioso di Malfoy.
No.
Decisamente no.
Alexissorrise amaramente tra s e s a quei pensieri,ritrovandosi ad ammettere che,nonostante tutto, lei avrebbe preferito sempre Draco Malfoy a BlaiseZabini.
Sempre.
Alzuna mano e la pos sul braccio del moro, catturando la suaattenzione.
-Non necessario, davvero. gli disse, riferitaalle affermazioni pocoprecedenti.
Blaise,stranamente non circondato dal gruppo di fan, decimate dalle vacanzenatalizie,le rivolse unocchiata strana dallalto.
-E uno stronzo. sentenzi ancora,duro, e lei si strinse nelle spalle esorrise appena, scuotendo la testa.
Blaisesospir e socchiuse gli occhi, accarezzandole il viso con lapunta delle dita.
-Non capisce un cazzo, davvero. Sei bellissima. lesussurr, avvicinandosi perstamparle un bacio sulle fronte.
Alexissorrise, lasciandosi stringere da quellabbraccio confortante.
-Grazie, Blaise. Davvero. mormor, abbandonandoil capo sulla sua spalla.
Luila tenne stretta per un po, poi sciolselabbraccio e la prese per mano.
-Andiamo a ballare: sono sicuro che verr divorato dallagelosia vedendotistretta tra-
Esord,ma Alexis scosse la testa e gli poggi la mano libera sulpetto, spingendolodelicatamente per allontanarsi.
-No, Blaise- lo interruppe, abbassando lo sguardo Non mi va. sospir,sciogliendo anche la presa della sua mano IoE meglio che vada, non me lasento di restare ancora qui. aggiunse, allontanandosi di unpasso.
Blaisela guard dallalto con espressione contrariata.
-Ma - cerc di fermarla.
-Star bene, Blaise, davvero. Ho solo bisogno di stare unpo da sola. glisorrise e gli pos entrambe le mani sulle spalle,sollevandosi poi sulla puntadei piedi per depositargli un bacio delicato sulla guancia Grazie. mormor,prima di scoccargli un ultimo sguardo grato e di allontanarsi.
Blaisesospir e si pass una mano tra i capelli,innervosito.
DracoMalfoy era un vero coglione.
Lavevaosservata per tutto il tempo, abbracciarsi e scambiarsi baci affettuosiconBlaise.
Odio.
Avevastretto di pi la giovane che teneva tra le braccia elaveva fatta volteggiarenel pi sensuale dei modi, ma Alexis non gli avevapi rivolto nemmeno unosguardo.
Eora, dopo aver salutato Zabini, si stava allontanando tra la folla,fino ascomparire dalla sua vista.
DracoMalfoy lasci andare la suaaccompagnatrice, lasciandola da sola al centro della pista.
Si faceva schifo.
Sene stava andando, facendosi largo tra la folla abbastanza facilmente.Qualchecoppia ballava, altri si ammucchiavano intorno ai divanetti rossi,alcuni favorivanodel laudo banchetto, ma, in generale, non era molta la gente rimasta adHogwarts.
Anchelei avrebbe desiderato nonesserci.
Per passare il Natale con Sirius,magari.
Scossela testa, per scacciare quei pensieri, e si diresse versoluscita, decisa arintanarsi in camera, dove sarebbe potuta stare definitivamente solacon i suoipensieri. Aveva quasi raggiunto lenorme porta, quandoqualcuno le sfiordelicatamente il braccio nudo, prima di agguantarlo con una presa saldaegentile, che la costrinse a fermarsi. Contrariata, Alexis sivolt e spalancgli occhi quando riusc a vedere il volto di colui chelaveva afferrata.
-Harry- sussurr, improvvisamente atterrita.
Ilfratello le rivolse unocchiata strana da dietro le lenti.
Unmisto di amarezza e dolcezza che lefece male al cuore.
Rimaseroa fissarsi per qualche istante, le dita di lui che le si stringevanoappenasopra il gomito.
-Balla con me. le disse secco.
Alexislo fiss indecisa, passando a guardare prima un occhio e poilaltro. Si morseil labbro inferiore, pensierosa, poi socchiuse gli occhi e scosse latesta,cercando di districarsi dalla sua presa per allontanarsi e andare via.
Nonce la faceva ad affrontarlo quellasera.
-No, HarryIo non-
-Solo un ballo. la interruppe, agguantandola di nuovo eabbassando appena ilviso, in modo tale che lei fosse costretta ad osservare solo quelleiridispaventosamente uguali alle sue.
Alexisdeglut e storse le labbra, poi scosse nuovamente la testa,cercando dimostrarsi decisa, ma lui la precedette, impedendole di aggiungerequalcosa.
-Mi hai detto di non rivolgerti pi parola: si puoballare anche in silenzio. sentenzi, con espressione dura, che sembrava non ammettererepliche.
Lennesimocolpo al cuore della serata.
Perch suo fratello voleva avere ancoraa che fare con lei, dopo le cose orribili che gli aveva detto?
Alexissospir e lo fiss indecisa, poi socchiuse gliocchi e annu appena.
-Solo un ballo, Harry. concesse arrendevole.
Harryannu a sua volta, mostrandole il primo sorriso luminosodella serata, e poi latrascin al centro della pista da ballo dove, dopo averlastretta delicatamentetra le braccia, cominciarano a danzare.
Ilprimo bicchiere della serata era appena andato in frantumi, ferendo esporcandodi champagne la mano bianca di Draco Malfoy.
Blaise,seduto su di una poltrona, accerchiato da qualche ragazza che lofissavasognante, gli rivolse unocchiata di sufficienza, prima divoltarsi e tornare aparlare con le sue piccole gioie suquanto tempo ci avesse messo per scegliere quel vestito che, a pararloro, glistava davvero divinamente.
Dracodistolse lo sguardo dai due fratelli Potter, che ora ballavano in mezzoallaSala, per posarlo sulla mano, che ora, sanguinante e appiccicosa,tremavaappena.
Edi certo non solo per il dolore.
Chiusegli occhi e prese un profondo respiro, mentre una bella Corvonero delterzoanno, che aveva cercato di rimorchiarlo, si allontanava inorridita.Estrasse labacchetta, che teneva nel taschino interno della giacca bianca, e se lapuntsul palmo: un piccolo incantesimo e la pelle torn candida epriva di ferite.
Santadonna sua madre, che quando erapiccolo gli aveva insegnato come curare i tagli lievi che era solitofarsisulle ginocchia un giorno s e laltro pure.
Dracoripose la bacchetta e il suo sguardo si punt nuovamentesulla coppia felice,che volteggiava elegante davanti ai suoi occhi.
Unnervo bianco gli incresp la guanciae una luce arrabbiata gli color le iridi grigie.
Odio.
Ma verso chi, davvero?
Lui, la risposta, la conosceva fintroppo bene.
Meditsul da farsi, poi si alz dal divanetto, deciso adinterrompere quel momentogioioso che tanto lo stava facendo corrodere allinterno.
Fuocolento e pigro, che brucianellanima.
Lesembrava cos strano starsene l, stretta tra lebraccia di suo fratello, chelabbracciava delicato allaltezza della vita,senza osare fare altro. Nemmenola guardava, mentre se ne stava poggiato con il mento sopra la suatesta, gliocchi verdi, che lei non poteva vedere, ma che immaginava essereassorti inchiss quali pensieri, puntati su di un orizzonte lontano eimmaginario. Siritrov a sospirare appena ed Harry la strinse unpo di pi, facendolepoggiare il viso sulla sua spalla. Alexis sorrise eabbandon il capo contro ilfratello, chiudendo gli occhi e beneficiando del suo calore, davveropiacerecontro la pelle fresca del suo viso.
Cerauna bella canzone, che accompagnava i loro movimenti, e Alexis siritrov apensare che quella melodia delicata e quelle parole fosserodannatamente adattea lei.
I'mso scared that the way I feel, Is written all over my face
When you walk into the room,
I wanna find a hiding place.
We used to laugh, we usedto hug, the way that oldfriends do.
But now a smile and a touchof your hand,
Just makes me come unglued.
Such a contridiction, do Ilie or tell the truth.
So complicated, I'm sofrustrated.
I wanna hold you close, Iwanna push you away,
I wanna make you go, Iwanna make you stay.
Should I say it.
Oh, I want you to know. Butthen again I don't. It's socomplicated.
Sono cosspaventata che il modo in cui mi sento
Siascrittosulla mia faccia
Quando tuentri nella stanza
Vorrei solotrovare un posto dove nascondermi.
Siamo solitiridere, abbracciarci, come fanno dei vecchi amici.
Ma ora tusorridi e mi sfiori la mano,
E questo mifa allontanare.
E una talecontraddizione, dovrei mentirti o dirti la verit?
E coscomplicato, sono cos frustrata
Vorreitenerti vicino, vorrei mandarti lontano
Vorreilasciarti andare, vorrei che restassi.
Dovreidirtelo.
Vorrei chetu lo sapessi.
Ma alla finenon lo ce faccio. E cos complicato.
Paroleperfette, come se qualcuno le avesse letto nel pensiero e avesse decisodiaiutarla ad esprimersi. Avrebbe voluto alzare il viso di scatto,guardare Harrynegli occhi, prendergli le guance tra le mani e dirgli di ascoltarebene quelleparole, perch raccontavano tutta quella veritche lei non era in grado didirgli.
Paura.
Indecisione.
Vigliaccheria.
Malessere.
Alexissospir ancora e alz le mani per stringerleintorno alla vita di Harry, comese aggrapparsi a lui e a quel momento sarebbe servito a darle la forzanecessaria per confessare.
Coraggio.
Aprle labbra, indecisa, ma poi si limit a sussurrare pochesemplici parole.
- Should I say it. Oh, I want youto know. Butthen again I don't. It's socomplicated.-
BlaiseZabini si era alzato dalla poltrona rossa considerando chestonavadecisamente con il suo completo blu notte e aveva precedutoquell idiota del suomigliore amico, prima cheavesse la possibilit di fare qualche altra stronzata e rovinare la serata di Alexandra Black, ora finalmente sorridente tralebraccia di quello scemo di Potter,che gongolava quasi, sognante.
Contentiloro.
Glisi era messo davanti, sbarrandogli la strada, e Draco lo aveva guardatoconespressione confusa, lira che deturpava ancora la guanciadestra.
-Che cosa vuoi, Blaise? Non proprio aria.
Zabininon si scompose minimamente, limitandosi ad incrociare le braccia alpetto.
-Non ti permetter di rovinarle anche questa serata. sentenzi serio,scoccandogli unocchiata densa di significato.
Malfoysollev un sopracciglio e gli rivolse uno sguardo strano.
Eraun misto di interdizione e rabbia,che gli bruciava quasi le iridi.
-Non ho idea di cosa tu stia parlando. rispose innocente esi accinse asuperarlo.
Blaisescosse la testa e si spost, impedendogli di sfuggirgli.
-Sai benissimo di cosa sto parlando. afferm duro.
Dracoapr le labbra, indignato, e storse il naso in una smorfia.
-Togliti dalle palle, Blaise. gli intim,avanzando di un passo e scoccandogliunocchiata minacciosa.
Ilmoro lo osserv dallalto, impassibile.
-No. rispose semplicemente.
Dracoera visibilmente spiazzato, come se qualcuno gli avesse appena rivelatocheSalazar Serpeverde era lamante segreto di Godric Grifondoro.
-Blaise, lultima volta che te lo dico: levatidal cazzo. rugg quasi e feceper superarlo di nuovo, ma Zabini allung una mano e glielapremette sullaspalla, spingendolo indietro con decisione.
Malfoybarcoll appena e lespressione disorientata cheassunse il suo viso venneimmediatamente sostituita dalla rabbia pi nera. Prese unprofondo respiro ecerc di calmarsi, altrimenti avrebbe potuto benissimospaccare la bella facciadi Blaise con un pugno dritto lungo il suo naso perfetto. Quandoriapr gliocchi, per puntarli su quelli del suo presunto migliore amico, il suoviso e lesue mani erano nuovamente rilassate, ma le iridi promettevano tuttotranne checalma.
-E la mia ragazza. sibil,avvicinandoglisi nuovamente, tanto che i loro nasiquasi si sfioravano, mentre si lanciavano occhiate minacciose e scure.
Blaiseghign cattivo e sollev un sopracciglio.
-Ma davvero? lo schern, arricciando le labbra Te ne ricordi solo quando tifa comodo, Malfoy?
Dracobarcoll allindietro, come se Blaise lo avessecolpito di nuovo, anche se inrealt quello non si era mosso di un millimetro. Lofiss interdetto, poiallarg le narici e i suoi occhi si accesero di una lucepericolosa. Con unsolo lungo passo, gli si avvicin di nuovo e loagguant per il colletto dellagiacca, costringendolo a farglisi pi vicino.
-Non parlare di cose che non capisci. gli intimserio, sputando le parole contono controllato.
Blaiselo fiss negli occhi, decisamente stufo.
Dracoera il suo migliore amico ma eraanche un ragazzino.
Aveva decisamente bisogno che qualcunogli desse una lezione.
E perch quella lezione non fossetroppo umiliante, forse doveva subirla proprio da lui, Blaise Zabini.
Ilmoro ghign sprezzante, senza allontanarsi.
-Ah s? Altrimenti che fai, vai a piagnucolare da tuo padre? gli sibilcattivo Mi sembrava di averti gi detto che coni soldi non si pu compr- manon fece in tempo a concludere la frase.
DracoMalfoy, inaspettatamente, aveva tirato il capo allindietro epoi lo avevacolpito con una testata.
Lacanzone era appena finita e Alexis si era districatadallabbraccio di Harry,guardandolo dal basso un sorrisino appena. Era pronta ad andare via,perch nonce la faceva davvero pi.
Ilsuo cuore le gridava di restare conlui e di dirgli tutta la verit.
La mente invece la ammoniva diallontanarsi, prima che avesse potuto fare qualcosa di cui si sarebbeirrimediabilmente pentita.
Nonfece in tempo nemmeno a formulare un saluto dignitoso, che la suaattenzionevenne attirata da un suono sordo e da respiri trattenuti; poi gridasoffocate eurletti isterici.
Alexiscorrug la fronte e, poggiando una mano sul braccio cheHarry ancora lestringeva attorno alla vita, si sporse appena oltre di lui.
Quelloche vide, le gel il sanguenelle vene.
Ungruppo di studenti erano radunati nellangolo dei divani eosservavano la scenapreoccupati e scioccati almeno quanto lei.
DracoMalfoy appena tirato una capocciata a Blaise Zabini, che eraindietreggiato,barcollando e tenendosi la fronte con una mano, gli occhi contratti perildolore.
-Oh mio Dio- sussurr Alexis, spalancando gliocchi preoccupati sul viso adessoatterrito.
Harrysi volt a guardare la scena a sua volta: adesso Zabini erapartito allaribalta e aveva appena tirato un cazzotto dritto dritto sul naso lungodiMalfoy, che era stato costretto ad indietreggiare e a mulinare lebraccia pernon cadere con il sedere sul pavimento.
Sogghigndivertito: se lera meritato, quella maledetta serpe.
Alexis,daltra parte, non sembrava per niente divertita; era rimastaimmobile, losguardo enorme fisso sui due che, adesso, aveva ripreso a spintonarsi.
Mache diavolo di fine facevano iprofessori, ogni volta che servivano?
Alexissi distric dallabbraccio di Harry e fece percorrere da loro, ma il fratellola trattenne, prendendola nuovamente per un braccio e costringendola avoltarsidi scatto.
-Non andare. gli disse, terribilmente serio Finirai solo per farti del male.Lasciali sbrigare da soli le loro faccende.
Alexislo fiss interdetta, poi corrug le sopraccigliae, con un gesto secco delbraccio, se lo scroll di dosso.
-No, Harry. Non cercare di fermarmi. lo avvertdecisa, poi gli diede le spallee, tacchi vertiginosi permettendo, corse dai due.
Chissperch era convinta di sapere ilmotivo per il quale i due stavano litigando.
-Fermi! Fermi! url, quando fu abbastanza vicinaa loro perch potesserosentirla.
Nessunodei due sembr prestargli particolare attenzione, mentre sidavano un altroviolento spintone a vicenda, che li costringeva ad allontanarsi;approfittandodella momentanea distanza, Alexis si mise in mezzo, allargando lebraccia finquasi a sfiorare i loro petti. Sia Blaise che Draco si fermarono, ma ilorosguardi non si posarono mai sulla figura della ragazza al centro,rimaserofissi gli uni negli altri, rabbiosi.
Alexislanci unocchiata prima al moro, poi al biondo,smarrita e infastidita.
-Si puo sapere che diavolo vi preso? si inform alterata Che statefacendo?
Blaiseghign e una luce cattiva come non gliene avevamai viste gli attravers losguardo di zaffiro.
-Mi accingo ad impartire una bella lezione al tuo cosiddetto fidanzato. disse semplicemente, con voceincolore,marcando le ultime parole.
Alexissi volt a lanciargli unocchiata confusa,entrambe le sopracciglia corrugate.
-Se c qualcuno che sta per prendere un paio dicalci in culo, quello sei tu! rispose Draco, alterato, in un ringhio furibondo.
Alexisvolt il capo di scatto per osservare il biondo: aveva gliocchi ridotti a duelinee sottili, che brillavano di rabbia, e le guance appena rosate.
-Ma davvero? lo schern Blaise Seisolo un chiacchierone o hai intenzione diconcretizzare le tue minacce? lo provoc,avanzando di un passo, tanto che lamano ancora sollevata di Alexis gli si pos automaticamentesul petto.
-Blaise! lo riprese, scioccata, lanciandogliunocchiata degli enormi occhispalancati dal basso.
-Vieni qui e te lo dimostro. rispose a tono Draco, facendoun passo in avantia sua volta, minaccioso.
Adesso,anche la mano destra di Alexis si posava su di un petto: quello diDracoMalfoy.
-Adesso basta! - liammon stanca,facendo pressione su entrambe le braccia per costringerli adallontanarsi;mettendoci tutta la forza che possedeva, riusc a spostarliappena,costringendoli ad indietreggiare di un passo. Poi, si voltverso Blaise, dandola schiena a Malfoy Tutto questo non mi sembra necessario. aggiunse seria.
Blaiseabbass il capo e i suoi occhi scuri si fissarono in quelliangosciati earrabbiati della ragazza.
-Io invece ritengo che sia necessario eccome. replic duro Il tuo ragazzo un coglione e tu lo sai bene, Black. aggiunse, tornando aguardare Dracooltre le sue spalle.
Alexispot sentire Malfoy avvicinarsi minaccioso,perch era quasi come se unaura dipotere si fosse mossa con lui, calda e opprimente, e adesso le sfioravalaschiena, intimidatoria.
-Adesso mi hai rotto il cazzo. soffi infattiDraco, con un sibillocontrollato.
-Smettetela, tutti e due! esplose alla fine lei, esasperata,poi si volt dinuovo a lanciare unocchiataccia a Zabini Vattene, Blaise. gli ordin conun gesto secco della mano, che gli indicava la Sala.
Blaisela guard per qualche istante, poi sbuff e sipass una mano tra i capelli, maquesta volta nessuna delle ragazzine che gli giravano attornosolitamente siazzard ad emettere anche solo un sospiro.
Eracalato il silenzio e tutti gliocchi della Sala erano puntati su di loro.
-Daccordo. assent Blaise, facendo unasmorfia sprezzante con le labbra elanciando unocchiataccia in direzione di Draco Sei fortunato che siaintervenuta lei a parare il tuo prezioso culo, altrimenti aquestora sarebbestato ripetutamente sbattuto sul pavimento.
-Adesso ti ammazzo. promise Malfoy e fece per superareAlexis, che per sivolt e gli poggi entrambe le mani sul petto,fermandolo.
-Draco, no! poi si gir nuovamente verso Blaise,gli occhi ridotti a duefessure Vattene. Adesso. gli ringhicontro.
Blaisela consider con unocchiata strana, poi diedeloro le spalle e si allontan.
Alexislo fiss, fino a quando non scomparve tra la folla distudenti, che ricomincia muoversi lentamente, lasciando ai due la loro meritata privacy.Sospir echiuse gli occhi, cercando di calmarsi, poi abbass entrambele mani, levandoledal petto di Draco, che non disse nulla e si limit afissarla dallalto,lespressione del viso improvvisamente vuota quando leisollev il capo perpoterlo osservare.
-Che diamine stavate facendo? gli domand, con unsospiro stanco.
Luila osserv impassibile, poi, senza rispondere,sollev la mano e fece persfiorarle il profilo del viso con la punta delle dita, con una carezzaallaquale lei, per, si sottrasse bruscamente.
Dolorebruciante sulle dita bianche esulla guancia rossa.
Alexislo guard dal basso, gli occhi verdi lucidi di rabbia equalcosaltro diindefinito, poi scosse la testa.
-No. Non questa volta. gli disse, prima di voltarsi eallontanarsi,lasciandolo da solo.
Erauscita da una delle enormi finestre della Sala Grande e si eraritrovata in unbalcone ampio, dalla forma semicircolare, che affacciava sul giardino.Nonsapeva nemmeno che il castello fosse provvisto di terrazzi inquellarea, manon le importava,
Volevasolo prendere un po daria.
Sene stava affacciata oltre la ringhiera in marmo bianco, le bracciaintrecciatesul corrimano e i capelli, stretti ormai in una treccia disfatta, chesventolavanosulla spalla.
Sentivafreddo e testimoni ne erano quei piccoli brividi che le si annidavanosullapelle bianca delle braccia, la parte maggiormente esposta a quel gelidoventoinvernale, che le sferzava il viso con colpi decisi e ben assestati chespazzavano via le brevi scie tracciate dalle uniche lacrime che non erariuscita a trattenere.
Nonavrebbe saputo dire quanto tempo fosse che se ne stava l,da sola. Non sapevaneanche a che cosa avesse pensato per tutti quei lunghissimi minuti ammessoche la sua mente fosse stata davvero attraversata da qualche nozionecompleta ecoerente.
Rumoridi passi leggeri, alle sue spalle, la costrinsero a tornare allarealt, maAlexis non si mosse n diede segno di aver avverito lapresenza che, ora, le siera avvicinata alle spalle. Qualcosa di caldo e morbido le avvolse lespalle,piacevole, e la sua schiena, irrigidita dal freddo, sirilass appena inquellodore famigliare e confortevole.
Pioggia.
Alexisabbass lo sguardo e si strinse nella giacca bianca,chiudendosi i lembi conentrambe le mani. Tuttavia, non si gir per osservare Dracoche, ora potevavederlo con la coda dellocchio, si era poggiato a sua voltacontro laringhiera e osservava assorto lorizzonte scuro della notte.
-Come stai? le domand allimprovviso,con voce delicata.
Alexisstrinse le labbra in una smorfia.
-Te lo dico quando lo capisco. mormorsemplicemente, per poi sospirare egirarsi, poggiando la schiena contro la ringhiera, senza mai guardarloin viso.
Dracosi limit ad assentire con un verso pensieroso e nonaggiunse nulla.
Sene rimasero in silenzio per minuti che sembravano ore e ore chesembravanosecondi labili e sfuggevoli. Muti, in quelle domande non pronunciatechealeggiavano sulle loro labbra. Zitti, in quei sentimenti che premevanosulcuore.
-Mi dispiace.
Duesemplici parole che, pronunciate da quelle labbra, erano decisamentesorprendenti ed estremamente piacevoli.
Alexisspalanc gli occhi, che brillarono verdi nel buio dellanotte. Lentamente, sigir a guardare Draco che, per, se ne rimase conlo sguardo fissosullorizzonte, lespressione rilassata del visodava limpressione che fosseassorto in pensieri pi complicati di lui.
Avrebbevoluto sussurrare qualcosa, ma quando apr le labbra perparlare solo unsospiro lasci la sua gola. Rimase a fissarlo stupita, finoa quando, con unsorriso amaro, Draco non si volt a guardarla a sua volta,lespressioneserena.
Ilsuo cuore perse un battito esinghiozz rumoroso.
Sollevuna mano e, lentamente, le sfior il viso con la punta delledita, delicato e,questa volta, lei non fece nulla per sottrarsi a quella carezza.
Fortunatamente,non avrebbe potutosopportare un altro rifiuto.
Siguardarono negli occhi, semplicemente.
Grigionel verde.
Smeraldo nellargento.
Nuvole e mare.
Poi,sempre lentamente, come se avesse avuto paura che un movimentopi bruscoavesse potuto rovinare latmosfera strana che li circondava,Draco Malfoy sipieg leggermente, senza mai chiudere gli occhi. Le siavvicin tanto che lacondensa fredda dei loro respiri si confuse, creando piccole spiralibianchetra le loro bocche.
Allimprovviso,un piccolo tintinnio gioioso li costrinse ad alzare il viso:magicamente, dalcielo stellato, scese un piccolo ramoscello dai fiori candidi, che sidepositesattamente sopra le loro teste. Draco sorrise appena e losfior con lindice,facendolo tintinnare di nuovo. Poi, torn a guardare Alexis,che lo osservavapiacevolmente stupita, le guance arrossate dal freddo e gli occhibrillanticome non li vedeva pi da tempo. Si abbassancora, avvicinandosi di pi al suoviso, e le sfior una guancia con le nocche, delicato.
-Vischio- le sussurr sulle labbra, prima disocchiudere gli occhi e annullaredefinitivamente la distanza tra le loro labbra.
Fuun bacio dolce, lento e delicato, che le fece immediatamente perdereognicontatto con la realt e trasform il suo cuorein unesplosione di battiti esinghiozzi, dolorosi e piacevoli.
Sipresero del tempo per sfiorarsi, fino a quando, completi e senzapi fiato, siallontanarono lentamente. Rimasero a fissarsi, le fronti che aderivanoe glisguardi che si scrutavano.
Piano,Draco sollev di nuovo una mano e le sfior ilviso con il dorso, studiando lascia immaginaria appena lasciata; poi, torn a guardarla inquegli occhisorprendentemente verdi e sorprendentemente brillanti di una luce chelarendeva deliziosa. Le si avvicin nuovamente e le diede unaltro bacio leggero.
-Va da lui. le sussurr poi, semplicemente,guardandola prima in un occhio epoi nellaltro, apprezzando ogni piccola sfumatura di verdeintorno allepupille.
Alexissbatt le palpebre, tornando alla realt, e lofiss interdetta, le finesopracciglia arcuate in una muta domanda. Draco le sorrise e lesfiornuovamente il viso con una carezza.
-Tranquilla, il tuo segreto al sicuro, fidati di me, peruna volta. mormorancora, socchiudendo gli occhi e appoggiando di nuovo la sua frontecontroquella della ragazza.
Lombrainquieta e ferita che gli avevaattraversato lo sguardo per un solo secondo laveva fattatremare e il cuore lesi era stretto talmente tanto che aveva temuto di sentirlo scomparire,perlasciare poi un vuoto freddo e spaventoso.
Sorrisee sent gli occhi inumiderlesi ancora, sotto la potenza diquei sentimenti chesembravano aumentare in ogni istante.
Erapossibile provare qualcosa di pigrande dellamore?
Lentamente,sollev entrambe le mani e gli prese il viso tra le ditafredde, costringendoloa riaprire gli occhi per prestarle attenzione: lespressionefrustrata del suovolto scomparve non appena i loro sguardi si incontrarono. Alexis sialz inpunta di piedi, cos da potergli sfiorare il naso con ilproprio, in unacarezza intima e delicata.
-Mi fido- gli mormor sulle labbra, senza maistaccare gli occhi da quelligrigi di Malfoy Mi sono sempre fidata. aggiunse, con un sorrisino mesto,prima di annullare nuovamente la distanza tra le loro bocche in quelbaciocarico di passione e urgenza, che sempre li consumava da dentro.
Poi,gli rivolse un ultimo sorriso luminoso e, sfilatasi la giacca,torn dentro laSala Grande con una corsetta.
DracoMalfoy la osserv allontanarsi, mentre si riponeva la giaccasul braccio esollevava una mano a sfiorarsi le labbra, sulle quali aleggiava ancora,inconfondibile, il suo sapore.
RitrovareHarry, fortunatamente, non era stato difficile: la Sala Grande si eraquasisvuotata ormai e sulla pista da ballo non cera praticamentenessuno, cosa chele rendeva pi semplice vagliare lintera stanza;se ne stava seduto su uno deidivanetti rossi, in compagnia di Hermione Granger e Ron Weasley. Senzapensarcidue volte, si avvicin a loro con una piccola corsa einterruppe il lorodiscorso, senza preoccuparsene minimamente.
-Scusate! Posso rubarvelo per un attimo? domand ai due, poggiando una manosul braccio di Harry e stringendolo delicatamente, per poi voltarsi adosservarlo con un sorriso luminoso.
Lespressionedi quel viso cos serenogli fece mancare un battito.
HermioneGranger le lanci unocchiata sconcertata.
-Come? si inform confusa, ma non fece in tempoad aggiungere altro, perchRon la precedette.
-Ma certo, fa pure! esclam entusiasta, guardandoHarry con espressione stranae poco ci manc che si sporgesse per dargli una gomitata.
Alexissorrise e annu.
-Grazie!
Poitir il fratello per il braccio, costringendolo ad alzarsi;tuttavia, lui nonla segu, ma si limit a prenderla per mano e afermarla, obbligandola avoltarsi e a lanciargli unocchiata confusa.
-Che stai facendo? le domand, improvvisamenteserio.
Ceraqualcosa che non andava in quellaragazza: un minuto prima non gli voleva rivolgere nemmeno parola eadessoeccola l, sorridente e gioviale, che lo tirava per lamanica con unafamigliarit che gli faceva dolore il petto.
Fiamma bruciante in fondo a ricordisepolti chiss dove.
Alexissi limit a sorridere mesta e a guardarlo dal basso, conespressioneimprovvisamente timida.
-Solo un ballo. gli disse, utilizzando le stesse parole cheHarry le avevarivolto in precedenza.
Poi,senza aspettare la risposta, si volt e riprese a camminare.
Leloro mani, intrecciate, che locostringevano a seguirla, docile.
Alexissi ferm al centro della pista da ballo e si gira guardare il fratello.
Ilsorriso che le si apriva sullelabbra era dolce e delicato.
Esattamente come lei.
Loguard dal basso, poi gli prese le braccia e gliele fecepoggiare allaltezzadella vita, mentre lei si aggrappava alle sue spalle con entrambe lemani eabbandonava il capo contro il suo petto.
Istintivamente,Harry la strinse a s e gli poggi il mento sulcapo, socchiudendo gli occhi elasciandosi cullare da quella melodia, ora dolce e delicata, che liaccompagnava in quel ballo intimo e privato.
Comese ci fossero solo loroallinterno della Sala Grande.
Rimaseroin silenzio per un po, semplicemente ad assorbireluno il calore dellaltra.
Poi,Alexis riapr lentamente gli occhi e si distanziquel tanto che le bastava perpoterlo osservare in viso, senza tuttavia scioglierelabbraccio.
-Harry- cominci e il fratello abbassil capo per poterla osservare negliocchi, i capelli neri che, scompigliati, ricadevano a sfiorargli lafronte e lacicatrice che rappresentava quel maledetto giorno; istintivamente,Alexis alzuna mano e la punta delle dita and a sfiorare, delicata, iciuffi disordinatie poi la pelle deturpata, prima di scendere in una carezza leggeralungo laguancia e tornare a posarsi sulla spalla Io devo chiedertiscusa. sospir esi costrinse a sorridere Mi dispiace per il modo in cui misono comportatacon te in questultimo periodo. Non te lo meritavi. Ma tu seicos buono conme, nonostante mi conosci solo da qualche mesee io mi sonocomportataveramente male. Spero che, un giorno, riuscirai a perdonarmi tuttoquello cheti ho fatto.
Paroleforti e sincere, le sue, che siriferivano a qualcosa di molto pi grande e complesso.
Bugie.
Segreti.
Cose celate e verit non ancora dette.
Loro, fratello e sorella.
Non era cos difficile da dire, no?
Alexischiuse gli occhi e si poggi nuovamente contro il petto diHarry, che lastrinse di pi a s.
-Io non ce lho con te, Alex. mormordopo un po, la bocca premutainaspettatamente contro la sua fronte Non soperch, ma non potrei maiavercela con te. C qualcosa, qui dentro e si indic il petto che me loimpedisce. Harry sospir e la strinse ancora dipi E vero, ti conoscosolo da qualche mese, ma credimi Alexandra, a me sembra di conoscertida moltopi tempo-
- Forse perch davverocos- silasci sfuggire lei e questa volta non cerc innessun modo di cancellare oritirare le sue parole.
Strinsegli occhi unultima volta, poi si allontan appenadal suo petto e sollev ilviso per poterlo guardare negli occhi.
Occhiverdi, cos simili a quelli diLily Evans.
Occhi verdi, cos simili ai suoi.
Alexis Lily Potter.
-HarryIo devo dirti una cosa-
Erapronta.
Era il momento.
Alexischiuse gli occhi e sorrise.
Lamusica si interruppe allimprovviso e un nero cupo li avvolse.
Alexisaveva ancora le labbra aperte in quella frase che non avrebbepi lasciato lasua bocca.
Harry,io sono tua sorella.
Idue fratelli si separarono, guardandosi intorno circospetti, mentrequalcunocominciava a tirar fuori le bacchete e a illuminare la sala con unaserie di Lumos.
Unfulmine squarci la volta incantata e illumin agiorno lingresso della SalaGrande.
Fuallora che li vide: due occhi blu,profondi e magnetici, terribilmente famigliari.
Alexisspalanc gli occhi, scioccata, e indietreggi diun passo.
-Non possibile- mormor.
Dovevaaver visto male, non poteva davvero
Laluce torn allimprovviso, cogliendo tutti ipresenti di sorpresa. Gli studentisi guardavano intorno frastornati, quando una cascata di nevezuccheratacominci a scendere su di loro e la musica intonava un Jingle Bell in chiave rock, rivelandoche tutto era statoorganizzato da quel pazzo di Silente, che ora orchestravastravagantemente lapiccola band di folleti rimasti nellombra fino a quelmomento.
Alexis,per, non prestava attenzione a nulla di tuttoci: il suo sguardo spalancatoera ancora fisso sullingresso, dove era sicura di aver vistoqualcuno che eradecisamente impossibile fosse l.
Harry,ancora accanto a lei, la riprese per mano, facendola sobbalzarespaventata.
-Ehi, Alex: non avrai avuto mica paura, vero? laschern divertito, mentrefaceva per riprendersela tra le braccia Stavi dicendo?
MaAlexis si distrisc dalla sua presa e lo fiss,ancora leggermente sconvolta.Poi indietreggi.
-Scusami Harry ioNon mi sento troppo bene, devo andare! butt l.
Stupidabugiarda.
Poi,senza attendere sue risposte n dare altre spiegazioni, losuper e corse via,sotto locchio stranito non solo del fratello, ma anche diDraco Malfoy, che siera appena riappacificato con Blaise Zabini.
Alexisattravers le enormi ante e si ritrov nelcorridoio buio e freddo.
Siguard intorno e corse verso destra, la direzione che lesembrava la figuraavesse preso. Si avvicin allangolo delcorridoio, con il cuore che le battevaa mille nel petto.
-Sirius?- mormor nellombra, ma quandosvolt, rimase decisamente delusa.
Ilcorridoio era, come ovvio che fosse,completamente vuoto.
*
Salve atutte!
Dite la verit:mi avevate dato per dispersa, non forse cos?
In effetti, misono data per dispersa io stessa, quindi voi siete completamentegiustificabili!
Per, controogni logica e contro ogni previsione, sono di nuovo qui a postare,finalmente,questo nuovo capitolo della fan fiction pi lenta e lungadella storia di EFP.O magari no, ma non lo so, fatto sta che se arrivo a Novembre diquestanno chenon avr ancora concluso questa storia come probabile che sar,conoscendomi la fan fiction - e tutti noi con lei festegger i tre anni!Wow, sinceramente non mi sembrano affatto tre anni quelli che sonopassati daquando aprii il mio piccolo quaderno e cominciai a scrivere il primocapitolo.Il tempo passa davvero in fretta.
Tanto in frettache io, tra quattro giorni, avr la prima provadesame di maturit e, invecedi ripassare, me ne sto qui a concludere questo capitolo della fanfiction e apostarvelo. Non devo stare troppo bene, ma limportante che, finalmente, lastoria ha ripreso ad andare avanti!
Speroche questo capitolo, come sempre,vi sia piaciuto ammesso che, dopo tanto tempo, ci siaancora qualcuno che misegue, ma spero di s :3
Beh, beh, beh: che dirvi?
FinalmenteDraco e Alexis sembrano aver fatto pace! Per una volta stato lui a fare ilgiusto passo anche se ci sono volute le mani di Blaise perfarglielo capireu.u
Alexis si stavafinalmente per rivelare, ma non poteva essere tutto cossemplice, non vi pare?Se in questi due anni avete imparato a conoscermi, allora sapete quantomipiace incasinare la vita dei miei personaggi!
Siaccettano scommesse: per voi a chiappartenevano i misteriosi occhi blu che Alexis ha intravisto nelcorridoio? Seli solo immaginati o cera davvero qualcunonascosto nel buio?
Fatemi sapere le vostre ipotesi tramiteun commentino, sono sempre curiosa di conoscere i vostri pensieririguardoquesta fan fiction!
Bene, vedo chemi sto dilungando tantissimo, ma sempre cos: troppo tempo che non posto eun sacco di cose da dirvi, quindi se non vi interessa nulla di me, masolodella storia, potrete anche saltare queste note anche se mifarebbe piacereche le leggeste u___u
1. Cominciocol fare un po di pubblicit: una mia carissimalettrice, EleanorMair qui su EFP, mi ha resodavvero onoratissima cominciando a scrivere un piccolo spin-off diquesta fanfiction! La cosa mi ha reso davvero felicissima e oltre arinnovarle i miei pi sinceri ringraziamenti (*_*) le facciola dovuta pubblicit: la storia si concentrer sudi un personaggio originale da lei inventato, Lilith Lestrange, che sela dovr vedere con problemi di cuore nei confronti delnostro bel Zabini. E stato postato proprio oggi il prologo,quindi vi invito a leggerla, perch merita! La potetetrovare a questo link:
Odi et Amo di EleanorMair
2. Nellultimo mese, mentre miconcentravosulla fine di questo capitolo che avr riscrittoalmeno tre volte, dato chenon mi soddisfaceva mai ho pubblicato una storia originale,divisa in cinquebrevi capitoli, per un totale di venti pagine. E una storiaalla quale tengodavvero tantissimo, perch nonostante sia corta, almeno amio modesto parere intensa; inoltre sono orgogliosa perch, per una volta, hoportato a termineuna storia con pi capitoli sembra stranopersino a me!
Quindi, se vorrete leggerla vi prender massimoun quarto dora e poi farmi sapere cosa ne pensate tramite una recensioncina, mirenderestedavvero felicissima!
Vi lascio il link, sperando dal profondo del cuore che vi piaccia:
Lultimo bacio della Morte
3. Ancora pubblicit adunaltra miastoria s, ne seguo troppe; su EFP due, inrealt? In realt cinque e anchequalcuna in pi, che ho bloccato personalmente, altrimentirischiavo di uscirefuori di testa. Questa fan fiction che sto pubblicizzando ora eragi statapostata precedentemente su EFP con il titolo PiecesOf A Broken Life ed era una Lucius/Narcissaregolata dallaBDT. Dopo averla rimossa e averla revisionata, ho ricominciato apubblicarla,con un nuovo titolo Walk Through The Fire.Quindi, se qualcuno la seguivaallora oppure ama la coppia o semplicemente ha voglia di seguirmi ancheinquestaltra fan fiction, sar ben accolto! Vilascio, come di consuetudine illink:
Walk Through The Fire
4. Ultimamente sono davvero fissata con il Wrestling , quindi, tra le tante coseche scrivo, ho cominciato a cimentarmi anche in una fan fiction sullaWWE. Nonso se a qualcuna di voi piaccia, ma io pubblicizzo lo stesso, male chevada mitirate tutte pomodori perch mi sono appassionata a qualcosache non concepitexD Purtroppo, non mi possibile pubblicarla qui,perch EFP non ammettefanfiction su atleti e/o sportivi. Ma, se a qualcuna dovesseinteressare,potete trovarla sul mio forum personale o, semplicemente, chiedetemi illinktramite recensione o tramite mp, sar felicissima di darvelo(:
5. Parlando di cose inerenti ad Un Particolare In Pi : nonho ideadi quando poster il prossimo capitolo , dalmomento che sono praticamentesotto esami e non toccher la storia almeno per le prossimetre settimane. Incompenso, se siete delle curiosone e vi piace avere un po di spoiler , potete sempre aggiungermisufacebook e curiosare tra le mie cose, nonch avere lapossibilit di leggerequalche piccola citazione dei nuovi capitoli o altro che inserisco ditanto intanto! Inoltre, sulle mie note autore qui su EFPc la lista completadei capitoli della fanfiction , con tanto di titoli,quindi potrete curiosare e fare le vostre congetture personali su cosaessiandranno a raccontare!
Vi lascio il link alprofilo di facebook, ditemi chi siete se miaggiungete, cos posso riconoscervi (:
Ada Wong su Facebook
6. Vilascio i link a due canzoni: la prima quella di cui horiportato iltesto durante il primo ballo di Alexis e di Harry. La seconda laascoltavo mentre scrivevo il secondo ballo tra i fratelli e secondo meleggere quella scena con questa melodia sotto tuttaun'altra cosa! (:
Complicated- Carolyn Johnson Only Hope - Mandy Moore
Bene, credo di essere arrivata allafine finalmente, direte voi,sempre ammesso che qualcuno sia arrivato a leggere fino a qui. Se lo avete fatto davvero e mi lascerete uncommentino, scrivetemelo, magari decido di premiarvi con un regalino ocon unospoiler sul prossimo capitolo!
Ora vi mando un bacione enorme e ringrazio veramente con tutto ilcuore chi segue questa fan fiction:
GRAZIE!
Per:
293 recensioni (di cui 17 solo per loscorso capitolo *_*)
94 preferiti
17 ricordati
108 seguiti
GRAZIE!!
Alla prossima spero presto e con buone notizie sul risultato deimiei esami!
Giulia.