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Capitolo VIII - Cotto? Speriamo di no!

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Capitolo VIII - Cotto? Speriamo di no!

Capitolo VIII - Cotto? Speriamo di no!

Camminava per i corridoi di un Hogwarts ancora dolcemente cullata dalle braccia di Morfeo. Erano pochi gli studenti che, mattinieri, si aggiravano gi tra i passaggi illuminati dal tiepido sole autunnale. Il passo svelto, la divisa sporca tra le braccia, Alexis raggiunse i sotterranei, provando la solita sensazione di disagio non appena mise piede in quei corridoi. Davanti alla porta della Sala Comune di Serpeverde, un ragazzo alto, dalla pelle bronzea e i capelli corvini, aveva appena pronunciato la parola dordine e si accingeva a varcarne la soglia. Alexis lo vide da lontano, cos affrett il passo e grid: Aspetta! Aspetta! Ferma la porta!

Il giovane si volt immediatamente e mise una mano davanti al muro di petra, arrestandone la chiusura. La piccola Potter si infil nellapertura e si introdusse nella Sala Comune. Grazie! gli sorrise, poi si gir e raggiunse in tutta fretta il dormitorio femminile, scomparendo dietro la porta.

Non c di che sussurr di risposta il Serpeverde, inutilmente, dato che ormai la ragazza era andata via.

Ma, durante tutto il percorso fatto da lei, Blaise Zabini non laveva persa di vista neanche per un secondo, la nuova piccola preda del suo migliore amico, e aveva compreso perch, Draco Malfoy, ci tenesse gi cos tanto.

Raggiunta la porta della sua camera, Alexis abbass piano la maniglia ed entr in punta di piedi. Era presto ancora e sapeva che Diamond era una grande dormigliona, le sarebbe dispiaciuto svegliarla. Cos, fece quanto pi piano possibile e, con passo felpato, raggiunse il suo letto e vi poggi accanto gli indumenti sporchi. Si stava girando, per controllare la sua compagna di stanza, quando la sua voce, in un misto di irritazione, preoccupazione e sollievo, la fece trasalire. DOVE DIAVOLO SEI STATA?!?

Alexis si volt, facendo una mezza piroetta, per trovarsi di fronte alla figura di una sconvolta Diamond. Si era evidentemente svegliata da poco, i corti capelli biondi, solitamente ordinati in un elegante acconciatura, le incorniciavano il viso, scompigliati e crespi e i grandi occhi color nocciola, ancora assonnati e delle profonde occhiaie nere, si infossavano nel viso pallido e magro. Aveva le labbra sporche di dentifricio e brandiva lo spazzolino da denti come fosse una bacchetta, riempiendo la stanza di goccie dacqua. Si avvicin con aria minacciosa ad Alexis, che si era fatta piccola piccola.

Ehm io ecco farfugli timidamente, mentre lamica la sovrastava minacciosa e la guardava severa dallalto. Poi, di sorpresa, la stritol in un abbraccio.

Mi hai fatta preoccupare cos tanto, Alex! esclam sollevata, stringendola a s come un peluche.

Alexis quasi non respirava, ma decise di non dire nulla.

Meglio non svegliar il can che dorme, si disse.

Dopo qualche minuto, Diamond sciolse labbraccio, rimanendole comunque vicina. Si puo sapere che ti successo? Dopo pranzo non ti ho pi vista e nessuno aveva notizie di te! Sei cos piccola e fragile che ho paura che anche una spinta possa farti crollare!

Diamond la guardava con due occhi ansiosi, pieni di affetto, che ad Alexis ricordarono quelli di una mamma troppo premurosa, cos sorrise e le accarezz una guancia, per rassicurarla. Tranquilla, sto bene! Sono solo svenuta perch non avevo mangiato niente ieri! Cos mi hanno portato in infermeria e Madama Chips mi ha guarita! Ora mi sento pi in forma che mai! disse, facendo una piroetta su se stessa e mettendosi in una posa che doveva dimostrare forza.

Diamond ridacchi. Va bene, va. Per questa volta ti perdono. Ma fammi un altro scherzo del genere, Alexandra Black, e non la passerai liscia! la minacci, brandendo di nuovo lo spazzolino.

Sissignora! esclam Alexis, mettendosi sullattenti.

Diamond annui soddisfatta e si volt, per tornare in bagno e finire di lavarsi, mentre Alexis sistemava i libri nella cartella secondo lorario di lezione previsto per quel giorno.

Andiamo a colazione insieme? Sappi che non accetto un no, come risposta!la apostrof Diamond, affacciandosi dalla porta del bagno.

Alexis ci pens su, poi sorrise e annu.

Non aveva molta scelta e la lettera per Sirius poteva aspettare.

*

Quando Draco Lucius Malfoy e Blaise Elis Zabini fecero il loro ingresso nella Sala Grande, il solito e tormentato coro di sospiri femminili si lev dai quattro tavoli apparecchiati e gi gremiti di gente. Le uniche ragazze che non si lasciavano andare a quella manifestazione di sciocchi sentimentalismi a parte le giocatrici di Quidditch, che non pensavano minimamente allamore, specialmente per quei due, e a qualche altra ragazza impegnata o stranamente disinteressata erano Hermione Jane Granger e Ginevra Molly Weasley. La prima perch era occupata nella lettura di un grande libro e perch, ovviamente, se provava qualcosa per quei due, era solo disgusto. La seconda perch ambiva a qualcosa di decisamente pi vicino .

Ronald Bilius Weasley, seduto accanto al suo migliore amico, stava divorando tutto quello che gli capitava sotto tiro, con una voracit da far invidia ad un elfo domestico appena liberato e oltremodo affamato, ma le sue orecchie erano concentrate sul discorso dellamico. Harry James Potter, infatti, stava raccontando ai compagni di una nuova conoscenza.

Vedrete, vi piacer! Euna vera forza! E cos tenera e carina, che vi verr subito voglia di abbracciarla!

Non sfedo lora di conscioscerla allora! esclam entusiasta Ron, sputacchiando qua e l pezzi di porridge.

Hermione alz lo sguardo dal libro e osserv Ron, con un cipiglio disgustato. Potresti finire di masticare, prima di parlare, Ronald? lo rimprover esasperata, chiudendo il volume e prendendo una brioche ripiena di marmellata alla zucca.

Per tutta risposta, Ron le fece una smorfia, per poi inghiottire un pasticcino e rivolgere di nuovo la sua attenzione su Harry. Allora, come hai detto che si chiama, la tua nuova fiamma ? domand ironico, dando una leggera gomitata allamico.

Harry lo guard in tralice, alzando gli occhi al cielo. Ginny, accanto ad Hermione, abbass lo sguardo, rattristata, fissandolo nella tazza di t fumante che aveva davanti.

Lei non la mia nuova fiamma! protest, eppure non pot impedirsi di arrossire appena. E solo unamica!

Ron alz un sopracciglio e, mentre ingoiava un bicchiere di succo di zucca, gli diede unaltra gomitata. Si, si! Dicono tutti cos! e gli fece unocchiolino.

Harry sospir: contro quello zuccone del suo migliore amico non poteva averla vinta, specialmente quando si metteva in testa qualcosa.

Allora, possiamo sapere chi , la tua futura fidanzatina ? ghign infatti Weasley. Gli piaceva prendere un po in giro Harry, non si arrabbiava mai e stuzzicarlo era divertente.

Purtroppo, non si divertiva allo stesso modo Ginny che, cotta del bambino sopravvissuto, non era troppo contenta di sentire che a lui potesse piacere unaltra. Cos, stufa di quei discorsi, si alz da tavola e corse via.

Fu in quelloccasione che Ginny trov il diario segreto di Tom Riddle.

Hermione, capita la situazione, lanci unocchiataccia a Ron e gli affibi un calcio negli stinchi, da sotto il tavolo. Poi, scosse la testa, esasperata, e sbuffando, segu lamica, con lintenzione di calmarla.

Ron lanci un gemito di dolore, tenendosi la gamba e guardando in cagnesco la figura della brunetta allontanarsi a passo svelto. Ma che diamine gli preso? imprec a denti stretti, massaggiandosi lo stinco.

Harry ridacchi, stringendosi nelle spalle, ma non pot aggiungere altro, perch la sua attenzione fu catturata dalla coppia di ragazze che stavano entrando in quel momento nella Sala Grande e che andavano a sedersi al tavolo dei Serpeverde.

*

Quando Hermione Granger varc, a passo svelto, la porta della Sala Grande, non not la figura conosciuta - e poi disprezzata - di una ragazza di primo, Serpeverde. E, quando Alexis Lily Potter, meglio nota come Alexandra Walburga Black, vide la migliore amica di suo fratello passarle accanto senza degnarla nemmeno di uno sguardo, avvert una fitta allo stomaco che sal fino a bruciarle il petto. Si volt ad osservarla, mentre scappava via.

Se solo le cose fossero andate diversamente o se solo Hermione Granger non avesse avuto quei pregiudizi sui Serpeverde era sicura che loro sarebbero diventate ottime amiche.

Abbass lo sguardo, rattristata, restando immobile per qualche minuto.

Hey, Alex, tutto bene? Diamond la prese per un braccio e la stratton delicatamente, preoccupata dalla sua reazione.

Alexis rialz lo sguardo e le sorrise, annuendo. Si, tutto a posto! Andiamo a sederci!

Diamond la guard sospettosa, poi scosse la testa e la trascin al tavolo.

Con lo sguardo basso, persa di nuovo nei suoi pensieri, Alexis non avvert i due sguardi che la osservavano da lontano: uno, smeraldino e incantato; laltro, argenteo e minaccioso.

*

Terra chiama Harry! Terra chiama Harry! Ron, con nel piatto ancora pi roba di quanta non ne avesse allinizio, sventol la mano davanti al viso dellamico, improvvisamente fisso su di un punto lontano.

Harry scosse la testa, tornando a concentrarsi su Ron, lespressione spaesata. Eh? Che c? Che succede? Mi sono perso qualcosa?

Ti sei imbambolato, ecco che succede! disse Ron, mettendosi in bocca unenorme porzione di panettone farcito con canditi tutti i gusti pi uno.

Ah si limit a rispondere Harry, tornando a concentrare la sua attenzione su Alexandra Black: la ragazza stava parlando animatamente con una biondina seduta al suo fianco, che agitava le mani in modo frenetico.

Ogni gesto di lei lo rendeva incapace di azioni e gli scaldava il cuore.

Il tenero modo di stringersi nelle spalle.

La dolcezza del viso quando si piegava di lato,

Il timido abbassarsi dello sguardo.

Il gesto di abituale imbarazzo, quando si portava una ciocca di capelli dietro lorecchio.

Ma il cuore di Harry andava letteralmente a fuoco, quando lei alzava lo sguardo sul suo e lo incontrava, come in quel preciso istante, sorridendo timidamente.

troppo cotto. s tava dicendo Ron al suo fianco, guardandolo di sottecchi per vedere se lo stesse ascoltando.

Cosa? chiese distratto lamico, voltandosi finalmente verso di lui.

Harry, si puo sapere dove hai la testa stamattina? Mi ascolti o no, quando parlo?

No, scusa confess, con aria colpevole. Che stavi dicendo?

Dicevo che questi pasticcini sono troppo cotti! Assaggiali, sanno di bruciato! Dovremmo andare a protestare gi in cucina! ripet, mettendogli un pasticcino di un marrone scuro sotto il naso.

Harry sospire lo assaggi, ma, mentre masticava con lentezza quella morbida pastella, leggermente brucciacchiata, Harry Potter cominci a pensare seriamente che forse Ron non aveva tutti i torti, quando diceva che era troppo cotto.

Ma non si riferiva di certo al pasticcino.

*

Se, quando gli occhi profondi di Alexandra Black incontravano quelli identici di Harry Potter, questultimo avvertiva un caldo bruciore scaldargli il petto, a qualcun altro erano gli occhi ad ardere in modo pericolosamente minaccioso.

Draco Malfoy, seduto allaltro capo del tavolo di Serpeverde rispetto alla sua piccola preda, osservava i due piccioncini scambiarsi occhiate imbarazzate e teneri sorrisi.

Odio.

E i suoi occhi trafiggevano, irati, la schiena di quel maledettissimo maghetto da strapazzo che, troppo imbambolato (come un vero idiota) neanche lo notava.

Rabbia.

Poi, il suo sguardo scorreva sulla figura di lei, cos dannatamente tenera, mentre abbassava lo sguardo e le sue guance prendevano quel delizioso colorito che gli faceva perdere il controllo.

Frustrazione.

Una mano and a scegliere, con non curanza, un dolcetto viola e se lo port alla bocca, mordendolo distrattamente.

Una smorfia.

Il bambino sopravvissuto si era girato di nuovo ad osservarla e, come fosse stata chiamata, Alexis aveva alzato il viso e laveva osservato di nuovo, stringendosi nelle spalle, imbarazzata.

Disgusto.

La mano che teneva ancora il piccolo pasticcino si serr attorno ad esso, sbriciolandolo e lasciando sporco il palmo bianco.

Violenza.

Se non ti piaceva, potevi darlo a me. osserv Blaise Zabini al suo fianco, notando la fine poco decorosa che aveva fatto il pasticcino viola. Era lultimo e a lui piacevano cos tanto.

Unocchiata furiosa da parte di Draco gli fece capire che non era in vena di battutine ancora. Lo vide prendere un tovagliolo e pulirsi la mano con rabbia.

Vederlo in quello stato era strano anche per Blaise, che lo conosceva meglio di tutti: Draco Malfoy, che era sempre cos posato, elegante, controllato, freddo, che perdeva quelle caratteristiche per una ragazza qualsiasi, era una cosa assolutamente impensabile e, se qualcuno glielo avesse rivelato solo qualche giorno prima, gli avrebbe riso in faccia.

Invece, era successo.

Ma, non sapeva perch, Blaise non era poi cos tanto sorpreso. Lui aveva sempre sostenuto che a Draco servisse una ragazza che lo addolcisse, diversa da tutte le sgualdrine che si portava dietro, ma Malfoy non gli aveva mai dato retta. Eppure, quella mattina, quando aveva visto Alexandra Black sorridergli per ringraziarlo, credeva di aver capito perch quella ragazzina stava diventando un ossessione per il suo migliore amico.

Allung una mano sul vassoio che aveva davanti e prese una fetta di panettone al miele, non potendo optare per i suoi dolcetti preferiti. Cominci a spezzettarlo e a mangiarlo, mentre il suo sguardo correva da quello pericoloso di Draco alla figura dallaltra parte della tavolata, alla quale lui stava ostinatamente rivolgendo le sue attenzioni.

Perch ancora cos incazzato, Draco? Non ti sei sfogato abbastanza con la Parkinson, ieri notte? domand ghignando, sperando di tirare su di morale lamico con qualche battutina sulla Serpeverde, ma locchiata agghiacciante che Draco gli lanci, seguita da un grugnito, lo fredd sul posto, facendogli salire un brivido lungo la schiena che gli si ferm sulla nuca con un fastidioso pizzicore. Abbass gli occhi blu sulla propria colazione e continu a spezzettarla, senza avere davvero voglia di finirla. Prov a fare un ultimo tentativo. Eppure, Pansy sembra distrutta questa mattina e la indic con un cenno del capo, ma, di nuovo, lamico non rispose e, quando Blaise si volt per guardarlo, lo vide alzarsi e andarsene, con passo lento e strascicato, lodio in viso.

*

Pansy Parkinson sedeva stranamente lontana da loro. Era circondata dalle solite amiche altre ragazze che morivano dietro a Draco e che lui non aveva esitato a portarsi a letto ma non partecipava allanimata conversazione che intercorreva tra queste. Aveva sul viso sciupato unespressione stanca e abbattuta; i grandi occhi scuri, solitamente taglienti e maliziosi, non erano altro che uno specchio vuoto e opaco che osservava, senza interesse, la colazione; i corti capelli neri, solitamente lucidi e voluminosi, le ricadevano sul viso e sulle spalle, senza forma; i suoi gesti erano meccanici e privi di vita.

Pansy Parkinson era decisamente diversa dal solito.

E Blaise Zabini non era lunico ad essersene accorto.

Non ti sembra che Pansy abbia qualcosa di strano, oggi? aveva domandato infatti Diamond, catturando lattenzione di Alexis, concentrata fino a quel momento sul fratello. Port gli occhi sullamica e si strinse nelle spalle. Non so, non ci ho fatto caso. ammise, seguendo poi la traiettoria del suo sguardo fino ad incontrare la figura poco distante della Parkinson.

In effetti, ora che glielo faceva notare, Pansy Parkinson le sembrava molto diversa dal solito, sebbene lavesse osservata poche volte, molte delle quali laveva solo intravista nei corridoi. Eppure, da quello che aveva potuto vedere, le era sembrata una ragazza fiera e orgogliosa, forte, sempre con un sorriso provocatorio sulle labbra fine, che nascondevano una fila di denti bianchi e regolari. Una ragazza elegante, di alta classe, sempre posata e di fredda educazione.

Eppure, quella mattina, sembrava decisamente unaltra persona.

Chiss che cosa laveva ridotta cos o chi.

Quando la maliconica Serpeverde si volt a guardarla, sentendosi, con molte probabilit, osservata, le scocc uno sguardo carico di odio e rabbia, che la fece rabbrividire e la costrinse a divergere gli occhi sulla brioche alle bacche di moratille che prese a sbriciolare con nervosismo.

Che fosse lei, la causa del suo evidente malumore?

Secondo te, che le successo? domand Diamond, tornando a guardarla.

Alexis si limit a stringersi nelle spalle e a scuotere leggermente la testa. Non ne ho idea.

La Cherin, che stava guardando di nuovo Pansy, sospir. Forse, dovrei andare a parlarle. Ti dispiace se

Senza neanche lasciarla concludere, Alexis scosse il capo e sorrise. Non preoccuparti, vai tranquilla. Io finisco la colazione e vado a spedire una lettera.

Sicura?

Si, si! Vai, su! e le diede una leggera spinta, indicandole la ragazza.

Diamond sorrise e si alz. Daccordo, ci vediamo a lezione allora!

Alexis annu e la guard andar via.

Concentr di nuovo il suo sguardo sulla brioche, quando qualcuno le si avvicin di nuovo.

Alz lo sguardo e

E finisci tutta la colazione! Sappi che lo sapr, se avrai lasciato anche solo una briciola!

Diamond, di nuovo accanto a lei, la guardava dallalto con espressione severa e le stava puntando un dito sul naso.

Manger tutto, promesso mammina ! le rispose e le due scoppiarono a ridere.

Poi, Diamond si allontan di nuovo e prese posto vicino a Pansy.

Sembrava proprio una mamma in miniatura.

Era molto magra, ma la sua altezza andava a compensare quella apparente fragilit, perch tutto si poteva dire di Diamond Anne Cherin, tranne che non fosse una ragazza forte e di grande personalit. Nonostante fosse finita a Serpevere e Alexis non riusciva a spiegarsi perch, visto il gran cuore e il buon carattere era sempre gentile e cordiale con tutti e, soprattutto, era sempre pronta a dare una mano alle amiche. Poi, con quello sguardo scuro e profondo, sapeva infondere una serenit nelle persone che sembrava quasi ti facesse un incantesimo.

Ma presto, Alexis Lily Potter avrebbe capito perch Diamond Anne Cherin fosse stata assegnata proprio a Serpeverde, nonostante tutte le sue buone qualit.

Come promesso allamica, Alexis fin tutta la sua brioche e bevve il suo t alla fragola fino allultima goccia. Finalmente sazia e con la mente lucida, poteva scrivere la lettera a Sirius, senza preoccuparsi di far trapelare alcun sentimento negativo. Si alz e il suo sguardo percorse la Sala Grande e, specialmente, il tavolo sovrastato dagli stendardi rosso-oro, alla ricerca del suo gemello smeraldino, e lo trov subito, a ricambiare lo sguardo con unintensit tale da farla arrossire.

A volte, quando la guardava cos, una fitta allo stomaco la trafiggeva.

Loro erano fratelli, s.

Ma lui non lo sapeva.

Lei voleva stargli accanto e trasmettergli tutto il suo affetto fraterno.

Ma sperava che lui non travisasse i suoi comportamenti.

Perch se Harry Potter si fosse innamorato di lei, le cose sarebbero state ancora pi complicate di quanto gi non fossero.

Lui avrebbe sofferto e Alexis sarebbe morta, piuttosto che ferirlo.

Purtroppo per lei, non sapeva che quella terribile idea stava gi prendendo forma anche nella mente del giovane Grifone.

Scacci quel pensiero dalla testa, convinta che niente avrebbe turbato la loro amicizia e che Harry non potesse davvero innamorarsi di lei, e gli sorrise timidamente, alzando una mano in segno di saluto.

Proprio in quel momento, un forte e gelido profumo di pioggia la invest in pieno, entrandole con dolcezza nelle narici e diffondendolesi in tutto il corpo; le riemp i polmoni e le fece bruciare il petto, stringendole il cuore in una dolorosa morsa. Un brivido le percorse la schiena quando una fredda mano le si serr attorno al polso, interrompendo quel gesto di saluto.

Per fortuna del suo assalitore, Ron, ingurgitato troppo in fretta una nuova fetta di panettone, cominci a tossire, catturando completamente lattenzione del bambino sopravvissuto. Bast quellistante e, colui che laveva fermata, la trascin senza alcuna fatica in un angolo della Sala Grande, lontana dagli occhi di indiscreti testimoni.

Non lo aveva ancora visto in faccia, ma Alexis sapeva benissimo chi fosse il suo rapitore e non aveva bisogno di sentire la sua voce che le accarezz il collo con un sussurro carico di astio, per capirlo.

Chi stavi salutando, Black?

Draco Malfoy.

Alexis si volt di scatto, trovandosi faccia a faccia con quella Serpe.

Un peccaminoso angelo dagli occhi di ghiaccio e lespressione arrogante.

Un angelo dannato.

Con il polso ancora serrato in quella morsa gelida, cerc di allontanarsi da lui e dal suo viso, troppo vicino.

Lui, ovviamente, non glielo permise. Ti ho fatto una domanda, Black. disse, il tono controllato e lespressione impassibile. Gli occhi dargento scesero su quelli smeraldo di lei e ne lessero la paura mista ad orgoglio insita in essi.

Rabbia e sofferenza.

Non sono affari tuoi, Malfoy. E adesso, sei pregato di lasciarmi in pace.replic Alexis, il cui orgoglio era prevalso sul timore.

Degno di una vera Grifondoro.

Cerc di nuovo di allontanarsi, strattonando il braccio che lui teneva saldamente nella mano, ma il solo risultato che ottenne fu quello di farsi male.

Stavi salutando Potter, non vero?

Rabbia.

La morsa sul suo polso si fece pi salda e lespressione sul viso di Malfoy divenne, se possibile, ancora pi seria. Nel suo sguardo, una chiara nota di rabbia che lo faceva scintillare pericolosamente.

Sembrava impazzito.

E se anche fosse? Te lho detto e te lo ripeto: non sono affari che ti riguardano. e scand bene lultima frase, come fosse davanti un bambino di tre anni e lo stesse rimproverando per qualcosa che non doveva fare.

Alexandra Black era brava a nascondere ci che provava dietro parole sicure e cariche di orgoglio, ma quello che non sapeva era che Draco Malfoy laveva osservata bene e aveva capito che lunica cosa che non poteva mentire di lei era il suo sguardo.

Due limpidi smeraldi, chiari e sinceri, incapaci di raccontar bugie.

Attraverso quel verde intenso, Draco Malfoy aveva compreso che la sua piccola Black esprimeva tutto ci che provava: se era contenta, il suo sguardo si illuminava; se era triste, i suoi occhi si inumidivano; e se si muovavano irrequeiti, come in quel momento, era terribilmente spaventata.

Sofferenza e frustrazione.

Sul viso del bel Serpeverde, fino a quel momento gelido nella sua maschera di impassibilit, si dipinse un sorriso rassicurante, che non arriv a scaldargli quello sguardo infuriato. E, sebbene la sua funzione fosse quella di calmare la ragazza, sort esattamente leffetto contrario.

Niente pi pericoloso di un serpente che si stringe sul tuo corpo, senza tirare fuori quei denti appuntiti intrisi di veleno mortale.

La stretta sul polso si fece meno pressante, ma la sua mano gelida era ben lungi dal lasciarla andare; anzi, con uno strano sguardo indecifrabile, Draco si port la mano di lei su di una spalla e poi fece in modo che il braccio gli circondasse il collo. La mano libera le scorse lungo la schiena e poi, con poca pressione, la costrinse ad appiccicarsi a lui.

Con un braccio intorno al suo collo e laltra mano poggiata sul petto, Alexis avvertiva chiaramente il battito calmo del suo cuore, in completa sintonia con quel respiro freddo che le si infilava nel colletto della camicia e le scendeva lungo la schiena. E, allo stesso modo, con una mano premuta sulla sua schiena, lui avvertiva chiaramente quel corpo esile e fragile tremare.

Questa volta, in un misto di paura ed emozione.

Un ghigno prese il posto di quel sorriso rassicurante, mentre il viso si piegava leggermente e la bocca andava a sfiorarle un orecchio, accarezzandone ludito con quella voce maliziosa. Oh, io invece credo che siano affari miei eccome, mia piccola e impertinente Black.

Il corpo di lei fremette ancora sotto le sue braccia e Draco soggnign soddisfatto. Si distanzi leggermente, per permettersi di vederla in viso e di poter annegare in quelle pozze di smeraldo liquido; di potersi deliziare di quel caldo rossore delle sue guance;

di poter desidere quelle labbra piene e invitanti.

Che non avrebbe ancora osato assaggiare.

La mano libera quella che non le stringeva la vita and a posarsi sul viso e prese a giocare con una ciocca ribelle, pi lunga rispetto al resto della frangia, e gli occhi di Alexis, tremolanti e confusi, lo guardarono dal basso con timore, senza capire cosa volesse farle.

Ricordi quello che ti ho detto ieri, Black?

Lo sguardo di Maldoy torn a scintillare di una luce pericolosa e si incaston in quello di lei, che degluti.

Alexis poteva sentire il cuore di lui battere calmo nel suo petto, mentre il proprio chiedeva freneticamente di uscire ed era sicura che anche lui potesse sentirlo.

Draco le lasci cadere la cioccia su quegli occhi ingannevoli e, con una mossa lenta e studiata, le sfior il viso con una carezza. O hai bisogno che ti rinfreschi la memoria?

Restarono solo per una manciata di secondi a scrutarsi e a lasciare che i loro respiri si fondessero, ma a lei sembr passare uneternit prima che riuscisse a staccare gli occhi da quello sguardo penetrante e a voltare il viso di lato.

No, grazie. riusci finalmente a rispondere, manifestando una sicurezza incomprensibile, di cui si compliment mentalmente.

Il sorriso pericoloso di Draco si allarg. Bene. mormor, tornando ad avvicinare le sue labbra allorecchio della ragazza. Allora ricorderai anche che tu sei mia, Black. soffi, stringendola di pi a s.

Alexis balz allindietro e lo spinse via, riuscendo a sciogliersi dalla sua presa. Io non sono di nessuno, Malfoy! E tanto meno sar mai tua! sbott, rossa in viso e con il fiato corto; negli occhi le si era accesa una scintilla di orgoglio.

Draco sollev un sopracciglio. Vedremo. Cera un tono di sfida nella sua voce e anche nel modo in cui tese una mano e le sfior il profilo della guancia, costringendola reprimere un nuovo brivido che, impertinente e traditore, le era salito lungo la schiena. Ma ricorda una cosa: io ottengo sempre ci che voglio. La mano le sfior la mandibola, con lentezza, e infine scivol di nuovo al suo posto. Ed io voglio te, Alexandra Black .

La guard intensamente per unultima frazione di secondo e poi la super, abbandonandola l, con il cuore che batteva a mille, il fiato corto e le gambe molli per lemozione.

Poteva continuare a fare la sostenuta quanto le pareva, ma Alexandra Black, senza rendersene conto, stava gi cadendo nella sua trappola.