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Amore fraterno

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Amore fraterno

~ Un Particolare In Pi ~

Capitolo XLV

Amore fraterno

- Sei pronta?

Alexis respir piano, poi alz lo sguardo sul viso di Draco Malfoy, che le stava accanto e la teneva per mano; la ragazza sorrise timidamente e annu.

Avanz di un passo, sicura, ma Draco la trattenne e la costrinse a tornare indietro, tra le sue braccia: non disse nulla, si limit a stingerla al petto e a sfiorarle la tempia con un bacio.

Ci penso io a te. Ti proteggo io.

Alexis si aggrapp a quelle spalle forti, inspirando quel meraviglioso profumo di pioggia che proveniva da lui e che era sempre in grado di farle battere il cuore e di inebriarla.

Sciolto labbraccio, Malfoy la guard negli occhi, intensamente, e alla fine la riprese per mano, sfiorandole ogni nocca con le labbra; le ripose una ciocca di capelli dietro lorecchio e le accarezz il viso.

Poi, insieme, varcarono le soglie della Sala Grande.

Quando Draco Malfoy e Alexis Potter fecero il loro ingresso, tutti gli studenti, che gi sedevano ai lunghi tavoli per la colazione, si voltarono ad osservarli.

Lo stupore generale fu seguito da una serie di bisbigli concitati, sussurri mal celati ed occhiate sgranate.

Dopo tutto quello che era successo dopo tutto quello che si era scoperto, come poteva Draco Malfoy, principe di Serpeverde, erede di una delle famiglie pi ricche e potenti dellintero mondo magico e dal sangue puro dei Black e dei Malfoy, affiancarsi ancora a quella mezzosangue bugiarda di Alexis Potter?

- Ti rovinerai la reputazione, cos - mormor Alexis, lanciando unocchiata di disagio al suo fidanzato.

Malfoy ghign e sollev nuovamente le loro mani intrecciate per poterle baciare.

- Lascia pure che parlino: sai che mi importa? rispose, con una scrollata di spalle, mentre laccompagnava al tavolo dei Serpeverde e la faceva sedere accanto a lui.

Nessuno dei loro compagni os rivolgere la parola alla ragazza, ma Draco si comport con naturalezza: salut Tiger e Goyle, parl del Quidditch con Flitt e discusse di una notizia sulla Gazzetta del Profeta con Nott. Ogni qual volta qualcuno si girava a lanciare occhiate indiscrete o malevole ad Alexis, Draco si avvicinava a lei e le sfiorava una mano, le accarezzava i capelli, le baciava una guancia come a volerla proteggere da quegli sguardi e far capire ai loro proprietari che una sola parola fuori posto e si sarebbero ritrovati senza occhi per guardare.

Cera eleganza e compostezza in un singolo movimento di Malfoy, ma questo denotava solo quanto controllato lui fosse, dando la terribile impressione che la pi piccola cosa fuori posto avrebbe potuto farlo scatenare.

Quando Blaise Zabini varc le soglie della Sala Grande, Draco alz il viso per rivolgergli una lunga occhiata penetrante; poi, come se nulla fosse, lo salut con una mossa del capo e gli indic il posto vuoto accanto a s. Blaise lo fiss, poi il suo sguardo si spost sulla figura della Potter, seduta vicino a lui ed intenta a scegliere qualche pasticcino dal vassoio.

Quando anche lei alz il suo viso per poter intercettare gli occhi del moro Serpeverde, questultimo distolse immediatamente lo sguardo, fece un cenno di saluto con la mano a Malfoy e poi si and a sedere lontano da loro.

Cera una fitta che gli aveva attraversato il cuore, non appena quei meravigliosi occhi di smeraldo lo avevano osservato perch doveva aver mentito?

E come faceva Draco ad averle perdonato tutto cos facilmente?

Alexis sospir e abbass il capo, mentre unespressione triste si dipingeva sul suo viso, piegandole le morbide labbra allingi.

- Blaise mi odia - mormor dispiaciuta.

Draco si gir nuovamente verso di lei e le circond le spalle con un braccio, stringendosela al petto e accarezzandole i lunghi capelli.

- Nah, non ti odia. cerc di consolarla Ha solo bisogno di tempo per abituarsi allidea: si sente ferito nellorgoglio e sai che Blaise un po particolare quando si tratta del proprio smisurato ego. Ma ti vuole bene, vedrai che sapr perdonarti.

Alexis alz il capo per guardare Draco e lo vide rivolgerle un sorriso.

- Tu dici?

- Non dico: ne sono sicuro. Cambier idea, dovessi lanciargli un miliardo di fatture sul viso per fargli capire che si sbaglia sul tuo conto. asser, scendendo nuovamente a sfiorarle la fronte con un bacio Ed ora basta avere quel broncio! aggiunse, lambendole la punta del naso con lindice.

Alexis ridacchi e strusci una guancia contro il maglioncino morbido di Draco.

- Grazie. sorrise infine, tornando a mangiare la sua colazione.

Draco la guard rasserenato, poi si volt e, senza che lei potesse accorgersene, lanci unocchiata rabbiosa nei confronti di Zabini, che si limit a sollevare il naso per aria e tornare a parlare con il suo fastidioso fan club.

Tutto sommato, la mattinata sembrava procedere abbastanza bene: era difficile venir ignorata dalla maggior parte dei compagni e soprattutto da Harry, che dal tavolo di Grifondoro si era limitato solamente a lanciarle unocchiata e a salutarla con un cenno della mano, cosa che aveva aperto il via ad altri mormorii fastidiosi -, ma la presenza di Draco al suo fianco rendeva tutto pi sopportabile, come se lui adesso condividesse il suo fardello e il peso da portare sulle spalle fosse notevolmente diminuito.

Andr tutto bene.

Io risolver tutto.

Le aveva detto Draco la notte precedente e lei ci credeva.

Sarebbe andato tutto per il meglio, perch con Malfoy al suo fianco e lamore incondizionato che sentiva di provare, non sarebbe mai pi stata da sola.

Sarebbe proceduto tutto liscio, se quando si stavano alzando dal tavolo per uscire dalla Sala Grande, la voce di Pansy Parkinson non li avesse raggiunti, costringendoli a fermarsi.

- Ma non ti vergogni neanche un po a far vedere ancora il tuo brutto muso qui ad Hogwarts, Potter? il disprezzo nella sua voce era come una coltellata nellaria, che sembr catturare tutta lattenzione del corpo studentesco, adesso silenzioso come un cimitero.

Draco si volt furioso verso quellarpia della Parkinson, con i pugni serrati.

Non gli aveva di certo perdonato di aver fatto la spia sulla vera identit di Alexis e aveva ancora in progetto di fargliela pagare amaramente.

- Non ricordi quello che ti ho detto ieri sera, Pansy? Unaltra parola e giuro su Salazar che- sibil, trattenendosi a stento dal puntarle nuovamente la bacchetta contro e schiantarla ripetute volte.

- No, Draco: lascia perdere. Non importa, davvero. lo ferm Alexis, posandogli una mano sul petto e spingendolo indietro, senza degnare la Parkinson di una singola occhiata.

Si sentiva fin troppo al centro dellattenzione senza bisogno di fare quel teatrino con la Parkinson non le avrebbe dato corda.

Pansy sogghign, incrociando le braccia al petto, mentre Draco si lasciava portare via dalla Potter.

- Sei diventato un rammollito, Malfoy. sput con indignazione Sono sempre pi convinta che quella pezzente della Potter ti abbia fatto qualche incantesimo o ti stia propinando un qualche filtro damore, altrimenti non mi spiego come qualcuno del tuo rango possa essersi abbassato a stare con un rifiuto del mondo magico come quello!

Non darle corda.

Draco avrebbe voluto girarsi e farle ingoiare quelle parole a suon di cazzotti e poco importava che Pansy fosse una ragazza, ma Alexis lo trattenne ancora, stringendo le dita esili attorno al suo avambraccio; tuttavia, fu lei a voltarsi e a riservare alla Parkinson unocchiata per la prima volta.

Non darle corda o magari s.

- Devi starmi confondendo con qualcun altro, Pansy. rispose, con tono sostenuto Non ho bisogno di incantesimi o filtri per farmi amare, io . frecci, scoccandole uno sguardo pi che eloquente.

Magari ci si impicca da sola con la corda.

La Parkinson boccheggi e il suo viso pallido divenne livido di rabbia.

- Non osare rivolgerti a me in questo modo, sporca Mezzosangue che non sei altro! laggred allora Pansy, con voce isterica, agitando i pugni nellaria Saresti dovuta andarti a nascondere insieme a quella feccia, quell assassino di Sirius Black!

Tasto sbagliato.

Prima ancora che Draco potesse reagire e chiuderle la bocca, Alexis si era voltata di scatto, aveva estratto la sua bacchetta ed ora la stava puntando contro il petto di Pansy, che sbarr gli occhi per la sorpresa.

- Adesso basta! sibil e i suoi occhi sembravano in procinto di lanciare fulmini e saette Osa ancora parlare di Sirius e giuro che ti rovino quella faccia da carlino che ti ritrovi!

Pansy boccheggi per lindignazione e dai tavoli di Grifondoro e Corvonero si alzarono dei fischi di approvazione: la Parkinson non godeva di certo della simpatia di molti studenti.

Anche Draco ridacchi, sentendosi orgoglioso che quella piccola ragazza battagliera che aveva di fronte fosse la sua fidanzata; le si avvicin e le circond la vita con un braccio, attirandola a s, mentre le faceva abbassare la bacchetta e le sfiorava la guancia con un nuovo bacio che fece corrodere dinvidia Pansy.

- Calmati, amore : stiamo dando spettacolo, tutti gli occhi della Sala Grande sono puntati su di noi. le sussurr allorecchio Andiamo via, non vale la pena sprecare il nostro tempo con lei.

Alexis, ancora tremante per la rabbia, lanci un altra occhiataccia alla Parkinson, ma si lasci docilmente condurre via da Draco.

- S, ecco, brava: vattene. Scappa come quel codardo di Black! mormor Pansy, ma non abbastanza a bassa voce perch Alexis non potesse sentirla.

La Potter non ci vide pi dalla rabbia.

Mentre un calore dira le cresceva dallo stomaco, si espandeva nel petto e deformava il suo bel viso in una smorfia dodio, si volt, riuscendo a liberarsi dalla presa di Malfoy che, colto di sorpresa, non riusc a trattenerla.Con occhi lucenti come tizzoni ardenti, Alexis elimin la distanza che la separava dalla Parkinson.

Poi, inaspettatamente, rivers tutta la sua rabbia su di lei.

Con un gancio.

Le sue dita serrate si scontrarono violentemente contro la guancia di Pansy, che cadde con il sedere in terra, tenendosi il viso con entrambe le mani.

Alexis se ne rimase ferma a fissare il vuoto, il corpo ancora chinato in avanti, nel gesto che aveva appena compiuto, i capelli riversati davanti al viso, le guance rosse e il fiato corto.

Non poteva credere a quello che aveva appena fatto.

Lei, la dolce e timida Alexis Potter, aveva tirato un cazzotto a quella Coccatrice di Pansy Parkinson.

Beh, se lera meritato, ecco!

Sgran gli occhi, incredula, e respir violentemente con la bocca, le dita ancora talmente serrate che adesso aveva cominciato a tremare.

Il mondo riprese a girare intorno a lei solo quando Draco laffianc e le poggi un braccio sullo stomaco, costringendola ad indietreggiare.

Quando alz il viso sconvolto su quello di Malfoy, vide che stava sghignazzando divertito.

- Bel destro, complimenti. mormor, leccandosi le labbra Ricordami di non farti mai pi arrabbiare, amore .

Alexis lo guard in un misto di risentimento e piacere, storcendo la bocca in una smorfia strana.

Le amiche di Pansy, tra le quali anche Diamond, erano le uniche che erano corse accanto alla Serpeverde, che ancora si teneva la guancia incredula, mentre lacrime di umiliazione le velavano gli occhi.

Alexis avrebbe provato rimorso per il suo gesto incontrollato, se solo la Parkinson non le stesse ancora rivolgendo uno sguardo di puro odio.

Ma quando laveva sentita parlare ancora di Sirius non ci aveva visto pi.

Lei non sapeva nulla sul suo padrino e non doveva mai pi permettersi di nominarlo.

Nessuno avrebbe pi infangato il suo nome.

Sirius.

Non.

Era.

Un.

Assassino.

Il resto della Sala Grande sembrava aver invece apprezzato il gesto della pi giovane dei Potter, qualcuno aveva fischiato, altri applaudito.

No, Pansy Parkinson non doveva star simpatica a molta gente.

- Grandissima Potter! gridarono i gemelli Weasley dal tavolo di Grifondoro.

Alexis si volt ad osservarli e li vide rivolgerle i pollici allins; poi, la sua attenzione fu catturata da Harry, che se ne stava seduto accanto a loro: la fissava a sua volta ed era evidente che fosse stupito, eppure un sorrisino leggero dispiegava le sue labbra.

Il cuore di Alexis si riemp di gioia, anche se si sent in colpa il secondo dopo non avrebbe dovuto picchiare Pansy, per quanto odiosa o antipatica lei fosse. Non avrebbe proprio dovuto farlo.

Si gir nuovamente verso la ragazza, che adesso si era rimessa in piedi.

- Che sta succedendo qui?

Alexis spalanc gli occhi, voltandosi verso la figura ammantata di nero del direttore della casa di Serpeverde, Severus Piton.

Lespressione di odio di Pansy Parkinson si trasform in un ghigno trionfale, mentre si teneva ancora la guancia dolorante e si avvicinava al professore con occhi sofferenti.

- Professore la Potter mi ha picchiata! piagnucol, simulando un singhiozzo Io non so che cosa le sia preso stavamo parlando e lei mi ha tirato un pugno!

Alexis sbarr gli occhi ed ebbe nuovamente voglia di spaccarle la faccia con un altro colpo. Draco Malfoy, accanto a lei, si irrigid, cos lo prese per mano e gli strinse morbidamente le dita, come a dirgli di non intervenire; lui la fiss dallalto, poi le cinse le spalle con un braccio, come a volerla proteggere.

Severus guard la Parkinson con unocchiata di sufficienza, poi si volt lentamente verso Alexis, che abbass lo sguardo, remissiva.

- E vero, signorina Potter? sinform cauto.

Alexis annu.

- S, ma ha cominciato lei! Mi ha insultata e! disse, rialzando il viso con espressione fiera e battagliera, ma quando i suoi occhi incontrarono quelli severi di Piton, tacque: non cerano giustificazioni per il suo comportamento.

Severus la fiss per lunghi istanti, poi si volt verso Pansy.

- Signorina Parkinson, vada in infermeria e si faccia controllare da Madama Chips: sono sicuro che non nulla di grave. si limit a dire.

Pansy sbarr gli occhi, indignata.

- Ma ma come?! pigol scioccata Non la punisce? La Potter mi ha picchiata e lei non la punisce?! inve, puntando un dito tremante contro Alexis.

Draco la strinse di pi a s, incenerendo Pansy con un occhi di bragia.

Bullstrode, Cherin: accompagnate la signorina Parkinson in infermeria. rispose Piton piatto, senza voltarsi a guardarla e dirigendosi verso il tavolo dei professori.

Tutti rimasero interdetti dal comportamento del professore, ma nessuno os dire niente, nemmeno la Parkinson, che sconfitta e umiliata, si lasci portare via dalle sue compagne.

- Questa s che una novit - mormor Draco incredulo Da quando sei entrata nelle grazie di Piton? Mi sembrava di ricordare che ogni occasione fosse per lui buona per metterti in punizione.

Alexis si strinse nelle spalle, rivolgendo gli occhi verso il tavolo dei professori, dal quale Piton la stava ora guardando con seriet.

- Non lo so, una novit anche per me.

- Harry! Harry aspetta!

Harry Potter si ferm e si volt: Hermione Granger e Ron Weasley gli vennero incontro con una piccola corsa e avevano entrambi il fiato corto.

- Ehi, ma dove te ne vai cos di fretta? domand Ron, piegandosi sulle ginocchia. Un minuto prima eri accanto a noi, in Sala Grande, poi mi sono voltato e tu eri sparito!

Harry si strinse nelle spalle con non curanza.

- Avevo finito di fare colazione. rispose semplicemente.

Hermione lo osserv per un lungo istante, poi scosse la testa.

- E per quello che successo, vero? chiese, cercando di assumere un tono delicato.

Harry non la guard, il viso rivolto verso un punto indefinibile oltre le loro spalle.

- Non capisco di cosa tu stia parlando.

- Oh, avanti Harry! Non puoi continuare a mentirci: ti conosciamo bene e sappiamo che ci stai male per tutta questa storia di Alexis! sbott Hermione, dando voce a tutte le sue preoccupazioni.

Il bambino sopravvissuto abbass lo sguardo con aria colpevole, ma non disse nulla.

- Ancora non le hai parlato, vero? domand Ron, con ammirevole tatto.

Harry sospir e pass una mano a scompigliare i capelli.

- Non so che cosa dirle. Anzi, sinceramente non ho proprio nulla da dirle in questo momento. disse e la durezza della sua voce si riflesse nei suoi occhi con uno scintillio frustrato.

Hermione si morse il labbro inferiore.

- Ma tua sorella - cerc di farlo ragionare Non puoi continuare ad ignorarla cos. Le stai facendo del male e ne stai facendo a te stesso -

- Beh: io sono suo fratello eppure lei non ha pensato nemmeno per un momento ai miei sentimenti quando mi mentiva un giorno s e laltro pure! esplose Harry, stringendo le mani in due pugni rabbiosi Perch ora io dovrei preoccuparmi di non ferirla?

Hermione avrebbe voluto dire qualcosa intelligente e saggio per convincerlo a desistere da quella presa di posizione assurda, ma per la prima volta da che era arrivata ad Hogwarts, la studentessa pi brillante del suo corso (e non solo!) non trovava nulla di appropriato da dire.

Inaspettatamente, fu Ron a prendere le redini del discorso.

- Lo so che sei arrabbiato, amico. disse, poggiandogli una mano sulla spalla E normale che tu lo sia, ma questo denota che tieni a lei pi di quanto tu non sia disposto ad ammettere con noi e in fondo al tuo cuore lo sai bene! Credimi, so quanto difficile avere una sorella minore: Ginny mi fa impazzire, sempre alle prese con quel diario e le sue cotte adolescenziali per te! continu, riuscendo persino a far sorridere il compagno Ma le voglio bene e mi preoccupo per lei proprio perch la mia sorellina. E Alexis la tua, di sorellina. Sai che ho ragione.

Hermione fissava Ron con tanto docchi, ammirata per quel discorso che proveniva direttamente dal suo cuore: per la prima volta, in vita sua, le sembrava di vedere limpacciato e buffone Ronald Weasley sotto una luce diversa arross a quel pensiero.

Harry non pot far altro che sorridere alle parole dellamico e fece un cenno dassenso con il capo.

-Su, va da lei: sono sicuro che ti star aspettando. concluse il rosso, prendendolo per le spalle e spingendolo nel corridoio.

Harry sorrise, a disagio ma col cuore leggero, e sotto la spinta di Ron cominci a correre, come se avesse sempre saputo quello che doveva fare ma avesse avuto bisogno di qualcuno che glielo ricordasse.

Ron ed Hermione non erano solo i suoi migliori amici.

Erano anche la sua famiglia.

E diventeranno anche la famiglia di Alexis , pens, mentre correva verso luscita del castello, come se sapesse esattamente dove dovesse andare, ne sono sicuro.

Alexis aveva riletto quella lettera pi e pi volte, poi laveva sventolata nellaria per farla asciugare ed infine laveva arrotolata, stringendola morbidamente tra le dita.

Ora, doveva solo riuscire a trovare il suo destinatario.

Draco laveva lasciata in Sala Comune circa una mezzoretta prima, perch era dovuto andare agli allenamenti di Quidditch per prepararsi per la prossima partita del campionato.

Vieni con me.

Le aveva detto, ma la Potter aveva declinato linvito, asserendo che aveva alcune faccende da sbrigare.

Star bene, te lo prometto.

Lo aveva rassicurato e allora Malfoy si era arreso, laveva stretta tra le braccia e laveva salutata con un lungo bacio.

Usc dalla Sala Comune e trov colui che cercava dopo dieci minuti, vicino allentrata.

- Blaise! Ehi, Blaise! lo chiam, attirando immediatamente la sua attenzione.

Zabini, che era intento a parlare con alcune ragazze, si volt lentamente in sua direzione.

- E Zabini, per te, ora, Potter. disse con voce inflessibile, squadrandola da capo a piedi con unocchiata densa ed impenetrabile.

Alexis sent una morsa stringerle dolorosamente il cuore, ma non si diede per vinta.

- Volevo solo darti questa. rispose, senza lasciarsi intimidire dalla freddezza con la quale la stava trattando; gli porse la lettera arrotolata, che era stata accuratamente chiusa con un nastrino di raso blu.

Blaise fiss la pergamena con aria scettica, un sopracciglio sollevato.

- Che cosa sarebbe?

- Sono le mie scuse. disse, con una sicurezza che fece vacillare lespressione composta di Zabini E tutto quello che ho da dirti. Ogni spiegazione. Si trova tutto qui dentro. So che non vuoi parlarmi e lo capisco, ma sentivo il bisogno di dirti queste cose e lho fatto. Ora puoi farne quello che vuoi: leggila, buttala, a me andr bene comunque.

Sorrise genuina, poi gli prese la mano e gli mise la lettera tra le dita, prima di correre via.

Blaise la fiss scomparire oltre lingresso e la sua espressione altezzosa si sgretol lentamente, lasciando posto ad occhi feriti e labbra frustrate.

- Stupida, piccola - mormor tra s e s, stringendo con violenza la lettera nella mano chiusa in un pugno.

Hermione sollev lo sguardo dalla pergamena sulla quale stava trascrivendo i suoi appunti di Incantesimi e pos la piuma doca, fissando gli occhi pensierosi verso la finestra della Sala Comune.

Ron, che aveva smesso di fingere di studiare ormai da qualche minuto e giocherellava con i bordi del libro di Trasfigurazione, si volt a guardarla di sottecchi, ritrovandosi a pensare che Hermione fosse molto graziosa, con quella massa incontrollabile di capelli caotici, il profilo perfetto del naso, le guance spruzzate darancio l dove il sole la sfiorava e gli occhi assorti.

- Pensi che sia riuscito a trovarla? domand allimprovviso, riscuotendo Ron dai suoi pensieri e facendolo sobbalzare.

- Come? rispose arrossendo, temendo di essersi perso qualche parte del discorso.

- Alexis dico credi che Harry sia riuscito a trovarla?

Ron si gratt la nuca e fece spallucce.

- Non lo so, ma non ancora tornato magari stanno parlando proprio in questo momento.

Senza staccare lo sguardo dal panorama fuori dalla finestra, Hermione annu pensierosa.

- S, spero proprio sia cos. disse, poi sorrise leggermente Sai, le tue parole di prima mi hanno colpita molto! confess, voltandosi a guardarlo con un luccichio ammirato negli occhi Si vede che tieni alla famiglia e a Ginny.

Ron arross di nuovo e distolse lo sguardo.

- S, beh E mia sorella, ovvio che io tenga a lei! borbott imbarazzato ed ora anche le sue orecchie avevano assunto una deliziosa sfumatura di rosso, che fece sorridere Hermione ancora pi ampiamente Spero spero che, con Alexis, anche Harry possa trovare qualcuno che gli stia sempre accanto lui se la merita, una famiglia. aggiunse, con tono assorto.

Ad Hermione salirono le lacrime agli occhi: senza preavviso alcuno, si lanci su Ron e lo abbracci.

- Hai ragione: Harry merita di essere finalmente felice! esclam e alcune lacrime di commozione bagnarono il maglioncino morbido di Ron che, nonostante lo stupito imbarazzo iniziale, si ritrov a stringerla a s con una naturalezza tale che gli sembrava che le sue braccia fossero nare per stringere Hermione.

- Spero solo che Alexis potr perdonare il mio comportamento nei suoi confronti. disse la ragazza dopo un po, sciogliendo labbraccio e alzando le mani per asciugarsi il viso Ma non potevo sapere che lei fosse la sorella di Harry lho tratta malissimo e sono senza giustificazioni! Oh, e se lei non volesse essere mia amica?

Hermione abbass lo sguardo, mentre mille dubbi le attanagliavano la mente; allora Ron le sfior il viso con una carezza goffa, ma carica di apprensione, che la costrinse a rialzare il viso.

- Sono certo che lei accetter le tue scuse, Hermione. sorrise E poi, come potrebbe non imparare a voler bene alla so-tutto-io pi a dorabile di Hogwarts?

Hermione si sciolse in un nuovo sorriso inondato da lacrime.

S, le avrebbe chiesto scusa.

E lei ed Alexis sarebbero diventate ottime amiche, proprio come lo erano Hermione stessa ed Harry e Ron.

Si sarebbero voluti bene proprio come una famiglia.

La trov nellunico posto nel quale sapeva che lei sarebbe stata: ai piedi della quercia sulle rive del Lago Nero il loro posto.

Alexis era seduta in terra, con le gambe raccolte e un libro tra le mani; quando le si avvicin, lei alz la testa di scatto e la sorpresa si dipinse sul suo viso.

- Harry! esclam, chiudendo il libro e alzandosi in piedi di scatto.

Harry Potter fiss la sorella con aria assorta, le mani infilate nelle tasche dei pantaloni.

- Ciao Alexis. la salut, con tono neutro Possiamo possiamo parlare?

Senza pensarci due volte, Alexis annu energicamente.

- S! S, s assolutamente! disse e fece un passo verso di lui, che per la ferm, sollevando una mano.

Alexis lo fiss confusa, sentendo uno strano dolore scaldarle il petto.

- Per - aggiunse Harry, riservandole unocchiata seria e penetrante Mi dovrai dire tutta la verit. Basta bugie.

Alexis annu ancora, questa volta con meno energia, ed abbass lo sguardo, arrossendo nervosamente.

- Promesso: basta bugie.

Si misero a passeggiare intorno al Lago Nero e prima che qualcuno dei due osasse aprire quella conversazione dovettero passare lunghi minuti di silenzio teso ed imbarazzato.

Alexis sentiva il cuore scoppiarle nel petto e temeva seriamente che quello decidesse di uscirle dalla gola e scappare via, lontano.

Sarebbe voluta scappare anche lei, il pi lontano possibile.

No, basta scappare, Alexis.

Basta bugie.

Alla fine, fu Harry a prendere coraggio e a spezzare il silenzio.

- Dove dove sei stata tutti questi anni? le domand, senza guardarla e continuando a rivolgere lo sguardo pensieroso sulla strada che stavano percorrendo Ho saputo della tua esistenza solo lanno scorso, quando Hagrid venuto a prendermi e mi ha raccontato ogni cosa di questo mondo e della mia famiglia.

- I Dursley non ti hanno mai parlato di me? chiese lei di rimando, piuttosto incredula.

Harry scosse la testa con espressione mesta.

- No, mai. confess, con rabbia velata Non sapevo nulla di questo mondo mi avevano persino detto che mamma e pap erano morti in un incidente dauto.

- Un incidente dauto?! trill lei sconvolta, arrestandosi di botto e fissandolo come se avesse detto una bestemmia irripetibile; aveva avuto la stessa reazione spropositata di Hagrid, cosa che fece sorridere Harry E inaudito!

- Lo so. rispose lui, con una scrollata di spalle Ma non cambiare discorso: dove sei stata?

Alexis sospir e riprese a camminare, seguita dal fratello.

Non sapeva proprio da dove iniziare.

- Io ho vissuto con Sirius. disse poi, come se questo fosse servito a spiegare tutto.

- Luis Cabrisk? la interruppe Harry ed Alexis annu.

- Lui il nostro padrino, Harry. rivel, ma la notizia non sembr sconvolgere il fratello e lei prese il suo silenzio come un invito a continuare Quando quando Tu-Sai-Chi venuto da te e da mamma e pap io non ero con voi. Sirius non mi ha mai spiegato bene perch voi vi stesse nascondendo, ma qualcosa che, evidentemente, aveva a che fare con te e non con me. Io non sono mai venuta a Godrics Hollow, mamma e pap mi affidarono a Sirius e un altro loro amico, Remus Lupin.

Nel raccontare si erano ormai fermati ed Harry la fissava con intensit ed interesse, ma lei rivolgeva gli occhi verso un orizzonte lontano ed offuscato.

- Quando Tu-Sai-Chi uccise -

Alexis si interruppe e prese un respiro profondo, cercando di arginare il dolore che come sempre le esplodeva nel petto al ricordo dei suoi genitori. Harry agi distinto: sollev una mano e intrecci le sue dita a quelle di lei, come a volerle comunicare che le era vicino e la capiva.

- Conosco quella parte, puoi saltarla.-

Alexis sorrise debolmente e annu come tacito ringraziamento, ricambiando la stretta del fratello.

- Beh, dopo quella sera, Sirius mi ha portata via, con s. Lui lui accusato di aver ucciso dodici Babbani ed un mago, ma non cos! Sirius non un assassino, innocente: di questo non ho dubbi e, nonostante tutto quello che potrai sentire in giro, non averne mai neanche tu.

Alexis avvolse la mano di Harry con entrambe le sue e la strinse con affetto e decisione, guardandolo dritto negli occhi con unintensit tale che lui non pot fare altro che annuire e credere alle sue parole.

- Mi ha portata via perch sapeva che ci avrebbero messi dai Dursley e lui beh, non voleva. Sapeva che pap li odiava ed ha cercato di fare il meglio per noi: avrebbe voluto prendere anche te e portarti via, ma quando arrivato a Godrics Hollow tu non ceri pi: Hagrid ti aveva gi preso con s.

Erano tante informazioni, ma Harry le registr nella sua mente come meglio pot. Alla fine annu, come a dire che aveva compreso tutto, e sciolse la presa delle loro mani, riprendendo a camminare.

- Perch ti sei presentata qui come Alexandra Black? Perch mentire sulla tua identit?

Seconda, inevitabile domanda. Alexis sospir e riprese a camminare accanto a lui, torcendosi le dita dietro la schiena.

- E stata unidea di Silente e di Sirius. Speravano che se io fossi venuta ad Hogwarts sotto falso nome avrei passato un anno tranquillo. Gli Auror mi stavano cercando e stanno tuttoggi cercando Sirius per portarlo ad Azkaban: se avessero saputo che io ero qui non mi avrebbero lasciata in pace sarebbero tornati per farmi domande, avrebbero intercettato le mie lettere e non mi avrebbero permesso di trascorrere lanno come una normale studentessa. Silente ha pensato che, dopo tutta una vita passata a scappare, forse mi sarebbe piaciuto avere un po di calma ecco perch il cognome Black: nessuno avrebbe infastidito una Black, non quando fai parte di una famiglia cos ricca e potente e purosangue.

Harry si ferm di nuovo e rimase di spalle, come se non volesse guardarla in faccia. Alexis rimase dietro di lui, lo sguardo fisso sulle sue spalle ampie.

- E perch mentire anche a me? disse dopo qualche secondo, con un mormorio ferito Che bisogno cera di nascondere anche a me, tuo fratello, la verit? Sai quanto ti ho cercato? Sai quanto ti ho aspettato? erano domande retoriche: lei sapeva eccome, visto che Harry era solito confidarsi con lei su quanto la sua sorellina gli mancasse un giorno s e laltro pure.

Alexis abbass lo sguardo e si morse il labbro inferiore. Dovettero trascorrere alcuni minuti di silenzio prima che riuscisse a formulare una risposta concreta ed accettabile.

- Io non ho giustificazioni, per questo. ammise, costringendo Harry a voltarsi nuovamente a guardarla: lei se ne stava l, con quellaria contrita e colpevole che gli faceva dolere il petto in maniera incontrastabile Ma devi capirmi, Harry: avevo paura! Se qualcuno lo avesse scoperto, sarebbe finito tutto quanto! E mi ero creata degli amici e la vita ad Hogwarts stava procedendo bene: tu riuscivi ad accettarmi come se fossi tua sorella, anche se ancora non sapevi chi io fossi davvero! E poi poi Sirius venuto qui e tutto si complicato. Ci sono state tante occasioni in cui avrei voluto e potuto dirtelo ma perdonami Harry, non ho scuse n niente, posso solo chiederti di perdonarmi.

Harry la guard, ma dietro lespressione impassibile del suo viso si poteva leggere lamore per quella piccola ragazza che aveva davanti; lavrebbe perdonata, di questo non aveva dubbi.

Come poteva non farlo?

Alexis era lunica famiglia che aveva.

- Quello che non mi spiego come abbiano fatto le Untouchable Ravens a scoprire la tua vera identit se tu non lo avevi mai detto a nessuno. osserv Harry dopo un po, scrutandola con unocchiata indagatoria mentre lei arrossiva e abbassava nuovamente lo sguardo.

- Beh - mormor nervosa, portandosi una ciocca di capelli dietro lorecchio C una persona alla quale lavevo detto - Harry corrug la fronte, ma lei rispose alla sua muta domanda prima che lui potesse formularla - Draco sapeva .

Harry sgran gli occhi e il suo viso divenne prima pallido e poi livido di rabbia.

- M-Malfoy sapeva?!? strill incredulo e risentito Malfoy sapeva che tu eri mia sorella ed io no?! adesso sembrava pi una questione dorgoglio.

Alexis storse il naso in una smorfia colpevole e socchiuse gli occhi, stringendo in una spalla e annuendo flebilmente.

- Malfoy sapeva. ripet Harry sconvolt, togliendosi gli occhiali e passandosi una mano sugli occhi; poi, come se una scintilla si fosse accesa nel suo cervello, rinforc gli occhiali e afferr Alexis per le spalle, scuotendola Quindi stato lui? E lui che ha fatto la spia?!

Alexis si affrett a scuotere la testa con vigore.

- No, no! Non stato lui, di questo ne sono certa! esclam con sicurezza.

- E come fai ad esserne tanto sicura? Malfoy un vile, meschino - ribatt il fratello, ma lei lo ferm prima che potesse continuare; si tolse dalla presa del fratello e lo afferr per le braccia a sua volta, fissandolo dal basso con sguardo deciso.

- Non stato lui, Harry. So che non mi tradirebbe mai perch lui - arross violentemente, ma non abbass mai lo sguardo, che fiero e deciso brill di determinazione - Draco mi ama. Non mi farebbe mai una cosa del genere.

Harry quasi si strozz con laria, mentre apprendeva la verit dietro quelle parole che quasi gli facevano pi male di tutte le bugie e di tutte le informazioni che Alexis gli aveva fornito fino a quel momento.

- Che?! fu lunica cosa che riusc a dire, troppo sconvolto per proferire qualcosa di pi intelligente.

Alexis ridacchi, senza riuscire a trattenersi.

- Tu tu e Malfoy! aggiunse Harry, con tono a met tra il turbato e il disgusto. Malfoy!

- Ti sei svegliato presto, Harry. lo schern lei con un sorrisino.

- Ma Malfoy! si lament il ragazzo E tu sei mia sorella! Malfoy con mia sorella! Mia sorella con Malfoy! Questo questo inaudito!

Alexis nascose una nuova risata dietro una mano, poi si accost di pi ad Harry e lo fiss dal basso con un ghigno malandrino.

- E io amo Draco. soggiunse, come se stesse riprendendo il discorso di prima.

Harry la guard con occhi spalancati, poi scosse la testa e le prese il viso tra le mani.

- Se avessi saputo prima che eri mia sorella, non ti avrei mai permesso di avvicinarti a lui. decret con sguardo severo.

Alexis sorrise colpevole e si strinse in una spalla, sfiorandogli le mani con le proprie.

- Allora qualcosa di positivo nel non avertelo detto subito c. lo provoc ed Harry le lanci unocchiataccia, ma adesso in fondo alle sue iridi di smeraldo non cera pi alcuna sfumatura arrabbiata: il ragazzo appariva sereno e felice.

Strinse di pi le dita sulle guance della sorella, costringendola a corrucciare le labbra in unespressione buffa e deliziosa.

- Sappi che non lo accetter mai, non sar mai amico di quel viscido di Malfoy, nemmeno per te.

Alexis arricci il naso.

- Nemmeno Draco ha intenzione di diventare tuo amico, tranquillo. rispose con un sorrisino ancora.

Harry la fiss intensamente, poi sbuff e allontan le mani.

- Ooooh Sta zitta e abbracciami, sorellina ! disse infine, esasperato, calando su di lei per avvolgerla in un abbraccio tenero assolutamente confortevole.

Alexis si lasci stringere contro quel petto ampio, il cui inconfondibile calore era sempre in grado di farla sentire a casa; una stretta morbida le serr il cuore, ma con un dolore sordo e piacevole, che le fece formicolare lo stomaco fino a che le farfalle che in esso erano nate non uscirono dalle sue labbra sotto forma di una risata genuina, che costrinse Harry a stringerla di pi a s, come se non fosse abbastanza vicina.

Alexis gli cinse la vita a sua volta, strusciando una guancia contro il maglione morbido della divisa del fratello.

- Temevo che non te lo avrei mai sentito dire - mormor, mentre Harry prendeva a cullarla piano.

- Mmm? Che cosa? le chiese, scostandosi appena per poterla vedere in viso.

Alexis sorrise ancora.

- Sorellina . Pensavo che non saresti mai riuscito a considerarmi tale.

Harry la fiss con sguardo sorpreso, poi le sue labbra si sciolsero in unespressione infinitamente dolce, che fece battere il cuore della giovane sempre pi velocemente.

E di nuovo quel dolore piacevole.

Harry la abbracci di nuovo, di slancio, premendole una mano sulla nuca, con un gesto di tenera familiarit.

- Ma che sciocchezze. sussurr dopo un po Tu sei e sarai sempre la mia s orellina. Sei tutta la mia famiglia, Alexis.

Alexis si aggrapp di nuovo alle sue spalle, mentre alcune lacrime scendeva a rigarle il viso, che lei nascose contro il petto del fratello.

- Anche tu sei tutta la mia famiglia, Harry. mormor, con la bocca premuta contro il maglione Tu e Sirius. Un giorno ci costruiremo una vita insieme e saremo di nuovo felici. Io te lo prometto.

Harry non aggiunse nulla, si limit a stringerla pi forte e a calare il capo contro la spalla di lei, socchiudendo i suoi occhi che, a loro volta, erano diventati lucidi.

Ed eccoci di nuovo qui con un nuovo capitolo!

Sono piuttosto di corsa, quindi mi limito a ringraziare con tutto il cuore le 10 persone che , dopo tanto tempo, sono ancora qui e mi hanno dimostrato il loro affetto lasciando una recensione allo scorso capitolo! Se oltre a loro anche qualcun altro ancora qui con noi, lasciatemi una recensione e fatemi sapere cosa ne pensate di questo nuovo capitolo: ormai ne mancano solo 4 alla fine, sostenetemi in questo finale che ancora ha da regalarvi molte emozioni, questa una promessa!

Per il resto, vi invito a seguirmi sul mio gruppo di facebook ( OneThousandStories ) e se siete fan di questa FanFiction e specialmente di Lucius&Narcissa, leggete l'altra mia storia ( Walk Through The Fire )

Bene, ora scappo: GRAZIE ancora a chi qui a leggere e soprattutto a chi perder due minutini del suo tempo per recensire, sapete quanto per me sia sempre importantissimo!

Un bacione e a prestissimo (:

Giulia.